L’allergia ai giornalisti, le pessime figure

lucianola7

Torniamo protagonisti sul notiziario di “Ossigeno“, l’osservatorio che si occupa di giornalisti minacciati e nei confronti dei quali arrivano maxi richieste di risarcimento del danno. Non è la prima volta, purtroppo, che il Comune di Anzio è protagonista di pessime figure.

L’ultima vicenda è quella nei confronti di “La7” che qui viene riassunta dall’osservatorio. Non basta, la storia è parte anche dell’editoriale di Alberto Spampinato, nel quale si ricorda come secondo i dati presentati di recente 92 cause su 100 finiscono in una bolla di sapone, ma nel frattempo i giornalisti – che hanno fatto semplicemente il loro lavoro – devono spiegare al direttore, all’editore (quando ce l’hanno), prendersi un avvocato, pagare, rimettere insieme i pezzi di carta e soprattutto devono fare i conti con la vocina interna che dice: “Ma chi te lo fa fare? Ma non ti basta? Ma vuoi rovinarti?

Ecco, quando arrivano maxi richieste di risarcimento ci pensi, eccome. Alberto fa bene a chiedersi, inoltre – e sottoscrivo – che “sarebbe interessante sapere se il sindaco di Anzio intende promuovere questa lite, che a noi sembra temeraria, a sue spese o a spese del Comune, e in tal caso con quale deliberazione, con quale previsione di spesa e a carico di quale capitolo del bilancio comunale“.

Vedremo.

Acqualatina querela, i cittadini pagano. La legge che nessuno vuole…

acqualatina

E’ interessante quanto emerso nel corso del dibattito durante il corso su querele e diffamazione che si è tenuto venerdì scorso a Priverno.  I colleghi assolti dopo sette anni per una querela di Acqualatina, che al 51% è di proprietà pubblica, hanno scritto il vero. Nessuno li risarcirà perché non è previsto in Italia un sistema simile – né in Parlamento chi si occupa della materia sembra interessato a questo deterrente per le querele temerarie, la politica preferisce  “intimorire” i giornalisti… – ma intanto i cittadini dei Comuni serviti da Acqualatina nell’Ato 4, l’ambito territoriale ottimale che comprende la provincia di Latina, Anzio e Nettuno e due centri del frusinate, pagheranno in bolletta quelle spese.

Inserite tra le tante spese legali sostenute da Acqualatina con i soldi di tutti. Così come ha fatto e sta facendo la Provincia di Latina, segnalata per questo alla Corte dei Conti dall’Associazione stampa romana.

Noi giornalisti sbagliamo pure, ci mancherebbe, e se è così paghiamo. Se gli altri querelano per “sport” o, peggio, per intimidire nessuno paga. Basterebbe applicare questo principio, con uno più stringente sulle rettifiche, per sfoltire i Tribunali dalle innumerevoli cause per diffamazione a mezzo stampa o, peggio, dalle milionarie richieste di risarcimento del danno fatte pretestuosamente per evitare di farti continuare a scrivere di determinati argomenti.