Nuovo cassetto, vecchi problemi. Altro che 3.0

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Chissà se lo pagheremo con la tassa sui rifiuti…. Il cassetto tributario del Comune di Anzio si rinnova, resta registrato dalla società che lo realizza, ma la grafica certamente migliore della precedente e una nuova veste non nascondono i problemi. No, quelli restano tutti.

In primo luogo l’anomalia per la quale il Comune è lo stesso, il “cassetto” pure, la società che lo ha realizzato anche, ma mentre i tributi vengono faticosamente aggiornati, delle mense non c’è traccia. Né dei pagamenti precedenti, tanto meno delle nuove emissioni di bollettini. Tanti cittadini, per esempio, non si sono visti recapitare il conguaglio dello scorso anno scolastico e non lo trovano certo nel “cassetto”, all’interno del quale risultano pure morosi del pagamento dell’anno passato. Normale? Chissà… L’ultimo avviso in tal senso – 24 giugno scorso – recita che per “motivi tecnici i pagamenti non sono ancora visualizzabili on line”. Non vorremmo che servisse qualche altro “data entry” da pagare, considerati i precedenti. Perché se si fa il “cassetto” e si spendono 70.000 euro oltre gli aggiornamenti, si dovrà pure prevedere nel Comune 3.0 che il sindaco decantava in campagna elettorale che automaticamente chi ha pagato viene registrato. O no?

E si dovrà pure prevedere, qui torniamo ai tributi, che se un cittadino è registrato accede al “cassetto” e trova già il calcolo della sua posizione rispetto alla Tasi, per esempio. Sai chi sono, dove abito, di cosa sono proprietario, la rendita catastale, automaticamente – nell’era digitale – calcoli il mio F24 che io pago anche on line… Invece no, oggi il “cassetto” serve solo a vedere quello che so già: se ho pagato un tributo oppure no, anzi per le mense nemmeno me lo registrano. Da mesi.

Rispetto alla Tasi c’è un comunicato nel quale si spiega come fare e pure i 6.000 iscritti al servizio – tanti dovevano essere i pdf della Tari spediti massivamente via mail, sempre dalla stessa società, ma mai arrivati – dovranno andare da un commercialista o armarsi di calcolatrice e fare da soli. A meno che, la prima scadenza è il 16 ottobre, non ci facciano una sorpresa. Basta che non dobbiamo pagare qualche altro aggiornamento. Perché di 3.0, in questo Comune, come già sostenuto, sembra esserci solo il moltiplicatore di programmi e servizi informatici che ogni servizio acquista per sé. Leggere le determine per credere .

ps: per la cronaca ci sono ancora siti diversi che non riescono a “dialogare” tra loro all’interno del portale del Comune, il cassetto tributario è uno di questi

Parte civile, anzi no. Trasparenza, l’atto introvabile. Tanto per cambiare

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Tu chiamala se vuoi, trasparenza…” Parte? Boh, abbiamo perso il conto. Abusiamo ancora del povero Lucio Battisti per una nuova “chicca” che arriva dal sito del Comune di Anzio. Tutto in pochi giorni, perché quando vuole la burocrazia sa avere tempi da record.

Vediamo: il 30 maggio viene affidato l’incarico all’avvocato Giuseppe De Falco di costituirsi parte civile nel procedimento penale 643/13. Il 6 giugno il segretario generale, con oggetto “Revoca derminazione 171 del…” toglie quell’incarico poiché “con nota prot. n. 101 del 04/06/2014 il Sindaco ha comunicato di non ritenere opportuno costituirsi parte civile nel Procedimento di cui sopra

Chi fa questo lavoro è sempre incuriosito da rettifiche o revoche, quindi vuole capire quale sia il procedimento indicato con il solo numero nel quale il sindaco ha deciso di non costituirsi solo quattro giorni dopo la scelta di farlo. Cerchiamo la determina numero 171 e… non c’è!

E’ l’ennesimo esempio, purtroppo, di come le elementari norme sulla trasparenza siano quotidianamente calpestate. L’immagine a corredo di questa notizia è “catturata”stasera, la determina 171 sul sito non si trova. Sarà un procedimento sciocco, una questione davvero di opportunità nel non costituirsi. Diciamo di più, non ci sarà la volontà di nascondere nulla. E’ semplice superficialità, sciatteria – numeri che saltano, ordine incomprensibile – incapacità di rendersi conto di avere un sito inguardabile e fuori legge. Senza contare il fatto che la determina è del 6, esecutiva dal 10 ma la pubblicazione è avvenuta solo oggi. Come funziona, di grazia?

La curiosità, comunque, a questo punto resta: contro chi il Comune aveva deciso di costituirsi e poi il sindaco non ha ritenuto opportuno?

Comune, tributi e mense il “cassetto” delle beffe. Altro che 3.0…

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Passo indietro di un anno: “Il servizio on-line consente di verificare la posizione tributaria, di apportare eventuali modifiche se i dati riportati non corrispondono alla propria posizione e di effettuare il pagamento comodamente tramite carta di credito. Un’importante innovazione che i cittadini hanno dimostrato subito di apprezzare visto che in pochi giorni sono state registrate oltre 2.000 attivazioni e i numeri sono in continua crescita. E’ un processo innovativo che l’Amministrazione Bruschini vuole portare avanti ed estendere anche al pagamento di altre entrate, come ad esempio l’IMU. L’utilizzo di Internet consente prassi che portano benefici ai contribuenti e vantaggi anche economici all’Ente, riducendo notevolmente i costi di riscossione, gestione e di spedizione. Il Comune di Anzio si pone all’avanguardia in questo senso (…)”. Era il 27 giugno del 2013 e questo è uno stralcio del comunicato emesso dal Comune.

Passo indietro di qualche mese, novembre 2013: “(…) In particolare, già in occasione dell’acconto Tares, il Comune di Anzio – Settore Tributi ha inviato ad ogni contribuente, unitamente alla comunicazione della somma da versare, la password per accedere al “cassetto tributario” già utilizzato da molti cittadini. E’ intenzione dell’Amministrazione – dice il Vicesindaco di Anzio con delega al Bilancio, Giorgio Zucchini – avviare una campagna di sensibilizzazione che porti ad un maggiore utilizzo dello strumento da parte della collettività, in modo da assicurare tempestività nel recapito delle comunicazioni, trasparenza nei procedimenti e riduzione dei costi di spedizione. Ogni contribuente può iscriversi al cassetto tributario accedendo dal sito istituzionale www.comune.anzio.roma.it nella sezione Tributi, inserendo la propria password o registrandosi attraverso il proprio codice fiscale. Il nuovo servizio telematico – prosegue il Vicesindaco Zucchini – consente di verificare la posizione tributaria, di apportare eventuali modifiche se i dati riportati non corrispondono alla propria posizione e di effettuare il pagamento on-line”.

Situazione attuale: più che tributario il “cassetto” del Comune di Anzio è delle beffe. Il certificato è scaduto da tempo e un utente normale lascia subito il collegamento di fronte al potenziale rischio. E’ possibile verificare la propria posizione, vero, le fatture emesse e i saldi effettuati, ma on-line non si paga più da tempo. Le fatture della Tari, calcolate al 90% delle tariffe stimate, sono state “caricate” solo ieri, domenica, e il pagamento va effettuato esclusivamente con i bollettini postali. Come il saldo Tares, per il quale è stato necessario stampare l’F24 e pagarlo come meglio si credeva. Altro che 3.0, insomma… Ma il sindaco Bruschini si accorge di queste cose? E Zucchini, dopo le dichiarazioni, sui comunicati, verifica quello che succede intorno a lui?

Non solo, anziché ridurre i costi di spedizione – ma ignoriamo quelli dello scorso anno, sul sito non è reperibile l’atto… – il responsabile dell’ufficio Tributi ha affidato, alla Mercurio service che gestisce anche il “cassetto”, l’incarico di recapitare gli avvisi impegnando la somma di oltre 48.000 euro tra gestione dello stesso “cassetto”, invio per mail delle fatture a chi si è registrato, imbustamento e spedizione a casa degli altri e persino “un progetto di grafica per i servizi di stampa bollette”. La scadenza è il 30 giugno, difficile immaginare che arriveranno in tempo, ma facciamo a fidarci.

La cosa singolare è un’altra: la stessa Mercurio – ed è la terza in ordine di tempo a occuparsi della cosa – quest’anno ha lavorato al “data entry” delle mense e attraverso il cassetto tributario è possibile verificare la fattura e i pagamenti effettuati, ma non pagare on line. Intanto sarebbe interessante capire che fine ha fatto il lavoro della Tecnorg prima (i genitori si collegavano e vedevano tutto on-line, mancava solo la possibilità di pagare) e della Maggioli poi, e quante volte si devono inserire i dati. La questione è altra: sul “cassetto” i pagamenti delle mense non risultano anche se effettuati ormai a marzo-aprile. Ebbene interpellato l’ufficio tributi la risposta è disarmante: “La parte relativa alle mense non è gestita dall’Ufficio tributi. Non conosco la tempistica di aggiornamento delle informazioni. Occorre rivolgersi all’Ufficio Mense”.

Nel Comune che doveva essere 3.0 e dove la posta elettronica è “ballerina” non funzionano nemmeno i telefoni, sono andati in tilt i sistemi della ragioneria e delle paghe, la delibera sulla fibra ottica è ferma negli uffici, abbiamo una certezza: un solo cassetto tributario, la stessa società che lo ha realizzato, ma due uffici diversi che lo gestiscono. Benvenuti ad Anzio… 

Il sito e le attività produttive, altro “buco” al Comune di Anzio

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Dovrebbe essere tutto telematico. Uno accede al sito internet e trova lo sportello unico delle attività produttive, inoltra la pratica, poi la verifica on-line. Semplice, no? Dovrebbe, appunto, perché ad Anzio dello sportello unico delle attività produttive (Suap) non c’è traccia sul sito.

Meglio, su quello che viene indicato come il nuovo portale del Comune, dello sportello non si fa menzione. Si va per intuizione, allora, e si entra in “attività produttive” – il link più attinente – ma compare una pagina bianca.

Si torna indietro, armati di pazienza, si va all’indirizzo comune.anzio.roma.it, si scende in basso, c’è “storico siti web” e si clicca su “sito” per vedere se qualcosa cosa cambia. Lì c’è un link che porta al Suap (nella foto), si entra, ancora in fondo c’è scritto “vai al portale del Suap” ma dopo un po’ di attesa compare una pagina nella quale si informa che non è raggiungibile suap.comune.anzio.roma.it

L’errore segnalato è “8081”, un esperto di informatica saprà spiegare meglio. E a un cittadino che ha bisogno dello “sportello” cosa resta da fare? Mandare una mail, alla quale – questa la segnalazione ricevuta – difficilmente arriva risposta. E dire che secondo il Decreto del Presidente 160 del 7 settembre 2010 “Il Suap assicura al richiedente una risposta telematica unica e tempestiva in luogo degli altri uffici comunali e di tutte le amministrazioni pubbliche comunque coinvolte nel procedimento, ivi comprese quelle preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità”.

Ricapitolando: il Comune ha un unico “portale”, detto nuovo che però non dialoga con i vecchi, ci sono quattro siti diversi (il nuovo, il vecchio, il cassetto tributario con certificato scaduto, visit anzio che è quello turistico) e link al Suap inaccessibile o alle mense scolastiche che non è aggiornato né utilizzabile dagli utenti perché nel frattempo è cambiato sistema. Se a questo aggiungiamo il sistema andato in tilt per la Ragioneria e i dipendenti con gli stipendi sbagliati, il sindaco 3.0 esce quantomeno malconcio.

Trasparenza? Magari… Il segretario generale, di recente nominato responsabile anche per la trasparenza – ma a nostro modesto parere sulla base del decreto 33/2013 lo era già prima – ha il suo bel da fare… 

Comune, sistemi in tilt e il 3.0 rimasto in campagna elettorale

Non vogliamo nemmeno immaginare che un fatto del genere (http://www.inliberuscita.it/politica/33595/anzio-comune-senza-pace-errori-in-busta-paga-e-informatica-in-tilt/) sia da mettere in relazione alla mancata approvazione della delibera ormai nota come salva-Pusceddu. Siamo certi, invece, che tra i due fatti non vi sia correlazione e che la coincidenza sia semplicemente la conferma che del 3.0 promesso dal sindaco in campagna elettorale non c’è traccia. 

Diciamo pure che come ormai ampiamente noto tra politica e dirigenza c’è – nella migliore delle ipotesi – diversità di vedute. Ma pure che tra segretario e dirigenza i rapporti sono tutt’altro che sereni. Finché questo non influisce sui servizi ai cittadini, affari loro. Ma quando cominciano a esserci conseguenze allora è il caso di preoccuparsi. Perché non poter pagare i mandati in quanto il sistema è fuori uso è pesante. E non è il solo “Serpico” a non funzionare. Il sito internet – anzi i tre siti malamente rabberciati insieme – sono tutto fuorché 3.0. Basta chiedere agli uffici, poi, se funziona regolarmente la posta elettronica. Né si ha traccia della fibra ottica che risolverebbe almeno i problemi di comunicazione on-line e consentirebbe a chi lavora di farlo più velocemente.

Siamo nel 2014 ma la macchina sembra un po’ risentire del sindaco anni ’90 che si è fidato di chi gli ha fatto la campagna elettorale e sul 3.0 l’ha sparata grossa. Pensando forse che i cittadini non l’avrebbero ricordato. Ecco, adesso spieghi a chi deve avere i soldi dal Comune che non c’è un sistema in grado di funzionare, che ciò che si potrebbe fare on line (e sarà oggetto di approfondimento) non è possibile, che se spedisci una lettera al protocollo con posta certificata non sai che fine fa, che alcune proposte arrivano e sono approvate e di altre si perde traccia, che ancora tutti gli atti che dovrebbero essere pubblici non lo sono. “Serpico” fuori uso? E’ il minimo che potesse accadere.

Sito, il cassetto tributario e quel certificato scaduto

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Mettiamola così, un utente medio che ha poca dimestichezza con l’uso del computer e ancora meno con i pagamenti on line, vede la scritta “il certificato di sicurezza è scaduto o non ancora valido” e ci pensa due volte (se non di più) ad andare avanti. Anzi, probabilmente lascia proprio stare… 

La conferma di come siano gestiti i siti al Comune di Anzio arriva da questa pagina che compare, appunto, sul cassetto tributario. Un servizio senza dubbio utile, anche se ancora con qualche errore per chi si è iscritto, ha pagato regolarmente ma vede bollette ancora da saldare. Così come veniamo informati che la scadenza dell’Imu per la seconda casa è il 15 giugno, tassativa. Peccato sia domenica e ovunque si paga anche il 16, fra l’altro come previsto per legge quando le scadenze cadono in un giorno festivo.

Detto questo, resta il problema di sistemi che non “dialogano” tra loro, di un sito che dovrebbe “raccogliere” tutto ma non lo fa, di atti non ancora pubblicati integralmente come vogliono le norme sulla trasparenza e per i quali è ora che sia rispettata la legge. 

Turismo, finalmente un sito. Ma quel bando era “sconosciuto”

Finalmente un portale turistico anche per la città di Anzio (http://www.inliberuscita.it/primapagina/32352/visit-anzio-la-nuova-vetrina-turistica-del-comune/) realizzato grazie a un contributo di 10.000 euro del Consiglio regionale del Lazio al quale il Comune ha aggiunto altri 2.000 euro.

Era ora che ci fosse un servizio del genere, data l’inguardabile situazione della sezione turismo nel vecchio sito comunale (cancellata e sostituita dalla possibilità di registrarsi e collegarsi a www.visitanzio.it) o, peggio, di www.anzioinpiazza.it che merita un approfondimento diverso al quale rimandiamo.

Torniamo a questa iniziativa e a come nasce per mettere insieme qualche pezzo di carta. Il 7 novembre del 2013 sul bollettino ufficiale della Regione Lazio viene pubblicata la determinazione del segretario generale del consiglio per la presentazione di progetti nell’ambito delle disposizioni per la concessione di contributi. Possono accedervi “i Comuni della Regione Lazio, in forma singola, ad esclusione del Comune di Roma”. L’intervento deve riguardare, fra l’altro, la promozione “a fini culturali, turistici, produttivi, di solidarietà sociale”. I tempi sono strettissimi: 20 giorni dalla pubblicazione sul Burl.

Anzio, evidentemente, decide di partecipare e sceglie l’associazione Nettunia in sordina, perché la richiesta di presentare progetti per questo bando non è mai stata pubblicizzata dall’amministrazione. Viceversa, è l’associazione Nettunia che sa del bando e si propone al Comune che fa sua la proposta, la fa firmare dal sindaco e spedisce tutto. Forse è andata proprio così, perché si legge nella determina che impegna i fondi che “l’associazione ha partecipato all’avviso pubblico”. Nel quale, invece, è specifico il riferimento alla partecipazione dei Comuni. In realtà l’associazione ha presentato il conto, 12.000 euro divisi tra realizzazione del portale, pubblicità – compresa quella su facebook – e risorse umane per il censimento delle strutture.

Sia chiaro, il portale turistico era una necessità e riteniamo quei soldi spesi correttamente. Forse far sapere dalla segreteria del sindaco e dall’assessorato alla cultura che pure in tempi strettissimi c’era l’idea di partecipare a un avviso pubblico come Comune e chi voleva poteva portare delle proposte, non sarebbe stato un errore.   

Il nuovo che avanza, la trasparenza che non c’è, il silenzio sulle mense e i furbi dei rifiuti

ImmagineSergio Borrelli, rieletto presidente del consiglio comunale, sfida papi e imperatori in quanto a durata dell’incarico. Il “buco” di dieci mesi con la poltrona più importante del consesso civico affidata a Patrizio Placidi, nel frattempo tornato assessore, impedisce a Borrelli di concludere un “ventennio” completo, cosa che gli avrebbe consentito ben altra sfida. Ad Anzio il nuovo che avanza, insomma, in un panorama politico che soprattutto in maggioranza resta sempre quello. E il metodo, soprattutto, non cambia. Sembra che la faticosa intesa per riportare Borrelli alla presidenza – con il solo Gianfranco Tontini a esternare il suo dissenso – preveda un rimescolamento nelle deleghe assegnate ai dirigenti. Vale a dire che turismo, spettacolo e sport saranno sottratti alle competenze di Angela Santaniello e affidate al dirigente in pectore Aurelio Droghini. Richiesta che Forza Italia avrebbe fatto perché i rapporti tra i delegati Luciano Bruschini e Massimiliano Millaci con la stessa Santaniello non sarebbero dei migliori.

Auguri a Borrelli per il suo quarto mandato, comunque, sperando che stavolta non faccia identificare i giornalisti e che tenga l’aula un po’ meglio che in passato. A cominciare dal controllare chi entra e perché nell’emiciclo che sembra più un porto di mare che altro.

In ogni modo speriamo che già dal 29 torni lo streaming e che, finalmente, in Comune si capisca se e quando funzionano le linee, quanto e chi paghiamo per averle spesso fuori uso.

Questione di trasparenza, quella che purtroppo continua a mancare. Dà fastidio vedere che mentre il capogruppo del Pd Andrea Mingiacchi torna a parlare dell’applicazione – mancata – del decreto legislativo 33/2013 che pone Anzio fuori legge, si alzino tutti per andare a fumare o qualcuno faccia sciocchi sorrisi. E dispiace che Mingiacchi ritenga che il Comune abbia “oggettive difficoltà” nell’applicare la norma. No, è ora di fare nomi e cognomi. La legge non è applicata e i responsabili sono il sindaco, Luciano Bruschini, e il segretario Pompeo Savarino. Sarà bene che fra quindici giorni – tanti ne ha chiesti il sindaco per adeguare il portale alle norme vigenti – se la situazione non sarà cambiata, Mingiacchi, il Pd, il resto dell’opposizione e perché no anche i consiglieri di maggioranza che riterranno, preparino un bell’esposto all’Autorità anti corruzione. Si chieda di commissariare il Comune per questo e si facciano pagare le sanzioni previste per legge.

Basta con la presa in giro dei documenti che ci sono, perché così non è. Il sindaco 3.0 che afferma una cosa del genere sa meglio di noi che interi settori del Comune non pubblicano le determine, sa che esistono delibere senza allegati che ne formano parte integrante, sa che i bilanci della Capo d’Anzio sono fermi al 2011, che mancano tutta un’altra serie di elementi obbligatori per legge. Lo sa Bruschini e lo sa Savarino, la scusa che manca il personale non regge più. Né si può dire che gli uffici hanno scritto, rispetto al bilancio consuntivo, quando i consiglieri di opposizione i documenti previsti dalla legge non li hanno ricevuti. Per piacere…

Sempre a proposito di trasparenza, sarebbe ora che il sindaco desse risposta al Pd che ha chiesto una commissione prevista dallo statuto per il porto. Dire come ha fatto ieri, a mezza bocca, che la Regione i primi di maggio consegnerà le aree interne, senza spiegare chi fa i lavori e cosa cambia rispetto al progetto precedente e agli atti stipulati con la Regione stessa, ha poco senso.

Stupisce, invece, che nessuno dei consiglieri comunali – nemmeno i firmatari di un documento durissimo – abbia sentito il dovere di chiedere spiegazioni sulla gara delle mense scolastiche. C’è stato un passaggio di non poco conto, ne hanno dato notizia i giornali, a nessuno è venuto in mente di dire: scusate, cosa succede? Segretario, è vero che…? Cosa rischiamo? Nulla, silenzio assoluto.

E’ emersa, infine, una situazione drammatica rispetto ai residui attivi sui rifiuti. Il “buco” di 17 milioni di euro – ma Giorgio Zucchini ha spiegato che non si tratta di un ammanco – è pesante. Pesantissimo. Rischia di essere devastante quando con la nuova contabilità si potranno spendere solo i soldi in cassa realmente. Colpisce che migliaia di cittadini – da quello che risulta persino noti personaggi della politica e gente in vista della città – non abbiano pagato la tassa sui rifiuti del 2005 e che Equitalia stranamente non abbia trovato questi furbi. Qualcosa non quadra e forse farebbe bene il Comune a chiedere al garante della privacy se è possibile pubblicare i nominativi. Chi non paga danneggia tutti e costringe i cittadini onesti a pagare di più, almeno la soddisfazione di sapere chi sono i furbi elusori… Dopotutto potrebbe essere un metodo: “Caro signore, risulta che lei non ha pagato la tassa del 2005 nonostante solleciti, cartelle esattoriali, eccetera. Se tra quindici giorni non provvederà, pubblicheremo il suo nominativo sul sito del Comune oltre a dare corso al recupero con…” Hai visto mai?   

Comune, il piano anti corruzione: atto d’accusa e qualche inesattezza

Nel commento pubblicato mi viene fatto notare un errore. La nomina del responsabile anti corruzione è sì del 26 marzo ma del 2013. Ne prendo atto, scusandomi per l’errore e sottolineando che il piano è evidentemente frutto di un lavoro lungo oltre un anno. Grazie della segnalazione.
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Era evidentemente già pronto. Andava approvato entro il 31 gennaio, è arrivato ufficialmente l’1 aprile, sei giorni dopo che il segretario generale del Comune era stato nominato responsabile dell’anticorruzione. Al piano allegato alla delibera, evidentemente, aveva già lavorato e non c’è da scandalizzarsi se è stato approvato in tempi record. Dispiace per qualche inesattezza ma c’è anche più di qualche spunto sulla situazione dell’ente.

Tralasciamo le norme generali e vediamo alcuni dettagli del piano. Partiamo dalle aree a rischio. Oltre quelle previste dalla legge, il segretario individua come “ulteriori aree di rischio” il settore delle risorse tributarie, patrimoniali, gestione tributaria e l’urbanistica. Scrive il responsabile del piano: “Con riferimento all’area afferente la gestione delle risorse tributarie, patrimoniali e finanziarie, si ritiene utile la sua individuazione come specifica area di rischio, ancorché non contemplata dal dettato della norma e dal Piano nazionale Anticorruzione, in quanto nell’ambito di tali gestioni possono essere inclusi alcuni processi potenzialmente a rischio di fenomeni corruttivi o di illegalità, si pensi ad esempio alla riscossione delle entrate tributarie e delle sanzioni amministrative, alla concessione di beni patrimoniali ed alla definizione dei canoni di locazione. Un‘area che sicuramente, benché non contemplata a livello nazionale, può per sua natura presentare processi a rischio è quella dell’urbanistica”.

Vediamo, poi, una delle inesattezze. La scheda 01, riferita alla trasparenza, tra le “azioni già intraprese” indica la “pubblicazione dei dati e delle informazioni previste dal decreto legislativo 33/2013”. Com’è noto il sito del Comune di Anzio è ancora fuori legge da questo punto di vista

Andiamo alla scheda 11, relativa ad “azioni di sensibilizzazione e rapporto con la società civile”. Tra le “azioni da intraprendere” si legge che avverrà la “Pubblicazione sul sito istituzionale della bozza di Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e sua trasmissione alle associazioni rappresentative dei portatori di interesse per il recepimento di eventuali osservazioni” e la “Pubblicazione sul sito istituzionale dell’Ente dello schema definitivo di Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e dei suoi aggiornamenti”. Domanda: quando avviene questo se il piano è stato già approvato?

Infine un vero e proprio atto d’accusa, sulla scheda 12 relativa ad “Affidamento lavori, servizi e forniture”. Un punto scoperto nell’organizzazione del Comune e al centro di dispute – si veda la recente gara per le mense – di non poco conto. Senza contare che – è stato affermato in Tribunale durante il processo Raimbow – di fatto ognuno fa ciò che vuole e che addirittura i contratti si firmano a servizi ampiamente avviati.

E’ lo stesso segretario a sottolineare che questo “rappresenta uno dei settori maggiormente esposti al rischio di corruzione o di comportamenti illeciti in generale, anche in considerazione del fatto che tali procedure non risultano, allo stato attuale, gestite in maniera centralizzata e ciò rende più complesso il controllo delle attività connesse. Infatti praticamente tutti i processi facenti capo a tale area sono risultati, a seguito dell’analisi svolta, esposti ad un rischio medio alto/alto anche in conseguenza dell’assenza di specifici atti organizzativi che regolano i processi”.

Chi doveva provvedere? Cosa si farà adesso? Si continuerà con gare e affidamenti ognuno per proprio conto – e con annessi “veleni” – o si deciderà di intervenire?  

Il sito che promuove, quello che fa danni. Con gli Spaghetti alla sorrentina…

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Creato e dimenticato. Anzi, dannoso se veramente si volesse fare promozione. Mentre il sito del Comune lancia il collegamento a www.visitanzio.it nessuno – dalla Regione che l’ha finanziato e dal Comune che pure ci ha messo parte dei soldi – chiede conto di www.anzioinpiazza.it

E’ – doveva essere – il sito del Centro commerciale naturale che nelle intenzioni andava a rilanciare anche con moderni strumenti le attività del centro cittadino e promuovere le iniziative che sarebbero state realizzate.

Il sito c’è – come il Centro commerciale naturale – ma è vuoto. Tra le tipicità di Anzio figurano ancora gli spaghetti alla sorrentina, ma nessuno sente il dovere di intervenire. Non lo fa il Comune, non ci pensa la Regione Lazio. Nessuno si preoccupa del fatto che sono stati spesi soldi pubblici – con percentuale per il “Costo Progettazione e realizzazione CCN da parte del CAT Confcommercio” – per un progetto copiato e incollato un po’ ovunque nel Lazio.

Solo che altrove provano a far funzionare centro e siti internet, qui non ci sono l’uno né l’altro. Non solo, il Comune di Anzio ha assegnato proprio al Centro commerciale naturale le strutture realizzate e quindi dalla “baracca” in piazza che doveva essere il punto informazioni alle panchine, fino alle paline segnaletiche, lo stesso Centro dovrebbe preoccuparsi della manutenzione.

Invece sono abbandonate, il Comune tace, anzi dà spazio a un’associazione che sembra parallela allo stesso Centro commerciale naturale. Misteri di Anzio…

Intanto per il sito non c’è traccia di interventi. Né si capisce che fine abbiano fatto: “Promozione su web attraverso la creazione di un sito dinamico con possibilità di aggiornamento e scambi promozionali tra i vari utenti, pubblicizzazione di promozioni in atto nel CCN e di manifestazioni o eventi per il tempo libero e la cultura; Pagina sul sito web dedicato al Centro Commerciale Naturale contenente tour virtuali del Comune; Pagina sul sito web dedicato al Centro Commerciale Naturale dedicata all’ospitalità per i turisti nell’area di interesse o nelle aree limitrofe alla stessa Pagina informativa sul sito web del Centro Commerciale Naturale dedicata ai percorsi possibili per raggiungere il Comune comprese tabelle orarie relative ai trasporti pubblici e alla mobilità; Realizzazione di contenuti per portale web in lingue straniere; Area WEB-Newsletter e news dedicate agli operatori; Creazione di una rete WiFi pubblica in modo da creare “un’agorà” che diventerà il punto ideale dove potersi collegare comodamente ad internet tramite cellulari e notebook. L’area sarà individuata all’interno del perimetro del CCN come segno distintivo e tecnologico dell’iniziativa creazione all’interno di una pagina web, del sito del CCN, di coupons stampabili utili ad ottenere degli sconti presso i negozi dove vengono effettuate promozioni; Sviluppo della vendita sul circuito web del Centro Commerciale Naturale; Realizzazione dell’area web dei servizi del CCN; Creazione di un data base con l’inserimento di curriculum a servizio di ricerche di addetti da parte degli esercenti del Centro Commerciale Naturale; Invio di newsletter ai consumatori registrati sul sito web del CCN con le offerte relative alla merceologia tipologica di interesse, con cadenza stagionale; Invio di sms per avvisare i consumatori fidelizzati su eventi e/o manifestazioni con cadenza mensile”. E’ quanto scritto – rispetto al web – sul rendiconto del Centro commerciale naturale.

Ah, non c’entra con il sito ma qualcuno ha notizie della “Fidelity Card senza banda magnetica con relativa custodia con indicati: il nome dell’ Associazione del CCN, la lista delle vie e dei negozi aderenti, le promozioni in atto, i numeri utili del Comune di appartenenza e la planimetria dell’area interessata” ?