Anzio, sarà vera crisi? Dipende dai quattro “forzisti”

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No, il mare non è una tavola. Almeno a parole c’è chi si è mosso e chiesto al sindaco di “resettare” la sua azione amministrativa. I quattro consiglieri “forzisti” di maggioranza Marco Maranesi – che è pure capogruppo – Giusy Piccolo, Massimiliano Millaci e Luciano Bruschini hanno fatto uno strappo di non poco conto. Devono dimostrare, adesso, che è realmente nell’interesse della città. Perché di documenti e dissidenti sono piene le cronache politiche degli ultimi venti anni, senza che ci siano state conseguenze.

Se lo strappo è perché ci si è resi realmente conto dello sbando nel quale siamo arrivati – dimenticando le esigenze dei cittadini – allora occorre essere conseguenziali, anche se il sindaco dovesse ascoltarli. Se invece è per altro, a cominciare dagli spettacoli estivi pagati solo per gli eventi voluti dall’assessore Nolfi – ma dicono di no – allora la loro presa di posizione finirà tra le tante alle quali abbiamo assistito in questi anni.

Un primo risultato, comunque, lo hanno ottenuto. Il sindaco, questa mattina, è stato a trovare Millaci nel suo negozio e a provare una mediazione. Ricorda la visita di un pomeriggio intero che fece nella carrozzeria di Danilo Fontana, qualche anno fa. Inutile dire che rimpiangiamo gli incontri nelle sedi di partito e vogliamo credere li rimpianga anche Bruschini. Perché magari si provava a parlare anche del futuro della città, non solo di questioni serie ma comunque gestionali.

Un errore i quattro “dissidenti” lo hanno commesso. Forse era il caso di dire: questo è il posto di capogruppo e queste sono le deleghe, riconsegnamo tutto. Far resettare solo gli altri sarebbe riduttivo. Il messaggio, comunque, è passato e se pure Bruschini da quanto leggiamo sarebbe pronto a fare un passo indietro – confermando le scelte del segretario, come non ebbe nulla da dire su quelle di Pusceddu dopo l’arresto della Santaniello – Marco Maranesi ha fatto sapere che domani non andrà ad alcun vertice con Patrizio Placidi, annunciato via facebook dall’assessore all’ambiente che rappresenta pure Forza Italia e Lista Enea. Insomma, i quattro provano a tenere il punto, vedremo se lo faranno fino in fondo o meno.

Intanto Candido De Angelis, smentendo le presunte trattative per rimettere insieme il centro-destra, si sveglia e con il suo gruppo trova il modo di fare un comunicato e chiedere le dimissioni del sindaco. Tacciono il Pd e il grillino.

Sullo sfondo resta l’appuntamento che il segretario generale del Comune ha chiesto al Prefetto e il terrore – in maggioranza – che questo porti alla nomina di una commissione d’accesso. Forse è per questo che il sindaco e Placidi cercano di far calmare le acque.

Anzio, la commissione d’accesso che fa tremare la maggioranza

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Dalla condanna dell’ex assessore Colarieti a oggi – trascorsa una settimana – il clima politico di Anzio si è fatto incandescente. In maggioranza c’è chi dice apertamente che teme la nomina di una commissione d’accesso, mentre abbiamo assistito a vicende tutt’altro che edificanti.

Quando il Pd presentò una richiesta di commissione d’accesso fui tra i primi a dire che non c’erano i presupposti. Non c’erano per come la vicenda venne posta, mettendo insieme una serie di questioni avulse dalla città, datate, per le quali neanche i processi erano iniziati.

Sono passati quasi tre anni da allora, si è votato di nuovo, conosciamo bene i veleni tutti interni al centro-destra dell’ultima campagna elettorale e sappiamo bene cosa è accaduto in questo periodo. Perciò  oggi il sindaco dovrebbe tirare le somme, prima che quella commissione venga anche solo paventata dal Prefetto.

Ricordiamo una cosa: il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro ha “salvato” Bruschini dallo scioglimento del consiglio comunale per la mancata approvazione del consuntivo 2011 in piena campagna elettorale, poi adesso sulla vicenda dei 10′ di ritardo e i documenti non disponibili per il bilancio c’è la figuraccia dell’opposizione sulla  notifica che invece c’era.

Stavolta dal Prefetto, però, non ci va l’opposizione bensì il segretario Pompeo Savarino. Che è anche il responsabile dell’anticorruzione.

Lo fa per illustrare una situazione che mette alle strette l’amministrazione su più fronti: le condanne a un ex assessore e a una dirigente nel frattempo sospesa, non definitive ma emesse; le inchieste sui rifiuti che coinvolgono un assessore in carica e si sono allargate ad affidamenti a cooperative “vicine” a consiglieri comunali; l’attenzione che la Direzione investigativa antimafia ha su Anzio da qualche tempo; l’ordinanza di chiusura dell’hotel a un consigliere comunale che si guarda bene dal rispettarla; la visita allo stesso Savarino – pare non di cortesia – del sindaco facente funzioni e di un ex consigliere comunale che gli chiedevano delucidazioni sul provvedimento nei confronti della dirigente sospesa; la necessità di fare una disposizione affinché i vigili urbani aprissero una stanza del Comune alla funzionaria che doveva lavorare e dove – speriamo di sbagliare – doveva forse essere conservato chissà quale segreto; l’autorità anticorruzione che chiede i documenti di una gara perché la dirigente non li ha forniti a un consigliere comunale e al segretario medesimo.  Ah, perché il sindaco non era in commissione d’inchiesta sul fenomeno delle intimidazioni agli amministratori locali come i suoi colleghi di Nettuno, Ardea e Pomezia? Qui non hanno sparato a casa di un assessore?

Senza contare quanto hanno asserito gli ispettori del ministero dell’economia e delle finanze e quello che ha scritto la Corte dei conti. Tutti folli?

Ecco il quadro, per difetto temiamo, di ciò che Pompeo Savarino – sul quale pure ci siamo espressi in passato – andrà a dire al prefetto Giuseppe Pecoraro. Sì, direttamente al rappresentante del governo in provincia, non a un funzionario pur di rango.

E’ storia ben diversa da quella che il Pd usava per chiedere la commissione d’accesso. Ed è ancora più grave.

Ma si può sciogliere un Comune per una manifesta incapacità di governare, legata a qualche favore di troppo ad amici degli amici? Detta così sembra proprio di no.

A leggere gli elementi che la Corte Costituzionale ha indicato per la commissione d’accesso, però, l’idea che ci si può fare è diversa. E ognuno, a questo punto, può valutare come crede. Si parla di “collegamenti diretti o indiretti degli amministratori locali con la criminalità organizzata o in alternativa il condizionamento che la mafia impone agli amministratori oltre a ciò è necessario connettere al condizionamento o ai collegamenti dei pregiudizi che sono la mancanza di libera determinazione per gli organi elettivi e/o amministrativi (dirigenti, personale), l’andamento negativo dell’ente locale, il malfunzionamento dei servizi affidati all’ente oppure pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica” ancora “affinità, parentela, frequentazioni degli amministratori e/o dipendenti pubblici con soggetti appartenenti direttamente o indirettamente alla criminalità organizzata, precedenti penali o procedimenti penali pendenti a carico di amministratori e/o dipendenti pubblici, la presenza di una o più famiglie mafiose sul territorio comunale, abusivismo edilizio imperante, mancata riscossione dei tributi, adesione culturale o omissioni degli amministratori dinanzi alle gesta della mafia”.

Bruschini sconfessa il segretario. Tranquilli, il mare è una tavola

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Com’era ampiamente prevedibile il sindaco Luciano Bruschini ha sconfessato il segretario, accontentato l’assessore Nolfi e dato a interim l’incarico che era di Angela Santaniello – sospesa – al fidato Franco Pusceddu. Con buona pace del gruppo di Forza Italia che era andato a chiedere persino la “testa” dell’assessore all’istruzione dopo i fatti dei giorni scorsi.

Al rientro dalle vacanze il sindaco ha trovato una situazione incandescente e l’ha gestita a modo suo, con qualche pacca sulle spalle, l’invito a stare buoni, a comprendere l’inesperienza della nuova assessore e via di questo passo. Si apre un fronte con il segretario, vero, ma si vedrà… Savarino indicando per la pubblica istruzione una funzionaria che da lì era stata allontanata per aver posto dei problemi sui lavori che venivano svolti, aveva dato un segnale. Rispedito al mittente.

Tanto il sindaco sa che in maggioranza, alla fine, nessuno gli rompe le scatole perché ognuno ha legittime aspettative, fosse anche per cooperative o associazioni “vicine”. Dall’opposizione (!?) di centro-destra nessuno gli dirà mai nulla, salvo un po’ di “fumo” in consiglio comunale, perché nel frattempo si sta lavorando a rimettere tutti insieme e trovare in Candido De Angelis il salvatore della patria. Meno ancora da quella del Pd con il quale il sindaco mantiene saldi rapporti – e in questo è il migliore in assoluto – che vanno ben oltre i consiglieri comunali. All’esponente del 5stelle – forse la più grande delusione di questa consiliatura – sembra invece aver pensato Placidi da tempo. Di cosa preoccuparsi, insomma? Per Bruschini è come se nulla fosse. E deve esserlo anche per l’opposizione, incapace di fare persino un comunicato – mica di convocare il consiglio… – sulle recenti vicende e su questo “tutti contro tutti”.

In generale, comunque, sembra di vedere l’orchestra che suona mentre il Titanic affonda. Ma ad Anzio, è noto, il mare è una tavola…

Nolfi: “Vi racconto com’è andata, non chiudo fuori nessuno”

L'assessore Laura Nolfi

L’assessore Laura Nolfi

E’ noto che questo spazio è a disposizione per le repliche. L’assessore Laura Nolfi ha voluto dire la sua su quanto riportato nel blog, sulla scorta di notizie comparse on line. Una premessa la faccio io: la disposizione del segretario di lasciare la stanza esiste ed è stata persino notificata all’assessore, questo per dire il clima generale nel quale si vive…

Usavo già quella stanza da mesi – spiega la Nolfi – si svolgevano delle riunioni, poi dopo l’incendio l’ho utilizzata ancora di più perché l’ufficio che avevo al secondo piano ci sono lavori da svolgere. Normalmente una volta che esco la chiudo, questa mattina la funzionaria è arrivata prima del previsto ma io ero in Comune, a Villa Sarsina, e sono stata chiamata dai vigili perché altrimenti avrebbero sfondato la porta. Francamente non capisco, ieri con la Ceccarini siamo state in quella stanza, lavorando fianco a fianco, non c’era e non c’è alcuna volontà di tenere fuori nessuno, anzi auspico che possa avere al più presto la firma digitale perché al momento neanche può firmare gli atti. Comunque ero dal sindaco per fargli vedere delle delibere e ho subito messo a disposizione la chiave, mi spiace ma non c’è nulla di tremendamente vero“.

Rispetto al materiale: “Non c’è proprio niente da nascondere, avevo delle mie cose e ho chiuso come fanno tutti, voglio anche precisare che al momento non ci sono interinali che lavorano lì ma sono ai servizi sociali. Per l’assessorato di mia competenza li abbiamo chiesti perché siamo sotto organico e speriamo di averli. Il data entry, invece, è una cosa che c’era quando sono arrivata ma al momento nessuno sta lavorando a una cosa del genere“.

Infine: “Mi sembra ingeneroso chiedere di togliere la delega per qualcosa che non ho fatto. Comunque io penso di essere l’ultimo dei problemi per l’amministrazione“.

Pressioni in Comune, caro sindaco è ora di dire basta

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Diavolo di un Agostino Gaeta… Usa la pagina facebook del suo controcorrente e ci informa di una vicenda lasciando qualche dubbio, quando invece è realmente accaduta e di fronte alla quale è ora di dire basta.

Nei giorni scorsi Vincenzo Nolfi, ex consigliere comunale, papà dell’assessore Laura, era stato insieme al sindaco facente funzioni Giorgio Zucchini dal segretario a informarsi del provvedimento di sospensione relativo ad Angela Santaniello dopo la condanna della dirigente in primo grado. Nessuna pressione, ha detto Zucchini, e gli crediamo. Siamo certi pure che Nolfi fosse con lui per caso e perché doveva accompagnarlo a casa. Comunque cosa c’entrasse Nolfi nel dialogo con il segretario è tutto da capire. Si racconta pure che tra chi si è precipitato a chiedere “lumi” o comunque a esprimere la propria vicinanza alla dirigente si è visto anche l’assessore all’urbanistica Sebastiano Attoni.

E’ ancora più grave quanto accaduto oggi, quando la funzionaria responsabile di pubblica istruzione e cultura nominata dal segretario con un provvedimento che ha fatto storcere il naso a molti è rimasta fuori dalla porta. La chiave ce l’aveva l’assessore Laura Nolfi che si è “appropriata” della stanza della dirigente sospesa. Per questo, caso senza precedenti, è stato necessario chiedere l’intervento dei vigili urbani. Alla fine, con la mediazione del sindaco (!), le chiavi sono state consegnate al comandante della polizia locale e la stanza è stata aperta. E non siamo su “Scherzi a parte“, purtroppo, è tutto tremendamente vero.

Va detto che la responsabile nominata, quando l’assessore era Marco Del Villano, venne allontanata – dalla dirigente oggi sospesa – dall’incarico relativo all’edilizia scolastica. Poneva a quanto sembra problemi sui lavori svolti, voleva capire prima di firmare. E’ chiaro che rimetterla in quegli uffici abbia destato più di qualche “fastidio“, magari anche a chi oggi ha la delega in quell’assessorato e ha lavorato a stretto contatto con la dirigente prima di esprimerle solidarietà (e non solo) dopo la condanna. E’ altrettanto chiaro che la politica volesse altro e non ha gradito la scelta del segretario Pompeo Savarino.

Ora uno si chiede: ma cosa c’è in quella stanza? E la Nolfi non aveva già un ufficio? C’è qualcosa che non dobbiamo sapere, ad esempio il boom di interinali nelle stanze a fianco o qualche data entry di troppo? Soprattutto, perché questo clima? Fateci capire, perché è insostenibile quello che sta accadendo ed è ora di dire basta. Ne prenda atto il sindaco, ringrazi l’assessore e abbia il coraggio di toglierle la delega prima ancora di capire il perché di tanta agitazione. Poi tragga le conseguenze anche lui, se questo è il rinnovamento della giunta quasi rimpiangiamo il vecchio. Ed è tutto dire

La verità è un’altra: Anzio non è quello che vediamo in questi giorni, non lo è mai stata, e comportamenti del genere, i veleni ovunque, le conferenze e i comunicati trasversali per mandare “messaggi”, il centro-destra di opposizione che sostiene quello di governo in difficoltà, qualche singolare presenza nell’emiciclo durante i consigli comunali, oltre alle inchieste da ogni parte stanno esponendo la città a un solo rischio: la nomina di una commissione d’accesso.

Non lo meritiamo, sindaco, per questo è ora di dire basta.

Pseudo candidato, sempre giornalista. Quanto gli piace chiacchierare…

Romeo De Angelis in conferenza stampa

Romeo De Angelis in conferenza stampa

Deve essere una moda, non trovando di meglio da fare negli ambienti politici di Anzio ci si preoccupa della mia candidatura a sindaco. Anzi, pseudo candidatura stando alle parole di Fratelli d’Italia. Una vecchia pubblicità recitava “Quanto ci piace chiacchierare…”, qui è il caso di dire quanto gli piace…

Dal partito – tra 1.500 voti alle amministrative e 1.000 alle europee – devono considerarmi già fuori dal giornalismo. Il comunicato, infatti, non mi è stato inviato. Siccome però faccio e farò ancora questo lavoro, mi piacerebbe chiedere a Fratelli d’Italia o a quel che ne resta: perché Davide Gatti è uscito? E’ vero che il partito sta perdendo pezzi? E’ vero o no che Romeo De Angelis si è candidato alle primarie o i giornalisti hanno inventato? Perché passi lo pseudo candidato, mi spiacerebbe essere considerato pseudo giornalista….

E siccome prima Patrizio Placidi, poi il settimanale controcorrente avevano già riportato la notizia, do a Fratelli d’Italia la stessa risposta del giugno scorso. Le mie posizioni non cambiano, al contrario di quelle dei politici di vecchio e nuovo corso.

Ecco la risposta di giugno: “Caro direttore, approfitto volentieri del tuo invito a replicare. Ebbene sì, mi avete scoperto… Vuoi la notizia? Dire che non mi piacerebbe fare il sindaco sarebbe falso, ma in questo momento non è tra i miei pensieri. Comprendo che altri vivano costruendo teoremi senza i quali non saprebbero come impegnare le loro giornate, altri ancora vivano “di” politica, ora mi piacerebbe vedere la loro reazione. Sarà rilassata o preoccupata? La mia, credimi, è divertita. Comunque mi piace la ricostruzione che hai fatto perché è quello che sento in giro anch’io. Lasciali fare, si accontentano di poco…

Comunque sei arrivato tardi e non è da te… Il 19 marzo, sul mio blog, ho già commentato la cosa e oggi ripeto qui che un sindaco Anzio ce l’ha ed è Luciano Bruschini. I “disegni” che mi riguardano sono nella testa di chi li realizza con dovizia di particolari, dimenticando che ha una città da amministrare prima di occuparsi del sottoscritto. Su una cosa permettimi di contraddirti, questa molto più seria: immaginare che dietro alla vicenda del “caro estinto” uscita su “Repubblica” possa esserci io è offensivo. Fai questo lavoro e sai benissimo che le notizie, se le hai, le pubblichi. Io l’avessi avuta l’avrei scritta per il Messaggero, dove lavoro.

Già, perché al contrario dei tanti che hanno certezze sul mio conto io devo lavorare – e qui sì, cito Candido De Angelis – voce del verbo la-vo-ra-re. Sconosciuto ai dietrologi di professione che spesso, purtroppo, vivono “di” politica.”

Tutti contro tutti e “strategie”, intanto la città affonda

Romeo De Angelis in conferenza stampa

Romeo De Angelis in conferenza stampa

Nel clima del tutti contro tutti che si respira ad Anzio l’auto-candidato sindaco Romeo De Angelis se la prende con Maranesi e Mingiacchi, mentre trova il modo di difendere l’ex assessore Del Villano e la dirigente Angela Santaniello. Quest’ultima paga il fatto di essere stata messa nel tritacarne della politica anziate e di non aver saputo dire no quando era il momento, ma il punto è un altro. Cosa c’entra Romeo De Angelis con Del Villano? Sono di partiti diversi, ufficialmente nulla, ma è noto che i politici di casa nostra – e in particolare quelli di centro-destra – amano trascorrere le giornate a fare “strategie”. Con l’attenzione rivolta sempre a “Luciano” – inteso come il sindaco Bruschini – che torna domani da una breve vacanza, e a “Candido” ovvero l’ex sindaco che ha rotto il fronte e con i suoi “straccioni della Vandea” ha rischiato di essere eletto e lì si è fermato. Perché del gruppo che ha portato in consiglio comunale sono più quelli che strizzano l’occhio a Bruschini e alla sua maggioranza di quelli che vorrebbero mandare a casa il sindaco. E che non hanno occasione migliore di questa fase che più confusionaria non si potrebbe al Comune di Anzio.

Da Fratelli d’Italia uno si aspetterebbe la richiesta di dimissioni, invece arriva la considerazione su quello che dichiara Maranesi…. Come se la città non avesse altri e più gravi problemi.

Capisco poco di queste dinamiche, da sempre. Quello che so è che mentre si pensa a cosa fa “Luciano” – che vedrebbe bene una futura intesa con parte del Pd, si dice, quella che più gli è stata vicina al ballottaggio perché “con lui almeno si ragiona” – e a quello che fa “Candido” – pronto a fare il salvatore della patria e rimettere insieme i cocci del centro-destra, la città affonda.

Ma interessa a pochi.

Il silenzio imbarazzante dell’opposizione, ma almeno sui rifiuti…

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Sono questioni delicate e personali, non c’è dubbio, ma avvengono in un Comune e coinvolgono personaggi pubblici. Nessuno vuole infierire e possiamo anche essere d’accordo, ma dall’opposizione c’è chi se la sente di “battere” un colpo? C’è un silenzio imbarazzante.

Mai prima d’ora, ad Anzio, avevano prima arrestato e poi condannato un ex assessore e una dirigente. Che restano innocenti fino alla Cassazione, non c’è dubbio, ma per i quali un’opposizione attenta si preoccuperebbe almeno di chiedere al sindaco di parlarne in consiglio comunale. Di questa vicenda, delle indagini su Patrizio Placidi e il settore dei rifiuti, di quelle su dipendenti infedeli accusati di fare pratiche per immigrati, della questione sollevata più o meno giustamente da Marco Maranesi sulle mense, delle presunte pressioni al segretario comunale – comunque smentite dal vice sindaco – e del caso Schioppa o dell’hotel Succi che resta aperto nessuno sembra invece aver voglia di parlare.

Sembra di sentirli: “Sono vicende personali” o “Ci sono indagini in corso, che ci mettiamo a fare”. Anzi, forse neanche lo dicono. Il centro-destra di opposizione e in molti casi di governo nel sistema messo in piedi c’è stato fino a ieri e magari in parte c’è pure oggi. Il Movimento 5 stelle è non pervenuto e sembra aver scambiato qualche ispettore ambientale per un’opposizione light, nel Pd sono pochi, inesperti, tutt’altro che battaglieri e sempre alle prese con le “liturgie” di partito.

Risultato? Difficilmente vedremo convocazioni di consiglio,  richieste di dimissioni a un sindaco che ha evidentemente perso il controllo della macchina amministrativa e della maggioranza. Nessuno dirà a Bruschini: “Se hanno condannato la migliore dirigente che hai, così l’hai definita in Tribunale, figuriamoci gli altri”. Non vedremo un manifesto con la richiesta di dimissioni, né altre azioni per incalzare la maggioranza. Non sembra esserci troppa voglia di disturbare i manovratori. Nessuna questione personale, sia chiaro, anzi tutta la comprensione umana per chi è al centro di vicende giudiziarie ancora da definire, ma qui si tratta di una battaglia di opposizione. Su vicende del genere e su un programma mai rispettato. Su questioni simili e su una città ingessata. Su storie giudiziarie e sul porto.

Soprattutto se pensiamo, con un po’ di nostalgia, a cosa sarebbe successo se oggi avessimo Ettore De Franchi in consiglio comunale. O Francesco Conte. A cosa avrebbero detto Maria Vittoria Frittelloni o Riccardo Volpe. Da un punto di vista politico e gestionale, non altro. Il livello, purtroppo, è scaduto per tutti. Maggioranza e opposizione. E’ scaduta la città. Magari si immagina che dare o promettere lavoro è l’unico sistema per vincere le elezioni, anziché pensare a una reale e credibile alternativa. Si immagina – spero di sbagliare – che alle cooperative con consiglieri e assessori di riferimento, alle associazioni di volontariato “vicine”, agli organizzatori di spettacoli che portano un preventivo e vengono liquidate se ne debbano semplicemente sostituire altre con riferimenti politici diversi. Non è così. Non dovrebbe essere così.

E se proprio nessuno vuole parlare delle vicende giudiziarie, se nessuno vuole chiedere le dimissioni del sindaco, almeno si trovasse un consigliere che chiede spiegazioni sul perché l’appalto dei rifiuti è in proroga e la gara è stata aperta e di fatto sospesa. Milioni di euro di servizio in proroga, le buste aperte e lì rimaste. Perché? E per quale motivo un consigliere di maggioranza invita il suo capogruppo a interessarsi di questa vicenda anziché delle mense? E’ vero – come si afferma negli ambienti – che si sta aspettando la definizione di una interdittiva antimafia prima di procedere? Diteci di no…

In un Comune dove intorno a ogni gara – con una spiccata preferenza per le mense, dobbiamo dirlo – c’è un fermento inspiegabile, qui si tace.

Se la città è a questo livello il problema, l’ho già detto, non è causato certo dall’opposizione ma da chi sta governando. Restare in silenzio, però, fa essere parte del problema stesso e non la possibile soluzione.

Burocratica trasparenza, così si scopre che il Comune vuole i danni da Schioppa

Foto anzionettuno.info

Schioppa con il sindaco (Foto anzionettuno.info)

Quando l’albo pretorio era in ampie vetrine all’esterno degli enti, dove spesso le delibere da provare a “nascondere” erano in fondo, dovevi chiedere ai messi di aprire le vetrine stesse e metterti a cercare. I maestri di questo lavoro avvertivano: attento agli oggetti strani, alle revoche, alle integrazioni, alle rettifiche. Non sbagliavano.

Oggi che l’albo pretorio è on line le cose non cambiano, perché purtroppo spesso ci sono cose non pubblicate anziché messe in fondo a una serie di fogli. Comunque stavolta la curiosità del cronista si ferma di fronte a una “Integrazione determinazione 210” e fa scoprire che nel marasma in cui vive il Comune di Anzio nei rapporti tra politica e dirigenza, tra i dirigenti stessi e tra questi e il segretario c’è un altro capitolo relativo a Bartolomeo Schioppa.

L’ex dirigente della polizia locale, condannato in via definitiva a Ravenna per corruzione, sottoposto a provvedimento disciplinare dal Comune che sapeva – al momento della chiamata – della sua condanna in primo grado ma ha fatto finta di nulla, ha chiesto “il pagamento delle differenze stipendiali tra le retribuzioni in godimento al momento della sospensione e quelle effettivamente erogate”. Per la cronaca quel procedimento disciplinare è stato archiviato. Era noto che ovunque fosse andato, Schioppa aveva avuto dissidi con le amministrazioni. Ma per chissà quale indicazione politica Luciano Bruschini è andato avanti e ha assunto in via definitiva Schioppa, lasciando al Comune una eredità pesante comunque vada a finire.

Già, perché a integrazione della determina con la quale il segretario generale incarica un avvocato di difendere il Comune di Anzio viene conferito allo stesso legale il mandato di “proporre domanda riconvenzionale per la condanna a tutti i danni di immagine subiti dall’ente”.

Tradotto, il Comune chiederà i danni allo stesso Schioppa. Si parla addirittura di 300.000 euro.

Le contese all’interno dell’ente sono tutt’altro che finite.

Pressioni al segretario, diteci che non è vero….

ccorrente

Dalla pagina facebook di controcorrente apprendiamo della pressione che il vice sindaco, Giorgio Zucchini, e l’ex consigliere comunale e oggi privato cittadino Vincenzo Nolfi, avrebbero fatto al segretario generale Pompeo Savarino per indurlo a non sospendere la dirigente Angela Santaniello. Vogliamo sperare che Agostino Gaeta abbia commesso un errore. Perché è comprensibile tutta la solidarietà umana nei confronti della dirigente, ma lì occorre fermarsi.

Perché ci sono delle regole e chi amministra la cosa pubblica ha il dovere di conoscerle e applicarle. Possono non piacere, ma ci sono. Si può discettare su una giustizia con tempi da record e in grado di notificare nemmeno 24 ore dopo la sentenza il provvedimento al Comune, ma questa è l’Italia. Si può dire che mentre la Santaniello paga, Colarieti continua a esercitare la sua attività imprenditoriale e questo – da profani – è profondamente ingiusto per chi viene sospeso. Ma di fronte alla sentenza, Savarino non aveva alternative. E se ha subito pressioni, adesso, si regoli di conseguenza.

Per questo speriamo che Zucchini e Nolfi padre (ma a che titolo sarebbe andato?) ci dicano che non è vero…

L’assessore Laura Nolfi, invece, si è pubblicamente espressa con una nota. Anche qui, la solidarietà è un conto, le considerazioni dopo una condanna – fatte da un amministratore pubblico – sembrano poco opportune.