Anzio, se il sindaco ritrovasse la dignità del 1992

Il sindaco durante il suo intervento in Consiglio

Rimpiangere i tempi in cui i partiti erano una cosa seria e chi faceva politica aveva una dignità. Chi l’avrebbe mai detto. In queste ore di silenzio del sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, la memoria corre a quando decise di non proseguire la sua avventura nel primo mandato. Era il 1992.

Guidava una giunta Dc-Psi-Pri. Partiti che in Italia avevano messo in piedi un sistema che ha portato allo sfascio, insieme praticamente all’intero arco costituzionale, ma che avevano delle regole. Come chi li frequentava. Oggi che tutto è saltato, ora che i portaborse – o forse nemmeno quello erano – sono diventati amministratori e che i giovani si comportano come nessuno della Prima Repubblica avrebbe fatto, c’è da rimpiangere quei tempi.

E la dignità perduta. Quella di Luciano Bruschini che disse in consiglio comunale, mentre si provava a fare una maggioranza diversa da quella che lo sosteneva e l’avrebbe comunque lasciato sindaco, che lui non se la sentiva di andare avanti. Era cambiato il quadro politico e lo sottolineava con veemenza Maria Vittoria Frittelloni. Che nostalgia…

Qui, oggi, crolla il Comune e Bruschini non si sposta. Di politico – nel senso alto del termine – non è rimasto più nulla ma lui non sente nemmeno il dovere di informare la città sulla situazione.

Ha fatto il suo tempo e non se ne rende conto. Dispiace, perché umanamente ha tutta la comprensione possibile, ma sta sottoponendo con la sua litigiosa maggioranza una città all’agonia.

E’ vero, i protagonisti del 1992 ci sono praticamente ancora tutti. Giorgio Zucchini, suo assessore in quella giunta, divenne sindaco per pochi mesi, poi Dc e Psi si rimisero d’accordo e alla guida del Comune andò Peppino Tarisciotti. Ce ne fossero, oggi, di personaggi come lui…. C’è ancora Renato Amabile, come Pasquale Perronace, immancabile Placidi (assessore pure allora), mentre Alberto Alessandroni che non aveva mai messo piede in consiglio si affacciò alla vigilia del suo ingresso, primo dei non eletti del Psi…

Di Luciano Mingiacchi c’è il figlio, poca cosa rispetto al papà, di Aurelio Lo Fazio la sorella, Candido De Angelis che era giovane contestatore – insieme a Umberto Succi che è ancora lì e Marco Garzia che ha visto poi transitare il figlio per il Comune- siede in consiglio e contesta ancora oggi dopo aver guidato per un decennio la città d’amore e d’accordo con Bruschini. Vincenzo Nolfi che era recordman delle preferenze a viale Severiano ha fatto eleggere e diventare assessore la figlia. Sergio Borrelli no, lui è sempre in prima fila. Allora assessore, oggi presidente “a vita” del consiglio comunale. Mancano solo Bruno Tuscano, unico capace di allontanarsi – ufficialmente almeno – dalla partita e Piero Marigliani, ormai imprenditore. E manca – ma è sempre nell’ambiente – Paride Tulli che per non far commissariare il Comune allora entrò nella giunta Zucchini “solo tecnicamente”.

Si dimise Bruschini e non tornò indietro. Altri tempi, altra politica. Altra dignità.

Non ci piaceva quella città, quel “teatrino”, l’idea che ne avevano i protagonisti della prima Repubblica che poi ritroviamo in questa seconda o terza che dir si voglia sempre a tirare le fila. Meno ci piace il clima di oggi, i veleni, una situazione che si porta avanti per chissà quale motivo. Sono accadute cose mai viste prima, a Bruschini – che pensava di mettere d’accordo vecchi e giovani con il sistema anni ’90 – la situazione è sfuggita di mano. Con i partiti e con la struttura comunale. Ne prenda atto.

E’ vero, la politica si è imbarbarita, il consiglio comunale è scaduto ed è espressione di una città in declino, le riunioni anziché nelle sedi di partito si fanno nei bar e c’è una specie di guerra tra bande senza eguali.

Una riflessione: siamo ancora convinti che i cittadini siano interessati a manovre, strategie, chiacchiericcio, veleni e quant’altro? A Bruschini, De Angelis, Zucchini, Fontana o Mingiacchi?

O non sono ormai esasperati per ciò che vedono intorno in fatto di servizi scadenti, tasse aumentate, buche, rifiuti, un Comune umiliato da condanne, inchieste e storie inverosimili? La politica, quella di un tempo, si sarebbe preoccupata dell’astensionismo record. Quella di oggi se ne frega e pensa prima alla “guerra” delle preferenze poi a quella delle cooperative o delle associazioni da finanziarie. Bruschini è quella che tutti diremmo una brava persona. Sa di cosa parliamo. Torni alla dignità di quel consiglio comunale in cui disse che le condizioni per restare sindaco non c’erano. Sa bene che oggi è peggio di 22 anni fa. Molto peggio.

Una città umiliata da veleni e bagattelle di partito. Basta

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Immaginiamo uno statunitense che digita “Anzio” su un motore di ricerca e vuole avere notizie su quello che sta accadendo in città. Proviamo, anche solo per un attimo, a comprendere lo stupore di un potenziale studioso dello sbarco alleato, o del parente di qualche reduce, di uno interessato alle vicende di Nerone o più semplicemente a un posto vicino Roma da usare come turista. Immaginiamo cosa scopre in questi giorni e tiriamo le conclusioni. Drammatiche.

Il sindaco 3.0 in campagna elettorale ma anni ’90 o “Prima Repubblica” dopo, tace. Non sente il dovere di dire una parola, mentre dai siti internet e dai social network apprendiamo in continuazione delle “guerre” intestine al Comune, di un assessore che non dà le chiavi del suo ufficio a una funzionaria nominata dal segretario dopo la sospensione di una dirigente condannata in primo grado. Di “veleni” in tutti i sensi, persino di un dibattito che si è aperto sulle pesanti accuse che un anonimo (ma molto ben informato) fa su facebook al capo della segreteria dello stesso sindaco e al segretario Pompeo Savarino. Vicenda destinata a nuove denunce, mentre si attende che sempre Savarino vada dal Prefetto e si teme l’insediamento di una commissione d’accesso.

Se poi quello statunitense – o cinese, o di ovunque vogliate – volesse approfondire scoprirebbe che abbiamo rischiato davvero una “Anzio servizi” con un consorzio napoletano, scampato in extremis per vicende giudiziarie. Scoprirebbe che sui residui, nel frattempo, abbiamo fatto poco o nulla, tanto pagano i cittadini onesti. Saprebbe che le spese per le manifestazioni estive – rigidamente “divise” tra proposte dell’assessore e dei delegati – per oltre la metà non avevano copertura finanziaria. E con una street view recente vedrebbe i cumuli di rifiuti in centro, le discariche a cielo aperto ovunque. Sempre su internet apprenderebbe di un settore – quello dei rifiuti – sotto inchiesta. E di un’indagine sul “Caro estinto” che tutti si affrettavano a smentire ma che ha fatto registrare nuovi sviluppi, con un’azienda molto attiva su Anzio coinvolta in pieno.

Ah, se fosse interessato al porto, saprebbe che il sindaco in assemblea dei soci della Capo d’Anzio (del Comune al 61%) dice una cosa, in consiglio comunale un’altra, poi non si sa quale porta avanti.

Ecco, quella che ci stanno consegnando in questi giorni Bruschini e la sua maggioranza è una città umiliata da bagattelle di partito, improbabili strategie per un futuro sindaco, e priva di qualsiasi progettualità. E credibilità.

Una città che ha problemi di ordinaria gestione gravi, gravissimi, mentre chi la amministra continua a “giocare” sulla pelle di 55.000 cittadini. E chi dovrebbe controllare – dall’opposizione – fa sì e no sentire la sua voce anziché andare a Villa Sarsina e convocare un consiglio comunale permanente. O si aspetta che lo facciano i cittadini esasperati?

Occupiamo simbolicamente quell’aula, allora, almeno fino a quando il sindaco non troverà il tempo e il modo di dire: scusate, stiamo facendo un macello, ecco il nostro programma e da qui ripartiamo, i veleni sono superati. Oppure di dire: scusate, abbiamo fatto un macello, me ne vado.

Restare in silenzio, trattare nei bar, provare a convincere questo o quell’altro, assistere inerme a quanto accade, fare “spallucce” com’è abituato, prendere tempo, non serve più a nulla. La situazione è fuori controllo e Luciano Bruschini (che come scrive Agostino Gaeta rifarebbe volentieri una giunta vecchia maniera con Mingiacchi padre, Tuscano, Borrelli, Tulli, Tarisciotti, Zucchini dell’epoca, mantenendo i buoni rapporti con Toselli) – deve prenderne atto.

Anzio, la sua storia, il ruolo che questa città ha avuto e può ancora avere, non meritano ulteriori umiliazioni. Basta.

Anzio, sarà vera crisi? Dipende dai quattro “forzisti”

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No, il mare non è una tavola. Almeno a parole c’è chi si è mosso e chiesto al sindaco di “resettare” la sua azione amministrativa. I quattro consiglieri “forzisti” di maggioranza Marco Maranesi – che è pure capogruppo – Giusy Piccolo, Massimiliano Millaci e Luciano Bruschini hanno fatto uno strappo di non poco conto. Devono dimostrare, adesso, che è realmente nell’interesse della città. Perché di documenti e dissidenti sono piene le cronache politiche degli ultimi venti anni, senza che ci siano state conseguenze.

Se lo strappo è perché ci si è resi realmente conto dello sbando nel quale siamo arrivati – dimenticando le esigenze dei cittadini – allora occorre essere conseguenziali, anche se il sindaco dovesse ascoltarli. Se invece è per altro, a cominciare dagli spettacoli estivi pagati solo per gli eventi voluti dall’assessore Nolfi – ma dicono di no – allora la loro presa di posizione finirà tra le tante alle quali abbiamo assistito in questi anni.

Un primo risultato, comunque, lo hanno ottenuto. Il sindaco, questa mattina, è stato a trovare Millaci nel suo negozio e a provare una mediazione. Ricorda la visita di un pomeriggio intero che fece nella carrozzeria di Danilo Fontana, qualche anno fa. Inutile dire che rimpiangiamo gli incontri nelle sedi di partito e vogliamo credere li rimpianga anche Bruschini. Perché magari si provava a parlare anche del futuro della città, non solo di questioni serie ma comunque gestionali.

Un errore i quattro “dissidenti” lo hanno commesso. Forse era il caso di dire: questo è il posto di capogruppo e queste sono le deleghe, riconsegnamo tutto. Far resettare solo gli altri sarebbe riduttivo. Il messaggio, comunque, è passato e se pure Bruschini da quanto leggiamo sarebbe pronto a fare un passo indietro – confermando le scelte del segretario, come non ebbe nulla da dire su quelle di Pusceddu dopo l’arresto della Santaniello – Marco Maranesi ha fatto sapere che domani non andrà ad alcun vertice con Patrizio Placidi, annunciato via facebook dall’assessore all’ambiente che rappresenta pure Forza Italia e Lista Enea. Insomma, i quattro provano a tenere il punto, vedremo se lo faranno fino in fondo o meno.

Intanto Candido De Angelis, smentendo le presunte trattative per rimettere insieme il centro-destra, si sveglia e con il suo gruppo trova il modo di fare un comunicato e chiedere le dimissioni del sindaco. Tacciono il Pd e il grillino.

Sullo sfondo resta l’appuntamento che il segretario generale del Comune ha chiesto al Prefetto e il terrore – in maggioranza – che questo porti alla nomina di una commissione d’accesso. Forse è per questo che il sindaco e Placidi cercano di far calmare le acque.

Estate: finanziamenti a pioggia, senza copertura né criteri

Il riepilogo delle spese

Il riepilogo delle spese

Bisogna dare atto ad Andrea Mingiacchi di aver reso un importante servizio nel chiedere l’elenco delle associazioni finanziate per le manifestazioni estive ad Anzio. L’ex presidente della commissione trasparenza (sfiduciato e poi dimessosi) fornisce con il file excel avuto dagli uffici un quadro che dice diverse cose sull’Estate Blu, anzi contiene diverse notizie.

La smania di pubblicare su facebook quel resoconto – da parte di un suo fidato collaboratore – fa perdere al Pd una importante occasione che, volendo, può comunque ancora sfruttare. Vedremo dopo quale.

Il resoconto, al quale mancano ancora delle somme, è analiticamente diviso tra le proposte dell’assessore Laura Nolfi, quelle del consigliere delegato al turismo Luciano Bruschini e di quello allo sport Massimiliano Millaci, infine ci sono le “manifestazioni organizzate direttamente dall’amministrazione comunale” nell’insolita veste di impresaria. La prima colonna riguarda in larga misura i “service” per tenera aperta Villa Adele e fornire luci e amplificazione, poi ci sono le diverse spese imputate all’assessore, ai consiglieri e all’amministrazione nel suo insieme. Molte di queste sono comparse già in diverse determine dirigenziali, altre non ancora.

E si capisce il perché nel riepilogo. Più della metà di quelle somme, infatti, sono “senza copertura di bilancio”. Anzi erano, perché con le recenti variazioni di bilancio votate dalla giunta si pagheranno.

A dirlo in Consiglio comunale era stato solo Candido De Angelis. Inascoltato.

Altro particolare che emerge – andando a leggere le determine di liquidazione – è legato alla responsabilità politica. Con una sua nota la dirigente Angela Santaniello aveva disposto che “per gli eventi di spettacolo programmati nell’ambito dell’Estate Blu 2014, per i quali l’Amministrazione Comunale assicurerà il sostenimento delle spese dei services audio–luci, in ossequio ai principi di economicità e di tutte le norme relative alla Spending Review, sosterrà spese per tali servizi a concorrenza massima di €.800,00 (Iva esclusa) a serata”. Poi si legge pure che “con espresso parere autorizzatorio” ora dell’assessore Laura Nolfi e ora del sindaco Luciano Bruschini “si è proceduto ad una deroga alla disposizione di cui sopra”. E che deroga…

Con quali criteri resta un mistero. Dobbiamo dedurre che siano la “vicinanza” alla Nolfi, a Bruschini o a Millaci, all’amministrazione nel suo insieme o a qualche altro consigliere/assessore. Di certo negli atti si legge sempre che “sono pervenute numerose proposte spontanee da parte di operatori economici che richiedono di inserire all’interno del menzionato cartellone eventi di spettacolo di vario genere”. Si potrebbe conoscere chi le ha presentate, quando, perché alcune sono state inserite e finanziate e altre no?

Di più, si legge che è ritenuto necessario “l’utilizzo di operatori economici, con esperienza qualificata nel settore, per la gestione degli aspetti di carattere organizzativo e di rapporti con gli artisti”. Scopriamo che in molti casi questi “esperti” sono alla prima fattura emessa nell’arco dell’anno. Tra loro anche una non meglio identificata Associazione giovani commercianti per Anzio per “Tutto in una notte”. Come se non bastassero quelle già operanti (!?) e destinatarie di contributi. Ah, ma quelli sono delle attività produttive e hanno fatto la “Notte bianca”…

Ecco, a quali esperti, secondo quale bando, si è rivolta l’amministrazione? E le scelte fatte tra le “numerose proposte”, sono state a caso o per precise “sponsorizzazioni” politiche? E in quei gruppi, associazioni e via discorrendo ci sono direttamente o indirettamente assessori, consiglieri, qualche candidato alle ultime elezioni nelle liste vincenti?

Ecco perché nella smania di rendere noto sul social network l’elenco Mingiacchi e il Pd hanno perso un’occasione: quella di convocare la stampa o un’assemblea pubblica, rendere noti i dati, annunciare un esposto alla Corte dei conti e poi farlo. Perché sono stati assunti impegni privi di copertura per iniziative non certo epocali. Si fa ancora in tempo, volendo, a fare una battaglia d’opposizione seria.

Ma c’è un motivo relativo a quella pubblicazione: i ripetuti attacchi a Mingiacchi e alla sua associazione per circa 600 euro ottenuti nel 2013 dalla 00042. Un errore che ha fatto finire il consigliere Pd nel calderone. Errore perché ha preso quei soldi, destinati alla stampa di manifesti, quando era già stato eletto ed era contemporaneamente presidente della 00042 che aveva sede a casa sua. La biennale d’arte Shingle22J è una delle proposte culturali migliori – a parere di chi scrive – sul territorio. Nulla a che vedere con certe cose che leggiamo nell’elenco fornito al presidente della commissione trasparenza. Scivolare su una buccia di banana, come ha fatto lui, è stato uno sbaglio che andrebbe ammesso. Ha dato l’occasione di farsi dire che era incompatibile. Ma a leggere certe somme si resta basiti, altro che 600 euro…

Detto ciò andrebbe azzerato subito ogni contributo, poi andrebbero stabiliti i criteri attraverso i quali il Comune finanzia e chi, quindi andrebbe fatto un bando. Ma prima il Comune dovrebbe avere un percorso relativo alla valorizzazione turistico-culturale che non sia quello dell’assalto alla diligenza dei finanziamenti, bensì dica cosa si vuole fare di Nerone, dello sbarco e di tutto ciò che sappiamo. Dove voglia investire. E sì che con 400.000 euro – a tanto ammonta l’intera “Estate blu” – se ne farebbero di cose di livello… E qui, con una proposta che fa seguito alla denuncia, il Pd potrebbe ancora dire la sua.

Una cosa è certa: solo con un bando, la partecipazione dei cittadini e la massima trasparenza si potrebbe invertire la rotta. Ma non dimentichiamoci che siamo ad Anzio…

Il sindaco che ci ripensa, il segretario, il gioco delle parti. La città può attendere

Pompeo Savarino (a sinistra) e Luciano Bruschini

Pompeo Savarino (a sinistra) e Luciano Bruschini

La disputa interna al Comune di Anzio, dove ormai da anni andiamo sostenendo che esiste una “guerra” tra politica e dirigenti, tra dirigenti stessi, tra questi e il segretario, si è ulteriormente palesata in questi giorni dopo la sospensione decretata da Pompeo Savarino – segretario generale e responsabile dell’anticorruzione – della dirigente Angela Santaniello condannata in primo grado per abuso d’ufficio.

Un gioco delle parti che ha avuto risvolti politici perché le scelte del segretario, a quanto sembra, non sono state gradite. La sospensione in primo luogo, l’indicazione della funzionaria per la pubblica istruzione subito dopo.

Ma cosa ha fatto il segretario? Quello che al momento dell’arresto della Santaniello, a novembre 2012, fece il direttore generale Franco Pusceddu: ha indicato due funzionari “spacchettando” le deleghe che aveva la dirigente e facendo firmare a loro gli atti finali ovvero le determine. Tornata la Santaniello, tutto è ripreso come prima. Adesso che lo fa il segretario non va bene? O non va bene solo chi è stata nominata all’istruzione? E perché? Ce lo dicano l’assessore Nolfi e il primo cittadino Bruschini. Ai cittadini, ma anche ai quattro forzisti che a questo sistema di restaurazione non ci stanno e sono pronti ad aprire la crisi.

Sì, perché allora il sindaco accettò le scelte di Pusceddu, questa volta ha deciso di fare diversamente e ha nominato – o si appresta a nominare – proprio l’ex direttore generale dando a lui una delega a interim al posto della Santaniello. Avrebbe spiegato ai consiglieri di maggioranza che chiedevano lumi la necessità di sostituire un dirigente con un altro. A novembre 2012 andò diversamente, ma tant’è.

Nel gioco delle parti – alla faccia dei servizi per i cittadini e del funzionamento del Comune, la città può attendere – oggi il “nemico” è il segretario generale. Che avrà pure i suoi difetti, sarà stato protagonista anche a Civitavecchia di qualche disputa (ma si sapeva, come era noto chi fosse Bartolomeo Schioppa), ma è pur sempre chi è chiamato a far rispettare le regole.

Bruschini deve aver cambiato idea su di lui, insieme a buona parte della maggioranza, del resto il sindaco qualche mese fa voleva chiamare i carabinieri perché dirigenti e dipendenti non lavoravano abbastanza, ma non risulta che l’Arma sia mai arrivata in Comune per questo.

In particolare deve averla cambiata su Savarino. Già perché poco più di un anno fa, in occasione del ballottaggio, anziché essere in Comune nel suo ufficio a sovrintendere le operazioni elettorali, il segretario era nel quartier generale del sindaco al ristorante “Boccuccia” dove si festeggiava la vittoria appena ottenuta. E di recente il segretario ha “tollerato” i 10′ di ritardo sull’avvio del consiglio comunale, prima ancora ha “tollerato” che si aspettasse ad adeguare il sito del Comune al decreto legislativo 33/2013, in passato ha affermato di non aver mai ricevuto il parere del Ministero dell’Interno che pure aveva chiesto lui sulla posizione di incompatibilità di Patrizio Placidi, tirato fuori un anno dopo dal “Granchio” e sparito in Comune.

Ora che Savarino ha deciso di svolgere fino in fondo il suo ruolo, compreso quello di responsabile dell’anti-corruzione e adesso che ha indicato una funzionaria “sgradita” alla pubblica istruzione, nel gioco delle parti tutti ce l’hanno con lui. Che starà pure giocando la sua di parte, ma ha un ruolo che impone il rispetto della legalità. Se Savarino andava bene prima, deve andare bene anche adesso… Qualcuno evidentemente non la pensa così

Anzio, la commissione d’accesso che fa tremare la maggioranza

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Dalla condanna dell’ex assessore Colarieti a oggi – trascorsa una settimana – il clima politico di Anzio si è fatto incandescente. In maggioranza c’è chi dice apertamente che teme la nomina di una commissione d’accesso, mentre abbiamo assistito a vicende tutt’altro che edificanti.

Quando il Pd presentò una richiesta di commissione d’accesso fui tra i primi a dire che non c’erano i presupposti. Non c’erano per come la vicenda venne posta, mettendo insieme una serie di questioni avulse dalla città, datate, per le quali neanche i processi erano iniziati.

Sono passati quasi tre anni da allora, si è votato di nuovo, conosciamo bene i veleni tutti interni al centro-destra dell’ultima campagna elettorale e sappiamo bene cosa è accaduto in questo periodo. Perciò  oggi il sindaco dovrebbe tirare le somme, prima che quella commissione venga anche solo paventata dal Prefetto.

Ricordiamo una cosa: il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro ha “salvato” Bruschini dallo scioglimento del consiglio comunale per la mancata approvazione del consuntivo 2011 in piena campagna elettorale, poi adesso sulla vicenda dei 10′ di ritardo e i documenti non disponibili per il bilancio c’è la figuraccia dell’opposizione sulla  notifica che invece c’era.

Stavolta dal Prefetto, però, non ci va l’opposizione bensì il segretario Pompeo Savarino. Che è anche il responsabile dell’anticorruzione.

Lo fa per illustrare una situazione che mette alle strette l’amministrazione su più fronti: le condanne a un ex assessore e a una dirigente nel frattempo sospesa, non definitive ma emesse; le inchieste sui rifiuti che coinvolgono un assessore in carica e si sono allargate ad affidamenti a cooperative “vicine” a consiglieri comunali; l’attenzione che la Direzione investigativa antimafia ha su Anzio da qualche tempo; l’ordinanza di chiusura dell’hotel a un consigliere comunale che si guarda bene dal rispettarla; la visita allo stesso Savarino – pare non di cortesia – del sindaco facente funzioni e di un ex consigliere comunale che gli chiedevano delucidazioni sul provvedimento nei confronti della dirigente sospesa; la necessità di fare una disposizione affinché i vigili urbani aprissero una stanza del Comune alla funzionaria che doveva lavorare e dove – speriamo di sbagliare – doveva forse essere conservato chissà quale segreto; l’autorità anticorruzione che chiede i documenti di una gara perché la dirigente non li ha forniti a un consigliere comunale e al segretario medesimo.  Ah, perché il sindaco non era in commissione d’inchiesta sul fenomeno delle intimidazioni agli amministratori locali come i suoi colleghi di Nettuno, Ardea e Pomezia? Qui non hanno sparato a casa di un assessore?

Senza contare quanto hanno asserito gli ispettori del ministero dell’economia e delle finanze e quello che ha scritto la Corte dei conti. Tutti folli?

Ecco il quadro, per difetto temiamo, di ciò che Pompeo Savarino – sul quale pure ci siamo espressi in passato – andrà a dire al prefetto Giuseppe Pecoraro. Sì, direttamente al rappresentante del governo in provincia, non a un funzionario pur di rango.

E’ storia ben diversa da quella che il Pd usava per chiedere la commissione d’accesso. Ed è ancora più grave.

Ma si può sciogliere un Comune per una manifesta incapacità di governare, legata a qualche favore di troppo ad amici degli amici? Detta così sembra proprio di no.

A leggere gli elementi che la Corte Costituzionale ha indicato per la commissione d’accesso, però, l’idea che ci si può fare è diversa. E ognuno, a questo punto, può valutare come crede. Si parla di “collegamenti diretti o indiretti degli amministratori locali con la criminalità organizzata o in alternativa il condizionamento che la mafia impone agli amministratori oltre a ciò è necessario connettere al condizionamento o ai collegamenti dei pregiudizi che sono la mancanza di libera determinazione per gli organi elettivi e/o amministrativi (dirigenti, personale), l’andamento negativo dell’ente locale, il malfunzionamento dei servizi affidati all’ente oppure pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica” ancora “affinità, parentela, frequentazioni degli amministratori e/o dipendenti pubblici con soggetti appartenenti direttamente o indirettamente alla criminalità organizzata, precedenti penali o procedimenti penali pendenti a carico di amministratori e/o dipendenti pubblici, la presenza di una o più famiglie mafiose sul territorio comunale, abusivismo edilizio imperante, mancata riscossione dei tributi, adesione culturale o omissioni degli amministratori dinanzi alle gesta della mafia”.

Bruschini sconfessa il segretario. Tranquilli, il mare è una tavola

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Com’era ampiamente prevedibile il sindaco Luciano Bruschini ha sconfessato il segretario, accontentato l’assessore Nolfi e dato a interim l’incarico che era di Angela Santaniello – sospesa – al fidato Franco Pusceddu. Con buona pace del gruppo di Forza Italia che era andato a chiedere persino la “testa” dell’assessore all’istruzione dopo i fatti dei giorni scorsi.

Al rientro dalle vacanze il sindaco ha trovato una situazione incandescente e l’ha gestita a modo suo, con qualche pacca sulle spalle, l’invito a stare buoni, a comprendere l’inesperienza della nuova assessore e via di questo passo. Si apre un fronte con il segretario, vero, ma si vedrà… Savarino indicando per la pubblica istruzione una funzionaria che da lì era stata allontanata per aver posto dei problemi sui lavori che venivano svolti, aveva dato un segnale. Rispedito al mittente.

Tanto il sindaco sa che in maggioranza, alla fine, nessuno gli rompe le scatole perché ognuno ha legittime aspettative, fosse anche per cooperative o associazioni “vicine”. Dall’opposizione (!?) di centro-destra nessuno gli dirà mai nulla, salvo un po’ di “fumo” in consiglio comunale, perché nel frattempo si sta lavorando a rimettere tutti insieme e trovare in Candido De Angelis il salvatore della patria. Meno ancora da quella del Pd con il quale il sindaco mantiene saldi rapporti – e in questo è il migliore in assoluto – che vanno ben oltre i consiglieri comunali. All’esponente del 5stelle – forse la più grande delusione di questa consiliatura – sembra invece aver pensato Placidi da tempo. Di cosa preoccuparsi, insomma? Per Bruschini è come se nulla fosse. E deve esserlo anche per l’opposizione, incapace di fare persino un comunicato – mica di convocare il consiglio… – sulle recenti vicende e su questo “tutti contro tutti”.

In generale, comunque, sembra di vedere l’orchestra che suona mentre il Titanic affonda. Ma ad Anzio, è noto, il mare è una tavola…

Rifiuti, eppur si muove… Ma senza trasparenza

Aggiornamento di oggi, 7 novembre: è stato inserito questa mattina l’avviso, si tratta come immaginavamo della convocazione della commissione di gara che valuterà l’offerta economica per il servizio di igiene urbana. La convocazione è per il 25 novrembre alle 15.

L’avviso pubblico è, con l’oggetto, sul sito del Comune da oggi. Cosa significhi “Affidamento servizio di igiene ambientale e servizi accessori per la raccolta differenziata” non lo sappiamo. Atteso che il 3.0 è una chimera, oltre che una mancata promessa elettorale, possiamo solo immaginare si tratti di un avviso relativo alla gara finora misteriosamente bloccata.

Non lo sappiamo perché, come è capitato anche con altri provvedimenti, l’allegato non c’è. Una dimenticanza, un errore, il 3.0 che non c’è o quello che volete, nessuna malafede insomma, comunque per i rifiuti sappiamo che qualcosa finalmente si muove. Ora vorremmo capire cosa. Si può pubblicare l’atto, per piacere?

Nolfi: “Vi racconto com’è andata, non chiudo fuori nessuno”

L'assessore Laura Nolfi

L’assessore Laura Nolfi

E’ noto che questo spazio è a disposizione per le repliche. L’assessore Laura Nolfi ha voluto dire la sua su quanto riportato nel blog, sulla scorta di notizie comparse on line. Una premessa la faccio io: la disposizione del segretario di lasciare la stanza esiste ed è stata persino notificata all’assessore, questo per dire il clima generale nel quale si vive…

Usavo già quella stanza da mesi – spiega la Nolfi – si svolgevano delle riunioni, poi dopo l’incendio l’ho utilizzata ancora di più perché l’ufficio che avevo al secondo piano ci sono lavori da svolgere. Normalmente una volta che esco la chiudo, questa mattina la funzionaria è arrivata prima del previsto ma io ero in Comune, a Villa Sarsina, e sono stata chiamata dai vigili perché altrimenti avrebbero sfondato la porta. Francamente non capisco, ieri con la Ceccarini siamo state in quella stanza, lavorando fianco a fianco, non c’era e non c’è alcuna volontà di tenere fuori nessuno, anzi auspico che possa avere al più presto la firma digitale perché al momento neanche può firmare gli atti. Comunque ero dal sindaco per fargli vedere delle delibere e ho subito messo a disposizione la chiave, mi spiace ma non c’è nulla di tremendamente vero“.

Rispetto al materiale: “Non c’è proprio niente da nascondere, avevo delle mie cose e ho chiuso come fanno tutti, voglio anche precisare che al momento non ci sono interinali che lavorano lì ma sono ai servizi sociali. Per l’assessorato di mia competenza li abbiamo chiesti perché siamo sotto organico e speriamo di averli. Il data entry, invece, è una cosa che c’era quando sono arrivata ma al momento nessuno sta lavorando a una cosa del genere“.

Infine: “Mi sembra ingeneroso chiedere di togliere la delega per qualcosa che non ho fatto. Comunque io penso di essere l’ultimo dei problemi per l’amministrazione“.

Pressioni in Comune, caro sindaco è ora di dire basta

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Diavolo di un Agostino Gaeta… Usa la pagina facebook del suo controcorrente e ci informa di una vicenda lasciando qualche dubbio, quando invece è realmente accaduta e di fronte alla quale è ora di dire basta.

Nei giorni scorsi Vincenzo Nolfi, ex consigliere comunale, papà dell’assessore Laura, era stato insieme al sindaco facente funzioni Giorgio Zucchini dal segretario a informarsi del provvedimento di sospensione relativo ad Angela Santaniello dopo la condanna della dirigente in primo grado. Nessuna pressione, ha detto Zucchini, e gli crediamo. Siamo certi pure che Nolfi fosse con lui per caso e perché doveva accompagnarlo a casa. Comunque cosa c’entrasse Nolfi nel dialogo con il segretario è tutto da capire. Si racconta pure che tra chi si è precipitato a chiedere “lumi” o comunque a esprimere la propria vicinanza alla dirigente si è visto anche l’assessore all’urbanistica Sebastiano Attoni.

E’ ancora più grave quanto accaduto oggi, quando la funzionaria responsabile di pubblica istruzione e cultura nominata dal segretario con un provvedimento che ha fatto storcere il naso a molti è rimasta fuori dalla porta. La chiave ce l’aveva l’assessore Laura Nolfi che si è “appropriata” della stanza della dirigente sospesa. Per questo, caso senza precedenti, è stato necessario chiedere l’intervento dei vigili urbani. Alla fine, con la mediazione del sindaco (!), le chiavi sono state consegnate al comandante della polizia locale e la stanza è stata aperta. E non siamo su “Scherzi a parte“, purtroppo, è tutto tremendamente vero.

Va detto che la responsabile nominata, quando l’assessore era Marco Del Villano, venne allontanata – dalla dirigente oggi sospesa – dall’incarico relativo all’edilizia scolastica. Poneva a quanto sembra problemi sui lavori svolti, voleva capire prima di firmare. E’ chiaro che rimetterla in quegli uffici abbia destato più di qualche “fastidio“, magari anche a chi oggi ha la delega in quell’assessorato e ha lavorato a stretto contatto con la dirigente prima di esprimerle solidarietà (e non solo) dopo la condanna. E’ altrettanto chiaro che la politica volesse altro e non ha gradito la scelta del segretario Pompeo Savarino.

Ora uno si chiede: ma cosa c’è in quella stanza? E la Nolfi non aveva già un ufficio? C’è qualcosa che non dobbiamo sapere, ad esempio il boom di interinali nelle stanze a fianco o qualche data entry di troppo? Soprattutto, perché questo clima? Fateci capire, perché è insostenibile quello che sta accadendo ed è ora di dire basta. Ne prenda atto il sindaco, ringrazi l’assessore e abbia il coraggio di toglierle la delega prima ancora di capire il perché di tanta agitazione. Poi tragga le conseguenze anche lui, se questo è il rinnovamento della giunta quasi rimpiangiamo il vecchio. Ed è tutto dire

La verità è un’altra: Anzio non è quello che vediamo in questi giorni, non lo è mai stata, e comportamenti del genere, i veleni ovunque, le conferenze e i comunicati trasversali per mandare “messaggi”, il centro-destra di opposizione che sostiene quello di governo in difficoltà, qualche singolare presenza nell’emiciclo durante i consigli comunali, oltre alle inchieste da ogni parte stanno esponendo la città a un solo rischio: la nomina di una commissione d’accesso.

Non lo meritiamo, sindaco, per questo è ora di dire basta.