Mense e “cassetto”, qualcosa si muove ma non basta. Il 3.0 che non c’è

mensaecassetto

Nuovo cassetto tributario, vecchi problemi. Almeno con le mense. Il servizio per i bambini è partito e sembra che finora non ci siano problemi. Tutti soddisfatti, insomma, e assolutamente meglio così. Per tutti. Chiaramente andrà controllata l’azienda che fornisce i pasti e fatte – se ce ne fosse la necessità – le dovute rimostranze, con applicazione delle sanzioni previste dal capitolato. Ma torniamo per un attimo al “cassetto” che finalmente ci informa che “non ci è ancora possibile inserire i dati relativi ai pagamenti effettuati per la mensa scolastica, i pagamenti vengono tuttavia puntualmente registrati presso gli uffici preposti del Comune”. Meno male. Non arriveranno solleciti, dobbiamo ritenere, a chi ha pagato da mesi ma ancora non risulta nel “cassetto” ma temiamo a questo punto che con la terza informatizzazione in tre anni (i genitori inizialmente vedevano la loro posizione con Tecnorg, è arrivata Maggioli ed è “saltato” tutto, quindi ci si è affidati al sistema del “cassetto” e alla Mercurio service) le cose sono tutt’altro che risolte. Se uno paga al Comune di Anzio, nello stesso “cassetto”, gestito dalla medesima società, perché i tributi compaiono e le mense no? E perché, nel 2014 e nel Comune 3.0 che Bruschini declamava in campagna elettorale le registrazione dei pagamenti non è automatica? Nessuno lo dice, capiamo dalla comunicazione però che probabilmente ci sarà da pagare – immaginiamo sempre a Mercurio…. – un altro, l’ennesimo, “data entry”. Speriamo di sbagliare. Di certo oggi si recupera sul “cassetto” quello che a tante famiglie non è arrivato via posta ovvero la lettera con il conguaglio. C’è scritto che “in allegato” si trovano i bollettini di conto corrente ma non ci sono. Semplicemente perché sul “cassetto” finisce – pari pari – la copia della lettera che viene spedita anche a casa, dove però non arriva…

Una cosa facile no? Intanto per il 2014-2015 dopo l’esclusione della Serenissima che aveva fatto un prezzo più basso ma “anomalo” rispetto alla cooperativa Solidarietà e lavoro aggiudicataria il Comune pagherà 4,52 euro a pasto e ai genitori spetterà di questa cifra una quota pari a 2,54 euro. Un aumento di 50 centesimi rispetto allo scorso anno. E’ vero, con 2,54 euro ormai quasi non si fa colazione al bar figuriamoci un pasto completo, ma l’aumento era stato comunque già deciso con largo anticipo al momento delle iscrizioni.

A parte il “cassetto” delle beffe e i nuovi inserimenti dati che qualcuno dovrà fare, l’unico auspicio è che l’azienda vincitrice attui quello che le ha consentito di vincere dal punto di vista tecnico. E che ci siano controlli serrati. La Serenissima, quattro anni fa, prese 10 punti per il sistema di rilevamento delle presenze e l’informatizzazione, il massimo previsto dal bando, e vinse per quello. Il Comune, poi, decise di gestire da solo la seconda parte e la rilevazione delle presenze coi i palmari partì con ritardo. Di un “bis” non abbiamo assolutamente bisogno.

Ps Leggo su facebook che oggi, all’uscita delle scuole di via Ambrosini, un’auto è passata tra i bambini. E’ una battaglia persa, lo so, ma spero che l’incivile che si è permesso una cosa simile venga perseguito… I vigili non c’erano?

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