Il caso Falasche e la presa in giro (nazionale) della trasparenza

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Un anno fa, di questi tempi, si annunciava in pompa magna il “Foia”. Sai com’è, Freedom of informaction act fa “fico” o – per restare in tema – “cool“. Comunque il concetto era nelle prime righe del comunicato del ministro per la semplificazione della pubblica amministrazione: “Un cittadino potrà  accedere a dati e documenti  anche se non sono stati resi pubblici“. Poveri illusi, i cittadini, primo fra tutti chi scrive.

Perché uno prova ad accedere, a chiedere quello che persino i consiglieri comunali di opposizione (?!?!) si guardano bene dall’approfondire, ma la battaglia è persa. In passato, sia pure con un minimo ritardo, il Comune aveva risposto. Stavolta che la vicenda scotta – eccome – e che c’è di mezzo un assessore, il silenzio.  Del Comune, ma anche degli altri soggetti. Per questo, caro ministro Marianna Madia, la trasparenza è una pia intenzione, una presa in giro.

La storia è quella del Falasche che ha avuto dal Comune dei soldi per rifare l’impianto e non li ha mai restituiti. Il 10 aprile chi scrive ha chiesto: “Copia del capitolato dei lavori concordati; il certificato di fine lavori; l’ammontare del debito della concessionaria nei confronti del Comune; le iniziative adottate dal Comune di Anzio per il recupero delle somme dovute e per l’eventuale decadenza della concessione in essere; il quadro dei pagamenti eventualmente effettuati dalla società concessionaria; ogni altra iniziativa adottata a tutela dell’ente, delle sue entrate e del bene pubblico dato in concessione“. Silenzio. Né il sindaco, tanto meno la responsabile della trasparenza e anti-corruzione, hanno avuto modo di rispondere. Passati i trenta giorni previsti dalla legge – anzi, qualcosa in più – è partito un sollecito indirizzato all’Organismo indipendente di valutazione (quello che tanto, alla fine, dà obiettivi raggiunti al 100% a tutti) all’autorità nazionale anti corruzione, al dipartimento per la funzione pubblica, alla Corte dei Conti – lì si profila un danno erariale di non poco conto – e alla Procura della Repubblica di Velletri.

Saranno tutti oberati, ci mancherebbe, però hanno a che fare con chi se non altro ha la testa dura. E così dopo diverse chiamate si è scoperto che alla funzione pubblica c’è un fascicolo, si è avuto persino l’onore di parlare con una dirigente, la quale però ha delle perplessità sul fatto che competa a loro indagare su questo ritardo del Comune di Anzio. Sarà l’Anac? Sicuramente o chissà…

E poi l’accesso libero, ma dai… la legge 241 – quella del ’90, attenzione – presuppone che si abbiano degli interessi “qualificati” a ottenere documenti. Forse non basta essere cittadino, alla faccia del “Foia“. Però mentre al Comune di Anzio se ne sono fregati, la dottoressa della Funzione pubblica ha almeno avuto tempo e pazienza di  rispondere, ascoltare, indirizzare. Benché il messaggio arrivato sia chiaro: non è così scontato che si abbia diritto a quell’accesso (e c’è un interesse pubblico, come se c’è…)  né chi debba fare cosa se un Comune non risponde. Risultato? Se da Anzio non spiegano cosa è successo con il Falasche nessuno si muove, sanziona, impone di rispondere. Non ora, né sappiamo quando.

Ecco, ministro Madia, sta bene a scrivere che  “servono uffici funzionanti, competenze chiare, meccanismi di coordinamento” la lezione che si trae da questa piccola storia di provincia è che restiamo alla teoria.

Ribadisco che non ce l’ho con l’attività svolta, meritoriamente, dalla società Falasche calcio ma che quell’esempio è la punta dell’iceberg di come si gestiscono le cose in questa città. Sarebbe bastata la buona volontà di un consigliere comunale in questo caso, ma è noto: la “politica” si auto assolve e nessuno andrà mai a chiedere lumi su una realtà che coinvolge direttamente un assessore che aveva, ha e continuerà ad avere in quell’impianto il suo quartier generale.

Se non si ha diritto di conoscere gli atti – che di fronte a una cosa del genere dovrebbero essere di dominio pubblico – si ha il dovere civico di denunciare e non mollare. Qualche risposta, prima o poi, arriverà.

Il segretario, la retribuzione, la trasparenza e chi controlla il controllore

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Il segretario generale del Comune di Anzio, Pompeo Savarino, si lamenta in tv a Ballarò a nome della categoria che rappresenta, per il rischio di tagli o comunque di blocco della sua retribuzione e di quella dei segretari o dirigenti pubblici proposto dal ministro Madia. Lo aveva già fatto in passato, con una lunga intervista al Corriere della Sera. Fa la sua parte, è giusto, così come non c’è nulla di scandaloso se a un ruolo di responsabilità corrisponde uno stipendio lordo di 128.000 euro annui (ma dal sito del Comune ne risultano 135.793,37). E’ giusto che quanti hanno maggiori oneri siano retribuiti adeguatamente, non c’è da scandalizzarsi.

Sono altre le cose che non tornano, il segretario ci perdonerà. La prima è che in qualunque azienda privata avrebbe dimenticato, da tempo, i benefici della cosiddetta “contrattazione di secondo livello”. Ci sono aziende nelle quali sono stati tagliati persino i “buoni pasto”, figuriamoci emolumenti aggiuntivi. Leggi indennità di risultato, dalle nostre parti sempre al 100% come se il Comune funzionasse alla perfezione. Chiedere ai cittadini se è così o meno…

La seconda – ben più importante – è che nessuno mette in dubbio il suo compenso, purché a questo corrisponda un Comune che rispetta le norme. Spiace, ma per la trasparenza – ad esempio – non è così. Né bastano i curriculum pubblicati e qualche atto, nemmeno tutti, rispetto a delibere e determine.  Ad Anzio il decreto legislativo 33/2013 continua a non essere applicato, anzi a essere violato. Lo dice anche l’Autorità nazionale anticorruzione che informa   “nell’esercizio dei propri poteri di controllo” di aver “richiesto al Comune di Anzio di fornire notizie in merito alle inosservanze segnalate”. Le aveva segnalate, per dovere di cronaca, con un dettagliato esposto, il gruppo di cittadinanza attiva “Cittadini 5 stelle Anzio”. L’Autorità il 26 marzo ha deliberato di chiedere chiarimenti, in Comune avranno perso quella nota come fu per il parere sull’incompatibilità di Placidi? O l’avranno ricevuta senza rispondere? O, se hanno risposto, come si sono giustificati?

Ecco, queste indicazioni i cittadini le aspettano da chi – giustamente pagato per il ruolo che ricopre – le deve fornire. Vanno bene anche 150.000 euro, paradossalmente, purché poi se c’è una commissione trasparenza il segretario vada alla prima convocazione come, invece, non è stato. E si parlava, guarda caso, proprio del decreto legislativo 33/2013.

Giova ricordare, inoltre, che nei rilievi non di umili cittadini che comunque, in quanto tali, sono portatori di interessi, ma del Ministero dell’Economia e delle finanze c’è anche qualche richiamo a Savarino. Per i diritti di rogito che in consiglio comunale Zucchini ha detto che verranno restituiti per la parte eccedente, ma anche per aver violato il principio di omnicomprensività della retribuzione per i “gettoni” del nucleo di valutazione. Insomma, uno quei soldi che la Madia e il governo vogliono “tagliare” li vuole anche spendere ma poi la macchina deve funzionare. Da ultimo c’è stato il “richiamo” proprio del vice sindaco a fare in modo che sulla trasparenza il Comune si adeguasse e chi dovrebbe farlo è proprio il segretario.

Terza vicenda, sulla quale né una maggioranza che pure è particolarmente attente alle vicende dirigenziali (vedi mense) né un’opposizione che dice di comprendere “le oggettive difficoltà” sulla trasparenza (vedi il capogruppo Pd) sembra interessata. Il segretario è al tempo stesso responsabile dell’anticorruzione ma anche di alcuni servizi tra cui atti giudiziari, contenzioso, assicurazioni. Si profila un conflitto di interessi? Chi controlla il controllore? In alcuni Comuni la questione è stata posta, ad Anzio ce la prendiamo con calma.

A proposito di macchina, infine. E’ vero, il segretario viene da Roma con il proprio mezzo e torna a casa con quello, c’è il carburante da pagare, il veicolo è soggetto a usura e manutenzione, non c’è dubbio, e una fetta di quella retribuzione va sicuramente per l’auto. Prendere il treno no?