Una laurea per l’altra, sarà tutto a posto ma fateci capire

Non ho il piacere di conoscere Patrizio Belli, neo dirigente dell’area finanziaria del Comune di Anzio. Sento da più parti che è persona preparata e il suo curriculum, del resto, parla da solo. Nulla di personale, insomma, anzi se mette a posto le cose nella disastrata Ragioneria del Comune c’è solo da essere contenti.

Si è scoperto, però, che la laurea richiesta per partecipare al bando di mobilità che lo ha portato ad Anzio (Economia e commercio) e quella che possiede lui (Giurisprudenza) non corrispondono. Ho già scritto che spero vivamente sia tutto a posto, intanto questa mattina il consigliere comunale Andrea Mingiacchi ha provato invano a vedere i documenti. La segretaria – che presiedeva anche la commissione di valutazione – era impegnata, domani non ci sarà, mercoledì forse sapremo. Intanto il capogruppo Pd ha chiesto copia degli atti.

Che saranno in regola – resto assolutamente fiducioso – e a maggior ragione vanno resi noti. Perché uno a leggere e rileggere decreti e tabelle quella equipollenza non la trova.

Il decreto di ottobre 2009 recita: “Equiparazioni tra diplomi di lauree di vecchio ordinamento, lauree specialistiche (LS) ex decreto n. 509/1999 e lauree magistrali (LM) ex decreto n. 270/2004, ai fini della partecipazione ai pubblici concorsi” e afferma all’articolo 3: “Il presente decreto sostituisce il decreto interministeriale 5 maggio 2004 e successive modificazioni ed integrazioni“.

Ripeto, l’equipollenza non la vedo ma una pezza d’appoggio in Comune l’avranno. Altrimenti dovranno assumersi la responsabilità di aver commesso un errore e agire di conseguenza. Chi lavora sbaglia e ammetterlo fa onore a chi è bravo

Guai, come sentiamo negli ambienti, a dire “va be’, ma che vai a guardare, quello sta lavorando….” Non sarebbe il primo caso, fa notare più di qualcuno, e forse la dottoressa Inches non sa che nelle varie riorganizzazioni di questo Comune (tra l’altro nella delibera dell’ultima ci sono ancora allegati atti in contrasto fra loro) c’è stato anche un dirigente – senza laurea magistrale e nominato dal sindaco per un settore specifico – messo per un mese e mezzo a dirigere un’area amministrativa rimasta paralizzata. Insomma, come ebbi modo di dire allora, un infermiere a capo di un reparto di Medicina. Abbiamo visto anche questo.

Ma dire “va be’” e fare spallucce o celarsi semplicemente dietro al fatto che “ci ha pensato la segretaria” o, peggio, dire che “se nessuno fa ricorso….” è l’ultima cosa da fare. Per la struttura, in primo luogo. Per il sindaco che ha firmato il decreto di nomina di Belli, per l’assessore Zucchini che l’avrebbe fortemente voluto ad Anzio, per le assessore che dimettendosi “irrevocabilmente” parlavano di trasparenza, per i loro colleghi di giunta e per i consiglieri comunali tutti, di maggioranza prima che di opposizione. Perché  se scrivi una regola devi rispettarla.Se decidi che giochiamo un torneo con tre partite di calcio da 45′, non puoi andare via dopo due perché stai vincendo. E poi perché c’è il precedente della gara per le mense, dove per l’errata composizione della commissione – secondo l’Anac – fu revocato tutto. Che facciamo? Santaniello sì e Belli no? I buoni e i cattivi?

Ribadisco: nulla di personale e resto certo che sia tutto a posto, ma a questo punto – da umile cittadino – vorrei sapere ufficialmente che è così.

Una laurea per l’altra? Speriamo di no…

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Possibile? Spero sinceramente di no. Il settimanale Controcorrente ha dato notizia della laurea non rispondente al bando di “mobilità” del neo dirigente dell’area finanziaria del Comune di Anzio.

E’ laureato in Giurisprudenza, serviva quella in Economia e commercio o equipollente ai sensi del decreto ministeriale 9 luglio 2009. E sembra che quella equipollenza non ci sia. Dico le verità, per me era automatico: Giurisprudenza ed Economia si equivalgono se devi partecipare a un concorso, un tempo (ho finito l’università da tanto….) era così, invece sembra proprio di no.  Allora dici, ma possibile che l’hanno fatta così grossa? Ecco, francamente la speranza è che se la laurea non equivale a quella in Economia, almeno in Comune abbiano una pezza d’appoggio che giustifichi l’ammissione al concorso di Patrizio Belli, quindi la sua vittoria.

Esperto è esperto, preparato e capace pure da quanto dice “radio Comune“, ma se per una commissione di gara sulle mense si è arrivati a chiedere all’Anac e a far revocare la gara perché non andava costituita in quel modo, qui se la laurea è una per l’altra che succede? Fra l’altro se si vanno a rileggere i verbali della commissione il punto della laurea è stato decisivo per la nomina.

Speriamo davvero che in questo disastrato Comune non sia stato compiuto un atto scorretto. Speriamo che la neo segretaria Marina Inches, venuta a miracol mostrare,  spieghi che esiste equipollenza, che Belli dal 2014 a oggi – è l’ultimo curriculum noto e non lo troviamo ancora sul sito del Comune di Anzio, dove la trasparenza purtroppo resta una chimera – ha preso un’altra laurea o che esista una certificazione universitaria che in base agli esami sostenuti a Giurisprudenza dichiari quella laurea equivalente a quella di Economia. Su, non si può credere che abbiano fatto un inguacchio del genere. Mica per niente, anche il Consiglio di Stato ha ribadito tre anni fa che il bando costituisce “lex specialis” e quindi….

Se invece il dirigente fortemente voluto da Giorgio Zucchini e nominato con decreto del sindaco Luciano Bruschini non aveva i titoli per partecipare al concorso non c’è semplicemente una clamorosa figuraccia per il Comune, ma una violazione di legge e qualcuno che deve assumersene la responsabilità.

E vediamo se tra 24 consiglieri comunali lunedì mattina qualcuno andrà a chiedere gli atti, per dire ai cittadini che i documenti sono in regola. Se è così, e ne siamo certi, perché non possono averla fatta così grossa, tante scuse e buon lavoro al dirigente. Diversamente chi l’ha valutato e chi l’ha nominato non solo devono delle scuse alla città, ma dovrebbero revocare l’atto e andarsene di conseguenza.