Il silenzio imbarazzante dell’opposizione, ma almeno sui rifiuti…

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Sono questioni delicate e personali, non c’è dubbio, ma avvengono in un Comune e coinvolgono personaggi pubblici. Nessuno vuole infierire e possiamo anche essere d’accordo, ma dall’opposizione c’è chi se la sente di “battere” un colpo? C’è un silenzio imbarazzante.

Mai prima d’ora, ad Anzio, avevano prima arrestato e poi condannato un ex assessore e una dirigente. Che restano innocenti fino alla Cassazione, non c’è dubbio, ma per i quali un’opposizione attenta si preoccuperebbe almeno di chiedere al sindaco di parlarne in consiglio comunale. Di questa vicenda, delle indagini su Patrizio Placidi e il settore dei rifiuti, di quelle su dipendenti infedeli accusati di fare pratiche per immigrati, della questione sollevata più o meno giustamente da Marco Maranesi sulle mense, delle presunte pressioni al segretario comunale – comunque smentite dal vice sindaco – e del caso Schioppa o dell’hotel Succi che resta aperto nessuno sembra invece aver voglia di parlare.

Sembra di sentirli: “Sono vicende personali” o “Ci sono indagini in corso, che ci mettiamo a fare”. Anzi, forse neanche lo dicono. Il centro-destra di opposizione e in molti casi di governo nel sistema messo in piedi c’è stato fino a ieri e magari in parte c’è pure oggi. Il Movimento 5 stelle è non pervenuto e sembra aver scambiato qualche ispettore ambientale per un’opposizione light, nel Pd sono pochi, inesperti, tutt’altro che battaglieri e sempre alle prese con le “liturgie” di partito.

Risultato? Difficilmente vedremo convocazioni di consiglio,  richieste di dimissioni a un sindaco che ha evidentemente perso il controllo della macchina amministrativa e della maggioranza. Nessuno dirà a Bruschini: “Se hanno condannato la migliore dirigente che hai, così l’hai definita in Tribunale, figuriamoci gli altri”. Non vedremo un manifesto con la richiesta di dimissioni, né altre azioni per incalzare la maggioranza. Non sembra esserci troppa voglia di disturbare i manovratori. Nessuna questione personale, sia chiaro, anzi tutta la comprensione umana per chi è al centro di vicende giudiziarie ancora da definire, ma qui si tratta di una battaglia di opposizione. Su vicende del genere e su un programma mai rispettato. Su questioni simili e su una città ingessata. Su storie giudiziarie e sul porto.

Soprattutto se pensiamo, con un po’ di nostalgia, a cosa sarebbe successo se oggi avessimo Ettore De Franchi in consiglio comunale. O Francesco Conte. A cosa avrebbero detto Maria Vittoria Frittelloni o Riccardo Volpe. Da un punto di vista politico e gestionale, non altro. Il livello, purtroppo, è scaduto per tutti. Maggioranza e opposizione. E’ scaduta la città. Magari si immagina che dare o promettere lavoro è l’unico sistema per vincere le elezioni, anziché pensare a una reale e credibile alternativa. Si immagina – spero di sbagliare – che alle cooperative con consiglieri e assessori di riferimento, alle associazioni di volontariato “vicine”, agli organizzatori di spettacoli che portano un preventivo e vengono liquidate se ne debbano semplicemente sostituire altre con riferimenti politici diversi. Non è così. Non dovrebbe essere così.

E se proprio nessuno vuole parlare delle vicende giudiziarie, se nessuno vuole chiedere le dimissioni del sindaco, almeno si trovasse un consigliere che chiede spiegazioni sul perché l’appalto dei rifiuti è in proroga e la gara è stata aperta e di fatto sospesa. Milioni di euro di servizio in proroga, le buste aperte e lì rimaste. Perché? E per quale motivo un consigliere di maggioranza invita il suo capogruppo a interessarsi di questa vicenda anziché delle mense? E’ vero – come si afferma negli ambienti – che si sta aspettando la definizione di una interdittiva antimafia prima di procedere? Diteci di no…

In un Comune dove intorno a ogni gara – con una spiccata preferenza per le mense, dobbiamo dirlo – c’è un fermento inspiegabile, qui si tace.

Se la città è a questo livello il problema, l’ho già detto, non è causato certo dall’opposizione ma da chi sta governando. Restare in silenzio, però, fa essere parte del problema stesso e non la possibile soluzione.

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