Previeni i tumori e passi tra i bambini, la battaglia (persa) di Villa Sarsina

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L’ultimo della serie è il furgone della prevenzione tumori. Questa mattina, intorno alle 8,30, il mezzo della Asl è passato tra genitori e bambini che entravano nelle scuole di via Ambrosini. E’ una vicenda mai risolta, purtroppo, quella della strada che dalla via conduce fino alla sede del Comune, a Villa Sarsina.

Pochi metri nei quali vige il divieto di transito imposto dal buon senso prima ancora che da un cartello. Lo  hanno ignorato, nel tempo, il segretario generale, l’ex dirigente della ragioneria, una pattuglia dei carabinieri, dipendenti della ditta di vigilanza, altri mezzi diretti al Comune o in uscita da lì. Nei giorni scorsi, lunedì intorno alle 14,20, anche il presidente del Consiglio comunale che lasciava Villa Sarsina.

La battaglia è persa, non c’è dubbio, quando la scuola si mise d’accordo con l’allora dirigente della polizia locale Bartolomeo Schioppa per sperimentare una settimana di chiusura di via Ambrosini il sindaco decise all’ultimo istante di bloccare tutto. Non si chiude via Ambrosini – nemmeno per un esperimento – figuriamoci se c’è chi rinuncia al “privilegio” di entrare e parcheggiare a Villa Sarsina o chi non si accorge – banalmente – che è il caso di aspettare qualche minuto. Non si chiude via Ambrosini, dove quotidianamente si rischia che qualcuno si faccia male, figuriamoci quel piccolo tratto che sia per una buona causa come quella della Asl o per un diritto acquisito in base al ruolo ricoperto, consente di passare…

Che esempio hanno dato, questa mattina, i responsabili del camper che arriva lì per fare prevenzione e calpesta una banalissima regola, passando tra i bambini con tutti i rischi che ciò comporta?  E dov’era il vigile? 

E’ una battaglia persa, è vero, e magari si arriverà a chiudere almeno quando passano i bambini per entrare e uscire da scuola solo dopo una disgrazia. Ci auguriamo mai, anzi resti sempre tutto aperto.

Speriamo che si apra almeno la mente di chi dovrebbe semplicemente usare un minimo di buon senso e avere la capacità di capire che se dei bambini – da 3 a 11 anni – stanno entrando o uscendo da scuola, è il caso di aspettare. 

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