Porto, qualcosa non torna. Strani silenzi

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Venerdì il consiglio comunale sarà chiamato a esprimersi sul piano operativo di razionalizzazione della Capo d’Anzio. Doveva farlo per legge entro il 31 marzo, ma pazienza. Agli atti, fino a qualche giorno fa, c’era solo la relazione del dirigente dell’area finanziaria – e componente del consiglio d’amministrazione della Capo d’Anzio – secondo il quale, di fatto, il Comune deve disfarsi della sua partecipazione. Ricorda pure, il dirigente, che la Corte dei Conti sottolinea delle criticità rispetto alla Capo d’Anzio per la quale non è stato fatto il cosiddetto “controllo analogo” e non c’è stata l’iscrizione in bilancio della fideiussione. La domanda sorge spontanea: chi doveva farlo? Comunque la linea del dirigente è chiara. Quella del Comune? Silenzio.

Cosa voglia fare ufficialmente l’amministrazione non si sa. Di certo c’è l’ennesimo deliberato del Consiglio comunale che dice che il porto deve essere sotto il controllo pubblico, anzi che dovremmo riprenderci le quote. Cosa difficilmente possibile, dati i tempi di spending review, ma almeno sulla razionalizzazione il Consiglio dovrà dire la sua.

Ebbene un piano c’è stato a suo tempo, ha avuto il via libera del sindaco (rappresentante del 61% pubblico delle quote) in assemblea dei soci, ha portato la Capo d’Anzio ad approvare il primo bilancio addirittura in leggero attivo della sua storia. E’ il piano finanziario con il quale, invertito il crono programma, si è stabilito che la società poteva sopravvivere iniziando a gestire il porto prima di realizzarlo.

Poi il sindaco in Consiglio comunale si è rimangiato tutto, ha riparlato di un bando oggi impossibile, di cacciare Marconi e via discorrendo. Ma un piano di razionalizzazione esiste. Ecco perché qualcosa non torna. Alla Regione che non si presenta per il ricorso al Tar scrive la Capo d’Anzio sollecitando un appello al Consiglio di Stato, mentre “tuona” il Comune che è pronto ad agire in danno – cosa che magari andava fatta anni fa, contro quanti davano pareri “a soggetto” – ma nel frattempo non sappiamo ancora se ci sarà o meno il ricorso contro la sospensiva o se, più semplicemente, aspetteremo il 15 luglio, difendendoci nel frattempo da altri che pensano al porto come qualcosa di loro, quelli del Circolo della Vela di Roma.  Cosa hanno intenzione di fare Comune e Capo d’Anzio? Silenzio.

Intanto sembra che dopo tre anni e dopo aver misteriosamente tenuto nel cassetto il parere dello studio legale Cancrini-Piselli si sia chiesto di procedere contro la mancata evidenza pubblica della scissione di Italia Navigando e la “consegna” all’ingegnere Renato Marconi nelle sue diverse accezioni (Mare 2 spa, Marinedi) il 39% della Capo d’Anzio. Nel 2012 l’operazione era fattibile a livello nominale o poco più, oggi sarebbe un salasso, senza dimenticare che il Comune non ha i soldi – e anche avendoli non potrebbe –  per comprarsi il 39%. Qualcosa non torna. Esiste l’atto di citazione? Chi ha deciso di procedere? Silenzio.

Da oltre un anno, ormai, l’impressione di chi scrive è chiara. Abbiamo scherzato sul porto, perso occasioni, ceduto a vicende “politiche” (le chiamano così), ma si sta ormai “apparecchiando” la tavola a Renato Marconi o a chi per esso. Dimenticando che questo porto è di Anzio e dei suoi cittadini, tutti. Basta con i silenzi, fateci capire.

Mense, la Nolfi avrà una soluzione. Altrimenti vada via

L'assessore Laura Nolfi

L’assessore Laura Nolfi

L’assessore alla pubblica istruzione Laura Nolfi avrà certamente la soluzione per l’annosa vicenda delle mense. Altrimenti se ne sarebbe già andata. Anzi, se non ha una soluzione farebbe bene a lasciare. Chi lo dice è un genitore che richiama le figlie se dicono che la mensa “fa schifo” e che ha sempre pensato di dover pagare, prima di contestare, oltre a ricordare che siamo in una mensa e non a casa propria e magari adattarsi può anche starci. Così come non dice che le cose vanno male a prescindere, per partito preso, provando a basarsi sulle carte e sui fatti. Per questo,  davvero, o la Nolfi sa come uscirne o è bene ne esca lei. Proviamo a ricapitolare.

Il sopralluogo di Velia Fontana dei giorni scorsi e di una commissione mense “spuntata“, figlia di un regolamento vetusto, confermano quante cose non vanno nel servizio. Quando vicende del genere le sosteneva Paride Tulli “strumentalizzava“, ora che Marco Maranesi chiede chiarimenti e scopre un mondo “strumentalizza“, qui i rilievi – serissimi – li muove una consigliera di maggioranza, per giunta insegnante, e non ci sono risposte se non quelle di maniera dell’assessore, riportate nell’articolo che si può “linkare” sopra. Non ci fosse stato il sopralluogo, quel pollo “non idoneo” sarebbe stato servito? Questo vogliono sapere i genitori.

Giova ricordare che all’azienda vincitrice sono stati affidati 70 punti per l’offerta tecnica presentata e che già la documentazione fornita al consigliere Davide Gatti, dopo più di qualche resistenza, dimostrava che la commissione era stata diciamo di “manica larga” o che l’azienda non rispettava quanto scritto in quell’offerta.

E qui veniamo a un’altra vicenda. La costituzione di quella commissione è stata giudicata “illegittima” dall’Autorità nazionale anti corruzione, interpellata dal segretario generale su mandato del sindaco Luciano Bruschini. Sono ormai trascorsi i trenta giorni indicati in quel parere e ancora non si sa se il Comune procederà o meno alla revoca. Anzi, pare che nel suo periodo di “interim” – senza titoli per ricoprire quel ruolo – dell’area pubblica istruzione l’ingegnere Walter Dell’Accio abbia sostenuto che non essendoci stati ricorsi sulla composizione della commissione si va avanti così. E’ così o non assessore? Se sì sarà pure il caso di firmare un contratto con la cooperativa Solidarietà e lavoro e di pagarla, perché è vero – lo abbiamo appreso in Tribunale dalle parole del funzionario Aurelio Droghini al processo a carico dell’ex assessore Colarieti – che qui “i contratti si firmano dopo“, ma ci chiediamo: cosa è possibile contestare, in queste condizioni, a una ditta che fornisce un servizio scadente?

Non dimentichiamo che al momento non ci sono né il contratto, tanto meno chi deve vigilare sull’esecuzione e il responsabile unico del procedimento che doveva fare le contestazioni. Le mense stanno funzionando in una sostanziale anarchia e la ditta – bontà sua – ancora non prende un euro. Ciò non significa che può fare come vuole, però.

Per questo l’auspicio è che la Nolfi  abbia una soluzione. E che magari dia risposte a quanto sostenne la nutrizionista Raimonda Dessì sull’avvio del servizio o a quanto scritto adesso, nero su bianco, dalla funzionaria incaricata di mandare avanti il sistema e che ha sostenuto – di fatto – di non aver trovato i dati. Ma come? Spendiamo quasi 100.000 euro in tre anni per informatizzare il tutto, siccome con Tecnorg funziona lo affidiamo a Maggioli, i genitori non si collegano più e pazienza, affidiamo a Mercurio service l’ulteriore “data entry” e i dati non ci sono? O volete dirci che serviva un “passaggio di consegne” per dimostrare come si accende un computer e funziona un data base? Nel Comune 3.0?

Il risultato, a oggi, è che non sono stati emessi bollettini e l’anno scolastico volge al termine, con un rischio di danno erariale dietro l’angolo. Ci sono cose gestionali, non c’è dubbio, ma la politica che intende portare avanti l’assessore in questo delicato settore qual è? Sicuramente  sbaglieremo, ma l’impressione è che chiunque si occupi della vicenda mense tenda più a stare dalla parte delle aziende vincitrici che dei cittadini e soprattutto degli alunni che (non) mangiano.

ps. Una cosa per la quale la Nolfi è estranea: che fine hanno fatto le denunce di Angela Santaniello che dice di aver subito “pressioni” durante lo svolgimento della gara e quella di Marco Maranesi che sostiene di temere per la sua incolumità?

Trasparenza, il link c’è il servizio no. E se fosse un falso?

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Tanti colleghi li ritengono un inutile “peso“. Alla formazione continua, invece, va riconosciuto un valore a prescindere. Anzi, prima che un obbligo di legge chi fa questo lavoro dovrebbe avere insita – insieme alla curiosità che dovrebbe contraddistinguerci – la voglia di sapere sempre di più e aggiornarsi.

Una premessa necessaria per arrivare a un argomento caro a chi scrive: la trasparenza amministrativa. Proprio di questo si parlava oggi a Latina, presso l’università “Sapienza“, nell’ambito dei corsi organizzati dal Comune e dallo stesso ateneo, aperti anche ai giornalisti per il riconoscimento di crediti. La curiosità, si diceva…

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Che succede a un Comune come quello di Anzio che sulla “bussola” della trasparenza ha il 100% di criteri rispettati, indica il “link” all’ufficio relazioni con il pubblico ma poi non ha né i contatti e tanto meno l’ufficio? Si ha l’impressione, anzi quasi la certezza, che fatta la legge è trovato anche l’inganno. Per stare in regola basta dire che c’è il “link“, se poi è vuoto pazienza.

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E no, perché se mancano i contenuti si potrebbe profilare addirittura l’affermazione di un falso. Già, tu mi dici che hai il “link“, anzi fai in modo che sulla “bussola” sia tutto a posto e le previsioni di legge siano rispettate, in qualche modo lo certifichi, ma io cittadino a chi mi rivolgo? E’ bene che il responsabile della trasparenza ponga rimedio e spieghi se si tratta o meno di una falsa attestazione. Di sicuro il servizio non esiste, se ci si collega sul sito non si va oltre. Quel che è peggio è che l’amministrazione non si preoccupa di averlo. Tanto basta il “link“, no? Nell’ennesima revisione della dotazione organica – che certifica, finalmente, che un infermiere non può diventare primario di medicina – c’è una razionalizzazione dell’esistente e rispetto alla precedente cervellotica delibera di giunta, ma dell’Ufficio relazioni con il pubblico non c’è traccia.

Se poi restiamo al sito sono altre le cose che non tornano. Le spese del personale, per esempio, sono ferme al 2012. Tra un passaggio e l’altro l’aspetto organizzativo è fermo a marzo dello scorso anno e non risponde al vero, lo Sportello unico delle attività produttive – obbligatorio per legge – è ancora solo un indirizzo mail quando dovrebbe essere interattivo.

Come è stato spiegato oggi, del resto, a ottenere il 100% ci vuole sostanzialmente poco. Essere un’amministrazione trasparente e che non afferma una cosa per un’altra è diverso. Un tempo la vicenda appassionava il capogruppo del Pd Andrea  Mingiacchi, oggi forse il presidente della commissione trasparenza Eugenio Ruggiero qualche chiarimento dovrebbe chiederlo….

Ma tanto rispettiamo i requisiti, i cittadini si arrangiassero insieme alle loro questioni di principio.

Porto, ricorsi legittimi ma al Circolo pagassero almeno il parcheggio

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Hanno fatto ricorso e ne hanno tutto il diritto, ci mancherebbe. Ma qualcuno dovrebbe spiegare loro che ci sono anche dei doveri, come quello di pagare i parcheggi al Comune.

Le immagini sono di questa mattina, ma i “rimorchi” con scafi o senza sono in via Molo Pamphili praticamente da sempre, sorta di “dependance” dei circoli velici e di quello della Vela di Roma – che appunto ha presentato ricorso – in particolare. E’ vero, il cartello che ricorda il pagamento della sosta dall’1 aprile al 30 settembre è girato e non si vede, ma visto che siamo al porto e ad Anzio non vengano proprio quelli dei circoli a fare i “finti gabbiani“, come si dice dalle nostre parti. Diciamo che tra l’economia che il circolo della Vela di Roma sostiene di portare ad Anzio – e non abbiamo motivo di dubitarne – non c’è il pagamento di 50 centesimi l’ora come previsto dal Comune nel periodo indicato. 20150407_080417[1]

Sarà bene, allora, che qualche vigile passi da quelle parti e sanzioni chi non paga il posto che occupa, oltre a valutare se certi mezzi parcheggiati, arrugginiti e con le ruote inutilizzabili, non siano addirittura un potenziale danno per l’ambiente. Sarebbe il massimo della beffa.

Povera Nettuno, che brutta fine… Lo stadio chiuso è un’emblema

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Per quelli della mia generazione era  il “campo“. Andavamo da ragazzini per vedere ancora Laurenzi e Faraone, un lanciatore come Portogallo che solo chi ha qualche anno ricorderà. Crescendo avremmo atteso fuori ai cancelli per un Nettuno-Rimini o Parma. Alessio Chiavetta, il sindaco sfiduciato, ancora non era nato. Né può ricordare – se non per averne sentito parlare – il derby vinto dall’Anzio il 21 luglio del ’79 o il suicidio del Nettuno che da 10 a 0 perse contro il Parma 12 a 10 e si giocò lo spareggio scudetto, lo stesso anno. Tanto meno “Il cittadino” all’angolo della tribuna più vecchia, sempre a incitare la squadra, o “Puci puci” che si piazzava vicino alla panchina avversaria, a due passi dai campi da tennis, con il suo inconfondibile tamburo…

Quel “campo” è diventato, con il passare del tempo, un posto dove raccogliere notizie per le prime collaborazioni con radio e giornali. Faraone era il manager, nasceva la squadra che avrebbe dominato il baseball italiano con Bagialemani, D’Auria,  De Franceschi, Ubani…. C’erano ancora personaggi di assoluto rilievo, da Catanzani a Camusi, fino a Morville. L’abbiamo visto demolire, quell’impianto, dopo l’affidamento chiavi in mano alla Scac che era anche sponsor del Nettuno baseball. Oggi si parlerebbe di chissà quale “scambio“, in realtà per lo sport nettunese per eccellenza si passava su tutto. Votò compatto il consiglio comunale, comunisti compresi, perché si parlava “della” squadra e “dello” sport della città. Mica come oggi che due formazioni senza grandi speranze, in un campionato ridotto ai minimi termini, sono ciascuna “di” una cordata politica piuttosto di un’altra. Abbiamo visto il  Nettuno giocare la finale dell’88 ad Anzio, tornare vittorioso da Rimini due anni dopo con uno scudetto atteso dal ’73, abbiamo visto inaugurare lo stadio per gli Europei del ’91, quando si cominciava a fare sul serio questo lavoro… Che partita la finale vinta con l’Olanda e che spettacolo i mondiali di qualche anno dopo, quindi la finale Usa-Cuba del 2009…

In mezzo l’intitolazione al principe Steno Borghese, del quale noi avevamo solo sentito parlare da padri e nonni, vittorie e sconfitte, sulle tribune con le figlie a vedere il Nettuno guidato da Bagialemani, ancora la sala stampa… In quel “campo”, allo stadio – adesso lo chiamiamo così – c’è parte della vita di chi scrive dietro al baseball. Lì c’è la storia del Nettuno e di Nettuno.

Fino all’epilogo degli ultimi mesi.  Ora i cittadini fanno petizioni e hanno ragione, c’è un gruppo facebook. Adesso le due squadre provano a mettersi d’accordo, cosa che avrebbero dovuto far prima. Ma il sindaco che si vantava dei rapporti con la Fibs, che da ultimo ha organizzato l’All star game, quello che restava male dopo una finale persa, era in altre faccende affaccendato. E con lui componenti di una maggioranza litigiosa su tutto, figuriamoci sul baseball.

Oggi il “campo” chiuso, inutilizzato, con due squadre che vanno a Roma è una ferita per chi scrive, uno schiaffo alla città e la parabola di quella che doveva essere la nuova classe dirigente e ha fallito. Lo dico da “cugino“: povera Nettuno, che brutta fine…

Rifiuti, è ora di pensare ai cittadini che pagano

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Questa mattina ci sarà l’incontro per il passaggio di consegne alla nuova azienda che gestirà l’appalto dei rifiuti. E’ stato un iter lungo e difficile, sul quale forse non è scritta ancora la parola fine – vuoi per l’interdittiva antimafia, vuoi per la composizione della commissione –  ma è bene mettere un punto.

Perché se l’assessore chiede chiarimenti, come fa Patrizio Placidi, e se l’amministrazione sente il bisogno attraverso il sindaco facente funzioni Giorgio Zucchini di rinnovare al dirigente Walter Dell’Accio la piena fiducia, è segno che le tensioni e/o pressioni c’erano e ci sono. Speriamo cessino qui.

Perché ai cittadini, francamente,  chi vince la gara interessa poco. Vorrebbero un servizio efficiente. Vorrebbero, facendo la differenziata, che la bolletta costasse meno. Vorrebbero che gli incivili fossero trovati e perseguiti senza improvvisati sceriffi ma attraverso un programma serio e mirato, con il quale abbattere i costi da migliaia di euro di pulizie “volanti” e difficili da controllare.

Vorrebbero non assistere più allo scempio del mercato del mercoledì, dove gli ambulanti gettano tutto insieme e gli operatori raccolgono. Lì la differenziata non vale? E qualche sanzione, dato che le violazioni sono palesi, quando?

Ecco, smettiamola di pensare a chi ha vinto e come, preoccupiamoci prima dei cittadini. Ai quali, ricordiamolo, la prima rata della Tari è arrivata con due mesi d’anticipo e senza un piano finanziario che speriamo venga sottoposto presto e senza formule magiche all’attenzione della città. Smettiamola di fare dietrologia e cerchiamo di recuperare i soldi cosiddetti “inesigibili” che altrimenti pagheranno i cittadini onesti.

ps: a proposito del dirigente all’ambiente, nessuno ha mai messo in dubbio quell’incarico. Sono state sollevate perplessità sulla dirigenza, senza titoli, di un’area amministrativa per la quale il Comune sta correndo ai ripari

Resettare il Comune, prima di rifare le gare

Pompeo Savarino (a sinistra) e Luciano Bruschini

Pompeo Savarino (a sinistra) e Luciano Bruschini

Proviamo a ricapitolare. Dopo quella sulle mense, sembrano esserci problemi anche nella formazione della commissione che ha aggiudicato l’appalto dei rifiuti. Si chiede a gran voce di provvedere sulla prima gara, adesso anche sulla seconda. A mettere insieme queste due vicende e tutto il resto che sta accadendo a Palazzo, è forse il caso di rifare il Comune prima delle gare. Di resettare il 3.0 che non è mai stato, avere il coraggio di farsi da parte, ripartire con un minimo di umiltà. Da parte della politica, del segretario, dei dirigenti.

Vediamo: l’Autorità nazionale anti corruzione scrive che la gara per le mense è stata aggiudicata da una commissione formata in modo illegittimo. Grande corsa a interpretare, a capire, a dire che all’Anac sono amici del segretario e quindi hanno dato retta a lui, ma dopo due settimane non si sa come procedere. Nel frattempo l’anno scolastico volge al termine, se si dovesse rifare la gara i tempi sarebbero strettissimi, non è stato firmato il contratto con la ditta vincitrice che intanto non ha preso un euro, nessuno ha mandato i bollettini alle famiglie. Sembra – così ha messo nero su bianco la funzionaria che era stata nominata lì per provare a mettere una “pezza” – che i dati non fossero accessibili. Di questo nessuno si preoccupa. Così come nessuno sembra interessato – rispetto alle mense – al consigliere Marco Maranesi che dice di temere per la sua incolumità e alla dirigente sospesa Angela Santaniello che denuncia di aver subito pressioni durante la gara.

E veniamo ai rifiuti, una gara bandita mentre il servizio – molto oneroso – era già in proroga, la scoperta di un’interdittiva antimafia per una delle ditte comunque ammessa a partecipare, i tempi di assegnazione piuttosto lunghi, la vittoria della Gesam Ecocar ma poi la revoca perché la vicenda interdittiva non è ancora risolta (e conferenza stampa per spiegare che era stato fatto tutto secondo legge, vedi un po’…), quindi l’assegnazione alla Camassa arrivata seconda e l’immediata esecutività del contratto. Con annunci di ricorsi a non finire e tensioni che vedremo fra breve. Anche in questo caso, adesso, sorge il problema della commissione. Quando il consigliere Marco Del Villano, mesi fa, quasi in “risposta” ai chiarimenti che venivano chiesti per le mense, ha posto il quesito sul componente esterno della commissione il segretario gli ha risposto che era tutto a posto. Adesso che il Pd, meglio tardi che mai, soprattutto di fronte a quanto emerge, pone nuovamente la vicenda si scopre che Fabrizio Piemontese non è dipendente della Provincia e quindi lì non poteva stare. No, fermiamoci. Come fa a essere tutto ok mesi fa e sbagliato ora? Se si avesse la bontà di rileggere la determina che nomina la commissione si scoprirebbe che è stato chiesto, come prevede la legge, un nominativo alla Provincia e che questa l’ha fornito. Forse era il caso di andare su internet e scoprire dal profilo Linkedin che l’ingegnere lavora a Capitale Lavoro (società al 100% della Provincia), ma si sarebbe scoperto pure che fa parte di commissioni ovunque. Tutte illegittime? Intanto, mentre novelli amministrativisti interpretano l’accaduto, nessuno si preoccupa del fatto che l’assessore Patrizio Placidi – evidentemente scontento della piega presa dalle cose – ha scritto per chiedere chiarimenti al dirigente che nella gestione deve essere autonomo. Nessuno sembra aver sentito delle accese discussioni, delle pressioni in Comune  verso l’ingegnere Walter Dell’Accio che dirige quel settore. Nessuno si preoccupa di farci sapere quanto pagheremo, del piano finanziario, ma intanto arrivano le richieste di acconto due mesi prima del solito perché il Comune ha le casse vuote. Se ne rendono conto maggioranza e opposizione? E possibile, ripetiamo, che la Corte dei Conti ce l’abbia con noi, l’Anac abbia sbagliato, la Ragioneria dello Stato abbia sollevato dubbi di poco conto?

In tutto questo un po’ di umiltà sembra averla avuta il vice sindaco Giorgio Zucchini che dopo aver lavorato a lungo a un disegno organizzativo impossibile da attuare, con situazioni paradossali e che ha visto nominare un dirigente senza titoli all’area amministrativa pubblica istruzione e servizi sociali, ora vuole tornare sui propri passi.  Bene, ma pare che il sindaco non voglia sentirne. Anche perché con i segretari che vanno scomparendo, secondo la riforma proposta dal governo Renzi, l’ex “alleato” Pompeo Savarino oggi è visto come nemico e Bruschini a lasciarlo super dirigente quando andranno via Tulli e Pusceddu non ci pensa proprio. Nessuno dice che se siamo arrivati qui è per la mancata programmazione in un settore delicatissimo come quello dell’organizzazione. Nessuno dice che si è sfasciata quella messa in piedi da Candido De Angelis perché ogni assessore doveva avere settori da provare a “controllare” , perché la politichetta di amministratori più di condominio che di una città è andata oltre il suo ruolo spesso con la compiacenza di chi in Comune glielo ha permesso.

Ecco, resettare, essere umili, pensare per una volta ai cittadini – che hanno servizi scadenti – e magari decidere di farsi da parte. Perché in un Comune minimamente serio si sa quali sono le procedure di gara e tutti seguono le stesse, ci sono verifiche prima di andare avanti, si firmano i contratti, si emettono le bollette delle mense a prescindere da chi siede negli uffici, i dirigenti hanno il loro ruolo e i politici non intervengono. Nessuno se ne andrà, sicuro, questo stillicidio finché la maggioranza avrà un “collante” che la tiene in piedi, andrà avanti. Poveri noi.

Ciao Ruggero, continueremo ad avere fede

ruggero

Ci invitava a pregare e ad avere fede, lo ha fatto fino all’ultimo. Non è bastato. E non ci daremo mai una risposta razionale al perché un uomo nel pieno della vita, con due figli da crescere, debba lasciarci così presto. Allora seguiamo Ruggero Gervasi, scomparso stanotte a solo 38 anni, nel suo percorso. Fatto di fede, di speranza, di preghiera. E’ l’unica cosa che possiamo fare per tenere vivo il suo ricordo.

Quello di un musicista di valore, di un uomo appassionato della sua città, attivo in politica e nell’attività di famiglia con lo stabilimento balneare. Un amico, di quelli per cui non vorresti mai scrivere in circostanze come questa. C’è un solo pensiero che mi fa sorridere in questo momento, dà un po’ di sollievo, è  saperlo a fianco all’adorato padre Alfonso che ci ha lasciato poco più di un anno fa. Alfonso aveva fatto la sua vita, era stato protagonista nel suo ruolo al liceo, mi piace pensare che Ruggero nei pochi anni che ha vissuto è stato sulle orme del padre, ne ha seguito gli insegnamenti. E che adesso si staranno confrontando da qualche parte, mentre a noi non resta che continuare ad avere fede e stringerci alla moglie, ai figli, a tutti i familiari.

Ciao Ruggero, veglia per loro da lassù.

Rifiuti, intanto noi paghiamo. Con quale criterio?

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Chi l’ha detto che il cassetto tributario del Comune non funziona? Sembra finalmente operativo a pieno regime, tanto che  arriva la comunicazione via mail che l’acconto Tari 2015 è on line e si può pagare entro il 30 aprile. Un po’ di 3.0, su, riconosciamolo e per una volta facciamo i complimenti… Pensate, c’è addirittura il modello F24 precompilato che un cittadino voleva, invano, anche per la Tasi.

Tutto bene, allora? Quasi… Perché gli avvisi che la Mercurio service – sempre la stessa – doveva spedire in formato Pdf lo scorso anno non sono mai arrivati e speriamo che neanche siano stati liquidati. Ma soprattutto sulla base di cosa paghiamo? Qual è il criterio? Nessuno sente il bisogno di comunicarcelo ufficialmente?

Assessore Placidi, con la gara dei rifiuti che sta causando più di qualche tensione in Comune, con quali criteri pagheremo? Assessore Zucchini, certamente oberato dagli impegni legati al fatto di essere sindaco facente funzioni, è un acconto pari a quanto? Così, pressapoco…

Almeno nel 2014 ci dissero che si pagava la metà del 90% rispetto all’anno precedente, in attesa di arrotondamento. Ora, facendo i conti da soli, siamo a circa il 50% di quanto pagato lo scorso anno. Del piano finanziario 2015, evidentemente, non c’è traccia, mentre prosegue il “balletto” sull’assegnazione e continuiamo a pagare, come avviene da mesi, prezzi esorbitanti in proroga. E c’è la necessità di fare cassa, perché altrimenti il Comune non paga la raccolta e lo smaltimento.

Tanto paghiamo, il criterio si vedrà. Tanto siamo sempre meno cittadini a pagare, perché il recupero degli inesigibili resta una pia intenzione (saremmo felici di essere smentiti) e dovremo farlo anche per gli altri. All’amministrazione interessa altro, evidentemente, altro che i criteri….

Le gare, il Pd, i chiarimenti. Meglio tardi che mai

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Apprendiamo dalla pagina facebook del capogruppo Pd Andrea Mingiacchi che è stato chiesto – a gara assegnata e con un servizio che partirà nei prossimi giorni – di verificare la “regolarità della nomina della commissione giudicatrice” dell’appalto del servizio di igiene urbana. Meglio tardi che mai, anche se è giusto togliersi ogni dubbio, visto quanto accaduto con la vicenda delle mense e il parere dell’Autorità nazionale anti corruzione (Anac) sul quale le scuole di pensiero, chiamiamole così, in Comune sono diverse.

Quando Marco Maranesi, Valentina Salsedo e Luciano Bruschini (il consigliere) avanzarono perplessità sulla composizione della commissione per le mense, rivolgendosi al segretario Pompeo Savarino, l’opposizione tutta perse l’occasione per chiedere subito conto delle presunte anomalie. Ci fu un consiglio comunale pochi giorni dopo, ma nessuno fiatò. Il solo Bernardone, alla riunione successiva, chiese inutilmente “lumi“. Nel frattempo Maranesi è rimasto solo, ma questo conta meno.

Ora che c’è il parere dell’Anac, secondo la quale la commissione è “illegittima”,  e sembra che il Pd rilanci sull’altra commissione. A dire il vero è stato chiesto un Consiglio comunale su entrambe le gare e sarà bene venga fatta chiarezza. Non decide l’assise civica, sia chiaro, ma almeno sapere quello che è successo e come si procede… Vero presidente Borrelli?

Per le mense, banalizzando, è come se siano scese in campo per la partita di calcio le squadre X e Y, ma la terna arbitrale designata per l’incontro non poteva essere quella. Ha diretto bene la gara, però, la partita è stata  vinta da X sia pure con qualche contestazione di Y che poi ha ritirato il suo ricorso alla giustizia sportiva – facendo subito dire a chi seguiva la vicenda che le procedure dell’arbitro e dei suoi collaboratori erano corrette – poi però si è scoperto che quella terna lì non poteva stare… Si rigioca? E’ un rebus… Si revoca la gara? Sì, no, forse. Intanto nessuno fa pagare i cittadini perché il settore pubblica istruzione è senza guida, la funzionaria che era stata messa a controllare le mense ha scritto che i dati sono “spariti“, e nessuno paga la ditta vincitrice che fornisce il servizio ed è ancora senza contratto. Benvenuti ad Anzio…

Per i rifiuti, invece, assessore e due componenti della commissione hanno spiegato che le procedure sono state regolari e che la revoca, poi trasformata in aggiudicazione alla seconda arrivata con strascico di ricorsi e contro-ricorsi, era legata alle comunicazioni arrivate dalla Prefettura sull’antimafia. Anche qui, nessuno prima si è preoccupato in consiglio comunale di chiedere lumi, almeno sulla durata di quella gara….

Oggi è giusto sapere, ci mancherebbe, e fa bene il Pd a chiedere. Il principio è condivisibile: spacchiamo il capello a una gara da 8 milioni e non diciamo nulla su quella da 35? Magari ci si doveva muovere prima, comunque meglio tardi che mai.