Le denunce di Agostino, è bene non ignorare

agostino

Attraverso il suo profilo facebook Agostino Gaeta denuncia, per l’ennesima volta, pressioni e minacce. E lamenta lo scarso interesse per quanto segnalato. E’ un “capoccione” Agostino, spesso non siamo d’accordo, ma ignorare quello che scrive rispetto all’aggressione non è bene.

La solidarietà di chi scrive c’era, c’è e ci sarà. Sarebbe bene che almeno Ossigeno per l’informazione seguisse più da vicino la sua vicenda e quello che succede, in generale, ad Anzio e Nettuno. La denuncia per stalking, poi “chiarita” da Marcello Armocida, era e resta una notizia e sarebbe un preoccupante precedente.

Le querele temerarie sono un problema, chi in modo sprezzante definisce “giornaletti“, chi fa identificare i cronisti, chi gli urla contro dal vivo e su facebook, tutto questo dice del clima sempre più difficile che viviamo.

Con la voglia di mollare che ci assale spesso, ma difficilmente daremo una soddisfazione del genere. Vero Agostino?

Mafia capitale, i soldi “buttati” ad Anzio. Qualche domanda…

Salvatore Buzzi

Salvatore Buzzi

Al posto di chi lo ha coinvolto saremmo tutto fuorché tranquilli. Salvatore Buzzi, uno dei principali accusati per “Mafia Capitale”, uno che con il mondo delle cooperative in nome del sociale ha costruito un impero, racconta – è nell’ordinanza di custodia cautelare della seconda tranche dell’inchiesta della Procura di Roma – di aver “buttato” ad Anzio 150.000 euro.

Lo fa assicurando il suo interessamento per una cooperativa da “salvare” a Roma, dicendo che tanto una cifra simile l’ha appunto gettata ad Anzio. Per chi? E per fare cosa? Speriamo che sia tutto agli atti e che da Roma le carte siano state trasmesse a Velletri, dove magari si staranno curando di qualche abuso d’ufficio in meno per capire dove sono finiti i soldi di Buzzi e se li ha “buttati” per un’iniziativa lecita o per un investimento poco chiaro.

A Roma, nella proposta di salvataggio, in cambio c’erano appartamenti che sarebbero poi stati utilizzati per l’emergenza immigrati. E qui? Buzzi ha fatto un investimento per conto suo nelle variegate attività sociali del suo universo di cooperative? Ha “salvato” qualcuno, ha avuto in cambio qualcosa o promesse di? Lo ignoriamo, ma sono domande che chiunque dovrebbe porsi di fronte a un atto del genere.

Così come dovrebbero interrogarsi i tanti che alle ultime regionali hanno portato in trionfo Luca Gramazio, si sono “contati” sul suo nome, hanno mostrato quanti voti erano in grado di portare e quindi che erano i più forti nel partito. I vecchi “fascisti” amici del padre e i nuovi folgorati sulla via di Forza Italia in nome del figlio. Non potevano sapere, forse, cosa c’era dietro. Diamo loro il beneficio del dubbio. Ma prendere le distanze, oggi, sarebbe il minimo. Anche se potrebbe essere troppo tardi,

Un’ultima annotazione, viene dal Fatto Quotidiano. Ecco a cosa servono i giornalisti, ecco il ruolo dei giornali e di quelli che qualcuno si ostina a chiamare “giornaletti

Bravo sindaco, fine delle bancarelle. Speriamo

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Ho dato disposizione, non oggi ma ieri, che i mercatini in piazza li devo autorizzare io“. Luciano Bruschini lo ha detto in consiglio comunale, da l’altro ieri in poi è il sindaco a dire se le bancarelle che sistematicamente stanno invadendo la piazza possono essere autorizzate o meno.

Lui che di solito “non sa” deve essersi reso conto che tra un centro commerciale naturale perfettamente inutile, un’associazione che organizza ogni genere di mercatino, altre che arrivano, propongono e vedono liquidarsi la fattura “numero uno” sistematicamente, qualcosa non quadra.

Così dovrà autorizzare lui, non si passerà più per Giorgio Bianchi ma per il sindaco ovvero il suo delegato dovrà sottoporre a Bruschini (e convincerlo) che il mercato dei fiori piuttosto che i presepi con il criterio “secondo me va bene” sono positivi per la città, magari in termini di suolo pubblico, e non solo per chi organizza e percepisce – speriamo secondo i crismi dettati dalla legge – un riconoscimento economico.

L’assessoretto – lo chiameremo così finché continuerà a definire “giornaletti” quelli locali dove si impegnano tanti  colleghi, candidandosi a degno erede di Sergio Borrelli  – è rimasto imperterrito al suo posto. Lo ha fatto anche dopo l’inversione a “U” sul nuovo regolamento del commercio che aveva provato, invano, a far saltare dopo la commissione, smentendo poi in una conferenza stampa le ricostruzioni di quanto era accaduto (e veniva confermato) in Comune.

Nessuno gli ha ricordato ieri che se parliamo di un supermercato in centro e di Carrefour in particolare è perché qualche mese fa è stato lo stesso Bianchi a dirci che c’era un interesse del gruppo francese.

Resta il fatto che sul commercio si naviga a vista, ma la programmazione è da assessori, mentre le bancarelle da assessoretti.

Bravo sindaco, dunque, speriamo solo che stavolta quello che si afferma in Consiglio abbia conseguenze nella realtà. In passato non è stato così.

Le singolari coincidenze di questa nostra città

Leggi gli atti di Mafia Capitale e vedi imprenditori alberghieri coinvolti per aver trasformato, nel tempo, la loro attività in quella ben più lucrativa dell’accoglienza. Finché è tutto lecito, si faccia pure, nel caso che sta emergendo a Roma e dintorni c’era ben poco di legale ma ricordiamoci sempre che siamo nella fase preliminare e non alle sentenze.

Coincidenza vuole, però, che “munta” la vacca di Roma si sia cominciato ad andare in provincia. E’ notizia recente, da Nettuno ad Anzio, ad Ardea. Ci sono nomi che ricorrono, cooperative legate al mondo della Cascina, politici che si sono messi di mezzo. Ripetiamo, finché è lecito nessun problema. Ma a Nettuno e in via dell’Armellino le case non sono a norma per ospitare questi migranti, l’hotel Succi era chiuso – nella parte che li sta ospitando – con un’ordinanza del sindaco. Ma si passa su tutto. E non da oggi, purtroppo. Quando si dovevano sgomberare i residence di Roma Walter Veltroni, pagando più del dovuto le case, mandò gli sfrattati ad Anzio, Nettuno, Pomezia, Albano. Appresa la notizia, ad Anzio si organizzò  una contro-occupazione. Ci fu una riunione al campo di calcio del quartiere Marconi e coincidenza vuole che fossero presenti, insieme all’allora assessore ai servizi sociali Mario Pennata, Succi e Attoni. Nulla di grave, per carità, ma oggi ancora loro sono alle prese con la vicenda dell’hotel. Il primo di certo, il secondo per essersi interessato – cosa mai smentita – dei dovuti passaggi legati alla struttura agibile o meno.

Coincidenza vuole che Attoni si interessi dei lavoratori dei rifiuti quando c’è da protestare a Villa Adele per il passaggio da Giva, fino a poco prima delle elezioni presieduta da Valentina Salsedo poi eletta consigliere comunale, a Parco di Veio. Cooperativa, la Giva, al centro di un’indagine della Procura per voto di scambio e alla quale la Cassazione ha di recente confermato che i sequestri effettuati in quell’inchiesta erano dovuti.

Consigliera che presiede ancora un’azienda, con sede a Cisterna, dove si trova (medesimo indirizzo) anche un’altra società che ha ottenuto i servizi – in subappalto – sugli scuolabus di Anzio. Nessuno lo vieta, sia chiaro, ma segnaliamo quest’altra coincidenza. Come quella di chi dovrebbe controllare il servizio e rischia di essere, al tempo stesso, controllore e controllato.

Se esiste un’anti corruzione in questo Comune, e il segretario Pompeo Savarino ha dimostrato che c’è, forse a qualche coincidenza dovrebbe cominciare a interessarsi.

Consuntivo, residui e debiti, quello che la città dovrebbe sapere

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L’approvazione del rendiconto in pochi minuti ha fatto superare al sindaco Luciano Bruschini e alla sua maggioranza un ostacolo di non poco conto. L’assenza del Pd che non ha partecipato ritenendo nulla la seduta per i documenti ricevuti in ritardo e la mancanza di dibattito hanno sì portato al voto favorevole l’ultimo giorno utile dopo la diffida del prefetto, pena lo scioglimento del Consiglio comunale, ma lasciano alcuni dubbi.

Il primo è relativo all’entità dei residui per mancate riscossioni. Il vice sindaco e assessore alle finanze Giorgio Zucchini ha detto che si sta provvedendo, ma era così anche un anno fa e finora di risultati visibili non ce ne sono. Si parla, ce lo potrà confermare lui stesso, di circa 30 milioni di euro di residui attivi per mancato pagamento della tassa sui rifiuti nelle diverse accezioni. E’ vero? E tra i creditori del Comune ci sono anche esponenti pubblici o, peggio, consiglieri comunali ovvero società a loro collegate?

E oltre i rifiuti, risultano e a quanto ammontano i residui attivi per altri tributi comunali? Anche in questo caso, ci sono personaggi platealmente incompatibili sui quali ci si gira dall’altra parte? E che magari tengono in piedi la maggioranza?

Ecco, il Pd è uscito e avrà le sue ragioni, altri non sono intervenuti, ma dal prossimo Consiglio qualcosa potranno pur chiederla, magari nelle interrogazioni. Magari anche sui debiti, per capire se nella fretta, tra guasti informatici e malanni che ai più sembrano “tattici”, è sfuggito tra i residui cancellati qualcosa impegnato per essere liquidato a fronte di un servizio. Errori, per carità, ne facciamo tutti, ma proprio per questo si deve chiedere di verificare.

E sarà bene far sapere ai cittadini, nonché ai consiglieri che dopo il voto di oggi sembrano proiettati sull’organizzazione di eventi estivi che avranno il solito criterio di vicinanza a Tizio o Caio, che sul preventivo una consistente somma andrà vincolata come fondo rischio per i residui e che l’esorbitante quanto dubbio avanzo di amministrazione non è un “bussolotto“, anzi…

Passa il consuntivo, i dubbi che restano e…

Il vice sindaco Giorgio Zucchini

Il vice sindaco Giorgio Zucchini

Poche righe dell’ufficio comunicazione di Anzio per ricordarci che il consuntivo è stato approvato “con il parere favorevole dei revisori“. Senza era un po’ difficile farlo, ovvio, ma quello che oggi è successo in aula qualche problema continua a porlo al sindaco e alla sua maggioranza.

I quali, ne siamo certi, resteranno al loro posto fino al 2018 ma oggi non avevano altra strada che approvare il conto così com’era, incuranti di aver calpestato le regole per l’ennesima volta e di essersi sbrigati solo dopo la diffida del Prefetto. Intanto il parere favorevole: il “copia e incolla” delle relazioni dei revisori è normale, ci spiegano, sono atti predisposti così e ai quali si aggiungono i parametri del Comune al quale ci si riferisce. Lo scorso anno, a parametri immutati, gli stessi revisori diedero parere contrario (poi rivisto), adesso hanno copiato e incollato tutto escluso il parere. Firmato, ancora una volta, da due su tre componenti del collegio. La terza, come un anno fa, era malata.  Verrebbe da chiedere il certificato, lo stesso sindaco ha riferito che l’assente è “nei limiti di legge” ma che si farà sentire. Speriamo.

Quello che non è nei limiti è il rispetto dei tempi entro i quali, secondo il decreto legislativo 267/2000 e il regolamento di contabilità, i consiglieri dovevano avere la documentazione a disposizione. Sono 20 giorni prima dell’assise, compresa la relazione dei revisori, c’è chi afferma 5 anche se nel regolamento di Anzio è scritto 20, ebbene è arrivata lunedì dopo le 13, a Eugenio Ruggiero addirittura ieri. Questa e altre vicende procedurali hanno indotto il Pd a lasciare l’aula, dopo aver dichiarato nulla la seduta.

La maggioranza (13 voti alla fine, solo uno in più del necessario) è andata dritta. Vai a spiegare a chi ha delle perplessità che forse sono stati davvero commessi degli errori procedurali. Che sotto sotto, tra una scusa e l’altra, qualche documento non è arrivato nei tempi e che era il caso di rinviare. Forse tra una quindicina di giorni Bruschini non sarebbe riuscito nemmeno a tenere insieme quei 13. Intanto sui banchi dell’opposizione qualcosa è successo: il Pd è uscito, Fontana e Ranucci hanno sollevato diverse perplessità e non hanno partecipato al voto, De Angelis è arrivato dopo, Cristoforo Tontini pure non ha votato, il solo Eugenio Ruggiero è rimasto e si è espresso contro. E’ un dato che lasciamo agli analisti.

E perché Zucchini, alla fine, ha ritenuto di dover far mettere a verbale una sentenza del 2011 del Tar Puglia (ci sono norme perfino cambiate, da allora) che dava ragione a chi non aveva allegato per tempo il parere dei revisori? Il vice sindaco sa bene di essere fuori dai termini e che decine di sentenze vanno in senso contrario.

Una cosa è certa, non c’è stato dibattito su residui, inesigibili, avanzo di amministrazione che ora andrà vincolato – sul preventivo – come fondo “rischi” per i crediti che non riscuoteremo mai, sui ritardi per un atto tecnico che ogni anno va presentato il 30 aprile ma che ad Anzio, tra guasti informatici e febbri, trova sempre il modo di essere spostato.

Lo stalking? Un equivoco. Ma alla fine è servito

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Era inevitabile quello che è successo dopo che a Ivo Iannozzi, direttore del settimanale “il Granchio”, è stato chiesto di eleggere domicilio per difendersi dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa e di stalking. I colleghi e gli organismi di categoria non potevano certo tacere. Così Marcello Armocida si è reso conto di aver commesso un errore – fra l’altro con un’accusa improcedibile nei confronti di Iannozzi e del Granchio – e forse anche alla luce delle diverse prese di posizione ha rettificato la sua denuncia.

Lo stalking si riferisce a Fernando Mancini, personaggio che a Nettuno da mesi fa parlare di sé per le sue innumerevoli iniziative e denunce, non a Ivo e al giornale.

Occorre prenderne atto e guardare avanti. “Il Granchio” dovrà comunque difendersi dall’ennesima querela per diffamazione a mezzo stampa. Se ha sbagliato pagherà, è la legge, ma resta intatto – ad Anzio, Nettuno e in tutta Italia – il facile ricorso a querele temerarie. Se questo è un caso o meno lo stabilirà un magistrato, però tutto sommato questa vicenda dello stalking, come tutti i mali, non è venuta per nuocere.

Ha posto l’accento su quello che i giornalisti, qui come altrove, affrontano ogni giorno. Spesso, troppo spesso, solo perché hanno fatto il loro dovere.

Il consuntivo è a posto, chiediamo scusa. Però quel copia e incolla….

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Dobbiamo delle scuse al sindaco, al suo vice e assessore alle finanze, al dirigente dell’area. Il consuntivo 2014 che tanti grattacapi ha dato e ha portato Luciano Bruschini persino a gridare al complotto, è a posto. Lo certificano i revisori dei conti, largamente fuori dai termini così come l’intero rendiconto che doveva essere approvato dal consiglio comunale entro il 30  aprile ma andrà in votazione solo domani e dopo un sollecito del Prefetto, pena lo scioglimento del Comune.

I revisori hanno trovato ben poco da dire sui residui, che continuano a essere un problema e addirittura risalgono in parte a prima del 2010, tanto meno sul maxi avanzo di amministrazione. Vorrà dire che ha ragione il sindaco, insieme all’amministrazione, e che davvero quella che è parsa ai più una corsa a ostacoli – “condita” dal solito guasto informatico – è stata una visione distorta di chi è all’esterno. Se abbiamo sbagliato, le scuse sono dovute, però a leggere la relazione dell’organo di revisione per il 2014 ci siamo accorti che alcuni passaggi sono gli stessi dell’anno precedente. Perlomeno le criticità rilevate. Stai a vedere che hanno fatto copia e incolla anche loro?

Speriamo proprio di no, anzi ne siamo quasi certi perché a criticità immutate e fatte rilevare – che per il rendiconto 2013 portarono a una bocciatura poi “rivista” da due dei tre revisori – stavolta arriva subito il parere favorevole. Stranezze della finanza pubblica, chissà… O saranno cambiati i parametri o, forse, l’atteggiamento o – ma pensiamo sempre a male – i giorni tra guasti informatici, malattie, e via discorrendo saranno serviti a ragionare meglio e a mettere le cose a posto per davvero.

Certo non sappiamo a quanto ammonta la mancata quadratura del bilancio definita “di lieve entità” (come se in casa di ciascuno di noi i conti con la banca non tornano, però non sappiamo di quanto….), né quanti residui sono certi ed esigibili e quanti non. Sappiamo, questo sì,  che da un anno all’altro inventario e patrimonio non ci sono e che fatichiamo ad avere entrate. Ignoriamo la considerazione che hanno avuto i revisori per quanto affermato dalla Ragioneria dello Stato e dalla Corte dei conti. Sappiamo che il parere è favorevole e non possiamo che prenderne atto.

Restano dei dubbi, li chiariremo (forse) quando si presenterà il preventivo nel quale necessariamente una quota dei residui andranno inseriti in bilancio come fondo per gli inesigibili a rischio.

Un’ultima annotazione: ma Anzio ha tre revisori, come previsto per legge, o due? A firmare il rendiconto, per il secondo anno consecutivo, sono infatti solo due dei tre professionisti incaricati. Non sarà mica come la vicenda di posta certificata, guasti informatici e quant’altro dell’area finanziaria? Speriamo proprio di no, ma sarebbe il caso di chiarire perché c’è chi non firma e – eventualmente – qual è il motivo.

Antium, il nuovo vino e le eccellenze di questa città…

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E’ stato giustamente ricordato quando in ogni casa, anche ad Anzio, nell’allora “campagna“, c’era inevitabilmente il “pezzo di vigna“. Si faceva il vino per la famiglia e qualche amico, spesso – a ripensarci oggi – di pessimo gusto. Ma quello c’era e soprattutto erano lontani i tempi dei sommelier e della diffusione della cultura del buon bere, oltre quella del buon mangiare.

La presentazione di Antium, la nuova etichetta che accompagna il vino prodotto da Casale del Giglio  con uve Bellone – a noi, ma soprattutto ai cugini nettunesi più note come Cacchione – è stato un momento per conoscere il prodotto, ma soprattutto per apprezzare ancora una volta le eccellenze di questa città. La qualità dalla quale dovrebbe ripartire, se vuole rinascere.

La stupenda struttura del Paradiso sul Mare – ancora oggi affidata all’istituto alberghiero che è uno dei fiori all’occhiello nel panorama dell’istruzione locale e non solo –  che il Comune deve necessariamente valorizzare trovando finalmente un’intesa con l’Area metropolitana. Una cantina che è sì alle Ferriere, ma può essere considerata patrimonio del territorio per come il suo “guru” Antonio Santarelli ha inteso  interpretare ciò che lo circonda. Dagli scavi dell’università di Amsterdam nella sua azienda, fino alla riscoperta – a Ponza, prima ancora che ad Anzio – di nicchie di prodotto che contraddistinguono un territorio. Un’enoteca che è un punto di riferimento in città ma anche per produttori nazionali. Quattro ristoratori tra i più rinomati, i quali hanno promosso i loro piatti, quelli di Anzio, della tradizione e non solo, abbinandoli al nuovo vino. Che ovviamente nulla ha a che vedere con quelli che preparavano i nostri nonni.

Una rondine, dice il vecchio adagio, non fa primavera. Al posto delle campagne di un tempo ora c’è la villettopoli a tutti nota, purtroppo, che ha finito di coprire di case ciò che aveva già prodotto l’abusivismo ampiamente tollerato negli anni.

Ma serate come quella di qualche giorno fa sono un segnale di come andrebbe invertita la tendenza. Puntando sugli imprenditori che ci mettono faccia e soldi (anche accettando sfide come quella di un nuovo vino) sulla qualità, sulle eccellenze che questa città ancora possiede.

Benvenuto ad Antium, dunque, con un solo “rimprovero” campanilistico: perché l’immagine di Torre Astura sull’etichetta?

Continuano a dirci che è tutto a posto, beati loro…

sindacosfogo

Non c’è un argomento, uno, che fili liscio al Comune di Anzio. Lo ricordava sabato il Granchio, esaminando le diverse criticità che emergono per l’amministrazione guidata da Luciano Bruschini. Chi fa parte della maggioranza, però, continua a dirci che è tutto a posto. Vedremo già al Consiglio comunale di domani qual è la situazione, dato che la pantomima di sempre “io non entro, anzi forse, diciamo di sì, va bene per senso di responsabilità…” si annuncia come sempre.

All’ordine del giorno domani c’è la vicenda dei richiedenti asilo arrivati nell’hotel che non è più del consigliere Umberto Succi, il quale però si affanna a fare dichiarazioni a destra e manca per spiegare e mostra di avere in quell’attività un interesse diretto. Si legge dai giornali in edicola e on line che mentre era – ed è – chiusa la parte alberghiera con un’ordinanza del sindaco, un rappresentante istituzionale ha certificato che era tutto a posto. Una cura peggiore del male, speriamo che la cosa sia smentita, perché calpestare un’ordinanza sindacale non è mai una cosa positiva, a maggior ragione se lo fa chi è in amministrazione. Così come non pubblicare sull’albo pretorio quella relativa alla parziale riapertura. I migranti ormai sono arrivati e ce li teniamo, abbiamo il dovere di farlo e sarebbero arrivati comunque. Ma se l’hotel non fosse stato di Succi e dietro non ci fosse stato un agente immobiliare, con un’operazione “politica” che è lampante, sarebbe andata così? Ma è tutto a posto, ci dicono.

Si parla, sempre domani, dell’attuazione del programma e qui viene in mente il porto: non sappiamo nulla della gestione della Capo d’Anzio che entra nella fase operativa secondo quanto approvato dall’assemblea dei soci e quindi anche dal sindaco, né del fantomatico bando sempre pronto e mai noto, annunciato dallo stesso sindaco. A chi dobbiamo credere?

E vogliamo ricordare le due gare che tanto sconquasso hanno prodotto? Della revoca di quella sulle mense non c’è traccia sull’albo pretorio, ma i documenti sarebbero partiti in tal senso, mentre sulla gestione delle riscossioni siamo tornati all’età della pietra: bollettini in bianco negli zaini dei bambini. Pagherà chi vuole, sarà difficile risalire a chi non l’ha fatto, un’impresa registrare chi è in regola. Ci piacerebbe tanto sapere come e perché i tre sistemi costati circa 100.000 euro non hanno funzionato nel dopo Santaniello e che fine hanno fatto quei dati. O non erano 3.0?

La vicenda rifiuti rasenta l’incredibile e non comprendiamo il motivo per il quale l’assessore Placidi si scaldi tanto, affrettandosi a far sapere che i documenti sono in arrivo per la vicenda dell’interdittiva. La procedura è stata seguita, se la prima arrivata dimostrerà di avere le carte in regola si riprenderà l’appalto, ma un assessore dovrebbe preoccuparsi delle politiche ambientali e non della gestione delle gare. Ma è tutto a posto, ci dicono.

Così nessuno sembra preoccuparsi di un rendiconto 2014 che si discute il 4 giugno, arriva in ritardo per il “solito” guasto informatico (altro che 3.0…) – che somiglia tanto a una scusa puerile – ed è pieno di criticità, a partire dai residui e da un avanzo di amministrazione che speriamo abbiano una spiegazione. Altrimenti sarà la certificazione di un dissesto prossimo venturo. Nello stesso consiglio, lo dice il sindaco e l’ha confermato oggi l’assessore Giorgio Bianchi, arriva la vicenda Carrefour. Intorno al regolamento qualcosa è successo, inutile girarci intorno, si parla di vertici addirittura con il presidente a vita Sergio Borrelli a intervenire sull’attività gestionale che non gli compete. Questa storia ricorda tanto quella di Anzio 2: “Non c’è nessuna Standa e nessun Berlusconi” – gridava in consiglio comunale Luigi Bruschini, dai banchi del Psi, ormai una vita fa, mentre quelli avevano già deciso l’investimento. Comunque, dissidi politici a parte, l’assessore Bianchi dà delle notizie e ci incuriosisce quella del “mercato ecologico“. Basterebbe cominciare a far pulire adeguatamente i mercati che ci sono….

Comunque è tutto a posto, così ci ripetono. Beati loro….