Placidi, i messaggi, la scoperta di un imprenditore

L'assessore Patrizio Placidi

L’assessore Patrizio Placidi

L’assessore all’ambiente Patrizio Placidi ha ragione. Finora ad Anzio “si è fatta solo la differenziata“. Se ne sono accorti i cittadini, costretti a pagare un conto più che salato e con una bolletta a loro carico di circa 16 milioni di euro contro la metà che pagano a Pomezia, Velletri e Nettuno. Se ne sono accorti anche perché il centro era, è e temiamo sarà ancora invaso dai rifiuti. Basta uscire a piedi da Villa Albani – e pure è a due passi dal Comune, l’assessore ci passerà qualche volta – per imboccare via Ambrosini e avvertire un odore nauseabondo che emana dai cassonetti. Altrove, in centro, non è meglio…

Anziché spiegarci un piano finanziario che rimane incomprensibile e dove sono inseriti anche i 30 centesimi a metro quadro che un anno fa andavano allo Stato ma che il Comune ha deciso di confermare, anziché dirci dell’inchiesta che riguarda l’assessorato, invece di spiegare perché nella tariffa paghiamo per il secondo anno consecutivo il “cassetto tributario”, Placidi ricorda che “si è fatta solo la differenziata“.

Un’affermazione talmente vera che dice altro: l’amministrazione Bruschini non ha fatto nulla del suo programma da quando ha vinto a oggi. E se ha vinto è anche grazie alle promesse legate a quella differenziata partita in fretta e furia, ai lavori a tempo, ai debiti contratti perché il piano finanziario non c’era o era insufficiente al punto che oggi i cittadini pagheranno i “fuori bilancio”.

Al suo solito l’assessore attacca, nessuno dei giornalisti osa fargli domande scomode e quando è avvenuto Placidi è sempre stato abile a cambiare discorso. Così la conferenza e trasmissione tv dell’uno e trino (parla per la Lista Enea, da coordinatore di Forza Italia oltre che da assessore) si trasforma in messaggi chiari a una maggioranza litigiosa e in difficoltà: senza la lista Enea non si fa nulla,  sui tributi da recuperare niente consorzio campano ma prima lavori all’interno dell’Ente (che ne dice l’assessore Zucchini?), sui dirigenti vanno divise le competenze, sul futuro ok alle primarie. Soprattutto, per chi vuole capire, lui manda tutti a casa quando vuole…

E’ solito infervorarsi, Placidi, e quando lo fa dà anche notizie interessanti. Rivolgendosi a Romeo e Candido De Angelis e chiedendo loro, di fatto, come vivono, ci informa di avere “venti dipendenti“. Lo conoscevamo pensionato, sapevamo che inizialmente per pagare il debito della Corte dei Conti si faceva trattenere una quota sull’indennità da assessore, sapevamo anche dei suoi interessi in diversi settori – con una predilizione per i distributori di carburante, usati magari da chi ha servizi per i Comuni del circondario – ignoravamo però che fosse diventato imprenditore con venti persone alle sue dipendenze. A dire il vero nel curriculum che compare sul portale della trasparenza del Comune risulta proprietario di quote in due società, forse i suoi dipendenti lavoreranno lì…

Infine un accenno alla conferenza: tutti innocenti fino a prova del contrario, ma vedere al tavolo chi ha un’ordinanza di chiusura del Comune dove è consigliere che non esegue ancora,  chi  è indagato per l’attività del suo assessorato ed è stato condannato (anche se questo lo ritenevamo e lo riteniamo ingiusto) dalla Corte dei conti a risarcire il Comune ed ha continuato in quel periodo, da incompatibile, a fare l’assessore, venirci a fare la morale, è francamente troppo.

Trasparenza, la corsa a pubblicare dopo il richiamo del segretario

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Spuntano determine di mesi fa, atti che altrimenti sarebbero rimasti sconosciuti. Il sito del Comune di Anzio è stato fuori legge per un lungo periodo, continua a esserlo per alcuni aspetti – qualcuno ha notizie del Suap on line? – ma almeno qualcosa si muove.

E’ servita una lettera del segretario generale Pompeo Savarino, nominato mesi fa responsabile della trasparenza – anche se per logica lo era già  – che ha richiamato gli uffici a pubblicare tutto. Pena l’applicazione delle sanzioni pecuniarie previste. Fino a 3.000 euro. E’ un passo avanti, ma al tempo stesso la conferma che sul sito – per mesi – non è stato pubblicato il dovuto. Sembra, ma va verificato, che mancassero delle password o che nessuno sia mai andato a prendersele. In Comune, è noto, esistono tante verità quanti sono gli interpreti delle vicende.

Quando si diceva che non era in regola, non rispettava le norme, quando invano si facevano commissioni – a una il segretario nemmeno si presentò, ma il presidente della commissione trasparenza si guardò bene dal “richiamarlo” e anzi fece un’interrogazione “comprendendo” le difficoltà degli uffici – il sito era una presa in giro. Oggi lo è meno, però abbiamo almeno un numero di pubblicazioni maggiori. Poi alcune cose restano incomprensibili con passaggi a vuoto che non portano a nulla, mancano ancora – troppo spesso – gli allegati delle delibere e determine quando nell’atto sono indicati come “parte integrante”, ci sono sezioni presenti ma che non corrispondono a uffici. E’ clamoroso l’esempio dell’Urp che esiste solo sul sito per rispettare uno dei parametri previsti ma non ha riscontro in Comune.

Ci si adegua, comunque. Da qui a essere 3.0 ce ne corre, ma almeno qualcosa si muove.

Placidi all’attacco, dei De Angelis e della maggioranza

Un fermo immagine della conferenza

Un fermo immagine della conferenza

La differenziata fa acqua da tutte le parti? Lui non c’entra nulla. Chiedete a Romeo De Angelis. L’assessore e coordinatore di Forza Italia Patrizio Placidi non usa mezzi termini nell’ambito della conferenza della lista Enea e poi negli studi di Young tv. Parla di “ricatto” addirittura rispetto al porta a porta. Dimentica – e nessuno glielo chiede – che il servizio è partito privo di copertura finanziaria e che nemmeno un mese fa sono stati votati i debiti fuori bilancio.

Placidi davanti alle telecamere si esalta. Attacca, come suo solito, parte in quarta anche nei confronti dell’ex sindaco Candido De Angelis, e se c’è la questione rifiuti non manca di intervenire su una serie di argomenti. Dal porto all’organizzazione della macchina amministrativa, dal caso mense alla riscossione coatta dei residui per la vicenda rifiuti. Emerge chiaramente, insomma, la divergenza tra l’assessore, il sindaco e il resto della maggioranza. Vale la pena di guardare il video e farsi un’idea.

Qui viene solo una riflessione: da quale pulpito…

Tributi, il Comune 3.0 che non risponde ai cittadini

sitoconforme

Non rispondere. Ma sì, dopotutto i cittadini sono dei “rompic…” e quelli che insistono ancora di più. Debbono pensare questo all’ufficio tributi del Comune di Anzio – ma anche altrove, immaginiamo – di fronte a chi chiede informazioni. E’ emblematica la storia di Luciano Dell’Aglio che deve essere visto come il fumo negli occhi in piazza Cesare Battisti. Ne fa una questione di principio, con una sorta di disobbedienza civile. E vale la pena di leggerla, la sua storia, perché molti di noi si sono ritrovati nelle medesime condizioni: inviare una richiesta e non ricevere risposta. E nell’era 3.0 che ci aveva promesso Bruschini è inammissibile, ma lo è ancora di più dal momento in cui un vecchio adagio recita che domandare è obbligo, rispondere è cortesia.

Prima del ruolo che si ricopre, dell’essere in un ente pubblico, del 3.0 o meno, viene la buona educazione. Rispondere a una mail – pur in un luogo nel quale si è oberati di lavoro, immaginiamo – impegna pochissimo tempo.

Lasciamo stare il buon Luciano, allora, e pensiamo a chi vuole sapere cosa succede se la Tasi si paga tutta a dicembre anziché in due rate. Sono state spedite mail in tal senso, rimaste senza risposta. Così come le richieste fatte via cassetto tributario, rimaste con un numero di “ticket” assegnato e addio. Pensiamo a chiunque altro segnala di aver mandato mail o proposte e di non aver mai saputo più nulla. Della serie “Noi siamo il Comune, voi non siete un c...” parafrasando l’intramontabile Alberto Sordi nel Marchese del Grillo.

Ci saranno anche cittadini “rompic…” – non è in dubbio – e ammesso lo siano meritano comunque delle risposte e in ogni modo  non possono pagare tutti gli altri per loro.

Ah, un’ultima battuta. Forse le risposte relative al cassetto tributario non arrivano perché la versione è 2.0, qui – l’aveva promesso il sindaco in campagna elettorale – doveva esserci il 3.0….

Città artigiana e turismo sostenibile, la memoria corta

artigiana

Mettiamola così: abbiamo fatto 30, facciamo 31. Non si giustifica diversamente il nuovo bando per la città artigiana. Il Comune lo rende noto, oltre la foto dell’assessore alle attività produttive Giorgio Bianchi non c’è altro. A dire il vero si sa poco dell’attività del suo assessorato – destinato più a sagre che sembrano distribuite con il manuale “Cencelli” a diverse associazioni che ad altro – ma scopriamo che dopo oltre 40 anni si prova a far partire la città artigiana. Sono stati spesi soldi pubblici (tanti) è stata necessaria la bonifica delle bombe della seconda guerra mondiale, l’area è in stato di abbandono ma ci si dimentica che ormai gli imprenditori che avevano creduto nel progetto si stanno facendo restituire i soldi dal Comune.

E a proposito di dimenticanze l’assessore Patrizio Placidi ha “scoperto” il turismo sostenibile insieme al suo collega di Ardea Riccardo Iotti – ex consulente del Comune di Anzio proprio al turismo, con risultati pari a zero – e sembra che da domani si partirà con mirabolanti iniziative. Peccato che la “Costa dei miti” che comprendeva anche Nettuno e Pomezia sia stata inspiegabilmente archiviata. Già, fatto 30 facciamo 31. Tanto bastano i comunicati stampa per far credere che qualcosa si stia facendo… Magari i cittadini hanno la memoria corta.

Tributi, il recupero “premiato” e un cattivo pensiero sulla Tasi

La sede di piazza Cesare Battisti, dove si trova l'ufficio tributi

La sede di piazza Cesare Battisti, dove si trova l’ufficio tributi

Ici? Nel 2014? Sembra proprio di sì. In realtà la vecchia imposta comunale sugli immobili è andata in pensione, sostituita poi dall’Imu e adesso dalla ben più “salata” Tasi, ma quell’Ici inserita in una determina dirigenziale che liquida il “premio incentivante” al personale dell’ufficio tributi incuriosisce. Si tratta, in pratica, dell’attività che è stata svolta per “stanare” chi non aveva pagato l’Ici e che ha consentito di recuperare 913.173,11 euro. Da qui una percentuale per il personale che ha lavorato alla “attività accertativa”: il 3% del totale ovvero 27.395,19 euro da dividere tra i dipendenti e il 30% sul 2% per il responsabile ovvero 5.479,04 euro.

Insomma, mentre i cittadini pagano gli “inesigibili” dei rifiuti – purtroppo è previsto per legge – che nessuno è andato a cercare  e sono alle prese con la scadenza Tasi per la quale il Comune si è limitato ad avvisi on line e sul costoso “cassetto tributario”, scopriamo che se vuole l’ufficio tributi “recupera” le somme. Avendo poi il tornaconto dovuto. Nulla da eccepire. O forse sì…

E’ un cattivo pensiero, sia chiaro. Gli avvisi di pagamento Ici del 2012 sono stati spediti, i cittadini sapevano, mentre con la Tasi c’è una confusione totale. Dall’ufficio si limitano a dire che si può usare il simulatore – e bisogna dire la verità, se uno si mette a cercare sul cassetto tributario non lo trova, ma cliccando sul link in home page ci si arriva – oppure il caf o il commercialista. Nessun avviso, né manifesti. Ma al Comune sanno chi sono i contribuenti e magari, come per l’Ici, all’inizio dell’anno prossimo si andrà già a “recuperare” con tanto di premio.

Speriamo di sbagliare, ovvio, gli oltre 913.000 euro recuperati corrispondono – stando alla media di versamenti indicata dal Ministero (479 euro) – a circa 2.000 contribuenti che non avevano pagato e dopo l’attività dell’ufficio tributi l’hanno fatto.

Allora era avvenuta una spedizione degli avvisi, sia pure “massiva” e quindi priva di riscontro (i cittadini potrebbero non averla ricevuta), stavolta c’è stato poco o nulla, di certo nessuna lettera. Tutto pronto per recupero con tanto di “premio”?

Maranesi e le mense, come se nulla fosse

consiglioanzio

Sì, come se nulla fosse… Abbiamo avuto verifiche della Ragioneria dello Stato e della Corte dei conti, sappiamo che il porto è al fallimento e il sindaco smentisce se stesso e quello che ha approvato in assemblea della Capo d’Anzio dicendo che vuole rifare la gara, ci sono indagini della magistratura sull’ambiente, la differenziata oltre ad avere un piano finanziario incomprensibile è un costoso bluff e basta guardare i cassonetti stracolmi in centro, il bilancio è al collasso e il problema qual è? Le mense.

Il consigliere Marco Maranesi torna sulla vicenda, dopo che in piena gara aveva già sollevato il caso insieme ai colleghi Salsedo e Bruschini. In questo caso si era arrivati persino a un intervento, con richiesta di chiarimenti, da parte del segretario comunale. Dall’opposizione nessuno fiatò al primo consiglio comunale utile, qualche giorno dopo. Solo a quello successivo Bernardone presentò un’interrogazione rimasta lettera morta. Nessuno, prima, prese la parola per chiedere “in diretta” a Maranesi e al segretario comunale se avessero rilevato profili di illegittimità e quali. Ma sì, il bon ton… Lo stesso che non fa chiedere – stessa seduta – perché il sindaco dopo la lettera della Asl di dicembre ha ordinato la chiusura solo mesi dopo dell’Hotel Succi. Lo stesso che non fa chiedere all’opposizione – adesso – perché, almeno fino a qualche giorno fa, quell’ordinanza era ancora disattesa, mentre quella del chiosco-edicola sull’Ardeatina è stata prontamente eseguita.

Ora il capogruppo di Forza Italia (ma lo è ancora?) al quale replica duramente l’ex assessore alla pubblica istruzione e suo collega di partito Marco Del Villano, torna sulla vicenda, candidandosi forse a “erede” di Paride Tulli che sulle mense – e non solo, per la verità – è stato sempre in prima fila.

Al giovane consigliere sfugge un particolare: finora chi si è lamentato lo ha fatto solo con lui… Non sarà che queste prese di posizione a mezzo stampa nascondono, invece, altri fini?

Sulle vicende mense abbiamo sempre immaginato che di ciò che realmente mangiano i bambini importasse a pochi. Così come l’applicazione dei capitolati d’appalto. Ecco: l’azienda che ha vinto lo ha fatto rispondendo a una gara, sarà bene che i consiglieri – nello svolgimento del loro ruolo – aiutino gli uffici a controllare che tutto sia fatto secondo quel capitolato. Finora, per quel poco che si sente, la mensa piace. Ma evidentemente serviva un “messaggio”.

Come se nulla fosse, dicevamo. Opposizione in silenzio quando si sollevavano perplessità sulla gara e maggioranza che non sente l’esigenza di far notare la figuraccia che i nove consiglieri d’opposizione hanno fatto scrivendo al prefetto e dicendo che non avevano ricevuto la notifica del bilancio, quando in realtà era tutto in regola. Anziché delle mense, forse un manifesto o un comunicato politico per dire che l’opposizione aveva coinvolto il prefetto e persino il Parlamento su un presupposto falso poteva starci. Invece si preferisce giocare di “fioretto”. Ma sì, tutto sommato meglio non pestarsi troppo i piedi. La storia politica – e non solo – di questa città è piena di intese trasversali.

La campagna elettorale a costo… zero. Crediamoci, anche se ricordiamo

sindaco30

Prendeteci pure in giro con le spese elettorali. Raccontateci pure che alle ultime amministrative di Anzio i partiti hanno speso solo 54.914 euro, tanto non succede nulla… Già, perché nel referto sui conti consuntivi delle ultime amministrative la Corte dei Conti alza le mani: “il Collegio ritiene che le irregolarità riscontrate, in quanto generalizzate o quantitativamente prive di gravità offensiva, non siano passibili di sanzioni. Allora accontentiamoci del fatto che “le carenze riscontrate con maggiore frequenza attengono alle informazioni concernenti l’importo globale e la fonte di provenienza delle entrate utilizzate a copertura delle spese dichiarate ed ammissibilie non se ne parli più. Invece no, perché ricordiamo tutti la campagna elettorale. E sappiamo per certo che se formalmente non è stato superato il limite di legge, sono stati spesi più di quei 54.914 euro. Sapete quanto hanno dichiarato, invece, le liste alla Corte dei Conti?

Pdl 155,74 euro, Lista Enea 15.844, Lista Candido De Angelis sindaco 2.300, Sindaco Candido De Angelis 701,8, Realtà nuova 550, La Destra 1.500, Pd 3.328, Bernardone sindaco 2.170, Sel 1.288, Movimento 5 stelle 2.239, Alleanza civica Pollastrini sindaco 3.500, Rifondazione-Verdi-Di Pietro 3.500, Giovanni Garzia sindaco 8.918,49, Patto per Anzio 8.918,49. Hanno dichiarato di non aver speso un euro, invece, le liste Bruschini sindaco, Evoluzione Anzio e Movimento Anzio. Dobbiamo crederci, parliamo delle liste e non dei candidati sindaco o dei singoli consiglieri, ma tutti ricordiamo quella campagna elettorale… Allora? La Corte dei Conti parla di : “lacune e anomalie generalizzatementre le “carenze riscontrate con maggiore frequenza attengono alle informazioni concernenti l’importo globale e la fonte di provenienza delle entrate utilizzate a copertura delle spese dichiarate ed ammissibili. Queste ultime, poi, non sempre sono supportate da esaustiva documentazione probativa. Insomma, non si sa da dove sono entrati i soldi e non ci sono le pezze d’appoggio che giustificano le spese. Ma siccome così hanno fatto tutti – o quasi – pazienza. In ogni modo: “Solo in casi specificatamente indicati di dispone di attestazioni che consentono di escludere con ragionevole certezza l’esistenza di oneri non dichiarati e, per l’effetto, accertare compiutamente il rispetto dei tetti di spesa riferibili alle singole liste.

L’ANALISI

Il Pdl indica 119,8 euro di entrate come “parziale utilizzo dei fondi incassati a titolo di rimborso elettorale della dallo Stato nell’anno 2012” la spesa ha riguardato “stampa, distribuzione e raccolta dei moduli, autentificazione delle firme per la presentazione delle liste elettorali. Secondo il collegio: “Il rendiconto si presenta formalmente incompleto in quanto non contenente l’attestazione di copertura delle spese dichiarate con entrate di pari importo complessivo.

La lista Enea, quella di Patrizio Placidi per capirci, non dichiara entrate, mentre le spese riguardano “materiali e mezzi di propaganda – organizzazione di manifestazioni di propaganda – propaganda radio televisiva – spese per il personale impiegato nella campagna elettorale – varie. La documentazione giustificativa risulta “non prodotta. Anche qui “Il rendiconto si presenta formalmente incompleto in quanto privo dell’attestazione di copertura delle spese dichiarate con entrate di pari importo complessivo. E’ una litania che si ripete.

La lista Candido De Angelis non dichiara entrate, le spese sono per “materiali e mezzi di propagandae la documentazione giustificativa non è prodotta. Siamo alle solite: “Il rendiconto si presenta formalmente incompleto in quanto privo dell’attestazione di copertura delle spese dichiarate con entrate di pari importo complessivo.

La lista Sindaco Candido De Angelis non dichiara entrate e ha sostenuto solo “spese telefonichema senza documentarle. La formula di valutazione è come sopra

Anche Realtà Nuova non dichiara entrate, le spese sono “telefoniche e automezzima mancano le pezze d’appoggio. Stessa formula nelle valutazioni.

La Destra non dichiara entrate, le spese sono “telefoniche, tipografiche e affitto locali, non c’è la documentazione giustificativa e “ non sono documentate neppure rispetto alla data degli esborsi.

Il Pd non dichiara entrate, le spese sono state per “materiale e mezzi di propaganda – tipografichema finalmente c’è la documentazione giustificativa. Anche qui, però “il rendiconto si presenta formalmente incompleto in quanto privo dell’attestazione di copertura delle spese dichiarate con entrate di pari importo complessivo. La documentazione delle spese è corretta “ anche rispetto alla data degli esborsi.

A indicare entrate per 700 euro è la lista Bernardone sindaco, le spese sono andate per “materiale e mezzi di propaganda – tipografiche – telefonichee c’è la documentazione giustificativa. Anche qui, però, si parla di incompletezza “sebbene le fonti di copertura indicate si presentino documentate”. Ma i conti non quadrano.

Sel non dichiara entrate, le spese riguardano “manifestazioni e propagandae la valutazione è quella degli altri partiti: “il rendiconto si presenta formalmente incompleto.…”

Il Movimento 5 stelle non dichiara entrate, le spese sono per “materiale e mezzi di propaganda – tipografiche – automezzi, c’è la documentazione giustificativa ma le spese sono “parzialmente documentate, anche rispetto alla data degli esborsi.

L’alleanza civica Pollastrini sindaco non dichiara entrate, le spese hanno riguardato “materiale e mezzi di propaganda – tipografiche – automezzi – certificati penali candidati – pubblicità su stampa, non c’è documentazione giustificativa e la valutazione ricalca le altre.

La coalizione con Rifondazione, Verdi-Di Pietro non dichiara entrate, ha avuto le stesse spese della lista precedente e la stessa valutazione dalla Corte dei Conti.

La lista Giovanni Garzia sindaco non dichiara entrate la spesa è andata in “affitto locali – materiale e mezzi di propaganda – tipografiche – automezzi – pubblicità radio televisiva – sondaggie c’è la documentazione giustificativa. Lo stesso vale per Patto per Anzio e medesime sono le valutazioni e cioè che “il rendiconto si presenta….”

Le liste Bruschini sindaco, Evoluzione Anzio, Fratelli d’Italia e Movimento Anziohanno espressamente dichiarato, senza alcuna formalità di rito, di non aver sostenuto alcuna spesa. Crediamo alle favole, insomma, perché in realtà quella campagna elettorale, i manifesti 6×3, i camper e tutto il resto, ce la ricordiamo tutti.

Una città diversa, almeno si apre il dibattito

365gt

C’è una città diversa. Che si afferma nel mondo attraverso persone che non hanno dimenticato le loro radici e che immagina un progetto perché sia viva 365 giorni l’anno. Sono cose lontane anni luce tra loro, l’affermazione professionale da un lato, una proposta politica dall’altro – con il tentativo di coinvolgere diverse realtà – ma dimostrano (ho preso solo le ultime due in ordine di tempo) che c’è altro in questa città.

Fabio Garzia, per fortuna, non è uno dei cosiddetti “cervelli in fuga”, anche se chissà quante volte avrà immaginato di abbandonare questi lidi. Ma resta. Per questioni familiari – che tengono molti di noi legati a questo posto – che se interpretate al meglio possono essere un punto di forza anziché di debolezza. Se i legami, uniti al concetto di “cittadinanza” che va oltre l’appartenenza politica, superano il semplice “cugì”, insomma.

E’ assurdo che a uno come Fabio, ad esempio, il Comune non abbia mai pensato nemmeno per una conferenza, quando si spacciano per scientifiche iniziative a dir poco singolari.

Andrea Mingiacchi è un po’ confusionario, con l’attività associativa di 00042 è diventato consigliere comunale ma Shingle è ormai una rassegna che piaccia o meno va avanti e supera le logiche localistiche. Salvo quando ottiene i soldi (pochi a dire il vero) dal Comune. E non basta dire “li danno a tutti”.  Se questa idea di 365 gt non fa la fine del centro polivalente e poi del teatro tenda (ogni tanto si “innamora” di una proposta…) e se esce dal circuito del finanziamento pubblico , forse qualcosa si può costruire davvero. O se non altro si può avviare un dibattito.

A chi ha organizzato l’evento ho mandato un paio di contributi. Uno è il testo realizzato in occasione del ventennale dal “Granchio” da Valeria Davolo con proposte pratiche di turismo sostenibile. L’altro è ciò che dissi in un convegno di Anzio futura – lì Mingiacchi è di casa, se non erro – ormai sette anni fa.

Contributi, appunto, e qui una raccomandazione: superiamo una volta per tutte il concetto del museo “mio”, l’associazione “sua”, l’evento “di” Tizio e quello “di” Caio. Immaginiamo una città in grado di vivere, davvero, sulla sua storia, le sue bellezze, le occasioni che ci ha dato la natura.

Dimostriamo che se una cosa buona disse il progettista del piano regolatore, Pierluigi Cervellati, ovvero che Anzio è mare, cultura e natura c’è qualcuno che è diverso da chi ci ha propinato cemento, varianti e furberie.

Porto operativo (?!) in vendita a Genova, ma non sappiamo quale…

genova

Lo indicano tra i “marina” operativi. E con l’intera rete si sono presentati a  Genova dove – si legge testualmente su facebook la Capo d’Anzio S.p.A. e la Marina di Capo d’Anzio stanno ottenendo uno straordinario interesse tra il pubblico del salone nautico . Siamo passati dal “tanto non si farà mai” dello stand di Italia Navigando, qualche anno fa, alla falsa indicazione di un porto operativo che tale non è. Soprattutto, cosa sta proponendo il socio privato della Capo d’Anzio a Genova? L’interesse è basato su quale proposta?

Perché ormai siamo alla farsa su quanto avviene intorno al progetto della Capo d’Anzio. L’ingegnere Renato Marconi doveva essere già in Liguria mentre il sindaco, Luciano Bruschini, annunciava in consiglio comunale che l’idea del Comune è una e quella del privato è un’altra. E che si farà come dice il Comune, il quale voleva la concessione totale e adesso che l’ha ottenuta si riprenderà le quote un tempo di Italia navigando e poi di Mare 2 spa quindi Marinedi ovvero dello stesso Marconi.

Peccato non essere a Genova per sentire dal vivo cosa si dice di Anzio e se il porto – che è nelle condizioni a tutte note – viene “venduto” o meno, se è inserito o non nelle promozioni che fa il gruppo rispetto ai transiti e alla formula “Qui e là”…

Serve chiarezza, lo ripetiamo, e non c’è. Anzi, dopo l’uscita del sindaco, il rapporto da chiarire con il privato, la fideiussione in bilico se Marconi non la firma, le tensioni delle quali si parla tra il presidente D’Arpino e gli ormeggiatori nel corso dell’ultimo incontro in Comune, la situazione ha finito di ingarbugliarsi.