Cooperative, “monnezzari” in fila. Pronti per i nuovi caporali

Si ritrovano al bar ad Anzio Colonia o in quello a Santa Barbara. I “monnezzari” – non la prendano male, è tutt’altro che un dispregiativo – e gli aspiranti tali. Tu lavori e tu no, decide il politico di turno. Il “caporale”, se vogliamo, quello che ti fa lavorare e ti chiede i voti. E’ così da sempre, si dirà, ma ultimamente a forza di tirare la corda si è spezzata. Certo, nessuno ti dice di rivolgerti al politico o all’assessore all’ambiente di turno – questi con interessi legittimi in tanti altri settori della vita cittadina – ma tu sei disperato e vai a chiedere. Ti dicono che se vuoi lavorare è così, magari devi diventare socio di una cooperativa che fa riferimento a un consigliere comunale piuttosto che a un altro. Poi quella cooperativa non si presenta alla gara, vince un’altra che assume gli affini del consigliere ma lascia a casa il resto, e tu rimani senza lavoro. E’ il mercato, sono le leggi, è libero di assumere chi vuole… Hai sbagliato a fidarti e a dar credito al politico che magari in cambio del posto ti ha chiesto un sostegno elettorale. Dovrai pure mangiare, no? E non funziona così? Siamo in Italia, su…

E’ agli atti di un processo penale la frase dell’ex direttore generale che parla delle “cooperative di Italo” ovvero dell’allora assessore ai servizi sociali. Ma ci sono quelle che fanno riferimento a uno e quelle a un altro. E’ il sistema messo a punto ad Anzio – a insaputa del sindaco che cade sempre dalle nuvole – e che non è affatto nuovo, attenzione. Solo che prima non c’era l’accanimento di adesso e non si pretendeva neanche di controllare quasi militarmente chi lavorava. Né, forse, di sapere per chi votava.

La vicenda ex Giva è emblematica e il comunicato dell’assessore Patrizio Placidi è incomprensibile. O, peggio, è chiarissimo per chi vuole sperare di mantenere quello straccio di posto e saper leggere tra le righe: “I lavoratori della Cooperativa che in precedenza gestiva il servizio saranno ricollocati in base alle esigenze ed alle disponibilità che emergeranno ma, allo stesso tempo, la Coop Sociale aggiudicataria dell’appalto darà seguito al servizio con il personale che riterrà più idoneo”. Cioè? Saranno riassunti o no?

Monnezzari”? In fila, in un bar piuttosto che in un altro. Si parla di quattro che saranno ricollocati nella pulizia delle spiagge, gli altri chissà. Una gara in fretta e furia o, meglio, un affidamento diretto sotto i 40.000 euro. Le esigenze e le disponibilità se occorre si creano. Sempre che il dirigente dell’area voglia continuare a sopportare le pressioni politiche. Perché denunciare chi urla e minaccia negli uffici è sacrosanto, ma dire alla politica che è ora di smetterla ancora di più. Aspettiamo le indagini sui fatti di ieri e sull’esposto odierno di una parte degli esclusi ex Giva.

E qualcuno dica a tutti gli altri “monnezzari” che l’automatismo dell’assunzione da un appaltatore all’altro non è più possibile, quindi quando sarà assegnata la gara dei rifiuti il posto che magari è stato promesso in campagna elettorale non sarà mantenuto.

Una cosa è certa: il clima pesante che si respira in Comune non appartiene a questa città. Non è mai appartenuto ad Anzio e alla sua classe politica e dirigente. Bruschini dovrebbe saperlo bene, avendo attraversato prima, seconda e terza Repubblica. Ma forse il clima, un suo assessore in prima fila con chi protestava, un consigliere eletto all’opposizione ma ora in maggioranza che fa il capo popolo, li hanno visti solo i giornalisti che non si limitano al copia e incolla. Che sciocchi, va tutto bene…

A proposito: questa mattina il cancello di Villa Adele era ancora chiuso, con un lucchetto e una transenna di traverso. Perché? E nessuno se n’è accorto? 

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Un pensiero su “Cooperative, “monnezzari” in fila. Pronti per i nuovi caporali

  1. Il clientelismo, il caporalato, il voto di scambio sono l’anticamera della mafia. Non a caso il vicino Comune di Nettuno gode del triste primato di primo (ed al momento unico) comune sciolto per infiltrazioni mafiose nel Lazio.

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