Ma quale 3.0, siamo all’età della pietra…. Spuntano atti del 2011

Con questa storia del 3.0 il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, e la sua amministrazione, mettono insieme ogni giorno figuracce. Pazienza (mica tanto) i programmi di data entry acquistati a più riprese a costi esorbitanti e senza risultati per le mense, ad esempio. Passino i programmi acquistati dalle stesse aziende per le quali si scrivono libri. Passi che non c’era neanche uno straccio di “cloud” quando si è bruciato tutto e che la scusa dei dati persi è almeno servita a provare a mettere pezze sul bilancio, pazienza – ancora – sul fatto che ognuno per l’informatica fa praticamente come vuole non essendoci un unico centro di costo e un responsabile, ma vedere quello che viene pubblicato sull’albo pretorio fa venire l’orticaria.

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Non c’è bisogno di 3.0 qui, siamo all’età della pietra o, peggio, ai dilettanti allo sbaraglio. Possibile che escano oggi, anche a quattro anni di distanza, atti esecutivi da tempo ma registrati solo ora, almeno stando alla colonna sinistra del sito?

Chissà cosa sarà successo e quanti atti ci saremo “persi” nel frattempo, nel senso che non sono mai stati resi noti, chissà da chi dipenderà questa situazione, ma speriamo che qualcuno della maggioranza 3.0 voglia chiederne conto. E che pure l’opposizione voglia battere un colpo.

Fiorillo e il suo “caso”. L’avvocato spiega

L’avvocato Guido Fiorillo sceglie questo spazio per dire la sua sul presunto “caso” rispetto alla transazione con il Comune di Anzio che tante polemiche ha creato e ha portato la Finanza ad acquisire atti. Pubblico volentieri questa spiegazione, concordando assolutamente sulla riflessione che la stampa ha sempre il dovere di verificare.

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Approfitto del Tuo blog, che seguo anche in modo critico, ma che ritengo certamente improntato a competenza, per rispondere alle tue espresse perplessità sulle causali di certi comportamenti: scusa se lo dico, non sono “bordate” ma ben altro.
Avevo deciso di non replicare in sede pubblica ma evidentemente il silenzio è stato confuso con debolezza: così non è, e ho deciso di precisare qui qualcosa sul “caso Fiorillo” ( come un testata online ha definito la questione).
Non ho rapporto alcuno con la “stampa locale” figuriamoci se so come “passare sotto banco” un documento o una notizia: non tutti gli avvocati sono qualcuno pensa che debbano essere.
La (cd) stampa locale ha dato risalto a dichiarazioni, tra l’altro, diffamatorie della mia persona, ma voglio rappresentarti che, contrariamente a quanto si è voluto dolosamente esporre ( per fini a me formalmente ignoti ma comprensibili) le parcelle oggetto di transazione, non portano ad una liquidazione di Euro 55.000,00 in mio favore ( e tale importo sarebbe anche sempre di vantaggio per l’ente) ma, a circa 43.500,00; l’iva e la Cassa Forense ( più o meno il 26%) non sono componenti della parcelle; era ed è chiaramente scritto nella determinazione che l’importo è omnicomprensivo e l’Iva e Cap sono somme a carico esclusivo del cliente; dai la notizia al lordo e l’effetto è maggiore!
Si tratta di somme che appaiono comunque ingenti in questo periodo ma sono riferite ad anni di lavoro: sono cause che ( a seconda) vanno dal 2003 al 2014!
In epoca di trasparenza ( poco nota da queste parti e questo è stato anche motivo di dissidio in passato) è bene che si sappia come stanno le cose.
Le stesse attengono a vertenze contro:
Soc. Ecoambiente srl: è una causa per E. 1.586.000,00 di valore- sentenza di assoluzione per l’ente e incarico cessato nel marzo 2014; compenso come da D.m. 55/14 ( al minimo) € 25.623,10 oltre Iva e Cpa;
Soc. Immobiliare Cincinnato srl: definita con estromissione dell’ente dopo alcune udienze (valore 1.500.000,00- incarico cessato 2012) compenso ( al minimo) 11.100,00 oltre Iva e Cpa come da D.M. 55/14: Ordinanza favorevole; certamente la parcella mi fu contestata dal Segretario Comunale ( aggiungo motivazioni infondate!);
Ater Provincia di Roma: D.I., opposizione ed esecuzione forzata presso terzi; valore oltre 2 milioni: transatta e definita nel 2009 ( favorevolmente) compenso da d.m. E. 25.623,10 oltre Iva e Cpa non computando la fase esecutiva; l’Ente oltre ad aver ricevuto immobili dovrebbe aver incassato le somme ivi previste;
Soc. D&d srl: valore E. 500.000,00 sentenza favorevole; primo grado e appello sulla giurisdizione; compenso circa E. 20.000,00 oltre Iva e Cpa ( al minimo) come da D.M. ( incarico dal 2003 al 2014); ( per questa parcella neanche un riscontro ho avuto dall’Ufficio)
Sigg.ri Mangiapia: domanda di pagamento per euro 160.000,00 liquidati 110.000,00 con condanna dei chiamati in causa ( 6 persone) compenso da d.m. 8.950,00 Euro oltre Iva e Cpa. (certamente la parcella mi fu contestata dal Segretario Comunale- aggiungo motivazioni infondate!).
Tutte parcelle sono ai minimi previsti dalle norme vigenti e passate e non sono “d’oro”; farebbe bene la cd. Stampa a verificare ciò che scrive!! Sono somme certamente rilevanti ma da rapportare agli anni di lavoro professionale.
Riguardo alle contestazioni che mi pervennero dal Segretario Comunale ( trascrivo per trasparenza), oltre ad aver replicato alle stesse, scrissi formalmente al Sindaco ed al Vice-Sindaco (nel maggio del 2014):
a- “come ho già avuto modo di informare le SS.LL. ( cui ho inviato note per conoscenza) con il dirigente dell’area nominata Avv. Pompeo Savarino, sono sorti contrasti per speciose questioni dal medesimo sollevate prive, a parere dello scrivente, di supporto sia fattuale che giuridico ( sul punto potrete verificare la questione presso il servizio legale);
b- lo scrivente, come ha avuto di comunicare al funzionario, ritiene che i comportamenti serbati dal medesimo nei propri confronti, siano stati tenuti con il fine di ottenere la risoluzione del rapporti e dei mandati con il Comune di Anzio;
c- prescindendo da comportamenti serbati dallo stesso (per ritardi tenuti, per affermazioni improprie quando difetta la materia giuridico- fattuale di riscontro) per i quali l’ho personalmente costituito in mora, rappresento, doverosamente alle SS.LL. quanto segue:
1- “ho inviato all’ente due parcelle afferenti ai giudizi c/ Mangiapia ed “Ipi srl” redatte conformemente ai principi di cui all’ex dm 140 del 2012 ( che peraltro è mero parametro di riferimento) tenendo presente i parametri legali per la elaborazione della parcella ( valore, difficoltà esito etc);
2- a tali parcelle il funzionario ha replicato deducendo questioni che non attengono al merito delle parcelle, né con questioni che avessero un minimo supporto giuridico-fattuale esprimendo concetti conseguenti altri presupposti che nel merito sconoscono la legge professionale ma anche il codice civile;
3- inoltre, anche un’ altra parcella sulla quale il funzionario nulla poteva dire è stata liquidata solo quando se ne è informato il Responsabile della Anti- corruzione e non credo che, nonostante il grave ritardo e disparità di trattamento con altri avvocati, il preposto abbia potuto far qualcosa in considerazione del fatto che è la medesima persona”.
Tanto per la cronaca: il Sindaco per ben due volte ha adottato provvedimenti specifici per le mie parcelle. Di ciò gli rendo merito riaffermando anche qui, nella sua persona, stima; il dott. Pusceddu ha agito solo a seguito di specifica disposizione ed io rileggendo la missiva mi scopro veggente.
Le vertenze sono state definite dal 2009 al 2014 e le fatture e notule sono dei primi mesi del 2014 e NON me la sono “cavata” con una sola udienza ( magari non discussa) ma con anni di cause difficoltose oltre la media: il risultato favorevole per l’Ente è scritto negli atti.

Riguardo al fatto che abbia difeso, in passato, il Dirigente affermo che l’incarico è cessato e non vi è alcuna ragione di astensione; riguardo al riferimento alla circostanza che trattavasi di cd. “debiti fuori bilancio”, è una impropria, infondata (avulsa dal mondo giuridico) tesi del Segretario Comunale (fu Lui a scriverlo a me) confutata da diverse decisioni della Corte dei Conti che mi premurai ( invano!) di inviare.
L’importo determinato ( circa 43.500,00) è ovviamente al netto degli accessori che la legge impone al cliente; è stato da me proposto e determinato perché, allo stato, come ho scritto nella proposta, non è più mia intenzione avere rapporti con il Comune di Anzio in quanto, con mio orgoglio, mi pregio di avere la disistima di un Assessore, un Dirigente e un Funzionario oltre evidentemente almeno un Consigliere Comunale ( per quanto sappia); per il bene della serenità mi sono permesso di rinunziare a somme che mi erano dovute.

Certamente ha ragione un noto politico locale nel dire che “ se l’è cercata”; ma la legalità, l’onestà e la competenza sono conquiste che devono essere difese da impropri comportamenti; e me la sono cercata (forse) per avere scritto, che a qualcuno non andava protestata la mora a seguito della vicenda Mef ma pretesa la restituzione di denaro essendo le somme dovute e superflua ogni contestazione ( qualcosa in più delle mie parcelle)!
Mi astengo, comunque, dal riferire perché abbia ulteriormente ma infondatamente guadagnato siffatto onore: ma, tanto è.
Ovviamente l’avvenuta cancellazione dall’elenco dei difensori dell’Ente lo ritengo un provvedimento illegittimo (se non abusivo) ma poco mi interessa perché tale è il sistema ed in qualche modo mi libera da rapporti ormai divenuti non sopportabili.
Ogni documento atto e quanto altro è verificabile e bene farà chi di dovere a verificarlo.
Scusa della intromissione, della prolissità; della presente puoi farne ciò che vuoi.
Cordialità
Guido Fiorillo

Bruschini, il gran dialogatore infastidito dall’opposizione

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Al sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, va riconosciuta una capacità innata al dialogo, a smussare gli angoli, a risolvere con il politichese le situazioni più intricate. E’ un suo grande pregio, universalmente riconosciuto, che gli è valso l’appellativo di “Padre Luciano” coniato da Candido De Angelis e ormai largamente usato.

Con l’opposizione, sin dai tempi del mandato nel ’90 quando era esponente del Psi, Bruschini ha sempre avuto un rapporto privilegiato. Con tanti è amico da una vita, per altri ha stima ricambiata, di certo quando ha avuto qualche difficoltà ha usato i suoi rapporti per uscire dalle situazioni.

Era stato riproposto sindaco dopo la crisi politica nell’epoca della prima Repubblica ma si narra che chiese all’esponente dell’allora Pci Maria Vittoria Fritelloni di fare un intervento forte – e a lei non mancava certo modo – che lui avrebbe fatto un passo indietro. Se concordato o meno, ce lo diranno volendo i protagonisti. Certo è che dopo quell’intervento Bruschini prese la parola e disse che non ci stava a tornare sindaco. Venne qualche settimana dopo, per evitare il commissariamento, l’esperienza balneare di Giorgio Zucchini, poi l’asse Dc-Psi tornò insieme con Peppino Tarisciotti sindaco, prima dell’avvento della cosiddetta seconda Repubblica.

Di volti nuovi pochi, se anche nella presunta terza abbiamo sempre gli attori di allora o i loro eredi, ma il punto è un altro. Luciano Bruschini ha continuato ad avere un ruolo nella vita politica cittadina, a mantenere rapporti, ha “rotto” con chi non lo volle nel centro-sinistra e ha prima sostenuto Candido De Angelis sindaco poi ne ha preso il posto. Nel decennio di De Angelis, dopo due commissariamenti, con porto e piano regolatore dei quali finalmente si parlava e sui quali si procedeva, Bruschini smussava gli angoli in maggioranza e comunque dialogava con i Mingiacchi, i Toselli e via discorrendo. E’ una sua grande capacità, è la “politica“.

Nel primo mandato da sindaco dopo l’elezione diretta ha goduto così di un’opposizione che urlava – a volte – ma nei momenti topici fingeva di andare dal notaio o preferiva restare fuori dall’aula. Al secondo giro non aveva ancora vinto al ballotaggio che aveva nel suo quartier generale, a ricambiare la visita di cinque anni prima quando era candidato sconfitto del Pd, Paride Tulli.

Sarà un male dialogare? No, ci mancherebbe altro. Lo fa spesso in maggioranza, convince tutti, da ultimi l’omonimo Bruschini e Millaci sul bando del porto…. Ma l’opposizione ha un ruolo da rispettare, perché il dialogo va bene ma i fatti amministrativi – dalla relazione della Ragioneria dello Stato ai rilievi della Corte dei Conti, dalle gare finite a carte bollate al bilancio – sono altro e forse questo comincia a infastidire Bruschini.

Quello che è normale e cioè che l’opposizione fa l’opposizione, evidentemente, dà urto. Non sappiamo, ad esempio, quale sarà l’esito del ricorso al Tar proprio sul bilancio, ma al contrario di quello volutamente sbagliato sul piano regolatore, stavolta si discute nella sede opportuna. Vedremo se “carta vince carta perde“, i pareri mancanti e quant’altro sono stati un “complotto” come disse il sindaco o l’ennesima dimostrazione dell’inadeguatezza di chi ci governa.

Se ne è finalmente reso conto anche il Pd…

L’assessore e la difesa d’ufficio. Ricevo e pubblico

Ricevo dall’assessore Laura Nolfi e pubblico in merito a quanto scritto in mattinata.  Due sole puntualizzazioni: difendo d’ufficio, da decenni, i cittadini in quanto tali, quando segnalano problemi. Mi spiace se, in questo caso, c’è stato un difetto di comunicazione come sembra emergere. Rispetto all’agone politico ho l’impressione che si sta creando più apprensione che altro per qualcosa ancora inesistente.  Figuriamoci se accadesse…. Con la stima di sempre per l’assessore. Gdg

L'assessore Laura Nolfi

L’assessore Laura Nolfi

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Gentile Giovanni Del Giaccio,

prendo atto della tua difesa d’ufficio della Signora Di Fede, rispetto ai rifiuti conferiti illegalmente ed in modo sconsiderato, all’insaputa dell’Amministrazione, all’esterno della scuola Collodi senza mai darne notizia in Assessorato.

Confermo che non sono mai arrivate segnalazioni e tantomeno solleciti d’intervento ma, purtroppo, trattasi di un caso amplificato ad arte a fini politici e di visibilità sui media mirando alla sensibilità d’animo di tanti genitori che ci affidano i loro figli.

Ribadisco che la Signora Di Fede ha strumentalizzato la vicenda e la posizione della Dirigente Scolastica, in quanto la sua è stata un’iniziativa politica in quanto si è ben guardata dal segnalare l’accaduto per le vie ufficiali senza perdere l’occasione per denigrare l’operato dell’Amministrazione e per descrivere la nostra bella Anzio come una favelas.

Hai  ragione da vendere quando dice che chi governa ha il dovere di preoccuparsi che le cose funzionino e proprio perchè non faccio altro, dalla mattina alla sera, non consento a nessuno di strumentalizzare simili vicende rispetto alle quali ho ricevuto la solidarietà di molti genitori che, tutti i giorni, portano i loro figli alla scuola Collodi e che entrano da tutt’altra parte rispetto a quanto fatto credere dalla Signora Di Fede.

Colgo l’occasione per estenderti i miei auguri per il tuo probabile ingresso nell’agone politico.

Aboliamo la parola strumentalizzazione e pensiamo ai problemi

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L’immondizia davanti a una scuola, i genitori che si lamentano, i comunicati che nell’era dei social media viaggiano a una velocità che l’amministrazione 3.0 dovrebbe conoscere bene e che, invece, finge di ignorare.

Peggio, reagisce parlando di “strumentalizzazione” . Non è la prima volta che succede, anzi sono anni. Il servizio mensa non è soddisfascente? I genitori “strumentalizzano” – ma solo quando si lamentano, perché se la commissione dà voto favorevole è tutto a posto – e lo stesso fanno quelli che segnalano le situazioni legate alla sicurezza, ai rifiuti, alle buche, alle perdite d’acqua e chi più ne ha ne metta.

Così, nel clima di perenne campagna elettorale che tanto piace a chi ci amministra, se parla una ex candidata, per giunta con il “nemico” De Angelis, come nel caso di Chiara Di Fede ecco subito gli strali sulla “strumentalizzazione“. Al solito, in Comune, si preoccupano di “che c’è dietro e tralasciano di vedere quello che hanno davanti.

Preferiscono parlare di “strumentalizzazioni” anziché ringraziare i cittadini per le loro segnalazioni. Che daranno anche fastidio, oltre a misurare il grado di inefficienza che ha raggiunto questa amministrazione, ma sono reali.

Ecco, la “signora Di Fede” – come la chiama in modo quasi sprezzante l’assessore Nolfi, invitandola a ripresentarsi nel 2018 – o “il signor Del Giaccio” come il sindaco ha avuto modo di rivolgersi a chi scrive, i tanti signori cittadini, le associazioni come Anzio diva (era una lista, non “strumentalizza“?) – svolgono solo ed esclusivamente il loro ruolo.

Chi governa ha, invece, quello di fare in modo che le cose funzionino al meglio anziché preoccuparsi di cosa c’è dietro…. Ecco, aboliamo la parola strumentalizzazione e pensiamo ai problemi.

ps: chi si lamenta dei rifiuti, nella stragrande maggioranza dei casi paga regolarmente la tariffa, forse controllare che tutti i consiglieri comunali siano in regola oggi e per il passato non sarebbe male….

I grilli di Anzio: “Centrali biogas, il bio che inganna”

In merito alla notizia dell’impianto di biometano pubblicata in questo spazio nei giorni scorsi, interviene il Meetup “I grilli di Anzio”. Ricevo e pubblico

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“Si fa un gran parlare in questi giorni della possibilità della costruzione di una centrale biogas in zona Padiglioni ad Anzio, a ridosso del quartiere residenziale di via Cinquemiglia.

Molte sono le domande che si pongono i residenti in merito a questa novità per via delle scarse informazioni che si hanno su questo tipo di impianti rispetto ai più ben noti e temuti inceneritori.

E’ proprio il confronto con gli inceneritori e la denominazione “bio” che induce le persone a pensare che le centrali Biogas non siano inquinanti e che producendo gas possano apportare benefici anche economici ai cittadini.

Qui un breve elenco delle motivazioni per le quali il nostro Meetup è contrario alla costruzione di questa centrale, ripromettendoci di spiegare a breve più nel dettaglio tutti i punti sotto elencati:

  1. Le Centrali a Biogas sono strutture dal forte impatto paesaggistico che prevedono colate di cemento, parcheggi, capannoni, vasche, canali di scolo e aree di smistamento e questa centrale verrebbe costruita sul limitare di una zona boschiva vergine di Rilevanza Comunitaria (bosco della Spadellata) non che in prossimità di centri abitati.
  2. Non vengono conferite in esse solo rifiuti umidi e sfalci come si pensa, ma una varietà impressionante di rifiuti che vanno dagli scarti di macelleria alle concerie, dagli scarti della lavorazione del legno ai liquami e letame delle aziende agricole fino ai fanghi di depurazione delle acque reflue cittadine venendo a produrre come scarto del percolato che è considerato rifiuto speciale e per questo inquinante e costoso da smaltire.
  3. Per questo motivo si crea un’intensa viabilità di mezzi per il conferimento non che per la partenza dei materiali diretti ad altri impianti di smaltimento. Sì, perché in questa centrale verranno selezionati anche carta plastica vetro e metalli che andranno poi trasportati altrove.
  4. Nonostante tutti i filtri e le precauzioni possibili l’area circostante (abitata) verrà investita da miasmi, ovvero cattivi odori. Tristemente note sono le vicende della Kiklos, dove si è venuto a costituire un comitato NoMiasmi proprio per l’esasperazione degli abitanti delle zone limitrofe alla centrale.
  5. Perché alti sono i rischi a cui è esposto il personale che lavorerà per detto impianto, ricordiamo sempre le tristi vicende degli operai morti ad Aprilia e i casi di intossicazione avvenuti in altri impianti, per non parlare dell’alto rischio di incendio ed esplosioni.
  6. Perché l’aria su cui sorgerà la centrale era inclusa in un piano regolatore regionale che prevedeva il recupero in termini di vivibilità, sostenibilità e fruizione dei cittadini come la costruzione di parchi piste ciclabili e case…
  7. Perché è scientificamente dimostrato che il processo di digestione non riesce ad uccidere tutti i batteri e le spore che si diffondono sia dai vapori emessi dall’impianto sia nel compost che viene venduto alle aziende agricole di zona
  8. Perché l’impianto in questione provocherebbe un calo a picco del valore immobiliare di tutto il quartiere di via delle Cinquemiglia.
  9. Perché infine come da pochissimo accaduto a Velletri è possibile pensare ad un’alterativa economicamente più vantaggiosa, ad impatto paesaggistico e ambientale 0: diffusione delle compostiere e creazione di punti di conferimento zonale come le compostiere di quartiere che risolverebbero il problema dell’umido e degli sfalci, mentre con appositi centri di riciclo e riuso a gestione comunale e posti di lavoro per i cittadini si risolverebbe il 70% dello smistamento e smaltimento delle altre tipologie di rifiuti.

Dalla parte dei cittadini sempre.

Meetup “ I Grilli di Anzio”

Porto, l’ultimo azzardo con il bando

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Un giorno, forse, arriveranno davvero le navi da crociera. Il rischio, come cantava Francesco Guccini, è che “noi non ci saremo…

Il riferimento è al bando del porto, nuovamente caldeggiato dalle colonne del settimanale il Granchio dal capogruppo di Forza Italia, Massimiliano Millaci, e dal delegato al turismo Luciano Bruschini, che dopo aver scoperto il porto stesso ci illustrano le sue potenzialità.

Bando che come abbiamo provato a spiegare in passato  è contro le indicazioni date al Consiglio d’amministrazione della società – votate alla presenza del sindaco Luciano Bruschini in assemblea dei soci della Capo d’Anzio – e difficilmente avrebbe mercato se riproposto alle medesime condizioni di prima. Indicazioni che andavano e vanno – nessuno le ha ancora revocate – in senso opposto alla gestione del bacino per consentire alla Capo d’Anzio almeno di sopravvivere.

Allora, forse, si sta tentando un azzardo. Il sindaco lo ha detto a più di qualche interlocutore, dopo averne parlato apertamente in Consiglio comunale, lui il bando vuole farlo e se andasse deserto intende assegnare direttamente il progetto a un soggetto disposto a investire sul porto. Saranno i “turchi-napoletani” dei quali si sente parlare da tempo o i fantomatici russi? E perché se vogliono realizzare davvero il porto non partecipano al futuribile bando che sarà, fra l’altro, a livello europeo?

Ecco, questa ipotesi non ci piace affatto perché è fuori dalle regole a noi note. Al solito, però, il sindaco è tuttologo e la soluzione sarà pure praticabile, per questo visto che i cittadini hanno ancora il 61% delle quote, dovrebbe dirci qual è.

Ricordiamo, infine, che il bando necessita di pubblicazione, sei mesi di tempo per le offerte e tutto il resto che sappiamo. La Capo d’Anzio non ha il tempo di fare questo, perché rischia di portare i libri in Tribunale.

A che azzardo stiamo giocando? E la Regione ha niente da dire su una situazione che si è trascinata fin troppo oltre dopo l’inversione del crono-programma?

“Che c’è dietro…” E se invece guardassimo davanti?

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Non è da tutti avere l’onore di una risposta del sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, che dalla sua pagina facebook controbatte a quanto scritto qui nei giorni scorsi sulle conclusioni della Ragioneria dello Stato. Di solito tace, stavolta passa all’attacco.

Infilandosi nella politichese vicenda della potenziale candidatura di chi scrive, sente il dovere di esprimere la sua posizione. Ci mancherebbe altro. Rassicuro il primo cittadino – e con lui gli altri tanto preoccupati della “discesa in campo” del sottoscritto – che finché faccio questo lavoro continuerò a raccontare fatti, verificare indiscrezioni, esprimere opinioni. Qualora decidessi di avventurarmi nell’agone politico rispetterei le regole che impongono ai giornalisti di astenersi dal loro ruolo. Lo facesse più di qualche incompatibile al Comune, staremmo meglio.

Regole, appunto, quelle che secondo la Ragioneria dello Stato – ma prima ancora secondo la Corte dei Conti sul bilancio – qui sono state calpestate. Con la nota responsabilità di dirigenti e funzionari, non c’è dubbio, ma con quella politica – lo ribadisco – del sindaco.

Non sono solito fare accordi per comunicati, lo sa Bruschini e lo sanno quanti in tanti anni di questo lavoro hanno sbattuto il muso se volevano in qualche modo concordare “la linea”, e se il segretario del Pd ha inteso farne uno dico semplicemente che era ora. Se l’opposizione ha scelto di svegliarsi, lo riconoscerà anche Bruschini, è buon segno.

Poi finché è sindaco lo è anche per me e finché gli elettori premieranno il centro-destra, non si potranno che accettare le scelte dei cittadini. E’ la democrazia. Qui, forse, inquinata da qualche voto di scambio all’attenzione della Procura. Ma è solo un’inchiesta, aspettiamo gli esiti.

Di sicuro questa vicenda della Ragioneria dello Stato, per la quale in Comune sono stati bravi un paio di mesi a tenerla segreta, ha fatto ripartire la macchina della dietrologia. Che c’è dietro a inliberauscita che  ha fatto lo scoop e chi avrà “tradito” al punto di dare la notizia?

Fermi tutti, si muovono gli altri, chi pensa che si tratti di un attacco al segretario – in una guerra tra dirigenti che solo Bruschini finge di non vedere – al punto che arriva la bordata a Pusceddu e all’avvocato Fiorillo. Dietro a Maranesi ci sarà Savarino?

Qui, chi c’è dietro, interessa poco. Anzi per niente. Perché anziché preoccuparsi di chi dà o meno quelle che erano e restano notizia, sì no-ti-zie, che tanto danno fastidio, è ora di guardare davanti.

E di vedere una impietosa relazione della Ragioneria dello Stato che boccia il Comune di Anzio. Guidato non da dirigenti e funzionari ma da questo sindaco e dalla sua maggioranza. Di vedere in che condizioni è la città. Di accorgersi delle “marchette” per assessori, consiglieri e amici degli amici.

Ha ragione Bruschini, ha davanti altri tre anni, pensasse a invertire la tendenza. E ha diritto di vedere ancora unito il centro-destra, lo dicesse a Placidi, Alessandroni e affini che avvisano già i loro alleati dicendo “ci vediamo al ballottaggio“.

Governasse, anziché pensare a che c’è dietro. Troverà chi scrive a raccontare, senza pregiudizi di sorta. Come sempre.

Puccini, ecco i quattro insediamenti. Attoni: “Niente case”

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Non c’è alcun rischio di edilizia residenziale, niente case, abbiamo escluso anche la multiproprietà. Era e resta un insediamento turistico ricettivo“. L’assessore all’urbanistica Sebastiano Attoni spiega le novità per l’area nota come “Puccini”. Illustra carte, progetti, dati e indica l’iter che si intende seguire.

Da questo spazio era stata chiesta chiarezza, lanciando anche una petizione on line.

Possiamo approvare anche in giunta questa proposta, si tratta di modifiche conformi alla destinazione e quindi non c’è bisogno di una variante. E’ mia intenzione, comunque, andare in Consiglio comunale e illustrare il percorso, con un atto di indirizzo”.

Ma cosa propone la proprietà rispetto alla previsione di piano regolatore? Un passo indietro, anzi due. Il primo è relativo alla vecchia convenzione, quella del piano del ’74. Nell’area erano previsti insediamenti residenziali per 500.000 metri cubi circa, su un’area di 17 ettari.

Il secondo è quanto previsto nell’attuale piano. Inizialmente era stata indicata interamente a verde l’area di fronte a Tor Caldara, la proprietà rilanciò chiedendo di poter costruire la metà della cubatura originaria, ma nella delibera di indirizzo al progettista Pierluigi Cervellati era scritto che lì – eventualmente – potevano andare solamente insediamenti turistici.

Così nelle osservazioni il Comune propose l’albergo con centro congressi, in cambio di 65 ettari di terreno necessari per il “Parco urbano” immaginato da Cervellati, una delle poche cose condivisibili di quella programmazione. I ricorsi della proprietà sono stati tutti bocciati. Quello che si può fare è solo un insediamento turistico-ricettivo, di 0,6 metri quadri per metro quadro, su un totale di 12 ettari, stabilendo un comparto comunque edificatorio e l’opportunità di valutare con il Comune i passi successivi.

Cosa che dieci anni dopo la proprietà ha fatto, indicando una soluzione che non prevede la costruzione nell’angolo in alto a destra – andando sull’Ardeatina verso Lavinio, per intenderci all’altezza dell’istituto di suore – ma trasformandola in quattro insediamenti diversi.

A parità di cubatura e destinazione – ribadisce l’assessore – E’ una proposta, l’abbiamo vista con il sindaco, chiesto modifiche, ci sono le tavole dei vincoli,  porteremo tutto a conoscenza e dopo la delibera manderemo comunque la pratica in Regione. Anzi, sarà possibile fare osservazioni da parte dei cittadini, pure se non dal punto di vista formale, ma siamo pronti a recepirle“.

Oltre a cedere il terreno al Comune (ma non subito), la proprietà o chi dovesse decidere l’investimento, dovrà realizzare anche le opere di urbanizzazione, compresa una strada di collegamento tra l’Ardeatina e lo stradone di Sant’Anastasio e ovviamente la tutela delle zone archeologiche.

Quattro le strutture da realizzare: un albergo di lusso con 300 camere, centro congressi, beauty farm ed eliporto; un borgo rurale nell’area dove attualmente si trova il casale; un villaggio turistico; una struttura per ragazzi e famiglie.  Previsti anche negozi e ristoranti.

La proprietà, è evidente, anziché tenere lì a vita un terreno inutile e inutilizzato, prova a “spacchettare” e vendere le diverse parti del progetto, una volta approvato dal Comune. Al quale basterà anche la cessione di un solo lotto, del resto, per avere in cambio i 65 ettari destinati al Parco urbano.

Rifiuti, vince la Ecocar. Adesso speriamo nella città pulita….

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Il problema era il Tar? Risolto. L’Ecocar ha vinto il ricorso e torna aggiudicataria dell’appalto perché il tribunale amministrativo ha stabilito che “dichiara la ricostituzione, a fini risarcitori, della posizione di aggiudicataria definitiva della gara in capo alla ricorrente“.

L’atteso provvedimento, quindi, dà ragione alla prima aggiudicataria, poi revocata per fare spazio alla Camassa ambiente, in quanto era ancora pendente l’interdittiva antimafia.

Speriamo che si chiuda una volta per tutte questo capitolo, dopo la peggiore stagione vissuta dal punto di vista della sporcizia della città. L’assessore all’ambiente, Patrizio Placidi, non ha mai fatto mistero di preferire proprio Ecocar-Gesam, il sindaco se l’è presa con il Tar che ritardava, della città sporca venivano date responsabilità alla Camassa che non dava i mezzi necessari in attesa di firmare un contratto….

Adesso che il quadro sembra più chiaro speriamo finalmente nella pulizia. Non ci sono più alibi né per l’assessore, né per i lavoratori, tanto meno per i numerosi amministrativisti da bar che in questi mesi hanno dato per imminente la sentenza arrivata solo oggi.