Le denunce di Agostino, è bene non ignorare

agostino

Attraverso il suo profilo facebook Agostino Gaeta denuncia, per l’ennesima volta, pressioni e minacce. E lamenta lo scarso interesse per quanto segnalato. E’ un “capoccione” Agostino, spesso non siamo d’accordo, ma ignorare quello che scrive rispetto all’aggressione non è bene.

La solidarietà di chi scrive c’era, c’è e ci sarà. Sarebbe bene che almeno Ossigeno per l’informazione seguisse più da vicino la sua vicenda e quello che succede, in generale, ad Anzio e Nettuno. La denuncia per stalking, poi “chiarita” da Marcello Armocida, era e resta una notizia e sarebbe un preoccupante precedente.

Le querele temerarie sono un problema, chi in modo sprezzante definisce “giornaletti“, chi fa identificare i cronisti, chi gli urla contro dal vivo e su facebook, tutto questo dice del clima sempre più difficile che viviamo.

Con la voglia di mollare che ci assale spesso, ma difficilmente daremo una soddisfazione del genere. Vero Agostino?

L’hotel, il lavoro, la politica. Salvate il soldato Succi

Il prefetto Franco Gabrielli (Ansa)

Il prefetto Franco Gabrielli (Ansa)

Ma tu guarda questo 3.0… non fai in tempo a dichiarare che la struttura è idonea che subito dopo esce la notizia di una denuncia. Tardiva, forse, perché per un anno tutti sapevano che era rimasto aperto ma nessuno è intervenuto fino al “caso” immigrati.

Comunque è il tempo dei giornali via web, delle notizie che corrono e che restano tali, qualunque sia il mezzo utilizzato per divulgarle. Notizie intorno alle quali il consigliere comunale Umberto Succi, che interviene direttamente a difesa di un hotel che formalmente non è suo, ponendosi in condizione di sostanziale incompatibilità, continua la sua battaglia. Viene da parafrasare il film “Salvate il soldato Ryan”

Così il “soldato Succi” arriva ad annunciare denunce e persino le dimissioni, al termine dell’ennesima giornata convulsa intorno a una struttura che – a oggi – risulta ancora chiusa da ordinanza del sindaco. Si sta premendo sulla Asl per risolvere la vicenda, a quanto apprendiamo, ma aspettiamo le carte.

E’ chiaro che il consigliere tira l’acqua al suo mulino, altrettanto evidente che c’è chi lo ascolta e scrive, ma proviamo per un attimo a immaginare un ristorante chiuso con un’ordinanza nel quale – dopo che la struttura è stata affittata – si apre una pizzeria? E’ un esempio per dire che se è chiuso l’albergo non si può aggirare l’ostacolo con la storia dell’accoglienza. Potremmo fare tanti altri esempi, ma è lo stesso consigliere a venirci in soccorso e a far porre una riflessione che lui per primo – a nostro modesto parere – insieme al sindaco e alla maggioranza, dovrebbe fare. Succi afferma, nel primo articolo di ieri mattina, che lavoro e politica vanno tenuti distinti. Ha ragione. Ma se non fosse stato consigliere comunale forse l’hotel sarebbe stato chiuso a dicembre 2013, quando una nota della Asl è misteriosamente sparita in Comune. Sono trascorsi altri sei mesi e forse lì non si sarebbero ospitati anziani, con una vicenda che ha portato ai ferri corti lo stesso Succi e l’ex assessore Italo Colarieti.

Forse, quando il 12 marzo scorso – 10 mesi dopo l’ordinanza e i dirigenti brutti e cattivi – la Asl ha detto che poteva essere riaperto il piano terra, non avrebbe avuto una revoca parziale dell’ordinanza stessa il medesimo giorno. L’esatto contrario dello “stalking amministrativo” del quale parla Succi. A meno che il sindaco – che l’ha firmata – non dimostri che è così per tutti i cittadini. Forse, se non fosse stato consigliere comunale, quindi personaggio pubblico e che interviene costantemente sulla vicenda, non ci sarebbe stata tutta questa attenzione.

E non c’entra la politica con l’arrivo di profughi? Speriamo proprio di no…

Stiamo leggendo ogni giorno come funzionavano le cose con queste cooperative e le pesanti, pesantissime, responsabilità di una Prefettura che pur di sistemare gli immigrati fa bandi l’8 maggio con scadenza l’11, passa su case inagibili, alberghi chiusi, strutture fatiscenti, si prodiga per Castelnuovo di Porto. Intanto cooperative al centro di una delle più grandi inchieste degli ultimi anni si “ingrassano”, assumono politici, garantiscono che non ci siano problemi all’arrivo dei richiedenti asilo.  Ad Anzio, Nettuno, Ardea, ovunque. Ecco, se questo è lo Stato sul territorio diciamo che Succi e il nostro Comune lo interpretano al meglio, di cosa vogliamo lamentarci? Servirebbe un colpo di reni del neo prefetto Franco Gabrielli. Chissà…

Ps: l’annuncio via web di denunce è stato preceduto, per il sottoscritto, da quello a voce, riferito da una terza persona, lunedì. Stavolta le intenzioni sono state più veloci del 3.0

Mafia capitale, i soldi “buttati” ad Anzio. Qualche domanda…

Salvatore Buzzi

Salvatore Buzzi

Al posto di chi lo ha coinvolto saremmo tutto fuorché tranquilli. Salvatore Buzzi, uno dei principali accusati per “Mafia Capitale”, uno che con il mondo delle cooperative in nome del sociale ha costruito un impero, racconta – è nell’ordinanza di custodia cautelare della seconda tranche dell’inchiesta della Procura di Roma – di aver “buttato” ad Anzio 150.000 euro.

Lo fa assicurando il suo interessamento per una cooperativa da “salvare” a Roma, dicendo che tanto una cifra simile l’ha appunto gettata ad Anzio. Per chi? E per fare cosa? Speriamo che sia tutto agli atti e che da Roma le carte siano state trasmesse a Velletri, dove magari si staranno curando di qualche abuso d’ufficio in meno per capire dove sono finiti i soldi di Buzzi e se li ha “buttati” per un’iniziativa lecita o per un investimento poco chiaro.

A Roma, nella proposta di salvataggio, in cambio c’erano appartamenti che sarebbero poi stati utilizzati per l’emergenza immigrati. E qui? Buzzi ha fatto un investimento per conto suo nelle variegate attività sociali del suo universo di cooperative? Ha “salvato” qualcuno, ha avuto in cambio qualcosa o promesse di? Lo ignoriamo, ma sono domande che chiunque dovrebbe porsi di fronte a un atto del genere.

Così come dovrebbero interrogarsi i tanti che alle ultime regionali hanno portato in trionfo Luca Gramazio, si sono “contati” sul suo nome, hanno mostrato quanti voti erano in grado di portare e quindi che erano i più forti nel partito. I vecchi “fascisti” amici del padre e i nuovi folgorati sulla via di Forza Italia in nome del figlio. Non potevano sapere, forse, cosa c’era dietro. Diamo loro il beneficio del dubbio. Ma prendere le distanze, oggi, sarebbe il minimo. Anche se potrebbe essere troppo tardi,

Un’ultima annotazione, viene dal Fatto Quotidiano. Ecco a cosa servono i giornalisti, ecco il ruolo dei giornali e di quelli che qualcuno si ostina a chiamare “giornaletti

Attoni: “Ho dato una mano, come ho sempre fatto”

Dall’assessore Sebastiano Attoni, ricevo e pubblico, precisando che il discorso di “Mafia Capitale” non è mai direttamente collegato – come si evince dall’analisi del testo – alla sua persona e alle altre coinvolte per il ruolo pubblico che occupano.

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Caro Giovanni,

credo sia la prima volta che scrivo di mio pugno per rettificare oppure integrare un tuo articolo ma credimi, anche se involontariamente da parte tua, sentirmi soltanto “accostato” ad un articolo che parla degli atti di “Mafia Capitale” mi fa male da un punto di vista umano prima che amministrativo.

Chi mi conosce sa che queste cose sono lontane anni luce dalla mia persona e dal mio modo di intendere la Pubblica Amministrazione.

Sono amico del Consigliere Umberto Succi da una vita e sono stato sempre pronto, nel rispetto della legge, a dare una mano a lui ed a chiunque ne abbia bisogno. E’ il mio modo di intendere la vita, sono un generoso ed ho sempre inteso il mio impegno politico, prima di tutto, per tutelare coloro che ne hanno bisogno. A tal proposito confermo di essermi schierato a difesa dei lavoratori di Anzio, alcuni dei quali persero il lavoro a causa dell’aggiudicazione del nuovo appalto per la pulizia del verde pubblico. Sono stato dalla loro parte così come, ti sei dimenticato di riportarlo, sono stato dalla parte degli operai della Palmolive e della CGIL quando la storica fabbrica rischiò un forte ridimensionamento con conseguenti licenziamenti di massa. Sono sempre stato in prima linea anche contro la Turbogas e quando ho dovuto scegliere mi sono sempre schierato dalla parte dei più deboli, a prescindere dal mia appartenenza politica.

A mio modesto parere in queste mie iniziative vedo l’essenza del mio impegno politico che non può essere soltanto quello di approvare una delibera o di lavorare ai piani quadro della Sacida; per me fare politica è occuparsi dei problemi dei cittadini che, senza uno stipendio, non sono in condizioni di assicurare una vita normale ai propri figli.

Probabilmente, di questi tempi, e su questo hai ragione, bisognerebbe essere più freddi e distaccati da tante situazioni che ruotano intorno alla Pubblica Amministrazione ma, a 50 anni, non posso cambiare il mio carattere che mi porta sempre ad occuparmi prima degli altri e poi di me stesso.

Ti ringrazio per lo spazio che vorrai concedermi.

Sebastiano Attoni

Bravo sindaco, fine delle bancarelle. Speriamo

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Ho dato disposizione, non oggi ma ieri, che i mercatini in piazza li devo autorizzare io“. Luciano Bruschini lo ha detto in consiglio comunale, da l’altro ieri in poi è il sindaco a dire se le bancarelle che sistematicamente stanno invadendo la piazza possono essere autorizzate o meno.

Lui che di solito “non sa” deve essersi reso conto che tra un centro commerciale naturale perfettamente inutile, un’associazione che organizza ogni genere di mercatino, altre che arrivano, propongono e vedono liquidarsi la fattura “numero uno” sistematicamente, qualcosa non quadra.

Così dovrà autorizzare lui, non si passerà più per Giorgio Bianchi ma per il sindaco ovvero il suo delegato dovrà sottoporre a Bruschini (e convincerlo) che il mercato dei fiori piuttosto che i presepi con il criterio “secondo me va bene” sono positivi per la città, magari in termini di suolo pubblico, e non solo per chi organizza e percepisce – speriamo secondo i crismi dettati dalla legge – un riconoscimento economico.

L’assessoretto – lo chiameremo così finché continuerà a definire “giornaletti” quelli locali dove si impegnano tanti  colleghi, candidandosi a degno erede di Sergio Borrelli  – è rimasto imperterrito al suo posto. Lo ha fatto anche dopo l’inversione a “U” sul nuovo regolamento del commercio che aveva provato, invano, a far saltare dopo la commissione, smentendo poi in una conferenza stampa le ricostruzioni di quanto era accaduto (e veniva confermato) in Comune.

Nessuno gli ha ricordato ieri che se parliamo di un supermercato in centro e di Carrefour in particolare è perché qualche mese fa è stato lo stesso Bianchi a dirci che c’era un interesse del gruppo francese.

Resta il fatto che sul commercio si naviga a vista, ma la programmazione è da assessori, mentre le bancarelle da assessoretti.

Bravo sindaco, dunque, speriamo solo che stavolta quello che si afferma in Consiglio abbia conseguenze nella realtà. In passato non è stato così.

Le singolari coincidenze di questa nostra città

Leggi gli atti di Mafia Capitale e vedi imprenditori alberghieri coinvolti per aver trasformato, nel tempo, la loro attività in quella ben più lucrativa dell’accoglienza. Finché è tutto lecito, si faccia pure, nel caso che sta emergendo a Roma e dintorni c’era ben poco di legale ma ricordiamoci sempre che siamo nella fase preliminare e non alle sentenze.

Coincidenza vuole, però, che “munta” la vacca di Roma si sia cominciato ad andare in provincia. E’ notizia recente, da Nettuno ad Anzio, ad Ardea. Ci sono nomi che ricorrono, cooperative legate al mondo della Cascina, politici che si sono messi di mezzo. Ripetiamo, finché è lecito nessun problema. Ma a Nettuno e in via dell’Armellino le case non sono a norma per ospitare questi migranti, l’hotel Succi era chiuso – nella parte che li sta ospitando – con un’ordinanza del sindaco. Ma si passa su tutto. E non da oggi, purtroppo. Quando si dovevano sgomberare i residence di Roma Walter Veltroni, pagando più del dovuto le case, mandò gli sfrattati ad Anzio, Nettuno, Pomezia, Albano. Appresa la notizia, ad Anzio si organizzò  una contro-occupazione. Ci fu una riunione al campo di calcio del quartiere Marconi e coincidenza vuole che fossero presenti, insieme all’allora assessore ai servizi sociali Mario Pennata, Succi e Attoni. Nulla di grave, per carità, ma oggi ancora loro sono alle prese con la vicenda dell’hotel. Il primo di certo, il secondo per essersi interessato – cosa mai smentita – dei dovuti passaggi legati alla struttura agibile o meno.

Coincidenza vuole che Attoni si interessi dei lavoratori dei rifiuti quando c’è da protestare a Villa Adele per il passaggio da Giva, fino a poco prima delle elezioni presieduta da Valentina Salsedo poi eletta consigliere comunale, a Parco di Veio. Cooperativa, la Giva, al centro di un’indagine della Procura per voto di scambio e alla quale la Cassazione ha di recente confermato che i sequestri effettuati in quell’inchiesta erano dovuti.

Consigliera che presiede ancora un’azienda, con sede a Cisterna, dove si trova (medesimo indirizzo) anche un’altra società che ha ottenuto i servizi – in subappalto – sugli scuolabus di Anzio. Nessuno lo vieta, sia chiaro, ma segnaliamo quest’altra coincidenza. Come quella di chi dovrebbe controllare il servizio e rischia di essere, al tempo stesso, controllore e controllato.

Se esiste un’anti corruzione in questo Comune, e il segretario Pompeo Savarino ha dimostrato che c’è, forse a qualche coincidenza dovrebbe cominciare a interessarsi.

Consuntivo, residui e debiti, quello che la città dovrebbe sapere

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L’approvazione del rendiconto in pochi minuti ha fatto superare al sindaco Luciano Bruschini e alla sua maggioranza un ostacolo di non poco conto. L’assenza del Pd che non ha partecipato ritenendo nulla la seduta per i documenti ricevuti in ritardo e la mancanza di dibattito hanno sì portato al voto favorevole l’ultimo giorno utile dopo la diffida del prefetto, pena lo scioglimento del Consiglio comunale, ma lasciano alcuni dubbi.

Il primo è relativo all’entità dei residui per mancate riscossioni. Il vice sindaco e assessore alle finanze Giorgio Zucchini ha detto che si sta provvedendo, ma era così anche un anno fa e finora di risultati visibili non ce ne sono. Si parla, ce lo potrà confermare lui stesso, di circa 30 milioni di euro di residui attivi per mancato pagamento della tassa sui rifiuti nelle diverse accezioni. E’ vero? E tra i creditori del Comune ci sono anche esponenti pubblici o, peggio, consiglieri comunali ovvero società a loro collegate?

E oltre i rifiuti, risultano e a quanto ammontano i residui attivi per altri tributi comunali? Anche in questo caso, ci sono personaggi platealmente incompatibili sui quali ci si gira dall’altra parte? E che magari tengono in piedi la maggioranza?

Ecco, il Pd è uscito e avrà le sue ragioni, altri non sono intervenuti, ma dal prossimo Consiglio qualcosa potranno pur chiederla, magari nelle interrogazioni. Magari anche sui debiti, per capire se nella fretta, tra guasti informatici e malanni che ai più sembrano “tattici”, è sfuggito tra i residui cancellati qualcosa impegnato per essere liquidato a fronte di un servizio. Errori, per carità, ne facciamo tutti, ma proprio per questo si deve chiedere di verificare.

E sarà bene far sapere ai cittadini, nonché ai consiglieri che dopo il voto di oggi sembrano proiettati sull’organizzazione di eventi estivi che avranno il solito criterio di vicinanza a Tizio o Caio, che sul preventivo una consistente somma andrà vincolata come fondo rischio per i residui e che l’esorbitante quanto dubbio avanzo di amministrazione non è un “bussolotto“, anzi…

Passa il consuntivo, i dubbi che restano e…

Il vice sindaco Giorgio Zucchini

Il vice sindaco Giorgio Zucchini

Poche righe dell’ufficio comunicazione di Anzio per ricordarci che il consuntivo è stato approvato “con il parere favorevole dei revisori“. Senza era un po’ difficile farlo, ovvio, ma quello che oggi è successo in aula qualche problema continua a porlo al sindaco e alla sua maggioranza.

I quali, ne siamo certi, resteranno al loro posto fino al 2018 ma oggi non avevano altra strada che approvare il conto così com’era, incuranti di aver calpestato le regole per l’ennesima volta e di essersi sbrigati solo dopo la diffida del Prefetto. Intanto il parere favorevole: il “copia e incolla” delle relazioni dei revisori è normale, ci spiegano, sono atti predisposti così e ai quali si aggiungono i parametri del Comune al quale ci si riferisce. Lo scorso anno, a parametri immutati, gli stessi revisori diedero parere contrario (poi rivisto), adesso hanno copiato e incollato tutto escluso il parere. Firmato, ancora una volta, da due su tre componenti del collegio. La terza, come un anno fa, era malata.  Verrebbe da chiedere il certificato, lo stesso sindaco ha riferito che l’assente è “nei limiti di legge” ma che si farà sentire. Speriamo.

Quello che non è nei limiti è il rispetto dei tempi entro i quali, secondo il decreto legislativo 267/2000 e il regolamento di contabilità, i consiglieri dovevano avere la documentazione a disposizione. Sono 20 giorni prima dell’assise, compresa la relazione dei revisori, c’è chi afferma 5 anche se nel regolamento di Anzio è scritto 20, ebbene è arrivata lunedì dopo le 13, a Eugenio Ruggiero addirittura ieri. Questa e altre vicende procedurali hanno indotto il Pd a lasciare l’aula, dopo aver dichiarato nulla la seduta.

La maggioranza (13 voti alla fine, solo uno in più del necessario) è andata dritta. Vai a spiegare a chi ha delle perplessità che forse sono stati davvero commessi degli errori procedurali. Che sotto sotto, tra una scusa e l’altra, qualche documento non è arrivato nei tempi e che era il caso di rinviare. Forse tra una quindicina di giorni Bruschini non sarebbe riuscito nemmeno a tenere insieme quei 13. Intanto sui banchi dell’opposizione qualcosa è successo: il Pd è uscito, Fontana e Ranucci hanno sollevato diverse perplessità e non hanno partecipato al voto, De Angelis è arrivato dopo, Cristoforo Tontini pure non ha votato, il solo Eugenio Ruggiero è rimasto e si è espresso contro. E’ un dato che lasciamo agli analisti.

E perché Zucchini, alla fine, ha ritenuto di dover far mettere a verbale una sentenza del 2011 del Tar Puglia (ci sono norme perfino cambiate, da allora) che dava ragione a chi non aveva allegato per tempo il parere dei revisori? Il vice sindaco sa bene di essere fuori dai termini e che decine di sentenze vanno in senso contrario.

Una cosa è certa, non c’è stato dibattito su residui, inesigibili, avanzo di amministrazione che ora andrà vincolato – sul preventivo – come fondo “rischi” per i crediti che non riscuoteremo mai, sui ritardi per un atto tecnico che ogni anno va presentato il 30 aprile ma che ad Anzio, tra guasti informatici e febbri, trova sempre il modo di essere spostato.

Lo stalking? Un equivoco. Ma alla fine è servito

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Era inevitabile quello che è successo dopo che a Ivo Iannozzi, direttore del settimanale “il Granchio”, è stato chiesto di eleggere domicilio per difendersi dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa e di stalking. I colleghi e gli organismi di categoria non potevano certo tacere. Così Marcello Armocida si è reso conto di aver commesso un errore – fra l’altro con un’accusa improcedibile nei confronti di Iannozzi e del Granchio – e forse anche alla luce delle diverse prese di posizione ha rettificato la sua denuncia.

Lo stalking si riferisce a Fernando Mancini, personaggio che a Nettuno da mesi fa parlare di sé per le sue innumerevoli iniziative e denunce, non a Ivo e al giornale.

Occorre prenderne atto e guardare avanti. “Il Granchio” dovrà comunque difendersi dall’ennesima querela per diffamazione a mezzo stampa. Se ha sbagliato pagherà, è la legge, ma resta intatto – ad Anzio, Nettuno e in tutta Italia – il facile ricorso a querele temerarie. Se questo è un caso o meno lo stabilirà un magistrato, però tutto sommato questa vicenda dello stalking, come tutti i mali, non è venuta per nuocere.

Ha posto l’accento su quello che i giornalisti, qui come altrove, affrontano ogni giorno. Spesso, troppo spesso, solo perché hanno fatto il loro dovere.

Il consuntivo è a posto, chiediamo scusa. Però quel copia e incolla….

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Dobbiamo delle scuse al sindaco, al suo vice e assessore alle finanze, al dirigente dell’area. Il consuntivo 2014 che tanti grattacapi ha dato e ha portato Luciano Bruschini persino a gridare al complotto, è a posto. Lo certificano i revisori dei conti, largamente fuori dai termini così come l’intero rendiconto che doveva essere approvato dal consiglio comunale entro il 30  aprile ma andrà in votazione solo domani e dopo un sollecito del Prefetto, pena lo scioglimento del Comune.

I revisori hanno trovato ben poco da dire sui residui, che continuano a essere un problema e addirittura risalgono in parte a prima del 2010, tanto meno sul maxi avanzo di amministrazione. Vorrà dire che ha ragione il sindaco, insieme all’amministrazione, e che davvero quella che è parsa ai più una corsa a ostacoli – “condita” dal solito guasto informatico – è stata una visione distorta di chi è all’esterno. Se abbiamo sbagliato, le scuse sono dovute, però a leggere la relazione dell’organo di revisione per il 2014 ci siamo accorti che alcuni passaggi sono gli stessi dell’anno precedente. Perlomeno le criticità rilevate. Stai a vedere che hanno fatto copia e incolla anche loro?

Speriamo proprio di no, anzi ne siamo quasi certi perché a criticità immutate e fatte rilevare – che per il rendiconto 2013 portarono a una bocciatura poi “rivista” da due dei tre revisori – stavolta arriva subito il parere favorevole. Stranezze della finanza pubblica, chissà… O saranno cambiati i parametri o, forse, l’atteggiamento o – ma pensiamo sempre a male – i giorni tra guasti informatici, malattie, e via discorrendo saranno serviti a ragionare meglio e a mettere le cose a posto per davvero.

Certo non sappiamo a quanto ammonta la mancata quadratura del bilancio definita “di lieve entità” (come se in casa di ciascuno di noi i conti con la banca non tornano, però non sappiamo di quanto….), né quanti residui sono certi ed esigibili e quanti non. Sappiamo, questo sì,  che da un anno all’altro inventario e patrimonio non ci sono e che fatichiamo ad avere entrate. Ignoriamo la considerazione che hanno avuto i revisori per quanto affermato dalla Ragioneria dello Stato e dalla Corte dei conti. Sappiamo che il parere è favorevole e non possiamo che prenderne atto.

Restano dei dubbi, li chiariremo (forse) quando si presenterà il preventivo nel quale necessariamente una quota dei residui andranno inseriti in bilancio come fondo per gli inesigibili a rischio.

Un’ultima annotazione: ma Anzio ha tre revisori, come previsto per legge, o due? A firmare il rendiconto, per il secondo anno consecutivo, sono infatti solo due dei tre professionisti incaricati. Non sarà mica come la vicenda di posta certificata, guasti informatici e quant’altro dell’area finanziaria? Speriamo proprio di no, ma sarebbe il caso di chiarire perché c’è chi non firma e – eventualmente – qual è il motivo.