Rifiuti: delibera rifatta, il software, i pareri e un ricordo…

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Com’era nell’aria è stata annullata la delibera con la quale la giunta dava il via libera a dieci assunzioni “elettorali“, riscritta e con un mandato al dirigente dell’ambiente a provvedere. Era una evidente forzatura e peraltro riportava l’acquisizione dei pareri tecnico e contabile che invece non c’erano. Un falso, insomma, che oggi è spiegato.

Sulla vicenda, com’è noto, chi scrive aveva fatto accesso agli atti e poco fa la segretaria generale del Comune, Marina Inches, ha risposto. La ringrazio di questo e della celerità, evidentemente quando si tratta di rispondere all’accesso civico ci sono velocità diverse in Comune. Ebbene quella delibera che è stata annullata – com’è riportato anche nel nuovo atto – “per mero errore del software, segnalato e tempestivamente corretto dalla società fornitrice del software, riportava l’acquisizione del parere favorevole tecnico e contabile, non previsto dalla legge per le deliberazioni di indirizzo“.

Meno male che dovevamo essere il Comune 3.0…. ma i software sbagliano, ci mancherebbe, è che li paghiamo (e sono diversi e spesso nemmeno dialogano tra loro) pure profumatamente. Comunque la stesura originale della delibera “elettorale” non c’è più, adesso parte la caccia alle squadre “volanti” previste a detta di chi ha votato l’atto sul capitolato. Diciamo che si “maschera” un po’ l’obiettivo iniziale, ma quello resta.

Ah, a proposito di errori oggi è il software, oltre 20 anni fa quando con “il Granchio” scoprimmo che la stessa ditta era stata incaricata due volte di fare le stesse strisce a piazza Garibaldi la colpa venne data “alla dipendente che ha copiato l’atto“. Che ricordo eh…. La continuità? Bruschini era sindaco, Zucchini assessore, Placidi pure, buona parte di coloro che sono in maggioranza c’erano già oppure erano rappresentati da parenti stretti…

Rispetto a chi si candida ad amministrare Anzio nel 2018  la sfida  sarà quella di avere – finalmente – un sistema informatico unico, completo e degno di tale nome. Si tratta di una  ulteriore   linea di demarcazione tra il vecchio modo di “fare” politica (e dirigenza, ognuno ha o ha avuto i fornitori di fiducia)  e #unaltracittà

La città di “Mala suerte” e quella che non ci sta

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La sentenza sull’operazione “Mala suertescrive una prima pagina giudiziaria sulla vicenda che ha squarciato il velo su un giro di estorsioni, droga e armi e che ha lambito la politica di casa nostra. Al di là dell’aspetto penale – per chi scrive anche Madonna o Pellecchia e tutti gli altri  sono innocenti fino al terzo grado di giudizio – c’è quella che riguarda proprio gli ambienti politici che è rilevante.

Perché amministratori pubblici devono “mediare” per far trovare un accordo sulla gestione dei parcheggi, per esempio? Perché – sono atti del processo – si deve arrivare a coinvolgere il sindaco e si deve andare a un incontro per proporre un Consorzio? Riunione che finirà – ipotesi che in primo grado ha retto – con una estorsione?

Se i parcheggiatori vanno oltre il dovuto, oggi li richiami all’ordine, domani glielo ricordi, dopodomani togli le autorizzazioni.  Quest’anno, finalmente, e purtroppo dopo “Mala suerte” sembra essere stata trovata una soluzione. Va dato atto alla Capo d’Anzio – che pure aveva presentato una denuncia per “pressioni” – e al dirigente della polizia locale di essere riusciti a evitarci il brutto spettacolo al quale assistevamo al porto.

Ma il punto è un altro: è negli interrogatori in aula, è in quello che è emerso nell’indagine, è nei nomi che tornano (sempre gli stessi) e vanno da “Mala suerte” all’indagine per abuso d’ufficio relativa alle proroghe per il verde, dalle “cooperative di Italo” dell’inchiesta sulle proroghe ai servizi sociali alle questioni che riguardano il Falasche o il passaggio da “Giva” a “Parco di Veio“. Gente che ha apertamente sostenuto chi oggi siede in Consiglio, gente che ha presentato liste o si è candidata.  Innocente fino a prova del contrario, va ribadito, ma c’è un contatto – una commistione in certi casi – tra chi “fa” politica e chi finisce nelle indagini che è preoccupante al di là dell’aspetto penale. C’è chi è in quelle inchieste ed è stato eletto e chi “fa” politica prova, quasi goffamente, in Tribunale, a  dire che non sapeva.   No, emerge chiaramente che c’era una “sponda” in Comune e che era noto chi fossero e cosa volessero i responsabili delle cooperative.

Poi c’è la frase del pubblico ministero in una delle ultime udienze, quando chiede gli atti relativi al boss Raffaele Letizia (ai familiari del quale, secondo l’accusa, finivano i soldi del “pizzo“) e gli avvocati si oppongono e lui replica: “Presidente se parliamo di camorra ad Anzio questa è la
dimostrazione che alcune persone sono vicine ai camorristi. Poi lo possiamo anche stralciare, non stiamo parlando del sorvegliato speciale perché ruba dentro
casa. Qui parliamo di altri tipi di sorvegliati speciali ed è per questo che non viene gradita questa produzione“.

Le pagine apparse su Repubblica due settimane fa raccontano quanto si va dicendo da tempo, una situazione di fronte alla quale c’è chi continua a fare spallucce. Perché ha consentito – sicuramente in buona fede, non si discute, per qualche voto, per quieto vivere, per quello che si vuole – la città di “Mala suerte“.  Lo spiega in un condivisibile post su facebook anche Chiara Di Fede.

Ecco, la sfida per chi vuole amministrare Anzio dal 2018 è dire che c’è chi non vuole avere nulla a che fare  con certi metodi, consuetudini, commistioni, frequentazioni, voti da ottenere e via discorrendo.  E’ una ulteriore e  netta linea di demarcazione tra il vecchio modo di “fare” politica e #unaltracittà

La piscina, Falasche, il resto del patrimonio: chiarezza subito

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La sede di piazza Cesare Battisti, dove si trova l’ufficio patrimonio

La vicenda della piscina ovvero del Deportivo che è stato chiuso nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza squarcia un velo solo per qualche novello fautore della trasparenza. Chi negli anni ha sollevato dubbi sulla vicenda veniva sbeffeggiato. Fosse Mariolina Zerella in consiglio comunale, chi scrive sulle pagine del “Granchio” per la gestione e per il muro pericolante sì, ma rifatto per mettere in sicurezza più la discoteca che altro. Persino l’allora capogruppo di Fli Mario Pennata quando Candido De Angelis era in Senato e battagliava già contro l’amministrazione Bruschini fu preso per visionario . Ai cittadini che chiedevano gli atti è capitato  che il Comune “perdesse”  l’accordo tra società sportiva As Anzio nuoto e pallanuoto – concessionaria della piscina – e l’associazione Deportivo del 15 luglio 2006, trasmesso con protocollo del 2 dicembre 2006. Così, per mettere una “pezza“, ne è stato sottoscritto un altro a maggio del 2014, eccolo

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Se sarà stato rispettato o meno lo stabilirà la magistratura. Per questa, come per altre vicende, chi è indagato è innocente fino a prova del contrario. Ciò che interessa in questo spazio è ribadire che pure le cose che nascono con le migliori intenzioni, in questa città diventano occasione per fare altro. Lo sostiene la Procura di Velletri, vero, ma non era noto da anni come funzionasse? E non erano a festeggiare proprio lì, alla vigilia del ballottaggio del 2013, il sindaco Luciano Bruschini e la stragrande maggioranza di coloro che siedono in consiglio comunale? Ed è vero o non che per diventare “soci” del Deportivo la raccolta firme avveniva – pure di recente – anche negli uffici di Villa Sarsina o piazza Cesare Battisti? Non importa la rilevanza penale, è l’andazzo che non piace. Soprattutto se un club privato usa uno spazio pubblico senza che arrivi un soldo o una utilità all’ente proprietario o alla società concessionaria.

Occorre un passo indietro, allora. Con De Angelis sindaco e Giorgio Zucchini (oggi assessore al patrimonio) direttore generale, vennero fatte le convenzioni per gli impianti sportivi. Giusto: non poteva continuare a pagare il Comune energia elettrica, gas, manutenzioni ordinarie, non ne aveva i mezzi. Si decise, allora, di affidare alle società gli impianti e intervenire solo per le manutenzioni straordinarie. In cambio? Un canone simbolico che nessuno, di fatto, ha mai pagato (e c’è una relazione in tal senso in Comune, da mesi)  e l’amministrazione “vicina“. Inizialmente con dei contributi, poi nel fare dei lavori “urgenti“, molto più spesso ignorando o fingendo di ignorare che gli impianti erano usati privatamente. Come nel caso del Deportivo emerge, ora, in modo clamoroso. Ma era palese da anni. E badate, si può anche capire che per avere delle entrate tu metti il club e mandi avanti l’attività della piscina, la squadra di pallanuoto, aiuti i meno abbienti a fare i corsi. Messa così sarebbe quasi accettabile, ma che diventi altro, una questione privata,  con la “complicità” del Comune – ripeto, a prescindere dall’aspetto penale – no.

La piscina è una cosa, la vicenda di Falasche un’altra, ma qual è il quadro generale? Non a caso ormai da mesi da questo umile spazio è stata lanciata una sfida che in Comune si guardano bene dall’accettare: on line tutto, schede, gestori, spese, finanziamenti, lavori fatti e via discorrendo. Non li vedremo mai, non da Bruschini, Zucchini e dalla maggioranza ormai allargata a De Angelis e ai suoi. Sulla storia della piscina, ad esempio, dopo il sequestro esclusi i Grilli di Anzio e Sinistra italiana, nessuna voce si è levata da quel che resta dell’opposizione consiliare. Quando si diceva che Falasche era (e resta) la punta di un iceberg non era uno scherzo. Sul patrimonio – dagli impianti sportivi alla gestione dei condomini – si fonda buona parte del consenso. Ricordo una denuncia che prendemmo con “il Granchio” per aver chiesto lumi sull’assegnazione a una cooperativa dei locali al centro “Zodiaco“, oggi sede di una palestra. E’ storia vecchia, con i protagonisti politici che sono sempre gli stessi e che tutto hanno fuorché voglia di fare chiarezza. Più facile mascherarsi dietro al fatto che è sport, è sociale. Più semplice dire “ma che ti metti a fare…

Al settore patrimonio, quello che per esempio ordinava a Falasche i lavori quando la richiesta della società arrivava dopo i preventivi…, c’è ora una nuova responsabile. Nell’augurarle buon lavoro sentiamo di dirle che non deve guardare in faccia nessuno, verificare impianto per impianto, convenzione per convenzione, e procedere senza indugi a ristabilire le regole.  Sentiamo anche  di dire – al tempo stesso – alla responsabile della trasparenza e anti corruzione di tutelare questa funzionaria dai politici che andranno a lamentarsi se finalmente si metteranno le mani su questo vaso di Pandora. Serve chiarezza, subito.

La sfida per chi vuole amministrare Anzio dal 2018 è dire che si stabiliscono criteri certi e universali (non basta avere assessori o dirigenti di riferimento, insomma) di assegnazione degli spazi pubblici, vengono revocate le concessioni a chi non è in regola,   si verifica la situazione di tutti,  si recuperano le somme dovute al Comune se ci sono, si concordano eventuali lavori da fare a scomputo dei canoni. Vale per gli impianti sportivi e per il resto del patrimonio. E’ una ulteriore e  netta linea di demarcazione tra il vecchio modo di “fare” politica e #unaltracittà

Non solo Falasche… la Finanza sequestra il Deportivo

Una gestione che per lungo tempo ha visto molti girarsi dall’altra parte. La prima a chiedere lumi, anni fa, era stata Mariolina Zerella in consiglio comunale. Inutilmente. Per anni ha condotto la sua battaglia Delia Mattioli, confinante con il locale. Dalle pagine del Granchio chi scrive sollevò dubbi sul rifacimento del muro pericolante. Nulla, per un lunghissimo periodo. Come per la gestione di Falasche, anche quella del Deportivo ha visto l’amministrazione “vicina“. A niente erano valsi, finora, accessi agli atti e segnalazioni. Di poco fa la notizia resa nota dalla Guardia di Finanza e il sequestro del locale. Di seguito il comunicato. Lo dicevamo che Falasche era (e resta) solo la punta di un iceberg….

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Discoteca, cena a bordo della piscina, feste private e banchetti vari: questa la gamma di offerte de “El Deportivo”, associazione culturale di Anzio molto conosciuta fra i giovani del litorale che utilizzava, per i suoi eventi, impianti sportivi di proprietà del locale Comune senza il pagamento di alcun canone di affitto.
E’ quanto emerso nel corso degli accertamenti svolti dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma che hanno appurato che i responsabili delle due associazioni coinvolte, agevolati dagli incarichi ricoperti nel tempo all’interno del Comune, hanno determinato l’adozione di atti illegittimi con i quali è stato dapprima concesso l’utilizzo all’associazione “El Deportivo” di soli 138 metri quadrati (di gran lunga inferiori rispetto a quelli effettivamente utilizzati) da adibire a   punto ristoro e, successivamente, stipulato un contratto di comodato d’uso gratuito dell’intera area.
La piscina comunale era stata concessa, dal 2007, ad un’altra associazione culturale che
esercita, nel rispetto dello scopo istituzionale, la pratica sportiva del nuoto ma, da oltre 10 anni, ne cede l’utilizzo, nel periodo estivo, a “El Deportivo” che, a sua volta, fruisce di un’area di circa 1250 metri quadrati dotata di pista da ballo, zona privée, oltre ad un’ampia area adibita a parcheggio di proprietà del Comune. Trattandosi di un bene pubblico indisponibile, gli impianti sportivi non possono essere destinati a finalità differenti e la loro concessione non può essere ceduta a terzi, né totalmente né parzialmente, pena la decadenza della convenzione stipulata con l’ente locale.
Tale situazione, in palese violazione della normativa vigente, si è perpetuata grazie
all’indifferenza dei funzionari comunali preposti alla gestione del patrimonio dell’ente locale i quali hanno omesso di dichiarare la decadenza della convenzione.
Come se non bastasse, oltre a omettere di versare all’ente locale proprietario il canone di
locazione, quantificato in oltre 170.000 euro, l’associazione “El Deportivo” beneficiava del regime fiscale agevolativo previsto per gli enti “no profit”, nonostante svolgesse esclusivamente attività commerciale.
Grazie agli elementi raccolti dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Nettuno, la Procura della Repubblica di Velletri ha contestato il reato di abuso d’ufficio ai rappresentanti legali delle due associazioni coinvolte e ai tre funzionari comunali, disponendo il sequestro preventivo dell’area di proprietà pubblica per evitarne l’illecito sfruttamento e permettere all’Amministrazione Comunale di destinarlo a finalità di interesse pubblico“.

Archeologia e non solo: il bel programma, le scelte da fare

WCENTER 0WHCBGPAHJ  -  ( Mino Ippoliti - villa di nerone 4.jpg )PER EMILIO

In attesa di sapere quale sarà la “Summer time” 2017, finora conosciamo solo lo spettacolo gratuito di questo fine settimana, nonché i criteri che hanno portato alla scelta degli spettacoli che ci saranno proposti e le spese, c’è un programma che è partito e che ci piace.

Costa poco o nulla, punta sulle bellezze della città, le valorizza, va dalla Villa imperiale a quelle nobiliari, parla di Nerone e Caligola, porta il museo al mare, in barca, presenta libri, punta sul cinema che dovrebbe farci vivere di rendita solo per “Amarcord” che Fellini ha girato al Paradiso sul Mare. Coinvolge, come in passato è avvenuto raramente (è bene ricordare le iniziative per il Fai a favore e della Villa e del Paradiso sul mare), diverse realtà del territorio. Oggi ci sarà la prima uscita a vela, per esempio, ma è comunque apprezzabile il programma messo in piedi.

Senza liti sul palco a Villa Adele (a proposito, la “torre” montata per lo spettacolo di Sky è in regola sì?), consiglieri che vogliono fare i dirigenti, ditte amiche e via discorrendo. Da anni, in sordina, con un gruppo di volontari, andando nelle scuole o portandole a Villa Adele, nelle piazze, nei centri commerciali,  il Museo civico archeologico è protagonista di una serie di iniziative.

Più o meno condivisibili, con modalità di comunicazione che spesso esulano da quelle istituzionali, ma c’è. Se capita di andare al Salone delle Conchiglie di Villa Adele si vede in che condizioni lavora: scrivanie in mezzo, perché dopo l’incendio l’amministrazione non ha speso un euro per la sistemazione dei locali destinati agli uffici.

Del resto non è il sindaco a ripetere, ogni volta, che visto che siamo vicini a Roma uno ad Anzio che deve venire a fare? Ecco, il programma che è consultabile qui sta riscuotendo un successo inatteso forse anche per gli organizzatori.

Ecco, quando si parla di politica a modesto parere di chi scrive questo dovrebbe fare: scegliere. Dire che le iniziative turistico culturali si basano su quello che abbiamo e che intendiamo valorizzare. Il resto, i nani e le ballerine – con tutto il rispetto – che avremo anche quest’anno, può anche saltare.

La scelta, mai fatta, doveva essere quella di puntare sulla storia della città e di organizzare non solo a luglio agosto ma nell’arco dell’anno eventi “concertati” come in questo caso. Di metterli “a sistema” e poi, se c’è posto e se ci sono i soldi, fare eventi di richiamo internazionale, due o tre e non necessariamente d’estate. Il pallino – chi segue questo spazio lo sa – resta quello di avere un Nobel per la pace ogni 22 gennaio e di legare lo sbarco a quelli in Sicilia, a Salerno, alla liberazione di Roma e alla Normandia in un grande progetto europeo.

Il sogno era e resta, ma qualcosa con questo programma si muove, quello di fare della Città di Nerone un punto di riferimento per gli studiosi di tutto il mondo, dare una ricostruzione virtuale della Villa, organizzare eventi tipo quelli che si svolgono e sono sempre pieni al Foro di Augusto o di Cesare.

E ancora con un plauso a chi ha organizzato questo cartellone (e la curiosità, ma Salsedo è ancora delegata all’archeologia o è citata e basta?) l’utopia è quella di portare ad Anzio l’orchestra che a Ravello fa il concerto all’alba, scegliendo di realizzarlo al tramonto proprio lì alla Villa imperiale.

Ma per farlo la politica deve scegliere, investire le poche risorse che ha un Comune, cercare finanziamenti, legarsi a una fondazione nella quale mettere in gioco il Paradiso sul Mare, non pensare alle associazioni amiche o alle cooperative con sponsor.

Succederà? Questa iniziativa è un passo importante, la sfida per chi vuole amministrare Anzio dal 2018 è farne qualcosa di respiro internazionale. Già questa  è una linea di demarcazione tra il vecchio modo di “fare” politica e #unaltracittà

Rifiuti, delibera “mascherata” e senza pareri: accesso agli atti

La delibera 53 con la quale la giunta di Anzio ha deciso i “Piani di intervento sul territorio comunale”  presenta diversi profili di dubbio. Li hanno sollevati – unica voce nel “deserto” – i Grilli di Anzio. Pur avendo un consigliere comunale il Movimento 5 stelle, da tempo in “rotta” con il meetup che ha fatto notare una serie di incongruenze, non ha sentito l’esigenza di intervenire. Non lo ha fatto il Pd, meno che mai la ex opposizione di centro-destra.

Quella delibera non solo stabilisce che vanno fatti servizi già previsti dal capitolato, ma sa tanto di dieci posti da assegnare in piena campagna elettorale (avevo scritto, sbagliando, che erano quindici)  con un sistema che questa amministrazione ha preso a modello. Mancano solo i nomi, poi è stato scritto tutto, “mascherato” dietro la dicitura piani di intervento.

C’è dell’altro, però. Nel corpo della delibera si legge che sono stati espressi i pareri contabile e tecnico, ma in allegato sul sito del Comune (ah, la trasparenza 3.0….) non ce n’è traccia. Se fate caso, in altre delibere i pareri sono sempre allegati, qui no.

Per questo ho presentato formale richiesta di accesso agli atti affinché i pareri siano resi pubblici. In Comune gira voce che non esistano e sarebbe gravissimo aver affermato che, invece, sono stati forniti. Una svista o un falso? Lo vedremo.

 

Anzio e l’anti corruzione, gentile Marina…

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Dico la verità, comincio a rimpiangere i segretari comunali grigi burocrati. Quelli che spaccavano in quattro il capello ma erano anche capaci di trovare la piega giusta e risolvere una situazione. Le norme che hanno affidato il ruolo di responsabili della trasparenza e dell’anti corruzione, li rendono inevitabilmente dei protagonisti. Chi più e chi meno, tendono a mettersi in “mostra“.

Un anno fa, quando Pompeo Savarino lasciava Anzio – portandosi dietro un debito del quale la Corte dei Conti ora chiede il saldo – e arrivava al suo posto Marina Inches, scrivevo quello che potete leggere qui.

Non sono cambiate molte cose, anzi… Per questo sento di rivolgermi a Lei, gentile Marina, sapendo che molti la chiamano per nome tra assessori e consiglieri, di maggioranza e opposizione, mostrando una certa cordialità/confidenza.

Io non ho il piacere di conoscere la segretaria generale del Comune di Anzio – e dico la verità non è che ci tenga molto – però avverto che qualcosa non è andato. Vede, gentile Marina, lei è al tempo stesso segretaria e dirigente di un’area, il che la pone nel duplice ruolo di controllore e controllata. Come se non bastasse, ha un incarico nel consiglio d’amministrazione della “Capo d’Anzio” per le quote rosa, società che al 61% è del Comune. Occorre aspettare che si pronunci l’Anac o non è palese che queste sovrapposizioni sono quantomeno inopportune?

Credo poco alle chiacchiere, si dice che sia arrivata qui con il benestare di Forza Italia e Palozzi, ma al tempo stesso con la tessera della Funzione pubblica Cgil e una certa “vicinanza” al Pd…. Forse è per questo nessuno solleva dubbi su cose quantomeno al limite…

Diciamo che forse, senza i buoni uffici con la politica, non sarebbe mai accaduto quanto è successo per prendere il dirigente dell’area finanziaria. Non valutando per bene il titolo, mettendo in commissione – in violazione al regolamento del Comune – un condannato per reati contro la pubblica amministrazione, evitando di rispondere o allungando il brodo quando il capogruppo Pd Andrea Mingiacchi ha chiesto la revoca in autotutela di quell’atto. Vedremo cosa succederà con la Corte dei Conti che è intervenuta, ma si doveva arrivare a tanto? E’ stato un errore, si ripara. Questo ci si aspetterebbe da chi deve garantirci trasparenza. Non che per un accesso agli atti si attendono mesi, ad esempio, o che si mandino risposte evasive.

Trasparenza, quella che sul sito continua a essere una chimera (salvo qualche raro miglioramento e la Capo d’Anzio che finalmente ha un sito degno di nota) . Abbiamo ancora un ufficio relazioni col pubblico che esiste solo in un link. Mentre scrivo so di una delibera – l’ennesima – per la nuova dotazione organica. Sarà stato inserito? A proposito di delibere, c’è quella per 15 assunzioni nei rifiuti: ad appalto in corso, con un piano finanziario vigente (ma paghiamo la quota iscritta in bilancio o quella del piano? Sono diverse….) e soprattutto – controlli, appena può – con chi è pronto a lasciare un ufficio del Comune per un altro, un appalto per un altro. Ovviamente con “sponsor” politico, quello che l’anti corruzione dovrebbe evitare.

E già che ci siamo, avrà letto i giornali recenti e i rapporti tra malaffare e politica, avrà sentito del consigliere comunale che “valuta” le offerte e “ordina” di predisporre gli atti, avrà saputo dell’assessore dominus di una società sportiva che non paga il Comune, o dell’ufficio tecnico che ha sporto denuncia contro il figlio di un consigliere, si sarà resa conto della situazione di interessi – nemmeno troppo velati – che la politica ha nell’ente locale, dagli hotel che dovevano essere chiusi a chi ha cooperative da piazzare. E gli incassi delle mense del 2016 che differiscono tra un ufficio e l’altro? E i documenti non  predisposti, mentre si monta il palco a Villa Adele affidato a un’azienda sotto inchiesta?

Ma soprattutto, gentile Marina, ha sentito cosa ha detto la Bindi sulla vicenda di Anzio? Le dobbiamo dare atto di essere andata dai Carabinieri (come altri) per le “pressioni” sulla vicenda mense, ma si rende conto da sola che non basta.

Continuo a pensare che nella illegalità delle cose quotidiane, quella di fronte alla quale ci si gira dalla parte opposta, possa innestarsi ben altro. Forse è già successo.

Gentile Marina, c’è ancora molto da fare e Lei non ha la bacchetta magica – è vero – ma ci sono cose che potevano e dovevano andare diversamente.

Rifiuti, pronte 15 assunzioni elettorali. Paghiamo noi…

 

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Ricordate il “porta a porta” avviato alla vigilia delle elezioni del 2013? Fu l’ultima “imbarcata” di personale nel settore dei rifiuti, quello che sta dando più di qualche grattacapo all’amministrazione di Anzio. Non c’erano i soldi per coprire quel servizio (avevamo già usato il finanziamento della Provincia), ma Patrizio Placidi – imbattibile in questo – fece in modo che partisse lo stesso. Un mezzo contratto a te, un altro a te, poi vediamo… I piani dell’assessore funzionarono a meraviglia, Candido De Angelis “tuonò” inutilmente, Bruschini vinse le elezioni.

Non tutti furono confermati, ovvio, e anzi dopo la nuova gara altri ancora sono rimasti a casa. Adesso, a un anno dal voto del 2018, la giunta delibera che quanto previsto dal capitolato d’appalto – vinto da una ditta che all’assessore non è mai piaciuta, l’ha dichiarato in consiglio comunale – non basta più. Il problema era, ed è, il personale. Avesse vinto Ecocar-Gesam si potevano accontentare più persone, con Camassa non è stato possibile. Nel frattempo Camassa è commissariata e i problemi si sono acuiti. Morale? Facciamo in modo che per pulire le strade intervengano altri, anzi in delibera scrivono proprio 15 persone (ci sono già i nomi? O c’è una procedura da seguire per candidarsi?) e ora gli uffici dovranno provvedere.

La copertura finanziaria? Il piano rifiuti 2017 non si può emendare, così il dirigente dell’area finanziaria (che è in quel posto sempre in virtù di un titolo non previsto dal bando al quale ha partecipato), avrebbe trovato lo stratagemma: un “ruolo” aggiuntivo. Se da contabilizzare adesso o nel 2018 si vedrà.

Ecco, pagheremo noi. Anzi, pagheremo noi pochi (il 54/55% di cittadini) che abbiamo ancora il senso civico di farlo.

Ma ce l’hai con quei 15 o vuoi la città sporca? Ci mancherebbe, ce l’ho con chi in venti anni ci ha ridotto in queste condizioni, non fa funzionare un servizio ma ne ha fatto un serbatoio di voti e con chi si sta prestando a compiere atti sui quali ci vorrebbe maggiore attenzione da parte di Procura e forze dell’ordine.

ps in tutto questo non sappiamo qual è il costo del 2017 perché in bilancio c’è una cifra e nel piano un’altra né sappiamo quante sono le utenze perché mai deliberate.

I cittadini (pochi) incalzano. Opposizione? Non pervenuta

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Ci sono vicende che vanno dal campo di Falasche alla vicenda dell’hotel Succi, dalla situazione della Capo d’Anzio alla bandiera blu, dalle contestazioni della Corte dei conti sulle procedure seguite per assumere il dirigente dell’area finanziaria al bilancio consuntivo nel quale – almeno per le mense – c’è un dato erroneo che lo inficia, sulle quali i consiglieri comunali hanno diritto di conoscere immediatamente i dati in possesso del Comune.

Pazienza chi sta in maggioranza e ovviamente si guarda bene dal rompere le uova nel paniere, ma l’opposizione che fa? I cittadini hanno sancito, nel 2013, che Luciano Bruschini fosse sindaco dando a Candido De Angelis e alla sua coalizione, a Ivano Bernardone e alla sua coalizione, a Cristoforo Tontini e al Movimento 5stelle, il ruolo di opposizione.

Che significa controllo e proposta, verifica e alternative possibili. Qualcuno ne ha memoria? La parte che fa capo  a Candido De Angelis perso il ricorso in Tribunale sulla eleggibilità di Bruschini ha lavorato più per un accordo – ormai siglato – che per opporsi a vicende anche palesi. Ha “giocato” un po’ sulla biogas, proponendo la modifica al regolamento, per il resto ha fatto passare praticamente tutto sotto silenzio.

Il Pd? Rispetto al passato qualcosa si è mosso, ma del ricorso sul bilancio si sono perse le tracce e a parte le chilometriche interrogazioni (sistematicamente senza seguito, né di risposta del Comune né di azioni conseguenti) non si vedono né contrasto né alternative. Sbaglieremo, ci mancherebbe, e siamo pronti a essere smentiti, però se nemmeno di fronte a questioni come quella di un consigliere comunale che organizza spettacoli si sente il dovere di dire la propria, arrivederci. Se nemmeno dopo aver chiesto in autotutela un intervento per la vicenda del dirigente con un titolo per un altro si cerca di capire come stanno le cose, addio. Sai com’è, è Anzio, è la “po-li-ti-ca“, è il “che ti metti a fare….

Pazienza per chi in quel brodo di coltura ci è nato e cresciuto, ma l’esponente pentastellato non sembra aver brillato e dopo aver fatto da stampella a Placidi e alla maggioranza su un regolamento di igiene e sanità copiato (malamente) altrove, mantenendo il numero legale, è sparito. Salvo un intervento sulla Vignarola, vero, dove timidamente si è mosso anche il Pd, ma senza un comitato civico forse avrebbero già costruito. Come per la biogas, voluta da Bruschini che ha mandato Placidi e il dirigente Dell’Accio a dire sì.

Il resto? Solo per stare a vicende recenti: da questo spazio – sommessamente – si scopre che la società che fa capo a un assessore non  paga il Comune, voi avete sentito nulla? Chiara Di Fede e il suo movimento fanno le pulci – ad esempio – sulla vicenda dell’hotel Succi, ma in consiglio nessuno fiata. Abbiamo preso la bandiera blu, si chiedono i documenti che Placidi pubblica solo in parte, ma a farlo sono gli altri 5stelle, quelli contro il consigliere, Rita Pollastrini e il suo meetup.

E qualcuno, all’opposizione, ha mai chiesto conto per esempio o si è accorto che le cifre sul preventivo, per i rifiuti, non tornano? Perché la delibera sulle utenze 2017 mai arrivata e quindi non approvata in Consiglio o la beffa spedizioni se non del piano finanziario, deve scriverla Luciano Dell’Aglio e restare lì?

Accesso agli atti, sempre molto difficile, lettere, segnalazioni…. Attenzione, parliamo di cittadini attenti, di diversa estrazione, con più o meno coinvolgimento nell’agone politico. E chi la “fa“, politica? Dove sta?

Sul porto qualcuno si è messo di traverso a dire: sindaco, o porti l’avvocato Cancrini come deliberato all’unanimità o non andiamo avanti? Oppure si è premurato di sapere quali morosi – tra consiglieri e assessori – avessero pagato e quali non? Peggio, quali di loro al momento dell’insediamento hanno dichiarato – falsamente – di essere in regola e invece non lo erano?

E avete visto la richiesta di convocazione di un Consiglio comunale, un’interrogazione, un documento dopo Malasuerte, gli incendi, quello che scrivevano e scrivono i giornali? Sarà che io frequento ormai poco il Palazzo, c’è chi era fiero di essere lì a “pisciare” mentre veniva intercettato ed è parte attiva di questa coalizione, quindi preferisco evitare. Ma se non in Consiglio o nelle commissioni, da quando non leggete un documento su queste vicende solo apparentemente piccole?

Ecco, “volemose bene“, pensiamo chi agli accordi per il 2018, chi ai monumenti al pescatore, chi a battagliare su chi userà il logo 5stelle. L’opposizione? Non pervenuta. Miti tentativi, addirittura un Consiglio ombra una volta , ma è finita lì. Tutti a pensare alle elezioni… Auguri!

Spettacolo saltato, “spie”e mancata programmazione…

 

lucianino

Il delegato Luciano Bruschini (foto inliberauscita.it)

Fatemi capire. Si è aperto un procedimento disciplinare per la dipendente “infedele” (a proposito, che fine ha fatto?) mentre un consigliere comunale – benché delegato al turismo – conosce le proposte che arrivano per gli spettacoli di Sant’Antonio e cita in una lettera persino il numero di protocollo di quella da approvare.

E’ normale? Si può fare? O c’è qualche altro “infedele” che lo ha aiutato ma che nessuno metterà sotto procedimento disciplinare, essendo in questo caso coinvolto un esponente di maggioranza? Si cercano le “spie” solo quando fa comodo, evidentemente…

Lo chiediamo alla responsabile dell’anti corruzione, perché a  modestissimo parere di chi scrive – ma prima ancora per la legge 267 del 2000 – i consiglieri comunali dovrebbero occuparsi d’altro. Qui, invece, c’è chi ha “valutato” le offerte pervenute (magari le ha pure chieste….) e ha  deciso qual è quella “ritenuta idonea“, quindi disposto che si facessero gli atti! Poteva essere così negli anni ’80, forse, invece il delegato Luciano Bruschini – omonimo del sindaco – sostiene che “gli uffici remano contro“, scrive sulla pagina facebook del primo cittadino il giorno del mancato spettacolo che le responsabilità sono della dirigente e del funzionario e annuncia dimissioni che non darà. Come quelle di chi le ha date lo scorso anno “irrevocabili” e invece è ancora al suo posto.

Ebbene chi remerebbe contro? Chi fa le pratiche per il delegato che poi sollecita “la tempestiva predisposizione degli atti” o chi quelle pratiche non può mandarle avanti perché violano le più elementari norme dell’amministrazione pubblica? E  a proposito di quella richiesta, ma davvero non è il caso di intervenire?

E vogliamo parlare di programmazione? Sant’Antonio si celebra ogni anno, qui arriva una proposta – non sappiamo ancora chiesta da chi – il 6 giugno, ma   agli uffici viene “ordinato” il 20   di preparare tutto e lo spettacolo doveva svolgersi il 25…  Funziona così nel nostro Comune? Evidentemente sì…

A proposito, quanto sarebbe costato lo spettacolo?