Contributi, parcheggi, piccole cose. Se ripartissimo da qui…

banchivuotiSi sapeva, è vero. Non è una novità che un’associazione prenda dei soldi per partecipare a manifestazioni pubbliche indette dal Comune o per conto dello stesso. Che tra queste ci sia anche la processione di Sant’Antonio mi ha fatto decidere, da quando si è saputo, di non parteciparvi più. Cosa che magari interessa pochi, ma è una scelta precisa. Comunque esiste una convenzione tra il Comune e questa associazione, quindi gli atti sono corretti e non c’è da obiettare dal punto di vista formale. Come non c’è da obiettare, formalmente, sulle associazioni di varia estrazione che prendono contributi per spettacoli o simili – spesso con la prima fattura dell’anno – e sono “di” o fanno “riferimento a…” questo o quell’esponente politico.

E si sapeva, è vero, anche che il sindaco ha “regolarmente autorizzato” chi parcheggia le auto nel piazzale di Villa Sarsina. Nei giorni scorsi ha risposto in modo piccato alle foto pubblicate su inliberauscita.it, inviate da qualche genitore degli alunni che – purtroppo – continuano veder passare tra i bambini le auto dei “potenti” (sistematicamente impuniti) che possono parcheggiare lì.

Si sa pure, inoltre, che ci sono assegnatari di sedi pubbliche che non pagano il dovuto e che questi assegnatari coincidono spesso con partiti o simili. E’  noto, inoltre, che c’erano 16 morosi tra consiglieri comunali e assessori, un anno fa, per non aver pagato tributi al Comune e che alcuni lo sono ancora.

Ecco, non servono strategie “po-li-ti-che“, né alleanze o chissà quali  “ragionamenti”. Se ripartissimo da piccole cose, troveremmo più convergenze di  quelle che i nostri scienziati della politica locale immaginano.

Vogliamo dare contributi alle associazioni? Prima decidiamo che cosa vogliamo da loro, poi facciamo un bando vero e trasparente. Qui, invece, siamo al chi si alza prima si veste.

E quanti sono quelli che hanno un posto auto “regolarmente autorizzato” dal sindaco, magari solo perché hanno un potere? Ecco, decidiamo che viene premiato chi parcheggia lontano, fa qualche passo e dà l’esempio. Lasciamo il piazzale di Villa Sarsina per le sole e reali esigenze istituzionali, togliamo a chi li ha i ticket gratuiti. Perché se i cittadini prima pagavano solo l’estate e adesso sono costretti a farlo tutto l’anno, è bene che i primi a dare l’esempio siano politici e dirigenti del Comune.

Sulle sedi, finora, regolamenti e buone intenzioni, ma un quadro chiaro non sembra averlo nemmeno il Comune. Alla faccia del 3.0. Anche qui, forse qualcosa potrebbe addirittura essere messo a reddito per uso riunioni, incontri o simili, ma vanno stabiliti i criteri e poi le assegnazioni. E chi era moroso, parte dall’ultimo posto della graduatoria o non può proprio partecipare. Così come chi da un anno a questa parte ancora non ha sanato la sua posizione nei confronti del Comune ma siede ancora in consiglio comunale o in giunta, andrebbe rimosso.

Ecco, se ripartissimo da queste piccole cose, quelle sulle quali la “po-li-ti-ca” si è invece fatta forte, troveremmo il modo di fare meglio anche tutto il resto. Regole certe e rispettate, l’esatto contrario di quello che fa chi sistematicamente le “interpreta” quando non le aggira o le calpesta.

Una città diversa, almeno si apre il dibattito

365gt

C’è una città diversa. Che si afferma nel mondo attraverso persone che non hanno dimenticato le loro radici e che immagina un progetto perché sia viva 365 giorni l’anno. Sono cose lontane anni luce tra loro, l’affermazione professionale da un lato, una proposta politica dall’altro – con il tentativo di coinvolgere diverse realtà – ma dimostrano (ho preso solo le ultime due in ordine di tempo) che c’è altro in questa città.

Fabio Garzia, per fortuna, non è uno dei cosiddetti “cervelli in fuga”, anche se chissà quante volte avrà immaginato di abbandonare questi lidi. Ma resta. Per questioni familiari – che tengono molti di noi legati a questo posto – che se interpretate al meglio possono essere un punto di forza anziché di debolezza. Se i legami, uniti al concetto di “cittadinanza” che va oltre l’appartenenza politica, superano il semplice “cugì”, insomma.

E’ assurdo che a uno come Fabio, ad esempio, il Comune non abbia mai pensato nemmeno per una conferenza, quando si spacciano per scientifiche iniziative a dir poco singolari.

Andrea Mingiacchi è un po’ confusionario, con l’attività associativa di 00042 è diventato consigliere comunale ma Shingle è ormai una rassegna che piaccia o meno va avanti e supera le logiche localistiche. Salvo quando ottiene i soldi (pochi a dire il vero) dal Comune. E non basta dire “li danno a tutti”.  Se questa idea di 365 gt non fa la fine del centro polivalente e poi del teatro tenda (ogni tanto si “innamora” di una proposta…) e se esce dal circuito del finanziamento pubblico , forse qualcosa si può costruire davvero. O se non altro si può avviare un dibattito.

A chi ha organizzato l’evento ho mandato un paio di contributi. Uno è il testo realizzato in occasione del ventennale dal “Granchio” da Valeria Davolo con proposte pratiche di turismo sostenibile. L’altro è ciò che dissi in un convegno di Anzio futura – lì Mingiacchi è di casa, se non erro – ormai sette anni fa.

Contributi, appunto, e qui una raccomandazione: superiamo una volta per tutte il concetto del museo “mio”, l’associazione “sua”, l’evento “di” Tizio e quello “di” Caio. Immaginiamo una città in grado di vivere, davvero, sulla sua storia, le sue bellezze, le occasioni che ci ha dato la natura.

Dimostriamo che se una cosa buona disse il progettista del piano regolatore, Pierluigi Cervellati, ovvero che Anzio è mare, cultura e natura c’è qualcuno che è diverso da chi ci ha propinato cemento, varianti e furberie.