Maranesi e le mense, come se nulla fosse

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Sì, come se nulla fosse… Abbiamo avuto verifiche della Ragioneria dello Stato e della Corte dei conti, sappiamo che il porto è al fallimento e il sindaco smentisce se stesso e quello che ha approvato in assemblea della Capo d’Anzio dicendo che vuole rifare la gara, ci sono indagini della magistratura sull’ambiente, la differenziata oltre ad avere un piano finanziario incomprensibile è un costoso bluff e basta guardare i cassonetti stracolmi in centro, il bilancio è al collasso e il problema qual è? Le mense.

Il consigliere Marco Maranesi torna sulla vicenda, dopo che in piena gara aveva già sollevato il caso insieme ai colleghi Salsedo e Bruschini. In questo caso si era arrivati persino a un intervento, con richiesta di chiarimenti, da parte del segretario comunale. Dall’opposizione nessuno fiatò al primo consiglio comunale utile, qualche giorno dopo. Solo a quello successivo Bernardone presentò un’interrogazione rimasta lettera morta. Nessuno, prima, prese la parola per chiedere “in diretta” a Maranesi e al segretario comunale se avessero rilevato profili di illegittimità e quali. Ma sì, il bon ton… Lo stesso che non fa chiedere – stessa seduta – perché il sindaco dopo la lettera della Asl di dicembre ha ordinato la chiusura solo mesi dopo dell’Hotel Succi. Lo stesso che non fa chiedere all’opposizione – adesso – perché, almeno fino a qualche giorno fa, quell’ordinanza era ancora disattesa, mentre quella del chiosco-edicola sull’Ardeatina è stata prontamente eseguita.

Ora il capogruppo di Forza Italia (ma lo è ancora?) al quale replica duramente l’ex assessore alla pubblica istruzione e suo collega di partito Marco Del Villano, torna sulla vicenda, candidandosi forse a “erede” di Paride Tulli che sulle mense – e non solo, per la verità – è stato sempre in prima fila.

Al giovane consigliere sfugge un particolare: finora chi si è lamentato lo ha fatto solo con lui… Non sarà che queste prese di posizione a mezzo stampa nascondono, invece, altri fini?

Sulle vicende mense abbiamo sempre immaginato che di ciò che realmente mangiano i bambini importasse a pochi. Così come l’applicazione dei capitolati d’appalto. Ecco: l’azienda che ha vinto lo ha fatto rispondendo a una gara, sarà bene che i consiglieri – nello svolgimento del loro ruolo – aiutino gli uffici a controllare che tutto sia fatto secondo quel capitolato. Finora, per quel poco che si sente, la mensa piace. Ma evidentemente serviva un “messaggio”.

Come se nulla fosse, dicevamo. Opposizione in silenzio quando si sollevavano perplessità sulla gara e maggioranza che non sente l’esigenza di far notare la figuraccia che i nove consiglieri d’opposizione hanno fatto scrivendo al prefetto e dicendo che non avevano ricevuto la notifica del bilancio, quando in realtà era tutto in regola. Anziché delle mense, forse un manifesto o un comunicato politico per dire che l’opposizione aveva coinvolto il prefetto e persino il Parlamento su un presupposto falso poteva starci. Invece si preferisce giocare di “fioretto”. Ma sì, tutto sommato meglio non pestarsi troppo i piedi. La storia politica – e non solo – di questa città è piena di intese trasversali.

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