Procure, montagne e topolini. Le indagini mai viste

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L’assoluzione dell’ingegnere Marco Pistelli, insieme a quella di Giulio Godente e Nello Monti – indagati mentre entrambi erano consiglieri comunali, è l’ennesimo buco nell’acqua della Procura di Velletri su questo territorio. La magistratura veliterna è in buona compagnia, attenzione, se solo qualche mese fa è stato prosciolto in udienza preliminare Luciano Mingiacchi, il quale per quell’indagine si dimise da direttore generale della Asl. Le montagne hanno partorito i classici topolini. Allo stato di quanto emerso nel dibattimento – dove poi si formano le prove – sembra incamminato sulla stessa strada il processo per la vicenda Colarieti-Santaniello. Con l’aggravante che lì c’è gente rimasta ai domiciliari per sette mesi.

Un noto avvocato locale, parlando del più e del meno, ha sottolineato come in tanti anni di professione deve ancora vedere condannare un amministratore pubblico. Possibile che, nemmeno per “sbaglio”, ci sia mai stata una condanna? Evidentemente sì.

Quello che non torna – e lo dico con il massimo rispetto della Magistratura – è altro. Possibile che in questo nostro territorio al di là di abusi d’ufficio o tentativi di corruzione non si vada? Ai tempi di Tangentopoli, per esempio, si sapeva quale fosse il sistema ma o sono stati bravi e onesti i politici di casa nostra o non si è proprio indagato.
A memoria, poi, non si ricorda una sola indagine patrimoniale degna di tale nome. Ma possibile che certi inspiegabili tenori di vita li vedano solamente i cittadini? E possibile che sia dovuta arrivare la direzione antimafia a dirci che qui vivevano e si riproducevano cellule di clan? Già, quello è il suo lavoro… Ma quello degli altri? I sequestri preventivi possono farli tutti se ci sono dubbi di illeciti arricchimenti. Così come è inspiegabile che gli affari con il piano regolatore di Anzio non abbiamo riguardato anche qualche soldo da “ripulire” perché o siamo davvero un’isola felice o statisticamente accade che con tanta edilizia da realizzare qualcuno venga e investa soldi ottenuti chissà come.
Intanto, mentre per gli abusi pubblici fioccano assoluzioni non sappiamo che fine abbiano fatto, per esempio, le due inchieste sulla vicenda “Serenissima” che è sotto indagine in Veneto, mentre qui si è parlato di una tangente che ha visto impegnati carabinieri e polizia ma senza esito. Apprendiamo da Controcorrente che nella vicenda Francescana ci si è “dimenticato” qualche computer, ignoriamo le sorti dell’inchiesta sugli spari a Patrizio Placidi e sul movente di quell’attentato. Per non parlare del “Caro estinto” del quale Repubblica ha anticipato le carte ma finito nel dimenticatoio, almeno così sembra
Ecco, vanno benissimo tutti gli accertamenti di questo mondo e si comprendono le difficoltà operative di ogni genere. Ma vedremo mai indagini diverse? Ricordiamo, infine, che ogni volta che si avvia un’inchiesta – da ultimo quella sulle cooperative che si sono occupate di servizi ambientali ad Anzio – si sequestrano carte, poi si effettuano perquisizioni magari alla ricerca delle stesse carte, si espongono persone agli onori delle cronache. Più celerità nelle decisioni finali sono un’utopia in Italia, ma soprattutto qualche indizio più probante da portare in Tribunale, non guasterebbe.

Cooperative, tutto lecito ma singolari coincidenze

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Restano indagati e innocenti fino a prova del contrario. Gli ulteriori controlli odierni dicono che gli accertamenti delle Fiamme gialle, su delega della Procura della Repubblica di Velletri, sono atti dovuti in una vicenda del genere.

Al solito, preferisco partire dall’assunto che tutti hanno agito nella legalità. Quello che emerge è altro. L’inchiesta oltre l’assessore Patrizio Placidi e il dirigente Walter Dell’Accio – ai quali è formalmente contestato l’abuso d’ufficio – riguarda due cooperative: la Giva e la Quadrifoglio. Società che hanno avuto proroghe negli appalti ottenuti che ora sono sotto la lente degli investigatori. Lasciamoli lavorare e non spariamo sentenze prima che l’inchiesta sia finita.

I nodi però – sull’opportunità più che rispetto a possibili reati – vengono al pettine.

La Giva è stata presieduta fino alla campagna elettorale da Valentina Salsedo, poi diventata consigliere comunale. Era in “ticket” in Forza Italia con l’attuale vice sindaco, a sostegno delle candidatura di Luciano Bruschini. E’ recente una pressante richiesta negli uffici, fatta dal marito della stessa consigliere – che comunque ha ridimensionato l’accaduto – per la liquidazione di fatture poi avvenuta.

La Quadrifoglio è presieduta da Pietro Leoni, il quale era in lista alle ultime elezioni con la lista Enea di Patrizio Placidi. L’allora vice sindaco e assessore all’ambiente è andato a “contarsi” – ottenendo un ottimo risultato elettorale – mettendo insieme i suoi fedelissimi e sostenendo sempre Luciano Bruschini. I finanzieri sono andati anche a casa di chi era il presentatore di quella lista, ex funzionario del Comune.

Ribadisco: tutto lecito, ma diciamo che sono coincidenze singolari.

“Non era mai successo…” Le troppe “prime volte” di Anzio

ImmagineSindaco Bruschini, se ci sei batti un colpo. Ha ragione l’assessore Patrizio Placidi (http://www.inliberuscita.it/politica/35062/placidi-querelato-da-pusceddu-mai-successa-una-cosa-del-genere/) ma la denuncia di un dirigente a un assessore (http://www.ilgranchio.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4215%3Aanzio-pusceddu-querela-placidi-per-diffamazione&catid=44%3Acronaca&Itemid=112) non è l’unica cosa mai successa.

Conferma, anzi, il clima tutt’altro che idilliaco in Comune, una situazione tesa da tempo e di fronte alla quale i ruoli di dirigenza e politica, purtroppo, si sono spesso sovrapposti.

Non è normale, allora, che si chieda la testa di un dirigente (http://www.inliberuscita.it/politica/35137/anzio-forza-italia-chiede-la-testa-di-pusceddu/) che fa il suo lavoro. Vero, i rilievi del Mef e della Corte dei conti sono pesantissimi, se ci sono errori pagherà. Lui come gli altri, peccato non lo decida Forza Italia.

Bruschini ha perso l’occasione, dopo la vittoria, di rimescolare le carte, attuare una rotazione di buon senso, oggi andare dietro a una maggioranza litigiosa e per certi versi vendicativa, che chiede ora di epurare la Santaniello e ora Pusceddu, rischia di ingarbugliare ancora di più le cose. I dirigenti, come sostenuto in passato (consultare l’archivio del Granchio), se la saranno pure cercata ma hanno un ruolo che va rispettato. Hanno detto più di qualche sì, in passato, alle ingerenze della politica e queste sono le conseguenze. La corda si è tirata troppo, da ambo le parti, e ora si spezza.

Ma non era mai successo, così solo per ricordare, che un assessore – guarda caso proprio Placidi – denunciasse quattro cittadini che segnalavano l’inquinamento del mare su dati dell’Arpa che in Comune arrivavano misteriosamente in ritardo. Né che un presidente del consiglio comunale, ancora Placidi, lanciasse accuse al limite dell’intimidazione contro la stampa annunciando maxi richieste di risarcimento del danno. Né che sparassero a un assessore in carica, sempre Placidi.

Non era mai successo che arrestassero un assessore – anche lui in carica – e una dirigente. Per questioni dalle quali usciranno probabilmente senza condanne, ma la vicenda oltre che nelle loro vite resterà segnata sulle pagine della cronaca.

No, non era mai successo che si perdesse il parere del Ministero dell’Interno sull’incompatibilità di un assessore – dispiace, sempre Placidi – per la vicenda della Corte dei conti nata male, gestita superficialmente, finita peggio. Né che arrivasse una richiesta di sospendere un’attività (http://www.inliberuscita.it/primapagina/34987/hotel-succi-andava-chiuso-sei-mesi-fa/) da parte della Asl e si arrivasse a fare un’ordinanza solo mesi dopo, a seguito di un nuovo sopralluogo della stessa Asl. Né che il consigliere comunale coinvolto dicesse, a sua discolpa, cose che non trovano riscontro sui documenti.

Non era mai successo che per cinque anni la Provincia scrivesse che i rendiconti del “Chris Cappel College” non erano a posto e che nessuno, in Comune, si preoccupasse delle mancate entrate. Se esiste una responsabilità tecnica ce n’è anche una politica. Ci si doveva chiedere cosa stesse succedendo, perché la Provincia non pagava, tutto prima che si creasse un potenziale contenzioso da oltre 700.000 euro e si consentisse di infangare il dono della famiglia Cappelluti. E non era mai successo che le casse fossero tanto vuote da non pagare presidenti di seggio e scrutatori, continuando a dire all’esterno che è tutto a posto. Così come – dimentichiamo presto, è vero – non si era mai arrivati a parlare apertamente di tangenti sull’appalto delle mense scolastiche.

Nella sua nota trasmissione Corrado Guzzanti parlava della Casa delle libertà come di quella dove “facciamo tutti come c… ci pare”. Ecco, siamo ad Anzio…  

Cooperative, “monnezzari” in fila. Pronti per i nuovi caporali

Si ritrovano al bar ad Anzio Colonia o in quello a Santa Barbara. I “monnezzari” – non la prendano male, è tutt’altro che un dispregiativo – e gli aspiranti tali. Tu lavori e tu no, decide il politico di turno. Il “caporale”, se vogliamo, quello che ti fa lavorare e ti chiede i voti. E’ così da sempre, si dirà, ma ultimamente a forza di tirare la corda si è spezzata. Certo, nessuno ti dice di rivolgerti al politico o all’assessore all’ambiente di turno – questi con interessi legittimi in tanti altri settori della vita cittadina – ma tu sei disperato e vai a chiedere. Ti dicono che se vuoi lavorare è così, magari devi diventare socio di una cooperativa che fa riferimento a un consigliere comunale piuttosto che a un altro. Poi quella cooperativa non si presenta alla gara, vince un’altra che assume gli affini del consigliere ma lascia a casa il resto, e tu rimani senza lavoro. E’ il mercato, sono le leggi, è libero di assumere chi vuole… Hai sbagliato a fidarti e a dar credito al politico che magari in cambio del posto ti ha chiesto un sostegno elettorale. Dovrai pure mangiare, no? E non funziona così? Siamo in Italia, su…

E’ agli atti di un processo penale la frase dell’ex direttore generale che parla delle “cooperative di Italo” ovvero dell’allora assessore ai servizi sociali. Ma ci sono quelle che fanno riferimento a uno e quelle a un altro. E’ il sistema messo a punto ad Anzio – a insaputa del sindaco che cade sempre dalle nuvole – e che non è affatto nuovo, attenzione. Solo che prima non c’era l’accanimento di adesso e non si pretendeva neanche di controllare quasi militarmente chi lavorava. Né, forse, di sapere per chi votava.

La vicenda ex Giva è emblematica e il comunicato dell’assessore Patrizio Placidi è incomprensibile. O, peggio, è chiarissimo per chi vuole sperare di mantenere quello straccio di posto e saper leggere tra le righe: “I lavoratori della Cooperativa che in precedenza gestiva il servizio saranno ricollocati in base alle esigenze ed alle disponibilità che emergeranno ma, allo stesso tempo, la Coop Sociale aggiudicataria dell’appalto darà seguito al servizio con il personale che riterrà più idoneo”. Cioè? Saranno riassunti o no?

Monnezzari”? In fila, in un bar piuttosto che in un altro. Si parla di quattro che saranno ricollocati nella pulizia delle spiagge, gli altri chissà. Una gara in fretta e furia o, meglio, un affidamento diretto sotto i 40.000 euro. Le esigenze e le disponibilità se occorre si creano. Sempre che il dirigente dell’area voglia continuare a sopportare le pressioni politiche. Perché denunciare chi urla e minaccia negli uffici è sacrosanto, ma dire alla politica che è ora di smetterla ancora di più. Aspettiamo le indagini sui fatti di ieri e sull’esposto odierno di una parte degli esclusi ex Giva.

E qualcuno dica a tutti gli altri “monnezzari” che l’automatismo dell’assunzione da un appaltatore all’altro non è più possibile, quindi quando sarà assegnata la gara dei rifiuti il posto che magari è stato promesso in campagna elettorale non sarà mantenuto.

Una cosa è certa: il clima pesante che si respira in Comune non appartiene a questa città. Non è mai appartenuto ad Anzio e alla sua classe politica e dirigente. Bruschini dovrebbe saperlo bene, avendo attraversato prima, seconda e terza Repubblica. Ma forse il clima, un suo assessore in prima fila con chi protestava, un consigliere eletto all’opposizione ma ora in maggioranza che fa il capo popolo, li hanno visti solo i giornalisti che non si limitano al copia e incolla. Che sciocchi, va tutto bene…

A proposito: questa mattina il cancello di Villa Adele era ancora chiuso, con un lucchetto e una transenna di traverso. Perché? E nessuno se n’è accorto? 

La maggioranza alla “guerra” delle europee, Bruschini ne prenda atto

Immagine Ha ragione Patrizio Placidi a chiedere una verifica dopo le elezioni. Ma sì, il silenzio elettorale è ormai un retaggio di quando i telefoni cellulari ancora non esistevano, sui siti internet e nei social network è ampiamente violato, mi assumo questa responsabilità di fronte al manifesto con il quale mezza giunta “porta” il Nuovo centro destra. Al vice sindaco Giorgio Zucchini, un passato nel Pri, una candidatura nel Ppi e poi l’ingresso in Forza Italia e nel Pdl, si uniscono l’assessore Laura Nolfi, figlia d’arte con il padre Vincenzo che a dire il vero è sempre stato nelle varie anime del centro tra Ccd e Udc (lei era con la Lista Bruschini); Alberto Alessandroni, esordi socialisti, l’elezione in quota Pds, poi il passaggio in Forza Italia e non manca Sebastiano Attoni, il quale ormai deve solo schierarsi con il Pd o simili e poi avrà passato ogni esperienza nelle formazioni politiche di casa nostra. Da An a La Destra (e ritorno) passando per un periodo da indipendente, fino alla lista con il suo nome alle ultime amministrative.

Il manifesto sul quale compaiono anche il consigliere comunale e fraterno amico del sindaco Gianfranco Tontini – proveniente dalla Lista Bruschini – Velia Fontana che alle ultime elezioni era in “ticket” con Zucchini in Forza Italia, Roberto Giacoponi che non si muove se non segue Attoni e Riccardo Rocchetti, anch’egli della Lista Bruschini, è ben altro rispetto all’invito al voto per una lista.

E’ la conferma che se non bastassero i dissidi tra politici e dirigenti, il clima tutt’altro che disteso tra questi ultimi, le casse del Comune vuote e il dissesto dietro l’angolo, in maggioranza c’è chi andrà a “contarsi”.

E per questo Placidi – pazienza la città invasa dai rifiuti, figuriamoci i dati sulla differenziata o lo sciopero dei netturbini – ha chiesto una verifica. Il sindaco, stavolta, non potrà dire “non so”. Persino chi è più vicino a lui sostiene altri candidati, mentre in maggioranza – e non certo perché si hanno a cuore le sorti di Anzio – siamo al “tutti contro tutti”.

Sarà bene che Luciano Bruschini, capace finora di “accontentare” tutti con un assessorato, una delega o una presidenza di commissione, stavolta ne prenda atto.  

Porta a porta, il piazzale in affitto e i dati ancora nascosti

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Mettiamola così: il Comune di Anzio non disponeva di uno spazio nel quale sistemare i kit della raccolta differenziata. O, peggio, ce l’ha ma non lo sa, dato che l’inventario del patrimonio è una delle carenze rilevate dai revisori dei conti tra quelle che ha portato al parere negativo al bilancio. Ancora, serviva proprio uno spazio in via della Spadellata e quello era l’unico.

Di sicuro il Comune di Anzio ha pagato e continuerà a pagare 1.100 euro al mese per un “piazzale idoneo per lo stazionamento dei materiali relativi al servizio porta a porta”.

Lo si apprende da una recente determina del dirigente del settore ambiente, Walter Dell’Accio, che sembra fare un po’ di confusione o forse ha semplicemente usato male il “copia e incolla”. Già, perché la prima locazione dell’area a seguito di “indagine effettuata sul territorio comunale” (Quando? Da chi? Pubblicizzata come?) risale al febbraio dello scorso anno. Se ne viene a conoscenza oggi, perché della precedente determina – com’è stato ed è per molteplici atti del Comune – on line non c’è traccia.

Ma torniamo a questa nuova determinazione: si parte dal fatto che è stata aggiudicata la gara per la consegna dei kit (eravamo a settembre 2012!) e che la ditta “dovrà provvedere alla consegna”, quindi si apprende che i proprietari del terreno “si sono resi disponibili ad affittare il piazzale per mesi due” ma nel capoverso successivo si apprende che “si procedeva a impegnare la spesa per complessivi mesi dieci”. Vale a dire 11.000 euro, anche se qualcosa non torna. Ma forse il dirigente deve sapere bene come vanno le cose da queste parti, quindi si è evidentemente tenuto “largo” passando da due a dieci mesi

Ora, però, “considerato che non si è ancora conclusa la consegna dei kit relativi alla raccolta porta a porta a tutta la cittadinanza” servono altri nove mesi “fino al 19 settembre 2014”. E così si impegnano altri 9.900 euro, dopo il nulla osta dell’ufficio patrimonio.

Quasi 22.000 euro – e speriamo la locazione non duri oltre – solo per “stoccare” i kit della differenziata, conteggi dei mesi che non tornano e dati ben più seri che continuano a essere tenuti nei cassetti.

Proviamo a partire dai kit, sperando che il dirigente e l’assessore Placidi vogliano dare delle risposte: davvero non c’era altro posto nel quale sistemarli? Quanti ne sono arrivati, quanti sono stati distribuiti, quante famiglie debbono ancora riceverli dopo che – in piena campagna elettorale – un anno fa si andava nelle piazze a consegnarli?

Arriviamo ai dati, chiesti a gran voce – e inutilmente – anche in Consiglio comunale da Candido De Angelis e Danilo Fontana: quanti rifiuti differenziati sono stati conferiti ai Consorzi dall’avvio del porta a porta a oggi? Quanto ha risparmiato – pesi che non tornano permettendo, ma indaga la Finanza – il Comune in discarica? E quanto ha incassato dalla vendita di plastica, vetro, alluminio e carta?

Perché le fatture di Rida Ambiente non vengono ancora consegnate ai cittadini del Comitato Tares equa che hanno fatto regolare accesso agli atti?

E’ facile dire che presto la differenziata arriverà alle porte del centro – nel frattempo discarica a cielo aperto senza soluzioni, ma questo dipende dai cittadini incivili– è persino scontato che qualcuno prenda e incolli i comunicati di Placidi che al solito vuole mostrare i suoi “miracoli”. Ci accontenteremmo di qualche dato….

Intanto questo video è sempre istruttivo

Anzio conferma la bandiera blu, ora trasparenza

Anzio conferma la bandiera blu, ora trasparenza

 

Bene, Anzio ha confermato la bandiera blu e al di là delle polemiche che questo evento si porta dietro, ogni anno, è una buona notizia. Ribadisco una richiesta semplice semplice, alla quale in passato l’assessore all’ambiente Patrizio Placidi ha già risposto positivamente: si rendano noti i parametri che andavano rispettati e le risposte che il Comune ha fornito al questionario della Fee. E’ il modo migliore per capire e per smentire eventuali “denigratori” di questo riconoscimento.
Di seguito il comunicato ufficiale del Comune di Anzio

http://portale.comune.anzio.roma.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_491_0_3.html

La discarica a cielo aperto, le promesse di Placidi, i dati nascosti

Il nuovo, si fa per dire, assessore all’ambiente Patrizio Placidi annuncia un altro dei suoi “miracoli” ( http://portale.comune.anzio.roma.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_486_0_3.html) dopo essersi accorto, probabilmente, che il centro cittadino è diventato una discarica a cielo aperto. 

Il “porta a porta” non riguarderà la zona centrale, si aspetta la nuova gara, ma fra un numero e l’altro che viene fornito nella nota ufficiale si dice che si “avvicinerà” e che saranno create anche delle zone dove poter lasciare i rifiuti andando via da Anzio. Con la gara che non si terrà prima dell’estate – la scadenza è prossima ma i tempi di bandi del genere sono lunghi quando si tratta di passare all’assegnazione – c’è da tremare pensando a quello che rischiamo quando i residenti aumenteranno. Se oggi tra viale Mencacci e via Gramsci, il porto e via Fanciulla d’Anzio, i secchioni si cominciano a riempire dal tardo pomeriggio, figuriamoci domani…

Ma Placidi è uomo dei “miracoli” – a dire il vero questi sono forse gli unici che gli mancano – e una soluzione la promette sempre. Quello che i cittadini ai quali la bolletta dei rifiuti è cresciuta a dismisura vorrebbero sapere è altro. Da un anno – eravamo in piena campagna elettorale, come adesso c’è quella per le Europee e l’assessore all’ambiente ritrova la parola – la differenziata “porta a porta” riguarda la larga parte del territorio. Bene: che risultati ha dato? Quanto è stato risparmiato in discarica? A proposito, sui pesi differenti tra partenza e arrivo a destinazione c’è un’inchiesta aperta dopo le segnalazioni di Fontana in consiglio e le repliche del sindaco… E già che parliamo di inchieste farà bene il Comune a costituirsi parte civile contro chi – secondo la Procura di Roma – ci costringeva ad andare a Montello e pagare di più. Il processo a Cerroni & C. inizia il 5 giugno e dopo il comitato Tares equa farebbe bene anche l’opposizione a sollecitare l’amministrazione in tal senso. 

Torniamo alla differenziata. Quanto vetro, plastica, carta, il Comune ha conferito ai consorzi obbligatori e quanto ha incassato? Le domande di De Angelis in consiglio sono cadute nel vuoto. Eppure gli uffici, assessore o non, i dati dovrebbero averli… O è come il piano finanziario secondo il quale non sarebbe aumentato nulla, mentre poi abbiamo visto i risultati?

Ecco, va bene estendere il “porta a porta”, è bello sapere che l’assessore all’ambiente si preoccupa della discarica a cielo aperto che da mesi invade il centro, sarà un vanto la nuova bandiera blu,  ma i dati di ciò che è accaduto da un anno a questa parte sono forse segreti o, peggio, nascosti? Grazie

Bandiera blu, un biglietto da visita. Ma serve trasparenza

Bandiera blu, un biglietto da visita. Ma serve trasparenza

 

E’ un biglietto da visita, su questo non ci sono dubbi. Le modalità per ottenere la Bandiera blu saranno pure disponibili ma dei parametri vanno rispettati. Adesso, alla vigilia dell’ennesimo vessillo della Fee, si ripropone il dibattito se Anzio la meriti o meno e se sia oppure no “vera”. 

Sostengo da tempo che è meglio averla che non e che se fosse veramente il caso di “acquistarla” lo farebbero tutti i Comuni per avere un biglietto da visita turistico. Ecco, il punto è questo: Anzio la ottiene, rispetta dei parametri, ma poi questo “biglietto” non lo sfrutta. Tutt’altro.

Altro e più serio discorso è quello della trasparenza. Anni fa, quando si scoprì che uno degli obiettivi da raggiungere era l’accesso al mare dei disabili e che Anzio l’aveva centrato ci si chiese – sulle pagine del settimanale “Il Granchio” – come fosse possibile. “Li portiamo a spalle” – replicò la responsabile dei balneari, Daniela Di Renzoni. Possibile, ma conoscere i parametri, sapere cosa ha fatto Anzio nel rispondere alle richieste della Fee, mettere on line la “griglia” e i risultati ottenuti è un dovere. L’assessore che torna, Patrizio Placidi, due anni fa decise di farli pubblicare. Lui fa “concessioni” dall’alto del suo consenso elettorale e politico, evidentemente, ma adesso le norme sulla trasparenza sono più stringenti e sapere come abbiamo preso la Bandiera blu per capire, per farne un motivo di vanto o perché no di critica, è indispensabile. Tutto on line, insomma, che ci vuole?

Ben venga questo riconoscimento, a patto che si sappia se realmente rispettiamo i parametri e come la Fee controlla e a patto di saperne fare un biglietto da visita vero. Altrimenti meglio lasciar perdere.

Francescana, Maggioli, Placidi: facce di una stessa medaglia

Già, una medaglia di solito ha due facce. Qui ne disegniamo una da tre, tanto ad Anzio si può tutto. Restiamo alla medaglia per spiegare cosa c’entrano le cause vinte dalle ex dipendenti della Francescana (http://www.inliberuscita.it/primapagina/30043/francescana-dopo-i-licenziamenti-tre-ex-dipendenti-vincono-la-causa/) una determina che liquida l’aggiornamento di un software usato per la gestione delle mense, la delega che come abbondantemente annunciato e previsto è tornata nelle mani di Placidi che gestirà – nei fatti era sempre lui il punto di riferimento – ancora il settore dell’ambiente.

Andiamo con ordine. Quando la Provincia romana dei frati minori conventuali avviò una procedura di usucapione per ottenere la proprietà dell’area dov’è sorta la casa di riposo La Francescana nessuno, di fatto, si oppose. Concedendo l’usucapione lo stesso giudice rileva come il Comune non si è difeso. Dimenticando che per realizzare quella struttura – all’epoca avveniristica – c’erano anche i soldi del Comune (30 milioni di lire l’anno, per sei anni) e che la casa di riposo sorgeva su un terreno gravato da uso civico. Non solo, i cittadini di Anzio avevano liberamente contribuito con propri fondi a che si realizzasse la casa. 

I frati non riuscivano più a gestirla e misero sul “mercato” la struttura dopo che avevano ottenuto la piena proprietà. Era pronto un accordo con la famiglia Bruschini, già nel settore con “La Teresiana”, ma saltò all’ultimo minuto. Arrivò la fondazione “Omnia” che però non resistette a lungo. Le promesse di mantenere il personale non furono mantenute. E dal Comune nessuno mosse un dito. Arrivò allora la Upf medical center con Italo Colarieti nel contemporaneo ruolo di assessore ai servizi sociali e direttore generale della Francescana. Formalmente al limite della compatibilità, nei fatti incompatibile, ma anche qui silenzio assoluto. Di maggioranza e opposizione. Questa vicenda entra in parte nel processo a carico di Colarieti, ma sarà la magistratura a decidere. Diciamo che in Comune non hanno brillato. Ma sì, i sacerdoti, il sociale, l’assessore che deve pur lavorare…

La Maggioli, allora. Che c’entra? Nulla, vero, ma è stata recentemente liquidata una fattura di poco più di 1000 euro. Sciocchezze, vero.  Qui sarebbe ora di capire se e quanti sistemi informatici si usano per le mense, quanto sono costati negli anni, che risultati hanno prodotto, quante volte dobbiamo pagare il “data entry” e se l’opposizione si svegliasse anche perché paghiamo Maggioli quando da questo anno scolastico se ne occupa Mercurio service. Parentesi: i genitori che con Tecnorg vedevano la loro “posizione” oggi grazie al cassetto tributario hanno la stessa fattura che gli arriva a casa e basta. Anzi no, sanno quello che già sapevano: se hanno pagato o meno… E in Comune si va avanti, pazienza, il sistema funziona, che saranno mille euro… 

Così ci ritroviamo Placidi assessore, com’era previsto. Chissà se qualcuno gli chiederà quanto ci è costato il “porta a porta”, quanto abbiamo incassato vendendo i rifiuti differenziati, quando i cittadini vedranno diminuire e non aumentare la loro bolletta, quando finirà lo scempio dei secchioni stracolmi in centro a tutte le ore. Lui un bel gesto potrebbe farlo: ritirare la denuncia ai quattro cittadini che scoprirono analisi dell’Arpa che in Comune – misteriosamente – ci misero giorni a essere valutate. No, lasci stare i giornali ai quali ha dichiarato guerra: quelli si difenderanno nelle sedi opportune. Ma i cittadini meritano attenzione, tutti e non solo quelli che sono vicini all’assessore perché sperano – magari – in qualche cooperativa che possa dare uno straccio di lavoro e compenso. Basta recarsi in un paio di bar al mattino, dove si procede stile “caporali” di un tempo non tanto lontano…

Diventando assessore e facendo entrare in consiglio comunale Umberto Succi, Placidi evita la mozione di sfiducia giustamente proposta dal movimento cinque stelle per le frasi che da presidente dell’assise civica lo stesso Placidi ha profferito. Speriamo che almeno in Prefettura qualcuno voglia battere un colpo, così per dire che le Istituzioni ci sono. Tanto in Comune si va avanti, figuriamoci se c’è da preoccuparsi di chi dissente o dei Cinque stelle….

Infine gli auguri di buon lavoro  a Sergio Borrelli, in predicato di tornare a presiedere il Consiglio comunale. Se non è un record, poco ci manca.