Rifiuti caos e altre storie da capire. Ma va tutto bene…

rifiutiplastica

Nel consiglio comunale di ieri è emerso quello che i cittadini vedono tutti i giorni e cioè che la città è invasa dai rifiuti. Ci sono stati momenti di tensione, ma alla fine nulla cambia.  La storia che ci stanno raccontando somiglia molto a quella barzelletta dove, nell’inferno napoletano, un giorno manca una cosa e un giorno un’altra.

Peccato  – restiamo nella barzelletta – che non possiamo stare a sentire il cerbero Placidi che ci dice che un giorno aspetta la sentenza e l’altro il contratto. Pare che anche il sindaco, finalmente, si sia risentito, dicendo in Consiglio che la città viene prima delle aziende che lavorano per l’ente. Agire di conseguenza no?

Proviamo ad analizzare. L’appalto per i rifiuti è nato male e rischia di finire peggio. Con la storia Ecocar sì Ecocar no, Camassa dentro-Camassa fuori siamo andati avanti oltre un anno è mezzo. Era ed è palese che l’assessore “tifasse” per la prima. Cita i numeri, dice che avrebbe lavorato più gente e che ci sarebbero stati più servizi. Peccato che non avesse alcuni dei requisiti per partecipare, secondo il Consiglio di Stato, ma che sia stata ugualmente ammessa.  Da una commissione che, diversamente da quella per le mense, nessuno ha contestato pur con la presenza di un ingegnere della Provincia “scelto” direttamente e che sembra non potesse starci. Diciamo che è acqua passata, ormai c’è Camassa, ma qui sorgono dubbi che nessuno sembra interessato a sollevare. Il primo: quanto ci vuole a fare un contratto nel Comune 3.0 dove ciascun settore fa i suoi nonostante ci sia un servizio che dovrebbe farli per tutti e – emerse nel processo ad Angela Santaniello – i servizi partono sistematicamente senza? Non era e non è possibile immaginare che dopo un anno e mezzo di tira e molla si poteva predisporre uno schema di contratto per Ecocar e l’altro per Camassa, in modo che oggi lo avremmo già? Va bene che non esiste contratto – come prima si aspettava la sentenza – ma un capitolato è vigente, perché non fare contestazioni sulla base di quello? Com’è stato possibile senza contratto – siamo certi che il consigliere  Maranesi  oggi più vicino di prima alla maggioranza lo ricordi – togliere la raccolta plastica il sabato, pure prevista dal capitolato, e oggi si “tollera” la situazione attuale? L’immagine è eloquente, poi ci sono cittadini che lasciano la plastica nelle buste e quelli che la gettano dove capita, però alla ditta non possiamo contestare nulla perché manca il contratto…. Eh no, troppo comodo. E siamo proprio certi che le responsabilità siano tutte dell’azienda? Ma non è che qualche emergenza, magari per squadre “volanti” da reclutare in qualche bar dove si è soliti ritrovarci, serva ad accontentare chi è rimasto fuori dopo promesse di posti di lavoro? Questioni che, supponiamo, resteranno tali. Come – sempre per i rifiuti – quelle poste da un comune cittadino qual è l’amico Luciano Dell’Aglio che sulla vicenda Rida ha chiesto invano risposte. Le stesse mai arrivate, per esempio, al comitato Tares Equa perché nel Comune 3.0 non si sa chi doveva dar loro le fatture….

I rifiuti si vedono a occhio nudo, altre vicende sembrano interessare meno ovvero l’attenzione  non è più quella del passato anche da parte di zelanti consiglieri comunali. Parliamo di mense. Sono cambiate le tariffe senza delibera, i conti non tornano – e ancora il buon Luciano ci viene in soccorso – i genitori dopo diversi sistemi informatici cambiati (e ben pagati…) non accedono alla loro posizione, dobbiamo pagare qualche danno alla ditta esclusa, il servizio non soddisfa, viene più che raddoppiato il compenso alla dietista che segue il Comune, si incarica un esterno come direttore esecutivo del contratto, ma tutto tace.

Così come nessuno chiede perché pagheremo una dirigente che secondo il tribunale non andava sospesa, anzi ci appelliamo “con parere favorevole” del sindaco, mentre in giunta si ridisegna per l’ennesima volta l’organizzazione dando per scontato che non ci saranno più dirigenti e creando nuovi profili necessari nel caos che si è creato. Nessuno del resto, nel Comune 3.0, ha pensato di programmare cosa andava fatto quando sarebbero andati via i dirigenti. Né immagina mobilità dalla Provincia, perché “non si sa chi verrebbe” ovvero sarebbero difficili da “controllare” .

E la vicenda della Corte dei conti votata ieri in Consiglio comunale sulla fidejussione? La magistratura contabile chiedeva “interventi correttivi“, nessuno li ha visti, ma va bene così, salvo per chi ha votato contro ribadendo quello che aveva già detto in passato.

E va bene pure che sul porto  si dia incarico – allo stesso professore che ha fatto la relazione per la Corte dei conti – di chiedere all’Anac quello che in passato hanno chiesto gli uffici. “Sono cose delicate” – ha detto il sindaco. Ma di solito si paga per avere un parere, non per chiederlo, ma anche questo va bene evidentemente a vecchia e nuova maggioranza.

Ah, no, in questo caso – lo ha detto Danilo Fontana ieri in consiglio comunale – è al solito la stampa ad aver capito male. Non c’è una nuova maggioranza, avrebbe dovuto spiegarlo meglio al suo arrivo in aula Candido De Angelis ma poi è passato di mente a tutti. Anzi vecchio e attuale sindaco alla fine si sono di nuovo chiusi in una stanza, magari a capire se e come formalizzare (assessori? deleghe?) un passaggio di fatto già avvenuto. Perché va tutto bene, no?

 

Mense, si mangia. Ma ora serve una svolta

L'assessore Laura Nolfi

L’assessore Laura Nolfi

Va dato a Cesare quel che è di Cesare. Nei giorni scorsi, provocatoriamente, chiedevamo se i nostri bambini avessero mangiato a partire dall’1 ottobre, dato il ricorso della cooperativa “Solidarietà e lavoro” alla quale era stato tolto l’affidamento perché conferito da una commissione ritenuta “illegittima” dall’Autorità nazionale anti corruzione.

Ricorso che è stato bocciato e ha consentito al Comune di proseguire con l’affidamento diretto per un anno, al prezzo più vantaggioso, in attesa di una nuova gara.

Ebbene c’è stato l’affidamento annuo, a ottobre i bambini avranno il servizio, ora ci aspettiamo altrettanta celerità nel bando e un ritorno a servizi decenti. Con menu a misura di bambino, una commissione che abbia finalmente un ruolo attivo (va riscritto ciò che deve fare e come) un Comune che stia dalla parte dei bambini prima che dell’azienda vincitrice.

Al tempo stesso aspettiamo di poter nuovamente avere un servizio di controllo da casa, di poter pagare on line, di assistere a una vera campagna di educazione. Ai politici perché non salgano sul carro dei contestatori e capiscano prima di cosa parliamo.  Educazione alimentare e civica per spiegare ai genitori e ai bambini che la mensa non fa “schifo” a prescindere, che spesso comprare due merendine costa più di quanto paghiamo per avere la mensa, che esistono criteri ministeriali per i menu.

Tutto ciò non giustifica eventuali disservizi, sia chiaro, ma è ora di cominciare a rendersene conto.

Serve una svolta, insomma, da parte della politica, della dirigenza, degli insegnanti, dei genitori.

Mense e rifiuti: gara che vai, usanza che trovi…

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L’annullamento in autotutela della gara per la refezione scolastica arriva ad anno concluso, senza una nuova gara possibile da qui a settembre – sarebbe un record, hai visto mai? – e viene adottato sulla base dell’ormai famigerato parere dell’Anac.

Viene da dire gara che fai, usanza che trovi. Già, perché ammettiamo che andasse realmente annullato l’appalto sulle mense, che quella partita si sia giocata con arbitri che non potevano essere ufficiali di gara per mille motivi (ma è singolare dire che non si è cercato all’interno, via, le professionalità dovrebbero essere note a chi bandisce una gara….), devono passare tutti questi mesi per decidere? In autotutela – ma di queste vicende, ammetto, capisco poco – significa che ti accorgi di un errore e intervieni subito. Qui si “maschera” una revoca del servizio forse nell’unico modo possibile. Di certo dopo il parere Anac e dopo le dichiarazioni pubbliche sulla “revoca” si arriva a una cosa diversa.

Soprattutto non si dice cosa accadrà l’1 ottobre. Non doveva essere scritto nella determina, ovvio, ma chi fornirà i pasti? Come si pensa di procedere?

Gara che vai, usanza che trovi, dicevo. Ebbene qui la composizione della commissione, come afferma l’Anac, era illegittima. E si è proceduto, con calma, di conseguenza.

E la composizione della commissione per l’appalto sui rifiuti? Lì l’arbitro è stato “scelto” direttamente e dopo le sollevazioni via comunicato prima del giovane Marco (Maranesi) e poi del capogruppo Pd Mingiacchi, sembra tutto messo a tacere. Quando il consigliere di maggioranza Del Villano aveva chiesto lumi sulla regolarità delle nomine in quella commissione il segretario aveva riferito che era tutto a posto ovvero che gli era stato riferito che era tutto in regola.

Si è scoperto dopo, invece, che il dirigente oggi chiede la nomina di un ingegnere e un quarto d’ora dopo si vede rispedire dalla Provincia un fax con scritto “nulla osta”, quindi lo nomina. E pensare che neanche è dipendente della Provincia ma di una società partecipata.

Certo, è un esperto e partecipa a diverse commissioni, ma non possiamo fare davvero che a seconda della gara cambiano i criteri. E che a seconda della gara da una parte si annulla, dall’altra si fanno le conferenze stampa per dire che è tutto a posto.

Un’ultima nota. Se la Camassa (aggiudicataria pur essendo arrivata seconda nell’appalto rifiuti perché la prima ha ancora un’interdittiva antimafia) non rispetta quanto ha scritto nel capitolato è giusto sanzionarla. Sarebbe interessante conoscere quante sanzioni ha avuto fino a oggi, dato che parte del servizio lo svolgeva già, e se ci sono state perché l’assessore Placidi – particolarmente attento a questa gara – non ha sentito il bisogno di comunicarle con la medesima urgenza.

Continuano a dirci che è tutto a posto, beati loro…

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Non c’è un argomento, uno, che fili liscio al Comune di Anzio. Lo ricordava sabato il Granchio, esaminando le diverse criticità che emergono per l’amministrazione guidata da Luciano Bruschini. Chi fa parte della maggioranza, però, continua a dirci che è tutto a posto. Vedremo già al Consiglio comunale di domani qual è la situazione, dato che la pantomima di sempre “io non entro, anzi forse, diciamo di sì, va bene per senso di responsabilità…” si annuncia come sempre.

All’ordine del giorno domani c’è la vicenda dei richiedenti asilo arrivati nell’hotel che non è più del consigliere Umberto Succi, il quale però si affanna a fare dichiarazioni a destra e manca per spiegare e mostra di avere in quell’attività un interesse diretto. Si legge dai giornali in edicola e on line che mentre era – ed è – chiusa la parte alberghiera con un’ordinanza del sindaco, un rappresentante istituzionale ha certificato che era tutto a posto. Una cura peggiore del male, speriamo che la cosa sia smentita, perché calpestare un’ordinanza sindacale non è mai una cosa positiva, a maggior ragione se lo fa chi è in amministrazione. Così come non pubblicare sull’albo pretorio quella relativa alla parziale riapertura. I migranti ormai sono arrivati e ce li teniamo, abbiamo il dovere di farlo e sarebbero arrivati comunque. Ma se l’hotel non fosse stato di Succi e dietro non ci fosse stato un agente immobiliare, con un’operazione “politica” che è lampante, sarebbe andata così? Ma è tutto a posto, ci dicono.

Si parla, sempre domani, dell’attuazione del programma e qui viene in mente il porto: non sappiamo nulla della gestione della Capo d’Anzio che entra nella fase operativa secondo quanto approvato dall’assemblea dei soci e quindi anche dal sindaco, né del fantomatico bando sempre pronto e mai noto, annunciato dallo stesso sindaco. A chi dobbiamo credere?

E vogliamo ricordare le due gare che tanto sconquasso hanno prodotto? Della revoca di quella sulle mense non c’è traccia sull’albo pretorio, ma i documenti sarebbero partiti in tal senso, mentre sulla gestione delle riscossioni siamo tornati all’età della pietra: bollettini in bianco negli zaini dei bambini. Pagherà chi vuole, sarà difficile risalire a chi non l’ha fatto, un’impresa registrare chi è in regola. Ci piacerebbe tanto sapere come e perché i tre sistemi costati circa 100.000 euro non hanno funzionato nel dopo Santaniello e che fine hanno fatto quei dati. O non erano 3.0?

La vicenda rifiuti rasenta l’incredibile e non comprendiamo il motivo per il quale l’assessore Placidi si scaldi tanto, affrettandosi a far sapere che i documenti sono in arrivo per la vicenda dell’interdittiva. La procedura è stata seguita, se la prima arrivata dimostrerà di avere le carte in regola si riprenderà l’appalto, ma un assessore dovrebbe preoccuparsi delle politiche ambientali e non della gestione delle gare. Ma è tutto a posto, ci dicono.

Così nessuno sembra preoccuparsi di un rendiconto 2014 che si discute il 4 giugno, arriva in ritardo per il “solito” guasto informatico (altro che 3.0…) – che somiglia tanto a una scusa puerile – ed è pieno di criticità, a partire dai residui e da un avanzo di amministrazione che speriamo abbiano una spiegazione. Altrimenti sarà la certificazione di un dissesto prossimo venturo. Nello stesso consiglio, lo dice il sindaco e l’ha confermato oggi l’assessore Giorgio Bianchi, arriva la vicenda Carrefour. Intorno al regolamento qualcosa è successo, inutile girarci intorno, si parla di vertici addirittura con il presidente a vita Sergio Borrelli a intervenire sull’attività gestionale che non gli compete. Questa storia ricorda tanto quella di Anzio 2: “Non c’è nessuna Standa e nessun Berlusconi” – gridava in consiglio comunale Luigi Bruschini, dai banchi del Psi, ormai una vita fa, mentre quelli avevano già deciso l’investimento. Comunque, dissidi politici a parte, l’assessore Bianchi dà delle notizie e ci incuriosisce quella del “mercato ecologico“. Basterebbe cominciare a far pulire adeguatamente i mercati che ci sono….

Comunque è tutto a posto, così ci ripetono. Beati loro….

La scuola chiusa per lavori, il centro cottura delle mense no.

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Chiude di nuovo il plesso “Virgilio”, dal pomeriggio odierno a martedì “causa ulteriori interventi manutentivi“. Il sindaco ha firmato nei giorni scorsi l’ordinanza che segue sopralluoghi e analisi da parte dell’azienda sanitaria locale secondo i quali nella pavimentazione c’è presenza di fibre d’amianto.

Sono “confinate all’interno di una matrice estremamente compatta” e non ci sono “rischi particolari di esposizione per alunni e personale scolastico” ma vanno comunque rimosse. Da qui il piano di lavoro, la prima chiusura e adesso questa nuova ordinanza. Se non ci sono rischi poco si capisce l’urgenza, dato che la scuola è finita, ma se il sindaco ha deciso così avrà i suoi buoni motivi e non c’è da discutere quando c’è di mezzo la salute pubblica.

Nella stessa scuola, anche se in ambienti diversi, c’è uno dei centri di cottura del servizio mensa scolastica. Dobbiamo immaginare che lì la situazione sia sotto controllo perché non risulta alcuna chiusura. Siamo certi, anzi, che qualcuno si sia preoccupato del fatto che mentre si smantella il pavimento da una parte non ci sono rischi di alcun genere – fossero anche le polveri di cantiere – dall’altra.

Non vogliamo credere che nessuno si sia preoccupato, per questo – oltre l’ordinanza – sarebbe necessario avere un’assicurazione dal Comune.

Informatica in Comune, guasti a orologeria e beffe. Sindaco, per piacere….

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Chi li ha acquistati? Perché non funzionano? Due semplici domande che il sindaco 3.0 dovrebbe porre ai dirigenti vecchi e nuovi ogni volta che c’è un problema con l’informatica in Comune. L’ultimo – non nuovo – è quello legato al bilancio. Sembra un sistema a orologeria: siamo in ritardo, non rispettiamo un termine che è uno, et voilà: guasto informatico.

Nessun guasto, invece, per la fatturazione elettronica. Se ne parla dal 2008, una proroga dopo l’altra, è in vigore dall’1 aprile con delibera adottata in extremis dalla giunta (il 31 marzo) ma non parte. Motivo? Il programma della Maggioli non è stato avviato. Sì sì’, avete capito bene, sempre la solita azienda – a dire il vero leader in questo settore – della quale fatichiamo a vedere i benefici nei Tributi e che ora torna protagonista alle mense, dove facciamo un salto indietro di quasi dieci anni perché si emettono i bollettini ma non c’è più la tracciabilità di chi paga e chi non.

E nel Comune 3.0 è largamente in uso che ognuno compra i programmi che vuole, tanto nessuno andrà a dire nulla perché ha altro da pensare. Così sono trascorsi quasi due mesi dall’avvio della fatturazione elettronica e ancora nessun fornitore viene pagato perché chi ha dato il programma non lo avvia. Ma siamo su “Scherzi a parte”? Tempo fa il sindaco ammise di avere l’impressione che ognuno, nell’informatica che oggi muove il mondo ma fa arretrare come i gamberi il Comune di Anzio, facesse un po’ come voleva,

Questa della fatturazione, i guasti a orologeria, il “crash” della Ragioneria che non aveva neanche una memoria esterna mica il “cloud“…, le mense, il mezzo cassetto tributario e chi più ne ha ne metta. Sindaco, per piacere… E’ ora di mettere un po’ d’ordine, anche se il tempo è scaduto.

La gara per le mense e quella dei rifiuti, due pesi e due misure

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La gara per l’assegnazione del servizio di refezione scolastica si avvia verso una revoca che pare l’unica strada percorribile dopo il parere dell’Autorità nazionale anti corruzione (Anac) che parla di composizione della commissione “illegittima” e i disservizi che sta creando l’azienda che ha vinto. Della vicenda si è ampiamente scritto e ormai si tratta solo di verificare il modo di uscire dall’angolo nel quale il Comune si è cacciato. Cosa sulla quale sarà necessario vigilare.

Rispetto all’altro appalto al centro di una vicenda a dir poco singolare, quello dei rifiuti,  si procede con l’attuale gestore come stabilito dal Tribunale amministrativo regionale (Tar) che ha sospeso l’assegnazione e l’immediata esecuzione alla Camassa, arrivata seconda ma assegnataria per la vicenda dell’interdittiva antimafia a carico di Ecocar. Interdittiva sulla quale il Tar si è riunito per il merito senza ancora decidere. Intanto i cittadini pagano di più, ma il punto è ancora un altro.

Prima Marco Del Villano dalle fila della maggioranza, poi Andrea Mingiacchi da quelle del Pd, hanno sollevato questioni sulla regolarità della nomina della commissione giudicatrice. Sulla scorta di quanto riferito dal settore ambiente del Comune nel primo caso il segretario generale, Pompeo Savarino, ha riferito che era tutto a posto. Sul secondo ora qualche dubbio sorge. Intanto perché l’ingegnere Fabrizio Piemontese non è dipendente della Provincia, anche se è praticamente in ogni commissione di gara. Anche questo non è il punto, però. Nella determina che costituisce la commissione giudicatrice per l’appalto si cita la lettera spedita alla Provincia “per l’individuazione e la disponibilità del terzo componente esperto“. E’ del 28 maggio. Lo stesso giorno la Provincia risponde (poi dici che le amministrazioni pubbliche non funzionano…) ma è, di fatto, un semplice “nulla osta” perché a indicare Piemontese è stato lo stesso dirigente del Comune, Walter Dell’Accio. Sì, nella missiva si legge  che “dovendo provvedere alla nomina…. chiede la disponibilità dell’ingegner Piemontese“. Si farà così, anche se qualche dubbio emerge, ma un conto è chiedere un esperto un altro è indicarlo, a nostro modestissimo parere. E’ come se dovendo fare la terna arbitrale per la  partita di calcio uno dica all’organizzazione degli arbitri di mandare un guardalinee indicandone già il nome.

Qui nessuno è andato all’Anac, ripetiamo che sarà anche così che si procede, ma intanto la gara è impantanata e spunta anche questo singolare passaggio. Viene da chiedersi cosa sarebbe successo se a farlo fosse stata Angela Santaniello, ormai “rea” di tutto ciò che avviene in Comune. Due pesi e due misure?

Ecco, diciamo che un po’ di chiarezza anche su questa commissione non guasterebbe. Così come una presa di posizione del sindaco per far sì che le gare si facciano tutte per tempo e alla stessa maniera. E’ così difficile?

Mense, brava assessore Nolfi. Adesso un piano operativo

L'assessore Laura Nolfi

L’assessore Laura Nolfi

Doveva avere una soluzione, lo dicevamo, altrimenti era inutile che restasse lì. E ha fatto bene a dirlo in consiglio comunale. L’assessore alla pubblica istruzione del Comune di Anzio, Laura Nolfi, ha detto che l’appalto per la mensa va revocato. Le responsabilità sulla gara con una commissione che l’Anac ha ritenuto illegittima e quelle sulla “scomparsa” dei dati, il mancato rispetto del capitolato e lo smantellamento degli uffici non possono essere addebitati a lei, era chiaro, ma le si chiedeva una scelta politica chiara. Per anni abbiamo avuto assessori che davano l’impressione di essere più vicini all’azienda appaltatrice che ai bambini che dovevano mangiare. E’ da approfondire il siparietto tra l’ex assessore Del Villano e il consigliere Maranesi, con quest’ultimo che ha parlato apertamente di reati. L’argomento, tra denunce e contro-denunce, è già all’attenzione della Procura.

Ma qui interessa poco, perché stavolta finalmente c’è chiarezza. Se tu proponi delle cose e ottieni il massimo dei punti, poi devi rispettare quello che dici. Se a farti vincere è stata – come dice l’autorità anti corruzione – una commissione che non poteva farlo, poi il Comune ha il dovere di comportarsi di conseguenza. C’erano state troppe voce e pressioni, l’idea è che con l’affermazione in Consiglio comunale Laura Nolfi si sia tolta un peso. Ora la linea è chiara, ma l’assessore ha il dovere di mettere in campo un piano operativo immediato, di dare un’indicazione politica che è quella di fare presto e bene il nuovo appalto.

Siamo praticamente a maggio, a ottobre i bambini torneranno a mangiare nelle mense. Volendo c’è il tempo tecnico di bandire una nuova gara, istituire una commissione legittima e quindi assegnare l’appalto, far decorrere i 35 giorni previsti per legge e poi procedere anche con il contratto c’è. Sarebbe un’inversione di tendenza e una dimostrazione di efficienza importante. Magari anche consentire ai genitori di tornare a collegarsi al sito, dopo anni di “data entry” e quasi 100.000 euro spesi dal Comune.

Si può fare, anche in piena estate. Sempre che qualcuno non decida di mettersi in aspettativa.

Mense, la Nolfi avrà una soluzione. Altrimenti vada via

L'assessore Laura Nolfi

L’assessore Laura Nolfi

L’assessore alla pubblica istruzione Laura Nolfi avrà certamente la soluzione per l’annosa vicenda delle mense. Altrimenti se ne sarebbe già andata. Anzi, se non ha una soluzione farebbe bene a lasciare. Chi lo dice è un genitore che richiama le figlie se dicono che la mensa “fa schifo” e che ha sempre pensato di dover pagare, prima di contestare, oltre a ricordare che siamo in una mensa e non a casa propria e magari adattarsi può anche starci. Così come non dice che le cose vanno male a prescindere, per partito preso, provando a basarsi sulle carte e sui fatti. Per questo,  davvero, o la Nolfi sa come uscirne o è bene ne esca lei. Proviamo a ricapitolare.

Il sopralluogo di Velia Fontana dei giorni scorsi e di una commissione mense “spuntata“, figlia di un regolamento vetusto, confermano quante cose non vanno nel servizio. Quando vicende del genere le sosteneva Paride Tulli “strumentalizzava“, ora che Marco Maranesi chiede chiarimenti e scopre un mondo “strumentalizza“, qui i rilievi – serissimi – li muove una consigliera di maggioranza, per giunta insegnante, e non ci sono risposte se non quelle di maniera dell’assessore, riportate nell’articolo che si può “linkare” sopra. Non ci fosse stato il sopralluogo, quel pollo “non idoneo” sarebbe stato servito? Questo vogliono sapere i genitori.

Giova ricordare che all’azienda vincitrice sono stati affidati 70 punti per l’offerta tecnica presentata e che già la documentazione fornita al consigliere Davide Gatti, dopo più di qualche resistenza, dimostrava che la commissione era stata diciamo di “manica larga” o che l’azienda non rispettava quanto scritto in quell’offerta.

E qui veniamo a un’altra vicenda. La costituzione di quella commissione è stata giudicata “illegittima” dall’Autorità nazionale anti corruzione, interpellata dal segretario generale su mandato del sindaco Luciano Bruschini. Sono ormai trascorsi i trenta giorni indicati in quel parere e ancora non si sa se il Comune procederà o meno alla revoca. Anzi, pare che nel suo periodo di “interim” – senza titoli per ricoprire quel ruolo – dell’area pubblica istruzione l’ingegnere Walter Dell’Accio abbia sostenuto che non essendoci stati ricorsi sulla composizione della commissione si va avanti così. E’ così o non assessore? Se sì sarà pure il caso di firmare un contratto con la cooperativa Solidarietà e lavoro e di pagarla, perché è vero – lo abbiamo appreso in Tribunale dalle parole del funzionario Aurelio Droghini al processo a carico dell’ex assessore Colarieti – che qui “i contratti si firmano dopo“, ma ci chiediamo: cosa è possibile contestare, in queste condizioni, a una ditta che fornisce un servizio scadente?

Non dimentichiamo che al momento non ci sono né il contratto, tanto meno chi deve vigilare sull’esecuzione e il responsabile unico del procedimento che doveva fare le contestazioni. Le mense stanno funzionando in una sostanziale anarchia e la ditta – bontà sua – ancora non prende un euro. Ciò non significa che può fare come vuole, però.

Per questo l’auspicio è che la Nolfi  abbia una soluzione. E che magari dia risposte a quanto sostenne la nutrizionista Raimonda Dessì sull’avvio del servizio o a quanto scritto adesso, nero su bianco, dalla funzionaria incaricata di mandare avanti il sistema e che ha sostenuto – di fatto – di non aver trovato i dati. Ma come? Spendiamo quasi 100.000 euro in tre anni per informatizzare il tutto, siccome con Tecnorg funziona lo affidiamo a Maggioli, i genitori non si collegano più e pazienza, affidiamo a Mercurio service l’ulteriore “data entry” e i dati non ci sono? O volete dirci che serviva un “passaggio di consegne” per dimostrare come si accende un computer e funziona un data base? Nel Comune 3.0?

Il risultato, a oggi, è che non sono stati emessi bollettini e l’anno scolastico volge al termine, con un rischio di danno erariale dietro l’angolo. Ci sono cose gestionali, non c’è dubbio, ma la politica che intende portare avanti l’assessore in questo delicato settore qual è? Sicuramente  sbaglieremo, ma l’impressione è che chiunque si occupi della vicenda mense tenda più a stare dalla parte delle aziende vincitrici che dei cittadini e soprattutto degli alunni che (non) mangiano.

ps. Una cosa per la quale la Nolfi è estranea: che fine hanno fatto le denunce di Angela Santaniello che dice di aver subito “pressioni” durante lo svolgimento della gara e quella di Marco Maranesi che sostiene di temere per la sua incolumità?

Le gare, il Pd, i chiarimenti. Meglio tardi che mai

mingiacchi

Apprendiamo dalla pagina facebook del capogruppo Pd Andrea Mingiacchi che è stato chiesto – a gara assegnata e con un servizio che partirà nei prossimi giorni – di verificare la “regolarità della nomina della commissione giudicatrice” dell’appalto del servizio di igiene urbana. Meglio tardi che mai, anche se è giusto togliersi ogni dubbio, visto quanto accaduto con la vicenda delle mense e il parere dell’Autorità nazionale anti corruzione (Anac) sul quale le scuole di pensiero, chiamiamole così, in Comune sono diverse.

Quando Marco Maranesi, Valentina Salsedo e Luciano Bruschini (il consigliere) avanzarono perplessità sulla composizione della commissione per le mense, rivolgendosi al segretario Pompeo Savarino, l’opposizione tutta perse l’occasione per chiedere subito conto delle presunte anomalie. Ci fu un consiglio comunale pochi giorni dopo, ma nessuno fiatò. Il solo Bernardone, alla riunione successiva, chiese inutilmente “lumi“. Nel frattempo Maranesi è rimasto solo, ma questo conta meno.

Ora che c’è il parere dell’Anac, secondo la quale la commissione è “illegittima”,  e sembra che il Pd rilanci sull’altra commissione. A dire il vero è stato chiesto un Consiglio comunale su entrambe le gare e sarà bene venga fatta chiarezza. Non decide l’assise civica, sia chiaro, ma almeno sapere quello che è successo e come si procede… Vero presidente Borrelli?

Per le mense, banalizzando, è come se siano scese in campo per la partita di calcio le squadre X e Y, ma la terna arbitrale designata per l’incontro non poteva essere quella. Ha diretto bene la gara, però, la partita è stata  vinta da X sia pure con qualche contestazione di Y che poi ha ritirato il suo ricorso alla giustizia sportiva – facendo subito dire a chi seguiva la vicenda che le procedure dell’arbitro e dei suoi collaboratori erano corrette – poi però si è scoperto che quella terna lì non poteva stare… Si rigioca? E’ un rebus… Si revoca la gara? Sì, no, forse. Intanto nessuno fa pagare i cittadini perché il settore pubblica istruzione è senza guida, la funzionaria che era stata messa a controllare le mense ha scritto che i dati sono “spariti“, e nessuno paga la ditta vincitrice che fornisce il servizio ed è ancora senza contratto. Benvenuti ad Anzio…

Per i rifiuti, invece, assessore e due componenti della commissione hanno spiegato che le procedure sono state regolari e che la revoca, poi trasformata in aggiudicazione alla seconda arrivata con strascico di ricorsi e contro-ricorsi, era legata alle comunicazioni arrivate dalla Prefettura sull’antimafia. Anche qui, nessuno prima si è preoccupato in consiglio comunale di chiedere lumi, almeno sulla durata di quella gara….

Oggi è giusto sapere, ci mancherebbe, e fa bene il Pd a chiedere. Il principio è condivisibile: spacchiamo il capello a una gara da 8 milioni e non diciamo nulla su quella da 35? Magari ci si doveva muovere prima, comunque meglio tardi che mai.