L’attenzione al territorio. Sì, quella dei cittadini…

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Ci sono episodi degli ultimi giorni che sembrano lontani tra loro, vanno dalla cronaca di un’aggressione a quella di un sequestro, e passano per una nuova proposta legata alle Grotte di Nerone. Sono, in realtà, l’esempio di come l’impegno dei cittadini possa essere importante nella vita di una comunità e come un’amministrazione allo stremo faccia fatica a capire e quindi si limiti – quando va bene – a sopportare.

Invece quell’apporto, da qualunque parte provenga, è importantissimo. Dimostra un’attenzione dei cittadini  che questi amministratori non hanno. Basta vedere i rifiuti, ma anche le buche, l’assenza istituzionale all’incontro con Mandelli o le regole calpestate a ogni bilancio da approvare, i “non so” che vanno dalla biogas al porto.

Noi volevamo solo una pineta agibile per i nostri figli e nipoti” scrivono al comitato “Salviamo la pineta di Lido dei Pini”. Sono stati aggrediti, con una violenza inaudita e inspiegabile, si è tenuto un consiglio comunale surreale, così nella loro lettera  coloro che con senso civico hanno portato all’attenzione il caso  di quel polmone verde parlano di “schiaffo” dell’amministrazione.

E che c’entra un testardo comitato, come quello delle Grotte di Nerone, capitanato da tre cittadini di estrazione politico-culturale diversa, che dopo il brillante risultato con il Fai ora prova con il bando del governo? Semplice, mostra un’attenzione che il Comune, finora, ha dato (a fatica) fra l’altro stanziando una somma mai messa a disposizione. Vero, i soldi del Fai non sono arrivati, ma anche senza quelli era il caso di avviare un procedimento. Finora nulla, adesso speriamo che il sindaco voglia “sposare” questa nuova iniziativa, coinvolga il Comune, vada dal ministro Dario Franceschini a perorare la causa di quel lembo di territorio che ha bisogno urgente di interventi. A prescindere da chi li propone.

Infine la storia del sequestro di una discarica abusiva nella zona di Lavinio. Senza un comitato, anche lì, e senza la denuncia presentata personalmente da Chiara Di Fede, non sarebbe successo nulla. Diciamo che era difficile accorgersene, è vero, ma non è stato facile neanche consegnare immagini e segnalazione. Il che, forse, è ancora peggio.

Ma alla fine abbiamo un risultato, frutto di quell’attenzione che ciascun cittadino dovrebbe avere. Insediandosi a Latina il prefetto Pierluigi Faloni ha detto che “le telecamere sul territorio sono gli occhi dei cittadini“. Assolutamente condivisibile.

Vige, invece, ad Anzio ma non solo, il “chi te lo fa fare”  o – se lo fai – il “chi c’è dietro, che vuole fare….“.  D’altro canto i dinosauri della politica di casa nostra il senso civico sembrano averlo dimenticato da tempo.

Rifiuti, bene Bruschini. Abbiamo già dato…

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Stavolta il sindaco sa. Meglio tardi che mai, comunque è condivisibile la presa di posizione di Luciano Bruschini in merito all’impianto che si vuole realizzare a due passi dalle sorgenti di Carano, in località Lazzaria a Velletri.

Abbiamo già dato in questo territorio. Ad Anzio si ricorderà il caso Recordati con un risarcimento che non sanerà mai l’area della vecchia discarica, a Sacida. A Nettuno – che confina con la discarica di Borgo Montello – la “Valle d’oro” fa i conti con falde inquinate come certifica l’Arpa Lazio e il fiume Astura è quello che è. Le proprietà delle due discariche – una delle quali partecipata dal Comune di Latina – si rimpallano le responsabilità dell’inquinamento ma intanto la loro attività sulle opere di bonifica è al centro delle indagini della magistratura pontina.

Mettere un impianto a due passi da Carano – dove ci sono le falde che servono l’acquedotto di casa nostra – è semplicemente assurdo.

Al tempo stesso sui rifiuti va fatta una riflessione una volta per tutte: differenziamo, riduciamo (poco), ma continuiamo a dipendere dalle discariche e dai “signori” che le gestiscono. Differenziamo, riduciamo (poco) e non riusciamo a centrare uno che è uno degli obiettivi che farebbero superare gli impianti dove si getta il “tal quale”, procedendo di emergenza in emergenza, proroghe su proroghe, soluzioni provvisorie che diventano definitive. Anzi, consentiamo a chi non ha brillato nelle gestioni delle discariche di andare avanti vita natural durante. In tutto questo spicca il ruolo della Regione. Cambiano le gestioni, la musica resta quella. Dai recenti atti relativi alla Indeco di Borgo Montello, per esempio, emerge che gli uffici affermavano che le garanzie per la bonifica erano a posto, mentre gli indagati telefonandosi tra loro si preoccupavano di non essere in regola con le fidiussioni previste. Ecco, fa bene Bruschini e con lui i sindaci che si sono mossi prima, a cominciare da Antonio Terra ad Aprilia, ma i “signori” dei rifiuti godono ancora di agganci difficili da scardinare, creati spesso da rapporti politici. E’ una constatazione amara, ma purtroppo reale.

La discarica a cielo aperto, le promesse di Placidi, i dati nascosti

Il nuovo, si fa per dire, assessore all’ambiente Patrizio Placidi annuncia un altro dei suoi “miracoli” ( http://portale.comune.anzio.roma.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_486_0_3.html) dopo essersi accorto, probabilmente, che il centro cittadino è diventato una discarica a cielo aperto. 

Il “porta a porta” non riguarderà la zona centrale, si aspetta la nuova gara, ma fra un numero e l’altro che viene fornito nella nota ufficiale si dice che si “avvicinerà” e che saranno create anche delle zone dove poter lasciare i rifiuti andando via da Anzio. Con la gara che non si terrà prima dell’estate – la scadenza è prossima ma i tempi di bandi del genere sono lunghi quando si tratta di passare all’assegnazione – c’è da tremare pensando a quello che rischiamo quando i residenti aumenteranno. Se oggi tra viale Mencacci e via Gramsci, il porto e via Fanciulla d’Anzio, i secchioni si cominciano a riempire dal tardo pomeriggio, figuriamoci domani…

Ma Placidi è uomo dei “miracoli” – a dire il vero questi sono forse gli unici che gli mancano – e una soluzione la promette sempre. Quello che i cittadini ai quali la bolletta dei rifiuti è cresciuta a dismisura vorrebbero sapere è altro. Da un anno – eravamo in piena campagna elettorale, come adesso c’è quella per le Europee e l’assessore all’ambiente ritrova la parola – la differenziata “porta a porta” riguarda la larga parte del territorio. Bene: che risultati ha dato? Quanto è stato risparmiato in discarica? A proposito, sui pesi differenti tra partenza e arrivo a destinazione c’è un’inchiesta aperta dopo le segnalazioni di Fontana in consiglio e le repliche del sindaco… E già che parliamo di inchieste farà bene il Comune a costituirsi parte civile contro chi – secondo la Procura di Roma – ci costringeva ad andare a Montello e pagare di più. Il processo a Cerroni & C. inizia il 5 giugno e dopo il comitato Tares equa farebbe bene anche l’opposizione a sollecitare l’amministrazione in tal senso. 

Torniamo alla differenziata. Quanto vetro, plastica, carta, il Comune ha conferito ai consorzi obbligatori e quanto ha incassato? Le domande di De Angelis in consiglio sono cadute nel vuoto. Eppure gli uffici, assessore o non, i dati dovrebbero averli… O è come il piano finanziario secondo il quale non sarebbe aumentato nulla, mentre poi abbiamo visto i risultati?

Ecco, va bene estendere il “porta a porta”, è bello sapere che l’assessore all’ambiente si preoccupa della discarica a cielo aperto che da mesi invade il centro, sarà un vanto la nuova bandiera blu,  ma i dati di ciò che è accaduto da un anno a questa parte sono forse segreti o, peggio, nascosti? Grazie