A pezzi il liceo di via Ardeatina, ma ancora nessun intervento

innocenzoXII

Si invecchia e la mente corre ai ricordi dell’acquisto dell’ex asilo Savoia. Sì, si chiamava così la sede sull’Ardeatina del Liceo scientifico. Il Comune lo acquisì facendo sostanzialmente un affare, il sindaco era Giulio D’Amico e l’assessore all’istruzione Maria Vittoria Frittelloni, quello ai lavori pubblici Luciano Bruschini. In consiglio comunale la Dc, con l’avvocato Angelo Barone capogruppo, contestava la spesa che prevedeva anche l’allora guardiano prossimo alla pensione. Con Bruschini sindaco, qualche anno dopo, i locali furono ristrutturati grazie a un ordine di servizio.

L’abbiamo presa da lontano perché forse – e speriamo di sbagliare – sono stati gli ultimi lavori fatti. O forse no, ma gli ultimi risalgono a qualche anno fa e oggi quella struttura non solo cade a pezzi ma ha seri problemi di stabilità. Certificati di recente e all’attenzione delle autorità.

Da quello che si apprende due periti lo hanno scritto nero su bianco, inviando il materiale alla Provincia o Area metropolitana come si chiama adesso – che ha competenza sulle scuole superiori – e al Comune che è proprietario dei locali.

Risultato? Ancora nessun intervento. E’ il caso di muoversi.

Anzio calcio, grazie presidente Rizzaro. Adesso un passo indietro

Franco Rizzaro

Franco Rizzaro

A 90 anni dalla sua nascita l’Anzio calcio retrocede dalla serie D all’Eccellenza e non si è riusciti nemmeno a festeggiare degnamente un evento legato alla più antica società sportiva della città. Che sarebbe andata male si era capito dall’inizio, dalla “cordata” che avrebbe aiutato Franco Rizzaro che poi si è tirata indietro, fino ai campani interessati a intervenire, ai giocatori che sono andati via e ai ragazzi di Anzio che hanno comunque onorato la maglia. E’ lo sport, si vince e si perde. Su una cosa ha ragione – lo scrive su facebook – il collega Francesco Cenci, profondo conoscitore del mondo pallonaro dei campionati cosiddetti “minori” ma che tali non sono: “In questi ultimi anni di dilettantistico è rimasto poco, sembra più un semi professionismo, tra soldi da investire e impegni dei calciatori (6 giorni a settimana)…… La speranza è quella di vedere la squadra della città di Anzio tornare nel calcio che conta il più presto possibile“.

D’accordo, soprattutto sulla prima parte. Se poi torneremo nel calcio che conta presto o tardi dipenderà solo da noi. Sostengo da anni che nessuno ci obbliga a stare in serie D e che si può anche ripartire da zero, quindi mettere il segno dove si arriva per parafrasare un vecchio adagio. Se fino a oggi ci siamo permessi un campionato del genere dobbiamo dire grazie solo a una persona: Franco Rizzaro. Ci ha messo passione, prima dei soldi. Amore per una città che nemmeno è la sua sicuramente più di chi si vanta di essere portodanzese ma poi ha fatto nulla. Ci ha messo tempo, impegno, ha coinvolto la famiglia, ha fatto quello che ha potuto e forse di più.  Ha curato i giovani, e se abbiamo finito degnamente questo campionato è perché qualcuno poteva scendere in campo senza neanche sfigurare. Grazie davvero, Franco, ma proprio per questo ora è giusto che tu faccia un passo indietro.

Io non credo al titolo affidato a un sindaco, sono finiti i tempi in cui ci si identificava nella squadra della città e – peggio – quando il Comune poteva risolvere tutto. Non è più così e dobbiamo rendercene conto. Allora vediamo se c’è qualcuno di buona volontà che voglia mandare avanti la società. Senza pensare a quote, pagamenti, cessioni. Nulla di tutto questo. Rizzaro deve fare un ultimo regalo: cedere l’Anzio – l’aggiunta di Lavinio era indispensabile quasi 25 anni fa, ma non è mai piaciuta – a chi vuole portarlo avanti senza strafare. Garantendo la continuazione del settore giovanile ai livelli attuali e allestendo una squadra di Eccellenza che sia davvero di dilettanti, come dovrà esserlo quella che un giorno tornerà in D. Parlando chiaro e dicendo quanti sono i soldi disponibili e dove si può arrivare.

Perché la rovina di questi campionati è stata “drogarli” con stipendi passati per rimborsi, procuratori, pacchetti di quote e via discorrendo. Non solo ad Anzio, ma in tutta la Lega dilettanti.

Discorso generale a parte, chiunque prenderà in mano le sorti dell’Anzio avrà un obbligo a parere di chi scrive: Franco Rizzaro presidente onorario. Se ancora esiste il calcio in questa città, se ancora esiste la matricola del 1924,  è grazie a lui.

Richiedenti asilo: bis, poca trasparenza e parabola di una città

prefettosindaco

L’ormai certo arrivo dei richiedenti asilo all’hotel Succi ci dice che la trasparenza non è di questa Italia. Altro che il sito di Anzio… Dispiace, ma non avere ancora oggi sul sito della Prefettura il decreto di aggiudicazione attraverso il quale far capire quale procedura è stata seguita e come si è arrivati a individuare la struttura anziate – insieme alle altre – non è bello. C’è l’annuncio del decreto ma di questo non c’è traccia, si rimanda a “bandi e gare” dove si trova, invece, l’avviso a manifestare interesse.

L’arrivo bis – dopo quello di via dell’Armellino – pone anche altre questioni. Anzitutto gli ultimi con i quali dobbiamo prendercela sono i richiedenti asilo. Hanno la sola “colpa” di fuggire da atrocità e di essere stati depredati dei loro averi per affrontare un viaggio che sono riusciti – per fortuna – a portare a termine. Prima di pensare a quello che possono rappresentare, è noto che in questa città ci sono ben altri insediamenti che sembrano a dir poco “tollerati“. E’ dell’insieme delle presenze, a cominciare da quelle irregolari, che occorre preoccuparsi e non di questi poveri disgraziati o di quelli di via dell’Armellino. Se la città non ce la fa più – come si sostiene da più parti – è perché sono stati chiusi gli occhi prima.

Poi va detto che Umberto Succi – formalmente estraneo alla struttura alberghiera ma di fatto ancora gestore – ha fatto il suo lavoro. L’hotel non andava più, l’ha ammesso lui stesso, e questa è un’occasione per avere liquidità. Fermiamoci qui. Perché interviene un altro aspetto, quello di Succi amministratore pubblico. Prima di chiedere le dimissioni è il caso di chiedergli conto in Consiglio comunale di ciò che ha affermato.

Dice, lui che è stato assessore al turismo, che la maggior parte delle strutture sono fuori norma. Viene da chiedersi cosa abbia fatto quando dirigeva l’assessorato… E viene da ripensare all’ordinanza – della quale parla egli stesso riferendosi agli altri hotel, bel biglietto da visita per la città –   di fatto mai ottemperata. Sarebbe stato lo stesso con un cittadino non consigliere? E’ vero che nella parte a mare c’è un’ordinanza che risale addirittura al 2000 e non ha avuto seguito?

Per l’hotel c’era una segnalazione della Asl di dicembre 2013 “sparita” dal Comune, poi l’inevitabile chiusura mentre c’era già un tentativo di trasformare l’albergo in una residenza per anziani, quindi una parte operativa (a mare) e l’altra quasi. Il tutto mentre nessuno in Comune si preoccupava di verificare.  Sembra che ciò alla Prefettura non interessi, ma sul bando è scritto che le strutture devono essere “in possesso di certificazione urbanistica e sanitaria, munita di destinazione urbanistica compatibile con il servizio in oggetto (…) che rispetta la normativa vigente in materia residenziale, sanitaria, di sicurezza antincendio e antinfortunistica (…)“.  Ci sono questi requisiti? E ci sono in via dell’Armellino? Si deroga in casi del genere come sentiamo affermare da più parti? E il sindaco ha  nulla da dire? E l’assessore Cafà che andava a farsi rassicurare sul mancato invio di altri migranti? A meno che quanti si preoccupavano dell’esposizione mediatica della stessa Cafà e scrivevano comunicati duri nei suoi confronti  non stessero già “lavorando” per la soluzione Succi. Sulla vicenda del quale – sempre per l’ordinanza – di recente la Finanza ha chiesto ulteriori atti al Comune e c’è stato uno “scambio” tutt’altro che cordiale tra uffici…

Avremo il cosiddetto “hub“, quindi, e non potremo farci nulla. Avremo i richiedenti asilo in una struttura sul mare, nel pieno della stagione balneare. Abbiamo il dovere di accoglierli, non c’è dubbio, ma il fatto che arrivino proprio lì, nell’hotel che rappresentava un vanto dell’offerta alberghiera, nel luogo dove abbiamo ognuno festeggiato qualche evento, dice dove siamo arrivati. La parabola di una città che tutto ha voluto essere, meno che turistica.

Nolfi assente giustificata, ecco le altre notizie dall’assessore

Ricevo e pubblico, sul caso mense, la nota dell’assessore Nolfi. Grazie a lei e a chi ha la pazienza di seguire questo spazio
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Caro Giovannirispetto al tuo articolo sul servizio di refezione scolastica, sulla relativa bollettazione e sulla delibera di Giunta, sono certa che mi consentirai alcune mie considerazioni.Non c’è alcun  mistero sulla mia assenza in Giunta quando è stata votata la delibera: mi trovavo a Medjugorje per un pellegrinaggio religioso e la mia assenza era nota a tutti i colleghi ed agli uffici comunali.Recentemente è stato nominato il dottor Aurelio Droghini quale Responsabile del Servizio Complesso alla Pubblica Istruzione. Con spirito di collaborazione ed in totale accordo abbiamo avviato un positivo lavoro teso a mettere ordine in un settore importantissimo dell’Ente che, di fatto, coinvolge migliaia di famiglie e tutti i plessi scolastici del territorio. Lo stiamo facendo senza personale ed al massimo delle nostre possibilità con la positiva collaborazione di alcuni dipendenti che, andando oltre quelle che sono le proprie funzioni, si stanno sacrificando insieme a noi per offrire ai cittadini un servizio ottimale. Proprio per rispetto di questi dipendenti, che ringrazio pubblicamente, giustifico alcuni refusi e qualche incongruenza nella delibera che non ritengo crei particolari problemi per la prosecuzione del nostro lavoro e per l’espletamento del servizio.Preciso che non tutti gli utenti hanno pagato il mese di ottobre 2014: ci sono casi che dovranno pagare, entro il 31 maggio, gli ultimi tre mesi dello scorso anno ed altri casi soltanto gli ultimi due mesi del 2014. Ovviamente sarà tutto chiaro, caso per caso, nella comunicazione alle famiglie che spediremo in questi giorni.Non mi risulta che, rispetto al bilancio 2014, manchino solo per la mensa 800.000 euro, nelle casse comunali, ma notevolmente meno. Rispetto al parere di regolarità contabile della delibera non entro nel merito, la ritengo una questione gestionale e quindi non di mia competenza. I problemi ci sono, non mi nascondo, mi assumo tutte quelle che sono le mie responsabilità politiche, avrò probabilmente peccato di inesperienza in un settore particolarmente complesso, avrò in passato dato eccessiva fiducia a chi forse non la meritava ma, ne sono certa, tu sei perfettamente in grado di comprendere che abbiamo dovuto fronteggiare tutta una serie di problematiche, di varia natura, non certamente generate dalla sottoscritta.In via del tutto eccezionale, insieme al dottor Droghini, abbiamo deciso di andare incontro il più possibile alle famiglie posticipando, a novembre 2015, la scadenza dell’ultima rata di conguaglio del servizio mense relativo all’anno scolastico che sta per concludersi. Ritengo sia un fatto positivo per i cittadini che, ovviamente, potranno iscrivere i bambini al servizio per il nuovo anno scolastico in totale serenità.Rispetto al regolamento se vuoi che ti dica la mia, in assoluta sincerità, credo che nessun dirigente del mondo si può arrogare il diritto di far pagare ai bambini gli errori o le disgrazie degli adulti. Tutti i bambini sono uguali, tutti i bambini hanno diritto ad essere iscritti al servizio scuolabus e di refezione scolastica, tutti i bambini devono avere il diritto di consumare lo stesso pasto… Un Comune che funziona obbliga le famiglie, con tutti gli strumenti previsti dalla legge, a pagare il servizio ed a perseguire con sanzioni ed interessi chi non paga andando, comunque, sempre incontro a chi vive una situazione di disagio o di difficoltà economica. Questo è un altro obiettivo che intendo raggiungere e per questo penso sia opportuno varare un nuovo regolamento, più rispettoso dei fruitori finali del servizio.Rispetto alle inadempienze della Ditta ed all’innegabile peggioramento del servizio ho relazionato in Consiglio Comunale, prendendo una posizione politica per la revoca anche in considerazione di quanto deliberato dall’ANAC rispetto alle procedure di gara.Approfitto dello spazio che mi concedi per comunicare che il dottor Aurelio Droghini, supportato dal Segretario Generale, ha avviato la procedura amministrativa per la formale revoca dell’aggiudicazione della gara ed, allo stesso tempo, ha iniziato a lavorare per predisporre gli atti necessari in vista del prossimo anno scolastico.Il lavoro che ci attende è durissimo ma sono certa che, con la collaborazione di tutti, ci sono le condizioni per fare bene e per offrire un servizio ottimale.Ti ringrazio per i tuoi spunti critici e Ti auguro buon lavoro.
Laura Nolfi.

Mense, una parte già pagata e quella a rischio

mensapagata

Diciamolo pure, la Democrazia cristiana o meglio i suoi metodi – fatti propri a mani basse dai presunti attori della seconda e terza Repubblica, di ogni schieramento – resterà in eterno. Scrivi di una delibera sui bollettini delle mense che porta una data sbagliata (pazienza, una svista…) e di una procedura singolare, dal Comune fanno sapere che la commissione mense farà i corsi sull’igiene e potrà fare i controlli. Pare una conquista, invece dovrebbe essere la norma. La delibera passa in secondo piano, comunque, e dai tutti a scrivere della commissione – ferma a un regolamento di oltre dieci anni fa – che dobbiamo dedurre abbia fatto, finora, controlli senza essere in regola. Ah, per la cronaca: da anni si tratta di Haccp e non Hccp…

Scrivi della delibera, accenni a una gara sempre per le mense che non si sa che fine faccia, dal Comune sentono il bisogno di parlare di una commissione che farà pure i suoi controlli ma che – a oggi – non può sanzionare nessuno. Né c’è chi possa farlo nell’ente, dato che si dovrebbe eseguire un contratto che non c’è e del responsabile unico del procedimento non abbiamo più traccia. Ma sì, pazienza la scadenza del 31 settembre, vai a guardare il capello, pazienza assessori, segretario ed estensori che non se ne sono accorti, speriamo che almeno sui bollettini arrivi la data corretta, i problemi sono altri.

Il primo: nella delibera è scritto che dovremo pagare da ottobre a dicembre entro la fine di maggio. Possibile che nel Comune 3.0 nessuno sappia che ottobre lo abbiamo già pagato? Speriamo ci addebitino solo novembre e dicembre…

Il secondo: si deroga – ma non si fa alcun cenno – alle tariffe e al bilancio del 2014. Competenza di consiglio comunale, ma nessuno solleva il caso. All’appello nei conti del 2014 che tra l’altro ancora non si chiudono, mancano solo per le mense circa 800.000 euro in cassa.

Terzo: il parere di regolarità contabile sulla delibera non c’è, sarà un caso o è proprio per questo motivo?

Quarto: si deroga al regolamento, altra materia di consiglio comunale, per quanto attiene le iscrizioni che dovrebbero avvenire solo una volta dimostrata la regolarità dei pagamenti dell’anno scolastico precedente. Sarà impossibile farlo, dato che la giunta ha deciso di inserire la rata di conguaglio a novembre 2015, ma anche qui è una deroga “fai da te“. Nessuno la impugnerà, certo, ma comunque i pagamenti sono a rischio e si torna indietro di anni luce rispetto alla gestione, senza contare i vari “data entry” ben pagati e praticamente buttati. Possibile che nessuno senta il bisogno di chiedere? Evidentemente va bene a tutti così.

Un’ultima cosa: l’assessore che si occupa delle mense e che per il sindaco “ha fatto un ottimo lavoro“, Laura Nolfi, era assente proprio alla delibera sui pagamenti, mentre anche lei ha sostenuto che la gara va revocata ma ancora non se ne fa nulla. La sua assenza è stata un caso o c’è altro?

Richiedenti asilo, attesa per le carte. Ma qualcosa capiamo

Ufficialmente non ci sono ancora carte sulla vicenda dei richiedenti asilo, ma intanto l’opposizione ha chiesto di convocare il consiglio comunale e sul Granchio è apparsa questa notizia che chiarisce meglio il quadro della situazione.

Aggiornamento e riflessione, appena ci saranno conferme. La posizione di chi scrive non cambia, ma se verranno confermate le indiscrezioni dovremo porci tutti qualche domanda.

Mense, si paga così. La svista e i dubbi che restano

svistamense

Un anno fa di questi tempi era già in circolazione il bando per l’iscrizione alla mensa scolastica. Da metà maggio a metà luglio era possibile iscrivere i bambini del primo anno, mentre per gli altri – una delle poche cose “avanzate”  nei servizi ai cittadini – era automatica, salvo dimostrare di aver pagato l’intero importo dell’anno precedente e pagare la prima rata del nuovo.

Tutto questo è “saltato” per ragioni più volte trattate. C’è chi dice di non avere avuto la possibilità di fare il passaggio di consegne e chi di non aver trovato dati, fatto sta che alla vigilia delle iscrizioni al prossimo anno la giunta ha deliberato come uscire dall’angolo per i pagamenti di questo e non incorrere nel danno erariale. Sindaco e assessori – ma Laura Nolfi era assente – hanno preso atto che “a causa di problematiche di natura tecnica – organizzativa, che hanno interessato la struttura gestionale dell’Ente, non si è potuto dare corso di emissione dei bollettini di pagamento” e stilato il nuovo calendario. Sindaco, assessori, segretario e chi ha predisposto la delibera, però, non devono essersi resi conto di una svista clamorosa e di un errore che rischia di inficiare tutto. La svista è la scadenza  della seconda rata “non oltre il 31/09/2015“, quando com’è noto settembre di giorni ne ha 30 da sempre e non cambia certo nel 2015.

L’errore, invece, è legato al vigente regolamento che stabilisce all’articolo 4 che “non potranno accedere al servizio gli utenti che non sono in regola con i pagamenti relativi agli anni scolastici precedenti“. E’ stato derogato? Deve essere implicito nella delibera, perché non lo troviamo scritto da nessuna parte. E se è stato derogato anziché andare avanti – dopo tre informatizzazioni, quasi 100.000 euro spesi, continui “data entry” e programmi che alla fine sembra non funzionassero – si torna indietro. Perché aver stabilito che ci si iscriveva solo pagando era stato un modo per far regolarizzare tutti,  mentre così si torna all’antico.

Comunque il periodo ottobre-dicembre andrà pagato “non oltre il 31 maggio” e dobbiamo dedurre che i bollettini sono in spedizione, di quello gennaio-marzo abbiamo già detto (speriamo che quello che in casi del genere è definito “mero errore materiale” sia corretto a stretto giro), mentre per aprile-maggio con relativo conguaglio i bollettini saranno emessi entro l’1 ottobre e i pagamenti dovranno avvenire entro il 30 novembre. Conguaglio…. ma le presenze sono state rilevate dalla ditta?

Altre domande: un genitore che iscrive il figlio per la prima volta cosa dovrà pagare? E le iscrizioni già in essere, saranno confermate senza dimostrare di aver pagato gli arretrati?

Fin qui l’emissione delle bollette, resta sempre “appesa” la vicenda della gara assegnata da una commissione ritenuta “illegittima” dall’Anac che il responsabile del servizio intende revocare ma per la quale non c’è ancora un atto formale. E’ evidente che se viene revocata se ne deve fare un’altra e anche qui i tempi stringono. A meno che non si decida che la mensa, per l’anno scolastico 2015-2016, inizi con calma anziché dall’1 ottobre. Sarebbe un altro inutile e pericoloso tuffo nel passato…

Richiedenti asilo, ne arrivano altri. Nell’hotel vista mare

La Prefettura di Roma

La Prefettura di Roma

Ne sapremo di più fra qualche ora, quando anche l’assessore ai servizi sociali Roberta Cafà avrà ricevuto risposte dalla Prefettura di Roma. Quello che sappiamo già è che da ieri pomeriggio un insistente “tam tam” ha annunciato l’intenzione dell’opposizione di convocare un consiglio comunale straordinario in quanto ad Anzio arriveranno altri richiedenti asilo e stavolta in un noto albergo vista mare.

In mattinata la vicenda dovrebbe essere finalmente nota, di certo sappiamo che ieri sul sito della Prefettura è comparso l’avviso del “Decreto di aggiudicazione definitiva” nell’ambito dell’accordo quadro per l’accoglienza dei richiedenti asilo. Il testo della notizia rimanda a una sezione del sito, quella di bandi e concorsi, nei quali l’aggiudicazione non appare ancora (mica solo al Comune si difetta di trasparenza, suvvia…) ma c’è un avviso che ci riporta all’argomento. E’ quello del mese scorso relativo alla “Manifestazione di interesse volta all’individuazione di una struttura  nella provincia di Roma con funzione di “Hub” per assicurare la primissima accoglienza ai cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale  e la gestione dei servizi connessi nell’attesa del successivo trasferimento nelle strutture in fase di individuazione“.

Sembra che questo “hub” sia stato individuato ad Anzio, appunto in un noto hotel, ma manca la conferma ufficiale dagli atti. Ieri la Cafà stava andando a Roma, in Prefettura, quando per un problema con l’auto ha preferito tornare indietro. Più tardi ne sapremo di più.

Bilanci, da noi vige il silenzio. Anche dell’opposizione

capodanziouffici

Leggi le agenzie di stampa e importanti società di tutta Italia rendono nota l’approvazione del loro bilancio, riportando dati e illustrando i documenti. Qui la società più importante del territorio, incaricata di realizzare e gestire il porto, partecipata al 61% dal Comune, ha approvato il suo primo bilancio in attivo – come leggiamo dalle pagine del Granchio in edicola – ma non sente il bisogno di rendere noti i dati.

E’ storia vecchia, la Capo d’Anzio e in particolare il sindaco che rappresenta i cittadini che detengono il 61% delle quote, preferisce non comunicare. Non lo fa neanche quando il bilancio è positivo e ovviamente non ci aveva mai fatto sapere nulla dei piani finanziari e delle decisioni adottate per l’inversione del crono-programma. Tanto che in assemblea dei soci votava una cosa e in consiglio comunale ne annunciava un’altra.

Il bilancio, a dire il vero, dovrebbe essere sul sito del Comune, ma alla sezione “società partecipate” l’ultimo documento è del 2013. Speriamo che chi si occupa della trasparenza per l’ente voglia preoccuparsene. E che magari qualcuno dell’opposizione chieda copia di quel bilancio per far vedere ai cittadini – proprietari del 61% – come è stato possibile chiudere in positivo ed evitare di dover liquidare la società se fosse arrivato il quarto bilancio in perdita. Sappiamo della decurtazione degli emolumenti di presidente e amministratore delegato, gesto assolutamente nobile, ma ignoriamo il resto. A cominciare dall’ammontare dei debiti a fine 2014 e a come si intende affrontare la vicenda del “Life”.

Tranquilli, non è l’unico bilancio sul quale vige il silenzio. Il consuntivo del Comune andava approvato entro fine aprile, siamo al 4 maggio e nemmeno c’è l’ombra di una convocazione del consiglio comunale. Sembra che i conti non tornino e i revisori abbiano più di qualche perplessità. E’ vero? E perché non c’è ancora il consuntivo per il quale si è fuori dai termini, aspettando magari una “provvidenziale” proroga? Anche qui, l’opposizione tace.

Giornalisti fastidiosi, la professione ai tempi dei personal media

Giampaolo Pansa (www.ilgiornale.it)

Giampaolo Pansa (www.ilgiornale.it)

Un direttore generale della Asl di Latina, qualche anno fa, raccontava che a leggere il titolo di un articolo andava su tutte le furie. Poi leggeva il testo, restava comunque adirato perché la notizia era apparsa, ma si fermava a riflettere. A cercare di capire cosa ci fosse di vero in quell’informazione e  – dato che era stata verificata da chi l’aveva scritta – a comprendere dove avesse sbagliato la Asl o dove ci fossero stati problemi in ospedale. “Ecco,voi mi fate incavolare – ripeteva ai giornalisti – però mi date anche l’occasione di capire e intervenire“. Succedeva non molto tempo fa, con chi non metteva certo i tappeti rossi ai giornalisti e anzi, come altri, cercava di capire come facessero a sapere cose prima di lui, ma che aveva rispetto di professionisti del settore e dialogava.

Al contrario di politici di ogni schieramento e che – dal direttivo locale di un partito al parlamento – preferiscono “sparare” su chi scrive di loro, quel direttore generale faceva delle notizie una opportunità. Criticando, anche, e ci mancherebbe altro, ma mai dicendo a chi scriveva che era manovrato, prezzolato, incapace, bugiardo e via discorrendo. Gli aggettivi potete aggiungerli a piacimento.

Quando volevo fare questo mestiere partecipai, giovanissimo, a una lezione di Giampaolo Pansa. Aveva appena pubblicato “Carte false“. Disse che se volevamo veramente diventare giornalisti dovevamo essere capaci di fare una visura in camera di commercio (non c’era internet, allora…) e in tribunale, conoscere un direttore di banca, di non fermarsi all’apparenza, approfondire… Ebbi la fortuna di discutere con lui nel 2009 ad Anzio, quando da sinistra lo accusavano per il suo presunto “revisionismo”  per i suoi libri. Gli chiesi chi glielo avesse fatto fare: “E’ il mio mestiere, potevo mica fermarmi a Carte false“.

Ecco, è il nostro mestiere. Lo stesso Pansa lo ricordava senza peli sulla lingua in un articolo sull’Espresso il 25 agosto 2005. Lo tengo nella bacheca alle mie spalle, in redazione. Il testo è in questo blog, ma vale la pena di ricordare il sommario: “Se il giornalismo non è cattivo, un po’ carogna e senza rispetto per chi comanda che giornalismo è?” Era vero ai tempi di “Carte false“, lo era dieci anni fa quando Pansa pubblicava quell’articolo, lo è a maggior ragione nell’era dei “personal media“, quando ciascuno diffonde le notizie che ritiene sui social network e tanti che fanno questo lavoro gli vanno dietro a copiare e incollare, rinunciando al loro ruolo vuoi per fare presto, vuoi per chissà quale piaggeria.

Certo, è cambiato il modo di svolgere il lavoro, ormai un “tweet” annuncia, per esempio,  quello che prima si sapeva – a fatica – dopo lunghe “liturgie” di partito. Ma il cinguettio non basta se vogliamo restare nell’ambito di una professione credibile, che approfondisce, cerca dati, verifica, incrocia, dà qualche fastidio a chi occupa un ruolo pubblico. Fermarci a copiare e incollare serve a riempire spazi, inondare i siti di cose magari non verificate o di scarso interesse per il pubblico, toglie a questo lavoro il gusto di farlo.

E di far andare su tutte le furie un direttore della Asl piuttosto che un sindaco, un assessore piuttosto che un personaggio politico. Poi c’è chi reagisce cercando di capire, chi viene chiamato in causa per A e risponde da B a Z ma evita l’argomento, chi pensa che sei un fastidioso rompiscatole che ha chissà quali “padroni” o mire, usa vicende estranee per sviare il discorso, minaccia o fa querele temerarie.

Pazienza,  dipende dalla predisposizione al dialogo, alla comprensione o meno, di chi viene chiamato in causa. Problemi loro. Non per questo i giornalisti devono smettere di essere tali. Soprattutto al tempo dei personal media.