Insulti, brutte parole e pessime azioni. Una deriva pericolosa

banchivuoti

La deriva è palese e temo andrà sempre peggio con l’avvicinarsi della campagna elettorale. Deriva in consiglio comunale, deriva nella città e sui social network divenuti “sfogatoio” per molti – e dietro una tastiera – più che pubblica piazza di confronto.

Nel giorno del “buffoni” urlato in consiglio comunale il presidente di quell’assemblea si è lasciato sfuggire la parola handicappato riferendosi alla pratica di un cittadino. Voleva forse far capire il concetto ma non è il caso … Ora non vi affrettate dire che ha una certa età, lo sappiamo, e che voleva intendere altro,  lo immaginiamo. Diciamo che non è nuovo a uscite inopportune e aggiunge questa alle tante altre.
D’altronde se in quella sede si è permesso di interrompere i lavori con veemenza e senza conseguenza alcuna, se si può accedere in emiciclo senza rispettare regole, cosa possiamo aspettarci? Semplice, il “vaffa” che Gianfranco Tontini riserva a un suo alleato in quella stessa seduta. Non è forse la città dove il sindaco dà degli “imbecilli locali” a chi osa sollevare dei problemi?

Ricordo la sorta di “processo” al quale fui sottoposto per la definizione di “sgarrupato” del Consiglio comunale di Anzio. Feci pubblica ammenda (mentre aspetto ancora di sapere chi sono i morosi e chi non) per aver utilizzato forse un termine troppo colorito nei confronti di un’Istituzione. Con le parole ci lavoro, ogni giorno, e so cosa vuol dire. Faccio attenzione, provo a spiegare e mai a offendere.

Per questo è  brutta la deriva, bruttissima, perché il confronto civile e il rispetto sono venuti meno e l’aggressione è quotidiana a chiunque non la pensi alla stessa maniera. E’ noto che non mi sono simpatici Beppe Grillo e molti dei suoi adepti, ma come ho fatto pubblicamente ieri ribadisco qui la totale solidarietà a Marco Cesarini del Movimento 5stelle di Anzio. Su facebook si discute, si prova il confronto, ma arrivare a mettere in mezzo credendo di fare chissà quale “scoop” l’auto parcheggiata sul posto per disabili…. Marco ha diritto a quel posto e chi ha messo quella foto è quantomeno un incivile. Vigliacco, per giunta, perché il post è di un profilo che palesemente sembra inventato.  No, non ci siamo, non si può continuare in questa maniera. Chi fa ciò è indifendibile e lo sarà chiunque metterà in campo argomenti personali e familiari, evidentemente non avendone altri.

Poi i 5stelle usano spesso affermazioni a dir poco colorite, in particolare nei confronti dei giornalisti, ma nulla giustifica il clima che si respira in questo territorio e tanto meno il fatto di mettere in mezzo vicende legate alla sfera familiare. Solo perché i grillini potrebbero vincere le elezioni? Eh no….

Sarebbe altra cosa, invece, parlare di sviluppo della città, di programmi, di progetti, scontrarsi civilmente tra posizioni diverse, essere per qualcosa e non necessariamente contro qualcuno. Rispondere agli argomenti posti, anziché ribattere semplicemente “perché voi….” o “quella volta che…“. Non succede e, temo, non succederà se il clima resterà questo e se a partire dal Consiglio comunale si offrono certi spettacoli.

Ma abbiamo il dovere di provare a fare qualcosa di diverso, perché questa deriva oltre a non piacere rischia di diventare pericolosa.

Gli infami, i silenzi, i no e il futuro del quale non si parla

Placidi

L’assessore Patrizio Placidi

Il presidente della Regione Campania, Vncenzo De Luca, minaccia querele. Come se aver riportato le sue pesantissime e inaccettabili parole sulla presidente della commissione antimafia, Rosi Bindi, fosse lesa maestà. Ha fatto bene la Federazione nazionale della stampa a intervenire, meglio il presidente del Senato, Piero Grasso,  a ricordare che certi termini li sentiva all’antimafia.

Un po’ “infame” lo sono stato pure io, poi con il presidente del consiglio comunale Sergio Borrelli la vicenda si è chiarita. Certo, dobbiamo ancora sapere chi tra eletti e assessori deve pagare l’ente e chi non, ma francamente sono stanco e ci pensassero i consiglieri comunali a chiedere lumi, visto che è trascorso inutilmente un anno. Da “infame” di paese e per quello che vale, va la solidarietà alla presidente dell’antimafia, che pure non era stata tenera sul presidente campano. Beghe “politiche” ci spiegano, questioni di partito, ma lo spunto dalla vicenda De Luca – che per il poco che conto non dovrebbe restare un minuto in più al suo posto – porta a un ragionamento più generale. Al clima di odio, di disprezzo, al quale la “politica” ci ha condotto.

Restiamo un momento alla Bindi,  approfittiamone per chiedere a lei, presidente dell’antimafia, di far terminare l’agonia alla quale siamo sottoposti come cittadini di Anzio: c’è o no l’esigenza di nominare la commissione d’accesso? E’ stata chiesta da più gruppi parlamentari, alla Camera e al Senato, è ora che la città abbia una risposta. I silenzi non servono, fomentano il clima di sospetti quando non di prevaricazione. La presidente svolga il suo ruolo, per favore, convochi chi di dovere (signora Prefetto, se c’è batta un colpo….) e ci dica. Nel frattempo un’altra auto è andata a fuoco e questo clima non ci piace affatto. Ed è figlio del clima che dichiarazioni come quelle di De Luca non fanno altro che alimentare.

Lo vediamo, per esempio, nella campagna del referendum. Sempre meno si confrontano, sempre più provano a prevaricare, insultare. E se lo fa De Luca, ormai possiamo farlo tutti…. Non è così, non funziona così. Le parole del presidente della Campania “giustificano“, a questo punto, il sindaco di Anzio Luciano Bruschini che dà degli imbecilli ai cittadini, fanno dire a chi di questa “politica” si è beatamente rotto che andassero tutti a quel paese.

In tutto questo del futuro meglio tacere. Si inseguono i presunti candidati sindaco (fortuna che sono in discesa in questa “classifica“) ma si fa fatica a capire cosa si voglia fare, di diverso, per questa città. Nei giorni scorsi nel simpatico spazio dell’Edicola Rolando, su facebook, l’assessore Placidi ci ha parlato di turismo e ha detto che non dobbiamo fare masturbazioni mentali sulla biogas. E certo, quella l’ha “incassata” (a proposito, domenica c’è l’assemblea pubblica del Comitato del No al multisala cinema Lido), avanti un altro…

Detto da un novello della politica come lui – è lì ormai da una quarantina d’anni, venti dei quali ininterrottamente assessore – dovremmo crederci…. Sarà sicuramente uno dei candidati sindaco, anzi a oggi è l’unico in corsa, la sua credibilità rispetto alle promesse del passato e meno di zero ma tanto va avanti come un treno.

Qual è l’alternativa che vogliamo costruire ai Placidi e Bruschini? Urlarci contro? Accusarci a vicenda? Cercare dossier? Inseguire il metodo di fare accordi alla vecchia maniera? Diventare tutti “grillini“?

No, dovremmo sforzarci di fare altro. Di immaginare la città che vorremmo, tenendo lontane beghe paesane e di partito. Dovremmo riappropriarci dell’essere cittadini che pensano con la propria testa, non a seconda della tessera che hanno in tasca o di chi hanno scelto alle ultime elezioni. Per quello che si vede in giro sarà tutt’altro che facile. Impegnarci a parlare del futuro, prima che del candidato sindaco, sarebbe già un passo avanti.

ps: chiedo scusa per il silenzio degli ultimi giorni, ma tra le vicende di cronaca di Latina  (dove com’è noto lavoro) e la presentazione del libro, gli impegni hanno preso il sopravvento. Questo spazio è un piacevole passatempo, nulla di più