Caro sindaco, sappiamo che sei onesto ma magari fossero film…

sindacosfogo
Ribadisco, Luciano Bruschini, sindaco di Anzio, è persona perbene, di specchiata onestà e uomo delle istituzioni. Lo conosco da una vita e lo ripeto. Come lo dicevo quando in campagna elettorale qualcuno – oggi suo alleato –  tirava fuori una storia di Acqualatina, questo almeno dovrebbe riconoscerlo.
Ha fatto bene a incontrare la stampa, ha detto la sua e ne prendiamo atto, ho scritto in passato che è andato oltre le righe con le accuse ai cittadini e ripeto pure questo.
Non faccio film, per quello che mi riguarda riporto fatti. Lo facevo, lo faccio e lo farò. Così come, se mai avrò un ruolo in Comune sul quale sono stato chiarissimo e trasparente, la stessa passione e rigore che metto nel mio lavoro porterò in una nuova esperienza.
I fatti, appunto, a proposito del “non c’è illegalità diffusa“.
1) Indagine servizi sociali: ex assessore condannato, ieri anche dalla Corte dei conti, per proroghe, insieme a un imprenditore che poi ritroviamo anche in altre indagini.
2) Indagine “Malasuerte”:  vede non indagati ma coinvolti personaggi politici importanti, andati a mediare per quella che sarebbe diventata un’estorsione. Incontro al quale – lo ha detto Zucchini in Tribunale – c’era anche il fratello del sindaco. Certo, erano andati lì per un accordo commerciale diventato altro, non potevano sapere. In quella stessa indagine ci sono personaggi che hanno portato voti e sostenuto questa maggioranza, i soldi dell’estorsione  – per inciso – finivano ai familiari di un boss di camorra detenuto al 416 bis.
3) Indagine “Evergreen”: il settore ambiente che è finito come sappiamo e gli investigatori che dicono chiaramente che l’assessore Placidi aveva rapporti con un personaggio in odore di ‘ndrangheta. Guarda caso, quando Federica Angeli scriveva (e veniva querelata) quel nome compariva.  Controlla la zona di Lavinio stazione, guarda caso l’unica dove Bruschini ha “doppiato” De Angelis all’ultimo ballottaggio. Sarà un caso, appunto, ma è un altro dei motivi per i quali non capisco perché Candido sia tornato sui propri passi rispetto al 2013. Sempre in “Evergreen” emergono strane manovre su biogas, terreni, distributori, lavori, appalti…
4) Indagine “Touch down”: ancora ambiente, un assessore che interveniva a gamba tesa per le gare, dispone chi far assumere e chi cacciare. Oggi Bruschini prende le distanze, ma dire che non sapeva ciò che avveniva alla luce del sole è francamente eccessivo. Ah, l’imprenditore di Cisterna dice (millantando, può darsi) che a cacciarlo “sono stati Placidi e il sindaco” e quello stesso imprenditore era pronto a sponsorizzare la campagna di un altro assessore. Ah, è agli arresti il titolare dell’azienda che ha gestito le mense senza una gara e poi con una proroga, della proroga, della proroga… Non è coinvolta Anzio, per dovere di cronaca, ma la ditta è la stessa
5) Indagine proroghe verde: ancora ambiente, ancora l’assessore e il dirigente coinvolti, una consigliera comunale, il primo dei non eletti della Lista Enea che ha rinunciato a entrare essendo imputato con Placidi, cooperative che fino a ieri hanno lavorato con il Comune mentre i loro rappresentanti erano esponenti vicinissimi alla maggioranza.  L’udienza di ieri è stata rinviata ad aprile. Nell’ambito della vicenda del verde c’è l’inchiesta per le minacce e le percosse nel passaggio da “Giva” a “Parco di Veio”
6) Impianti sportivi: a Falasche per pagare hanno dovuto aspettare che questo povero scemo, insieme ai colleghi del Granchio,  scrivesse che il Comune si era “dimenticato” di riscuotere. Per la gestione di quell’impianto, affidata di fatto all’assessore Alessandroni, ci sono un’indagine per evasione fiscale e una per furto di energia elettrica. Al Deportivo ci ha pensato la Finanza, la politica fingeva di non vedere (ma prima del ballottaggio Bruschini e i suoi festeggiavano proprio lì) e un ex dirigente molto potente e tre funzionari si ritrovano indagati perché il Deportivo non pagava.
7) Mef: una relazione durissima di fronte alla quale ci sono  responsabilità dell’ex segretario e dei dirigenti, vero, ma la politica, se c’era, che faceva?
8) Le cose quotidiane:  mi piace chiamarle così, perché la legalità inizia dalle vicende di ogni giorno. Se uno assume un dirigente con un titolo sbagliato, magari “imposto” da un assessore, ripara. Se chi deve controllare è pure controllato, se valgono titoli   per i quali la Corte dei conti ha sanzionato l’ex segretario, se un consigliere comunale sostiene di avere un atto prima che esca e lo riferisca a un’azienda che pagherà tangenti, un assessore va  a chiedere al dirigente di sbrigarsi a “cliccare” perché deve accontentare una ditta vicina e questi lo fa….
9) Pressioni: ne hanno denunciate l’ex segretario Pompeo Savarino, l’attuale Marina Inches, la dirigente Angela Santaniello. C’è gente coinvolta in “Malasuerte” e altra di  inchieste diverse che in Comune gira negli uffici come nulla fosse.
10) Il resto: l’hotel chiuso con un’ordinanza e nel quale, con i buoni uffici della politica, arrivano i migranti, le concessioni revocate a consiglieri comunali, quelli che erano morosi e il problema era chi lo scriveva e non chi doveva pagare ed era di fatto incompatibile, l’estate con chi litiga sul palco da montare, le assegnazioni ad amici degli amici, le tante fatture numero 1… e una serie di altre vicende diciamo “minori”
Non è “illegalità diffusa“? La vediamo diversamente.  Come abbiamo idee diverse rispetto alla città. Non è questione personale, caro sindaco, non ce l’ho con te. Magari fosse un film, forse avrebbe un lieto fine.

Abbiamo un vice sindaco, ma ripeto: non si scherza

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Non poteva essere diversamente. Fanno politica da una vita, sono nelle amministrazioni pubbliche da oltre 30 anni, figurati se rischiano di mettere a repentaglio tutto per una nomina.

Questa mattina l’ufficio comunicazione del Comune di Anzio ci informa che Giorgio Zucchini è vice sindaco e assessore alle finanze e patrimonio, nonché che sostituirà il primo cittadino fino al 9 novembre. Il provvedimento che sull’albo on line porta la data odierna, è di venerdì 27 e contestualmente – c’è da ritenere – è stato inviato al Prefetto.

Diciamo che in piena crisi politica si è preferito dire ai cittadini che siamo andati su “Linea Blu” (cosa lodevole che si ripete, comunque, ciclicamente) ma non informarli dell’avvenuta nomina. Così come nel 3.0 de noantri si è inserito con calma il decreto di nomina (nessuno poteva farlo il 27, in Comune?), dopo che il Meetup “Grilli di Anzio” e chi scrive hanno inviato una pec alla Prefettura e reso nota la cosa. Coincidenze, ci mancherebbe. Attenzione, però, il protocollo apposto sulla nomina recita “U  N.0053150/2017 del 30/10/2017“, cioè di oggi. Qualcosa non deve proprio funzionare in questo 3.0, mentre il codice dell’amministrazione digitale afferma che il protocollo deve essere contestuale. Ahi ahi…. questi pensano davvero che i cittadini hanno l’anello al naso.

Come affermavo ieri, il punto è un altro e verte sull’articolo 46 del testo unico degli enti locali, richiamato anche nell’atto di nomina di Zucchini. Recita, al comma 2: “Il sindaco e il presidente della provincia nominano i componenti della giunta, tra cui un vicesindaco e un vicepresidente, e ne danno comunicazione al consiglio nella prima seduta successiva alla elezione“. I componenti, tra cui…  Basta la nomina di uno soltanto? Secondo la politica di casa nostra, sembra di sentirli, ma sì… che vai a guardare…

Invece non si scherza, non si espone la città a figure del genere.  Di fatto con la sola nomina del vice Bruschini ha “commissariato” il Comune fino al 9 novembre (non è che Zucchini possa riunire la giunta da solo, o sì?), costretto i cocci del centro-destra a continuare a trattare sulla crisi e il “programma di fine mandato” (!?!?), violato le norme sulla composizione dell’organo esecutivo con rispetto della parità di genere: la giunta  oggi risulta composta da lui e un assessore, entrambi di sesso maschile.

Continuo a ostinarmi a pensare che #unaltracittà debba partire dalla legalità delle cose quotidiane. Basta con chi le calpesta impunemente.

 

 

Vice sindaco, non si scherza. Giusto chiedere al Prefetto

prefettura

La Prefettura di Roma

Ce lo abbiamo o non il vice sindaco, dato che il primo cittadino – Luciano Bruschini – è in ferie fino al 7 novembre? Secondo quanto scrive Il Clandestino sì e c’è da crederci, ma atti ufficiali non ne vediamo. La trasparenza, è noto, non appartiene al 3.0 promesso in campagna elettorale, quindi all’albo pretorio non c’è traccia di nomine. Eppure fino a ieri, 28 ottobre, dal sito del Comune ci informavano della puntata di “Linea Blu“, ma nessuno evidentemente ha avuto il tempo di inserire l’atto. Perché deve esserci.

Non è uno scherzo, il Comune – al di là della fascia da indossare per la visita di Papa Francesco a Nettuno il 2 novembre – deve avere una guida. Al momento di lasciare, sia pure per qualche giorno, il sindaco è tenuto a comunicare in Prefettura chi lo sostituisce, “passandogli” i pieni poteri. Scelta che ricade sul vice, ovvio, solo che qui la giunta è azzerata e l’articolo 46 del testo unico degli enti locali recita  che il sindaco nomina “(…) i componenti della giunta, tra cui un vicesindaco“. Si può avere quest’ultimo senza una giunta, dato che è azzerata dal 20 ottobre?

Ad Anzio siamo abituati a tutto e di più, quindi non c’è da stupirsi. Diciamo pure che di sicuro sarà possibile, non crediamo che in Comune si spingano a fare cose del genere o a mettere “pezze“.  Sarebbe una figuraccia istituzionale senza precedenti.

Bene hanno fatto a farlo notare dal Meetup Grilli di Anzio“. Chi scrive, invece, si è preoccupato di spedire via pec – da semplice cittadino – una richiesta al Prefetto e per conoscenza alla segretaria generale del Comune nella quale si segnala la situazione e si chiedono chiarimenti. Speriamo di averli già oggi, dall’albo on line. Anche se quell’articolo 46 sembra chiaro.

Intanto, nella maggioranza ormai allargata, la trattativa continua…

 

Il candidato, #unaltracittà: facciamo a capirci

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Aveva ragione la mia amica Giovanna, lo ripeto sempre: “Leggi e scrivi ma di politica non capisci un c....” Aveva ragione perché si fa presto a scatenare la tempesta nel bicchiere. Basta confermare un impegno, basta fare una dichiarazione ed ecco: non solo sei candidato sindaco (di chi?) ma la parola “alternativo” pronunciata alla collega Elisabetta Bonanni che ha ripreso un mio post su facebook crea delle difficoltà.

Ebbene già un anno fa, presentando l’idea di #unaltracittà avevo chiaro a chi fossi alternativo: a chi ha governato fino a oggi e chi lo ha sostenuto apertamente e non. Nella presentazione c’era un “muro” da abbattere, più chiaro di così….

Nelle dichiarazioni parlo di alternativo al Pd e mi viene giustamente fatto notare che è come se non li volessi. Niente di più sbagliato: ho ricordato, sempre un anno fa, che sono tra i fondatori, ho votato sempre alle primarie, immaginavo – come tanti – qualcosa di assolutamente diverso dalla guerra fra correnti. Ecco, a questa sono sicuramente alternativo. Avessi voluto, 35 anni fa davo retta a mio padre, andavo con gli allora “basisti” e forse avrei fatto “politica” magari con una poltroncina in Rai o qualche incarico. Non l’ho fatto allora, figuriamoci oggi.

E   sono in disaccordo – diciamo così – con  chi non è stato al governo (non ci sta da 20 anni, ricordiamolo) ma soprattutto nell’ultimo periodo sembra “annacquato” sulla gestione di Luciano Bruschini che pure aveva provato a incalzare sul bilancio, sulla legalità (allargando il fronte alle associazioni) sul patrimonio. Allora facciamo a capirci, non giochiamo al politichese, se mai ci sarà una candidatura la mia area di riferimento era e resta quella, ma non sono un potenziale candidato di “bandiera“. Se servo ad allargare l’orizzonte, bene, altrimenti avanti altri. Non si va in Paradiso per dispetto dei santi.

Scrivevo un anno fa: “Si poteva andare da un partito, fare un’alleanza con chi rappresenta la politica anziate e ci ha portato nella condizione in cui siamo. Si poteva cedere alle lusinghe di chi dice “io ho 1000 voti” e di chi promette di portare con sé “cinque-sei consiglieri“. Ma sì, ti metti a tavolino, fai i conti, speri che vada bene (a loro è andata benissimo, finora) prometti qualcosa che non manterrai, ma saresti solo il nome nuovo e spendibile per una vecchia classe politica e dirigente. Se poi il tuo nome servisse, come “bandiera” nel Pd, per passare dal 20% di Bernardone alle ultime amministrative al 22% perché sei un po’ più conosciuto cosa avresti fatto? Nulla. E se pure il Pd fosse parte di questo discorso – alla pari con altri – sai che dovresti temere i “dinosauri” che nel ’95 non confluirono su Mangili e nel ’98 mandarono a casa Mastracci consegnando definitivamente la città al centro-destra“. Ecco, alternativo a tutto questo. Ora è chiaro?

Poi sarà quello che verrà, certo che con un centro-destra unito le speranze sono poche, allora hai il dovere di allargare a chi non si piega alla staffetta De Angelis-Bruschini-De Angelis dopo la “guerra” di quattro anni fa. Di allargare a chi non vota, a chi non piace il “guru” che dirige i Grillini tra Genova e una Srl (e deciderà anche il candidato ad Anzio, non capisco di politica ma quando hai Ardea, Nettuno e Pomezia   devi provare il poker). Di allargare alle esperienze civiche di diversa estrazione. Perché in una città si deve pensare all’ordinario (buche, immondizia, servizi) in antitesi a quanto visto finora e a un modello di sviluppo diverso da quello che ci ha portato dove siamo (sostenibile, di qualità, immaginato per il breve, medio e lungo periodo). Si deve fare questo, non pensare  allo ius soli, al fine vita o cose del genere. Per quelle c’è il Parlamento.

Ecco, facciamo a capirci: il mio impegno in questo senso – da cittadino – c’era e c’è. Scrivevo sempre un anno fa: “(…)se riusciremo a mettere insieme chi vuole realmente cambiare le cose in questa città parleremo anche del candidato sindaco. Ma per farlo dobbiamo essere credibili e questo dipenderà  esclusivamente da noi (…)

#iosonopronto

Addio a Castore, nonostante tutto è stato “il” sindaco

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Castore Marigliani in occasione dell’intervista per i suoi 90 anni. (Foto il Granchio)

Un tweet, forse aveva capito anche questo passaggio tecnologico. Impulsivamente l’ho ricordato scrivendo: “Anzio perde grande protagonista. Addio a Castore Marigliani, sindaco tra i più importanti che abbiamo avuto nonostante tutto. Riposi in pace“. Sì, piaccia o meno Castore Marigliani – che fino all’ultimo è stato negli uffici dell’attività di famiglia in via Breschi, lucidissimo – è stato un grande protagonista.

Pensate, se ne va l’11 settembre, anniversario della Torri Gemelle, lui che citando lo sbarco aveva convinto gli americani della Palmolive a investire qui. E, ricordo personale, per ironia della sorte l’intervista per il novantesimo compleanno è stato il mio ultimo articolo per “il Granchio“, a settembre di quattro anni fa. Chi vuole può leggere a questo link il testo che poi è stato pubblicato.

Ho scritto “nonostante tutto” perché a mio parere le scelte fatte all’epoca, la vocazione di questo paese snaturata, le paghiamo ancora oggi ma come amava ripetere  lui tutto doveva essere “contestualizzato“. Le case ad Anzio Colonia? Certo, si potevano fare dietro la linea ferroviaria “Ma ragazzo mio, i pescatori volevano vedere il mare per decidere se uscire o meno e andare a lavorare“.

A quella generazione politica che ha avuto sicuramente dei difetti, vanno riconosciuti dei meriti. Quello di avere immaginato alcune opere che abbiamo ancora oggi. Il centro sportivo comunale, per esempio, o l’acquisizione del Paradiso sul Mare, un’idea allora innovativa che il Comune sposò come “La Francescana” (chissà che si diranno con Padre Vincenzo, lassù, visto come è finita) per la quale i cittadini di Anzio misero dei soldi e l’ente diede un finanziamento. Poi potremo discutere a lungo se è stato o meno – quel periodo – l’inizio della fine. Dalle costruzioni in area archeologica a una industrializzazione che probabilmente non ci apparteneva, fino al via libera a lottizzazioni che ci portiamo ancora dietro. Quando raccontava della Palmolive ricordava “quelli chiedevano e io dicevo sempre di sì, sapevo che era una cosa molto importante e avrebbe dato lavoro e sviluppo“.

Se gli chiedevi di Villa Sarsina, del rapporto fraterno con Padre Vincenzo, della politica di allora, negli occhi notavi un velo di commozione. Una cosa è certa – e dovrebbe essere d’insegnamento ancora oggi – per il ciclo delle interviste “Quand’ero sindaco” che facemmo con “il Granchio” raccontò di “aver sceso da solo le scale del Comune, quando ho capito che non potevo restare“.  Se ne andò, non attese che lo “sfiduciassero“. Ebbe ancora un ruolo, un’influenza persino sulla scelta dei successori, ma non fu più attivo nella vita politica cittadina. Di quell’ultima intervista conservo l’invito al dialogo. Eravamo usciti fra l’altro da una campagna elettorale da “guerra” e senza precedenti. “Oggi non si parla più, si usa il potere, si urla. Dico, ma perché non parlate? Soprattutto ricordate che la virtù più grande di un consigliere comunale è ascoltare e essere umile. Invece si respira aria di odio tra amministratori, ci si dimentica spesso che si è lì per servire e non per  comandare“. Già…

Ecco, del clima politico degli anni di Castore Marigliani – dove pure si discuteva,  c’è ad esempio chi  ricorda di dispute accesissime con l’esponente Pci Amos Sabatini – e di quello successivo, andrebbe riscoperta la capacità di parlarsi. Nelle diversità, ci mancherebbe, ma di confrontarsi.

Di certo all’epoca di Castore e fino agli anni ’90 non c’era la barbarie odierna, di sicuro per lui c’erano emergenze importanti, prime fra tutti quella abitativa. Si poteva fare meglio? Questo è vero sempre, ma in quel momento era importante fare. E lui, novantenne, disse senza problemi: “Rifarei tutto, errori compresi“. Forse anche per questo – non se ne abbiano gli altri – Castore Marigliani è ancora oggi “il” sindaco. Quello che è stato di più alla guida della città, quello ricordato e benvoluto da tutti. Errori compresi, evidentemente.

Lo saluto   con lo scambio che avevamo quando ci si incontrava: “Buongiorno ragazzo, scrivi scrivi, vai avanti…” e io “Buongiorno sindaco, grazie….” Oggi posso dire “Arrivederci, sindaco. E grazie“.

All’elenco di luoghi da intitolare affinché la memoria di questa città cresciuta a dismisura non vada perduta se ne aggiunge uno per Castore Marigliani, insieme a quelli per Egidio Garzia, Francesco Conte, Victor Hugo Antei, Ettore Cicconetti…

Ai figli e familiari tutti un forte abbraccio. E’ giusto chiudere con le condivisibili parole inviate ai congiunti dal sindaco di Anzio, Luciano Bruschini: “Mi stringo a voi con sincera commozione per la perdita del caro Castore, uomo di rari valori e profonda saggezza, protagonista della rinascita della nostra amata Anzio, negli anni difficili del dopoguerra. Certo che il suo ricordo rimarrà vivo, per sempre, vi giungano le mie più sentite condoglianze e quelle della Città di Anzio tutta”.

 

 

 

Bene il Vallo Volsco, stavolta sindaco hai ragione

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Il taglio del nastro (Foto Raniero Avvisati/Comune di Anzio)

Sono stato questa mattina all’inaugurazione del Vallo Volsco, è uno dei giorni importanti nella vita di una città e concordo – non suoni strano – con quanto ha affermato il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini. Ci sono momenti nei quali non esistono punti di vista differenti sulla gestione dell’amministrazione civica che possano allontanare, tutt’altro.

Ha fatto bene, il sindaco, anche a ringraziare il suo predecessore Candido De Angelis – presente, insieme ad altri consiglieri di maggioranza e opposizione – perché quel progetto parte da lontano. Da quel disegno di città che doveva essere “mare, cultura e natura” ed è purtroppo diventata altro. Non è il momento di parlarne ora, qui piace ricordare le chiacchierate – rimaste teoria, purtroppo – con il progettista del piano regolatore, Pierluigi Cervellati, su quello che poteva essere questa città nell’idea che era affidata alla relazione e lì è rimasta. Il Vallo Volsco era uno dei pezzi di quel “parco delle ville” che a 15 anni dall’adozione e 12 dall’approvazione del piano non vediamo, ma ripeto niente polemiche.

Quello spazio nasce, lo ricordava lo stesso Bruschini, come orto botanico, poi ci sono stati sviluppi, problemi, e senza l’accordo con il Comitato di Santa Teresa forse non avrebbe mai aperto. Ecco un esempio di sinergia tra amministrazione civica e comitati che sono – tutti, anche quelli che segnalano e denunciano – una risorsa per il Comune. Vanno fatti complimenti sinceri e detto grazie, come ha sottolineato Bruschini (qui c’è il video), a chiunque si è prodigato per arrivare a questo risultato.

Nel clima di festa il sindaco non ha evitato di lamentarsi di chi fa critiche, con ciò sottolineando che chi se la prende con la città “critica se stesso“, ribadendo che ad Anzio occorre volere bene. Hai ragione sindaco, consentimi solo un appunto: criticare non significa necessariamente voler male, anzi, ma preoccuparsi spesso di cose che non vanno e dare anche possibili soluzioni.

Chiusa qui: complimenti e un grazie sincero. Oggi è un giorno importante.

Ominicchi e viperelle, caro sindaco non ci siamo

lucianola7

Il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, torna a mandare messaggi sibillini. Nella serie di comunicati che stanno inondando redazioni e social – deve essere la sua nuova e insolita strategia mediatica anti 5stelle che finisce per aiutarli, i “grillini” – ogni tanto infila “perle” come quella che riportiamo qui sotto.

Chi pensa di costruirsi una carriera politica inventando e moltiplicando falsità sulla nostra Città, senza mai domandarsi se sono all’altezza di poterlo fare, dipingendola come una contrada ai confini del mondo, sarà isolato dagli stessi Cittadini che vivono in una delle Città più belle ed organizzate della nostra Nazione. Vergogna! Questi <ominicchi e viperelle> sono a conoscenza che non spetta alla politica la gestione degli appalti pubblici? Certo che lo sanno, ma omettono volutamente di dirlo… Mi è già capitato, in passato, di vedere chi era portatore dei valori di onestà, legalità ed altro: molti di loro sono finiti nelle patrie galere. Viva Anzio, Viva i Cittadini che amano e difendono il buon nome della nostra Città“.

Non è lui, non è il Bruschini che conosciamo, anche se dalla storia che riguarda chi scrive e cioè che “siamo tutti nati e cresciuti ad Anzio” – insinuando chissà cosa – agli “imbecilli locali”, dalle maxi richieste di risarcimento annunciate come le denunce a una parlamentare, di strada evidentemente ne ha percorsa tanta in tal senso. Era ed è abituato a parlare con le 8-10 persone che “fanno” politica nei diversi schieramenti dei partiti e a sistemare le cose, mettere a tacere, rinviare. Per questo, forse, è diventato allergico ai cittadini che chiedono, dimostrano, accedono ai documenti. Non li sopporta, è evidente, ad Anzio come ricordava Mario Marcellini sui social vige il vecchio adagio “cuggì, fatte li c… tua”. Devono pensarla così il sindaco e la sua maggioranza, vecchia e allargata agli ex avversari di Candido De Angelis, nel frattempo incaricato alla successione di Bruschini e che – tacendo – acconsente.

Ebbene, signor sindaco, deve dire chi starebbe costruendo carriere inventando falsità. Chi dovrebbe vergognarsi e perché. Troppo facile sparare nel mucchio.

Allora proviamo a rigirarlo, il discorso, se si riferisce agli “ominicchi” chi sarebbero gli uomini? Quelli che amministrano la città, usando spazi pubblici senza pagare il dovuto, ad esempio? O chi ha “dimenticato” di pagare i tributi, al punto da far intervenire gli uffici per proporne la decadenza in quanto incompatibile? O chi si è visto far causa dal Comune perché non aveva girato i soldi dovuti? Oppure quelli che confondono il loro ruolo e vendono biglietti, propongono spettacoli, decidono chi entra e chi non a teatro. O no, forse abbiamo capito male, sono quelli che hanno l’hotel chiuso da un’ordinanza ma che magicamente apre perché lo dice la Prefettura, senza che il sindaco – come farà successivamente – si preoccupi dell’arrivo dei migranti. Sono questi, gli uomini? Basta saperlo…

Fa riferimento, sempre con termine spregiativo, a “viperelle”, qui è molto più semplice capire chi non è tale, almeno secondo il sindaco. Ad esempio chi firma dimissioni irrevocabili e poi ci ripensa o chi passa da un gruppo consiliare all’altro ma resta fedele alla maggioranza, non si sa mai… C’è anche chi non si accorge di un candidato che ha un titolo non richiesto da un bando, volendo eh….

Il riferimento agli appalti è, anche quello, incomprensibile. Formalmente la politica non c’entra, lo sa chi scrive e anche tanti altri. Un pochino si è studiato, su…. E’ che in questa città la politica se ne occupa talmente tanto che hanno arrestato e condannato in primo e secondo grado un ex assessore proprio di Bruschini, hanno chiesto il giudizio per un altro assessore e una consigliera comunale, nell’indagine “Malasuerte” una vittima di estorsione riferisce che è stato un politico a mediare (il quale, però, sostiene che la signora in questione millanta), e non c’erano forse un assessore e un consigliere comunale a “difendere” l’appalto che passava da Giva a Parco di Veio a Villa Adele? Non sono stati assessori e politici di casa nostra a dire che preferivano una ditta piuttosto di un’altra per l’appalto rifiuti?

Poi, magari, capiremo anche per quale motivo due segretari generali sono andati dai carabinieri a proposito di appalti. Di sicuro una dirigente lo ha fatto denunciando pressioni della politica e presenze diciamo singolari nei suoi uffici, guarda caso di una persona che è usa girare liberamente anche nell’emiciclo consiliare. Ah, non è andato lo stesso sindaco dai carabinieri per la tangente – mai trovata – sull’appalto mense? 

Non ricordo, a memoria, chi sia finito in galera in questa città dopo aver predicato onestà e dire che faccio questo mestiere da una vita… Chi è? Lo dica….

Poi certo, viva Anzio e viva i cittadini che la amano e la difendono. Tutti, caro sindaco, non solo quelli allineati e coperti.

Dai “giornaletti” agli “imbecilli”, il segno del declino

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Si arrabbiò e pure tanto, il sindaco Luciano Bruschini. Aveva ragione. Ad attenderlo sotto la sede del Comune, in piazza Cesare Battisti, all’inizio degli anni ’90, c’erano genitori e bambini della scuola media di Anzio Colonia, oggi “Falcone“. Già 25 anni fa si registravano dei problemi e all’arrivo del sindaco partì un coro: “buffone, buffone”.

Una delegazione di genitori venne ricevuta – con giornalisti al seguito, tra i quali chi scrive – e Luciano Bruschini disse giustamente che prima di dare del buffone a lui e di chiedere l’intervento del Comune, quei genitori dovevano insegnare l’educazione ai figli. Non si dà del buffone a un sindaco, a una istituzione, non lo fanno dei bambini soprattutto.

Ecco, dalla lezione di educazione civica di allora, alla pessima figura di un sindaco che dà degli “imbecilli” ai cittadini il passo, purtroppo, è stato breve. Un segno dei tempi che sono cambiati, certo. Di questi 25 anni nei quali il rispetto lo abbiamo spesso messo sotto le scarpe, anche se la pessima uscita del sindaco che fa ancora bella mostra sulla home page del Comune – mentre buona parte del sito continua a non rispettare le norme sulla trasparenza – è il segno evidente del declino di questa classe politica e dirigente.

Dove il disprezzo ha preso il posto della dialettica civile, dove non potendo più contare esclusivamente su quelle 10-15 persone che facevano e fanno “politica” e  con le quali bastava parlare per “aggiustare” le cose, si esce di senno. Nei confronti dei giornali e dei cittadini “rei” – questi ultimi – di segnalare cose che non vanno o, peggio, fare comitati….

Avete capito bene, i cittadini che dovrebbero essere una risorsa – soprattutto quando segnalano – sono se va bene “sopportati“.

Esce una notizia su uno dei media locali? Ma sì, “i giornaletti“. Quattro cittadini segnalano che le analisi dell’Arpa dicono che il mare è inquinato e che in Comune – tra un fax che arriva a uffici chiusi e un protocollo che se la prende con calma – non hanno provveduto? Denuncia a carico loro, con pochi in piazza a esprimere solidarietà purtroppo. Era vera quella notizia, al punto che il procedimento intentato dall’assessore Placidi per conto del Comune è stato archiviato. Ma intanto il segnale era chiaro: parli? Provo a zittirti. Segno di debolezza eh, non di forza….

Come quando si fa identificare in consiglio comunale chi sta facendo il proprio lavoro, la buonanima di Giancarlo Testi, ma poi si sorvola su chi interrompe con violenza i lavori. Giancarlo era giornalista, chi interruppe “fa” politica. Vogliamo ricordare i riferimenti alle “belle penne“? O allo “pseudo giornalista” – chi scrive – perché no pure “infame“? Silenzio, la politica difende se stessa e scende inesorabile nel suo declino. O preferisce, sotto sotto, dire “hanno fatto bene“, quando a margine del primo consiglio comunale aggrediscono il direttore del Granchio. Ma sì, vero?

Aggrediscono dei cittadini a Lido dei Pini perché stanno manifestando a difesa della pineta? Si fa un consiglio comunale che rasenta la farsa, con Bernardone che lo aveva chiesto e prova a fatica a far comprendere che quella è una cosa grave  e che forse dietro all’aggressione c’è qualcosa di più serio. Ma no, hanno fretta in maggioranza e devono tutelare altri, non gli aggrediti. Un comitato fa le pulci ai lavori di protezione del porto neroniano, fra l’altro assegnati dalla Regione a una ditta che si scoprirà avere l’interdittiva antimafia?, per il sindaco quei cittadini sono in modo più sprezzante che ironico “ingegneri navali“. Peccato avessero ragione.

Come avesse ragione chi commentava su facebook le dimissioni “irrevocabili” di Nolfi e Cafà dicendo che erano una presa in giro.  Invece  c’è chi commentava le notizie riportate dai giornali sostenendo che scrivessero cose “finte” e che “tanto la strada prima o poi ci farà incontrare“. Perché il problema – vedi richiesta milionaria a La7 – è sempre chi racconta, mai quello che accade ed è nero su bianco. E nemmeno abbiamo citato tutto, perché basta un giro sui social – potrebbe farlo il sindaco 3.0 – per leggere i pesanti aggettivi usati da qualche consigliere comunale.

 Così ieri ho fatto una riflessione con alcuni colleghi di “giornaletti” incontrati a via XX settembre, i quali hanno preso il caffè con uno “pseudo giornalista” non prima di aver salutato un paio di “imbecilli locali” seduti al bar in piazza.

Dal sindaco che dava – giustamente – lezioni di buona educazione, a quello che insulta semplici cittadini. Eccolo il declino di chi ci amministra e di questa classe politica ormai fuori dal tempo.

Caro sindaco, basta con l’alibi del candidato

lucianola7

Caro sindaco, caro Luciano

mi permetto di parlarti con la confidenza che abbiamo da tempo, nella speranza di chiarire una volta per tutte la mia posizione e di dare così a te e alla tua maggioranza più possibilità di occuparsi di Anzio e della sua amministrazione anziché di un semplice cittadino – ti cito – “possibile candidato”.

Per la seconda volta finisco su un comunicato ufficiale del Comune semplicemente per aver fatto il mio lavoro. Con la scusa che sarei il candidato sindaco – cosa a oggi assolutamente NON VERA – vengo tirato in ballo dopo le dichiarazioni fatte a una collega di La7. Non doveva venire certo una tv nazionale a dirci quello che ai cittadini è noto e che da queste parti si scrive da tempo, ma nonostante il tuo slogan elettorale inneggiante al 3.0 vedo che ti sfugge ancora il senso di ciò che “è” e ciò che “fa” notizia.

Anzio ultimamente la “fa”, perché ci sono vicende che accadono e perché parlamentari di più estrazioni hanno chiesto una commissione d’accesso. Quando una tv decide di muoversi è perché la cosa “fa” notizia e normalmente chiunque arrivi su un territorio cerca di avere riscontri da colleghi che lì vivono e lavorano. Funziona così, caro sindaco, mentre chi fa politica da tanto tempo come te – ma anche diversi giovani virgulti – vede fantasmi ovunque.

Non ce ne sono, lo sai, l’unico che avete e che state usando non da oggi è che sarei candidato. L’elettorato passivo, me lo insegni, spetta a chiunque ha compiuto 18 anni, non sei tu a decidere chi può essere candidato e chi non, sai bene – e lo ripeto – che al momento io tutto sono fuorché l’aspirante sindaco. Se e quando sarà, vedremo, ma basta con questo alibi. Tanto meno con quello che abuserei della mia professione. Niente di più falso!

Mi scrivesti la volta scorsa che siamo tutti “nati e cresciuti ad Anzio” ebbene conosci il mio impegno da quando sono ragazzino: nello sport, il volontariato, gli scout, le associazioni, il sindacato, il giornalismo di denuncia. A livello locale e – ringraziando Dio – nazionale.

Impegno che oggi con #unaltracittà tutto è – c’erano tuoi fidati collaboratori alla presentazione – fuorché una candidatura. Perché prima di quella si deve stabilire cosa si vuole fare e con chi. Sì, l’esatto contrario tuo e di chi “fa” politica da una vita. Di chi, per tuo conto, è venuto a dirmi “non attaccare più Luciano, abbiamo sei consiglieri comunali pronti a venire con te….” e si è sentito rispondere “No, grazie”.

Mi conosci, ci conosciamo, ricordi sempre che fondai i Verdi, che sono simpatizzante Radicale, sai come la penso non da oggi ma fatico a comprendere perché darei tanto fastidio.O forse lo comprendo benissimo. Sai – sapete – che certi “giochi” non si farebbero più. Che nessuno sarebbe “garantito”. Si dice così in politica, no?

Bene, stai tranquillo perché capisco che possa essere comodo cercare alibi di fronte a vicende che sono accadute sul territorio, che sono in atti giudiziari, che coinvolgono esponenti di maggioranza e loro portatori di voti, magari quei 300 con i quali hai vinto al ballottaggio. L’alibi del candidato che non c’è. Comodo e facile, ma sì… Racconta una stupidaggine tante volte e diventa una verità. Perché sarebbe chi racconta a infangare la città, non altri, vero?

Io a La7 ho raccontato – da cronista che era e resta il mio mestiere (c’è chi ne ha inventato un altro da un ventennio, a spese nostre) ciò che è vero realmente. L’ho fatto perché è il mio lavoro e mi insegni tu che il lavoro è sacro. Ho detto ciò che è scritto in atti giudiziari, dove sono indicate persone risultate decisive per le sorti di questa maggioranza. Ho raccontato le stesse cose citate in un convegno sulla legalità fatto a Villa Sarsina, presente Sebastiano Attoni – tuo assessore – che può confermare. Ho detto pubblicamente e scritto tante volte che la commissione d’accesso è l’ultima cosa che vorrei, ma a te – a voi – interessa fare teoremi, correre dietro ai “si dice che….”. Passate le giornate a preoccuparvi di strategie e candidati, mentre la città è ridotta in condizioni a mio modo di vedere pietose e la politica – lo sai bene – non ha mai toccato livelli così bassi.

Già, mi sto rivolgendo a te, nella speranza che questa vicenda finisca, però mi rendo conto che sei lo stesso che non spese una parola mentre mi davano dell’infame o dello pseudo-giornalista in consiglio comunale. C’è chi sorrideva, mentre ero definito infame, ricordi?

Era vera la storia dei morosi e non è ancora risolta. Come non lo sono altre: dall’ultima – la laurea sbagliata per il dirigente dell’area finanziaria – a quelle citate in “Mala suerte”, nelle altre indagini e nella relazione del Mef. E come non lo sono il porto, la raccolta dei rifiuti, le biogas, la trasparenza e tutto quello che avete scritto nei programmi elettorali.

Stai tranquillo, caro Luciano, vai avanti fino al 2018 e occupati della città. Io ho da fare con il mio lavoro, con un documentario che nasce dal libro che ho scritto, per il quale continuo a girare l’Italia dicendo orgogliosamente che vengo da Anzio. Comunque, se mai decidessi di candidarmi, non arriverei – e lo sai – ai livelli che sto vedendo. E ce ne sarebbe eh… lo sai bene. Preferirei parlare di città, di sviluppo, di futuro. Cose lontane dal tuo, dal vostro modo di essere. Voi fate politica, voi parlate di politica…. è vero, siete bravi. Per questo, se mai fosse, non vorrei avere nulla a che fare con chi appartiene al passato e al presente.

Con meno stima del solito, ti saluto.

Il comitato per la Villa, il sussulto (tardivo) del Comune

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Eh no, ma dove vorranno arrivare questi del Comitato per la tutela della Villa di Nerone…. Quando è troppo è troppo, così dal Comune è arrivato un sussulto al quale giustamente i componenti del Comitato hanno replicato.

Dopo lunghi silenzi, dopo aver “sopportato” se non osteggiato un Comitato che ha avuto l’ardire di mettere insieme personaggi di estrazione totalmente diversa, di andare avanti nella sua iniziativa a testa bassa, di far raggiungere un obiettivo inatteso ad Anzio e poi di rendere pubblici in un’assemblea – con massima trasparenza – risultati e proposte, il nostro Comune ha finalmente detto la sua.

Meglio tardi che mai, recita il vecchio adagio, se non fosse che quando c’era da esprimersi sull’impatto ambientale o da partecipare alle commissioni convocate il sindaco ha brillato per una sola cosa: l’assenza.

Questa del concorso del Fondo per l’ambiente italiano, comunque, resta una grande opportunità. Una goccia nel mare, vero, ma c’è una proposta chiara e definita. Non serve provare oggi a mettere “pezze” dal punto di vista comunicativo, a cercare di occupare spazi che un Comitato si è meritato sul campo, ma occorre collaborare. Speriamo il Comune lo faccia, in tutti i sensi.