Bruschini, magari i ripensamenti. Fallimento totale

WCENTER 0WNGAFRDIM  -  ( David Nicolo - Luciano Bruschini DSC_0023.jpg )

Magari fossero solo i ripensamenti dei quali scrive inliberauscita. Può accadere, non dovrebbe farlo con tanta costanza un sindaco ma fu lui stesso – tornando a candidarsi dopo avervi rinunciato – a dichiarare a chi scrive che “solo gli sciocchi non cambiano mai idea“. Deve averne fatto un “must“, ma non è questo il punto.

Il fallimento di ormai quasi nove anni della gestione di Luciano Bruschini è totale e sotto gli occhi di tutti, tranne i suoi “fedelissimi” o quelli che sul carro debbono starci – o provano a riavvicinarsi – perché altrimenti non avrebbero più la posizione privilegiata di uno status politico dal quale poter vedere più da vicino, in Comune, vicende personali o di amici degli amici.

Un sindaco può stare simpatico o meno – e Luciano a me lo è, non lo frequento da tempo ma ho sempre avuto dialoghi franchi e piacevoli con lui – ma poi insieme alla sua coalizione va giudicato su quello che ha fatto. Ebbene, ripeto, magari fossero solo i ripensamenti…. Perché se leggiamo i suoi programmi dal 2008 a oggi non troviamo una, dicasi una, cosa iniziata e finita. Sì sì, i problemi finanziari, le nuove leggi, tutto quello che vi pare, ma l’unica opera per la quale Bruschini può dire di avere centrato l’obiettivo è la statua di Nerone. Meglio di niente, dirà qualcuno, ma nulla per la città e il suo sviluppo. Vogliamo leggere un pezzo dell’ultimo programma? Quello, fra l’altro, avversato da chi oggi corre ad allearsi?

Eccolo:

“Il rilancio economico del territorio e di conseguenza l’occupazione può passare solo attraverso tre grandi direttrici e cioè:

  1. Realizzazione del nuovo Porto attivando un programma di stralci funzionali e rivisitando gli oneri e le obbligazioni a carico delle imprese;
  2. Realizzazione della città Artigiana ma anche la possibilità che nella stessa area vi si possa insediare un polo nazionale di ricerca.

  3. Verifica del contenzioso tra Comune e Stato per l’apertura del casinò o casa da gioco al fine di avere chiarezza sui successivi procedimenti legali anche in sede europea”.

Qualcuno li ha visti? Il porto è morto e sepolto e la storia che la colpa è del centro-sinistra (che ne ha, eccome, per non aver dato il via libera nel 2006) non regge più se in sei anni di concessione non è stato messo un mattone e si è solo creato il contenzioso con le cooperative. La città artigiana? Non pervenuta. Il casinò? Ma quando mai…. Ecco, questo è solo una parte del programma, poi ci sono le varie promesse – da Neropoli al Central Park – e una città allo sbando.

Il regalo di fine mandato? Le due centrali e il centro di stoccaggio a Sacida. Ha ragione Candido De Angelis – che però con chi ha voluto quella situazione va ad allearsi – gli imprenditori se non sono stati chiamati, probabilmente vengono sapendo di trovare qui terreno fertile.

E non è un ripensamento, ma una pantomima quella del sindaco che annuncia il principio di precauzione, ci ripensa, lo nega, poi parla di un’ordinanza che fatica a vedere la luce. Avrebbe fatto più bella figura a dire: sono progetti compatibili, non inquinano, portano sviluppo e lavoro e io li voglio insieme alla mia amministrazione. Invece si arrampica sugli specchi, lasciando a chi verrà dopo di lui un fardello enorme e alla città un’area che può ospitare i rifiuti pari a quelli prodotti in provincia  di Viterbo  Così come sono un pannicello caldo le varie proposte che si leggono. Perché il primo impianto – con parere favorevole del Comune di Anzio e il sindaco sta bene a dire che non sapeva – si farà. Speriamo si possa intervenire sugli altri.

Poi Bruschini ha avuto i voti e ha governato, con le alleanze che si prospettano forse il centro-destra lo farà ancora, i cittadini sono sovrani ma lasciate almeno la libertà di dire che a programmi e promesse è corrisposto il nulla.

In #unaltracittà, quello che si dice va realizzato. Altrimenti se ne prende atto e si passa la mano.

ps, ai benpensanti o a quanti sono in malafede, a chi fa politica nei bar o perde le ore in “ragionamenti” che portano da nessuna parte dico di stare tranquilli. Ripeto che lavoro per il Messaggero (e lo sanno, sono andati a rompere le scatole…) e mi diletto con questo blog. Se voglio dire qualcosa, lo faccio qui. Non ho bisogno del Granchio – del quale resto un orgoglioso fondatore – o di Inliberauscita o Controcorrente per esprimermi. Tanto meno li “controllo“. Finora non mi avete appioppato il Clandestino, ma se volete fate pure. Ah sì, avete ragione, parlo con tutti, ho ottimi rapporti, nessun preconcetto e penso di saper valutare.  Fatemi citare Pierangelo Bertoli: “le masturbazioni cerebrali, le lascio a chi è maturo al punto giusto” ma anche Ligabue e la sua fortunatissima: “Non mi rompete i co….” 

 

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