Una laurea per l’altra? Speriamo di no…

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Possibile? Spero sinceramente di no. Il settimanale Controcorrente ha dato notizia della laurea non rispondente al bando di “mobilità” del neo dirigente dell’area finanziaria del Comune di Anzio.

E’ laureato in Giurisprudenza, serviva quella in Economia e commercio o equipollente ai sensi del decreto ministeriale 9 luglio 2009. E sembra che quella equipollenza non ci sia. Dico le verità, per me era automatico: Giurisprudenza ed Economia si equivalgono se devi partecipare a un concorso, un tempo (ho finito l’università da tanto….) era così, invece sembra proprio di no.  Allora dici, ma possibile che l’hanno fatta così grossa? Ecco, francamente la speranza è che se la laurea non equivale a quella in Economia, almeno in Comune abbiano una pezza d’appoggio che giustifichi l’ammissione al concorso di Patrizio Belli, quindi la sua vittoria.

Esperto è esperto, preparato e capace pure da quanto dice “radio Comune“, ma se per una commissione di gara sulle mense si è arrivati a chiedere all’Anac e a far revocare la gara perché non andava costituita in quel modo, qui se la laurea è una per l’altra che succede? Fra l’altro se si vanno a rileggere i verbali della commissione il punto della laurea è stato decisivo per la nomina.

Speriamo davvero che in questo disastrato Comune non sia stato compiuto un atto scorretto. Speriamo che la neo segretaria Marina Inches, venuta a miracol mostrare,  spieghi che esiste equipollenza, che Belli dal 2014 a oggi – è l’ultimo curriculum noto e non lo troviamo ancora sul sito del Comune di Anzio, dove la trasparenza purtroppo resta una chimera – ha preso un’altra laurea o che esista una certificazione universitaria che in base agli esami sostenuti a Giurisprudenza dichiari quella laurea equivalente a quella di Economia. Su, non si può credere che abbiano fatto un inguacchio del genere. Mica per niente, anche il Consiglio di Stato ha ribadito tre anni fa che il bando costituisce “lex specialis” e quindi….

Se invece il dirigente fortemente voluto da Giorgio Zucchini e nominato con decreto del sindaco Luciano Bruschini non aveva i titoli per partecipare al concorso non c’è semplicemente una clamorosa figuraccia per il Comune, ma una violazione di legge e qualcuno che deve assumersene la responsabilità.

E vediamo se tra 24 consiglieri comunali lunedì mattina qualcuno andrà a chiedere gli atti, per dire ai cittadini che i documenti sono in regola. Se è così, e ne siamo certi, perché non possono averla fatta così grossa, tante scuse e buon lavoro al dirigente. Diversamente chi l’ha valutato e chi l’ha nominato non solo devono delle scuse alla città, ma dovrebbero revocare l’atto e andarsene di conseguenza.

Rifiuti, quello che non va. Sui costi record interviene anche De Angelis

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L’ex sindaco Candido De Angelis offre un dato di lettura diverso del costo esorbitante che i cittadini di Anzio stanno pagando per la raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, senza peraltro avere alcun beneficio. Lo fa attraverso la sua pagina facebook e utilizza il costo pro-capite che ciascun residente – neonati compresi – sopporta ad Anzio per la “bolletta” dei rifiuti che il Comune ha inserito nel piano finanziario 2014.

Non solo aumenti spropositati e situazione fuori controllo, come da mesi denunciano fra gli altri i cittadini del comitato Tares equa, ma un costo pro-capite che non ha eguali. Vero che nel dover pagare la tariffa il riferimento è a nucleo familiare e metri quadrati, ma è altrettanto vero che il dato fornito da De Angelis è preoccupante.

Se in Italia la media a persona è di 203 euro, in Lombardia si pagano 123 euro e nel Lazio – dove ci sono i noti problemi – 247. Ad Anzio battiamo questo record, perché con oltre 15 milioni di euro di piano finanziario (modificato fino all’ultimo e ancora francamente poco comprensibile) si arriva a una media pro-capite di 286,17 euro. Senza andare troppo lontano, a Nettuno, il piano finanziario è poco meno di 9 milioni e mezzo di euro e i nostri “cugini” non arrivano a 195 euro pro-capite.

Il dato fornito da De Angelis – che da senatore ha fatto anche parte della commissione sul ciclo dei rifiuti – è un altro tassello rispetto alla dissennata gestione del settore nella nostra città. Aspettiamo venerdì le “barricate” in consiglio comunale, quando si parlerà fra l’altro anche di variazioni di bilancio e ci sarà modo – magari – di affrontare ciò che non è stato possibile dire nella famosa assise dell’1 agosto, quella dei 10′ di ritardo e di tutto il resto.

Sempre che si faccia quel Consiglio,  perché la vicenda dei “dissidenti” non sembra ancora rientrata e perché di fronte a certi dati magari qualcun altro in maggioranza vorrà chiedere lumi a Patrizio Placidi della sua gestione del settore e di una città che non trova alcun giovamento dal prezzo – salato – che sta pagando.  Ammesso che la singolare formula con la quale arriva al 70% di differenziata fosse vera, dovremmo almeno avere un beneficio nella tariffa. Macché…