Lavori in corso, le sedi “fai da te”. Capo d’Anzio in piazza? No, sorpresa….

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Noti un insolito viavai in piazza Pia, nei locali che furono dell’azienda autonoma di soggiorno e turismo,  del Comando vigili urbani, del centro per disabili “Elena Castellacci“, quindi concessi per manifestazioni temporanee, dalle primarie del Pd alla raccolta di generi per l’alluvione in Sardegna. L’ultimo in ordine di tempo a “occuparli” è stato il delegato al turismo, Luciano Bruschini, per vendita biglietti e promozione degli eventi l’estate scorsa, il quale sottolineò come aveva sistemato i locali a sue spese.

In realtà quello spazio è stato assegnato, da tempo, alla Capo d’Anzio, la società nata per la realizzazione e gestione del porto, oggi ospite dell’Associazione marinai d’Italia. Lo sancisce una delibera di giunta, sulla base della quale – udite udite – l’ufficio patrimonio del Comune ha chiesto alla società arretrati per 33.000 euro. C’è la delibera, vero, ma la Capo d’Anzio non ha usato nemmeno per un giorno la sede che doveva essere di rappresentanza, in pieno centro, per promuovere l’idea del nuovo porto che rischia di rimanere una mera intenzione. Ma intanto si chiedono gli arretrati, a conferma che la mano destra non sa quello che fa la sinistra in questo Comune.

Allora pensi che i lavori, finalmente, siano per dare una sede quando forse ormai è troppo tardi alla Capo d’Anzio. Sbagliato! Lì ci andrà un non meglio specificato museo delle conchiglie. Lo sappiamo per sentito dire, perché di atti ufficiali non ce ne sono o se esistono vengono tenuti nei cassetti. Di certo nessuno ha formalmente revocato i locali alla Capo d’Anzio per assegnarli a chi deve fare il museo. Quindi sulla base di quale presupposto si stanno facendo quei lavori? Chi li ha autorizzati? Chi li paga?

Dimentichiamo, siamo ad Anzio, dove della Casa delle libertà è rimasto il motto televisivo di Corrado Guzzanti e si fa un po’ come si vuole. Sulle sedi, poi, sentiamo di combattere una battaglia persa e ci facciamo prendere in giro da chi dice di fare inventari da anni quando invece  si scopre che la Corte dei Conti ci “bacchetta” proprio perché ignoriamo la consistenza del nostro patrimonio. E perché ancora oggi non c’è un criterio secondo il quale si assegnano gli spazi, basta pensare che il centro anziani al posto di quella che doveva essere la casa delle associazioni è “provvisorio“.

Comunque, di grazia, se è possibile sapere chi sta facendo il museo, qual è il valore aggiunto per Anzio, in quale proposta culturale rientra (ne sa nulla, assessore Nolfi?), qual è il criterio seguito per assegnare quei locali, che indotto si presume in termini di visitatori e via discorrendo, ne saremo grati.

Se questi sono i giovani, ridateci i vecchi…

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Il passaggio di Davide Gatti in maggioranza ad Anzio era ampiamente atteso. E come lui altri dell’insolita opposizione di centro-destra aspettano solo un cenno per fare il salto. E’ naturale nella politica di oggi, dove cambiare casacca è normale e dove ci si preoccupa di “posizionarsi” possibilmente nel gruppo vincente o comunque di “contare“. Così il giovane Gatti (“vedrai che sorpresa” – diceva l’allora candidato sindaco Candido De Angelis) decide di passare nel gruppo che fa capo all’assessore Alberto Alessandroni e al consigliere Velia Fontana. I quali, almeno alle ultime europee, facevano parte dell’Ncd e alle amministrative erano in Forza Italia, domani chissà se con Salvini o altri. Esattamente erano all’opposto di Gatti che con Fratelli d’Italia sosteneva altro. E che evidentemente ha dimenticato di essere stato in corsa con un programma alternativo a quello del sindaco Bruschini. Ci dicono che sia la politica, ma francamente di fronte a questi giovani virgulti del panorama anziate ci viene quasi da rimpiangere i vecchi.

Uno si aspetta che dal rinnovamento ci sia almeno un’alzata di scudi. Un po’ come faceva Candido De Angelis al suo primo mandato consiliare, nel ’90, contro – guarda caso – i Bruschini, Borrelli & C. che ancora ci sono oggi o Aurelio Lo Fazio quando insieme a un allora giovane Bruno Tuscano mandava a casa Piero Marigliani, nell’84. Invece no, Marco Maranesi si accorge che le cose non vanno dopo averle condivise e cambia ma qual è la sua visione del futuro di Anzio la ignoriamo. E’ diventato il censore, ma secondo i bene informati è solo per cercare visibilità e qualche legittima prebenda che in maggioranza non avrebbe più avuto. Diciamo che almeno si è smarcato, via…

Valentina Salsedo dopo l’alzata di scudi di mesi fa è tornata nei ranghi, Massimiliano Millaci era stato “dissidente” con Maranesi ma è diventato capogruppo, di Donatello Campa si sono perse le tracce, Velia Fontana almeno si occupa delle mense che conosce da vicino, Giusy Piccolo è nel “fortino” della sua delega al cimitero che finora non ha prodotto risultati visibili e lì si ferma, Laura Nolfi ha alzato il tiro sulla vicenda mense dopo aver ondeggiato a lungo, Giacoponi è al secondo mandato ma è Attoni-dipendente. Ecco, questa sarebbe la classe dirigente di domani ma al di là di piccoli “aggiustamenti” non riusciamo a vedere – sbaglieremo, per carità – se hanno o meno un disegno di città. No, il problema è oggi. E’ se stare con Patrizio – inteso come Placidi – o contro. Il tutto in vista di elezioni che verranno solo nel 2018, salvo scossoni. A loro cosa importa? Sembrano ben adeguarsi ai leader della vetero politica locale, ai “ragionamenti” fini a se stessi.

E viene da chiedersi se questi esordienti consiglieri hanno qualche dubbio che ogni tanto li assale, fosse sui residui di bilancio o sul tortuoso iter del porto, sul programma che hanno sottoscritto con Bruschini e non è stato attuato o sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti. E’ come se vivessero altrove, in quel brodo di coltura di una classe dirigente vecchia ma che resiste. In bocca al lupo, anche se ci aspettavamo ben altro.

Un aneddoto, infine: quando Pasquale Perronace, il consigliere comunale oggi di più lungo corso in assise, lasciò la Dc per passare al Psdi eravamo giovani cronisti e con Ivo Iannozzi aspettammo a lungo di poter sentire il suo intervento in Consiglio o di intervistarlo. Era un momento quasi “tragico“, cambiare partito quando era un “affronto” addirittura andare da una corrente all’altra. Non rimpiangiamo quei partiti, il sistema che rappresentavano, ma c’erano almeno dei punti fermi. e si provava – sia pure a vuoto – a immaginare una città possibile.

Qui basta avere un pacchetto di voti, chiedere fiducia e poi chi vuole Dio se lo prega. La città può attendere, loro devono “ragionare“.  Proprio come chi proviene dalla Prima Repubblica.

La gara per le mense e quella dei rifiuti, due pesi e due misure

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La gara per l’assegnazione del servizio di refezione scolastica si avvia verso una revoca che pare l’unica strada percorribile dopo il parere dell’Autorità nazionale anti corruzione (Anac) che parla di composizione della commissione “illegittima” e i disservizi che sta creando l’azienda che ha vinto. Della vicenda si è ampiamente scritto e ormai si tratta solo di verificare il modo di uscire dall’angolo nel quale il Comune si è cacciato. Cosa sulla quale sarà necessario vigilare.

Rispetto all’altro appalto al centro di una vicenda a dir poco singolare, quello dei rifiuti,  si procede con l’attuale gestore come stabilito dal Tribunale amministrativo regionale (Tar) che ha sospeso l’assegnazione e l’immediata esecuzione alla Camassa, arrivata seconda ma assegnataria per la vicenda dell’interdittiva antimafia a carico di Ecocar. Interdittiva sulla quale il Tar si è riunito per il merito senza ancora decidere. Intanto i cittadini pagano di più, ma il punto è ancora un altro.

Prima Marco Del Villano dalle fila della maggioranza, poi Andrea Mingiacchi da quelle del Pd, hanno sollevato questioni sulla regolarità della nomina della commissione giudicatrice. Sulla scorta di quanto riferito dal settore ambiente del Comune nel primo caso il segretario generale, Pompeo Savarino, ha riferito che era tutto a posto. Sul secondo ora qualche dubbio sorge. Intanto perché l’ingegnere Fabrizio Piemontese non è dipendente della Provincia, anche se è praticamente in ogni commissione di gara. Anche questo non è il punto, però. Nella determina che costituisce la commissione giudicatrice per l’appalto si cita la lettera spedita alla Provincia “per l’individuazione e la disponibilità del terzo componente esperto“. E’ del 28 maggio. Lo stesso giorno la Provincia risponde (poi dici che le amministrazioni pubbliche non funzionano…) ma è, di fatto, un semplice “nulla osta” perché a indicare Piemontese è stato lo stesso dirigente del Comune, Walter Dell’Accio. Sì, nella missiva si legge  che “dovendo provvedere alla nomina…. chiede la disponibilità dell’ingegner Piemontese“. Si farà così, anche se qualche dubbio emerge, ma un conto è chiedere un esperto un altro è indicarlo, a nostro modestissimo parere. E’ come se dovendo fare la terna arbitrale per la  partita di calcio uno dica all’organizzazione degli arbitri di mandare un guardalinee indicandone già il nome.

Qui nessuno è andato all’Anac, ripetiamo che sarà anche così che si procede, ma intanto la gara è impantanata e spunta anche questo singolare passaggio. Viene da chiedersi cosa sarebbe successo se a farlo fosse stata Angela Santaniello, ormai “rea” di tutto ciò che avviene in Comune. Due pesi e due misure?

Ecco, diciamo che un po’ di chiarezza anche su questa commissione non guasterebbe. Così come una presa di posizione del sindaco per far sì che le gare si facciano tutte per tempo e alla stessa maniera. E’ così difficile?

Lo sbarco di Anzio, Ulisse e l’inutile campanilismo

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Va detto grazie ad Alberto Angela e alla trasmissione Ulisse andata in onda sabato scorso per come è stato ricostruito l’intero contesto dello sbarco di Anzio nell’ambito della seconda guerra mondiale e della liberazione di Roma e dell’Italia.

Anziché pensare al “solito” sbarco, alla carnevalata in piazza e al Tirrena, immaginiamo sin d’ora di invitare Alberto Angela il 22 gennaio 2016 e prima di mandare in onda in tutte le scuole il suo lavoro e quello dell’équipe della trasmissione. Lo sbarco alleato sulle nostre coste, noto come “di” Anzio, è nulla se lo si esclude dal contesto nel quale è avvenuto. Meno ancora se pensiamo semplicemente a stabilire il punto esatto dove sono arrivati gli americani e dove gli inglesi, se alle vicende storiche sostituiamo quelle campanilistiche.

Ad Anzio è stata istituita la giornata della pace, si sta cercando di lavorare in tal senso, poi a gennaio abbiamo visto la guerra scimmiottata. Meglio, ovviamente, quella che ci ha fatto rivivere Angela, inserita in un percorso generale, che riguarda la liberazione di Roma ma anche le sofferenze patite a Cisterna, Aprilia, Lanuvio e quelle a sud del Lazio con Cassino e i dintorni. Perché quella è stata la guerra vissuta dai nostri genitori e nonni, da lì si parte per costruire la pace. A maggior ragione oggi, quando il Mediterraneo vive una guerra non dichiarata che vede morire migliaia di poveri immigrati che sognano semplicemente l’Europa e fuggono da conflitti che fingiamo di non vedere.

Per questo sono inutili tanto il campanilismo quanto le manifestazioni, spesso rabberciate, messe in piedi e che restano fini a se stesse. Spendiamo gli stessi soldi per fare un reale percorso di pace, per cominciare a costruire ad Anzio, Nettuno, Aprilia, Cisterna un grande museo diffuso delle atrocità vissute dalle nostre popolazioni. Un percorso da fare tutto l’anno, non solo il 22 gennaio. Facciamo di questo territorio un simbolo, lanciamo da terre devastate e popolazioni sfollate un messaggio all’Europa e al Mediterraneo. E’ uno nostro dovere per ciò che hanno vissuto e visto quanti ci hanno preceduto.

Mense, brava assessore Nolfi. Adesso un piano operativo

L'assessore Laura Nolfi

L’assessore Laura Nolfi

Doveva avere una soluzione, lo dicevamo, altrimenti era inutile che restasse lì. E ha fatto bene a dirlo in consiglio comunale. L’assessore alla pubblica istruzione del Comune di Anzio, Laura Nolfi, ha detto che l’appalto per la mensa va revocato. Le responsabilità sulla gara con una commissione che l’Anac ha ritenuto illegittima e quelle sulla “scomparsa” dei dati, il mancato rispetto del capitolato e lo smantellamento degli uffici non possono essere addebitati a lei, era chiaro, ma le si chiedeva una scelta politica chiara. Per anni abbiamo avuto assessori che davano l’impressione di essere più vicini all’azienda appaltatrice che ai bambini che dovevano mangiare. E’ da approfondire il siparietto tra l’ex assessore Del Villano e il consigliere Maranesi, con quest’ultimo che ha parlato apertamente di reati. L’argomento, tra denunce e contro-denunce, è già all’attenzione della Procura.

Ma qui interessa poco, perché stavolta finalmente c’è chiarezza. Se tu proponi delle cose e ottieni il massimo dei punti, poi devi rispettare quello che dici. Se a farti vincere è stata – come dice l’autorità anti corruzione – una commissione che non poteva farlo, poi il Comune ha il dovere di comportarsi di conseguenza. C’erano state troppe voce e pressioni, l’idea è che con l’affermazione in Consiglio comunale Laura Nolfi si sia tolta un peso. Ora la linea è chiara, ma l’assessore ha il dovere di mettere in campo un piano operativo immediato, di dare un’indicazione politica che è quella di fare presto e bene il nuovo appalto.

Siamo praticamente a maggio, a ottobre i bambini torneranno a mangiare nelle mense. Volendo c’è il tempo tecnico di bandire una nuova gara, istituire una commissione legittima e quindi assegnare l’appalto, far decorrere i 35 giorni previsti per legge e poi procedere anche con il contratto c’è. Sarebbe un’inversione di tendenza e una dimostrazione di efficienza importante. Magari anche consentire ai genitori di tornare a collegarsi al sito, dopo anni di “data entry” e quasi 100.000 euro spesi dal Comune.

Si può fare, anche in piena estate. Sempre che qualcuno non decida di mettersi in aspettativa.

Rifiuti, è ora di pensare ai cittadini che pagano

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Questa mattina ci sarà l’incontro per il passaggio di consegne alla nuova azienda che gestirà l’appalto dei rifiuti. E’ stato un iter lungo e difficile, sul quale forse non è scritta ancora la parola fine – vuoi per l’interdittiva antimafia, vuoi per la composizione della commissione –  ma è bene mettere un punto.

Perché se l’assessore chiede chiarimenti, come fa Patrizio Placidi, e se l’amministrazione sente il bisogno attraverso il sindaco facente funzioni Giorgio Zucchini di rinnovare al dirigente Walter Dell’Accio la piena fiducia, è segno che le tensioni e/o pressioni c’erano e ci sono. Speriamo cessino qui.

Perché ai cittadini, francamente,  chi vince la gara interessa poco. Vorrebbero un servizio efficiente. Vorrebbero, facendo la differenziata, che la bolletta costasse meno. Vorrebbero che gli incivili fossero trovati e perseguiti senza improvvisati sceriffi ma attraverso un programma serio e mirato, con il quale abbattere i costi da migliaia di euro di pulizie “volanti” e difficili da controllare.

Vorrebbero non assistere più allo scempio del mercato del mercoledì, dove gli ambulanti gettano tutto insieme e gli operatori raccolgono. Lì la differenziata non vale? E qualche sanzione, dato che le violazioni sono palesi, quando?

Ecco, smettiamola di pensare a chi ha vinto e come, preoccupiamoci prima dei cittadini. Ai quali, ricordiamolo, la prima rata della Tari è arrivata con due mesi d’anticipo e senza un piano finanziario che speriamo venga sottoposto presto e senza formule magiche all’attenzione della città. Smettiamola di fare dietrologia e cerchiamo di recuperare i soldi cosiddetti “inesigibili” che altrimenti pagheranno i cittadini onesti.

ps: a proposito del dirigente all’ambiente, nessuno ha mai messo in dubbio quell’incarico. Sono state sollevate perplessità sulla dirigenza, senza titoli, di un’area amministrativa per la quale il Comune sta correndo ai ripari

Le gare, il Pd, i chiarimenti. Meglio tardi che mai

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Apprendiamo dalla pagina facebook del capogruppo Pd Andrea Mingiacchi che è stato chiesto – a gara assegnata e con un servizio che partirà nei prossimi giorni – di verificare la “regolarità della nomina della commissione giudicatrice” dell’appalto del servizio di igiene urbana. Meglio tardi che mai, anche se è giusto togliersi ogni dubbio, visto quanto accaduto con la vicenda delle mense e il parere dell’Autorità nazionale anti corruzione (Anac) sul quale le scuole di pensiero, chiamiamole così, in Comune sono diverse.

Quando Marco Maranesi, Valentina Salsedo e Luciano Bruschini (il consigliere) avanzarono perplessità sulla composizione della commissione per le mense, rivolgendosi al segretario Pompeo Savarino, l’opposizione tutta perse l’occasione per chiedere subito conto delle presunte anomalie. Ci fu un consiglio comunale pochi giorni dopo, ma nessuno fiatò. Il solo Bernardone, alla riunione successiva, chiese inutilmente “lumi“. Nel frattempo Maranesi è rimasto solo, ma questo conta meno.

Ora che c’è il parere dell’Anac, secondo la quale la commissione è “illegittima”,  e sembra che il Pd rilanci sull’altra commissione. A dire il vero è stato chiesto un Consiglio comunale su entrambe le gare e sarà bene venga fatta chiarezza. Non decide l’assise civica, sia chiaro, ma almeno sapere quello che è successo e come si procede… Vero presidente Borrelli?

Per le mense, banalizzando, è come se siano scese in campo per la partita di calcio le squadre X e Y, ma la terna arbitrale designata per l’incontro non poteva essere quella. Ha diretto bene la gara, però, la partita è stata  vinta da X sia pure con qualche contestazione di Y che poi ha ritirato il suo ricorso alla giustizia sportiva – facendo subito dire a chi seguiva la vicenda che le procedure dell’arbitro e dei suoi collaboratori erano corrette – poi però si è scoperto che quella terna lì non poteva stare… Si rigioca? E’ un rebus… Si revoca la gara? Sì, no, forse. Intanto nessuno fa pagare i cittadini perché il settore pubblica istruzione è senza guida, la funzionaria che era stata messa a controllare le mense ha scritto che i dati sono “spariti“, e nessuno paga la ditta vincitrice che fornisce il servizio ed è ancora senza contratto. Benvenuti ad Anzio…

Per i rifiuti, invece, assessore e due componenti della commissione hanno spiegato che le procedure sono state regolari e che la revoca, poi trasformata in aggiudicazione alla seconda arrivata con strascico di ricorsi e contro-ricorsi, era legata alle comunicazioni arrivate dalla Prefettura sull’antimafia. Anche qui, nessuno prima si è preoccupato in consiglio comunale di chiedere lumi, almeno sulla durata di quella gara….

Oggi è giusto sapere, ci mancherebbe, e fa bene il Pd a chiedere. Il principio è condivisibile: spacchiamo il capello a una gara da 8 milioni e non diciamo nulla su quella da 35? Magari ci si doveva muovere prima, comunque meglio tardi che mai.

Il caos delle gare, quello della politica. Suvvia, presidente…

Il segretario e Borrelli prima dell'appello contestato

Borrelli (a destra) e il segretario

Non c’è pace per le gare. Il dirigente del settore ambiente, Walter Dell’Accio, decide di non guardare in faccia nessuno e assegna la gara per la gestione dei rifiuti alla seconda arrivata. Se l’Ecocar e i suoi affini non hanno la certificazione antimafia in regola e risultano, secondo la nota della Prefettura indicata in determina, “tentativi di infiltrazione mafiosa da parte della criminalità organizzata” , il servizio passa alla seconda arrivata: la Camassa ambiente.

Si racconta che in Comune sia successo un putiferio, certo è che Dell’Accio oltre non sarebbe potuto andare. Il servizio è in proroga da due anni e spendiamo una fortuna, la gara è stata bandita a gennaio del 2014, le offerte sono arrivate a maggio, la commissione costituita a giugno, l’assegnazione era del 4 dicembre, francamente arrivare al quarto mese di incertezza dopo l’aggiudicazione non era possibile. Della vicenda dell’interdittiva antimafia si sapeva da luglio, a buste praticamente appena aperte. Da allora, fra ricorsi dell’azienda e rinvii del Tar, voci che non trovano conferme ufficiali, la gara ha in qualche modo “rallentato”. Non sappiamo se dal Comune abbiano chiesto o meno informazioni sul da farsi, di certo il 4 dicembre la seconda arrivata ha fatto scrivere a verbale che chiedeva l’esclusione dell’Ecocar-Gesam “perché la mandataria è stata attinta da provvedimento interdittivo antimafia” e ciò “inibisce a contrarre con la pubblica amministrazione”. Di contro la potenziale aggiudicataria ha fatto mettere a verbale che per ogni appalto “sia necessario, singolo e distinto sub procedimento di informazione”. Il ricorso al Tar era ancora pendente, per chiedere di revocare l’interdittiva. L’8 gennaio una nuova riunione della commissione per chiedere chiarimenti all’Ecocar-Gesam “poiché l’offerta economica ha raggiunto un punteggio superiore ai 4/5 del massimo previsto”, circostanza che l’azienda era chiamata a spiegare. Cosa che ha fatto e che la commissione ha valutato – sempre in pendenza di ricorso – il 13 gennaio, ritenendo “non necessaria la convocazione dell’impresa in contraddittorio, ritenendo gli elementi forniti esaustivi”. L’interdittiva, però, restava… e non si poteva andare avanti troppo a lungo. Anche perché la nota arrivata dalla Prefettura e un parere legale – entrambi citati nella determina di revoca – davano poco spazio al dirigente. Che alla fine ha proceduto. E ha fatto bene, la corda non si poteva tirare oltre.

MENSE

Sempre lui, che è stato nominato a “interim” per l’intera area amministrativa anche se non potrebbe ricoprire quel ruolo, si trova al centro di un’altra vicenda. Quella delle mense. Il famigerato parere dell’Anac parla di “procedimento illegittimo” rispetto alla costituzione della commissione e su questo si è scatenato il mondo. Che fare? E’ vincolante o, come dice una parte della struttura, è praticamente carta straccia? Intanto Dell’Accio pare non possa revocare un bel niente, pur volendo, perché non avrebbe accettato formalmente l’interim e perché se fosse illegittimo in quel ruolo sarebbe, di conseguenza, irregolare anche la revoca. Bel caos, vero? Ma i politici che l’hanno creato sembrano sguazzarci. Senza preoccuparsi, magari, che ai bollettini delle mense nessuno pensa, tra un sistema inaccessibile e personale che non c’è più.

Sostanzialmente l’ingegnere non se la sente affatto – e ha ragione – di essere la nuova vittima sacrificale sull’altare degli interessi della politica dopo Angela Santaniello. Per le “cooperative di Italo” ha pagato fin troppo e sta ancora pagando.

Non si può sempre dire, però,  che la Corte dei conti ce l’ha con noi, l’Anac non capisce, i rilievi del Ministero sono stupidaggini…

Soprattutto si decida prima se Dell’Accio può stare o meno in quel posto, altrimenti si nomini a interim chi ha i titoli. Non ci vuole andare? Prego, si accomodi, quella è la porta… No, gli equilibri sono altri e quelli precari tra politica e dirigenza guai a toccarli. E comunque a mali estremi, estremi rimedi: revocasse l’atto il segretario, se proprio si deve, Pompeo Savarino trovi un modo insomma se quel parere è così pesante come sembra alla lettura di un profano.

La vicenda, poi, ha del paradossale per quanto riguarda proprio la politica. Quando la dirigente non forniva gli atti, risulta che il sindaco abbia detto al segretario di rivolgersi all’Anac. Autorità che a lui ha risposto ma alla Santaniello no, così va l’Italia, ma ora che il parere c’è è bene almeno discuterne. Invece sembra un tabù. Perché? Non solo, il consiglio comunale – è vero riferendosi alla relazione della nutrizionista – ha dato mandato al sindaco e all’amministrazione “affinché si incarichi il Segretario Generale per accertare se esitano o meno gravi inadempienze (…) e a riferire al Consiglio Comunale”. Il presidente a vita Sergio Borrelli ha rispedito, invece, il parere al segretario: non è materia di Consiglio. Ha ragione, formalmente gli eletti non devono confermare o revocare nulla. Ma sapere quello che è successo sì. Suvvia, presidente…

Il paese normale, la caccia alle streghe

consiglioanzio

Massimo D’Alema non è certo il tipo da stare simpatico a chi scrive, uno per il quale i giornali dovrebbero restare in edicola in segno di civiltà non può godere tanta stima, ma venti anni fa scrisse della necessità di un Paese normale. Quanto ne avremmo bisogno in questa povera disgraziata Anzio di normalità… No, qui si preferisce la caccia ai buoni e cattivi, per fortuna al posto di D’Alema ci soccorre Edoardo Bennato che ormai quaranta anni fa – in un suo indimenticabile album – ci ricordava che divisioni del genere non sempre corrispondono alla realtà. Una premessa necessaria per parlare di una città normale e di bontà e cattiveria, alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni.

Ah, se fosse applicata la legge… I politici darebbero l’indirizzo, i dirigenti lo attuerebbero senza “guerre” tra loro, i cittadini avrebbero il dovuto senza dover far ricorso al politico di turno. Qui no, c’è una commistione tale che ormai il sistema è saltato. Ma proviamo ad andare con ordine.

In un paese normale, con il sindaco in ospedale (ancora auguri, apprendiamo che l’intervento è andato per il meglio) parte della maggioranza non si preoccupa se l’assessore Cafà è andata in Prefettura e ha riscontro mediatico. Né di far saltare, come è successo questa mattina, una commissione. No, fa quadrato e va avanti se ne ha le capacità. Cosa della quale, a dire il vero, dubitiamo da un pezzo. Ma diciamo che dei tanti momenti in cui poteva dividersi – e si è divisa – questo è il peggiore.

In un paese normale, in un Comune gestito bene, il sistema per fare le gare è uno. Le regole sono chiare e si procede. No, qui una gara è stata assegnata e per l’autorità anti corruzione le procedure non sono legittime, un’altra è stata assegnata ma il prefetto ha scritto che l’azienda vincitrice ha problemi con il certificato antimafia e quindi c’è stata la revoca. I buoni e i cattivi… Il segretario che ha chiesto un parere all’Anac è il peggiore del mondo – ma andava bene quando era al quartier generale del sindaco a festeggiare la conferma – i dirigenti che vanno in conferenza stampa a spiegare che hanno fatto le cose per bene (ma nessuno aveva sollevato dubbi) sono bravi e “allineati“.

Poi in un paese normale la segretaria generale dell’Anac non ha fatto parte della stessa associazione di quello del Comune che chiede il parere e la presiede, né si affidano incarichi a chi non potrebbe averli. In questo caso il segretario è di nuovo “buono“, dato che non risulta abbia formalmente sollevato il caso di un dirigente senza laurea né di ruolo, salvo tornare cattivo perché aveva immediatamente sospeso la dirigente Angela Santaniello condannata in primo grado. In un Comune gestito bene, di fronte alla possibilità di una sentenza sfavorevole, la politica avrebbe dovuto dire per tempo: se succede, procediamo così e diamo almeno il tempo di fare il passaggio di consegne. Non l’ha fatto e ha lasciato campo libero al “cattivo“, il quale se non solleva il caso Dell’Accio – è come se un infermiere diventa primario di Medicina, magari facendosi pagare come tale – torna a essere evidentemente bravo. Ah, i sindacati hanno nulla da dire?

Non ci siamo. In un posto normale, con l’Anac che scrive si prende atto e si procede per tutelare il Comune e i bambini che mangiano. Non si giocano partite diverse, com’è stato finora. Fa bene il Pd a convocare il consiglio comunale, dimenticando però di aver presentato un’interrogazione sulla gara e poi di aver sostanzialmente “archiviato” in commissione trasparenza e quindi di avere, attraverso il suo capogruppo, sostenuto sui social network che le “procedure di assegnazione sono state corrette” dopo che la Serenissima ha ritirato il ricorso. Attenzione, perché qui si apre un altro fronte: il “pasionario” Maranesi dice di temere per la sua incolumità, ma nella denuncia che lo riguarda fatta proprio dalla Santaniello si sostiene che supportava tesi vicine a quelle della Serenissima. No, non siamo un posto normale…  Il passaggio di consegne, dicevamo, in un Comune 3.0 bene o male accendi il computer e il sistema dovrebbe andare, qui la funzionaria- nel frattempo tornata a occuparsi di quello che faceva prima – ha indicato una serie di criticità sulle mense, per le quali al posto dell’assessore Nolfi ci saremmo preoccupati non poco, e scritto che i dati non c’erano. Chi li inseriva, però, sembra passato senza colpo ferire dagli uffici della pubblica istruzione a quelli dei tributi, in assenza di atti (almeno nel 2015…) e non si sa a quale titolo. Nessuno se ne accorge o dice nulla.

E mentre c’è chi si preoccupa del perché una sala è stata concessa a un consigliere comunale, nessuno dice che a quella conferenza c’era un cittadino molto “vicino” alla maggioranza, una sorta di “vigilante“, solito muoversi senza problemi anche nell’emiciclo del consiglio comunale. In un paese normale i giornalisti non allineati sarebbero una buona cosa, invece qui passano per “rompic…” quando va bene, persone alle quali mandare messaggi trasversali in altre occasioni.

I giornalisti non allineati o semplicemente più attenti chiederebbero cosa è scritto nel parere legale a supporto della determina con la quale si revoca l’assegnazione della gare dei rifiuti e perché la gara stessa è durata così tanto, mentre paghiamo cifre esorbitanti con le proroghe. Prima ancora lo chiederebbero i consiglieri di opposizione e anche qualcuno coscienzioso di maggioranza, ma nulla…

Un Comune che funziona, una classe politica e dirigente che si presume tale, si preoccuperebbe del rapporto sulle mafie nel nostro territorio  prima di tutto il resto o prima di schierarsi – come sentiamo – contro dipendenti comunali che fanno solo il loro lavoro. E’ già successo in passato, con episodi che hanno rasentato il mobbing, adesso ci risiamo se è necessario addirittura svolgere riunioni di maggioranza relative all’ufficio comunicazione o all’attivissima segretaria (singolare che ne abbia una, questo sarebbe il tema) della Cafà.

Ma siamo ad Anzio, altro che paese normale. Meglio fare la caccia alle streghe.

Dirigenti illegittimi: sindaco ff e segretario, è il caso di informarsi…

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La vicenda dell’infermiere che diventa primario di un reparto di medicina ha fatto sorridere qualcuno e ha dato fastidio ad altri. Dicono – questo rimbalza dal Palazzo – che con l’urgenza si può fare tutto ma poi per nominare in ruoli dirigenziali chi gestisce un servizio complesso si passa per una delibera.

Ora siamo in Italia e serve che intervenga la Corte Costituzionale, ma dato quello che scrive Il Fatto Quotidiano (che rompic… sti giornalisti, vero?) sarà forse il caso di informarsi bene rispetto all’ultima “ammuina” amministrativa.

Sindaco facente funzioni e segretario che ne pensano? L’opposizione, oltre Maranesi che ormai ne fa parte a pieno titolo, ha nulla da dire? Ah, ma qui siamo ad Anzio….