L’assessore Placidi e il costo dei rifiuti. Ricevo e pubblico

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Ricevo e pubblico, dall’assessore Patrizio Placidi. C’è qualche riferimento temporale non corretto perché la nota è evidentemente di qualche giorno fa. Ciascuno potrà farsi un’idea.

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Relativamente a quanto affermato dall’ex senatore De Angelis in merito al costo pro capite del ciclo dei rifiuti della nostra citta’, apparte l’esigua differenza di cifre che risultano dai dati a me forniti dal mio assessorato, ovvero 278,20 € pro capite anziche’ 286,00, mi sembra opportuno sottolineare che tale parametro, riferito all’importo del piano finaziario 2014, comprende anche delle spese che necessariamente sono state affrontate nel corso dell’anno 2013 per l’ampliamento sul 95% del territorio del servizio di raccolta porta a porta (circa 700.000,00 €), e contabilizzate in questo esercizio finanziario perche’ non prevedibili ne preventivabili con quello del 2013.

Gia’ con questi importi il parametro pro capite scende a 265,00 €

occorre poi ricordare che a causa del vecchio capitolato d’appalto (redatto nella legislatura precedente all’insediamento dell’attuale sindaco avvenuto nel 2008), alcuni quartieri di anzio tipo villa claudia, lido dei pini e lido delle sirene ed alcune attivita’ fondamentali quali la pulizia degli svincoli stradali e delle principali arterie di accesso alla citta’ non erano stati previsti.

Ragion per cui sono stati dovuti prevedere dei servizi aggiuntivi da affidare alla ati attualmente in carica per rendere quei servizi ai cittadini che purtroppo nonostante pagassero le tasse erano stati in qualche modo “dimenticati”.

Calcolando una spesa di circa 650.000 euro per l’anno 2013 ed altri 500.000 per l’anno in corso arriviamo ad un parametro pro capite pari 243,00 euro (al di sotto della media regionale pari a 247,00 euro)

L’analisi dei costi fatte dal consigliere De Angelis avrebbero dovuto tener conto di tutto quanto e’ parte del piano finanziario e non solo del totale diviso il numero degli abitanti

E’ opportuno inoltre sottolineare che quest’anno siamo in fase di aggiudicazione definitiva di gara e con i costi previsti nel nuovo capitolato d’appalto dovremmo avere per l’anno 2015 una spesa procapite relativa la ciclo dei rifiuti pari a circa 230,00 euro.

Fermo restando quanto speso dalla vicina Nettuno secondo quanto riferito dal consigliere De Angelis, credo che personalmente a livello di qualità dei servizi offerti alla nostra cittadinanza ed alle condizioni cui versano molte strade di Nettuno stracolme di rifiuti, noi non possiamo lamentare nulla tranne per quei siti divenuti ormai abituali per coloro che non intendono fare la raccolta differenziata, e mi riferisco in particolare a via della Lottizzazione (nei pressi del famoso stabile occupato da extracomunitari), in via della Spadellata, in via dell’Acquario (in particolare in quelle palazzine occupate abusivamente anche da extracomunitari), in via dei Faggi di fronte all’ex acqualand.

Proprio per questo motivo lunedì, al fine di fronteggiare tale problematica ho avuto un incontro in cui sono state invitate tutte le forze dell’ordine……………………

Mi preme aggiornarvi sulla percentuale ottenuta al 31/10 della raccolta differenziata sul nostro territorio pari al 79,58%, dato ampiamente confortante sul lavoro svolto da questa amministrazione, lavoro che ci permette di avere con le fatturazioni presentate alle società cui vendiamo i nostri materiali, il rispetto di quanto previsto dal piano finanziario in merito agli introiti derivanti dalla raccolta differenziata (400.000,00 €).

Senza contare che previsionalmente dovremmo avere un risparmio su quanto conferito alla rida ed agli altri impianti circa 150.000,00 euro di risparmi.

Ispettori ambientali, le maxi multe che sul bilancio non ci sono

ispeLe feste consentono di avere qualche minuto in più e di mettersi a cercare qualche altro documento. Così scopri che dell’attività dei famigerati ispettori ambientali – di recente finiti agli onori della cronaca per l’aggressione al presidente del Nettuno baseball – nel bilancio del Comune non c’è traccia. Meglio, non ce n’è nella misura in cui l’assessore e candidato sindaco Patrizio Placidi ce la vuole far credere.

Ribadisco un concetto espresso da mesi: solo ringraziamenti a chi si è prodigato per il bene della città con spirito di volontariato e nessuna giustificazione per gli “zozzoni” che hanno creato mini discariche ovunque, ma è bene farsi due conti.

Si parla, infatti,  di 600 sanzioni, in più occasioni – persino in consiglio comunale, come riferito da Antonio Geracitano – si è parlato di 100.000 euro di multe elevate. Ebbene ammetto di non essere un gran conoscitore di conti pubblici, ma qualcosa dalla lettura dei documenti provo a capirla. L’assessore candidato sindaco e qualche zelante dirigente e funzionario che ha “coperto” l’operazione ispettori ambientali  con discutibili decreti di nomina, creando aree che non esistono nell’organizzazione del Comune e soprattutto non prevedendo uno specifico capitolo in uscita e uno corrispondente in entrata.

Nel piano esecutivo di gestione approvato il 27 ottobre, quando l’attività degli “ispettori” era in teoria già cessata ma tutti continuavano (e continuano) ad avere il tesserino, non c’è traccia del contributo alle varie associazioni ovvero si troverà sotto la generica voce di “servizi per la tutela dell’ambiente”. Ma se in uscita il sistema si trova, diciamo così, qualcuno vuole spiegarci dove si trovano questi presunti 100.000 euro?

Forse il capitolo 417 relativo ai “Proventi per servizi non istituzionali” relativo ai servizi generali? Ma la previsione è 9.000 euro. Allora dobbiamo immaginare che siano sotto i proventi della polizia municipale (424-427)  ma escludendo il “recupero spese postali” per le quali sono stati accertati 100.000 euro confermati anche quest’anno, troviamo le “violazioni di ordinanze o regolamenti comunali” stabiliti in 30.000 euro o “altri proventi” per 11.000 o le violazioni di “altri regolamenti” per 5.000.

Insomma, dove saranno le somme delle quali si parla? Magari lunedì, in consiglio comunale, affrontando come si spera l’argomento dell’aggressione che ha squalificato la città, qualcuno troverà il modo di chiederlo.

I cittadini sporcano e la stampa è “cattiva”. Caro Placidi, non basta

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Speravamo in una presa di posizione del sindaco, Luciano Bruschini, in quanto firmatario dei discutibili e giuridicamente poco sostenibili decreti di nomina degli “ispettori ambientali”. Ma anche in quanto responsabile diretto della sicurezza sul territorio. Speravamo che dicesse: ci abbiamo provato, non ha funzionato, restituitemi i tesserini e finiamola qui, anzi mi scuso con la persona aggredita. Nulla.

Speravamo in una convocazione urgente – da parte dell’opposizione, Tontini escluso perché un suo sostenitore dopo la presenza che ha fatto approvare il regolamento sanitario è diventato , sarà una coincidenza, “ispettore” – del consiglio comunale. Nulla.

Speravamo perché l’aggressione di domenica è la punta di un iceberg di come è stata gestita alla carlona – per non dire peggio – la vicenda di chi doveva svolgere un ruolo di educazione e controllo ma si è trasformato in “sceriffo”. Calpestando regole, con persone scelte senza criterio se non quello di appartenenza ad alcune associazioni e/o politico ovvero aver sostenuto Patrizio Placidi alle ultime elezioni. Ah, associazioni che fra l’altro erano proposte per la cancellazione dalla Regione o non iscritte proprio.

Credo sia eloquente il commento che ormai l’ex comandante della polizia locale, Samuele Carannante, ha lasciato su un blog precedente: ho sempre espresso parere contrario su tale metodo di gestione (questo è uno dei motivi che hanno portato alla mia prossima rimozione)...”

Il metodo è quello usato nell’individuare un agente della polizia locale, nel frattempo anche punto di riferimento di almeno una delle associazioni prescelte, per indicare chi avrebbe fatto l’ispettore ambientale, distaccarlo all’assessorato all’ambiente e dire che il servizio era svolto dalla polizia locale quando così non è. Opporsi – a questa e altre vicende – a Carannante è costato il posto. D’altro canto non è dirigente, speriamo solo che chi arriva non faccia la fine dei predecessori…

Il servizio è stato gestito dal settore ambiente, con determine di liquidazione firmate dal dirigente a tempo di record e servizi svolti sul territorio arrivati sul tavolo di chi è stato, al tempo stesso, controllore e controllato.

I volontari – a quelli che lo hanno fatto con questo spirito va solo reso merito – avevano come rimborso 10 euro al giorno. Nulla, certo, ma nessuno ci ha ancora spiegato quante sanzioni sono state fatte, quanti soldi entreranno nelle casse del Comune e quanti andranno alla Provincia, quanto il servizio ha fatto sì che le discariche a cielo aperto diminuissero.

Su una cosa l’assessore Patrizio Placidi ha assolutamente ragione: sono i cittadini a sporcare. E’ incontrovertibile. Ci sarebbe da aggiungere che se tu fai la differenziata in tutta la città e lasci i cassonetti in centro qualcuno che viene a gettare l’immondizia c’è. Se poi fai la differenziata e la bolletta invece di diminuire aumenta, allora qualcuno che dice chi me lo fa fare lo trovi. Non hanno ragione, sia chiaro, ma il Comune non ha brillato. E se proprio doveva impiegare gli ispettori non era il caso di “piazzarli” in una zona dove i sacchetti oggi vengono tolti – da costose squadre “volanti” che poi paghiamo noi – e domani si ritrovano? Forse qualche sanzione reale e la fine delle discariche a cielo aperto oggi l’avremmo.

Non ero in conferenza stampa e mi spiace, speravo che altri dimostrassero a Placidi che può urlare e prendersela con i giornalisti quanto vuole ma i fatti parlano chiaro. E i giornalisti – magari lui è abituato a una stampa più docile – ci sono per raccontare. O magari per ricevere, come è capitato a chi scrive, qualche “simpatico” messaggio, rispedito al mittente, dagli ispettori.

Sostiene l’assessore: “Li abbiamo pagati fino al mese di ottobre. Il loro tesserino, tuttavia, è valido fino al prossimo mese di giugno e molti hanno continuato a svolgere il proprio compito, che lo ricordo è educativo e sanzionatorio solo in casi estremi (la sanzione che gli Ispettori annunciano, viene poi formalizzata dalla polizia municipale), a titolo volontario”. Dobbiamo dedurre, per esempio, che la richiesta di sapere di chi fosse un terreno a Falasche di qualche giorno fa fosse un’iniziativa degli “sceriffi” e lo stesso valga per un verbale – in possesso di chi scrive – del 28 novembre. C’è almeno un tesserino (si veda la foto di ieri) che scade ad agosto. E poi la storia dell’ispettore che ha aggredito Fortini sospeso: ma come, il servizio non era cessato a settembre? O anche lui “volontariamente” andava in giro a controllare chi getta le cose nei cassonetti, sperando di elevare una sanzione e poi avere in cambio non più della pacca sulla spalla da Placidi, dato che i pagamenti non ci sono più? E quei tesserini, le auto con l’autorizzazione “di servizio”, le palette che usano – sempre gratis, ce lo dice l’assessore, da ottobre – non sono una violazione? Caro assessore, come si gira si gira questa vicenda puzza. E anche molto.

Non c’ero alla conferenza, ma sarebbe stato interessante sapere anche quando il “porta a porta” – con quello che paghiamo… – inizierà anche in centro. O cosa ne pensa, Placidi, dell’azienda che ha vinto come tutti si aspettavano e ha un’interdittiva antimafia. Perché lui – che evidentemente tanto bene ha amministrato… – si candida a guidare questa città. E allora certe risposte dovrebbe darle.

Rifiuti, quello che non va. Sui costi record interviene anche De Angelis

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L’ex sindaco Candido De Angelis offre un dato di lettura diverso del costo esorbitante che i cittadini di Anzio stanno pagando per la raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, senza peraltro avere alcun beneficio. Lo fa attraverso la sua pagina facebook e utilizza il costo pro-capite che ciascun residente – neonati compresi – sopporta ad Anzio per la “bolletta” dei rifiuti che il Comune ha inserito nel piano finanziario 2014.

Non solo aumenti spropositati e situazione fuori controllo, come da mesi denunciano fra gli altri i cittadini del comitato Tares equa, ma un costo pro-capite che non ha eguali. Vero che nel dover pagare la tariffa il riferimento è a nucleo familiare e metri quadrati, ma è altrettanto vero che il dato fornito da De Angelis è preoccupante.

Se in Italia la media a persona è di 203 euro, in Lombardia si pagano 123 euro e nel Lazio – dove ci sono i noti problemi – 247. Ad Anzio battiamo questo record, perché con oltre 15 milioni di euro di piano finanziario (modificato fino all’ultimo e ancora francamente poco comprensibile) si arriva a una media pro-capite di 286,17 euro. Senza andare troppo lontano, a Nettuno, il piano finanziario è poco meno di 9 milioni e mezzo di euro e i nostri “cugini” non arrivano a 195 euro pro-capite.

Il dato fornito da De Angelis – che da senatore ha fatto anche parte della commissione sul ciclo dei rifiuti – è un altro tassello rispetto alla dissennata gestione del settore nella nostra città. Aspettiamo venerdì le “barricate” in consiglio comunale, quando si parlerà fra l’altro anche di variazioni di bilancio e ci sarà modo – magari – di affrontare ciò che non è stato possibile dire nella famosa assise dell’1 agosto, quella dei 10′ di ritardo e di tutto il resto.

Sempre che si faccia quel Consiglio,  perché la vicenda dei “dissidenti” non sembra ancora rientrata e perché di fronte a certi dati magari qualcun altro in maggioranza vorrà chiedere lumi a Patrizio Placidi della sua gestione del settore e di una città che non trova alcun giovamento dal prezzo – salato – che sta pagando.  Ammesso che la singolare formula con la quale arriva al 70% di differenziata fosse vera, dovremmo almeno avere un beneficio nella tariffa. Macché…

Trasparenza, mense, centro-destra unito e silenzio sui rifiuti

consiglioanzio

Non sapremo mai, a meno di un’inchiesta dopo l’esposto di Marco Maranesi, perché non sono stati consegnati i documenti richiesti. Né ci interessa più. Il motivo? Intorno a questo tran tran per le mense si sta giocando ben altra partita, tutta interna al centro destra che governa, a quello che sta – starebbe – all’opposizione e a quello che non ha più rappresentanti in consiglio comunale.

La commissione trasparenza di oggi, alla fine, è servita a sfiduciare Andrea Mingiacchi. Il quale avrà mille difetti e avrebbe fatto bene a non accettare l’incarico a suo tempo – anche per i finanziamenti ricevuti dall’associazione che presiedeva e della quale è ancora punto di riferimento – avrà sbagliato a non imporsi la prima volta sul caso del decreto legislativo 33/2013 con il segretario e una settimana fa con la Santaniello, ma è la vittima sacrificale sull’altare di una ritrovata maggioranza. La notizia è questa. Vista la malparata giudiziaria, le indagini che stanno travolgendo il Comune e le recenti condanne il centro-destra di opposizione ha ufficialmente aperto un “ragionamento” con quello in difficoltà. Lo vedremo dal presidente della commissione trasparenza. Ah, giusto per la cronaca: era assente il capogruppo 5stelle che voleva partecipasse un suo delegato, cosa ovviamente impossibile.

Intanto anche Davide Gatti si accorge delle mense, sulle quali va detta una cosa: questa azienda è partita bene, ma si sta perdendo con il passare dei giorni. Non servono commissioni o altro, basta chiedere ai bambini – e chi li ha può confermare – i quali pure erano inizialmente entusiasti.

Alla grande attenzione per le mense non corrisponde, stranamente, quella sui rifiuti. L’ormai abile comunicatore Marco Maranesi fa sapere con un comunicato che anche in questo caso chiederà gli atti “con un’apposita richiesta di accesso” oltre a chiederne la pubblicazione totale sul sito, verbali compresi. Ah, chi ha dubbi si rivolgesse “presso Procura della Repubblica di Velletri e ad inoltrare un esposto come ho fatto io”.

Data la situazione che quotidianamente viene esposta in diversi gruppi facebook – il 3.0 dovrebbe seguirlo – noi vorremmo semplicemente sapere perché la gara per il servizio non va avanti. Anzi, si proroga – e costa milioni – uno che non funziona.

Di questo, nella “guerra” di comunicati che si sussegue, nessuno parla. Tanto meno di un’inchiesta che ha portato al sequestro di documenti relativi alla gestione di quel servizio e alle assunzioni in piena campagna elettorale, quando il “porta a porta” è iniziato senza copertura finanziaria come confermano i debiti fuori bilancio votati di recente in consiglio comunale. A proposito di assunzioni, speriamo siano veramente solo voci – le riportiamo così come le sentiamo – quelle di promesse di posti in cambio di denaro

Placidi, i messaggi, la scoperta di un imprenditore

L'assessore Patrizio Placidi

L’assessore Patrizio Placidi

L’assessore all’ambiente Patrizio Placidi ha ragione. Finora ad Anzio “si è fatta solo la differenziata“. Se ne sono accorti i cittadini, costretti a pagare un conto più che salato e con una bolletta a loro carico di circa 16 milioni di euro contro la metà che pagano a Pomezia, Velletri e Nettuno. Se ne sono accorti anche perché il centro era, è e temiamo sarà ancora invaso dai rifiuti. Basta uscire a piedi da Villa Albani – e pure è a due passi dal Comune, l’assessore ci passerà qualche volta – per imboccare via Ambrosini e avvertire un odore nauseabondo che emana dai cassonetti. Altrove, in centro, non è meglio…

Anziché spiegarci un piano finanziario che rimane incomprensibile e dove sono inseriti anche i 30 centesimi a metro quadro che un anno fa andavano allo Stato ma che il Comune ha deciso di confermare, anziché dirci dell’inchiesta che riguarda l’assessorato, invece di spiegare perché nella tariffa paghiamo per il secondo anno consecutivo il “cassetto tributario”, Placidi ricorda che “si è fatta solo la differenziata“.

Un’affermazione talmente vera che dice altro: l’amministrazione Bruschini non ha fatto nulla del suo programma da quando ha vinto a oggi. E se ha vinto è anche grazie alle promesse legate a quella differenziata partita in fretta e furia, ai lavori a tempo, ai debiti contratti perché il piano finanziario non c’era o era insufficiente al punto che oggi i cittadini pagheranno i “fuori bilancio”.

Al suo solito l’assessore attacca, nessuno dei giornalisti osa fargli domande scomode e quando è avvenuto Placidi è sempre stato abile a cambiare discorso. Così la conferenza e trasmissione tv dell’uno e trino (parla per la Lista Enea, da coordinatore di Forza Italia oltre che da assessore) si trasforma in messaggi chiari a una maggioranza litigiosa e in difficoltà: senza la lista Enea non si fa nulla,  sui tributi da recuperare niente consorzio campano ma prima lavori all’interno dell’Ente (che ne dice l’assessore Zucchini?), sui dirigenti vanno divise le competenze, sul futuro ok alle primarie. Soprattutto, per chi vuole capire, lui manda tutti a casa quando vuole…

E’ solito infervorarsi, Placidi, e quando lo fa dà anche notizie interessanti. Rivolgendosi a Romeo e Candido De Angelis e chiedendo loro, di fatto, come vivono, ci informa di avere “venti dipendenti“. Lo conoscevamo pensionato, sapevamo che inizialmente per pagare il debito della Corte dei Conti si faceva trattenere una quota sull’indennità da assessore, sapevamo anche dei suoi interessi in diversi settori – con una predilizione per i distributori di carburante, usati magari da chi ha servizi per i Comuni del circondario – ignoravamo però che fosse diventato imprenditore con venti persone alle sue dipendenze. A dire il vero nel curriculum che compare sul portale della trasparenza del Comune risulta proprietario di quote in due società, forse i suoi dipendenti lavoreranno lì…

Infine un accenno alla conferenza: tutti innocenti fino a prova del contrario, ma vedere al tavolo chi ha un’ordinanza di chiusura del Comune dove è consigliere che non esegue ancora,  chi  è indagato per l’attività del suo assessorato ed è stato condannato (anche se questo lo ritenevamo e lo riteniamo ingiusto) dalla Corte dei conti a risarcire il Comune ed ha continuato in quel periodo, da incompatibile, a fare l’assessore, venirci a fare la morale, è francamente troppo.

Placidi all’attacco, dei De Angelis e della maggioranza

Un fermo immagine della conferenza

Un fermo immagine della conferenza

La differenziata fa acqua da tutte le parti? Lui non c’entra nulla. Chiedete a Romeo De Angelis. L’assessore e coordinatore di Forza Italia Patrizio Placidi non usa mezzi termini nell’ambito della conferenza della lista Enea e poi negli studi di Young tv. Parla di “ricatto” addirittura rispetto al porta a porta. Dimentica – e nessuno glielo chiede – che il servizio è partito privo di copertura finanziaria e che nemmeno un mese fa sono stati votati i debiti fuori bilancio.

Placidi davanti alle telecamere si esalta. Attacca, come suo solito, parte in quarta anche nei confronti dell’ex sindaco Candido De Angelis, e se c’è la questione rifiuti non manca di intervenire su una serie di argomenti. Dal porto all’organizzazione della macchina amministrativa, dal caso mense alla riscossione coatta dei residui per la vicenda rifiuti. Emerge chiaramente, insomma, la divergenza tra l’assessore, il sindaco e il resto della maggioranza. Vale la pena di guardare il video e farsi un’idea.

Qui viene solo una riflessione: da quale pulpito…

Città artigiana e turismo sostenibile, la memoria corta

artigiana

Mettiamola così: abbiamo fatto 30, facciamo 31. Non si giustifica diversamente il nuovo bando per la città artigiana. Il Comune lo rende noto, oltre la foto dell’assessore alle attività produttive Giorgio Bianchi non c’è altro. A dire il vero si sa poco dell’attività del suo assessorato – destinato più a sagre che sembrano distribuite con il manuale “Cencelli” a diverse associazioni che ad altro – ma scopriamo che dopo oltre 40 anni si prova a far partire la città artigiana. Sono stati spesi soldi pubblici (tanti) è stata necessaria la bonifica delle bombe della seconda guerra mondiale, l’area è in stato di abbandono ma ci si dimentica che ormai gli imprenditori che avevano creduto nel progetto si stanno facendo restituire i soldi dal Comune.

E a proposito di dimenticanze l’assessore Patrizio Placidi ha “scoperto” il turismo sostenibile insieme al suo collega di Ardea Riccardo Iotti – ex consulente del Comune di Anzio proprio al turismo, con risultati pari a zero – e sembra che da domani si partirà con mirabolanti iniziative. Peccato che la “Costa dei miti” che comprendeva anche Nettuno e Pomezia sia stata inspiegabilmente archiviata. Già, fatto 30 facciamo 31. Tanto bastano i comunicati stampa per far credere che qualcosa si stia facendo… Magari i cittadini hanno la memoria corta.

La campagna elettorale a costo… zero. Crediamoci, anche se ricordiamo

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Prendeteci pure in giro con le spese elettorali. Raccontateci pure che alle ultime amministrative di Anzio i partiti hanno speso solo 54.914 euro, tanto non succede nulla… Già, perché nel referto sui conti consuntivi delle ultime amministrative la Corte dei Conti alza le mani: “il Collegio ritiene che le irregolarità riscontrate, in quanto generalizzate o quantitativamente prive di gravità offensiva, non siano passibili di sanzioni. Allora accontentiamoci del fatto che “le carenze riscontrate con maggiore frequenza attengono alle informazioni concernenti l’importo globale e la fonte di provenienza delle entrate utilizzate a copertura delle spese dichiarate ed ammissibilie non se ne parli più. Invece no, perché ricordiamo tutti la campagna elettorale. E sappiamo per certo che se formalmente non è stato superato il limite di legge, sono stati spesi più di quei 54.914 euro. Sapete quanto hanno dichiarato, invece, le liste alla Corte dei Conti?

Pdl 155,74 euro, Lista Enea 15.844, Lista Candido De Angelis sindaco 2.300, Sindaco Candido De Angelis 701,8, Realtà nuova 550, La Destra 1.500, Pd 3.328, Bernardone sindaco 2.170, Sel 1.288, Movimento 5 stelle 2.239, Alleanza civica Pollastrini sindaco 3.500, Rifondazione-Verdi-Di Pietro 3.500, Giovanni Garzia sindaco 8.918,49, Patto per Anzio 8.918,49. Hanno dichiarato di non aver speso un euro, invece, le liste Bruschini sindaco, Evoluzione Anzio e Movimento Anzio. Dobbiamo crederci, parliamo delle liste e non dei candidati sindaco o dei singoli consiglieri, ma tutti ricordiamo quella campagna elettorale… Allora? La Corte dei Conti parla di : “lacune e anomalie generalizzatementre le “carenze riscontrate con maggiore frequenza attengono alle informazioni concernenti l’importo globale e la fonte di provenienza delle entrate utilizzate a copertura delle spese dichiarate ed ammissibili. Queste ultime, poi, non sempre sono supportate da esaustiva documentazione probativa. Insomma, non si sa da dove sono entrati i soldi e non ci sono le pezze d’appoggio che giustificano le spese. Ma siccome così hanno fatto tutti – o quasi – pazienza. In ogni modo: “Solo in casi specificatamente indicati di dispone di attestazioni che consentono di escludere con ragionevole certezza l’esistenza di oneri non dichiarati e, per l’effetto, accertare compiutamente il rispetto dei tetti di spesa riferibili alle singole liste.

L’ANALISI

Il Pdl indica 119,8 euro di entrate come “parziale utilizzo dei fondi incassati a titolo di rimborso elettorale della dallo Stato nell’anno 2012” la spesa ha riguardato “stampa, distribuzione e raccolta dei moduli, autentificazione delle firme per la presentazione delle liste elettorali. Secondo il collegio: “Il rendiconto si presenta formalmente incompleto in quanto non contenente l’attestazione di copertura delle spese dichiarate con entrate di pari importo complessivo.

La lista Enea, quella di Patrizio Placidi per capirci, non dichiara entrate, mentre le spese riguardano “materiali e mezzi di propaganda – organizzazione di manifestazioni di propaganda – propaganda radio televisiva – spese per il personale impiegato nella campagna elettorale – varie. La documentazione giustificativa risulta “non prodotta. Anche qui “Il rendiconto si presenta formalmente incompleto in quanto privo dell’attestazione di copertura delle spese dichiarate con entrate di pari importo complessivo. E’ una litania che si ripete.

La lista Candido De Angelis non dichiara entrate, le spese sono per “materiali e mezzi di propagandae la documentazione giustificativa non è prodotta. Siamo alle solite: “Il rendiconto si presenta formalmente incompleto in quanto privo dell’attestazione di copertura delle spese dichiarate con entrate di pari importo complessivo.

La lista Sindaco Candido De Angelis non dichiara entrate e ha sostenuto solo “spese telefonichema senza documentarle. La formula di valutazione è come sopra

Anche Realtà Nuova non dichiara entrate, le spese sono “telefoniche e automezzima mancano le pezze d’appoggio. Stessa formula nelle valutazioni.

La Destra non dichiara entrate, le spese sono “telefoniche, tipografiche e affitto locali, non c’è la documentazione giustificativa e “ non sono documentate neppure rispetto alla data degli esborsi.

Il Pd non dichiara entrate, le spese sono state per “materiale e mezzi di propaganda – tipografichema finalmente c’è la documentazione giustificativa. Anche qui, però “il rendiconto si presenta formalmente incompleto in quanto privo dell’attestazione di copertura delle spese dichiarate con entrate di pari importo complessivo. La documentazione delle spese è corretta “ anche rispetto alla data degli esborsi.

A indicare entrate per 700 euro è la lista Bernardone sindaco, le spese sono andate per “materiale e mezzi di propaganda – tipografiche – telefonichee c’è la documentazione giustificativa. Anche qui, però, si parla di incompletezza “sebbene le fonti di copertura indicate si presentino documentate”. Ma i conti non quadrano.

Sel non dichiara entrate, le spese riguardano “manifestazioni e propagandae la valutazione è quella degli altri partiti: “il rendiconto si presenta formalmente incompleto.…”

Il Movimento 5 stelle non dichiara entrate, le spese sono per “materiale e mezzi di propaganda – tipografiche – automezzi, c’è la documentazione giustificativa ma le spese sono “parzialmente documentate, anche rispetto alla data degli esborsi.

L’alleanza civica Pollastrini sindaco non dichiara entrate, le spese hanno riguardato “materiale e mezzi di propaganda – tipografiche – automezzi – certificati penali candidati – pubblicità su stampa, non c’è documentazione giustificativa e la valutazione ricalca le altre.

La coalizione con Rifondazione, Verdi-Di Pietro non dichiara entrate, ha avuto le stesse spese della lista precedente e la stessa valutazione dalla Corte dei Conti.

La lista Giovanni Garzia sindaco non dichiara entrate la spesa è andata in “affitto locali – materiale e mezzi di propaganda – tipografiche – automezzi – pubblicità radio televisiva – sondaggie c’è la documentazione giustificativa. Lo stesso vale per Patto per Anzio e medesime sono le valutazioni e cioè che “il rendiconto si presenta….”

Le liste Bruschini sindaco, Evoluzione Anzio, Fratelli d’Italia e Movimento Anziohanno espressamente dichiarato, senza alcuna formalità di rito, di non aver sostenuto alcuna spesa. Crediamo alle favole, insomma, perché in realtà quella campagna elettorale, i manifesti 6×3, i camper e tutto il resto, ce la ricordiamo tutti.

Rifiuti: il porta a porta improvvisato che pagano gli onesti e la gentilezza in Consiglio

L'assessore Patrizio Placidi

L’assessore Patrizio Placidi

La raccolta differenziata “porta a porta” è stata estesa in fretta e furia lo scorso anno in assenza di un piano finanziario e oggi si pagano “fuori bilancio” le spese sostenute allora, quando invece ci veniva detto che era tutto a posto e che la copertura arrivava dai soldi della Provincia di Roma.

Sollevavamo dubbi allora, abbiamo la certezza oggi che quanto affermava in conferenze stampa l’assessore Patrizio Placidi con il supporto del dirigente del settore, era una presa in giro. Lo ha confermato lo stesso assessore ieri e finalmente anche il sindaco – che normalmente “non sa” – sembra essersi accorto che spendiamo troppo. Quando lo dicevano, fra gli altri, Romeo De Angelis e Mario Pennata dai banchi di maggioranza erano dei visionari…

L’avvio del “porta a porta” in piena campagna elettorale e le promesse legate a quel servizio, oggi al centro di un’indagine della magistratura (ma quanta gentilezza in Consiglio, nessuno ne ha chiesto conto…), hanno probabilmente consentito di vincere le elezioni ma i nodi arrivano al pettine e soprattutto alle tasche dei cittadini che dovranno pagare quei debiti e non solo. Grazie alla scelta di non destinare i risparmi della discarica come chiesto dai dirigenti, per esempio, i cittadini onesti pagano e pagheranno gli inesigibili che nessuno è andato a riscuotere. Quelli del 2005 – caricati pure a chi non era residente – e probabilmente quelli a venire perché nessuno ci dice quanti sono e cosa si sta facendo per recuperarli.

Per chissà quale miracolo informatico 3.0, poi, i cittadini onesti pagano e pagheranno per la seconda volta il costo del “cassetto tributario” (altri 70.000 euro) che nel frattempo è stato aggiornato e ci informa che “da oggi” si paga con carta di credito. Non era (doveva essere) così già lo scorso anno? Ah, c’è il servizio ma anche un 1,5% di commissione tanto per non farsi mancare nulla, anche se questo avviene ormai un po’ ovunque. I cittadini onesti hanno pagato e pagheranno 30 centesimi a metro quadrato che lo scorso anno sono andati al governo e per questo saranno invece incassati dal Comune. L’opposizione giustamente ha chiesto lumi, ma nessuno – capiamo per l’inchiesta che in uno Stato di diritto prevede l’innocenza di Placidi – ha sentito l’esigenza di chiedere le dimissioni dell’assessore che un anno e mezzo fa diceva che era tutto coperto e oggi tranquillamente ammette che i soldi non c’erano e che si è proceduto, di fatto, improvvisando. E di nuovo promette che diminuiranno i rifiuti in discarica e le spese per i cittadini, dimenticando che il totale del piano finanziario di Anzio è il doppio di quello di Nettuno o Velletri. Perché?

Un accenno, infine, sugli ispettori ambientali ieri presenti in massa al consesso civico. Ha preso le loro difese il consigliere Geracitano ricordando che “per pochi spiccioli” hanno svolto un importante servizio che deve essere prorogato. Secondo i dati riferiti da lui si parla di 100.000 euro destinati alle casse comunali, mentre Placidi aveva parlato prima di 500 sanzioni e poi ha detto che si dovrà fare un consuntivo dell’attività. Dobbiamo dedurre che qualche dato esiste ma ancora va verificato oltre a immaginare che ciascuna sanzione è stata mediamente di 200 euro. Sulla legittimità delle multe è tutto ancora da capire, su quanti fondi andranno alla Provincia anche. Alla fine c’è stato un gruppo di volontari non si sa scelti come e che saranno risarciti chissà quando (ci sono le determine di liquidazione e non ancora i mandati di pagamento) e della reale utilità dei quali tra costi e benefici speriamo di sapere a breve