Residui, anticipazioni e Capo d’Anzio. La Corte dei conti certifica il dissesto

cconti2015

Non ne va bene una, diciamolo. Ce l’avranno tutti con il Comune di Anzio? Chissà. I problemi per chi ci amministra, del resto, non sono questi…. loro pensano in “politichese” e magari sta passando una congiunzione astrale che ce l’ha con loro, secondo i quali invece è tutto a posto…

Di certo insieme al parere dell’anti corruzione sulla gara per le mense (e ne vedremo delle belle), dovrà andare in Consiglio comunale anche l’ultima delibera della Corte dei Conti sulla drammatica situazione del bilancio. Se in Comune l’avessero persa – si sa che il protocollo per certe cose fa acqua e spesso ci sono stati importanti pareri misteriosamente “scomparsi” – basta collegarsi al sito della stessa Corte, sezione di controllo. Non saremo 3.0 ma si può agevolmente cercare…

Ebbene ci sono una serie di “osservazioni” dopo le quali è bene che sia spiegato ai cittadini qual è la reale situazione dei conti ovvero se siamo ormai al dissesto finanziario dell’ente. Si parte dai rilievi della Ragioneria dello Stato, dai “chiarimenti trasmessi” dal Comune e “non idonei a superare i dubbi insorti sulla regolarità di alcune poste in bilancio”. Si ricordano le “irregolarità finanziario contabili” emerse per i consuntivi dal 2010 al 2012 e la “mancanza di controllo analogo sulla Capo d’Anzio”. Quella che se continua così non solo fallirà di suo, ma porterà l’intero Comune al fallimento. Il vice sindaco e assessore alle finanze Giorgio Zucchini, il dirigente dell’area finanziaria Franco Pusceddu e il responsabile della Ragioneria Tonino Morvillo sono andati il 19 dicembre alla Corte dei Conti. Hanno spiegato, poi trasmesso documenti, aggiornato sulla situazione della Capo d’Anzio ma i debiti accumulati e la mancata partenza del progetto risultano “di rilevante importanza ai fini della stabilità degli equilibri di bilancio, stante sia la misura della partecipazione, sia l’entità della perdita”. 1 milione 392.000 euro e “spicci”.

Ma non è e non può essere tutto, purtroppo. Rispetto al porto, per esempio, si afferma ciò che da più parti si sostiene da tempo per il progetto Life ovvero che la Capo d’Anzio “sarebbe esposta al rischio di restituzione delle somme incassate”. Continuano a dirci che non è vero, come se avessimo l’anello al naso!

C’è poi lo spregio per le regole: non si allegano i rendiconti delle spese di rappresentanza, né si rispetta la legge sulla tempestività dei pagamenti. Qui la spiegazione c’è e viene “motivata dall’ente in base alle difficoltà di cassa dovute a ritardi nelle riscossioni delle entrate tributarie proprie e per i notevoli ritardi nelle erogazioni di contributi e finanziamenti da parte di enti sovraordinati”. Vero, ma resta il macigno delle anticipazioni di cassa che per il triennio “risultano di gran lunga superiori al limite stabilito del 5% rispetto alle entrate correnti”. L’amministrazione ha spiegato – dopo il Consiglio comunale e la stampa anche ai magistrati contabili – che ci sono “difficoltà di riscossione dei residui attivi derivanti da entrate”. Grazie. Come lo si sta risolvendo?

Emerge poi “una consistente mole di residui” scrive la Corte e per il 2012 “la consistenza di residui attivi di parte corrente risalenti a più di cinque annualità precedenti fa presuppore che l’Ente stia conservando, iscritti in bilancio, crediti di dubbia esigibilità”. Ma no? Sono 6 milioni 896.303 euro.

Singolare quanto si segnala per il personale. Nel 2012, tra direttore generale – poi eliminato – e dirigente dell’ambiente si è sforato di 23.892 euro. Bazzecole, ma il Comune si difende dicendo che la criticità “sarà eventualmente superata mediante la riduzione di pari importo della somma a disposizione nel 2014 per le assunzioni a tempo determinato/contratti flessibili”. E’ successo? Se sì, dove si trovano, adesso, i soldi per il super dirigente all’ambiente promosso – senza titoli – ad altri ruoli e che da quanto si vocifera in Comune non firma nulla se non gli aumentano con le responsabilità anche lo stipendio?

Poi c’è l’inventario, l’ultimo risale al 2006, il Comune ha risposto che a giugno 2013 ha dato un nuovo incarico per conoscere la consistenza del suo patrimonio, c’è da chiedersi a cosa serva la Logos Pa che tra i compiti – ma rischiamo di sbagliare – aveva anche l’inventario…

Infine le anticipazioni che rappresentano “un sintomo di difficoltà finanziarie strutturali” con l’invito della Corte a “una migliore programmazione delle spese”. Alla fine di febbraio il dirigente dell’area finanziaria segnalava, dal sindaco in giù, le difficoltà che già ci sono per il 2015. Altro che programmazione…

In ogni modo: “Il mantenimento di residui attivi inesistenti o inesigibili si ripercuote direttamente sulla veridicità del risultato di amministrazione e in generale sulla veridicità e attendibilità del bilancio dell’ente”.

Ah, il virgolettato è della Corte dei Conti non di quel “rompic… del giornalista” – come ha riferito Marco Maranesi nella sua conferenza stampa riportando la benevola considerazione che si ha in Comune per chi si esprime in questo spazio.

Che altro deve succedere?

2 pensieri su “Residui, anticipazioni e Capo d’Anzio. La Corte dei conti certifica il dissesto

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