Bilancio, salta il consiglio. Le dure accuse di Zucchini, la vetero politica e burocrazia

ImmagineLa dura presa di posizione del vice sindaco, Giorgio Zucchini, sul rinvio del consiglio comunale, diffusa dall’ufficio comunicazione e riportata di seguito, dopo la diffusione della notizia del rinvio.

Il Consiglio Comunale di Anzio, previsto per il 29 aprile, è stato rinviato al prossimo 20 maggio, alle ore 16.30, in modo da consentire agli Uffici Comunali di adeguare gli atti del Rendiconto 2013 ai rilievi sollevati dal Collegio dei Revisori dei Conti. In particolare dovranno essere chiarite le risultanze contabili con la Tesoreria (Unicredit) ed adottate le determinazioni dei residui attivi e passivi da parte dei singoli Responsabili di Servizio dell’Ente.

Detto questo è del tutto evidente che, nonostante i Dirigenti mi avessero certificato la completezza della documentazione riferita al Rendiconto 2013, la macchina amministrativa del Comune mostra segni di inefficienza. La considerazione che ne consegue, come avevo sostenuto nei giorni scorsi, è la necessità di rimodulare indennità e premio di risultato a vantaggio di quest’ultimo con altri valori premianti relativi ai parametri di efficienza, puntualità e gradimento dell’utenza rispetto ai servizi erogati.

L’attività di formazione di atti qualificanti quali il Bilancio preventivo e consuntivo non può essere ulteriormente ritenuta, da parte della Dirigenza, un’attività noiosa e residuale. Al contrario tutti devono impegnarsi molto di più al fine di rendere servizi dovuti alla cittadinanza nonché all’Amministrazione che è impegnata ad attuare il programma amministrativo che gli stessi cittadini hanno scelto. Ribadisco, inoltre, che l’Amministrazione è impegnata a rispettare tutte le leggi e tutti gli adempimenti, compresi quelli in materia di trasparenza e che non potranno più essere tollerati ulteriori ritardi da parte di nessuno”.

***

E’ evidente che la “guerra” tra politica e dirigenza – più volte evidenziata qui e in altre sedi – va avanti. C’è da chiedersi cosa faccia Zucchini che è assessore ma è stato, in passato, per dieci anni al vertice della macchina amministrativa. Non si accorge che mancano dei documenti prima di rispondere in consiglio comunale, non più tardi di una settimana fa? Possibile? I dirigenti avranno pure commesso i loro errori, ma quando Zucchini era direttore generale l’allora sindaco Candido De Angelis diceva che se avevano sbagliato i dirigenti era lui a prendersene la responsabilità.

Adesso, con questa sottile disputa che va avanti da tempo, emerge a pieno il sistema nel quale una mano lava l’altra ed entrambe lavano il viso. Della serie la politica chiede, il dirigente consente, se a sua volta ha qualcosa da ottenere nessuno dalla politica andrà a chiedere spiegazioni. Tutto nella liceità, attenzione, ma evidentemente l’ingranaggio si è rotto. Il modo vetero politico-burocratico di intendere l’amministrazione non è più adeguato.

Ora – ad esempio – ci sono revisori dei conti che non sono più nominati dalla politica e che se hanno da fare le pulci le fanno come e meglio di prima, senza dover rendere conto a nessuno. A loro si era rivolto il Pd, a loro avevano scritto i consiglieri che fanno capo allo schieramento di Candido De Angelis. Sui residui da anni si chiedono – inutilmente – dei chiarimenti che forse finalmente arriveranno. Sono passati, per anni, bilanci senza gli allegati della Capo d’Anzio e della Volsca, giova ricordare che le contestazioni della Ragioneria dello Stato parlano di scarsa correttezza e trasparenza. A proposito della quale la legge continua a essere calpestata, i ritardi ai quali fa riferimento Zucchini sono dovuti al segretario generale. Anche con lui, evidentemente, non corre buon sangue. O, meglio, viene fatto notare che l’ufficio per ciò che riguarda la trasparenza non funziona.

 

Un pensiero su “Bilancio, salta il consiglio. Le dure accuse di Zucchini, la vetero politica e burocrazia

  1. “Il linguaggio usato da Renzi è irresponsabile e non istituzionale” ( omissis) commentando (ndr) ….. le dichiarazioni del premier che ha annunciato interventi “con la ruspa per la pa”, promettendo “lotta violenta contro la burocrazia”.
    “Se il premier vuole trovare un colpevole della situazione di crisi del nostro paese lo deve cercare nei ‘Fiorito’ di turno che hanno sottratto milioni di euro di soldi pubblici o negli evasori fiscali che rubano il futuro ai loro concittadini o nei corrotti che, come dice Papa Francesco, danno il pane sporco ai propri figli o nelle mafie che controllano parti del territorio del nostro paese”, “E’ lì che Renzi deve fare ‘lotta violenta’ e non contro dirigenti che cercano di tenere la schiena dritta nell’interesse esclusivo dell’Italia evitando che la politica faccia ingerenze nella gestione della cosa pubblica”. “Invito Renzi a moderare i toni nei confronti di una categoria troppo spesso usata come capro espiatorio della malapolitica”, prosegue …… osservando che “i dirigenti pubblici si limitano ad applicare le molteplici, e talvolta contraddittorie, leggi fatte dalla politica”.
    “Lancio un appello al presidente della Repubblica Napolitano, in quanto garante dell’unità dello Stato e dell’attuazione della Costituzione…….. affinché si adoperi per la tutela della dignità dei servitori del suo paese”.
    Viene da sorridere se la cosa non fosse gravissima: INDOVINATE DI CHI SONO QUESTE PAROLE…..e solo dopo domandiamoci perché non si urlino di nuovo.
    Questa è l’Italia della trasparenza, del “proprio” indiscutibile orto meritocratico che è invece un deserto senza acqua. E, per avere più effetto si scomoda anche il Papa!!!
    Divide et impera, ma a volte nel dividere non ci si accorge che potrebbe esserci un masaniello incontrollabile per propri fini non per la collettività che fa paura nonostante le carenze assolute che dovrebbero licenziare provvedimenti radicali: ma, la politica è debole e flaccida ed è sotto schiaffo della ignoranza spacciata per arrogante ed indiscutibile competenza.

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