Mense, brava assessore Nolfi. Adesso un piano operativo

L'assessore Laura Nolfi

L’assessore Laura Nolfi

Doveva avere una soluzione, lo dicevamo, altrimenti era inutile che restasse lì. E ha fatto bene a dirlo in consiglio comunale. L’assessore alla pubblica istruzione del Comune di Anzio, Laura Nolfi, ha detto che l’appalto per la mensa va revocato. Le responsabilità sulla gara con una commissione che l’Anac ha ritenuto illegittima e quelle sulla “scomparsa” dei dati, il mancato rispetto del capitolato e lo smantellamento degli uffici non possono essere addebitati a lei, era chiaro, ma le si chiedeva una scelta politica chiara. Per anni abbiamo avuto assessori che davano l’impressione di essere più vicini all’azienda appaltatrice che ai bambini che dovevano mangiare. E’ da approfondire il siparietto tra l’ex assessore Del Villano e il consigliere Maranesi, con quest’ultimo che ha parlato apertamente di reati. L’argomento, tra denunce e contro-denunce, è già all’attenzione della Procura.

Ma qui interessa poco, perché stavolta finalmente c’è chiarezza. Se tu proponi delle cose e ottieni il massimo dei punti, poi devi rispettare quello che dici. Se a farti vincere è stata – come dice l’autorità anti corruzione – una commissione che non poteva farlo, poi il Comune ha il dovere di comportarsi di conseguenza. C’erano state troppe voce e pressioni, l’idea è che con l’affermazione in Consiglio comunale Laura Nolfi si sia tolta un peso. Ora la linea è chiara, ma l’assessore ha il dovere di mettere in campo un piano operativo immediato, di dare un’indicazione politica che è quella di fare presto e bene il nuovo appalto.

Siamo praticamente a maggio, a ottobre i bambini torneranno a mangiare nelle mense. Volendo c’è il tempo tecnico di bandire una nuova gara, istituire una commissione legittima e quindi assegnare l’appalto, far decorrere i 35 giorni previsti per legge e poi procedere anche con il contratto c’è. Sarebbe un’inversione di tendenza e una dimostrazione di efficienza importante. Magari anche consentire ai genitori di tornare a collegarsi al sito, dopo anni di “data entry” e quasi 100.000 euro spesi dal Comune.

Si può fare, anche in piena estate. Sempre che qualcuno non decida di mettersi in aspettativa.

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