Anzio, l’estate (senza trasparenza) dei dilettanti allo sbaraglio

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Nel cartellone Summer time, messo in piedi ad Anzio in fretta e furia e al termine di una crisi politica farsa, c’è anche l’Armata brancaleone. O ci sarebbe, è il caso di dire, dato quanto accaduto negli ultimi giorni. Per quello che sta succedendo, sembrano più che un’armata brancaleone dei dilettanti allo sbaraglio quelli che stanno gestendo gli eventi di una stagione iniziata in ritardo, con i primi rinvii, un clamoroso annullamento e vicende a dir poco singolari. A Villa Adele ma non solo.

Proviamo a fare un po’ d’ordine. Ieri sera, al concerto degli Stadio, c’è chi aveva prenotato on line il biglietto ma non ha trovato il tagliando con tanto di timbro Siae, bensì un elenco di nomi nei quali era inserito. Poi, una volta dentro, c’è chi ha scoperto di non avere le sedie. Cose denunciate (ah, il 3.0….) sui social network e riprese dai siti locali dopo un altro spiacevole episodio: i giornalisti sgraditi dovevano restare fuori nonostante una disposizione del sindaco sugli accrediti. La mediazione del responsabile dell’ufficio comunicazione sarebbe stata presa come una sorta di lesa maestà dall’assessore Laura Nolfi e dal delegato al turismo Luciano Bruschini.

Motivo? Quei giornalisti avevano “osato” tirar fuori la storia di Antonio Giuliani che ha scoperto per caso di essere inserito nel tabellone degli eventi estivi e di doversi esibire a Villa Adele il 24 agosto. Ha provato a mettere una pezza l’agenzia Soarin Event che con il suo comunicato conferma, però, l’improvvisazione che c’è in questo Comune. Chi organizza, infatti, scagiona l’amministrazione, chiede scusa e via discorrendo, ma ammette di aver mandato un programma nel quale Giuliani c’era e che, quindi, in Comune è stato copiato e incollato pari pari. Chi doveva controllare? Chissà….

Villa Adele ma non solo, perché questi ficcanaso dei giornalisti, avevano scoperto pure che a Lavinio, alla festa organizzata dal consigliere  Antonio Geracitano (e lo scorso anno pure finanziata dal Comune, per il 2016 ancora non sappiamo) lo spettacolo era gratis ma le sedie si pagavano…. Anche qui, la rettifica è stata peggiore della notizia: non si pagavano le sedie, ma chi le voleva doveva prendere un biglietto della lotteria. Il buon Corrado Mantoni, quello che con la sua Corrida e i dilettanti allo sbaraglio ha fatto fortuna, se la starà ridendo da qualche parte. O starà rimpiangendo di non essere fra noi perché ad Anzio avrebbe avuto tanto di quel materiale….

Quello che, dal punto di vista formale e della trasparenza, noi cittadini ignoriamo. L’unico atto pubblicato è quello per allestire la platea di Villa Adele, il resto non si sa. C’è una interrogazione in tal senso di Andrea Mingiacchi (Pd) che ricorda come sia stato fatto un bando per gli spettacoli e chiede di sapere quali e quante proposte sono arrivate, chi è stato scelto e con quali criteri, quanto costa il tutto, se ci sono iniziative extra bando e via discorrendo. Per ora è rimasta lettera morta. Da questo umile spazio facciamo appello alla responsabile della trasparenza e anti corruzione, la segretaria Marina Inches, affinché sia semplicemente rispettata la legge e i cittadini sappiano quanto costa, chi ha scelto, come e perché le offerte per questa Summer Time che sta creando più problemi che altro.

Già che ci siamo, poi, notiamo sui volantini la presenza di sponsor. Bella iniziativa, non c’è dubbio, ma esiste un capitolo in entrata di quei fondi? E  dov’è? E per cosa sono stati utilizzati? Speriamo non sia vero, infine, ma a quanto sembra il cellulare che compare su manifesti e volantini  è quello di un dipendente del Comune che in realtà per l’ente si occuperebbe d’altro….

E’ tutto a posto, tranquilli, mancano solo i campanacci e i fischietti della Corrida: benvenuti alla Summer time di Anzio

 

Guardia alta, ma è inutile la polemica fine a se stessa

Pubblico di seguito la nota di Giorgio Zucchini, colpito dall’attentato di ieri sera. Ce ne sono state diverse, oggi, ma credo che la sua valga più di altre. In questo momento sicuramente difficile per la città la politica deve tenere certamente alta la guardia, evitare la polemica fine a se stessa (dossieraggi di che, signor sindaco?) che potete trovare sui siti on line e guardare in faccia una realtà che si va compromettendo giorno dopo giorno. Oggi, intanto, un’altra interrogazione parlamentare sul caso Anzio.

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La nota del vice sindaco: “Ho presentato denuncia per l’atto doloso che è stato compiuto nei confronti miei e della mia famiglia. All’autorità investigativa, i Carabinieri di Anzio, ferma rimanendo la loro esclusività d’indagine in ogni direzione e tenendo conto che non ho rapporti di alcuna natura, neanche particolari, con chicchessia, ho domandato di approfondire l’attività amministrativa dei settori di mia competenza a tutto tondo, al fine di accertare la verità e trovare chi ha eseguito il vile gesto. Colgo l’occasione per ringraziare coloro che hanno voluto esternare a me e alla mia famiglia il sentimento della solidarietà a partire dal Sindaco Luciano Bruschini, gli Assessori Alessandroni ed Attoni, i Consiglieri Millaci, Piccolo, Maranesi, Amabile, Danilo Fontana, Velia Fontana, Gianfranco Tontini ed inoltre l’ex Presidente della Capodanzio Luigi D’Arpino, Romeo De Angelis, la Dott.ssa Marina Inches, la Segreteria del Sindaco e l’Ing. Dell’Accio, nonchè il Granchio ed il giornalista Giovanni Del Giaccio e tutte le persone, anche miei antagonisti politici, che altrettanto mi hanno espresso la loro vicinanza condannando un gesto grave, inaudito e per quanto mi riguarda incomprensibile, che avrebbe potuto causare danni ingenti ad almeno due abitazioni e alle persone ivi dimoranti“.

L’auto di Zucchini a fuoco, un clima che non ci piace

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L’auto di Zucchini incendiata (foto ilgranchio.it)

Va umana solidarietà al vice sindaco Giorgio Zucchini e alla sua famiglia per il vile atto compiuto ieri sera ai suoi danni. L’incendio dell’auto è un avvertimento preciso, saranno le forze dell’ordine a chiarire, ma questo clima non ci piace affatto.

Zucchini è il terzo amministratore della giunta guidata da Luciano Bruschini a subire attentati. E’ vittima, parte lesa, su questo non c’è dubbio, ma è ora di capire chi e perché ce l’ha ora con lui, prima con Alberto Alessandroni e prima ancora con Patrizio Placidi. Se e cosa hanno promesso o quali “no” hanno detto, al punto da meritare attenzioni così gravi. Ma anche chi e perché, a quale titolo, entra in Comune, dà calci alle porte e urla per avere fatture liquidate e poi magari compare in qualche carta processuale – ad esempio – o chi e perché e a quale titolo fino a qualche tempo fa era solito frequentare l’aula consiliare all’interno dell’emiciclo e tranquillamente gli uffici di Villa Sarsina.

Il sindaco ci faccia una cortesia, eviti di dire che “è tutto a posto” perché sa bene che così non è. Il suo atteggiamento sarà, anche stavolta, da padre confessore. Ricorderà il capitano dei Carabinieri che 25 anni fa disse a noi cronisti – con il cadavere a terra, coperto da un lenzuolo, e il nastro bianco e rosso a delimitare la scena del crimine – “potete andare, non è successo niente“.

Succede, invece, eccome. C’è un clima pesante che vede i cittadini minacciati com’è stato a Lido dei Pini, vicenda dopo la quale c’è stato un consiglio comunale stucchevole, teso a minimizzare, a non affrontare la questione patrimonio pubblico che poi è alla base di tante cose singolari di questa città. Un clima che vede i cittadini che denunciano “sopportati“, quando va bene, se non additati come la peste o coloro che stanno “spianando la strada ai grillini”.

Eh no, qua c’è chi ha aperto il Comune alla criminalità che era spicciola ma ha messo il vestito bello e si è affiancata a personaggi in odor di camorra, come spiegano le ultime indagini, quindi per favore il sindaco non faccia spallucce anche stavolta. Perché certa gente è a lui e alla sua coalizione che ha portato voti e non c’è incontro in Prefettura che tenga per dire che non è accaduto questo. Zucchini è citato da una testimone con un preciso e inquietante episodio. E’ una vicenda che il vice sindaco è pronto a denunciare, ma è lì: nero su bianco.

Sono indagini, vero, ma al di là dell’aspetto penale quando si legge che certi comportamenti hanno “favorito i soci elettori di….” è comunque gravissimo.

Ecco, questo clima non ci piace affatto e meno che mai spari e incendi dolosi. Non eravamo mai arrivati a tanto, Bruschini lo sa, come è perfettamente al corrente del fatto che non si trova di fronte ai “capricci” di due assessore che ha dovuto pregare per 10 giorni di tornare al loro posto con la maestria che gli è universalmente riconosciuta. Questa è cosa seria. Molto più seria: eviti di dire che “è tutto a posto“.

Il 3.0 tradito dal copia e incolla, il Comune ha due segretari

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I modelli, evidentemente, sono già predisposti e cambiarli deve essere un problema. Così nelle delibere pubblicate oggi, tra le quali un avviso pubblico al quale manca solo il nome del vincitore, scopriamo che il Comune di Anzio ha due segretari.

Ovviamente non è così, Pompeo Savarino è alla Regione e Marina Inches in Comune, solo che la prima volta – quando è stata approvata la nuova dotazione organica – nessuno ha letto gli allegati e su uno di questi figura ancora l’ex segretario. Oggi c’è di più, il verbale è firmato dal sindaco e dalla segretaria, poi la delibera è “esecutiva” con la firma di Savarino, quindi la segretaria torna a firmarla come “eseguibile

Copia e incolla del 3.0 de noantri, non c’è dubbio. E che vai a guardare…. Ma sì, che vai a guardare. E che ancora ti batti per la trasparenza? La stessa segretaria firma come dirigente dell’area amministrativa l’avviso pubblico che porterà dritto dritto Luigi D’Aprano – o solo chi ha avuto esperienze in tributi e affini per cinque anni –  l’area finanziaria, ma fatichiamo a trovare il decreto con il quale è stata nominata dirigente dell’area stessa.

E siccome per Savarino, noi e altri, ci preoccupavamo dell’incompatibilità del ruolo di responsabile dell’anti corruzione con quello di gestione, lo ripetiamo anche qui. Così, per dire. Perché siamo ad Anzio, che vai a guardare?

ps, speriamo che la segretaria e dirigente metta mano presto a un sito carente sotto numerosi punti di vista e che ci faccia sapere presto in quale sezione del sito troveremo il bilancio della Capo d’Anzio, società ancora partecipata al 61% del Comune. Non tutti sono rompiscatole come chi scrive e vanno a cercare i bilanci sul sito della Camera di commercio…. Grazie!

 

Summer time è iniziata, il resto lo ignoriamo

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Ci hanno messo oltre un mese, con in mezzo una crisi poi rientrata benché le dimissioni fossero irrevocabili, ma da qualche giorno abbiamo il programma di Anzio Summer time 2016.  Di solito iniziavamo con la festa patronale, il palio del mare, quindi i primi spettacoli a luglio, ora il passato recente va in archivio come non fosse avvenuto.

Alla conferenza nella quale illustravano, senza farci capire, il motivo delle dimissioni di Cafà e Nolfi e quello del loro rientro, il sindaco Bruschini con una delle sue proverbiali battute diceva che dopotutto l’estate non era ancora iniziata. Eppure il palco di Villa Adele – del quale ancora non conosciamo gli atti, alla faccia della trasparenza – è stato fatto allestire dall’1 giugno.

Segno che per alcuni, al Comune, l’estate inizia allora e per il sindaco evidentemente da quando si possono elencare gli spettacoli perché si sono trovati i soldi per coprire gli impegni già assunti da assessori, consiglieri e associazioni “amiche“. Non sappiamo quanti, ma radio Comune parlava apertamente di appena 25.000 euro disponibili e della necessità di trovarne almeno altri 75.000 nelle pieghe di bilancio.

Per un programma, al solito, che mette insieme di tutto e di più con criteri che sono, evidentemente,  quelli di accontentare un pubblico variegato. O forse chi è il più bravo (e speriamo economico) a fornire programmi che vadano bene all’assessore di turno e alla pletora di chi ruota intorno agli eventi estivi. Se Battista arriva per l’ennesimo anno, pazienza. Ci sarà il pienone e com’è noto ai nostri amministratori basta quello.

Ma c’è un’altra cosa che ignoriamo di questa Summer time e che sarebbe interessante conoscere, per dire che dopotutto ci sono cittadini che l’anello al naso ancora non ce l’hanno. A febbraio di quest’anno è stato fatto un bando, non sappiamo quanti hanno presentato proposte, chi sono e soprattutto se e come sono stati scelti coloro che avrebbero “portato” le manifestazioni estive. Ignoriamo se ci sono iniziative extra bando, scelte da chi e perché. Non sappiamo criteri, né costi, degli eventi che terranno compagnia fino a metà settembre (potremmo chiamarla l’estate secondo il calendario di Luciano Bruschini) a chi deciderà di frequentare Villa Adele e dintorni.

 

 

Le firme per il Paradiso sul mare, altra occasione per unire

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La firma del ministro Gentiloni

Mo ricominciamo?” Sembra di sentirli i soloni della vetero politica di casa nostra. Prima la Villa di Nerone, adesso il Paradiso sul mare. Le firme, i banchetti, Facebook, gli incontri. …

È vero, a certa gente chi si impegna in modo civico dà fastidio. Soprattutto se documenta, spiega, fa incontri pubblici, non si ferma.  Chiara, Francesco e Silvia con l’aiuto di Claudio e di tanti altri hanno portato avanti per le Grotte di Nerone un progetto che oggi è all’attenzione della Presidenza del consiglio. Ben piazzato nella classifica del Fai anche se non finanziato, ora si spera che venga preso in considerazione dal governo.

Intanto l’area è monumento naturale, votato in Regione,  e poi Renzi e Franceschini potrebbero essere più sensibili del sindaco Bruschini e della delegata all’archeologia (o ex, dopo il rientro di Nolfi e Cafà non sappiamo) Valentina Salsedo.

Il sindaco prima ha snobbato il progetto Fai, poi ha messo la sua firma all’ultimo minuto, infine dopo mesi ha ricevuto il comitato e stanziato in giunta 35.000 euro rimasti una pia intenzione. Servivano per dire al Fai che il Comune ci sarebbe stato, ma il comitato ha dimostrato che sarebbero stati sufficienti pure per un piccolo ma significativo intervento di riqualificazione. Nulla.

Mo ricominciamo?” Sì, ricominciamo. E anche stavolta – mentre sul Paradiso si nota una rinnovata attenzione della politica, mentre siamo d’accordo che quel bene così non può stare – questa iniziativa serve a unire. Servirebbe, se non ci fossero pregiudizi di sorta. Invece….

Chiara, Claudio e Francesco con l’aiuto di Silvia e di tanti altri, con l’adesione di esercizi pubblici e commercianti, puntano a vincere. E a far vincere la città. Certo il Fai non dà quello che serve alla ristrutturazione ma il concorso “I luoghi del cuore”  è un’occasione di assoluto prestigio, in grado di richiamare anche investitori importanti e restituirci un gioiello. Se e come gestirlo, lo vedremo, ma intanto salviamolo.

Ieri sera ha firmato il ministro degli esteri Paolo Gentiloni insieme alla consorte. Dell’amministrazione ancora nessuno, né si è risposto a una lettera del Comitato. Già,  “Mo ricominciamo?

Porto: “Perché è cambiato il codice in Camera di commercio”

Dall’avvocato Antonio Bufalari, consigliere d’amministrazione della Capo d’Anzio, ricevo e pubblico.
antonio bufalari
“Le scrivo queste mie due righe di precisazione leggendo il suo articolo in oggetto apparso sul suo blog e poi ripreso dal quotidiano online “Inliberauscita”.
in merito all’aggiornamento del Codice Ateco effettuato recentemente dalla Capo d’Anzio SpA in Camera di Commercio vorrei tranquillizzare che nulla è cambiato nell’oggetto sociale della medesima Capo d’Anzio, che farà il porto, con le modalità spesso comunicate dagli organi societari, a cui appartengo, e previste nell’atto di concessione (rilasciato ai sensi del DPR 509/97 – proprio per l’appunto per concessioni aventi finalità legate alla nautica da diporto), nel progetto definitivo già a suo tempo approvato e nel conseguente progetto esecutivo in fase di ottemperanza al VIA.
Per costruire il porto la Capo d’Anzio, non essendo una impresa di costruzione, si avvarrà di operatore specializzato scelto attraverso una procedura ad evidenza pubblica (attualmente in fase di ultimazione) che verrà condivisa con l’ANAC.
Pertanto, il codice ATECO più appropriato che la Capo d’Anzio potesse avere è quello riferito alla gestione (attività primaria dell’oggetto sociale e codice di appartenenza dei maggiori gestori portuali italiani) e direttamente svolta dalla Capo d’Anzio.
Inoltre, l’adozione di tale codice lega l’attività della Capo d’Anzio al settore turistico – settore di massima importanza per l’attività sociale e per la città di Anzio.
Lo scopo delle attività che la Capo d’Anzio sta svolgendo, infatti, non devono considerarsi solo tese alla realizzazione della nuova infrastruttura portuale, bensì al un nuovo sviluppo del Porto, del turismo nautico, della marineria e della Città tutta al fine di poter implementare la cultura, l’economia circolante, l’occupazione ed i consumi.
Anzio è stata protagonista della maggiore portualità italiana ed internazionale, della cultura marinara e non ultimo dello sport velico. Lo sviluppo del porto a ciò tende.
Pertanto, il progetto va avanti e il porto si fa.
Ciò detto, non capisco, poi, quali siano le fonti, gli atti e i documenti che dimostrino che il Socio Marinedi voglia “usurpare” le azioni detenuto dall’Amministrazione Comunale. La Capo d’Anzio SpA è e può essere la dimostrazione che in Italia pubblico e privato possano collaborare insieme per la realizzazione di qualcosa di buono, utile ed efficiente per la cittadinanza. Abbiamo avuto l’assemblea dei Soci pochissimi giorni fa per l’approvazione del bilancio ed il rapporto tra i Soci è ottimale, gli stessi, infatti, condividono un percorso che porti speditamente all’avvio dei lavori per la realizzazione del bacino nord (fase II) e di conseguenza del bacino sud (fase III).
Ciò non basta tante attività per lo sviluppo della cultura marinara, velica e di difesa dell’ambiente marino vogliono essere svolte d’accordo con il Comune stesso e la Marinedi, che ricordiamo è uno dei maggiori operatori della portualità turistica.
Esempi si stanno cominciando a dare e siamo ben lieti di raccogliere suggerimenti, consigli, critiche ed idee di chi ci vorrà esser vicino nell’attività sociale svolta.
Chiedo solo una cortesia, visto il momento delicato di avvio delle attività, che – fermo il pieno diritto di cronaca di critica e libertà di stampa – prima di trattare temi che interessano la Società ci sia un momento informativo con lo scrivente o con gli organi societari che sono a piena e completa disposizione. Ciò al fine di non dare inesatte o incomplete informazioni che possano influenzare negativamente eventuali soggetti interessati ad investire sull’iniziativa, con ciò recando un danno alla società ed alla città. Penso che tale mia ultima affermazione possa esser con buon senso condivisa senza strumentalizzazioni alcuna.
La nostra attività non entra infatti nella diatriba della politica ma vuole essere solo buona amministrazione.
Con stima costante, invio cordiali saluti”

La Capo d’Anzio ormai privata non fa più il porto (o quasi)

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Gestione di aree nautiche attrezzate per la ricezione del turismo da diporto“. E’ questa la nuova “attività primaria” della Capo d’Anzio, società ancora al 61% pubblica – del Comune di Anzio – che fino a qualche mese fa aveva come obiettivo: “La promozione e la gestione del porto di Anzio e la progettazione e realizzazione di infrastutture e delle opere funzionali al servizio”.

E’ una variazione in Camera di commercio, un atto formale, necessario per svolgere il lavoro che la società sta facendo, ma che suona male, molto male, per chi ancora ha un pezzetto di quel 61% e apprende una cosa del genere da una visura in Camera di commercio. La stessa che ci fa sapere che il bilancio è stato depositato, senza che il sindaco – che ci rappresenta in quella società – sentisse ancora una volta il bisogno di illustrare alla città quello che si sta facendo.

Lo fa, con quello che dice lui e trovando chi è pronto a scrivere, il presidente senza poteri Ciro Alessio Mauro. L’avvocato è abile comunicatore, nella relazione al bilancio scrive che “il Marina di Capo d’Anzio ha avviato con la stampa locale un ottimo dialogo teso a promuovere in ambito locale l’attività sociale svolta“. Sarà anche per questo che nessuno è andato a chiedergli che fine ha fatto il bando che doveva essere pronto entro fine giugno, come riportato dai siti locali.

No, attenzione, scusate. Non è il presidente a scriverlo ma l’amministratore delegato, Enrico Aliotti – rappresentante di Marinedi e quindi del privato -al quale sono demandati tutti i poteri perché Mauro altrimenti sarebbe incompatibile con la sua professione.

Facciamo un esempio paradossale: è come se il Comune decide di mettersi in società con chi fa il servizio mensa nelle scuole e poi affida tutto al rappresentante del privato, lasciando solo un’attività di rappresentanza (e rapporti con la stampa, evidentemente) al presidente che ha nominato.

Cosa che interessa a pochi, evidentemente, anche in consiglio comunale. Tanto abbiamo abbattuto lo Splash down con procedure che non leggiamo su nessun sito alla faccia della trasparenza, tanto facciamo il bando, tanto aspettiamo la valutazione del progetto… Sul quale Enzo Toselli ha sollevato dubbi condivisibili rispetto alle originarie previsioni.

Ma tanto la Capo d’Anzio, apprendiamo da quella visura, dovrà solo gestire. E in quello Renato Marconi, prossimo proprietario, è abilissimo. Anzi, ripetiamo, presenterà un conto salato al Comune quando l’ente sarà costretto a cedere le quote per legge.

Su questo non risponde Mauro, meno che mai il sindaco, il quale tra una crisi da risolvere al bar, una generica visita “in Prefettura” per parlare di commissione d’accesso e i soldi per gli spettacoli estivi da trovare, deve ancora dirci perché non agì al momento del passaggio delle quote a Marinedi. E deve aver “dimenticato” che una delibera di Consiglio comunale lo obbliga a far relazionare l’avvocato Cancrini – che sulla vicenda ha fornito due pareri al Comune – all’assemblea civica.

Il bilancio della Capo d’Anzio, comunque, chiude in attivo di poco più di 1000 euro, anche se la differenza tra valore e costi di produzione è ancora di meno 100.293 euro che vengono “compensati” da quanto previsto dalla perizia sui mancati incassi delle cooperative ormeggiatori. La società ha comunque 2 milioni 575.000 euro di debiti accumulati negli anni. Ah, ha anche 2 dipendenti che l’incaricato esterno di preparare il piano di razionalizzazione per provare a spiegare che dovevamo tenerci la società ha “dimenticato“.

E’ finalmente partita la gestione, vero, ci sarà pure il bando direttamente per la fase indicata come “uno” nel piano finanziario che inverte il cronoprogramma, ma finché un solo pezzetto della società resterà dei cittadini, continueremo a chiedere chiarezza.

“Irrevocabile coerenza”, la finta crisi nei versi di un sonetto

Ricevo e pubblico, da chi segue questo spazio e ha avuto già  il gentile pensiero di dedicarmi dei versi, un sonetto sulla vicenda della crisi ad Anzio, con dimissioni “irrevocabili” date e poi puntualmente ritirate. In rima viene riassunto – al meglio – l’accaduto

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“Irrevocabile coerenza”

Quanno che er zole, ormai n’focato, se cala dentero ar mare.. l’occhi se ‘ncanteno e smetti de penzare…

Immerzo in tutta sta’ magia te vie’ n’ magone d’umana nostargia…

Che’ la natura nun è come sta’ gente che gioca cor potere… e nun è mai coerente

La natura ha cicli, leggi, anco stagioni.. che nun cambieno mai bandiera e posizioni!

La natura, puro, è signora der creato ma nun scenne a compromessi pe’ seguì er capo…

Che malinconia dovesse mette n’mostra, spegnete ste’ lucine e scennete da sta’ giostra!

Er zole c’ha lasciato e pronto tra n’momento, se illumina d’incanto tutto er firmamento

Er core sa ricrea dinanzi a sto’ cospetto che esige, questo si… “irrevocabilmente” tutto er rispetto.

Dimissioni rientrate, il finale della commedia era già scritto

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La lettera di dimissioni della Cafà

Potevamo scriverlo subito il finale di questa commedia. Anzi l’avevamo scritto e l’abbiamo confermato alcuni giorni dopo. Interpretando al meglio quel comunicato in “politichese” che Roberta Cafà, Laura Nolfi e Valentina Salsedo volevano farci credere significasse che le dimissioni erano confermate. Sui social, dopo più di una settimana e solo una volta uscita la dura lettera con la quale avevano lasciato in maniera “irrevocabile” l’incarico, Cafà e Nolfi avevano deciso di uscire finalmente allo scoperto e spiegare che c’erano dei problemi ma si affidavano al sindaco. E che lui doveva trovare la quadra. E’ uno specialista e lo ha confermato.

Si affidavano al gran sacerdote Luciano Bruschini, che tanto ricorda quello raccontato da Oriana Fallaci nelle ultime righe di “Un uomo“. Il gran sacerdote “simbolo di ogni potere presente e passato e futuro“. Non citiamo a caso quel libro, perché parla di dignità. La stessa alla quale si sono appellate Cafà, Nolfi e Salsedo andando via per finta, prendendoci in giro – le due assessore per la seconda volta in un anno – per poi tornare sui loro passi. Si sapeva, era scritto, con buona pace di chi – per ragioni sentimentali comprensibili ed anche encomiabili – sui social ci dava dei “furbetti” o avvertiva (minacciava?) colleghi dicendo che prima o poi ci si sarebbe incontrati per strada.

Non c’era e non c’è un bel niente di irrevocabile, Cafà e Nolfi verranno rinominate, ci diranno che hanno chiarito e il gran sacerdote Luciano Bruschini dispenserà parole di saggezza. “Che vi avevo detto? Nessuna crisi….” Peccato che non siamo a casa loro, bensì in un Comune di quasi 60.000 abitanti. Tenuto in scacco da politici – vecchi e nuovi, anzi i “rivoluzionari” ultimi arrivati ci fanno rimpiangere i vecchi – che non stanno guardando al bene della città ma a questioni che non comprendiamo.

Allora Cafà e Nolfi, domani, dovranno dirci cosa è cambiato rispetto alla mancanza di “trasparenza, corretta amministrazione ed efficacia” denunciate nella lettera di dimissioni. Se adesso condividono le politiche “illogiche, arroganti e incontrollabili” o chi le ha portate avanti finora nei loro confronti. Dovranno dire ai cittadini se sono disponibili, adesso, a “offendere ulteriormente la dignità umana” o chi l’ha offesa, finora, perché e cosa è cambiato grazie ai vertici tra bar, ristoranti e finalmente l’incontro di questa mattina in Comune che ha messo una pietra sopra a tutto.

Poi gli altri assessori, quelli che avevano chiesto al sindaco il chiarimento dovranno dirci se le pesanti parole usate nei loro confronti sono superate, mentre la maggioranza dovrà spiegarci se sono più importanti cooperative, spettacoli, prebende varie e la “marchettopoli” della quale parlava Candido De Angelis o il bene della città. I giovani che sono diventati ben presto peggio dei vecchi dovranno dirci il motivo per il quale si allineeranno, anche stavolta, senza fiatare. Avevano già incassato, in silenzio, l’apertura di Bruschini a De Angelis, continuano a votare senza colpo ferire bilanci che ci hanno portato al dissesto, ora ingoieranno anche questa soluzione.

Ci diranno che è per il bene di Anzio, spiegheranno che da qui si riparte, con nuovo vigore e slancio. Anche che la situazione è difficile per le casse comunali, ma che dopo questo nuovo scossone funzionerà tutto: riscuoteremo i tributi, partirà l’estate priva di atti formali, raccoglieremo i rifiuti che ci travolgono. Funzionerà, fidatevi, “deve” funzionare.

Perché a questo castello di carte, se ne togli una, crolla tutto. Perché ci sono legami che vanno oltre la politica, interessi che non possono essere messi a rischio, c’è il terrore dei “grillini” o di una maggioranza diversa prima ancora che delle indagini che stanno travolgendo l’amministrazione e  di una commissione d’accesso dietro l’angolo per la vicinanza – se non commistione – con chi si vanta di essere camorrista. Altro che incontro – generico – in Prefettura. Con chi, sindaco?

Magari domani lo spiegherà ai colleghi presenti alla conferenza stampa, a quelli che Cafà e Nolfi hanno ignorato per dieci giorni e che da quando le assessore torneranno al loro posto riprenderanno a chiamare. Perché chiunque, nel 3.0 de noantri, ha smania di comparire, e se c’è chi è troppo “visibile” apriti cielo. Come dire: cari cittadini, abbiamo scherzato, ma come credevate alle dimissioni? E cari giornalisti, che volete? Sapere? Ma quando mai…. Ecco, andrebbe disertata quella conferenza (sarò assente per lavoro, questo spazio è un diletto personale) ma invece i cronisti ci saranno perché hanno il dovere di raccontare.

Ma c’è stata mancanza di rispetto. Verso chi ha eletto Cafà e Nolfi – in primo luogo – e verso chi le cercava per lavoro – dopo le dimissioni – per far sapere anche ai non elettori il motivo di quella rottura. Che si sapeva sarebbe stata ricucita, altro che proclami e promesse solenni. E’ stata una commedia con finale già scritto, ora ci dicessero che non è vero, rispondessero in “politichese“, ma questo è.

Citavo inizialmente Oriana Fallaci, la stupenda conclusione del romanzo che più mi ha affascinato della giornalista e scrittrice: “(…) lo capì anche il gregge che bela dentro il suo fiume di lana. Non più gregge, quel giorno, ma piovra che strozza e ruggisce (…)

Forse è questo il vero timore, i cittadini che non sono più gregge.