Il nuovo che avanza, la trasparenza che non c’è, il silenzio sulle mense e i furbi dei rifiuti

ImmagineSergio Borrelli, rieletto presidente del consiglio comunale, sfida papi e imperatori in quanto a durata dell’incarico. Il “buco” di dieci mesi con la poltrona più importante del consesso civico affidata a Patrizio Placidi, nel frattempo tornato assessore, impedisce a Borrelli di concludere un “ventennio” completo, cosa che gli avrebbe consentito ben altra sfida. Ad Anzio il nuovo che avanza, insomma, in un panorama politico che soprattutto in maggioranza resta sempre quello. E il metodo, soprattutto, non cambia. Sembra che la faticosa intesa per riportare Borrelli alla presidenza – con il solo Gianfranco Tontini a esternare il suo dissenso – preveda un rimescolamento nelle deleghe assegnate ai dirigenti. Vale a dire che turismo, spettacolo e sport saranno sottratti alle competenze di Angela Santaniello e affidate al dirigente in pectore Aurelio Droghini. Richiesta che Forza Italia avrebbe fatto perché i rapporti tra i delegati Luciano Bruschini e Massimiliano Millaci con la stessa Santaniello non sarebbero dei migliori.

Auguri a Borrelli per il suo quarto mandato, comunque, sperando che stavolta non faccia identificare i giornalisti e che tenga l’aula un po’ meglio che in passato. A cominciare dal controllare chi entra e perché nell’emiciclo che sembra più un porto di mare che altro.

In ogni modo speriamo che già dal 29 torni lo streaming e che, finalmente, in Comune si capisca se e quando funzionano le linee, quanto e chi paghiamo per averle spesso fuori uso.

Questione di trasparenza, quella che purtroppo continua a mancare. Dà fastidio vedere che mentre il capogruppo del Pd Andrea Mingiacchi torna a parlare dell’applicazione – mancata – del decreto legislativo 33/2013 che pone Anzio fuori legge, si alzino tutti per andare a fumare o qualcuno faccia sciocchi sorrisi. E dispiace che Mingiacchi ritenga che il Comune abbia “oggettive difficoltà” nell’applicare la norma. No, è ora di fare nomi e cognomi. La legge non è applicata e i responsabili sono il sindaco, Luciano Bruschini, e il segretario Pompeo Savarino. Sarà bene che fra quindici giorni – tanti ne ha chiesti il sindaco per adeguare il portale alle norme vigenti – se la situazione non sarà cambiata, Mingiacchi, il Pd, il resto dell’opposizione e perché no anche i consiglieri di maggioranza che riterranno, preparino un bell’esposto all’Autorità anti corruzione. Si chieda di commissariare il Comune per questo e si facciano pagare le sanzioni previste per legge.

Basta con la presa in giro dei documenti che ci sono, perché così non è. Il sindaco 3.0 che afferma una cosa del genere sa meglio di noi che interi settori del Comune non pubblicano le determine, sa che esistono delibere senza allegati che ne formano parte integrante, sa che i bilanci della Capo d’Anzio sono fermi al 2011, che mancano tutta un’altra serie di elementi obbligatori per legge. Lo sa Bruschini e lo sa Savarino, la scusa che manca il personale non regge più. Né si può dire che gli uffici hanno scritto, rispetto al bilancio consuntivo, quando i consiglieri di opposizione i documenti previsti dalla legge non li hanno ricevuti. Per piacere…

Sempre a proposito di trasparenza, sarebbe ora che il sindaco desse risposta al Pd che ha chiesto una commissione prevista dallo statuto per il porto. Dire come ha fatto ieri, a mezza bocca, che la Regione i primi di maggio consegnerà le aree interne, senza spiegare chi fa i lavori e cosa cambia rispetto al progetto precedente e agli atti stipulati con la Regione stessa, ha poco senso.

Stupisce, invece, che nessuno dei consiglieri comunali – nemmeno i firmatari di un documento durissimo – abbia sentito il dovere di chiedere spiegazioni sulla gara delle mense scolastiche. C’è stato un passaggio di non poco conto, ne hanno dato notizia i giornali, a nessuno è venuto in mente di dire: scusate, cosa succede? Segretario, è vero che…? Cosa rischiamo? Nulla, silenzio assoluto.

E’ emersa, infine, una situazione drammatica rispetto ai residui attivi sui rifiuti. Il “buco” di 17 milioni di euro – ma Giorgio Zucchini ha spiegato che non si tratta di un ammanco – è pesante. Pesantissimo. Rischia di essere devastante quando con la nuova contabilità si potranno spendere solo i soldi in cassa realmente. Colpisce che migliaia di cittadini – da quello che risulta persino noti personaggi della politica e gente in vista della città – non abbiano pagato la tassa sui rifiuti del 2005 e che Equitalia stranamente non abbia trovato questi furbi. Qualcosa non quadra e forse farebbe bene il Comune a chiedere al garante della privacy se è possibile pubblicare i nominativi. Chi non paga danneggia tutti e costringe i cittadini onesti a pagare di più, almeno la soddisfazione di sapere chi sono i furbi elusori… Dopotutto potrebbe essere un metodo: “Caro signore, risulta che lei non ha pagato la tassa del 2005 nonostante solleciti, cartelle esattoriali, eccetera. Se tra quindici giorni non provvederà, pubblicheremo il suo nominativo sul sito del Comune oltre a dare corso al recupero con…” Hai visto mai?   

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