Ispettori ambientali, le maxi multe che sul bilancio non ci sono

ispeLe feste consentono di avere qualche minuto in più e di mettersi a cercare qualche altro documento. Così scopri che dell’attività dei famigerati ispettori ambientali – di recente finiti agli onori della cronaca per l’aggressione al presidente del Nettuno baseball – nel bilancio del Comune non c’è traccia. Meglio, non ce n’è nella misura in cui l’assessore e candidato sindaco Patrizio Placidi ce la vuole far credere.

Ribadisco un concetto espresso da mesi: solo ringraziamenti a chi si è prodigato per il bene della città con spirito di volontariato e nessuna giustificazione per gli “zozzoni” che hanno creato mini discariche ovunque, ma è bene farsi due conti.

Si parla, infatti,  di 600 sanzioni, in più occasioni – persino in consiglio comunale, come riferito da Antonio Geracitano – si è parlato di 100.000 euro di multe elevate. Ebbene ammetto di non essere un gran conoscitore di conti pubblici, ma qualcosa dalla lettura dei documenti provo a capirla. L’assessore candidato sindaco e qualche zelante dirigente e funzionario che ha “coperto” l’operazione ispettori ambientali  con discutibili decreti di nomina, creando aree che non esistono nell’organizzazione del Comune e soprattutto non prevedendo uno specifico capitolo in uscita e uno corrispondente in entrata.

Nel piano esecutivo di gestione approvato il 27 ottobre, quando l’attività degli “ispettori” era in teoria già cessata ma tutti continuavano (e continuano) ad avere il tesserino, non c’è traccia del contributo alle varie associazioni ovvero si troverà sotto la generica voce di “servizi per la tutela dell’ambiente”. Ma se in uscita il sistema si trova, diciamo così, qualcuno vuole spiegarci dove si trovano questi presunti 100.000 euro?

Forse il capitolo 417 relativo ai “Proventi per servizi non istituzionali” relativo ai servizi generali? Ma la previsione è 9.000 euro. Allora dobbiamo immaginare che siano sotto i proventi della polizia municipale (424-427)  ma escludendo il “recupero spese postali” per le quali sono stati accertati 100.000 euro confermati anche quest’anno, troviamo le “violazioni di ordinanze o regolamenti comunali” stabiliti in 30.000 euro o “altri proventi” per 11.000 o le violazioni di “altri regolamenti” per 5.000.

Insomma, dove saranno le somme delle quali si parla? Magari lunedì, in consiglio comunale, affrontando come si spera l’argomento dell’aggressione che ha squalificato la città, qualcuno troverà il modo di chiederlo.

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