I “messaggi”, i silenzi e il proiettile alla Giannino. Non aspettiamo il morto…

Il clima irrespirabile di Anzio è ulteriormente aggravato dal proiettile spedito alla consigliera comunale Lina Giannino. “Messaggio mafioso“, è stato definito da più parti e giustamente. C’è stata una levata di scudi generale, siamo di nuovo sui “desk” delle redazioni nazionali e forse è ora che qualcuno prenda atto di una città fuori controllo. A cominciare da chi la guida, distintosi finora per un imbarazzante silenzio su questa intimidazione.

La consigliera del Pd – che per inciso ha preso il posto di chi scrive nell’assise civica – era stata già oggetto di messaggi intimidatori e purtroppo quello che accade nella maggioranza dove si fa a chi urla e si impone di più alimenta il brodo di coltura degli insofferenti. Di coloro che vedono nella normale azione di chi chiede le carte, prova a opporsi, a cercare spiegazioni, un ostacolo da deridere – se va bene – altrimenti da zittire.

Siamo arrivati a questo e in maggioranza nessuno sembra preoccuparsene. Anzi… E’ successo lo stesso con la vicenda dell’ex assessore Ranucci, conclusa (secondo loro) con le dimissioni e la presa d’atto del sindaco. Sanno bene che non è così. Perché i messaggi che l’ex assessore ha mandato quella sera e nei giorni successivi sono chiarissimi e – come abbiamo provato a spiegare – se ci fosse un investigatore glie ne chiederebbe conto. Che significa che ci sarebbe uno “sciacallo miserabile” che vuole fare l’assessore? Come ha detto in tv senza che il conduttore provasse a chiedere spiegazioni… E che “iniziano i controlli ad Acqualatina“? Come ha scritto sui social. Certo non vorremmo essere al posto di chi avrà la delega all’ambiente o subirà dei controlli. Se poi qualcuno ci spiega cosa vuol dire avere “trattato con la Camassa” glie ne saremo grati.

Ma il problema non è Ranucci, no, conosciamo lui e le sue intemperanze. E’ chi tace, a partire da giovani e inesperti consiglieri che dovrebbero almeno porsi qualche domanda. Della serie “ma dove siamo capitati“? No, va tutto bene. E’ questo che sconvolge, la mancanza di un minimo senso critico, l’accettazione di un sistema del tutti contro tutti nella coalizione che guida la città e dove il primo a fare la voce grossa è il sindaco. Tranne che di fronte allo show di un suo fedelissimo o al proiettile a una rappresentante della massima istituzione cittadina.

Se siamo arrivati a questo punto – è lui stesso ad averlo detto in tv – è per “le vie infinite della politica” che hanno impedito l’arrivo di una commissione d’accesso. Un’onta che è stata evitata ma era forse indispensabile e lo è a maggior ragione adesso. Troppe le presenze criminali, palesi certi rapporti con la politica.

E’ ora di intervenire, dunque, non aspettiamo che ci scappi il morto.

Ps, per chi vuole lunedì 23 novembre alle 12 ritroviamoci a Villa Sarsina. Lo so che è orario di lavoro, rischiamo di essere pochi e che c’è il Covid…. Ma diamolo un segnale, indossiamo la mascherina e ritroviamoci per esprimere solidarietà a Lina e dire basta a questo stato di cose.

Droga (?!), indagini e le responsabilità della politica

agostinodroga

Oh, ma chi è?” oppure “Ma dai, sarà una stupidaggine figurati…” Ho scambiato messaggi e risposto a decine di telefonate dopo che sulla sua pagina facebook Agostino Gaeta ha scritto di un consigliere comunale di maggioranza di Anzio indagato per traffico internazionale di droga. Molti colleghi locali cercano lo spunto per smentire – è comprensibile – perché se è vero sarebbe un “buco” di dimensioni colossali.

Una cosa mi lascia perplesso e l’ho ripetuta a tutti: per traffico internazionale di droga ti arrestano, non ti avvisano. Circola un nome con insistenza negli ambienti della politica di casa nostra, ma io non lo farò. Mi limiterò a dire che tanto fa bene il sindaco ad andare dal Prefetto dopo la vicenda di Lina Giannino e delle ruote squarciate, quanto al suo rientro dalle cerimonie a Bad Pyrmont deve convocare la maggioranza. Per capire se Agostino ha scritto una castroneria o se davvero c’è questa accusa che pesa sì sul singolo consigliere, ma coinvolge il nome di una città già martoriata da altre inchieste.

Perché se Gaeta ha scritto una stupidaggine – assumendosi una grave responsabilità – allora deve partire una querela. Subito. Alla stessa veemente maniera con la quale il sindaco l’ha annunciata proprio alla Giannino – che chiedeva lumi sui “tempi” del ricorso al Tar della proprietà Puccini – al suo rientro deve andare e denunciare se non è vero.

Ma prima, forse, dovrebbe convocare la maggioranza e capire se qualcuno ha ricevuto quell’avviso di garanzia o – più probabilmente – una notifica di conclusione delle indagini. Perché se è vero diventa uno “scoop” e prima di andare dal Prefetto è il caso di fare un bell’esame all’interno di una maggioranza che – l’ho sostenuto e lo ripeto – al di là di responsabilità penali che sono personali, affonda le radici in vicende giudiziarie come Malasuerte, Evergreen, Touchdown, nelle proroghe record. Le affonda negli atteggiamenti da spacconi, nei toni muscolari, nelle aggressioni in Comune per essere pagati, in quello che leggiamo negli atti giudiziari delle operazioni citate, in ciò che abbiamo visto ai seggi durante lo spoglio, nelle persone che rappresentavano certe liste. E non basterà dire, se è vero, che “sono cose vecchie” o “tanto c’avemo i voti d’aaa ggente”. Scontato e inutile.

Prima di andare dal Prefetto, c’è bisogno di chiedersi quali sono le responsabilità di una politica locale che bene o male era riuscita a tenere distanti i poco di buono e che – in particolare dalla campagna elettorale del 2013 – ha fatto mettere loro il vestito bello. Inutile continuare a negare o a fare spallucce. Perché sono emersi i rapporti che certi personaggi vicini, vicinissimi o facenti parte della politica hanno avuto. Non ha condizionato un’amministrazione tutto questo? Sono il primo a esserne felice, ma prima di andare dal Prefetto c’è ben altro da fare e sono certo che il sindaco non si girerà dall’altra parte.

Ps, a proposito dei “toni” è bene rileggere quanto sostenevo tempo fa…