Mafia capitale, i soldi “buttati” ad Anzio. Qualche domanda…

Salvatore Buzzi

Salvatore Buzzi

Al posto di chi lo ha coinvolto saremmo tutto fuorché tranquilli. Salvatore Buzzi, uno dei principali accusati per “Mafia Capitale”, uno che con il mondo delle cooperative in nome del sociale ha costruito un impero, racconta – è nell’ordinanza di custodia cautelare della seconda tranche dell’inchiesta della Procura di Roma – di aver “buttato” ad Anzio 150.000 euro.

Lo fa assicurando il suo interessamento per una cooperativa da “salvare” a Roma, dicendo che tanto una cifra simile l’ha appunto gettata ad Anzio. Per chi? E per fare cosa? Speriamo che sia tutto agli atti e che da Roma le carte siano state trasmesse a Velletri, dove magari si staranno curando di qualche abuso d’ufficio in meno per capire dove sono finiti i soldi di Buzzi e se li ha “buttati” per un’iniziativa lecita o per un investimento poco chiaro.

A Roma, nella proposta di salvataggio, in cambio c’erano appartamenti che sarebbero poi stati utilizzati per l’emergenza immigrati. E qui? Buzzi ha fatto un investimento per conto suo nelle variegate attività sociali del suo universo di cooperative? Ha “salvato” qualcuno, ha avuto in cambio qualcosa o promesse di? Lo ignoriamo, ma sono domande che chiunque dovrebbe porsi di fronte a un atto del genere.

Così come dovrebbero interrogarsi i tanti che alle ultime regionali hanno portato in trionfo Luca Gramazio, si sono “contati” sul suo nome, hanno mostrato quanti voti erano in grado di portare e quindi che erano i più forti nel partito. I vecchi “fascisti” amici del padre e i nuovi folgorati sulla via di Forza Italia in nome del figlio. Non potevano sapere, forse, cosa c’era dietro. Diamo loro il beneficio del dubbio. Ma prendere le distanze, oggi, sarebbe il minimo. Anche se potrebbe essere troppo tardi,

Un’ultima annotazione, viene dal Fatto Quotidiano. Ecco a cosa servono i giornalisti, ecco il ruolo dei giornali e di quelli che qualcuno si ostina a chiamare “giornaletti

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Mafia capitale, il Consorzio che opera anche ad Anzio

Salvatore Buzzi intercettato dai carabinieri del Ros

Salvatore Buzzi intercettato dai carabinieri del Ros

La determina è criptica, come lo sono spesso gli atti di un Comune – quello di Anzio – che continua a essere poco trasparente. Il titolo, però, per chi vuole approfondire qualcosa dice: “Impegno somme a Cns convenzione Consip pulizia immobili comunali“.

Sì, Cns… Sarà il Consorzio nazionale servizi finito – sia pure indirettamente – nelle vicende di Mafia Capitale? Il Consorzio al quale, di recente, l’autorità anti corruzione guidata da Raffaele Cantone ha commissariato due appalti a Roma?

Dalla determina non si evince, quello che apprendiamo è che “all’Ufficio Patrimonio, cui compete la gestione del Patrimonio Comunale, afferiscono le competenze relative alla pulizia degli immobili” e che “le somme a disposizione non sono sufficienti a coprire il budget, pertanto si è provveduto ad allocare la ulteriore somma di € 4.500“. Siamo al 30 dicembre, la pubblicazione è del giorno successivo, nessuno deve essersi preoccupato di capire se Cns fosse la stessa finita su tutti i mezzi di comunicazione nel mese e mezzo precedente e tanto meno del commissariamento di qualche giorno prima.

Ulteriori verifiche fatte da chi scrive, invece, hanno consentito di avere la certezza che Cns è proprio quello. Dell’affidamento dell’appalto per la pulizia – andando a scavare sempre sul sito – non si trova traccia. Dal titolo della determina dobbiamo dedurre che si tratti di un affidamento attraverso Consip la “centrale di committenza nazionale” che “realizza il programma di razionalizzazione degli acquisti” attraverso specifiche convenzioni. Insomma, se Cns (che nei settori dei quali si occupa è un colosso) è accreditato con la Consip ad Anzio sono andati – al momento dell’affidamento – sul velluto. A scavare ancora sul sito, per quel poco che si trova, si scopre pure che c’è il 18 aprile un “Affidamento  Cns-Atto aggiuntivo 2 convenzione Consip pulizia stazioni” e quindi si deduce che il consorzio nel quale Salvatore Buzzi – uno dei leader di Mafia Capitale – aveva mano libera, si occupa anche di quello.

Tutto assolutamente regolare, sia chiaro, e in Comune hanno seguito per affidare quei servizi le procedure previste. Il problema che si pone è un altro: qualcuno, alla luce di quanto emerge adesso, vuole chiedere “lumi” a  Cantone sul da farsi?