E’ tutto sballato, ma Bruschini si salva. Tanto di cappello

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Fa bene il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, a sottolineare che il bilancio è stato approvato e che ha superato un altro importante scoglio. Come si è arrivati alla redazione del documento, cosa c’è scritto, quali procedure sono state seguite saranno oggetto – con tutta probabilità – di una battaglia che si giocherà nei tribunali secondo quanto affermato questa mattina dal Pd.

Il primo cittadino, però, in Consiglio comunale si è salvato e va avanti, nonostante criticità evidenti. Sono i revisori dei conti, a pagina 4 della loro relazione, a certificare che l’ente “ha avviato la ricognizione dei residui  sulla base dei quali determinerà il fondo pluriennale vincolato e il risultato di amministrazione”. E quello che è stato votato? Sono numeri a vanvera? Evidentemente sì. Carta vince, carta perde…

Mentre si discuteva il piano finanziario dei rifiuti – che secondo quanto affermato dal dirigente del settore tributi e ripreso dal sindaco e dal suo vice, vedranno un meno 20% in bolletta – è emerso che l’assessore Placidi aveva un conto e i consiglieri un altro. Pazienza, si dirà, ma è il dirigente del settore ambiente Walter Dell’Accio a scrivere che secondo lui l’adeguamento Istat sui contratti è “dovuto“. Nel piano non c’è ma  se la cosa troverà conferma, buona parte della presunta diminuzione del 20% sarà “rosicchiata” dal milione e 300.000 euro che dovremo pagare. Senza contare che il piano stesso ha ben altre lacune che prima o poi qualcuno farà valutare alla commissione tributaria.

Non solo, quel piano contiene già i debiti fuori bilancio che dovevano essere approvati oggi ma sono stati ritirati. Erano sbagliati pure quelli, ma intanto sono in un atto votato… Siamo su “Scherzi a parte”? No, purtroppo, siamo ad Anzio… E sui rifiuti, ad esempio, si sta creando ad arte un’emergenza. Condita questa mattina dalla sparizione dei cassonetti sulla riviera di Ponente. Chi l’ha deciso? Perché?

Intanto  quando ci si accorge che il piano triennale delle opere pubbliche consegnato ai consiglieri comunali è diverso da quello che ha l’amministrazione si potrebbe arrivare al “rompete le righe” e mandare a casa sindaco e compagnia.

Ma Luciano Bruschini ha una capacità unica e quasi invidiabile, è il migliore in questo, così “convince” il suo ex alleato, poi avversario in campagna elettorale, critico sull’impianto del bilancio ormai sballato, a dire che tutto sommato va bene così.

Quando il sindaco non trova sponde, pure cercate, tra gli amici di vecchia data che vanta nel Pd, ecco rispuntare i rapporti con De Angelis che stavolta sente “padre Luciano” e porta con sé anche Eugenio Ruggiero ma non Danilo Fontana. Unico rimasto nel Consiglio di oggi – in quella schiera – a dimostrare che l’opposizione fa l’opposizione, non la stampella.

Invece questa città di stampelle continua a vivere, di rapporti che Bruschini sa mantenere al meglio. Sembra quasi di vederlo chiamare il Luciano area Pd (Mingiacchi) che poi si rapporta con i suoi più stretti alleati nel partito, quindi fare una telefonata alla sinistra che fa capo a Enzo Toselli, prendere il caffè con Paride Tulli, calmare Sergio Borrelli, stemperare Vincenzo Nolfi che tiene alle sorti della figlia, dare bastone e carota a Patrizio Placidi (al quale oggi hanno arrestato quello che ha definito in passato un suo grande amico) o Roberta Cafà, mantenere i rapporti ferrei con Giorgio Zucchini e il fido Sebastiano Attoni.

E vogliamo ancora chiederci perché da oltre trenta anni, direttamente o attraverso familiari, in consiglio comunale siedono sempre gli stessi? E’ tutto sballato, dai conti al piano finanziario dei rifiuti, ma Bruschini è un abilissimo tessitore di rapporti. Tanto di cappello.

Residui, il gioco delle tre carte e la delibera fantasma

Prima di proseguire nella lettura, informo che la delibera è sul sito dal pomeriggio odierno.

L'albo pretorio oggi, alle 13,45

L’albo pretorio oggi, alle 13,45

Al gioco delle tre carte, lo dice la parola stessa, servono tre pezzi. Poi, abilmente, chi comanda il banco le muove in maniera talmente abile che vince praticamente sempre.

Ad Anzio, con la delibera di giunta sul riaccertamento straordinario dei residui, siamo praticamente nelle stesse condizioni. Con l’unica differenza che una delle tre carte ancora non la conosciamo.

E’ l’ultima delibera sui residui, quella che andava adottata contestualmente al bilancio consuntivo dalla giunta e che, invece, è arrivata lunedì alla terza stesura. Non la conosciamo perché, al solito, la trasparenza da queste parti è a soggetto. L’ultima delibera di giunta pubblicata riguarda il preventivo 2015: fatta il 7 luglio e subito on line. Questa del 13, tre giorni dopo ancora non c’è. Sappiamo però che è partita per la Prefettura, di corsa. Perché lo spettro del commissario aleggia ancora.

Sappiamo pure – lo vediamo da recenti determine – che ciascuno continua a fare riaccertamenti anche in questi giorni. Avremo una quarta delibera? Ma non siamo fuori tempo massimo?

Allora torniamo per un attimo a quella del 4 giugno, giorno del consiglio comunale e quindi contestuale. La giunta per legge delibera “previo parere dei revisori“. Nell’atto il parere non c’è, in Comune è arrivato via posta elettronica certificata ma in delibera non viene inserito.

Da qui la seconda carta, con una “pezza” al potenziale falso commesso il 4 giugno, e l’inserimento del parere il 26, infine i nuovi conteggi il 13 e il parere “non favorevole” dei revisori dei conti. Non sappiamo ancora che cosa c’è scritto, però, sulla delibera fantasma.

Ma quanto ci vuole a pubblicare gli atti? E chi è il responsabile? E non eravamo 3.0?

Residui, scuse e numeri in libertà. I conti non tornano

Il vice sindaco Giorgio Zucchini

Il vice sindaco Giorgio Zucchini

Tra un annuncio di conferenza stampa, spettacoli, archeotur che hanno successo ma stranamente non fanno parte del programma “Summer Time” finalmente veniamo a sapere che il parere dei revisori dei conti sul riaccertamento dei residui è negativo e che si tratta di un’attività gestionale.

Lo dice sul sito del Comune – nel quale la delibera per la quale i revisori esprimono il parere non c’è ancora, alla faccia della trasparenza – il vice sindaco Giorgio Zucchini. E’ convinto che presto tutto sarà chiarito, ma qui con la delibera del 4 giugno si è fatto finta di non avere il parere, con quella successiva si è provato a mettere una pezza, dell’ultima ancora non sappiamo. Quello che è sicuro è che i conti, per i revisori, non tornano.

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Saranno degli sprovveduti come la Corte dei Conti o gli ispettori della Ragioneria dello Stato? Chissà… E’ noto che ad Anzio sappiamo sempre qualcosa più degli altri.

Nella nota si omette di fare riferimento al possibile scioglimento del Comune. La legge è chiara, il riaccertamento si vota “previa parere” dei revisori. Sappiamo che a Villa Sarsina stanno studiando già la via d’uscita: la delibera c’è, è nei tempi, i revisori hanno preso un abbaglio e mezza Italia è in queste condizioni, mica possono sciogliere tutti i Comuni….

Ma questi atti, fra l’altro, sono propedeutici al preventivo che andrà in Consiglio a fine mese. Allora proviamo a farla facile: io devo costruire una casa, per farlo ho bisogno del progetto, di pagare ciò che è dovuto, ma data la particolare zona anche di un parere, vuoi della Soprintendenza dei beni archeologici o vuoi del genio civile. Se non ho quest’ultimo oppure è negativo, la casa posso costruirla? Il sindaco e il suo vice a questa domanda devono rispondere. Non a chi scrive, ma alla città e al rappresentante del governo, il prefetto Franco Gabrielli.

L’assessore alle Finanze dice anche altro ovvero che i nostri conti sono in ottima salute e che si riscuote mediamente il 70-80%. Ha ragione, ma  a quella media si arriva per le intere entrate, compresi i trasferimenti e i prestiti. Zucchini non dice che alla voce tasse (rifiuti e affini) incassiamo meno della metà – è scritto proprio nel consuntivo 2014 – e che per le extratributarie (servizi a domanda individuale, tipo mense tra l’altro) la percentuale è del 49,2%

Riscossioni entrate tributarie: la relazione al consuntivo 2014

Riscossioni entrate tributarie: la relazione al consuntivo 2014

Le entrate extratributarie nel 2014

Le entrate extratributarie nel 2014

Sono voci importanti perché sui rifiuti c’è una montagna di residui che sono di difficile riscossione e restano un peso,  non una opportunità, per l’intero impianto del bilancio. Cosa è stato fatto politicamente per andarli a riscuotere è tutto da capire.

Di certo i conti non tornano, ai revisori e non a qualche sprovveduto cittadino. E’ ora di assumersi le responsabilità.

Basta giocare con i conti. Caro sindaco è ora di andare a casa

sindaco30

Oggi ci hanno riempito di comunicati che vanno dall’anno Innocenziano al festival della pizza, ma nessuno ci ha ancora detto ufficialmente dal Comune di Anzio che il parere dei revisori dei conti sul riaccertamento straordinario dei residui è arrivato ed è negativo.

Il che mette in discussione l’intero impianto del bilancio, mette a rischio il preventivo 2015, fa bussare alla porta il commissario con lo scioglimento del consiglio comunale. Il prefetto Gabrielli sembra più attento del suo predecessore e qualcosa dovrà pur fare se ad Anzio continuano a giocare.

Si parla, ora, di un’ennesima delibera per il riaccertamento, una eventuale foglia di fico per cercare di salvare il salvabile. Altrimenti il capro espiatorio c’è già. E’ il dirigente dell’area finanziaria, Franco Pusceddu. Negli ambienti di una frastagliata e litigiosa maggioranza da giorni si dice  “ci manda a casa Pusceddu“, dimenticando che forse è grazie a lui se il Comune non è ancora sciolto e se c’è chi può mettersi medaglie in petto con uno spettacolo, per esempio, o qualche altra singolare iniziativa. Beh, il sindaco aveva addirittura parlato di “complotto“, ciò che dice la maggioranza è nulla…

Il consuntivo e il riaccertamento andavano approvati – per legge – entro il 30 aprile. Un provvidenziale guasto tecnico e una malattia hanno fatto guadagnare giorni. Quando l’opposizione si è rivolta al Prefetto questi ha dato il classico sollecito concedendo 20 giorni ulteriori.

Si è arrivati in Consiglio il 4 giugno senza aver consegnato il materiale necessario all’opposizione – il Pd ha fatto mettere a verbale che la seduta era nulla ed è uscito, altri si sono associati non partecipando al voto – ma la maggioranza è andata avanti. Lo stesso giorno la giunta ha approvato la delibera sul riaccertamento omettendo – rasentando il falso – il parere negativo dei revisori  arrivato via posta certificata prima della riunione dell’esecutivo.

Quando il segretario generale se n’è accorto, altra delibera, una pezza a colori alla “svista”, stavolta prendendo atto del parere e chiedendo di riformularlo sulla base dei documenti forniti. Altri giorni, altro tempo, ma il Prefetto non dorme ed ora di smetterla di giocare con i conti.

Pusceddu ha risposto, da diligente dirigente, alle indicazioni politiche. Ha messo dei paletti, quelli che poteva, come hanno fatto altri suoi colleghi. Se ci ritroviamo nuovi debiti fuori bilancio per circa 1,5 milioni sui rifiuti chi ha fatto spendere quei soldi? E perché?

Se non abbiamo mai recuperato 17 milioni di euro di residui attivi precedenti al 2010, 13 dei quali per rifiuti, chi doveva occuparsi politicamente di farlo? O evitare di andare a cercare chi non pagava è servito a ottenere voti? Ditecelo, per piacere…

E si può presentare un preventivo 2015 con un avanzo di amministrazione (oltre 9 milioni) vincolato ma del quale difficilmente si potrà disporre?

Se c’è un errore che hanno commesso Pusceddu e gli altri dirigenti – non lo dico da oggi – è stato spesso di essersi piegati troppo alle volontà politiche, vuoi per quieto vivere o vuoi per avere magari la possibilità di gestire ognuno il suo piccolo orto al meglio, senza un disegno organico di quella che dovrebbe essere l’azienda-Comune. Ma se il Prefetto manda un commissario non gettiamo la croce addosso a chi non lo merita. Piuttosto la politica ha chiesto, alla dirigenza, ben oltre ciò che poteva. Basta ricordare la triste vicenda che vede tre condanne in primo grado. Ingiuste quanto si vuole, ma arrivate.

Per questo caro sindaco, è ora di prendere coraggio e andare a  casa. Basta giocare con i conti, non fate un’altra delibera, evitateci questa pantomima e assumetevi le responsabilità politiche di questa situazione che configura il dissesto finanziario di un ente ereditato con i conti a posto e che sarà lasciato alla berlina.

Revisori, il 3.0 “de noantri” colpisce ancora…

sindaco30

Diventa affascinante quanto succede al Comune di Anzio con i documenti in arrivo. Non è la prima volta che ce ne occupiamo, è vero, ma leggere la ricostruzione fatta dal “Granchio” in edicola sul percorso del parere dei revisori dei conti per il riaccertamento straordinario dei residui spinge a una nuova riflessione.

C’è la necessità, urgente, di avere certezze sul giro che fanno le carte negli uffici comunali e di fare chiarezza sul perché la sagra del peperoncino in tre giorni passa dal protocollo alla delibera di giunta o la revoca parziale dell’ordinanza di Succi viene emessa addirittura il giorno stesso della nota della Asl. Non abbiamo mai capito, poi, come sia “sparito” il parere legato all’incompatibilità di Placidi o il motivo per il quale le analisi dell’Arpa, in passato, siano state protocollate dopo una settimana, quando dicevano che il mare era inquinato. Potremmo proseguire, ma qui sembra  che per i residui – vera spina nel fianco dell’amministrazione guidata da Luciano Bruschini –  si “gioca” sui tempi.

L’impressione che se ne ricava dall’esterno è che si sia voluto appunto prendere tempo, provare a rimediare in extremis com’è con tutta questa vicenda del consuntivo. Non vogliamo pensare che siccome era negativo, si è evitato di inserire il parere nella prima delibera. Né siamo nati ieri per credere, com’è scritto nella seconda, che “al momento della redazione” il parere non era arrivato.

Suvvia! Nel Comune 3.0 che sarà pure “de noantri” una mail certificata, il giorno della giunta, arriva e con un semplice ctrl C+ ctrl V (copia e incolla, per intenderci) si inserisce nell’atto predisposto. No, qui si riporta un protocollo di cinque giorni dopo, salvo scrivere in delibera (la seconda) che era arrivata la posta certificata, prendere atto di quel parere che non piace e provare a giustificarsi.

Guarda caso quel parere dice, come si denuncia da tempo, che la documentazione non c’è o è arrivata tardi. La stessa per la quale, anche quest’anno, abbiamo subito un guasto informatico.

Già, stai a guardare il capello… Invece no, perché mai come in questi casi la forma è sostanza. Non farebbe male ad accorgersene anche l’opposizione, magari chiedendo al sindaco 3.0: scusi, ci spiega una volta per tutte come funziona il nostro protocollo e perché alcune cose sono in tempo reale e altre no?

ps, a proposito: qual è il sistema secondo il quale compaiono solo oggi determine esecutive dal 16 maggio?

Consuntivo, residui carta vince-carta perde. E il parere?

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Nello stesso giorno in cui, in extremis e secondo il Pd e buona parte della minoranza che non ha partecipato al voto senza aver rispettato dei passaggi, il consiglio comunale approvava il consuntivo 2014, la giunta procedeva al “riaggiornamento straordinario dei residui attivi e passivi“.

Vale a dire il problema dei problemi del bilancio del Comune di Anzio. Lo hanno sottolineato Corte dei Conti e revisori, ma l’amministrazione ha proceduto ugualmente.

Sappiamo solo da un paio di giorni, chissà stavolta quale guaio informatico ci sarà stato o se qualcuno avrà preso la febbre data la ritardata pubblicazione sull’albo pretorio, che la giunta il 4 giugno ha deliberato sullo stesso argomento smentendo quanto si discuteva in Consiglio comunale poco prima.

Attenzione, è una disposizione di legge. Il Consiglio accertava con il consuntivo gli “ordinari“, la giunta pensava al riaccertamento “straordinario“. Tutto normale, si dirà, ma intanto i conti non sono gli stessi  e ad esempio ne deriva che l’avanzo di amministrazione aumenta di circa un milione di euro.

E diciamo che va bene, ma finora la delibera è rimasta “nascosta“, allora uno si chiede il perché… Vuoi vedere che questo mistero è legato al parere dei revisori dei conti? Sì sì, quello avuto sul filo di lana (e anche quest’anno firmato da soli due dei tre componenti del collegio, una era febbricitante come la volta precedente) per il Consiglio comunale, nella delibera di giunta non c’è.

Eppure deve essere dato per legge. Quindi o non è stato dato – e l’atto mostra qualche lacuna, lo diciamo da profani – o c’è e dice cose scomode, quindi non viene citato. In entrambi i casi è grave e non parliamo di un cavillo qualsiasi. Forse prima di preoccuparsi di voto, alleanze, visibilità e via discorrendo, in maggioranza dovrebbero chiedere lumi. E dall’opposizione farsi sentire.

C’è o no quel parere?

Ah, sia chiaro: a guasti informatici, malesseri, posta certificata che non parte, protocolli che nessuno vede (mica è una sagra del peperoncino da autorizzare o un’ordinanza da revocare) e firme digitali che non funzionano, ormai facciamo fatica a credere…

Consuntivo, residui e debiti, quello che la città dovrebbe sapere

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L’approvazione del rendiconto in pochi minuti ha fatto superare al sindaco Luciano Bruschini e alla sua maggioranza un ostacolo di non poco conto. L’assenza del Pd che non ha partecipato ritenendo nulla la seduta per i documenti ricevuti in ritardo e la mancanza di dibattito hanno sì portato al voto favorevole l’ultimo giorno utile dopo la diffida del prefetto, pena lo scioglimento del Consiglio comunale, ma lasciano alcuni dubbi.

Il primo è relativo all’entità dei residui per mancate riscossioni. Il vice sindaco e assessore alle finanze Giorgio Zucchini ha detto che si sta provvedendo, ma era così anche un anno fa e finora di risultati visibili non ce ne sono. Si parla, ce lo potrà confermare lui stesso, di circa 30 milioni di euro di residui attivi per mancato pagamento della tassa sui rifiuti nelle diverse accezioni. E’ vero? E tra i creditori del Comune ci sono anche esponenti pubblici o, peggio, consiglieri comunali ovvero società a loro collegate?

E oltre i rifiuti, risultano e a quanto ammontano i residui attivi per altri tributi comunali? Anche in questo caso, ci sono personaggi platealmente incompatibili sui quali ci si gira dall’altra parte? E che magari tengono in piedi la maggioranza?

Ecco, il Pd è uscito e avrà le sue ragioni, altri non sono intervenuti, ma dal prossimo Consiglio qualcosa potranno pur chiederla, magari nelle interrogazioni. Magari anche sui debiti, per capire se nella fretta, tra guasti informatici e malanni che ai più sembrano “tattici”, è sfuggito tra i residui cancellati qualcosa impegnato per essere liquidato a fronte di un servizio. Errori, per carità, ne facciamo tutti, ma proprio per questo si deve chiedere di verificare.

E sarà bene far sapere ai cittadini, nonché ai consiglieri che dopo il voto di oggi sembrano proiettati sull’organizzazione di eventi estivi che avranno il solito criterio di vicinanza a Tizio o Caio, che sul preventivo una consistente somma andrà vincolata come fondo rischio per i residui e che l’esorbitante quanto dubbio avanzo di amministrazione non è un “bussolotto“, anzi…

Passa il consuntivo, i dubbi che restano e…

Il vice sindaco Giorgio Zucchini

Il vice sindaco Giorgio Zucchini

Poche righe dell’ufficio comunicazione di Anzio per ricordarci che il consuntivo è stato approvato “con il parere favorevole dei revisori“. Senza era un po’ difficile farlo, ovvio, ma quello che oggi è successo in aula qualche problema continua a porlo al sindaco e alla sua maggioranza.

I quali, ne siamo certi, resteranno al loro posto fino al 2018 ma oggi non avevano altra strada che approvare il conto così com’era, incuranti di aver calpestato le regole per l’ennesima volta e di essersi sbrigati solo dopo la diffida del Prefetto. Intanto il parere favorevole: il “copia e incolla” delle relazioni dei revisori è normale, ci spiegano, sono atti predisposti così e ai quali si aggiungono i parametri del Comune al quale ci si riferisce. Lo scorso anno, a parametri immutati, gli stessi revisori diedero parere contrario (poi rivisto), adesso hanno copiato e incollato tutto escluso il parere. Firmato, ancora una volta, da due su tre componenti del collegio. La terza, come un anno fa, era malata.  Verrebbe da chiedere il certificato, lo stesso sindaco ha riferito che l’assente è “nei limiti di legge” ma che si farà sentire. Speriamo.

Quello che non è nei limiti è il rispetto dei tempi entro i quali, secondo il decreto legislativo 267/2000 e il regolamento di contabilità, i consiglieri dovevano avere la documentazione a disposizione. Sono 20 giorni prima dell’assise, compresa la relazione dei revisori, c’è chi afferma 5 anche se nel regolamento di Anzio è scritto 20, ebbene è arrivata lunedì dopo le 13, a Eugenio Ruggiero addirittura ieri. Questa e altre vicende procedurali hanno indotto il Pd a lasciare l’aula, dopo aver dichiarato nulla la seduta.

La maggioranza (13 voti alla fine, solo uno in più del necessario) è andata dritta. Vai a spiegare a chi ha delle perplessità che forse sono stati davvero commessi degli errori procedurali. Che sotto sotto, tra una scusa e l’altra, qualche documento non è arrivato nei tempi e che era il caso di rinviare. Forse tra una quindicina di giorni Bruschini non sarebbe riuscito nemmeno a tenere insieme quei 13. Intanto sui banchi dell’opposizione qualcosa è successo: il Pd è uscito, Fontana e Ranucci hanno sollevato diverse perplessità e non hanno partecipato al voto, De Angelis è arrivato dopo, Cristoforo Tontini pure non ha votato, il solo Eugenio Ruggiero è rimasto e si è espresso contro. E’ un dato che lasciamo agli analisti.

E perché Zucchini, alla fine, ha ritenuto di dover far mettere a verbale una sentenza del 2011 del Tar Puglia (ci sono norme perfino cambiate, da allora) che dava ragione a chi non aveva allegato per tempo il parere dei revisori? Il vice sindaco sa bene di essere fuori dai termini e che decine di sentenze vanno in senso contrario.

Una cosa è certa, non c’è stato dibattito su residui, inesigibili, avanzo di amministrazione che ora andrà vincolato – sul preventivo – come fondo “rischi” per i crediti che non riscuoteremo mai, sui ritardi per un atto tecnico che ogni anno va presentato il 30 aprile ma che ad Anzio, tra guasti informatici e febbri, trova sempre il modo di essere spostato.

Il consuntivo è a posto, chiediamo scusa. Però quel copia e incolla….

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Dobbiamo delle scuse al sindaco, al suo vice e assessore alle finanze, al dirigente dell’area. Il consuntivo 2014 che tanti grattacapi ha dato e ha portato Luciano Bruschini persino a gridare al complotto, è a posto. Lo certificano i revisori dei conti, largamente fuori dai termini così come l’intero rendiconto che doveva essere approvato dal consiglio comunale entro il 30  aprile ma andrà in votazione solo domani e dopo un sollecito del Prefetto, pena lo scioglimento del Comune.

I revisori hanno trovato ben poco da dire sui residui, che continuano a essere un problema e addirittura risalgono in parte a prima del 2010, tanto meno sul maxi avanzo di amministrazione. Vorrà dire che ha ragione il sindaco, insieme all’amministrazione, e che davvero quella che è parsa ai più una corsa a ostacoli – “condita” dal solito guasto informatico – è stata una visione distorta di chi è all’esterno. Se abbiamo sbagliato, le scuse sono dovute, però a leggere la relazione dell’organo di revisione per il 2014 ci siamo accorti che alcuni passaggi sono gli stessi dell’anno precedente. Perlomeno le criticità rilevate. Stai a vedere che hanno fatto copia e incolla anche loro?

Speriamo proprio di no, anzi ne siamo quasi certi perché a criticità immutate e fatte rilevare – che per il rendiconto 2013 portarono a una bocciatura poi “rivista” da due dei tre revisori – stavolta arriva subito il parere favorevole. Stranezze della finanza pubblica, chissà… O saranno cambiati i parametri o, forse, l’atteggiamento o – ma pensiamo sempre a male – i giorni tra guasti informatici, malattie, e via discorrendo saranno serviti a ragionare meglio e a mettere le cose a posto per davvero.

Certo non sappiamo a quanto ammonta la mancata quadratura del bilancio definita “di lieve entità” (come se in casa di ciascuno di noi i conti con la banca non tornano, però non sappiamo di quanto….), né quanti residui sono certi ed esigibili e quanti non. Sappiamo, questo sì,  che da un anno all’altro inventario e patrimonio non ci sono e che fatichiamo ad avere entrate. Ignoriamo la considerazione che hanno avuto i revisori per quanto affermato dalla Ragioneria dello Stato e dalla Corte dei conti. Sappiamo che il parere è favorevole e non possiamo che prenderne atto.

Restano dei dubbi, li chiariremo (forse) quando si presenterà il preventivo nel quale necessariamente una quota dei residui andranno inseriti in bilancio come fondo per gli inesigibili a rischio.

Un’ultima annotazione: ma Anzio ha tre revisori, come previsto per legge, o due? A firmare il rendiconto, per il secondo anno consecutivo, sono infatti solo due dei tre professionisti incaricati. Non sarà mica come la vicenda di posta certificata, guasti informatici e quant’altro dell’area finanziaria? Speriamo proprio di no, ma sarebbe il caso di chiarire perché c’è chi non firma e – eventualmente – qual è il motivo.

Bilancio, “voci” di pre dissesto e ci mancava il complotto

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Diciamo la verità, il complotto ci mancava. Il sindaco Luciano Bruschini, a oggi ancora senza parere dei revisori dei conti sul consuntivo 2014 che per legge andava approvato entro il 30 aprile, tira fuori dal cilindro la denuncia in Procura.

Speriamo che stavolta ci vada davvero e non faccia come quando annunciò che chiamava i carabinieri perché dirigenti e dipendenti non lavoravano. Certo, c’è la divisione tra la parte politica e quella gestionale, ma un sindaco ha il dovere di farla funzionare tutta la macchina, nel suo insieme. Però speriamo davvero che vada in Procura, cominciando a denunciare se stesso.

Perché se arriviamo a questa situazione di incertezza sul consuntivo, un atto dovuto, un documento del quale si conoscevano i tempi, è per una situazione che si trascina da tempo. Quando gli ispettori della Ragioneria dello Stato facevano ben 27 contestazioni la vicenda, in Comune, veniva liquidata pressapoco in “tutte stupidaggini” o “vanno in tutti gli enti locali“.

Quando la Corte dei Conti metteva nero su bianco criticità che si trascinano da anni (residui, gestione delle entrate, anticipazioni, inventario) a Villa Sarsina politici e dirigenti facevano spallucce “ma sì…” e come al solito “stanno messi così tutti“. Dimenticando che in casi del genere mal comune non è mezzo gaudio, anzi…

E vogliamo ricordare i sette punti contestati, pressapoco un anno fa, dagli stessi revisori dei conti? E’ bastato il primo bilancio redatto in presenza di tecnici “terzi” e non nominati dalla politica che i nodi sono venuti al pettine e oggi dobbiamo dedurre che siano rimasti. Ora apprendiamo che il collegio di professionisti ha rinviato a data da destinarsi l’arrivo ad Anzio per l’ultimo confronto. Un parere, comunque, dovranno esprimerlo e l’auspicio è che stavolta a nessuno venga la febbre. Perché ci sarà pure un complotto come dice Bruschini, ma va ricordato che un anno fa il parere dei revisori era firmato solo da due dei tre componenti del collegio. Una era malata. Ma sì, in questa città tutti dimenticano, che vai a guardare….

Sulla febbre del revisore di un anno fa nessun dubbio, mentre qualcuno ci assale – e dovrebbe far riflettere anche il sindaco 3.0 – sui guasti che puntualmente si verificano in prossimità di scadenze di rilievo. I dati perduti (per aver acquistato di tutto, meno un sistema cloud), le firme digitali che non partono, i sistemi che faticano a dialogare, la posta elettronica certificata che si blocca…. Francamente sembrano, ormai, un po’ come le giustificazioni che dà in “Un giorno in Pretura” Alberto Sordi e se davvero il sindaco andrà in Procura sarebbe il film simbolo da mostrare.

Magari anche al Prefetto, che nel frattempo è cambiato e sembra meno accondiscendente del predecessore. Perché, complotto o meno, chi guida l’amministrazione – e il suo vice che si occupa proprio delle finanze –  deve rispondere su ciò che è stato fatto dopo le contestazioni arrivate da organi dello Stato, deve dire perché non abbiamo riscosso e non riscuotiamo, come si arriva a 58 milioni di residui e a 14 di avanzo di amministrazione e non cercare scuse che non reggono più. O vie d’uscita, come sentiamo dire da giorni, ma si tratta di “voci” non confermate purtroppo, di  dichiarazione di predissesto. Le condizioni, del resto, ci sono tutte. Sarebbe ora di ammetterlo e trarne le conseguenze, prima di andare in Procura.