Il 3.0 che dimentica Gentiloni, se ripartissimo da chi come lui…

gentiloni1-copia-561x420

Gentiloni mentre firma la campagna Fai i luoghi del cuore

Ci aveva promesso il 3.0, ma è domenica e non avrà trovato modo di far scrivere qualcosa. Domani, forse, con calma ragionerà se è il caso di fare gli auguri al Presidente del consiglio incaricato, Paolo Gentiloni, frequentatore di Anzio da una vita.

Sapete com’è, il nostro sindaco ha da pensare alla maggioranza, alle tensioni di sempre, alla campagna elettorale, deve tenere a bada i cinque che gli hanno scritto, Salsedo e Bruschini junior che “sposano” Noi con il cuore dell’ex avversario Candido De Angelis. Prima doveva preoccuparsi della potenziale candidatura di chi scrive, ora lo stanno convincendo che ci pensa pure l’avvocato Guido Fiorillo al quale – come per me – non basta smentire. Ma ragazzi, quando la “po-li-ti-ca” si mette in testa una cosa è difficile toglierla. Di che vuoi che parlano nei bar, altrimenti? Quello sta con Tizio che sicuramente andrà con Caio e allora lì dobbiamo….

Mica ha tempo per Gentiloni, dai… Eppure ultimamente Bruschini ci aveva abituato bene, incaricando chi è deputato a comunicare di pubblicare piccanti smentite, annunciare maxi richieste di risarcimento, farci sapere che è stato chiuso il procedimento relativo alle “quote rosa” per la Capo d’Anzio dopo la nomina della segretaria. Speriamo ci faccia sapere anche quello che dirà l’Anac, a riguardo, dato che chi si occupa di anti-corruzione non dovrebbe avere incarichi di gestione, ma pazienza….

Si poteva usare almeno la pagina facebook e dire “Buon lavoro, Gentiloni, Anzio la aspetta…” ma che vuoi da chi deve occuparsi delle beghe quotidiane? C’è Pusceddu che rientra, il sito del Comune che annuncia un’organizzazione e la segretaria che (pare) ne vuole un’altra, c’è la vicenda da risolvere di chi sta lì con un titolo per un altro…. Dai, pazienza per il Presidente del consiglio. Dopotutto è solo “incaricato“.

Proviamo, allora, a rovesciare il discorso. Partiamo da Gentiloni e dai tanti personaggi noti come lui, se non oltre (basta pensare a Mario Draghi) che da Anzio non sono mai andati via, continuano a frequentarla d’estate e quando possono. Noi anziati che nei confronti dei “signori” tanto teneri non siamo mai stati, immaginandoli in troppi casi come quelli che venivano, dovevano pagare (tanto) e poi sbrigare ad andarsene, non ci siamo preoccupati di costruire una città a misura di chi la frequentava.

Lo dimostra l’ultimo strumento urbanistico, così come il precedente: case, case, case e basta. L’economia “tirava“, potevi accontentare appetiti trasversali, dare lavoro, pazienza se consumando suolo e facendo edilizia non straordinaria, hai abbassato la qualità. C’è un’intera classe politica, trasversale, che ha voluto questo. Ed è stata votata negli anni.

Continuano a venire Gentiloni, Draghi e tanti altri, ma intorno hai creato un sistema di pendolari che una casa a Roma con 100.000 euro non l’avrebbero mai vista nemmeno in cartolina e che certo non innalza la qualità del tessuto sociale. Gente che se non lavora viene a chiedere una soluzione in Comune, fosse pure quella di tre mesi con una cooperativa. Abbassando la soglia, hai guardato a uno sviluppo effimero e non duraturo.

Ora, immaginando #unaltracittà, si può provare a rovesciare il discorso. A essere anzitutto per qualcosa e non contro qualcuno. Si ha il dovere di pensare prima a quale città vogliamo, anziché perdere tempo nei bar a fare elucubrazioni sui candidati vincenti o meno.

Allora proviamo a parlare di sviluppo senza mattone.  Di convenzioni che si fanno quando è possibile, non andando incontro a chi uscito dalla porta vuole rientrare dalla finestra, vedi caso Puccini-Vignarola. Di legalità che parte dalle piccole cose e riguarda inevitabilmente anche le grandi, di appalti trasparenti e fatti per tempo, scadenze rispettate, città pulita (con quello che paghiamo…) e via discorrendo.

Proviamo a parlare di eventi internazionali e per un target medio-alto, anziché le stagioni per gli amici degli amici. Di coinvolgere in questo discorso chi, come Gentiloni e tanti altri, Anzio la frequenta e  continuerà a farlo per attaccamento, perché ha la casa, perché in fondo in fondo si sta bene, per  mille altri motivi.  Certo, sono forse di più – in termini di votanti – quelli che hanno comprato la casa a 100.000 euro e che vanno a bussare in Comune per trovare il posto in qualche cooperativa di disperati. Forse anche per questo non si è trovato il modo di mandare un messaggio a Gentiloni.

Buon lavoro da questo umile spazio, Presidente, ne ha bisogno. E arrivederci ad Anzio.

Illegalità e casi singolari, chi tace è complice

gaeta

Sono accadute e accadono ad Anzio tante vicende diciamo singolari all’interno del nostro Comune. Cose a volte spiegate con una frase banale, ma che è un po’ come il prezzemolo, sta sempre bene: “E’ la politica….” Certo, la vostra.

Un anno fa di questi tempi ero alle prese con querele notificate e denunce da fare per la vicenda degli “sgarrupati“, legata ai consiglieri comunali e assessori morosi nei confronti dell’Ente. Ebbene molti hanno sistemato la loro posizione, che li rendeva incompatibili, ma quell’argomento in consiglio comunale non è più stato trattato. A oggi, non sappiamo chi ancora è moroso nei confronti del Comune ma come niente fosse decide, magari minaccia crisi, sta lì impunito. Non mette l’argomento all’ordine del giorno il presidente, Sergio Borrelli, non sembra interessata alla vicenda la segretaria e responsabile dell’anti corruzione del Comune, Marina Inches.

Si parla di legalità, si tengono corsi sulla trasparenza, ma il sito è ancora un rebus per chi cerca gli atti. Sono piccole cose, certo, nessuno ha la bacchetta magica, ma intanto….

Che fine hanno fatto, allora, e parliamo di vicende più serie, le contestazioni del Mef? Quanti soldi ha recuperato il Comune rispetto a ciò che veniva detto? Che provvedimenti sono stati adottati? Silenzio. Della “politica” e di chi dovrebbe fare in modo che gli uffici facessero il loro senza subire influenze. Anche piccole, anche i “che ti metti a fare…” perché quella cooperativa interessa all’assessore Tizio, l’associazione a Caio, quello ha le bancarelle, quell’altro i lavori da fare. Se qualcosa non torna, basta minacciare una crisi…. Storie arcinote, nelle quali si è infilato qualche poco di buono come dicono le carte delle Procure della Repubblica.

Già, il presunto condizionamento. Quello per il quale più parlamentari e di più gruppi hanno chiesto la commissione d’accesso per verificare se esista o meno chi “detta” le cose da fare, in particolare nel settore delle cooperative e soprattutto dopo quanto emerso da “Mala Suerte“. Il sindaco Bruschini si è difeso: “Nessuna mafia“. Negare non è il massimo, è stato ribadito questa mattina nel corso dell’incontro al Chris Cappel College dalla collega sotto scorta Federica Angeli, ma è comprensibile da parte di chi è nato, cresciuto e vive in un sistema politico che rigenera se stesso da anni. Il problema, ormai, non è chi ha presentato le interrogazioni né chi si difende – peraltro annunciando improbabili richieste di risarcimento del danno a La7 – ma chi finora non è intervenuto: il Prefetto di Roma. Abbiamo il diritto di sapere, ma invece si tace… E ora che il governo non c’è più forse non sapremo mai se c’è bisogno o meno di quella commissione.

E parliamo di cose serie, ma torniamo per un attimo alla legalità di quelle quotidiane. Quella che  inizia dalle piccole cose e nella ipotetica #unaltracittà sarà al primo posto.

Si riorganizza il Comune? Va benissimo, ma nella delibera di giunta ci sono allegati in contrasto fra loro. Uno dice: ok, ne prendo atto, rettifico… Ma quando mai… Sulla base di quella riorganizzazione e dell’errato pensionamento del dirigente Franco Pusceddu si prende un sostituto all’area finanziaria? Bene, ma si scopre che ha un titolo diverso da quello del bando. Anche qui: ho sbagliato, cerco una soluzione. No, si va avanti, con sfrontatezza, prepotenza quasi (e l’avesse fatto Candido De Angelis il Comune sarebbe stato “circondato” da forze dell’ordine) e non è finita. Perché anche nel prendere il dirigente della polizia locale qualche errore ci sarebbe. Sai com’è, la “politica” voleva quelli e quelli ha ottenuto, ma le cose vanno fatte secondo le regole. Invece qui si aggirano, si calpestano, si interpretano e via discorrendo. Ci si fa credere di aver vinto una causa quando è stata persa, ma poi ci si appella. Si tiene fuori chi ha una sentenza e dovrebbe rientrare, si fa un caso politico – quando bastava una determina – su Pusceddu, ma intanto come scrive controcorrente si “aggiusta” (speriamo si sbagli) la commissione per la gara delle mense. Per non parlare degli incarichi – sempre alla responsabile dell’anti corruzione – di chi al tempo stesso è controllore e controllato.

E nessuno chiede, nessuno prova a convocare un consiglio comunale, nessuno dice: ok, o rispondete o non si va avanti.  Sai com’è “E’ la politica….” No, si chiama complicità.

Gli unici a provare, di recente, a rompere questo meccanismo sono stati Andrea Mingiacchi con la richiesta – poi “dimenticata” – di revocare in autotutela la nomina del dirigente dell’area finanziaria (c’è chi ha fatto notare che i problemi erano altri, è vero, ma sono anche questi….) e stasera il Meetup Grilli di Anzio che a proposito dei recenti bandi per dirigenti ha scoperto un’altra chicca. Pubblico di seguito la loro nota.

Sembrava cosa fatta con il cambio del Segretario Generale e con il conseguente arrivo della Dott.ssa Inches. Speravamo che con Lei la trasparenza degli atti amministrativi del Comune di Anzio avrebbe trovato ragion d’essere. Ma a quanto rileviamo dal monitoraggio albo pretorio, le buone intenzioni non vanno oltre alcuni cambiamenti.

Sono stati banditi due concorsi dirigenziali, uno per una posizione amministrativa e un altro per la Polizia Locale. In entrambi i casi, la pubblicazione del bando di concorso è stata effettuata esclusivamente sull’albo pretorio del Comune e non sulla Gazzetta Ufficiale, contravvenendo così all’obbligo di pubblicità dei concorsi pubblici ai quali deve essere data massima diffusione per tutti i cittadini, indipendentemente dal loro luogo di residenza.

Quest’obbligo è stato ribadito da una sentenza del Consiglio di Stato del 10/12/2015 n.227. La sentenza rileva che la mancata pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale comporta l’annullabilità dei concorsi, che possono essere legittimamente impugnati da chiunque ne abbia interesse, ovvero da tutti coloro che non hanno potuto parteciparvi a causa proprio della mancata pubblicazione.

La Segretaria Generale, dunque, o non si accorge di tutto questo o non sa. In ogni caso, si viola un norma sulla #trasparenza da parte di chi è pagato per tutelarla (la Dott.ssa Inches riveste anche il ruolo di responsabile della corruzione e trasparenza amministrativa) e si mette a rischio il buon andamento dell’organizzazione comunale, visto che chiunque potrebbe impugnare il bando. Una superficialità che non ci saremmo mai aspettati. Per questo abbiamo inoltrato segnalazione all’Anac e al Dipartimento della Funzione Pubblica“.

 

La vita, così strana… Ciao Enrico

enricofabiani

Eravamo giovani, non belli, quello eventualmente facciamolo dire ad altri. Certamente spensierati. Crescevamo tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, vivendo nella stessa scuola, partecipando alle feste di allora, in sella ai primi motorini, io e te anche nell’esperienza degli scout, caro Enrico….

La vita ci ha allontanato, ha fatto prendere a noi due, ma anche ai tanti che oggi erano lì e sono stati parte della nostra esperienza, strade diverse. Che strana sensazione ritrovarsi per salutare uno di noi, rivederci in una triste occasione. Rivedere, quasi che il tempo non fosse passato, gli amici di allora, i tuoi genitori, tua sorella, i genitori di altri che hanno condiviso il nostro percorso. Ne è passato di tempo, sì, ma ho avuto come la sensazione che fossimo intorno al Casello – la tua casa – o a una delle feste di tanti anni fa, con le mamme e i papà che venivano a prenderci. E che oggi erano lì a piangere insieme a noi.

Sì. eravamo lì per salutarti, per dirci quanto sia strana questa vita che ha già scritta quando nasciamo la parola “Fine” per ciascuno di noi, ignari ovviamente di quando e come sarà.

Non ci sentivamo e vedevamo da tempo, per questo è stato ancora più difficile scrivere il tuo nome, l’altra sera, sulle pagine del Messaggero e sul sito del giornale. Sì, è strana la vita: “Oh ragazzi, brutto incidente ad Aprilia, sembra mortale….” Telefoni, cerchi conferme, mandi il corrispondente, senti le fonti e scrivi, come nulla fosse, con una sorta di cinismo quasi innato o che piano piano ti ha aiutato a farti una corazza di fronte alle tragedie. “E’ di Anzio….” e allora avvisi i colleghi romani. “Abbiamo il nome….” e lì ti crolla il mondo addosso.

Ho chiesto più volte conferma, se aveva capito bene, l’età…. Non c’erano dubbi. Che brutto scherzo mi hai fatto, dover scrivere il tuo nome, aggiungere al pezzo di una tragedia quel Enrico Fabiani. E ripensare a quegli anni spensierati, in pochi istanti l’altra sera e più a fondo oggi. Già, è così strana la vita… Ciao Enrico.

Referendum, il mio Sì è noto…

elezioni

Scrive l’autorevole giornalista Riccardo Cucchi sul suo profilo facebook e condivido: “Questa orrenda campagna elettorale rischia di farci perdere di vista qual è il diritto – dovere che dobbiamo esercitare : 1 – se riteniamo che i nuovi articoli della Costituzione siano migliorativi, dobbiamo votare si 2 – se riteniamo che i cambiamenti siano peggiorativi dobbiamo votare no“.

Sintesi che è propria di chi fa radio e che ricorda, a tutti noi, per cosa siamo chiamati alle urne. Il resto è stata la polemica di questi giorni e di questa lunga campagna elettorale.

Li ritengo migliorativi ed è  noto che voterò Sì, rispettando l’opinione di quanti – fra i quali molti amici e conoscenti – sceglieranno il contrario. Lo farò non per Renzi, le banche, le menate varie ma semplicemente per quello che è scritto sulla scheda elettorale. E che è stato scritto – giova ricordarlo – come previsto dalla Costituzione che non si può difendere solo quando ci piace.

Arriviamo a questo appuntamento dopo il voto parlamentare, a più riprese, che non ha avuto la maggioranza richiesta dalla Costituzione e pertanto sarà sottoposto al giudizio dei cittadini. Dovremmo esserne felici, perché le garanzie c’erano, ci sono e ci saranno ancora.

Voterò Sì perché sono stufo dei “rimbalzi” tra un ramo e l’altro del Parlamento, delle lungaggini della politica, delle maggioranze da rabberciare – compresa quella attuale – per governare un Paese. Chi vince governa, chi perde fa opposizione e fra cinque anni si presenta come alternativa. Per l’Italia, non contro il presidente del consiglio di turno, ieri Berlusconi e oggi Renzi. Portando proposte, non semplicemente attaccando l’avversario politico quando si vota.

Ho ascoltato dibattiti per il “” e per il “No“, ci sono questioni tra questi ultimi degne di nota e che andrebbero fatte proprie, ma fra 730 parlamentari domani e 945 da tenermi per chissà ancora quanto, scelgo di ridurli. Fra il Cnel eliminato domani o tenermelo chissà ancora quanto, lo tolgo. Se serviranno più firme per chiedere un Referendum abrogativo ma il quorum sarà più basso, mi sembra una garanzia per chi propone i quesiti e non una diminuzione di democrazia. Fra l’altro parlano e hanno parlato tanti che per decenni osteggiarono i grandi e indimenticati referendum dei Radicali che vincevano, loro sì, praticamente soli contro tutti.

Fra consiglieri regionali che non prenderanno più cifre spropositate domani e doverli tenere con super stipendi per chissà ancora quanto, preferisco il vecchio adagio di chi deve riscuotere dei soldi e dice “pochi, maledetti e subito“.  Dei risparmi – ad esempio – si è parlato a lungo,  Openpolis offre un quadro reale e “terzo“. Ecco, tra lasciare la situazione attuale e avere 86 milioni di euro eliminati subito, altri 30 potenziali ma praticamente certi, preferisco fare tagli di questo genere.

L’Italicum? Non è soggetto al referendum e i “combinato disposto” lasciamoli ai giuristi. Se Renzi se ne va, votiamo con questa legge e va a finire come nel ’94, quando si criticava il Mattarellum perché la Dc avrebbe preso “meno voti e più seggi“, ma una volta vinte le elezioni erano tutti pronti a occupare – la volta successiva – i collegi “sicuri“. Oggi – tra vecchi e nuovi della politica, seguaci del “guru” compresi, c’è chi farebbe i conti per vedere se sarà fra i 340 di chi prende il premio di maggioranza.

Fra cambiare e lasciare tutto com’è, pensando che domani si farà un accordo che in Italia non si riesce a fare da 70 anni, provo a cambiare.

 

Il bilancio dimenticato. Niente febbre o computer, per favore…

consiglioanzio

Pensi che avranno una specie di scadenzario, sapranno – come avviene nelle case di tutti noi – quando c’è da pagare qualcosa, si deve predisporre un atto e via discorrendo. Invece sembra proprio di no. Al Comune di Anzio, con questa classe politica che amministra, l’opposizione che sta a guardare e i dirigenti che cambiano ma non fanno nulla di diverso dai predecessori, del preventivo 2017 non sappiamo ancora nulla.

E’ vero che siamo abituati ad arrivare sempre con il fiatone, a farci diffidare dal Prefetto e convocare i consigli all’ultimo minuto dell’ultimo giorno, ma tutto questo speravamo fosse superato dai nuovi innesti. Abbiamo una segretaria con quattro ruoli in contemporanea e quindi oberata di cose da fare – immaginiamo – ma è pur sempre il garante delle procedure dell’ente, possibile che al 30 novembre non ci sia ancora traccia dello schema di bilancio 2017-2019 e della eventuale nota di aggiornamento del documento unico di programmazione? Eppure andavano approvati entro il 15…. E il preventivo 2017 spedito entro il 31 dicembre….

E abbiamo un dirigente dell’area finanziaria – che resta al suo posto nel silenzio generale, nonostante il titolo con il quale ha partecipato alla procedura ex articolo 110 sia diverso da quello richiesto dal bando – che è sicuramente bravo e preparato, avrà certamente trovato una situazione difficile, ma dello schema di bilancio 2017-2019 e della eventuale nota di aggiornamento del documento unico di programmazione non ha fatto ancora recapitare nulla ai consiglieri comunali. I quali, pazienza la maggioranza che alza la mano a prescindere e finge ogni tanto qualche crisi, se ne stanno zitti zitti. Il presidente Sergio Borrelli, ovviamente, nemmeno si sogna di convocare l’assise, magari per spiegarci una volta per tutte chi voterà ancora atti essendo moroso nei confronti del Comune.

Tre cortesie: se nel frattempo sono cambiati i termini o i documenti sono stati forniti,  chiedo scusa in anticipo. Se i termini sono corretti, invece, non inventiamoci qualche febbre o i computer rotti, per piacere. Questo nel passato è stato la regola, speravamo in un futuro diverso. Se in Consiglio, se e quando si farà, qualcuno chiederà lumi, evitiamo la pantomima della colpa sui dirigenti oggi, perché tanto diventano tutti bravi domani e portano a casa il loro 100% di risultato….

Certo è che in un’altra città, ripartendo dalle regole e dalla loro certezza per tutti, i tempi si farà in modo di rispettarli. Senza se e senza ma.

Contributi, parcheggi, piccole cose. Se ripartissimo da qui…

banchivuotiSi sapeva, è vero. Non è una novità che un’associazione prenda dei soldi per partecipare a manifestazioni pubbliche indette dal Comune o per conto dello stesso. Che tra queste ci sia anche la processione di Sant’Antonio mi ha fatto decidere, da quando si è saputo, di non parteciparvi più. Cosa che magari interessa pochi, ma è una scelta precisa. Comunque esiste una convenzione tra il Comune e questa associazione, quindi gli atti sono corretti e non c’è da obiettare dal punto di vista formale. Come non c’è da obiettare, formalmente, sulle associazioni di varia estrazione che prendono contributi per spettacoli o simili – spesso con la prima fattura dell’anno – e sono “di” o fanno “riferimento a…” questo o quell’esponente politico.

E si sapeva, è vero, anche che il sindaco ha “regolarmente autorizzato” chi parcheggia le auto nel piazzale di Villa Sarsina. Nei giorni scorsi ha risposto in modo piccato alle foto pubblicate su inliberauscita.it, inviate da qualche genitore degli alunni che – purtroppo – continuano veder passare tra i bambini le auto dei “potenti” (sistematicamente impuniti) che possono parcheggiare lì.

Si sa pure, inoltre, che ci sono assegnatari di sedi pubbliche che non pagano il dovuto e che questi assegnatari coincidono spesso con partiti o simili. E’  noto, inoltre, che c’erano 16 morosi tra consiglieri comunali e assessori, un anno fa, per non aver pagato tributi al Comune e che alcuni lo sono ancora.

Ecco, non servono strategie “po-li-ti-che“, né alleanze o chissà quali  “ragionamenti”. Se ripartissimo da piccole cose, troveremmo più convergenze di  quelle che i nostri scienziati della politica locale immaginano.

Vogliamo dare contributi alle associazioni? Prima decidiamo che cosa vogliamo da loro, poi facciamo un bando vero e trasparente. Qui, invece, siamo al chi si alza prima si veste.

E quanti sono quelli che hanno un posto auto “regolarmente autorizzato” dal sindaco, magari solo perché hanno un potere? Ecco, decidiamo che viene premiato chi parcheggia lontano, fa qualche passo e dà l’esempio. Lasciamo il piazzale di Villa Sarsina per le sole e reali esigenze istituzionali, togliamo a chi li ha i ticket gratuiti. Perché se i cittadini prima pagavano solo l’estate e adesso sono costretti a farlo tutto l’anno, è bene che i primi a dare l’esempio siano politici e dirigenti del Comune.

Sulle sedi, finora, regolamenti e buone intenzioni, ma un quadro chiaro non sembra averlo nemmeno il Comune. Alla faccia del 3.0. Anche qui, forse qualcosa potrebbe addirittura essere messo a reddito per uso riunioni, incontri o simili, ma vanno stabiliti i criteri e poi le assegnazioni. E chi era moroso, parte dall’ultimo posto della graduatoria o non può proprio partecipare. Così come chi da un anno a questa parte ancora non ha sanato la sua posizione nei confronti del Comune ma siede ancora in consiglio comunale o in giunta, andrebbe rimosso.

Ecco, se ripartissimo da queste piccole cose, quelle sulle quali la “po-li-ti-ca” si è invece fatta forte, troveremmo il modo di fare meglio anche tutto il resto. Regole certe e rispettate, l’esatto contrario di quello che fa chi sistematicamente le “interpreta” quando non le aggira o le calpesta.

La vicenda Schioppa, emblema di questa amministrazione

COMANDANTE

Foto anzionettuno.info

Non voglio annoverarmi tra i giuristi da bar, quindi pubblico qui la sentenza sulla vicenda di Bartolomeo Schioppa, l’ex dirigente della polizia locale al quale il Comune deve 52.000 euro più interessi. A seguire, invece, il comunicato– non comparso sul sito, ma diffuso dall’ufficio comunicazione e presente sul profilo facebook del sindaco – con il quale il legale che ha assistito l’ente dice che è andata bene.

Ciascuno potrà farsi un’idea, il discorso è altro. Schioppa è arrivato ad Anzio per una precisa scelta politica. Si sapeva – era noto al sindaco, Luciano Bruschini e a quanti si sono occupati del caso – dei problemi con la giustizia, ma anche del fatto che ovunque non si era lasciato bene con le amministrazioni. Legittimo, sia chiaro, ma quando scegli devi mettere in conto tutto. L’impressione, invece, è che a un certo punto si è cercato di mettere “pezze“.

Tra le tante convocazioni ricevute c’è a mio carico quella per un procedimento disciplinare, intentato dal Comune contro Schioppa. Ne parlo perché la vicenda è chiusa e perché andai a quell’incontro – da testimone – con l’articolo scritto all’arrivo del dirigente, intervistato per il Granchio nell’allora stanza del sindaco, alla presenza di Luciano Bruschini. Feci una domanda precisa a Schioppa, relativa alle sue pendenze. Ebbene in quel procedimento lo accusavano di non saperlo o non averlo reso noto, quando in realtà lo sapevano anche i sassi.

Ecco perché, al di là delle ragioni, di una sentenza passata in giudicato per corruzione nei confronti dell’ex dirigente, di un licenziamento tutto da verificare che la neo segretaria si è sbrigata a fare e che è stato depositato in corso di causa quando ormai i giochi erano fatti, la vicenda di Schioppa è l’emblema di come (non) funziona questa amministrazione.

Prima scegli o ti fanno scegliere, sei certo del “buon lavoro” che farà il comandante, poi finisce come stiamo vedendo in questi giorni. L’unica certezza? I cittadini che pagano….

ps  A proposito del danno d’immagine, il dirigente l’avrà pure fatto, ma a Ravenna e non ad Anzio.

 

Gli infami, i silenzi, i no e il futuro del quale non si parla

Placidi

L’assessore Patrizio Placidi

Il presidente della Regione Campania, Vncenzo De Luca, minaccia querele. Come se aver riportato le sue pesantissime e inaccettabili parole sulla presidente della commissione antimafia, Rosi Bindi, fosse lesa maestà. Ha fatto bene la Federazione nazionale della stampa a intervenire, meglio il presidente del Senato, Piero Grasso,  a ricordare che certi termini li sentiva all’antimafia.

Un po’ “infame” lo sono stato pure io, poi con il presidente del consiglio comunale Sergio Borrelli la vicenda si è chiarita. Certo, dobbiamo ancora sapere chi tra eletti e assessori deve pagare l’ente e chi non, ma francamente sono stanco e ci pensassero i consiglieri comunali a chiedere lumi, visto che è trascorso inutilmente un anno. Da “infame” di paese e per quello che vale, va la solidarietà alla presidente dell’antimafia, che pure non era stata tenera sul presidente campano. Beghe “politiche” ci spiegano, questioni di partito, ma lo spunto dalla vicenda De Luca – che per il poco che conto non dovrebbe restare un minuto in più al suo posto – porta a un ragionamento più generale. Al clima di odio, di disprezzo, al quale la “politica” ci ha condotto.

Restiamo un momento alla Bindi,  approfittiamone per chiedere a lei, presidente dell’antimafia, di far terminare l’agonia alla quale siamo sottoposti come cittadini di Anzio: c’è o no l’esigenza di nominare la commissione d’accesso? E’ stata chiesta da più gruppi parlamentari, alla Camera e al Senato, è ora che la città abbia una risposta. I silenzi non servono, fomentano il clima di sospetti quando non di prevaricazione. La presidente svolga il suo ruolo, per favore, convochi chi di dovere (signora Prefetto, se c’è batta un colpo….) e ci dica. Nel frattempo un’altra auto è andata a fuoco e questo clima non ci piace affatto. Ed è figlio del clima che dichiarazioni come quelle di De Luca non fanno altro che alimentare.

Lo vediamo, per esempio, nella campagna del referendum. Sempre meno si confrontano, sempre più provano a prevaricare, insultare. E se lo fa De Luca, ormai possiamo farlo tutti…. Non è così, non funziona così. Le parole del presidente della Campania “giustificano“, a questo punto, il sindaco di Anzio Luciano Bruschini che dà degli imbecilli ai cittadini, fanno dire a chi di questa “politica” si è beatamente rotto che andassero tutti a quel paese.

In tutto questo del futuro meglio tacere. Si inseguono i presunti candidati sindaco (fortuna che sono in discesa in questa “classifica“) ma si fa fatica a capire cosa si voglia fare, di diverso, per questa città. Nei giorni scorsi nel simpatico spazio dell’Edicola Rolando, su facebook, l’assessore Placidi ci ha parlato di turismo e ha detto che non dobbiamo fare masturbazioni mentali sulla biogas. E certo, quella l’ha “incassata” (a proposito, domenica c’è l’assemblea pubblica del Comitato del No al multisala cinema Lido), avanti un altro…

Detto da un novello della politica come lui – è lì ormai da una quarantina d’anni, venti dei quali ininterrottamente assessore – dovremmo crederci…. Sarà sicuramente uno dei candidati sindaco, anzi a oggi è l’unico in corsa, la sua credibilità rispetto alle promesse del passato e meno di zero ma tanto va avanti come un treno.

Qual è l’alternativa che vogliamo costruire ai Placidi e Bruschini? Urlarci contro? Accusarci a vicenda? Cercare dossier? Inseguire il metodo di fare accordi alla vecchia maniera? Diventare tutti “grillini“?

No, dovremmo sforzarci di fare altro. Di immaginare la città che vorremmo, tenendo lontane beghe paesane e di partito. Dovremmo riappropriarci dell’essere cittadini che pensano con la propria testa, non a seconda della tessera che hanno in tasca o di chi hanno scelto alle ultime elezioni. Per quello che si vede in giro sarà tutt’altro che facile. Impegnarci a parlare del futuro, prima che del candidato sindaco, sarebbe già un passo avanti.

ps: chiedo scusa per il silenzio degli ultimi giorni, ma tra le vicende di cronaca di Latina  (dove com’è noto lavoro) e la presentazione del libro, gli impegni hanno preso il sopravvento. Questo spazio è un piacevole passatempo, nulla di più

Per Santaniello “Fine pena mai…”

angela

Facessero una cosa al Comune di Anzio, va. E’ un paradosso, attenzione, ma licenziassero pure Angela Santaniello. La dirigente, ancora formalmente in organico anche se sospesa meno di 24 ore dopo una condanna che nel frattempo ha ampiamente scontato, è un ingombro. Se licenziata, si libererebbe un’altra casella nella dotazione che si sta nuovamente cambiando, stavolta per eliminare chi è ritenuto “scomodo” in altro modo. C’è da immaginare che Giorgio Zucchini dopo l’esperienza di direttore generale voglia brevettare una sorta di gioco da tavolo, insieme alla neo segretaria Marina Inches, una specie di Monopoli dell’organizzazione dei Comuni. Si cambia a seconda delle carte che escono, si passa in pochi mesi dalla “rivoluzionesenza dirigenti dando spazio a coloro che saranno “la dirigenza del futuro” alla delibera con allegati diversi tra loro, poi scoppia la grana Pusceddu e si cambia ancora, con l’intenzione anche di tenere a bada chi non è tanto allineato alle esigenze della politica.

Ma sì, licenziato Bartolomeo Schioppa con una procedura a dir poco singolare – sapevano tutti dei suoi precedenti, di certo il sindaco che era presente all’intervista del sottoscritto – e poi va bene che non eravamo ancora 3.0 ma su google ci si poteva andare tranquillamente…. Ebbene Schioppa è stato tenuto sostanzialmente a scaldare una sedia da quando la condanna di Ravenna è diventata definitiva, ma ora per evitare di pagare eventuali differenze – così si dice in Comune – arriva il licenziamento post-pensione. Eh sì, perché l’atto è del 28 ottobre ma all’ex dirigente è stato notificato una settimana dopo. Vedremo se il Comune pagherà o meno, di sicuro non ha ancora corrisposto il dovuto (ci sono sentenze che si eseguono a tempo di record e altre per le quali si aspetta) alla Santaniello. Che ha un altro procedimento, resta sospesa, ma prima o poi presenterà il conto. E se dovremo pagare, di chi sarà la responsabilità? Intanto per lei sembra vigere il principio degli ergastolani: “Fine pena mai”. Non è bastato far scontare 7 mesi di domiciliari, espiando di fatto una condanna prima che venisse emessa, ormai è il capro espiatorio.

Gli stessi che sollevano il caso di Luca Gramazio ancora in carcere – e lo fanno a ragione, al di là delle contestazioni mosse all’ex consigliere regionale – da noi non trovano una parola da spendere per questo.

Allora, se dovessimo pagare di chi sarà la responsabilità? Dello stesso che deve al Comune circa 46.000 euro come stabilito da un’ispezione del Ministero dell’Economia e finanze ma intanto incassa senza colpo ferire i quasi 12.000 di indennità di risultato?

Sollecitata in consiglio comunale da Candido De Angelis e poi da un formale accesso del capogruppo del Pd, anche dal meetup “Grilli di Anzio” durante un incontro, sulla vicenda Mef la segretaria sembra fare orecchie da mercante. Pare ignorasse (sai com’è, nel passaggio di consegne di queste bazzecole mica si parla e poi come dice Bruschini? “Nzognende”) l’esistenza della contestazione. E non sappiamo nemmeno che fine hanno fatto le altre 26…

Per un pensionato da licenziare, come ricorda Paride Tulli, ce n’è uno da riassumere. La storia di Franco Pusceddu sta rasentando il grottesco, non è bastato neanche il viaggio a Roma di sindaco e segretaria, arrivati fino all’Inps per chiarire la situazione. Pusceddu ha fatto ricorso, altre spese da pagare, la “macchina” è in fibrillazione e non sappiamo ancora se deve tornare o meno. Il rischio è che debba tornare dall’1 settembre e quindi lo pagheremo da allora. Complimenti, un ente che funziona alla perfezione… Una città di quasi 60.000 abitanti non può permettersi questo, altro che Monopoli da brevettare….

Ah, una raccomandazione. Al sindaco, agli assessori e alla segretaria: per la prossima pianta organica, per favore, vedete prima cosa votate e allegate alla delibera. Nell’ultima sul personale ci sono due cose diverse e in contrasto tra loro.

Infine una vicenda che, ne devo prendere atto, sembra appassionare solo chi scrive. In questo viavai di sospensioni, licenziamenti, incarichi che si sovrappongono in barba all’anticorruzione, legge che al solito per gli amici si “interpreta” e agli altri si applica, c’è la “chicca” del dirigente dell’area finanziaria.

Confermato, sottoscritto, ribadito: Patrizio Belli è bravo e capace, ma sul bando non era prevista la laurea con la quale ha partecipato. Nessuno se n’è accorto o si è  finto di non accorgersene. Sarebbe – se una Procura o la polizia giudiziaria volesse occuparsene dopo l’uscita della notizia – un potenziale falso. Ovunque, non ad Anzio, dove le regole sono un optional e questa vicenda è emblematica. Forse anche un consiglio comunale meno distratto chiederebbe lumi, ma lì dopo un anno non si sa ancora chi è moroso (quindi incompatibile) e chi non, vuoi che si occupino di questo? Ma via….

L’allergia ai giornalisti, le pessime figure

lucianola7

Torniamo protagonisti sul notiziario di “Ossigeno“, l’osservatorio che si occupa di giornalisti minacciati e nei confronti dei quali arrivano maxi richieste di risarcimento del danno. Non è la prima volta, purtroppo, che il Comune di Anzio è protagonista di pessime figure.

L’ultima vicenda è quella nei confronti di “La7” che qui viene riassunta dall’osservatorio. Non basta, la storia è parte anche dell’editoriale di Alberto Spampinato, nel quale si ricorda come secondo i dati presentati di recente 92 cause su 100 finiscono in una bolla di sapone, ma nel frattempo i giornalisti – che hanno fatto semplicemente il loro lavoro – devono spiegare al direttore, all’editore (quando ce l’hanno), prendersi un avvocato, pagare, rimettere insieme i pezzi di carta e soprattutto devono fare i conti con la vocina interna che dice: “Ma chi te lo fa fare? Ma non ti basta? Ma vuoi rovinarti?

Ecco, quando arrivano maxi richieste di risarcimento ci pensi, eccome. Alberto fa bene a chiedersi, inoltre – e sottoscrivo – che “sarebbe interessante sapere se il sindaco di Anzio intende promuovere questa lite, che a noi sembra temeraria, a sue spese o a spese del Comune, e in tal caso con quale deliberazione, con quale previsione di spesa e a carico di quale capitolo del bilancio comunale“.

Vedremo.