Bilancio e corte dei conti, è l’ora della verità

Adesso ci diranno che è tutto a posto, sono solo richieste formali e che tutto sommato questi della Corte dei Conti un po’ si saranno anche “accaniti”. Che miseria, fino a che lo dicono i consiglieri comunali – di ieri e di oggi – fino a che quei rompiscatole di giornalisti (sempre con qualcuno “dietro”, strumentalizzati e chi più ne ha ne metta) lo scrivono – ma adesso alla Corte dei conti sembrano veramente aver preso di mira Anzio…. Dai, non si fa così… Lo sentiamo già il sindaco dire che è tutto in regola. Come per la relazione della Ragioneria dello Stato per la quale, intanto, si è corsi ai ripari…

A leggere queste notizie (http://www.ilgranchio.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4137:anzio-anche-la-corte-dei-conti-chiede-chiarimenti-sui-bilanci-consuntivi&catid=42:intestazionesito) e (http://www.inliberuscita.it/politica/32808/bilanci-e-capo-danzio-la-scure-della-corte-dei-conti/) c’è la conferma, invece, che le criticità sono molte e anche difficili da sanare.

Perché ci portiamo dietro, da anni, la vicenda dei residui, quella del “buco” della Capo d’Anzio, i ritardi nel rispondere alla magistratura contabile (che vogliono questi?) e soprattutto la presunzione di essere sempre e comunque nel giusto o – peggio – di potersene infischiare dei richiami. Com’è stato per i precedenti interventi di controllo della Corte dei Conti, per i bilanci consuntivi approvati in ritardo – e per quello 2011 il Comune andava commissariato, ma il Prefetto di Roma s’è guardato bene dal farlo – e come è stato per la vicenda dell’incompatibilità di Placidi per la condanna per danno erariale.

Allora il parere del Ministero dell’Interno, chiesto e poi “imboscato”, è stato tirato fuori da chi scrive. Era passato oltre un anno, in Comune avevano finto di non conoscerlo deliberando in merito alla vicenda delle condanne. In questo caso il richiamo è “solo” del 21 marzo.

Hanno risposto gli uffici? E cosa? E hanno nulla da dire i revisori dei conti che hanno dato parere prima negativo – tutti e tre insieme – quindi positivo, guarda caso con l’assenza di una delle componenti, si dice in Comune la più “ostica”?

Richiami, quelli della Corte dei Conti, che arrivano da lontano e sono stati sistematicamente ignorati o quasi. Adesso è il momento della verità.   

Bilancio, salta il consiglio. Le dure accuse di Zucchini, la vetero politica e burocrazia

ImmagineLa dura presa di posizione del vice sindaco, Giorgio Zucchini, sul rinvio del consiglio comunale, diffusa dall’ufficio comunicazione e riportata di seguito, dopo la diffusione della notizia del rinvio.

Il Consiglio Comunale di Anzio, previsto per il 29 aprile, è stato rinviato al prossimo 20 maggio, alle ore 16.30, in modo da consentire agli Uffici Comunali di adeguare gli atti del Rendiconto 2013 ai rilievi sollevati dal Collegio dei Revisori dei Conti. In particolare dovranno essere chiarite le risultanze contabili con la Tesoreria (Unicredit) ed adottate le determinazioni dei residui attivi e passivi da parte dei singoli Responsabili di Servizio dell’Ente.

Detto questo è del tutto evidente che, nonostante i Dirigenti mi avessero certificato la completezza della documentazione riferita al Rendiconto 2013, la macchina amministrativa del Comune mostra segni di inefficienza. La considerazione che ne consegue, come avevo sostenuto nei giorni scorsi, è la necessità di rimodulare indennità e premio di risultato a vantaggio di quest’ultimo con altri valori premianti relativi ai parametri di efficienza, puntualità e gradimento dell’utenza rispetto ai servizi erogati.

L’attività di formazione di atti qualificanti quali il Bilancio preventivo e consuntivo non può essere ulteriormente ritenuta, da parte della Dirigenza, un’attività noiosa e residuale. Al contrario tutti devono impegnarsi molto di più al fine di rendere servizi dovuti alla cittadinanza nonché all’Amministrazione che è impegnata ad attuare il programma amministrativo che gli stessi cittadini hanno scelto. Ribadisco, inoltre, che l’Amministrazione è impegnata a rispettare tutte le leggi e tutti gli adempimenti, compresi quelli in materia di trasparenza e che non potranno più essere tollerati ulteriori ritardi da parte di nessuno”.

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E’ evidente che la “guerra” tra politica e dirigenza – più volte evidenziata qui e in altre sedi – va avanti. C’è da chiedersi cosa faccia Zucchini che è assessore ma è stato, in passato, per dieci anni al vertice della macchina amministrativa. Non si accorge che mancano dei documenti prima di rispondere in consiglio comunale, non più tardi di una settimana fa? Possibile? I dirigenti avranno pure commesso i loro errori, ma quando Zucchini era direttore generale l’allora sindaco Candido De Angelis diceva che se avevano sbagliato i dirigenti era lui a prendersene la responsabilità.

Adesso, con questa sottile disputa che va avanti da tempo, emerge a pieno il sistema nel quale una mano lava l’altra ed entrambe lavano il viso. Della serie la politica chiede, il dirigente consente, se a sua volta ha qualcosa da ottenere nessuno dalla politica andrà a chiedere spiegazioni. Tutto nella liceità, attenzione, ma evidentemente l’ingranaggio si è rotto. Il modo vetero politico-burocratico di intendere l’amministrazione non è più adeguato.

Ora – ad esempio – ci sono revisori dei conti che non sono più nominati dalla politica e che se hanno da fare le pulci le fanno come e meglio di prima, senza dover rendere conto a nessuno. A loro si era rivolto il Pd, a loro avevano scritto i consiglieri che fanno capo allo schieramento di Candido De Angelis. Sui residui da anni si chiedono – inutilmente – dei chiarimenti che forse finalmente arriveranno. Sono passati, per anni, bilanci senza gli allegati della Capo d’Anzio e della Volsca, giova ricordare che le contestazioni della Ragioneria dello Stato parlano di scarsa correttezza e trasparenza. A proposito della quale la legge continua a essere calpestata, i ritardi ai quali fa riferimento Zucchini sono dovuti al segretario generale. Anche con lui, evidentemente, non corre buon sangue. O, meglio, viene fatto notare che l’ufficio per ciò che riguarda la trasparenza non funziona.

 

Ragioneria dello Stato: prima “pezza”, ma trasparenza e correttezza restano un miraggio

ImmagineEra talmente tutto a posto che ora si corre a mettere una “pezza”. Parliamo della dura relazione della Ragioneria dello Stato che contestava – fra l’altro – la corresponsione di indennità di posizione organizzativa e di posizione per incarichi dirigenziali. Soldi assegnati in assenza di un atto di giunta dal 2009 al 2012 e situazione “sanata” adesso, dopo l’ispezione. Nella delibera di ieri si riportano le tabelle che si trovano pure nella relazione e si afferma che “in sede di verifica ispettiva è stata rilevata l’assenza di un atto formale da parte della Giunta Comunale” quindi che ” occorre ratificare gli incrementi delle retribuzioni di posizione corrisposte ai dirigente ascrivibili alle tipologie sopra specificate”. Un errore, insomma.

Nessuno lo ammetterà mai in Comune, ma di errore si tratta. Si dicevano “tranquilli” dopo la diffusione della relazione, affermavano che era tutto a posto, hanno già dovuto compiere due atti formali per sistemare la situazione. Ammesso che sia veramente tutto a posto e si tratti di una clamorosa montatura – lunedì 31 se ne parlerà fra l’altro anche in consiglio comunale su richiesta dell’opposizione – ci sono due parole che usano i tecnici del Ministero: trasparenza e correttezza. Affermando che sono mancate. Purtroppo, per queste, non c’è alcun atto formale che possa riparare. Né sembra esserci la volontà di farlo, perché trasparenza e correttezza restano un miraggio. Lo dimostra – in modo lampante – il sito del Comune che continua a essere fuori legge.