Gare, è bene che la politica si faccia da parte

La Prefettura di Roma

La Prefettura di Roma

Sulla decisione di Walter Dell’Accio di assegnare alla seconda arrivata la gara per i rifiuti ho già avuto modo di esprimermi: ha fatto bene. Anzi, se aveva commesso “errori” prima era forse nell’aver allungato un po’ troppo i tempi. Il ruolo di un dirigente è quello di far rispettare le norme. Ascoltare anche la politica, ci mancherebbe, ma fermarsi nei limiti di legge. Sulla gara per i rifiuti non aveva alternative e non può certo essere un Comune a dire “ora aspetto il Tar” e poi vediamo. No, non si può, in particolare quando si parla di infiltrazioni della criminalità. E quando lo scrive la Prefettura.

Se c’è qualcuno che immagina una cosa del genere se la tolga dalla testa. Peggio, se qualcuno l’ha proposta a Dell’Accio il dirigente ha fatto bene a non seguire il consiglio. E se ci saranno pressioni farà bene – come fu per l’aggressione ai tempi del passaggio da Giva a Parco di Veio, mesi fa – a rivolgersi alle autorità competenti. Questo Comune ha tanto bisogno di rispetto delle regole e lui, come gli altri dirigenti, stanno lì per questo. Ascoltare la politica, per carità, ma mai piegarsi. Sarebbe l’inizio della fine. Nel caso dei rifiuti, come su quello dell’interim per altri settori. Anche qui, il pensiero è noto e per banalizzare ripetiamo che un infermiere pur con tutte le capacità che ha non può dirigere un reparto di medicina. Nemmeno in cambio di soldi. Né farsi schiacciare dalla politica: il vice sindaco sta cercando di tornare sui passi di una pianta organica cervellotica ovvero di dare l’interim ad altri perché ha capito che così non sta in piedi, il sindaco sembra di tutt’altro parere. In mezzo c’è il segretario che pure qualcosa dovrebbe dirla ufficialmente su un incarico che così com’è stato immaginato non si può dare.

E dovrebbe dirla anche sulla vicenda mense, agire se necessario. E’ vincolante o meno il parere dell’Anac? La politica eviti di giocare, di fare a chi è per seguire il parere e chi dice che è carta straccia. Si faccia da parte, chi deve si assuma le responsabilità. Non si può chiedere a Dell’Accio di farlo…

ps ma sulle notizie con immagini che arrivano dal mercato nel quale la differenziata non si fa, l’assessore Placidi ha nulla da dire?

Il caos delle gare, quello della politica. Suvvia, presidente…

Il segretario e Borrelli prima dell'appello contestato

Borrelli (a destra) e il segretario

Non c’è pace per le gare. Il dirigente del settore ambiente, Walter Dell’Accio, decide di non guardare in faccia nessuno e assegna la gara per la gestione dei rifiuti alla seconda arrivata. Se l’Ecocar e i suoi affini non hanno la certificazione antimafia in regola e risultano, secondo la nota della Prefettura indicata in determina, “tentativi di infiltrazione mafiosa da parte della criminalità organizzata” , il servizio passa alla seconda arrivata: la Camassa ambiente.

Si racconta che in Comune sia successo un putiferio, certo è che Dell’Accio oltre non sarebbe potuto andare. Il servizio è in proroga da due anni e spendiamo una fortuna, la gara è stata bandita a gennaio del 2014, le offerte sono arrivate a maggio, la commissione costituita a giugno, l’assegnazione era del 4 dicembre, francamente arrivare al quarto mese di incertezza dopo l’aggiudicazione non era possibile. Della vicenda dell’interdittiva antimafia si sapeva da luglio, a buste praticamente appena aperte. Da allora, fra ricorsi dell’azienda e rinvii del Tar, voci che non trovano conferme ufficiali, la gara ha in qualche modo “rallentato”. Non sappiamo se dal Comune abbiano chiesto o meno informazioni sul da farsi, di certo il 4 dicembre la seconda arrivata ha fatto scrivere a verbale che chiedeva l’esclusione dell’Ecocar-Gesam “perché la mandataria è stata attinta da provvedimento interdittivo antimafia” e ciò “inibisce a contrarre con la pubblica amministrazione”. Di contro la potenziale aggiudicataria ha fatto mettere a verbale che per ogni appalto “sia necessario, singolo e distinto sub procedimento di informazione”. Il ricorso al Tar era ancora pendente, per chiedere di revocare l’interdittiva. L’8 gennaio una nuova riunione della commissione per chiedere chiarimenti all’Ecocar-Gesam “poiché l’offerta economica ha raggiunto un punteggio superiore ai 4/5 del massimo previsto”, circostanza che l’azienda era chiamata a spiegare. Cosa che ha fatto e che la commissione ha valutato – sempre in pendenza di ricorso – il 13 gennaio, ritenendo “non necessaria la convocazione dell’impresa in contraddittorio, ritenendo gli elementi forniti esaustivi”. L’interdittiva, però, restava… e non si poteva andare avanti troppo a lungo. Anche perché la nota arrivata dalla Prefettura e un parere legale – entrambi citati nella determina di revoca – davano poco spazio al dirigente. Che alla fine ha proceduto. E ha fatto bene, la corda non si poteva tirare oltre.

MENSE

Sempre lui, che è stato nominato a “interim” per l’intera area amministrativa anche se non potrebbe ricoprire quel ruolo, si trova al centro di un’altra vicenda. Quella delle mense. Il famigerato parere dell’Anac parla di “procedimento illegittimo” rispetto alla costituzione della commissione e su questo si è scatenato il mondo. Che fare? E’ vincolante o, come dice una parte della struttura, è praticamente carta straccia? Intanto Dell’Accio pare non possa revocare un bel niente, pur volendo, perché non avrebbe accettato formalmente l’interim e perché se fosse illegittimo in quel ruolo sarebbe, di conseguenza, irregolare anche la revoca. Bel caos, vero? Ma i politici che l’hanno creato sembrano sguazzarci. Senza preoccuparsi, magari, che ai bollettini delle mense nessuno pensa, tra un sistema inaccessibile e personale che non c’è più.

Sostanzialmente l’ingegnere non se la sente affatto – e ha ragione – di essere la nuova vittima sacrificale sull’altare degli interessi della politica dopo Angela Santaniello. Per le “cooperative di Italo” ha pagato fin troppo e sta ancora pagando.

Non si può sempre dire, però,  che la Corte dei conti ce l’ha con noi, l’Anac non capisce, i rilievi del Ministero sono stupidaggini…

Soprattutto si decida prima se Dell’Accio può stare o meno in quel posto, altrimenti si nomini a interim chi ha i titoli. Non ci vuole andare? Prego, si accomodi, quella è la porta… No, gli equilibri sono altri e quelli precari tra politica e dirigenza guai a toccarli. E comunque a mali estremi, estremi rimedi: revocasse l’atto il segretario, se proprio si deve, Pompeo Savarino trovi un modo insomma se quel parere è così pesante come sembra alla lettura di un profano.

La vicenda, poi, ha del paradossale per quanto riguarda proprio la politica. Quando la dirigente non forniva gli atti, risulta che il sindaco abbia detto al segretario di rivolgersi all’Anac. Autorità che a lui ha risposto ma alla Santaniello no, così va l’Italia, ma ora che il parere c’è è bene almeno discuterne. Invece sembra un tabù. Perché? Non solo, il consiglio comunale – è vero riferendosi alla relazione della nutrizionista – ha dato mandato al sindaco e all’amministrazione “affinché si incarichi il Segretario Generale per accertare se esitano o meno gravi inadempienze (…) e a riferire al Consiglio Comunale”. Il presidente a vita Sergio Borrelli ha rispedito, invece, il parere al segretario: non è materia di Consiglio. Ha ragione, formalmente gli eletti non devono confermare o revocare nulla. Ma sapere quello che è successo sì. Suvvia, presidente…

Un Comune da sciogliere, prima che sia troppo tardi

consiglioanzio

Fa bene il sindaco facente funzioni, Giorgio Zucchini, a rassicurare le famiglie sulla prosecuzione del servizio mense. E nel contesto generale che si è creato, sembra francamente che interessi a pochi ciò che mangiano i nostri figli. Zucchini è politico di lungo corso e si è preoccupato dell’unica cosa da fare in questo momento, ma è chiaro che l’amministrazione non può cavarsela così.

Il punto, infatti, non è questo. Oggi Marco Maranesi ha messo nero su bianco e riferito pubblicamente – intervenendo sul parere dell’Autorità nazionale anti corruzione rispetto alla gara delle mense – che ha subito pressioni e teme per la sua incolumità. Dichiarazioni gravissime, mai sentite in questo Comune. Ha detto di non aver sporto denuncia, come invece ha fatto nei confronti di Angela Santaniello e Franco Pusceddu, ma la sua dichiarazione pubblica è equivalente.

Prima di lui, sulla stessa gara e in tempi non sospetti, la dirigente oggi sospesa Angela Santaniello aveva scritto a carabinieri, prefetto e sindaco denunciando a sua volta un “contesto” tutt’altro che sereno. Da ultimo, nella denuncia richiamata oggi da Maranesi che si è detto orgoglioso di averla ricevuta,  riferisce di “continue sollecitazioni pervenute sia dal segretario generale dell’ente che da alcuni esponenti della classe politica“. Dice di più, nella richiesta di convocazione della commissione trasparenza – che Mingiacchi non tenne – chiesta da Maranesi e da alcuni capigruppo c’erano “terminologie, riferimenti e informazioni coperti dal segreto d’ufficio e simili a quelle presenti nella documentazione resa dalla ditta Serenissima all’Ente in riscontro all’esclusione per anomalia e nella richiesta di accesso agli atti“. Chi ha ragione lo stabilirà a questo punto un Tribunale ma sono denunce gravi e – perdoneranno gli avvocati – si equivalgono.

Non solo, la responsabile unica del procedimento, oggi rimossa, Annamaria Scagnetti, denuncia a sua volta una situazione inimmaginabile nel settore mense e parla di dati non disponibili e password negate.

Basta, fermiamoci qua. Chiediamoci in che clima vive questo Comune. Al pensionando prefetto Pecoraro si chiede un gesto prima che sia troppo tardi. Perché Maranesi teme per la sua incolumità, Santaniello è “sollecitata“, ad Alessandroni sparano a casa, a Placidi avevano già sparato e domani si prepara a una conferenza sull’appalto rifiuti revocato, la Scagnetti segnala anomalie da Procura, di altri episodi legati all’amministrazione è piena la cronaca di questi mesi. Basta.

Poi la commissione che ha aggiudicato la gara sulle mense è illegittima come dice l’Anac, la Santaniello alla stessa Anac si era rivolta senza avere risposta, così come per tutto il periodo di assegnazione ha puntualmente informato carabinieri e prefetto. Difficile stabilire chi ha ragione, certo è che il neo dirigente – senza titoli, lo ricordiamo a sua tutela – Walter Dell’Accio dovrà assumersi una grande responsabilità. E in questo clima non è facile, perché in Comune c’è già la fazione di chi dice che il parere dell’Anac è praticamente carta straccia e chi dice che va seguito.

Il 3.0 delle beffe, tanto pagano i cittadini

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Altro che 3.0… questo slogan elettorale di Luciano Bruschini fa il paio con quello di Candido De Angelis che annunciava l’inizio dei lavori del porto nel 2005 nella campagna elettorale che lo avrebbe portato al secondo mandato. Già, perché il Comune tutto è fuorché 3.0 e nell’informatica fa acqua da tutte le parti. Tanto a pagarne le conseguenze sono i cittadini, ai quali per mettere una “pezza” al sistema andato in tilt si stanno chiedendo i pagamenti effettuati nel 2008 per quanto riguarda l’Ici.

Non bastano i sistemi che non dialogano tra loro (se un contribuente muore, la sua posizione non è automaticamente “scaricata” dall’anagrafe ai tributi) non bastano le numerose determine di dirigenti che acquistano, ciascuna per il proprio settore, programmi e aggiornamenti a mani basse (compresi quelli di una società per la quale il responsabile dei tributi ha scritto un libro), non basta l’emblematico caso delle mense dove tra Tecnorg, Maggioli e Mercurio i genitori non possono più collegarsi alla propria posizione, non basta un “cassetto tributario” pagato per il secondo anno 70.000 euro. No, adesso c’è questa storia dei cittadini convocati per dimostrare di aver pagato.

In un Comune dove ancora non si riesce a far pagare personaggi ben noti che sono super evasori e hanno fatto aumentare per gli altri la bolletta dei rifiuti, per esempio, con i crediti inesigibili, ora si chiede ai cittadini di provare di essere in regola.

Ignoriamo – nella cervellotica organizzazione che ha portato alla costituzione della quarta area, con una delibera esecutiva senza che nulla sia cambiato in Comune –  a chi spetti occuparsi materialmente dell’informatica. Di chiunque si tratti, la dimostrazione evidente del fallimento del 3.0 sta proprio in questa convocazione dei cittadini. Perché pazienza il guasto, pazienza un “backup” dei dati che evidentemente non è stato fatto o è risultato insufficiente, ma nel 2014 nessuno ha mai pensato a un “cloud”? Sindaco, assessori, dirigenti vari, sapete di cosa parliamo?

Evidentemente no, ciascuno per sé con i programmi e gli aggiornamenti e nessun 3.0

Poi quando sparisce tutto i cittadini si ritrovano con il danno e la beffa.

Mense, i controlli negati e le “scoperte” della nutrizionista: fare chiarezza

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Nessuna ispezione all’inizio, per disposizione della dirigente oggi sospesa. Adesso che le ha fatte ha scoperto che l’azienda che svolge il servizio mensa risulta inadempiente al capitolato di appalto e alle offerte di gara oltre che alle migliori offerte fatte sempre in fase di gara.

Raimonda Dessì, la nutrizionista responsabile del processo di autocontrollo del Comune, mette nero su bianco le cose che non vanno. Lo fa in una nota che – da quanto si apprende – è pesantissima.

Si parla di “audit ispettivi” che nella prima fase del contratto, a ottobre, non sono stati ritenuti necessari da parte della dirigente Angela Santaniello. Ma soprattutto di una serie di inadempienze scoperte dal mese di novembre – quando ha potuto iniziare gli “audit” – relative ai menu, ai prodotti, alle migliorie offerte dall’azienda vincitrice – che ricordiamo ha ottenuto il massimo per la parte tecnica, 70 punti – e persino alle ricette. Addirittura si fa riferimento a condizioni di “emergenza” nelle quali la ditta si è trovata a operare nel momento di passaggio dalla Serenissima alla sua gestione, avvenuta come ricordiamo in fretta e furia.

L’azienda avrebbe risposto che si sta adeguando.

E’ noto che il gusto dei bambini è soggettivo, è chiaro che non troveremo mai un servizio che vada bene a tutti e che le lamentele sono nel conto. Qui il discorso è diverso: se la relazione della nutrizionista è così pesante, si entra nel capitolato di gara e nelle offerte che un’azienda vincitrice non sta mantenendo. E poi ci sono quei controlli “negati” in avvio, quando oggi – forse – potevamo avere già la soluzione.

Sarà bene fare chiarezza – come si chiede da più parti ormai da mesi – e provvedere.

Trasparenza, mense, centro-destra unito e silenzio sui rifiuti

consiglioanzio

Non sapremo mai, a meno di un’inchiesta dopo l’esposto di Marco Maranesi, perché non sono stati consegnati i documenti richiesti. Né ci interessa più. Il motivo? Intorno a questo tran tran per le mense si sta giocando ben altra partita, tutta interna al centro destra che governa, a quello che sta – starebbe – all’opposizione e a quello che non ha più rappresentanti in consiglio comunale.

La commissione trasparenza di oggi, alla fine, è servita a sfiduciare Andrea Mingiacchi. Il quale avrà mille difetti e avrebbe fatto bene a non accettare l’incarico a suo tempo – anche per i finanziamenti ricevuti dall’associazione che presiedeva e della quale è ancora punto di riferimento – avrà sbagliato a non imporsi la prima volta sul caso del decreto legislativo 33/2013 con il segretario e una settimana fa con la Santaniello, ma è la vittima sacrificale sull’altare di una ritrovata maggioranza. La notizia è questa. Vista la malparata giudiziaria, le indagini che stanno travolgendo il Comune e le recenti condanne il centro-destra di opposizione ha ufficialmente aperto un “ragionamento” con quello in difficoltà. Lo vedremo dal presidente della commissione trasparenza. Ah, giusto per la cronaca: era assente il capogruppo 5stelle che voleva partecipasse un suo delegato, cosa ovviamente impossibile.

Intanto anche Davide Gatti si accorge delle mense, sulle quali va detta una cosa: questa azienda è partita bene, ma si sta perdendo con il passare dei giorni. Non servono commissioni o altro, basta chiedere ai bambini – e chi li ha può confermare – i quali pure erano inizialmente entusiasti.

Alla grande attenzione per le mense non corrisponde, stranamente, quella sui rifiuti. L’ormai abile comunicatore Marco Maranesi fa sapere con un comunicato che anche in questo caso chiederà gli atti “con un’apposita richiesta di accesso” oltre a chiederne la pubblicazione totale sul sito, verbali compresi. Ah, chi ha dubbi si rivolgesse “presso Procura della Repubblica di Velletri e ad inoltrare un esposto come ho fatto io”.

Data la situazione che quotidianamente viene esposta in diversi gruppi facebook – il 3.0 dovrebbe seguirlo – noi vorremmo semplicemente sapere perché la gara per il servizio non va avanti. Anzi, si proroga – e costa milioni – uno che non funziona.

Di questo, nella “guerra” di comunicati che si sussegue, nessuno parla. Tanto meno di un’inchiesta che ha portato al sequestro di documenti relativi alla gestione di quel servizio e alle assunzioni in piena campagna elettorale, quando il “porta a porta” è iniziato senza copertura finanziaria come confermano i debiti fuori bilancio votati di recente in consiglio comunale. A proposito di assunzioni, speriamo siano veramente solo voci – le riportiamo così come le sentiamo – quelle di promesse di posti in cambio di denaro

Tutti contro tutti e “strategie”, intanto la città affonda

Romeo De Angelis in conferenza stampa

Romeo De Angelis in conferenza stampa

Nel clima del tutti contro tutti che si respira ad Anzio l’auto-candidato sindaco Romeo De Angelis se la prende con Maranesi e Mingiacchi, mentre trova il modo di difendere l’ex assessore Del Villano e la dirigente Angela Santaniello. Quest’ultima paga il fatto di essere stata messa nel tritacarne della politica anziate e di non aver saputo dire no quando era il momento, ma il punto è un altro. Cosa c’entra Romeo De Angelis con Del Villano? Sono di partiti diversi, ufficialmente nulla, ma è noto che i politici di casa nostra – e in particolare quelli di centro-destra – amano trascorrere le giornate a fare “strategie”. Con l’attenzione rivolta sempre a “Luciano” – inteso come il sindaco Bruschini – che torna domani da una breve vacanza, e a “Candido” ovvero l’ex sindaco che ha rotto il fronte e con i suoi “straccioni della Vandea” ha rischiato di essere eletto e lì si è fermato. Perché del gruppo che ha portato in consiglio comunale sono più quelli che strizzano l’occhio a Bruschini e alla sua maggioranza di quelli che vorrebbero mandare a casa il sindaco. E che non hanno occasione migliore di questa fase che più confusionaria non si potrebbe al Comune di Anzio.

Da Fratelli d’Italia uno si aspetterebbe la richiesta di dimissioni, invece arriva la considerazione su quello che dichiara Maranesi…. Come se la città non avesse altri e più gravi problemi.

Capisco poco di queste dinamiche, da sempre. Quello che so è che mentre si pensa a cosa fa “Luciano” – che vedrebbe bene una futura intesa con parte del Pd, si dice, quella che più gli è stata vicina al ballottaggio perché “con lui almeno si ragiona” – e a quello che fa “Candido” – pronto a fare il salvatore della patria e rimettere insieme i cocci del centro-destra, la città affonda.

Ma interessa a pochi.

Maranesi e le mense, come se nulla fosse

consiglioanzio

Sì, come se nulla fosse… Abbiamo avuto verifiche della Ragioneria dello Stato e della Corte dei conti, sappiamo che il porto è al fallimento e il sindaco smentisce se stesso e quello che ha approvato in assemblea della Capo d’Anzio dicendo che vuole rifare la gara, ci sono indagini della magistratura sull’ambiente, la differenziata oltre ad avere un piano finanziario incomprensibile è un costoso bluff e basta guardare i cassonetti stracolmi in centro, il bilancio è al collasso e il problema qual è? Le mense.

Il consigliere Marco Maranesi torna sulla vicenda, dopo che in piena gara aveva già sollevato il caso insieme ai colleghi Salsedo e Bruschini. In questo caso si era arrivati persino a un intervento, con richiesta di chiarimenti, da parte del segretario comunale. Dall’opposizione nessuno fiatò al primo consiglio comunale utile, qualche giorno dopo. Solo a quello successivo Bernardone presentò un’interrogazione rimasta lettera morta. Nessuno, prima, prese la parola per chiedere “in diretta” a Maranesi e al segretario comunale se avessero rilevato profili di illegittimità e quali. Ma sì, il bon ton… Lo stesso che non fa chiedere – stessa seduta – perché il sindaco dopo la lettera della Asl di dicembre ha ordinato la chiusura solo mesi dopo dell’Hotel Succi. Lo stesso che non fa chiedere all’opposizione – adesso – perché, almeno fino a qualche giorno fa, quell’ordinanza era ancora disattesa, mentre quella del chiosco-edicola sull’Ardeatina è stata prontamente eseguita.

Ora il capogruppo di Forza Italia (ma lo è ancora?) al quale replica duramente l’ex assessore alla pubblica istruzione e suo collega di partito Marco Del Villano, torna sulla vicenda, candidandosi forse a “erede” di Paride Tulli che sulle mense – e non solo, per la verità – è stato sempre in prima fila.

Al giovane consigliere sfugge un particolare: finora chi si è lamentato lo ha fatto solo con lui… Non sarà che queste prese di posizione a mezzo stampa nascondono, invece, altri fini?

Sulle vicende mense abbiamo sempre immaginato che di ciò che realmente mangiano i bambini importasse a pochi. Così come l’applicazione dei capitolati d’appalto. Ecco: l’azienda che ha vinto lo ha fatto rispondendo a una gara, sarà bene che i consiglieri – nello svolgimento del loro ruolo – aiutino gli uffici a controllare che tutto sia fatto secondo quel capitolato. Finora, per quel poco che si sente, la mensa piace. Ma evidentemente serviva un “messaggio”.

Come se nulla fosse, dicevamo. Opposizione in silenzio quando si sollevavano perplessità sulla gara e maggioranza che non sente l’esigenza di far notare la figuraccia che i nove consiglieri d’opposizione hanno fatto scrivendo al prefetto e dicendo che non avevano ricevuto la notifica del bilancio, quando in realtà era tutto in regola. Anziché delle mense, forse un manifesto o un comunicato politico per dire che l’opposizione aveva coinvolto il prefetto e persino il Parlamento su un presupposto falso poteva starci. Invece si preferisce giocare di “fioretto”. Ma sì, tutto sommato meglio non pestarsi troppo i piedi. La storia politica – e non solo – di questa città è piena di intese trasversali.

Mense e “cassetto”, qualcosa si muove ma non basta. Il 3.0 che non c’è

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Nuovo cassetto tributario, vecchi problemi. Almeno con le mense. Il servizio per i bambini è partito e sembra che finora non ci siano problemi. Tutti soddisfatti, insomma, e assolutamente meglio così. Per tutti. Chiaramente andrà controllata l’azienda che fornisce i pasti e fatte – se ce ne fosse la necessità – le dovute rimostranze, con applicazione delle sanzioni previste dal capitolato. Ma torniamo per un attimo al “cassetto” che finalmente ci informa che “non ci è ancora possibile inserire i dati relativi ai pagamenti effettuati per la mensa scolastica, i pagamenti vengono tuttavia puntualmente registrati presso gli uffici preposti del Comune”. Meno male. Non arriveranno solleciti, dobbiamo ritenere, a chi ha pagato da mesi ma ancora non risulta nel “cassetto” ma temiamo a questo punto che con la terza informatizzazione in tre anni (i genitori inizialmente vedevano la loro posizione con Tecnorg, è arrivata Maggioli ed è “saltato” tutto, quindi ci si è affidati al sistema del “cassetto” e alla Mercurio service) le cose sono tutt’altro che risolte. Se uno paga al Comune di Anzio, nello stesso “cassetto”, gestito dalla medesima società, perché i tributi compaiono e le mense no? E perché, nel 2014 e nel Comune 3.0 che Bruschini declamava in campagna elettorale le registrazione dei pagamenti non è automatica? Nessuno lo dice, capiamo dalla comunicazione però che probabilmente ci sarà da pagare – immaginiamo sempre a Mercurio…. – un altro, l’ennesimo, “data entry”. Speriamo di sbagliare. Di certo oggi si recupera sul “cassetto” quello che a tante famiglie non è arrivato via posta ovvero la lettera con il conguaglio. C’è scritto che “in allegato” si trovano i bollettini di conto corrente ma non ci sono. Semplicemente perché sul “cassetto” finisce – pari pari – la copia della lettera che viene spedita anche a casa, dove però non arriva…

Una cosa facile no? Intanto per il 2014-2015 dopo l’esclusione della Serenissima che aveva fatto un prezzo più basso ma “anomalo” rispetto alla cooperativa Solidarietà e lavoro aggiudicataria il Comune pagherà 4,52 euro a pasto e ai genitori spetterà di questa cifra una quota pari a 2,54 euro. Un aumento di 50 centesimi rispetto allo scorso anno. E’ vero, con 2,54 euro ormai quasi non si fa colazione al bar figuriamoci un pasto completo, ma l’aumento era stato comunque già deciso con largo anticipo al momento delle iscrizioni.

A parte il “cassetto” delle beffe e i nuovi inserimenti dati che qualcuno dovrà fare, l’unico auspicio è che l’azienda vincitrice attui quello che le ha consentito di vincere dal punto di vista tecnico. E che ci siano controlli serrati. La Serenissima, quattro anni fa, prese 10 punti per il sistema di rilevamento delle presenze e l’informatizzazione, il massimo previsto dal bando, e vinse per quello. Il Comune, poi, decise di gestire da solo la seconda parte e la rilevazione delle presenze coi i palmari partì con ritardo. Di un “bis” non abbiamo assolutamente bisogno.

Ps Leggo su facebook che oggi, all’uscita delle scuole di via Ambrosini, un’auto è passata tra i bambini. E’ una battaglia persa, lo so, ma spero che l’incivile che si è permesso una cosa simile venga perseguito… I vigili non c’erano?

Nuovo cassetto, vecchi problemi. Altro che 3.0

sitoconforme

Chissà se lo pagheremo con la tassa sui rifiuti…. Il cassetto tributario del Comune di Anzio si rinnova, resta registrato dalla società che lo realizza, ma la grafica certamente migliore della precedente e una nuova veste non nascondono i problemi. No, quelli restano tutti.

In primo luogo l’anomalia per la quale il Comune è lo stesso, il “cassetto” pure, la società che lo ha realizzato anche, ma mentre i tributi vengono faticosamente aggiornati, delle mense non c’è traccia. Né dei pagamenti precedenti, tanto meno delle nuove emissioni di bollettini. Tanti cittadini, per esempio, non si sono visti recapitare il conguaglio dello scorso anno scolastico e non lo trovano certo nel “cassetto”, all’interno del quale risultano pure morosi del pagamento dell’anno passato. Normale? Chissà… L’ultimo avviso in tal senso – 24 giugno scorso – recita che per “motivi tecnici i pagamenti non sono ancora visualizzabili on line”. Non vorremmo che servisse qualche altro “data entry” da pagare, considerati i precedenti. Perché se si fa il “cassetto” e si spendono 70.000 euro oltre gli aggiornamenti, si dovrà pure prevedere nel Comune 3.0 che il sindaco decantava in campagna elettorale che automaticamente chi ha pagato viene registrato. O no?

E si dovrà pure prevedere, qui torniamo ai tributi, che se un cittadino è registrato accede al “cassetto” e trova già il calcolo della sua posizione rispetto alla Tasi, per esempio. Sai chi sono, dove abito, di cosa sono proprietario, la rendita catastale, automaticamente – nell’era digitale – calcoli il mio F24 che io pago anche on line… Invece no, oggi il “cassetto” serve solo a vedere quello che so già: se ho pagato un tributo oppure no, anzi per le mense nemmeno me lo registrano. Da mesi.

Rispetto alla Tasi c’è un comunicato nel quale si spiega come fare e pure i 6.000 iscritti al servizio – tanti dovevano essere i pdf della Tari spediti massivamente via mail, sempre dalla stessa società, ma mai arrivati – dovranno andare da un commercialista o armarsi di calcolatrice e fare da soli. A meno che, la prima scadenza è il 16 ottobre, non ci facciano una sorpresa. Basta che non dobbiamo pagare qualche altro aggiornamento. Perché di 3.0, in questo Comune, come già sostenuto, sembra esserci solo il moltiplicatore di programmi e servizi informatici che ogni servizio acquista per sé. Leggere le determine per credere .

ps: per la cronaca ci sono ancora siti diversi che non riescono a “dialogare” tra loro all’interno del portale del Comune, il cassetto tributario è uno di questi