Falasche, punta dell’iceberg del sistema di potere (e consenso)

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C’è chi ha fatto i complimenti, chi va cercando di capire come possa essere venuta fuori una cosa del genere e persino chi l’abbia commissionata (!?) poi c’è chi afferma candidamente “ma lo sapevano tutti”. I primi vanno ringraziati, ma non interessa. I secondi si diano pace, le notizie escono e non ci sono strategie di sorta dietro la loro pubblicazione. I terzi meritano un approfondimento, perché tra i “tutti” non c’è chi scrive, il quale appena saputo ha approfondito, cercato documenti e reso noto ai tanti che pure ignoravano la situazione legata alla gestione dell’impianto pubblico di calcio di Villa Claudia.

Che non solo è quella descritta, ma vede ulteriori cose che in un posto normale dovrebbero essere approfondite da altri. Perché la convenzione – ad esempio – è a vantaggio di una società che ha una partita Iva, mentre ne esiste un’altra che è in liquidazione costituita nel 2009, e quella che manda in campo le squadre (ma qui non abbiamo conferma) potrebbe essere un’altra ancora. Di sicuro i comunicati portano una dicitura, le liste presentate in campo un’altra.

In un paese normale l’assessore Alberto Alessandroni che del Falasche è stato presidente e del movimento che ruota intorno a quell’impianto è ancora un punto di riferimento, si sarebbe dimesso perché questa vicenda è incompatibile con il ruolo pubblico che ricopre. Non lo farà. Né il sindaco, Luciano Bruschini, gli revocherà l’incarico. Né in maggioranza – vecchia e “allargata” ai pentiti del 2013 di De Angelis – si porrà il problema. Vedremo all’opposizione, dove sulle vicende del patrimonio va dato atto a Ivano Bernardone di aver sollevato il problema in qualche occasione, come dopo l’aggressione al comitato per la pineta di Lido dei Pini. Fuori dal consiglio comunale lo ha fatto il Meetup “Grilli di Anzio” che ha ottenuto se non altro la pubblicazione sul sito dovuta per legge dell’elenco dei beni e di quanto incassa il Comune.

Che c’entra il patrimonio? Semplice, la vicenda Falasche è solo la punta dell’iceberg. Sappiamo chi gestisce tutto il resto (sedi, impianti sportivi, locali) chi paga e chi non, come si fa a ottenere uno spazio, quali opere sono state realizzate e pagate da chi? Quando mai… Anni fa provò Mariolina Zerella a sollevare il caso della discoteca a fianco della piscina, ad esempio, nessuno fece nulla.

Perché va così: che ti metti a fare, è per lo sport, è per il sociale… Con questa scusa ora un assessore, ora un consigliere, ora uno “vicino” e che magari ha portato voti o li garantirà in futuro, gestisce un impianto o ha un lavoro affidato, una cooperativa, un’associazione. Funziona in questo modo e se Alessandroni se ne va – o peggio, viene mandato via – tolta una carta crolla l’intero castello. Quello che faticosamente si cerca di tenere in piedi avendo già indicato il successore di Bruschini, che poi è anche il suo predecessore ed ex avversario, Candido De Angelis. Nessuno se ne andrà. La chiamano politica.

Ebbene la vicenda Falasche nella storia del patrimonio (e non solo) è solo la punta dell’iceberg di un sistema di potere e costruzione del consenso basato su quello che abbiamo provato a raccontare.

In un posto normale, dove una società e un terreno di gioco pubblico sono anche gestiti da chi segue la politica cittadina, l’assegnazione di quell’impianto era stata già revocata per il mancato pagamento di quanto stabilito. Se non paghi il mutuo di casa, dopo sei anni è già all’asta. Qui dal 2010 almeno fino a settembre 2016 non è stato versato un euro nelle casse del Comune. Se è accaduto dopo, lo vedremo. Non sappiamo cosa hanno fatto o faranno gli uffici, ma ha ragione Agostino Gaeta quando scrive sulla sua pagina facebook che quello sollevato in questo spazio è un caso da anti corruzione.

Ebbene la segretaria generale, Marina Inches, come ha denunciato le pressioni sulla gara per le mense recandosi dai Carabinieri, approfondisca anche questa storia e denunci, se del caso, la possibile truffa ai danni del Comune. Non ascolti la politica di casa nostra e avrà pieno appoggio. Intanto, anche per aiutarla a ricostruire la vicenda, chi scrive ha presentato formale accesso agli atti.

ps: a proposito di pressioni, oggi vicende più o meno note sono anche sul Corriere della sera. Una ulteriore richiesta di risarcimento del danno da parte del sindaco possiamo aspettarcela, quello che è incomprensibile è il silenzio di Prefetto e Ministro dell’Interno. Ci dicano una volta per tutte: la criminalità, comune e/o organizzata condiziona il Comune oppure è tutto a posto.

Bruschini, Casto e un “teatrino” inutile. Serve altro

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Casto e Bruschini (foto inliberauscita.it)

E’ perfettamente inutile il “teatrino” di iniziative e dichiarazioni che vede protagonisti, in questi giorni, il sindaco di Anzio Luciano Bruschini e il suo collega di Nettuno, Angelo Casto. Lo è perché città vicine, da chiunque amministrate, collaborano e non si scontrano. E importa poco chi abbia iniziato questa storia, siamo ormai a una farsa che neanche più alle scuole elementari trova riscontri come quelli ai quali assistiamo.

Ebbene non essendo i nostri sindaci della stregua di un Vittorio Emanuele o un Garibaldi e non avendo noi una ideale Teano nella quale far incontrare i contendenti di questa singolare disfida, né avere uno disposto a dire all’altro “Ecco il Re” o – peggio – “Obbedisco”, forse è il caso di fare un incontro sul serio.

Teano segnava il confine dell’avanzata dei Mille, qui se ho capito bene si vuole “arginare” con iniziative discutibili (e magari riempendo le redazioni e i social di comunicati) quella dei Grillini. Ma non è facendosi la guerra tra istituzioni che si va lontano, anzi a modesto parere di chi scrive le iniziative adottate da Anzio vanno a solo vantaggio dei 5stelle.

Se poi tutto nasce da una esibizione fuori luogo e di non eccezionale valore artistico nella “Serata di Primavera”  – che ha portato a reazioni esagerate – peggio ancora.

Non c’è Teano? Meglio. Facciano una cosa, Bruschini e Casto, non si vedano al confine di via Gramsci perché è troppo facile, si incontrino tra via Cervicione e via della Fonderia, altro punto di contatto tra le due città, e si rendano conto – ma lo sanno già bene, c’è da esserne certi, di qual è lo stato delle nostre periferie. Lì ad esempio i rifiuti la fanno da padrone.

Forse in un luogo lontano dai riflettori, ma pieno di problemi (e ce ne sono altri, sempre al confine tra le due città) capiscono meglio che ripicche, mancati inviti, cerimonie per sé, sono l’ultima cosa da fare. Perché questo territorio – nel suo insieme, Anzio-Nettuno – di tutto ha bisogno fuorché di mancata collaborazione tra Comuni. I quali, invece, sempre al di là di chi governa, dovrebbero mettersi insieme per molti aspetti e ragionare come “area vasta“. Si può andare dai rifiuti ai trasporti,  dall’accesso ai fondi europei agli eventi turistici, dalla sanità  ai bandi regionali. Se mai ci fosse #unaltracittà si batterebbe per questo.

Certo il precedente del piano di zona per i servizi sociali non è brillante. Lo guidò Nettuno ai tempi di Marzoli e restituì i soldi ad Anzio con molta calma, dopo averli utilizzati per altro, ci fu la “staffetta” ma le cose non andarono meglio, ora è di nuovo a Nettuno ma purtroppo in ciò che va fatto insieme non brilliamo.  Altrimenti senza troppi giri avremmo già avuto una stazione appaltante tutta nostra, ma quando mai….

D’altro canto la cultura di appartenenza è ancora quella della Usl Rm/35 che toccava ad Anzio e del Consorzio Acquedotto di Carano a Nettuno (salvo l’ultimo periodo che prima o poi pagheremo carissimo) mentre  ai posti di potere si provvedeva bilanciando per città e partito di appartenenza. Comprensibile per Bruschini, non per Casto.

A entrambi, invece, compete lavorare per fare insieme delle scelte Politiche, si con la  maiuscola, che abbiano una visione del territorio e non delle bagattelle di paese. Ecco, un incontro serio per programmare questo sarebbe l’ideale. Non c’è bisogno di evocare Teano.

 

Porto, Bruschini finalmente parla. E’ la volta buona? Forse, però…

Aggiornamento di oggi, 7 aprile 2017: leggerete sotto della mancata trasparenza, è superata perché finalmente il sito  della Capo d’Anzio è in regola. Ci hanno messo tempo, ma è stato fatto. In quello del Comune, invece, sempre alla data odierna abbiamo ancora D’Arpino presidente….

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Conservo tra i ricordi più piacevoli della mia piccola carriera a livello locale, la sua telefonata (non è uno uso a chiamare i giornalisti) dopo la firma della concessione.  Sono trascorsi altri sei anni e non vediamo ancora nulla ma finalmente il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, che rappresenta nella “Capo d’Anzio” il 61% delle quote dei cittadini, decide di parlare del porto.

Lo fa dando un annuncio – l’ennesimo – che suona però come una buona notizia. Chi scrive al porto, all’idea che potesse essere gestito dalla città nel suo insieme, al fatto che fosse patrimonio comune, ha sempre creduto. Esponendosi non poco e con il senno di poi anche commettendo qualche errore.  Per questo ciò che porta verso la realizzazione di quell’impresa va bene. Purché si faccia.

Sarà la volta buona? Ci sono dubbi, innumerevoli, su tanti altri aspetti sui quali il sindaco glissa. Se ha voglia e tempo ne trova un’ampia rassegna in questo umile spazio.  Sinteticamente vanno dai rapporti (e il contenzioso) con Marconi/Marinedi alla concessione non rispettata, dall’accordo di programma all’atto d’obbligo, dall’escavo del canale di accesso alla mancata trasparenza della Capo d’Anzio sia sul proprio sito sia su quello del Comune, dai bilanci in rosso della società alla disputa con gli ormeggiatori ai quali è bene tendere la mano anche se non basta, dalle affermazioni che faceva in assemblea dei soci a quelle contrarie in consiglio comunale, fino al ruolo di controllore e controllato che la segretaria generale ha in seno al consiglio d’amministrazione. Non è a chi scrive che Bruschini deve rispondere, sia chiaro, ma alla città se questo progetto ha ancora il senso di essere di tutti.

LA NOTA DEL SINDACO

“Nei prossimi giorni sarà pubblicato, in gazzetta ufficiale, sul sito della Capo d’Anzio e del Comune, l’avviso per la manifestazione di interesse per realizzare il nuovo Porto di Anzio con il fine di ricevere, entro venti giorni dalla data di pubblicazione, tutte le informazioni per valutare proposte di realizzazione e cofinanziamento dell’opera. Entro l’estate puntiamo a pubblicare il bando di gara per la realizzazione della Darsena nord del Porto Turistico di Anzio, con i primi 580 posti barca, tramite la trasformazione e l’ampliamento della darsena esistente sulla base del progetto esecutivo posto a base di gara”.

Lo afferma il Sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, in riferimento alla procedura per la realizzazione del nuovo Porto Turistico di Anzio.

Il progetto esecutivo, nelle sue linee essenziali, prevedrà la realizzazione della nuova diga di sottoflutto, la realizzazione del pontile a T, di cui il braccio nord prosegue ed amplia quello esistente a delimitazione della Darsena Pamphili. Inoltre, nelle sue linee essenziali, il progetto prevedrà il “banchinamento”  del lato interno della diga di sottoflutto e del pontile a T. il dragaggio dei fondali, la predisposizione del sistema di ormeggi delle unità da diporto, la costruzione di tre nuovi edifici (lo Yatch Club e due locali per i servizi igienici portuali), la realizzazione della passeggiata lungo la banchina, la viabilità dedicata, i parcheggi, le opere a verde e soprattutto la realizzazione di 580 posti barca di classe diversa.

“Nonostante le difficoltà normative, tecniche, legali che si sono susseguite – afferma il Sindaco di Anzio, Luciano Bruschini – stiamo lavorando con l’obiettivo di iniziare i lavori per la realizzazione del nuovo porto entro la fine dell’anno. Si tratta di un faticoso percorso, lungo vent’anni, sul quale insieme a De Angelis abbiamo puntato per lo sviluppo turistico ed occupazionale del nostro territorio. Siamo vicini all’obiettivo e desidero ringraziare i CDA della Capo d’Anzio di ieri e quello di oggi che, gratuitamente, si sta adoperando per raggiungere l’obiettivo finale. Allo stesso tempo, nonostante le sentenze a noi favorevoli dei Tribunali, continuo a tendere la mano agli operatori portuali per salvaguardare il loro posto di lavoro. Per me una stretta di mano – conclude il Sindaco Bruschini – vale più di una sentenza, sta anche a loro comprendere la situazione ed adoperarsi per una soluzione condivisa”.

Bilancio, non è (solo) questione di termini

Bruschini-DeAngelis

Lo dico subito: mal comune non è mezzo gaudio. Non si può rispondere “stanno così in tutta Italia” quando in molti enti locali il bilancio è stato approvato e quando ciò che accade ad Anzio è certamente più grave di quello che succede in altri Comuni. Sembra come parlare dei pronto soccorso affollati “eh, ma succede ovunque…” No, non basta. Perché se accade, se è fisiologico un ritardo, se ci sono difficoltà, devi fare in modo che non accada più.

Qui succede ogni anno, l’eccezione diventa la regola, anzi fino al 2016 almeno in giunta nei termini il bilancio era stato approvato, quest’anno nemmeno quello. Accadrà domani, dicono da Villa Sarsina, ma come è stato sollevato da chi scrive insieme a Chiara Di Fede di “Città futura”, dal Pd  che ha ancora pendente un ricorso al Tar perso nei meandri della giustizia italiana e dal Meetup “Grilli di Anzio” (di quello del consigliere Tontini non si ha notizia in tal senso) non siamo solo fuori dai termini, ma ciò succede sempre e comunque mancano una serie di elementi di conoscenza. Di più: c’è un inaccettabile disprezzo delle regole.

Attenzione, non è questione di sola forma – che in casi del genere è anche sostanza – perché qui la situazione è drammatica e non da oggi. Né è – come ripete l’assessore Giorgio Zucchini – un “attacco alla struttura“. Ma per carità, lavorassero e facessero il loro, anzi pieno sostegno a chi ha ereditato una situazione difficile. Diciamo che in un’azienda privata non funzionerebbe così, ma pazienza. Capisco che i canoni sono altri.

Per questo nel chiedere al rappresentante del governo sul territorio di intervenire (ci ostiniamo ad avere fiducia nelle Istituzioni) insieme a Chiara abbiamo fatto notare come la Corte dei Conti abbia più volte sollevato dei serissimi dubbi. Affermando, da ultimo lo scorso anno, che i “chiarimenti trasmessi” dal Comune non sono “idonei a superare i dubbi insorti sulla regolarità di alcune poste in bilancio”. Sottolineando le “irregolarità finanziario contabili” emerse per i consuntivi dal 2010 al 2012.  Ricordando le criticità nella riscossione, il ricorso eccessivo ad anticipazioni di cassa che “risultano di gran lunga superiori al limite stabilito del 5% rispetto alle entrate correnti” e soprattutto “una consistente mole di residui” per alcuni dei quali si presuppone che “l’Ente stia conservando, iscritti in bilancio, crediti di dubbia esigibilità”. Non solo: Il mantenimento di residui attivi inesistenti o inesigibili si ripercuote direttamente sulla veridicità del risultato di amministrazione e in generale sulla veridicità e attendibilità del bilancio dell’ente”. Governavano Bruschini e i suoi, non altri.

Tutto risolto? E come? Forse lo sapremo domani, quando delibereranno. Poi in Consiglio comunale, quando a Bruschini si unirà – salvo sorprese – la cosiddetta opposizione (!?) di De Angelis che è stato “nominato” prossimo candidato sindaco senza che alcuno in maggioranza dicesse una parola.  La preoccupazione, del resto, è avere il candidato forte e provare a vincere ancora, sapendo di essere al capolinea.

Avete capito bene, lo stesso De Angelis che sosteneva – a ragione – che il Consiglio andava sciolto perché il consuntivo 2011 non era stato approvato nei termini (con il Prefetto dell’epoca che chiuse gli occhi) e che ha condotto una battaglia senza esclusione di colpi alle elezioni del 2013, quindi ha sostenuto che fossero falsi – o quasi – i bilanci approvati finora. Ora, dopo aver anche contribuito negli uffici  – da quanto si dice – a “chiudere” il preventivo 2017 sembra lo voti. C’è da stupirsi? No, aveva già evitato di far saltare il banco su un piano delle opere pubbliche ovviamente irrealizzato e quando – non più tardi di un anno fa – in cartella c’era un bilancio, l’assessore ne aveva un altro e gli uffici un altro ancora.  Che sarà mai, per chi “fa” politica è normale.

 

 

Il porto a più velocità, non è questo che volevamo

porto_palafitteVuoto, desolatamente vuoto. Insabbiato, come sempre. Trascinato nei Tribunali, come mai. Nel silenzio di chi guida la città e rappresenta il 61% delle Capo d’Anzio, i cittadini, che tace come al solito . Con una concessione avuta e mai rispettata, o quasi. Un bando eternamente annunciato. Una società concessionaria che, di questo passo, è prossima a presentare i libri in Tribunale. No, non è il porto che immaginavamo né in queste condizioni è in grado di rilanciare la città. Tutt’altro, oggi ne è lo specchio fedele: praticamente abbandonato, come Anzio, in balia di chi guida la città che sembra avere altre preoccupazioni (la prima, mantenere la poltrona per i prossimi cinque anni). Ma così non si va da nessuna parte e ormai è palese.

Il porto è vuoto perché chi aveva le barche se n’è andato e perché non ci sono certezze sul futuro. Gli ormeggiatori, ai quali scaduto il “service” non è stato rinnovato, non possono essere la causa di tutti i mali. Né quello che dovrebbero dare alla Capo d’Anzio (per cui sono state sequestrate le attrezzature) può essere l’unica entrata.

Il porto è insabbiato perché questo avviene da sempre. La società Capo d’Anzio ha dato mandato di effettuare i rilievi batimetrici e farà bene a preoccuparsi anche dell’escavo. Senza girarci troppo intorno: la concessione prevede il dragaggio dall’inizio lavori, la Capo d’Anzio non può pensare di avere la gestione solo quando le fa comodo, né provare a giocare con le parole.

Rispetto al contenzioso, la società si difende e cerca di far valere i suoi diritti, non c’è dubbio, ma forse è ora di chiudere queste partite e decidere che si sta dalla parte dei cittadini prima che da quella delle carte bollate. I procedimenti avviati sono atti dovuti, in molti casi, ma è ora di mettere un punto.

Il sindaco – che rappresenta il 61% della proprietà pubblica e quindi i cittadini – deve svolgere quel ruolo che finora non ha avuto. Tranne la pazienza, che gli è universalmente riconosciuta, di ascoltare le parti, Bruschini ha continuato a fare una cosa in assemblea dei soci e dirne un’altra agli ormeggiatori, soprattutto a non fare chiarezza con la città intera.

Il bando? Una chimera. E’ arrivata una parte della valutazione d’impatto ambientale, si cercano i soldi per realizzare il bacino interno, la Cassa depositi e prestiti potrà avere un ruolo di “garanzia” ma non finanziare l’opera, al punto che il presidente Alessio Mauro “guarda” anche in Europa. Va bene tutto, ma chi si accolla la cosa, anche a bando fatto? E visto che il comitato chiamato dall’accordo di programma a verificare l’attuazione di quanto previsto si è finalmente riunito, intanto la società ha messo in mora la parte privata (Marinedi, Marconi) affinché presenti l’esecutivo anche del bacino esterno. Che difficilmente si farà, ma è uno dei punti previsti dalla concessione e dal poi invertito crono-programma.

Concessione che è largamente disattesa, tanto da risvegliare dal letargo anche il Pd che ha scritto a Zingaretti richiamando finalmente la Regione al suo ruolo.  Non va dimenticato che, al contrario del passato, questa amministrazione regionale ha approvato senza colpo ferire le proposte arrivate dalla Capo d’Anzio, invertendo (finora inutilmente) il crono programma.

In tutto questo fra dimissioni date e rientrate, il ruolo di una consigliera che garantisce le pari opportunità ma è controllora e controllata, in che condizioni è la società Capo d’Anzio? Un bilancio si è sistemato con le entrate – incerte – delle cooperative. Qual è oggi la situazione? Il consuntivo 2016 cosa dice?

Ecco, questa società che viaggia spedita in Tribunale ma procede a rilento sul restodeve molte spiegazioni. Il porto a più velocità non ci piace e il socio di maggioranza deve chiarire la situazione. La stagione è alle porte, non ci sono più scuse.

Un progetto diverso e senza “dinosauri”, per Anzio

Faccio mio l’intervento che Valerio Pollastrini ha postato su facebook:

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A proposito della politica…
Tante volte ho ascoltato quelli “bravi”, i professionisti della politica locale distinguere tra azione politica e azione personale. Come se le due cose potessero scindersi…come a dire che qualunque porcata perpetrata in nome della politica lasciasse intatta l’immagine della persona. Ebbene, io che politico non sono, io che spero che alle prossime elezioni vi siano persone in grado di scalzare una schiera di dinosauri capaci di tenere un paese intero sotto la cappa dei propri interessi, invito costoro a buttarla proprio sul personale. Non cadiamo nel tranello di spersonalizzare l’operato del politico…perché è quel politico che sta mandando a puttane il futuro di generazioni intere di ragazzi.
Basta ossequi, nessun onore delle armi per lo zio anziano, nessuna remora per il cugino o per quello che in fondo è simpatico. Basta: chi fotte il futuro dei nostri ragazzi va trattato da feccia. Ripeto: LA QUESTIONE È PERSONALE!” 

E riporto il mio pensiero, rivolto a lui e a quanti seguono questo spazio di informazione  e proposta: “Caro Valerio  hai perfettamente ragione. Io sono convinto che con te e altri – al di là delle rispettive idee di provenienza – su alcuni punti concreti si possa e si debba ragionare. Abbiamo iniziato a farlo con Chiara Di Fede. Oggi – a proposito di personale – il sindaco Luciano Bruschini ha nuovamente “investito” chi lo aveva preceduto, Candido De Angelis, ed era stato poi suo avversario nel 2013. Loro, chi finge di opporsi, chi si gira dall’altra parte, chi ha contribuito a tutto questo sono l’avversario da battere. E a proposito di personale, al contrario di chi si affanna a indicare sindaci, occorre partire da quello che ci unisce, per il nome c’è tempo. Prima un progetto serio, credibile, condiviso“.

L’idea di #unaltracittà parte da qui, ora avanti a cercare quello su cui siamo d’accordo. Per Anzio. Se riusciremo, bene, altrimenti pazienza. Ma basta “dinosauri“, grazie.

Bruschini, magari i ripensamenti. Fallimento totale

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Magari fossero solo i ripensamenti dei quali scrive inliberauscita. Può accadere, non dovrebbe farlo con tanta costanza un sindaco ma fu lui stesso – tornando a candidarsi dopo avervi rinunciato – a dichiarare a chi scrive che “solo gli sciocchi non cambiano mai idea“. Deve averne fatto un “must“, ma non è questo il punto.

Il fallimento di ormai quasi nove anni della gestione di Luciano Bruschini è totale e sotto gli occhi di tutti, tranne i suoi “fedelissimi” o quelli che sul carro debbono starci – o provano a riavvicinarsi – perché altrimenti non avrebbero più la posizione privilegiata di uno status politico dal quale poter vedere più da vicino, in Comune, vicende personali o di amici degli amici.

Un sindaco può stare simpatico o meno – e Luciano a me lo è, non lo frequento da tempo ma ho sempre avuto dialoghi franchi e piacevoli con lui – ma poi insieme alla sua coalizione va giudicato su quello che ha fatto. Ebbene, ripeto, magari fossero solo i ripensamenti…. Perché se leggiamo i suoi programmi dal 2008 a oggi non troviamo una, dicasi una, cosa iniziata e finita. Sì sì, i problemi finanziari, le nuove leggi, tutto quello che vi pare, ma l’unica opera per la quale Bruschini può dire di avere centrato l’obiettivo è la statua di Nerone. Meglio di niente, dirà qualcuno, ma nulla per la città e il suo sviluppo. Vogliamo leggere un pezzo dell’ultimo programma? Quello, fra l’altro, avversato da chi oggi corre ad allearsi?

Eccolo:

“Il rilancio economico del territorio e di conseguenza l’occupazione può passare solo attraverso tre grandi direttrici e cioè:

  1. Realizzazione del nuovo Porto attivando un programma di stralci funzionali e rivisitando gli oneri e le obbligazioni a carico delle imprese;
  2. Realizzazione della città Artigiana ma anche la possibilità che nella stessa area vi si possa insediare un polo nazionale di ricerca.

  3. Verifica del contenzioso tra Comune e Stato per l’apertura del casinò o casa da gioco al fine di avere chiarezza sui successivi procedimenti legali anche in sede europea”.

Qualcuno li ha visti? Il porto è morto e sepolto e la storia che la colpa è del centro-sinistra (che ne ha, eccome, per non aver dato il via libera nel 2006) non regge più se in sei anni di concessione non è stato messo un mattone e si è solo creato il contenzioso con le cooperative. La città artigiana? Non pervenuta. Il casinò? Ma quando mai…. Ecco, questo è solo una parte del programma, poi ci sono le varie promesse – da Neropoli al Central Park – e una città allo sbando.

Il regalo di fine mandato? Le due centrali e il centro di stoccaggio a Sacida. Ha ragione Candido De Angelis – che però con chi ha voluto quella situazione va ad allearsi – gli imprenditori se non sono stati chiamati, probabilmente vengono sapendo di trovare qui terreno fertile.

E non è un ripensamento, ma una pantomima quella del sindaco che annuncia il principio di precauzione, ci ripensa, lo nega, poi parla di un’ordinanza che fatica a vedere la luce. Avrebbe fatto più bella figura a dire: sono progetti compatibili, non inquinano, portano sviluppo e lavoro e io li voglio insieme alla mia amministrazione. Invece si arrampica sugli specchi, lasciando a chi verrà dopo di lui un fardello enorme e alla città un’area che può ospitare i rifiuti pari a quelli prodotti in provincia  di Viterbo  Così come sono un pannicello caldo le varie proposte che si leggono. Perché il primo impianto – con parere favorevole del Comune di Anzio e il sindaco sta bene a dire che non sapeva – si farà. Speriamo si possa intervenire sugli altri.

Poi Bruschini ha avuto i voti e ha governato, con le alleanze che si prospettano forse il centro-destra lo farà ancora, i cittadini sono sovrani ma lasciate almeno la libertà di dire che a programmi e promesse è corrisposto il nulla.

In #unaltracittà, quello che si dice va realizzato. Altrimenti se ne prende atto e si passa la mano.

ps, ai benpensanti o a quanti sono in malafede, a chi fa politica nei bar o perde le ore in “ragionamenti” che portano da nessuna parte dico di stare tranquilli. Ripeto che lavoro per il Messaggero (e lo sanno, sono andati a rompere le scatole…) e mi diletto con questo blog. Se voglio dire qualcosa, lo faccio qui. Non ho bisogno del Granchio – del quale resto un orgoglioso fondatore – o di Inliberauscita o Controcorrente per esprimermi. Tanto meno li “controllo“. Finora non mi avete appioppato il Clandestino, ma se volete fate pure. Ah sì, avete ragione, parlo con tutti, ho ottimi rapporti, nessun preconcetto e penso di saper valutare.  Fatemi citare Pierangelo Bertoli: “le masturbazioni cerebrali, le lascio a chi è maturo al punto giusto” ma anche Ligabue e la sua fortunatissima: “Non mi rompete i co….” 

 

“Buffoni” mancava. Coraggio Luciano, ancora 4-5 consigli

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Le urla Buffoni buffoni” in consiglio comunale, ieri, fanno il paio con le monetine lanciate contro i politici in processione ad Anzio una ventina di anni fa. Molti di quelli che siedono in Consiglio c’erano già, altri sono la discendenza naturale di una classe politica al capolinea, altri ancora si sono presto adeguati.

Chi aveva creduto al “principio di precauzione” promesso dal sindaco era, diciamolo, un povero illuso. E piacerebbe essere smentiti, ma almeno un impianto lì a Sacida ce lo troveremo, era d’accordo anche il sindaco tramite l’assessore Placidi, hai voglia a chiedere pareri e studi… Sugli altri si vedrà, ma le grane spetteranno probabilmente al successore di Bruschini.

Ieri si votava un documento proposto dal gruppo di De Angelis che era, seppur minimo, un tentativo di mettere una pezza. E’ passato con i consiglieri fidati di Placidi che non c’erano e se c’erano si sono allontanati, oltre a il voto contrario del Pd che sull’argomento in generale ha poche idee e pure confuse, ma comunque in Consiglio non aveva portato una alternativa. Se sarà utile o meno la proposta di Fontana, lo vedremo. C’era l’alternativa della retroattività, proposta da Città futura, ma sulla quale ci si è ben guardati di discutere per il “clima” che si era creato.

Intanto il sindaco Bruschini ieri si è preso insulti che in passato non avrebbe tollerato, ma d’altro canto se uno dà degli “imbecilli”  ai cittadini su un comunicato ufficiale, poi quelli minimo minimo si fanno sentire…. E se in Consiglio comunale – in passato – è stato permesso di interrompere i lavori senza adottare provvedimenti, mica te la puoi prendere con Silla o la Fabiano che urlano. Così come è “normale” – e non dovrebbe esserlo – la presenza nell’emiciclo di chi non c’entra nulla, ma siccome ha evidentemente portato voti è uso avvicinarsi ai banchi di assessori e maggioranza. Il presidente Borrelli tollera, l’opposizione tace, le forze dell’ordine speriamo annotino.  Certo lo spettacolo, in generale, non è stato dei migliori.

Intanto  Luciano si avvia verso la fine della legislatura e il passaggio del “testimone” a Candido De Angelis che metterà insieme il litigioso centro-destra anche se dice di non essere tanto convinto di questa investitura. Sostanzialmente archiviata la vicenda biogas, restano 4-5 consigli comunali da qui alle elezioni del 2018. Il bilancio preventivo (a proposito, a che punto siamo?), il consuntivo e qualche altra formalità, basterà mettere insieme questa maggioranza o prendere anche i voti dei nuovi sostenitori del gruppo De Angelis e il gioco sarà fatto.

Nessuno vuole “strappare“, per dirla con il Catalano dei tempi di “Quelli della notte” di Renzo Arbore “meglio stare in consiglio che non starci“. Tradotto: meglio guardare da vicino i propri interessi. Fossero quelli di una cooperativa portatrice di voti, di un’associazione che deve fare uno spettacolo, di un’azienda che propone impianti, di una cartella per la quale si è morosi, di quello che volete.

Bruschini se ne andrà avendo iniziato e finito una sola opera – la statua di Nerone – e lasciando un Comune dissestato finanziariamente, dal punto di vista organizzativo, senza una sola procedura chiara, né un punto del programma realizzato e meno che mai una ipotesi di sviluppo del territorio. Tramonto peggiore della sua lunga carriera politica non poteva esserci, ma coraggio: 4-5 consigli ed è fatta.

Il dirigente a fare corsi, Anzio aspetta e la trasparenza…

Partiamo dal presupposto che è tutto in regola. Perché non possiamo pensare ad altro che a una svista. Diversamente saremmo di fronte a chi pensa di continuare a prendere in giro i cittadini, un po’ come fa chi ha voluto che venisse qui.

Il dirigente dell’area finanziaria del Comune di Anzio è stato impegnato – indicato come “ragioniere capo” – in corsi dell’Acsel che si sono tenuti qualche giorno fa. Ha grande esperienza, lo faceva prima di venire qui, continua a farlo, e nessuno vuole impedirglielo. Solo che nell’elenco delle autorizzazioni che dovrebbe essere pubblicato sul portale della trasparenza del Comune non c’è traccia di incarichi conferiti e autorizzati” ai dipendenti, come previsto per legge.

Sarà sicuramente una svista, non lo mettiamo in dubbio, ma mentre il dottor Patrizio Belli è impegnato a tenere corsi, ignoriamo che fine abbia fatto la gara per il servizio di mensa scolastica della quale presiede la commissione. Il 17 marzo – indicato nell’ultima proroga – è dietro l’angolo e l’esperienza suggerisce che ne servirà un’altra per finire l’anno scolastico.

Non sappiamo, poi – ma c’è una proroga, vero –  se e quando approveremo il bilancio preventivo del Comune. Per quest’ultimo – e speriamo di sbagliare – mancano solo la febbre “tattica” di qualche funzionario o i guasti al sistema informatico del passato.

Ripetiamo, certamente è tutto in regola, ma il sindaco Luciano Bruschini, l’assessore che ha voluto il dirigente, Giorgio Zucchini, e la responsabile della trasparenza devono spiegarci il perché manca quell’atto di autorizzazione sul sito.

Chissà, forse in uno slancio di richiesta di trasparenza potrebbero attivarsi anche i consiglieri comunali, venerdì, qualora decidessero di svolgere il loro ruolo a pieno. E’ noto, per esempio, che il dirigente dell’area finanziaria è arrivato primo in un bando presentando un titolo di studio non previsto dallo stesso. Il caso è stato segnalato dagli organi di stampa, il meetup “Grilli di Anzio” si è rivolto alla Funzione pubblica, in Parlamento c’è un’interrogazione, dalle nostre parti solo Andrea Mingiacchi del Pd ha provato a chiedere la revoca della nomina in autotutela e poi deve averci ripensato.

Siamo ad Anzio, ricordiamolo, mai disturbare il manovratore. Su questo e sulle incompatibilità, ad esempio….

Porto, cooperative addio. Sindaco, vuole spiegare che succede?

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Quello che era nell’aria da tempo è accaduto. Tra Capo d’Anzio e cooperative di ormeggiatori il rapporto è concluso, addio al “service” sul quale a questo punto che si esprima o meno l’Anac è irrilevante. Sarebbe interessante conoscere la richiesta fatta, lo stesso vale per l’incompatibilità palese della segretaria generale del Comune in consiglio d’amministrazione, ma pazienza…

La società deve alle coop i soldi delle ultime fatture, ma nel frattempo ha avviato un contenzioso per quello che riguarda l’occupazione delle aree dal 2014 – data di consegna alla Capo d’Anzio – fino all’intesa dello scorso anno. Risultato? Non si paga, in attesa di definire tutto. Dispiace, ma non è la società per la quale ci eravamo illusi, quella di tutti, quella che avrebbe portato lavoro e benessere. Finora, per mille motivi che abbiamo analizzato nel corso di questi anni, il lavoro l’ha tolto  alle due coop con le quali qui non si è mai stati teneri, ma che  quello spazio lo gestivano da decenni. Ora – come leggerete più avanti – è pronta a restituirlo, non sta a chi scrive dare torti o ragioni, ma viene ribadito che di tutti i passaggi (dal cronoprogramma invertito alle azioni di sgombero deliberate dopo i ricorsi) era al corrente il sindaco Luciano Bruschini, il rappresentante della città e socio di maggioranza. Colui che sul porto tace, da sempre, si impegna a discutere in consiglio comunale e non mantiene. Aspettiamo ancora l’avvocato Cancrini, ad esempio….

L’avvocato Mauro e l’amministratore delegato Bufalari svolgono i compiti assegnati, come prima li svolgevano Luigi D’Arpino e Franco Pusceddu, ma con tutto il rispetto è da Luciano Bruschini che la città attende risposte. Domani gli ormeggiatori smonteranno le vituperate e insicure passerelle, le stesse sulle quali la Capo d’Anzio ha svolto la sua attività l’estate scorsa.Sono trascorsi 6 anni dalla concessione, non si è stati capaci nemmeno di mettere un pontile, ma soprattutto non ci è mai stato detto qual è la reale prospettiva di questa impresa a oggi fallimentare. Il tempo dei se e dei ma, dei vorrei ma non posso, degli “stiamo vedendo“, delle colpe (e ci sono state) della Regione di centro-sinistra e del Pd locale, è finito. Temiamo insieme al porto, anche se speriamo di sbagliare.

ps: ma il contenzioso riguarda anche gli altri che avevano fatto ricorso? Circolo della vela, ad esempio. E quelli che ancora non se ne vanno?

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La nota della Capo d’Anzio
La Capo d’Anzio S.p.A. comunica che, dopo una serie di confronti con i soci, cui ha preso parte anche il Sindaco Bruschini personalmente, ha concretamente dato avvio all’attuazione degli impegni a suo tempo assunti dal Comune di Anzio con il c.d. “Protocollo d’Intesa” del 7/6/2011, adottando le azioni utili alla tutela della forza lavoro delle unità dipendenti delle Cooperative Ormeggiatori e, dunque, alla salvaguardia del livello occupazionale, riconoscendo agli operatori la possibilità di prestare la propria collaborazione in favore della Capo d’Anzio S.p.A..
A tal fine la Capo d’Anzio, nel mese di gennaio u.s., ha formalmente offerto la propria disponibilità al personale dipendente delle Cooperative, raccogliendo due manifestazioni di interesse.
Il termine già concesso per le manifestazioni di interesse, viene ora riaperto per l’intera settimana ovvero fino al 19/2, ad ulteriore riprova della serietà e concretezza dell’intento.
La salvaguardia degli operatori e delle loro famiglie è stata fortemente voluta sia dal Consiglio di Amministrazione sia dai Soci, tra cui il Sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, che come sopra detto ne ha valorizzato in più occasioni la competenza.
Resta inteso che lo spirare di tale nuovo termine assegnato per salvaguardare la forza lavoro di coloro che attualmente prestano il loro servizio prezzo le Coop., imporrà come per legge la definitiva liberazione dei luoghi e la riconsegna delle chiavi delle strutture facenti parte della concessione della Capo d’Anzio S.p.A. chiedendo all’uopo l’intervento dell’Autorità Pubblica ed acquisendo il consenso del Comune di Anzio a procedere esecutivamente a fronte della ulteriore resistenza opposta.
Al contempo, si comunica che si sta procedendo alla formalizzazione delle operazioni susseguenti la determina di ottemperanza alla VIA ricevuta alla fine dello scorso anno, il tutto di concerto con il Ministero dell’Ambiente, e che la Cassa Depositi e Prestiti e la SACE hanno preannunziato a breve la risposta circa le modalità di futura cooperazione cui si affiancano le ulteriori modalità previste e di cui si è già parlato circa il coinvolgimento di Istituti Creditizi operanti nel mercato del diritto interno ed Europeo.
È inoltre pronto il Piano Industriale che a breve sarà consegnato ai Soci pienamente ricognitivo di quanto deciso in sede di riunione con i Capi Gruppo.