A Latina il Pedibus, ad Anzio le auto tra i bambini

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A Latina il Pedibus, ad Anzio le auto tra i bambini

 

Lunedì a Latina partono. Il Pedibus diventa realtà. Ad Anzio lo fanno da qualche tempo al “Collodi”, ma intanto a via Ambrosini le auto continuano a passare tra i bambini. Va un po’ meglio altrove, ma la progettualità per un’iniziativa simile – ormai diffusa in tutta Italia – manca.

Non abbiamo neanche più i “nonni vigile” perché nel paese dei volontari a pagamento, finiti i soldi del Comune ai Centri anziani è finito anche il servizio. In Comune nessuno si preoccupa di mettere in piedi un progetto del genere, sono alle prese con ben altre dispute come sappiamo da tempo. 

 D’altro canto basta vedere la condizione delle scuole, che ora però avranno dei fondi annunciati in pompa magna, e la considerazione che si ha degli alunni. A Via Ambrosini, per esempio, dopo la visita di Roger Waters e il cancello dipinto in fretta e furia, è rimasto il resto dell’inferriata arrugginita. Riccardo Cocciante con due secchi di vernice voleva colorare tutti i muri per Margherita, qui ne sarebbe bastato uno per dire ai bambini che se non altro sono importanti quanto Roger Waters… 

Figuriamoci se c’è chi pensa al Pedibus… 

Per la cronaca, il dirigente della polizia municipale di Latina – che ha seguito da vicino anche questo progetto – è Francesco Passaretti, di Anzio. Nessuno è profeta in patria

Previeni i tumori e passi tra i bambini, la battaglia (persa) di Villa Sarsina

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L’ultimo della serie è il furgone della prevenzione tumori. Questa mattina, intorno alle 8,30, il mezzo della Asl è passato tra genitori e bambini che entravano nelle scuole di via Ambrosini. E’ una vicenda mai risolta, purtroppo, quella della strada che dalla via conduce fino alla sede del Comune, a Villa Sarsina.

Pochi metri nei quali vige il divieto di transito imposto dal buon senso prima ancora che da un cartello. Lo  hanno ignorato, nel tempo, il segretario generale, l’ex dirigente della ragioneria, una pattuglia dei carabinieri, dipendenti della ditta di vigilanza, altri mezzi diretti al Comune o in uscita da lì. Nei giorni scorsi, lunedì intorno alle 14,20, anche il presidente del Consiglio comunale che lasciava Villa Sarsina.

La battaglia è persa, non c’è dubbio, quando la scuola si mise d’accordo con l’allora dirigente della polizia locale Bartolomeo Schioppa per sperimentare una settimana di chiusura di via Ambrosini il sindaco decise all’ultimo istante di bloccare tutto. Non si chiude via Ambrosini – nemmeno per un esperimento – figuriamoci se c’è chi rinuncia al “privilegio” di entrare e parcheggiare a Villa Sarsina o chi non si accorge – banalmente – che è il caso di aspettare qualche minuto. Non si chiude via Ambrosini, dove quotidianamente si rischia che qualcuno si faccia male, figuriamoci quel piccolo tratto che sia per una buona causa come quella della Asl o per un diritto acquisito in base al ruolo ricoperto, consente di passare…

Che esempio hanno dato, questa mattina, i responsabili del camper che arriva lì per fare prevenzione e calpesta una banalissima regola, passando tra i bambini con tutti i rischi che ciò comporta?  E dov’era il vigile? 

E’ una battaglia persa, è vero, e magari si arriverà a chiudere almeno quando passano i bambini per entrare e uscire da scuola solo dopo una disgrazia. Ci auguriamo mai, anzi resti sempre tutto aperto.

Speriamo che si apra almeno la mente di chi dovrebbe semplicemente usare un minimo di buon senso e avere la capacità di capire che se dei bambini – da 3 a 11 anni – stanno entrando o uscendo da scuola, è il caso di aspettare. 

Il segretario, la retribuzione, la trasparenza e chi controlla il controllore

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Il segretario generale del Comune di Anzio, Pompeo Savarino, si lamenta in tv a Ballarò a nome della categoria che rappresenta, per il rischio di tagli o comunque di blocco della sua retribuzione e di quella dei segretari o dirigenti pubblici proposto dal ministro Madia. Lo aveva già fatto in passato, con una lunga intervista al Corriere della Sera. Fa la sua parte, è giusto, così come non c’è nulla di scandaloso se a un ruolo di responsabilità corrisponde uno stipendio lordo di 128.000 euro annui (ma dal sito del Comune ne risultano 135.793,37). E’ giusto che quanti hanno maggiori oneri siano retribuiti adeguatamente, non c’è da scandalizzarsi.

Sono altre le cose che non tornano, il segretario ci perdonerà. La prima è che in qualunque azienda privata avrebbe dimenticato, da tempo, i benefici della cosiddetta “contrattazione di secondo livello”. Ci sono aziende nelle quali sono stati tagliati persino i “buoni pasto”, figuriamoci emolumenti aggiuntivi. Leggi indennità di risultato, dalle nostre parti sempre al 100% come se il Comune funzionasse alla perfezione. Chiedere ai cittadini se è così o meno…

La seconda – ben più importante – è che nessuno mette in dubbio il suo compenso, purché a questo corrisponda un Comune che rispetta le norme. Spiace, ma per la trasparenza – ad esempio – non è così. Né bastano i curriculum pubblicati e qualche atto, nemmeno tutti, rispetto a delibere e determine.  Ad Anzio il decreto legislativo 33/2013 continua a non essere applicato, anzi a essere violato. Lo dice anche l’Autorità nazionale anticorruzione che informa   “nell’esercizio dei propri poteri di controllo” di aver “richiesto al Comune di Anzio di fornire notizie in merito alle inosservanze segnalate”. Le aveva segnalate, per dovere di cronaca, con un dettagliato esposto, il gruppo di cittadinanza attiva “Cittadini 5 stelle Anzio”. L’Autorità il 26 marzo ha deliberato di chiedere chiarimenti, in Comune avranno perso quella nota come fu per il parere sull’incompatibilità di Placidi? O l’avranno ricevuta senza rispondere? O, se hanno risposto, come si sono giustificati?

Ecco, queste indicazioni i cittadini le aspettano da chi – giustamente pagato per il ruolo che ricopre – le deve fornire. Vanno bene anche 150.000 euro, paradossalmente, purché poi se c’è una commissione trasparenza il segretario vada alla prima convocazione come, invece, non è stato. E si parlava, guarda caso, proprio del decreto legislativo 33/2013.

Giova ricordare, inoltre, che nei rilievi non di umili cittadini che comunque, in quanto tali, sono portatori di interessi, ma del Ministero dell’Economia e delle finanze c’è anche qualche richiamo a Savarino. Per i diritti di rogito che in consiglio comunale Zucchini ha detto che verranno restituiti per la parte eccedente, ma anche per aver violato il principio di omnicomprensività della retribuzione per i “gettoni” del nucleo di valutazione. Insomma, uno quei soldi che la Madia e il governo vogliono “tagliare” li vuole anche spendere ma poi la macchina deve funzionare. Da ultimo c’è stato il “richiamo” proprio del vice sindaco a fare in modo che sulla trasparenza il Comune si adeguasse e chi dovrebbe farlo è proprio il segretario.

Terza vicenda, sulla quale né una maggioranza che pure è particolarmente attente alle vicende dirigenziali (vedi mense) né un’opposizione che dice di comprendere “le oggettive difficoltà” sulla trasparenza (vedi il capogruppo Pd) sembra interessata. Il segretario è al tempo stesso responsabile dell’anticorruzione ma anche di alcuni servizi tra cui atti giudiziari, contenzioso, assicurazioni. Si profila un conflitto di interessi? Chi controlla il controllore? In alcuni Comuni la questione è stata posta, ad Anzio ce la prendiamo con calma.

A proposito di macchina, infine. E’ vero, il segretario viene da Roma con il proprio mezzo e torna a casa con quello, c’è il carburante da pagare, il veicolo è soggetto a usura e manutenzione, non c’è dubbio, e una fetta di quella retribuzione va sicuramente per l’auto. Prendere il treno no? 

La discarica a cielo aperto, le promesse di Placidi, i dati nascosti

Il nuovo, si fa per dire, assessore all’ambiente Patrizio Placidi annuncia un altro dei suoi “miracoli” ( http://portale.comune.anzio.roma.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_486_0_3.html) dopo essersi accorto, probabilmente, che il centro cittadino è diventato una discarica a cielo aperto. 

Il “porta a porta” non riguarderà la zona centrale, si aspetta la nuova gara, ma fra un numero e l’altro che viene fornito nella nota ufficiale si dice che si “avvicinerà” e che saranno create anche delle zone dove poter lasciare i rifiuti andando via da Anzio. Con la gara che non si terrà prima dell’estate – la scadenza è prossima ma i tempi di bandi del genere sono lunghi quando si tratta di passare all’assegnazione – c’è da tremare pensando a quello che rischiamo quando i residenti aumenteranno. Se oggi tra viale Mencacci e via Gramsci, il porto e via Fanciulla d’Anzio, i secchioni si cominciano a riempire dal tardo pomeriggio, figuriamoci domani…

Ma Placidi è uomo dei “miracoli” – a dire il vero questi sono forse gli unici che gli mancano – e una soluzione la promette sempre. Quello che i cittadini ai quali la bolletta dei rifiuti è cresciuta a dismisura vorrebbero sapere è altro. Da un anno – eravamo in piena campagna elettorale, come adesso c’è quella per le Europee e l’assessore all’ambiente ritrova la parola – la differenziata “porta a porta” riguarda la larga parte del territorio. Bene: che risultati ha dato? Quanto è stato risparmiato in discarica? A proposito, sui pesi differenti tra partenza e arrivo a destinazione c’è un’inchiesta aperta dopo le segnalazioni di Fontana in consiglio e le repliche del sindaco… E già che parliamo di inchieste farà bene il Comune a costituirsi parte civile contro chi – secondo la Procura di Roma – ci costringeva ad andare a Montello e pagare di più. Il processo a Cerroni & C. inizia il 5 giugno e dopo il comitato Tares equa farebbe bene anche l’opposizione a sollecitare l’amministrazione in tal senso. 

Torniamo alla differenziata. Quanto vetro, plastica, carta, il Comune ha conferito ai consorzi obbligatori e quanto ha incassato? Le domande di De Angelis in consiglio sono cadute nel vuoto. Eppure gli uffici, assessore o non, i dati dovrebbero averli… O è come il piano finanziario secondo il quale non sarebbe aumentato nulla, mentre poi abbiamo visto i risultati?

Ecco, va bene estendere il “porta a porta”, è bello sapere che l’assessore all’ambiente si preoccupa della discarica a cielo aperto che da mesi invade il centro, sarà un vanto la nuova bandiera blu,  ma i dati di ciò che è accaduto da un anno a questa parte sono forse segreti o, peggio, nascosti? Grazie

Il calcio scompare, paradossi e una città che non partecipa

La fine dell’Anzio calcio è vicina. Sì, vabbè, si chiama Anziolavinio ma per noi resta sempre Anzio. Il presidente Franco Rizzaro annuncia da settimane che non ce la fa più e che se le cose non cambiano farà solo il settore giovanile. A lui va detto solo grazie per quello che ha fatto in due decenni, prendendo una società a brandelli e restituendola al suo blasone. 

La grande passione di Franco, solo per questo la Anzio calcistica è ancora viva e festeggia i suoi 90 anni. Poi? Ma davvero a qualcuno interessa?

In Paradiso a dispetto dei santi non si va, è noto, perciò non è scritto da nessuna parte che si debba fare per forza la serie D. Soprattutto se questo vuol dire cedere a “gruppi” o “cordate” che con il calcio hanno poco a che fare ed entrerebbero in società solo per ben altri fini. Uno dei primi numeri del settimanale “il Granchio” titolava “L’Anziolavinio è in vendita”. Oggi siamo di nuovo a quel punto. Per fortuna la società non è quella di allora, né la disputa fra gruppi e titolari di quote è ai livelli di quegli anni. 

Ma dobbiamo guardare in faccia la realtà: Rizzaro non ce la fa più e non può permettersi la serie D, pur fatta praticamente “in casa” come quest’anno. La città ha la voglia, la forza, i soldi, per una serie D? Evidentemente no, se a fare appelli perché il novantesimo compleanno non venga rovinato sono rimasti solo i tifosi della “Vecchia guardia” e qualche altro appassionato. Né funziona il discorso del titolo “dato al Comune”, come se un’amministrazione pubblica con i tempi che corrono possa pensare al pallone.

Il calcio, ad Anzio, ha ancora un seguito tale da meritare attenzione? Basta guardare le presenze al “Bruschini”: i soliti noti. Dispiace, perché la gloriosa storia di questa società che il collega Nino Visalli sta ricostruendo su facebook, rischia di sparire. E sarà inutile, a quel punto, la festa promessa dal Comune,attraverso il delegato allo sport Massimo Millaci – ex calciatore – per i 90 anni.

Non tutti i mali vengono per nuocere, però. Proviamo a riflettere. Certo la serie D è importante, sicuro Anzio merita questo palcoscenico, ma se non ci sono le forze si abbia il coraggio di ripartire da quello che si può fare. Fosse paradossalmente anche la terza categoria.   Vorrà dire che in serie D ci torneremo quando non ci sarà solo Rizzaro a tirare la carretta, ma una città intera. Un sogno, forse, ma l’Anzio calcio tutto merita fuorché una fine ingloriosa

Bandiera blu, un biglietto da visita. Ma serve trasparenza

Bandiera blu, un biglietto da visita. Ma serve trasparenza

 

E’ un biglietto da visita, su questo non ci sono dubbi. Le modalità per ottenere la Bandiera blu saranno pure disponibili ma dei parametri vanno rispettati. Adesso, alla vigilia dell’ennesimo vessillo della Fee, si ripropone il dibattito se Anzio la meriti o meno e se sia oppure no “vera”. 

Sostengo da tempo che è meglio averla che non e che se fosse veramente il caso di “acquistarla” lo farebbero tutti i Comuni per avere un biglietto da visita turistico. Ecco, il punto è questo: Anzio la ottiene, rispetta dei parametri, ma poi questo “biglietto” non lo sfrutta. Tutt’altro.

Altro e più serio discorso è quello della trasparenza. Anni fa, quando si scoprì che uno degli obiettivi da raggiungere era l’accesso al mare dei disabili e che Anzio l’aveva centrato ci si chiese – sulle pagine del settimanale “Il Granchio” – come fosse possibile. “Li portiamo a spalle” – replicò la responsabile dei balneari, Daniela Di Renzoni. Possibile, ma conoscere i parametri, sapere cosa ha fatto Anzio nel rispondere alle richieste della Fee, mettere on line la “griglia” e i risultati ottenuti è un dovere. L’assessore che torna, Patrizio Placidi, due anni fa decise di farli pubblicare. Lui fa “concessioni” dall’alto del suo consenso elettorale e politico, evidentemente, ma adesso le norme sulla trasparenza sono più stringenti e sapere come abbiamo preso la Bandiera blu per capire, per farne un motivo di vanto o perché no di critica, è indispensabile. Tutto on line, insomma, che ci vuole?

Ben venga questo riconoscimento, a patto che si sappia se realmente rispettiamo i parametri e come la Fee controlla e a patto di saperne fare un biglietto da visita vero. Altrimenti meglio lasciar perdere.

Bilancio, salta il consiglio. Le dure accuse di Zucchini, la vetero politica e burocrazia

ImmagineLa dura presa di posizione del vice sindaco, Giorgio Zucchini, sul rinvio del consiglio comunale, diffusa dall’ufficio comunicazione e riportata di seguito, dopo la diffusione della notizia del rinvio.

Il Consiglio Comunale di Anzio, previsto per il 29 aprile, è stato rinviato al prossimo 20 maggio, alle ore 16.30, in modo da consentire agli Uffici Comunali di adeguare gli atti del Rendiconto 2013 ai rilievi sollevati dal Collegio dei Revisori dei Conti. In particolare dovranno essere chiarite le risultanze contabili con la Tesoreria (Unicredit) ed adottate le determinazioni dei residui attivi e passivi da parte dei singoli Responsabili di Servizio dell’Ente.

Detto questo è del tutto evidente che, nonostante i Dirigenti mi avessero certificato la completezza della documentazione riferita al Rendiconto 2013, la macchina amministrativa del Comune mostra segni di inefficienza. La considerazione che ne consegue, come avevo sostenuto nei giorni scorsi, è la necessità di rimodulare indennità e premio di risultato a vantaggio di quest’ultimo con altri valori premianti relativi ai parametri di efficienza, puntualità e gradimento dell’utenza rispetto ai servizi erogati.

L’attività di formazione di atti qualificanti quali il Bilancio preventivo e consuntivo non può essere ulteriormente ritenuta, da parte della Dirigenza, un’attività noiosa e residuale. Al contrario tutti devono impegnarsi molto di più al fine di rendere servizi dovuti alla cittadinanza nonché all’Amministrazione che è impegnata ad attuare il programma amministrativo che gli stessi cittadini hanno scelto. Ribadisco, inoltre, che l’Amministrazione è impegnata a rispettare tutte le leggi e tutti gli adempimenti, compresi quelli in materia di trasparenza e che non potranno più essere tollerati ulteriori ritardi da parte di nessuno”.

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E’ evidente che la “guerra” tra politica e dirigenza – più volte evidenziata qui e in altre sedi – va avanti. C’è da chiedersi cosa faccia Zucchini che è assessore ma è stato, in passato, per dieci anni al vertice della macchina amministrativa. Non si accorge che mancano dei documenti prima di rispondere in consiglio comunale, non più tardi di una settimana fa? Possibile? I dirigenti avranno pure commesso i loro errori, ma quando Zucchini era direttore generale l’allora sindaco Candido De Angelis diceva che se avevano sbagliato i dirigenti era lui a prendersene la responsabilità.

Adesso, con questa sottile disputa che va avanti da tempo, emerge a pieno il sistema nel quale una mano lava l’altra ed entrambe lavano il viso. Della serie la politica chiede, il dirigente consente, se a sua volta ha qualcosa da ottenere nessuno dalla politica andrà a chiedere spiegazioni. Tutto nella liceità, attenzione, ma evidentemente l’ingranaggio si è rotto. Il modo vetero politico-burocratico di intendere l’amministrazione non è più adeguato.

Ora – ad esempio – ci sono revisori dei conti che non sono più nominati dalla politica e che se hanno da fare le pulci le fanno come e meglio di prima, senza dover rendere conto a nessuno. A loro si era rivolto il Pd, a loro avevano scritto i consiglieri che fanno capo allo schieramento di Candido De Angelis. Sui residui da anni si chiedono – inutilmente – dei chiarimenti che forse finalmente arriveranno. Sono passati, per anni, bilanci senza gli allegati della Capo d’Anzio e della Volsca, giova ricordare che le contestazioni della Ragioneria dello Stato parlano di scarsa correttezza e trasparenza. A proposito della quale la legge continua a essere calpestata, i ritardi ai quali fa riferimento Zucchini sono dovuti al segretario generale. Anche con lui, evidentemente, non corre buon sangue. O, meglio, viene fatto notare che l’ufficio per ciò che riguarda la trasparenza non funziona.

 

Anzio, i revisori non firmano il bilancio: salta il consiglio comunale

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Niente consiglio comunale, domani, sul bilancio consuntivo del 2013. Alle rimostranze dell’opposizione – prima quella di centrodestra e poi il Pd avevano sollevato il caso della mancanza di documenti – si è aggiunta la mancata firma dei revisori dei conti.

Senza il loro via libera, infatti, il bilancio non può essere portato all’attenzione del consiglio comunale. Dalle prime informazioni, sembra che siano gli stessi revisori a lamentare la carenza di documenti e quindi ad aver bloccato la delibera.

Il Pd, durante l’ultimo consiglio comunale, aveva reso noto di aver scritto al Prefetto lamentando il mancato rispetto dei tempi per avere gli atti. Prima ancora Danilo Fontana si era rivolto all’ufficio territoriale del governo. I revisori dei conti, però, hanno fatto più presto.

Morto l’ingegnere Guglielmo Natalini, le sue battaglie per acqua, rifiuti e… Nerone

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E’ morto oggi Guglielmo Natalini, ingegnere, ex consigliere comunale prima negli anni ’70 e poi tra l’85 e il ’95, per un breve periodo anche assessore alla cultura a metà degli anni ’90. Aveva 85 anni, aveva militato nella Dc e poi ne aveva seguito l’evoluzione, era stato dipendente della Palmolive, poi a lungo consulente della stessa azienda e del Comune in materia ambientale. Appassionato di storia, ha scritto – fra l’altro – libri su Amilcare Cipriani, Nerone e Caligola. Colto da malore in casa, è deceduto poco dopo in ospedale. I funerali martedì alle 11,30 a Santa Teresa. Un abbraccio ai familiari. 

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Di recente non ci eravamo “trovati”. Succede. Sono certo, però, che ci fosse stima reciproca. Anzi, proprio quella spesso ci teneva a discutere a lungo. Era ingegnere, quindi meticoloso, se iniziava una battaglia non mollava e sciorinava dati in ogni occasione. Fosse per la raccolta differenziata o per Acqualatina. Aveva passione, Guglielmo Natalini, e per Anzio e la sua storia forse più di qualcuno che si definisce portodanzese. Su Nerone aveva avviato – inascoltato proprio ad Anzio, tanto che presentò l’opera a Forte Sangallo, a Nettuno – una battaglia per fare in modo che fosse “riabilitato”. E l’aveva fatto studiando e andando in giro per il mondo.
Era di “area”, aveva presieduto l’associazione “Anzio 2000” e animato “Anzio futura” però pensava con la sua testa. Sempre.
 

Un po’ narciso, come molti certo che il giornale – parliamo in questo caso del Granchio, ce l’avesse con lui perché non pubblicava sistematicamente ciò che mandava, ma sempre disponibile se c’era bisogno di qualche informazione. Un po’ rompiscatole, certo, ma sempre prodigo di consigli. Mi aprì anche la sua casa, quando un tempo eravamo vicini – nella stessa via – e c’era una vicenda relativa proprio ai rifiuti da discutere e poi pubblicare.

Tra i ricordi più piacevoli la presentazione di un suo libro, al Paradiso sul Mare, si parlava di “Caligola, l’imperatore che voleva la luna” e toccava a me intervistarlo. Lo presi in castagna su una didascalia mancante, se non ricordo male, e commentò dicendo “si vede che hai letto il libro”. Lo presi come un complimento che conservo, adesso, ricordando l’ingegnere.