Anti corruzione e organico, qualcosa non quadra

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C’è da chiedersi se sindaco e assessori che partecipano alla giunta sono soliti leggere gli atti sui quali votano. Già, perché allegati al piano anti corruzione del 2016-2018 c’è qualcosa che non torna.

Il piano, intanto, sembra copiato e incollato dal precedente e fin qui diciamo che può starci. Lo fanno tutti, a partire dai giornalisti, figuriamoci in una macchina complessa qual è quella del Comune. Diciamo che sull’anti corruzione qualcosa non quadra se in una delle precedenti relazioni si legge che nel 2015 non ci sono stati provvedimenti disciplinari, quando in realtà altrove è scritto che una dirigente è sospesa proprio perché sottoposta a procedimento in quanto condannata in primo grado.

Facciamo che non è questo il punto? Va bene, ma a scorrere gli allegati si scopre per esempio che la pianta organica non è quella approvata di recente ma la versione precedente. Ora, un assessore va in giunta e vota una dotazione organica – l’ennesima – poi ci torna qualche giorno dopo, vota un piano e non vede che in allegato c’è altro? E per cosa vale il piano, la prima o la seconda organizzazione?

Ammettiamo che era tutto pronto, ma come si dice fatto 30 si poteva fare 31… Aspettare qualche giorno e modificare il piano 2016-2018. Ammettiamo pure che poco cambi, quello che dirigenti (non ce ne sono più secondo il nuovo organico, dopo la prevista “cacciata” della Santaniello) funzionari e dipendenti devono rispettare sempre quello è….

Allora andiamo così, a campione, a sbirciare da profani altri allegati e abbiamo l’impressione – ci sbaglieremo – di avere tabelle di fac-simile prese e messe lì pari pari. O fatte per addetti ai lavori, perché francamente incomprensibili.

L’auspicio è che quanti hanno votato la delibera abbiano chiesto informazioni e, quindi, siano in grado di spiegarci quali sono le previsioni. A meno che non abbiano votato a scatola chiusa….

Area Puccini, cerchiamo di capire. Con una petizione

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Le notizie relative alla prossima lottizzazione dell’area nota come “Puccini” hanno risvegliato qualche coscienza cittadina. Il piccolo contributo dato da questo spazio, prima annunciando la novità e poi ospitando le assicurazioni dell’assessore Sebastiano Attoni, così come le prese di posizione di Sel e Psdi non sono sufficienti.

In quell’ultimo lembo incontaminato di territorio ci si appresta a fare un intervento che è certamente previsto dal piano regolatore (albergo e centro congressi) ma che viene illustrato come qualcosa di diverso rispetto a quanto riportato nelle previsioni urbanistiche.

Per questo chiediamo di capire. Al sindaco Luciano Bruschini e all’assessore all’urbanistica Sebastiano Attoni. Lanciando una petizione on line per chiedere massima trasparenza, chiarezza assoluta su cosa è scritto nel piano e cosa, invece, si prevede di fare.

Una volta verificato questo, si potrà decidere di immaginare ulteriori iniziative o meno. Grazie a chi vorrà firmare.

Rifiuti, quello che non va. Sui costi record interviene anche De Angelis

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L’ex sindaco Candido De Angelis offre un dato di lettura diverso del costo esorbitante che i cittadini di Anzio stanno pagando per la raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, senza peraltro avere alcun beneficio. Lo fa attraverso la sua pagina facebook e utilizza il costo pro-capite che ciascun residente – neonati compresi – sopporta ad Anzio per la “bolletta” dei rifiuti che il Comune ha inserito nel piano finanziario 2014.

Non solo aumenti spropositati e situazione fuori controllo, come da mesi denunciano fra gli altri i cittadini del comitato Tares equa, ma un costo pro-capite che non ha eguali. Vero che nel dover pagare la tariffa il riferimento è a nucleo familiare e metri quadrati, ma è altrettanto vero che il dato fornito da De Angelis è preoccupante.

Se in Italia la media a persona è di 203 euro, in Lombardia si pagano 123 euro e nel Lazio – dove ci sono i noti problemi – 247. Ad Anzio battiamo questo record, perché con oltre 15 milioni di euro di piano finanziario (modificato fino all’ultimo e ancora francamente poco comprensibile) si arriva a una media pro-capite di 286,17 euro. Senza andare troppo lontano, a Nettuno, il piano finanziario è poco meno di 9 milioni e mezzo di euro e i nostri “cugini” non arrivano a 195 euro pro-capite.

Il dato fornito da De Angelis – che da senatore ha fatto anche parte della commissione sul ciclo dei rifiuti – è un altro tassello rispetto alla dissennata gestione del settore nella nostra città. Aspettiamo venerdì le “barricate” in consiglio comunale, quando si parlerà fra l’altro anche di variazioni di bilancio e ci sarà modo – magari – di affrontare ciò che non è stato possibile dire nella famosa assise dell’1 agosto, quella dei 10′ di ritardo e di tutto il resto.

Sempre che si faccia quel Consiglio,  perché la vicenda dei “dissidenti” non sembra ancora rientrata e perché di fronte a certi dati magari qualcun altro in maggioranza vorrà chiedere lumi a Patrizio Placidi della sua gestione del settore e di una città che non trova alcun giovamento dal prezzo – salato – che sta pagando.  Ammesso che la singolare formula con la quale arriva al 70% di differenziata fosse vera, dovremmo almeno avere un beneficio nella tariffa. Macché…