De Angelis e l’errore, la replica dell’ex sindaco

Candido De Angelis ha inteso replicare al commento relativo all’episodio avvenuto ieri con Luigi D’Arpino. Ecco il testo del suo intervento: 

candido

Ho avuto una reazione esagerata nei confronti di Luigi D’Arpino, me ne rendo conto, ma non c’è nulla di politico in quello che ho fatto. Ho agito d’impulso, seguendo il mio carattere, dopo oltre un anno di dileggio da parte sua. Con comuni conoscenti e sui social media, un comportamento che mi ha esasperato fino all’inverosimile perché arrivato da una persona con la quale mi legava un sentimento di fratellanza.

In 24 anni di attività politica è stato l’unico, dell’ambiente, a varcare la soglia di casa mia e a restare a mangiare con me e la mia famiglia. Proprio per questo legame mai mi sarei aspettato certe sue frasi, ripetute nel tempo, né le recenti prese di posizione a commento della vicenda porto.

Questo astio nei miei confronti va avanti da qualche tempo, immagino perché nel 2008 indicai Luciano Bruschini come sindaco e non lui, pensando e concordando – invece – un ruolo nella Capo d’Anzio. Non disse niente allora, ma da un paio d’anni è diventato particolarmente sagace. In particolare nei miei confronti, ritenendomi “reo” di tutto ciò che è successo mentre io ero sindaco e lui – voglio ricordarlo – assessore…

Nel periodo da primo cittadino ho subito insulti di ogni genere, sono stato accusato in maniera pesante dai consiglieri comunali d’opposizione, ho subito denunce alla Corte dei conti, ma mai ho reagito come l’altra mattina. Perché, lo ripeto, non è una questione politica ma personale e ho vissuto l’ennesimo tradimento con le parole sul porto.

Può stare tranquillo, non c’entra il progetto né Marconi con il quale non parlo da anni, né come insinua il presidente della Capo d’Anzio è cercato dai consiglieri comunali. Verso questi ultimi ha usato parole pesanti e ha anche lui ha un ruolo pubblico.

In ogni modo non credo affatto di aver macchiato, come scrivi, i dieci anni di amministrazione. No, non può essere quella che considero una lite tra “fratelli” a macchiare quel periodo e il giudizio, comunque, è affidato ai cittadini.

Concordo sul fatto che questa città è al tracollo, abbandonata, la situazione è sotto gli occhi di tutti. Mi spiace non svolgere il ruolo di consigliere comunale come vorrei e dovrei, anzi mi scuso con i cittadini ma problemi di lavoro mi impediscono di dedicarmi meglio alle questioni del Comune.

Eppure il problema continuo a essere io. Sia per chi amministra, sia per chi ha fatto fare il sindaco a Bruschini – come il Pd – preoccupati di una mia eventuale nuova candidatura. Mi spiace per loro, ma in questo periodo ho solo il tempo di lavorare

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