Una città umiliata da veleni e bagattelle di partito. Basta

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Immaginiamo uno statunitense che digita “Anzio” su un motore di ricerca e vuole avere notizie su quello che sta accadendo in città. Proviamo, anche solo per un attimo, a comprendere lo stupore di un potenziale studioso dello sbarco alleato, o del parente di qualche reduce, di uno interessato alle vicende di Nerone o più semplicemente a un posto vicino Roma da usare come turista. Immaginiamo cosa scopre in questi giorni e tiriamo le conclusioni. Drammatiche.

Il sindaco 3.0 in campagna elettorale ma anni ’90 o “Prima Repubblica” dopo, tace. Non sente il dovere di dire una parola, mentre dai siti internet e dai social network apprendiamo in continuazione delle “guerre” intestine al Comune, di un assessore che non dà le chiavi del suo ufficio a una funzionaria nominata dal segretario dopo la sospensione di una dirigente condannata in primo grado. Di “veleni” in tutti i sensi, persino di un dibattito che si è aperto sulle pesanti accuse che un anonimo (ma molto ben informato) fa su facebook al capo della segreteria dello stesso sindaco e al segretario Pompeo Savarino. Vicenda destinata a nuove denunce, mentre si attende che sempre Savarino vada dal Prefetto e si teme l’insediamento di una commissione d’accesso.

Se poi quello statunitense – o cinese, o di ovunque vogliate – volesse approfondire scoprirebbe che abbiamo rischiato davvero una “Anzio servizi” con un consorzio napoletano, scampato in extremis per vicende giudiziarie. Scoprirebbe che sui residui, nel frattempo, abbiamo fatto poco o nulla, tanto pagano i cittadini onesti. Saprebbe che le spese per le manifestazioni estive – rigidamente “divise” tra proposte dell’assessore e dei delegati – per oltre la metà non avevano copertura finanziaria. E con una street view recente vedrebbe i cumuli di rifiuti in centro, le discariche a cielo aperto ovunque. Sempre su internet apprenderebbe di un settore – quello dei rifiuti – sotto inchiesta. E di un’indagine sul “Caro estinto” che tutti si affrettavano a smentire ma che ha fatto registrare nuovi sviluppi, con un’azienda molto attiva su Anzio coinvolta in pieno.

Ah, se fosse interessato al porto, saprebbe che il sindaco in assemblea dei soci della Capo d’Anzio (del Comune al 61%) dice una cosa, in consiglio comunale un’altra, poi non si sa quale porta avanti.

Ecco, quella che ci stanno consegnando in questi giorni Bruschini e la sua maggioranza è una città umiliata da bagattelle di partito, improbabili strategie per un futuro sindaco, e priva di qualsiasi progettualità. E credibilità.

Una città che ha problemi di ordinaria gestione gravi, gravissimi, mentre chi la amministra continua a “giocare” sulla pelle di 55.000 cittadini. E chi dovrebbe controllare – dall’opposizione – fa sì e no sentire la sua voce anziché andare a Villa Sarsina e convocare un consiglio comunale permanente. O si aspetta che lo facciano i cittadini esasperati?

Occupiamo simbolicamente quell’aula, allora, almeno fino a quando il sindaco non troverà il tempo e il modo di dire: scusate, stiamo facendo un macello, ecco il nostro programma e da qui ripartiamo, i veleni sono superati. Oppure di dire: scusate, abbiamo fatto un macello, me ne vado.

Restare in silenzio, trattare nei bar, provare a convincere questo o quell’altro, assistere inerme a quanto accade, fare “spallucce” com’è abituato, prendere tempo, non serve più a nulla. La situazione è fuori controllo e Luciano Bruschini (che come scrive Agostino Gaeta rifarebbe volentieri una giunta vecchia maniera con Mingiacchi padre, Tuscano, Borrelli, Tulli, Tarisciotti, Zucchini dell’epoca, mantenendo i buoni rapporti con Toselli) – deve prenderne atto.

Anzio, la sua storia, il ruolo che questa città ha avuto e può ancora avere, non meritano ulteriori umiliazioni. Basta.

4 pensieri su “Una città umiliata da veleni e bagattelle di partito. Basta

  1. si il livello è basso ma in guerra così è! Effetti della crisi economica. Il tipo è informato e sarà blindando altrimenti porello . Oramai vale il detto o con me o contro di me e la polemica accesa non è tenera.
    P.s. Un giornalista … Un avvocato … Pure bravo nell’uso della lingua! Una idea ce l’hai sul personaggio

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  2. Non c’è dubbio, pensavo agli americani perché immagino una città proiettata nel mondo… Che sciocco, vero? L’idea ce l’ho, rispetto al post precedente, ma la tengo per me. Spero nella polizia postale

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