Rifiuti, gli strani conti di Placidi. Comunque auguri a tutti

monnezza

La ricostruzione che l’assessore Patrizio Placidi fa su quanto paghiamo i rifiuti ricorda quella di un calzolaio che ripeteva “cugino mio, fai la sola e fai era tacco, te conviene fatte e scarpe nove…

Allora: è acclarato che paghiamo di più e ben oltre la media nazionale, però se non avessimo allargato la differenziata senza avere i soldi oggi pagheremmo meno, se poi non avessimo altri servizi pagheremmo meno. Togli questo e togli altro, scendiamo oltre la media. Ma paghiamo di più o no? Ecco, questa è la realtà e i conti quelli sono.

Tralasciamo le responsabilità che l’assessore dà a prescindere agli extracomunitari, a meno che non dobbiamo immaginare che nei dintorni del centro vivano ormai solo immigrati, ma davvero Placidi pensa che Anzio sia meno sporca di Nettuno, dove il costo totale di raccolta e smaltimento dei rifiuti è praticamente la metà? Ma gira la città?

Diciamo pure che siano responsabilità esclusive di zozzoni incivili, ha ragione l’assessore, ma dopo un piano finanziario cambiato tre volte e con formule che ancora oggi si faticano a capire, Placidi si supera con la differenziata al 79% circa. Ragazzi, viviamo in una realtà avanzata e non ce ne accorgiamo, siamo i soliti fomentatori, incontentabili, strumentalizzati. Peccato che non ci dica come si arrivi a quel 79%, che una percentuale del genere non compaia in nessuna delle classifiche dei Comuni “ricicloni“, peccato soprattutto che anziché diminuire la nostra bolletta dei rifiuti aumenta.

Percentuali simili – verificate e certificate – si trovano certamente al nord Italia, ad esempio nel consorzio Priula. Dove non ricavano appena 400.000 euro dai rifiuti riciclati, altrimenti non lo farebbero.

Ora va bene che è un periodo festivo, va bene che siamo tutti più buoni e anche più creduloni, ma davvero vogliamo credere che la nostra differenziata è a livelli simili?

Comunque tanti auguri a tutti. Ne abbiamo bisogno.

L’assessore Placidi e il costo dei rifiuti. Ricevo e pubblico

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Ricevo e pubblico, dall’assessore Patrizio Placidi. C’è qualche riferimento temporale non corretto perché la nota è evidentemente di qualche giorno fa. Ciascuno potrà farsi un’idea.

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Relativamente a quanto affermato dall’ex senatore De Angelis in merito al costo pro capite del ciclo dei rifiuti della nostra citta’, apparte l’esigua differenza di cifre che risultano dai dati a me forniti dal mio assessorato, ovvero 278,20 € pro capite anziche’ 286,00, mi sembra opportuno sottolineare che tale parametro, riferito all’importo del piano finaziario 2014, comprende anche delle spese che necessariamente sono state affrontate nel corso dell’anno 2013 per l’ampliamento sul 95% del territorio del servizio di raccolta porta a porta (circa 700.000,00 €), e contabilizzate in questo esercizio finanziario perche’ non prevedibili ne preventivabili con quello del 2013.

Gia’ con questi importi il parametro pro capite scende a 265,00 €

occorre poi ricordare che a causa del vecchio capitolato d’appalto (redatto nella legislatura precedente all’insediamento dell’attuale sindaco avvenuto nel 2008), alcuni quartieri di anzio tipo villa claudia, lido dei pini e lido delle sirene ed alcune attivita’ fondamentali quali la pulizia degli svincoli stradali e delle principali arterie di accesso alla citta’ non erano stati previsti.

Ragion per cui sono stati dovuti prevedere dei servizi aggiuntivi da affidare alla ati attualmente in carica per rendere quei servizi ai cittadini che purtroppo nonostante pagassero le tasse erano stati in qualche modo “dimenticati”.

Calcolando una spesa di circa 650.000 euro per l’anno 2013 ed altri 500.000 per l’anno in corso arriviamo ad un parametro pro capite pari 243,00 euro (al di sotto della media regionale pari a 247,00 euro)

L’analisi dei costi fatte dal consigliere De Angelis avrebbero dovuto tener conto di tutto quanto e’ parte del piano finanziario e non solo del totale diviso il numero degli abitanti

E’ opportuno inoltre sottolineare che quest’anno siamo in fase di aggiudicazione definitiva di gara e con i costi previsti nel nuovo capitolato d’appalto dovremmo avere per l’anno 2015 una spesa procapite relativa la ciclo dei rifiuti pari a circa 230,00 euro.

Fermo restando quanto speso dalla vicina Nettuno secondo quanto riferito dal consigliere De Angelis, credo che personalmente a livello di qualità dei servizi offerti alla nostra cittadinanza ed alle condizioni cui versano molte strade di Nettuno stracolme di rifiuti, noi non possiamo lamentare nulla tranne per quei siti divenuti ormai abituali per coloro che non intendono fare la raccolta differenziata, e mi riferisco in particolare a via della Lottizzazione (nei pressi del famoso stabile occupato da extracomunitari), in via della Spadellata, in via dell’Acquario (in particolare in quelle palazzine occupate abusivamente anche da extracomunitari), in via dei Faggi di fronte all’ex acqualand.

Proprio per questo motivo lunedì, al fine di fronteggiare tale problematica ho avuto un incontro in cui sono state invitate tutte le forze dell’ordine……………………

Mi preme aggiornarvi sulla percentuale ottenuta al 31/10 della raccolta differenziata sul nostro territorio pari al 79,58%, dato ampiamente confortante sul lavoro svolto da questa amministrazione, lavoro che ci permette di avere con le fatturazioni presentate alle società cui vendiamo i nostri materiali, il rispetto di quanto previsto dal piano finanziario in merito agli introiti derivanti dalla raccolta differenziata (400.000,00 €).

Senza contare che previsionalmente dovremmo avere un risparmio su quanto conferito alla rida ed agli altri impianti circa 150.000,00 euro di risparmi.

Rifiuti, spendiamo più di altri. Lo dice anche il governo

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Carta parla, recita un vecchio adagio. Magari da sostituire con web parla, dato che dal sito soldipubblici.gov.it si apprendono interessanti vicende relative a tutti gli enti italiani. Al centro dell’attenzione, inevitabilmente, quanto spendiamo per i rifiuti. Dopo il personale, di fatto, l’esborso maggiore. L’appalto appena aggiudicato e ancora “sub judice” per una non meglio specificata anomalia, ma anche piani finanziari cambiati fino all’ultimo istante, costi che aumentano anziché diminuire nonostante la differenziata.

La trasparenza che fatica ad affermarsi ad Anzio – basta leggerlo, il piano finanziario, incomprensibile tra formule e formulette – si trova sul sito messo in piedi dal governo e che monitora le spese sostenute dagli enti pubblici.

Ebbene per i rifiuti, come più volte ribadito, spendiamo troppo. E non rispetto a centri vicini ma all’intero resto d’Italia. I pagamenti totali del 2014 – fino al 30 novembre – riportano 10 milioni 812.426,01 euro ad Anzio con una media di 214,86 euro a cittadino. In Italia la spesa media è stata, invece, di 126,68 euro ciascuno. Se confrontiamo il 2013 – qui i numeri sono relativi a tutto l’anno – i pagamenti totali ad Anzio sono stati di 11 milioni 856.774,97 pari a 233,45 euro a cittadino contro i 128,7 spesi in media nel resto d’Italia. Ci si può divertire a confrontarli con chiunque, se prendiamo due città pressapoco come Anzio troviamo che a Monopoli (Bari) – per esempio – o Empoli (Firenze) , a Gallarate (Varese) o Portici (Napoli) spendono comunque meno mediamente. Se uno va sul sito soldipubblici.gov.it è facile confrontare questo come altri numeri.

C’è un altro dato che emerge ed è quello relativo alla differenza fra quanto inserito nei piani finanziari e quanto pagato realmente. Nel 2013 la “bolletta” dei rifiuti costava al Comune di Anzio, secondo quanto inserito in bilancio, 13.652.374,28 segno che nel corso dell’anno sono stati pagati circa 3 milioni di euro in meno ovvero vanno ancora saldati. Stesso discorso per il 2014: il piano è di 15.326.429,57 e stando a quanto pagato fino al 30 novembre mancano all’appello circa 5 milioni. Comune in ritardo? E’ l’unica risposta possibile, resta comunque una curiosità che speriamo qualcuno voglia soddisfare…

Gara rifiuti, se il problema non è il ribasso…

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E’ passato il messaggio che la Gesam-Ecocar abbiano fatto un ribasso anomalo nell’offerta che ha consentito loro di vincere la gara d’appalto per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. In realtà sembra che il ribasso non sia tale da giustificare l’anomalia ma che l’azienda arrivata prima debba “spiegare” i 70 punti che gli ha concesso la commissione consentendogli di vincere.

Della serie – e speriamo di aver capito male – io ti do 70 punti, il massimo, però tu mi spieghi come fai a darmi i servizi per i quali io ti ho riconosciuto quel punteggio. Domanda: se avevo dubbi, non potevo dargliene di meno?

Certo è che tutti in Comune sapevano che l’offerta era anomala e tutti, anche all’esterno, immaginavano di riferirsi al prezzo offerto troppo basso. Invece si tratta di poche centinaia di migliaia di euro rispetto agli oltre 30 milioni a base di gara. Va ricordato che mandataria della cordata vincitrice è la Ipi, sottoposta a interdittiva antimafia, particolare fatto rilevare anche dalla seconda classificata nell’appalto, la Camassa ambiente, che ne ha chiesto l’esclusione.

Interdittiva della quale si conoscerà l’esito solo a metà gennaio, quando sono attesi anche i chiarimenti che la ditta aggiudicatrice dovrà fornire sulle “anomalie” riscontrate dalla commissione. Se magari qualcuno ci spiegasse di quali “anomalie” si parla sarebbe già un passo avanti. Al contrario della gara per le mense, però, su questa dei rifiuti c’è stranamente meno interesse e della politica e dei media di casa nostra.

I cittadini sporcano e la stampa è “cattiva”. Caro Placidi, non basta

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Speravamo in una presa di posizione del sindaco, Luciano Bruschini, in quanto firmatario dei discutibili e giuridicamente poco sostenibili decreti di nomina degli “ispettori ambientali”. Ma anche in quanto responsabile diretto della sicurezza sul territorio. Speravamo che dicesse: ci abbiamo provato, non ha funzionato, restituitemi i tesserini e finiamola qui, anzi mi scuso con la persona aggredita. Nulla.

Speravamo in una convocazione urgente – da parte dell’opposizione, Tontini escluso perché un suo sostenitore dopo la presenza che ha fatto approvare il regolamento sanitario è diventato , sarà una coincidenza, “ispettore” – del consiglio comunale. Nulla.

Speravamo perché l’aggressione di domenica è la punta di un iceberg di come è stata gestita alla carlona – per non dire peggio – la vicenda di chi doveva svolgere un ruolo di educazione e controllo ma si è trasformato in “sceriffo”. Calpestando regole, con persone scelte senza criterio se non quello di appartenenza ad alcune associazioni e/o politico ovvero aver sostenuto Patrizio Placidi alle ultime elezioni. Ah, associazioni che fra l’altro erano proposte per la cancellazione dalla Regione o non iscritte proprio.

Credo sia eloquente il commento che ormai l’ex comandante della polizia locale, Samuele Carannante, ha lasciato su un blog precedente: ho sempre espresso parere contrario su tale metodo di gestione (questo è uno dei motivi che hanno portato alla mia prossima rimozione)...”

Il metodo è quello usato nell’individuare un agente della polizia locale, nel frattempo anche punto di riferimento di almeno una delle associazioni prescelte, per indicare chi avrebbe fatto l’ispettore ambientale, distaccarlo all’assessorato all’ambiente e dire che il servizio era svolto dalla polizia locale quando così non è. Opporsi – a questa e altre vicende – a Carannante è costato il posto. D’altro canto non è dirigente, speriamo solo che chi arriva non faccia la fine dei predecessori…

Il servizio è stato gestito dal settore ambiente, con determine di liquidazione firmate dal dirigente a tempo di record e servizi svolti sul territorio arrivati sul tavolo di chi è stato, al tempo stesso, controllore e controllato.

I volontari – a quelli che lo hanno fatto con questo spirito va solo reso merito – avevano come rimborso 10 euro al giorno. Nulla, certo, ma nessuno ci ha ancora spiegato quante sanzioni sono state fatte, quanti soldi entreranno nelle casse del Comune e quanti andranno alla Provincia, quanto il servizio ha fatto sì che le discariche a cielo aperto diminuissero.

Su una cosa l’assessore Patrizio Placidi ha assolutamente ragione: sono i cittadini a sporcare. E’ incontrovertibile. Ci sarebbe da aggiungere che se tu fai la differenziata in tutta la città e lasci i cassonetti in centro qualcuno che viene a gettare l’immondizia c’è. Se poi fai la differenziata e la bolletta invece di diminuire aumenta, allora qualcuno che dice chi me lo fa fare lo trovi. Non hanno ragione, sia chiaro, ma il Comune non ha brillato. E se proprio doveva impiegare gli ispettori non era il caso di “piazzarli” in una zona dove i sacchetti oggi vengono tolti – da costose squadre “volanti” che poi paghiamo noi – e domani si ritrovano? Forse qualche sanzione reale e la fine delle discariche a cielo aperto oggi l’avremmo.

Non ero in conferenza stampa e mi spiace, speravo che altri dimostrassero a Placidi che può urlare e prendersela con i giornalisti quanto vuole ma i fatti parlano chiaro. E i giornalisti – magari lui è abituato a una stampa più docile – ci sono per raccontare. O magari per ricevere, come è capitato a chi scrive, qualche “simpatico” messaggio, rispedito al mittente, dagli ispettori.

Sostiene l’assessore: “Li abbiamo pagati fino al mese di ottobre. Il loro tesserino, tuttavia, è valido fino al prossimo mese di giugno e molti hanno continuato a svolgere il proprio compito, che lo ricordo è educativo e sanzionatorio solo in casi estremi (la sanzione che gli Ispettori annunciano, viene poi formalizzata dalla polizia municipale), a titolo volontario”. Dobbiamo dedurre, per esempio, che la richiesta di sapere di chi fosse un terreno a Falasche di qualche giorno fa fosse un’iniziativa degli “sceriffi” e lo stesso valga per un verbale – in possesso di chi scrive – del 28 novembre. C’è almeno un tesserino (si veda la foto di ieri) che scade ad agosto. E poi la storia dell’ispettore che ha aggredito Fortini sospeso: ma come, il servizio non era cessato a settembre? O anche lui “volontariamente” andava in giro a controllare chi getta le cose nei cassonetti, sperando di elevare una sanzione e poi avere in cambio non più della pacca sulla spalla da Placidi, dato che i pagamenti non ci sono più? E quei tesserini, le auto con l’autorizzazione “di servizio”, le palette che usano – sempre gratis, ce lo dice l’assessore, da ottobre – non sono una violazione? Caro assessore, come si gira si gira questa vicenda puzza. E anche molto.

Non c’ero alla conferenza, ma sarebbe stato interessante sapere anche quando il “porta a porta” – con quello che paghiamo… – inizierà anche in centro. O cosa ne pensa, Placidi, dell’azienda che ha vinto come tutti si aspettavano e ha un’interdittiva antimafia. Perché lui – che evidentemente tanto bene ha amministrato… – si candida a guidare questa città. E allora certe risposte dovrebbe darle.

Rifiuti: gli aumenti, il libro e le scoperte dei cittadini. Penalizzati

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In consiglio comunale arriva l’assestamento di bilancio. Sembra scontato che passerà senza troppi problemi, perché i “dissidenti” attraverso un non meglio specificato documento dovrebbero rientrare nei ranghi. Aspetto, questo, che vedremo nei prossimi giorni.

Quello che interessa è altro ovvero il peso che sul bilancio del Comune di Anzio ha il servizio rifiuti e, di conseguenza, la tassa che devono pagare i cittadini. Nei giorni scorsi il consigliere Candido De Angelis ha sollevato il caso del costo pro capite sottolineando come qui si paghi praticamente il doppio della media nazionale e circa 50 euro in più di quella del Lazio.

Ma sono altri i dati sui quali riflettere. La situazione di degrado è segnalata sistematicamente dal Comitato Tares equa (lo stesso che tra l’altro scoprì senza che nessuno chiese conto in Consiglio comunale che il regolamento per la disciplina della raccolta dei rifiuti è copiato dal Veneto) e dal neonato gruppo facebook Ecomappa di Anzio, passato dal virtuale al reale con richieste di intervento protocollate al Comune. Sperando non facciano la fine delle fatture chieste dall’altro comitato che poi si è rivolto alla Procura.

Sui conti, però, ci viene d’aiuto Luciano Dell’Aglio, un simpatico cittadino in pensione che al contrario dei politici si mette a studiare e sforna dati. Ne sanno qualcosa all’ufficio tributi, dal quale comunque non gli rispondono più. Ufficio che applica le indicazioni politiche sulla tariffa per i rifiuti, mentre chi lo dirige su un libro che pubblica con “Maggioli” scrive – come vedremo – tutt’altro.

Andiamo con ordine. Il piano finanziario dei rifiuti nel 2014 prevede una spesa di 15 milioni 326.429,57 euro. Quasi due in più dello scorso anno, praticamente il doppio rispetto al 2005 quando a onor del vero non c’erano i servizi di oggi e i prezzi – per molti motivi – erano diversi. La crescita, comunque, è stata esponenziale negli anni ma concentriamoci sulla differenza tra il 2013 e il 2014. Anziché diminuire, come dovrebbe accadere facendo la differenziata, il conto aumenta. Ci sono dentro il costo, sia pur minimo, del “cassetto tributario”, i 30 centesimi a metro quadrato che lo scorso anno andavano allo Stato e per questo si tiene il Comune, un fondo per il rischio inesigibili e via discorrendo. Il buon Luciano confronta delibere e documenti ufficiali e scopre che paghiamo in media il 33,7% in più rispetto a un anno fa. Una famiglia di 4 persone passa da 250 a 335 euro. Meno male che l’assessore Placidi assicurava ovunque che non ci sarebbero stati aumenti. Li pagheremo profumatamente, invece, e in barba al testo “La Tari. Predisposizione del piano finanziario e delle tariffe”, Maggioli editore appunto. Lo ha scritto Luigi D’Aprano, responsabile dei tributi ad Anzio, insieme a una collega di Aprilia che svolge lo stesso lavoro.

Tralasciamo il fatto che il Comune di Anzio è cliente di Maggioli per diversi servizi e che il rischio incompatibilità è sempre dietro l’angolo, perché c’è qualcosa di più interessante. Secondo il principio di legge a dover pagare di più è chi produce il maggior numero di rifiuti e l’indicazione – chiara – è quella di andare incontro ai cittadini. Così D’Aprano nel suo libro scrive che il 40% della tariffa va a carico delle utenze domestiche e il resto di quelle non domestiche. Ad Anzio, invece, si fa l’esatto contrario: 80% a carico dei cittadini e 20% delle aziende. La teoria è un conto, evidentemente, l’indicazione politica altro.

Nessuno deve aver comprato né letto il libro, che aveva pure un simulatore che il buon Dell’Aglio ha utilizzato. Chissà, allora, se parlando di bilancio qualcuno chiederà a Placidi e all’assessore al bilancio Zucchini, perché no al sindaco Bruschini e alla sua litigiosa maggioranza, secondo quale principio si penalizzano le utenze domestiche?

Già, perché se applicassimo quanto scritto dal responsabile dei tributi, sul totale del costo del servizio a carico dei cittadini dovrebbero esserci 6 milioni 130.571,83 euro invece di 11 milioni 494.822,18 e la famiglia della quale abbiamo parlato prima non pagherebbe 335 euro ma 177 circa. Il resto sarebbe a carico delle utenze non domestiche che il Comune – per quale scelta politica? – ha deciso di salvaguardare. Un’autofficina secondo il libro dovrebbe pagare 12,87 euro a metro quadrato, mentre la delibera è di 5,36. Un ristorante 48 e invece si ritrova con 20. In generale alle utenze commerciali spetterebbero – sempre secondo il libro – 9,2 milioni di euro circa, contro i 3.831.607,39 del totale del piano tariffario.

E qui torniamo all’inizio, al problema dei problemi. Le attività, già alle prese con la crisi, lamentano aumenti eccessivi rispetto agli anni passati e hanno ragione perché – come abbiamo visto – siamo arrivati a più di 15 milioni di euro. Quasi il doppio della vicina Nettuno o di Velletri e Pomezia, di Aprilia. Qualcuno vuole spiegarci perché?

Rifiuti, quello che non va. Sui costi record interviene anche De Angelis

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L’ex sindaco Candido De Angelis offre un dato di lettura diverso del costo esorbitante che i cittadini di Anzio stanno pagando per la raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, senza peraltro avere alcun beneficio. Lo fa attraverso la sua pagina facebook e utilizza il costo pro-capite che ciascun residente – neonati compresi – sopporta ad Anzio per la “bolletta” dei rifiuti che il Comune ha inserito nel piano finanziario 2014.

Non solo aumenti spropositati e situazione fuori controllo, come da mesi denunciano fra gli altri i cittadini del comitato Tares equa, ma un costo pro-capite che non ha eguali. Vero che nel dover pagare la tariffa il riferimento è a nucleo familiare e metri quadrati, ma è altrettanto vero che il dato fornito da De Angelis è preoccupante.

Se in Italia la media a persona è di 203 euro, in Lombardia si pagano 123 euro e nel Lazio – dove ci sono i noti problemi – 247. Ad Anzio battiamo questo record, perché con oltre 15 milioni di euro di piano finanziario (modificato fino all’ultimo e ancora francamente poco comprensibile) si arriva a una media pro-capite di 286,17 euro. Senza andare troppo lontano, a Nettuno, il piano finanziario è poco meno di 9 milioni e mezzo di euro e i nostri “cugini” non arrivano a 195 euro pro-capite.

Il dato fornito da De Angelis – che da senatore ha fatto anche parte della commissione sul ciclo dei rifiuti – è un altro tassello rispetto alla dissennata gestione del settore nella nostra città. Aspettiamo venerdì le “barricate” in consiglio comunale, quando si parlerà fra l’altro anche di variazioni di bilancio e ci sarà modo – magari – di affrontare ciò che non è stato possibile dire nella famosa assise dell’1 agosto, quella dei 10′ di ritardo e di tutto il resto.

Sempre che si faccia quel Consiglio,  perché la vicenda dei “dissidenti” non sembra ancora rientrata e perché di fronte a certi dati magari qualcun altro in maggioranza vorrà chiedere lumi a Patrizio Placidi della sua gestione del settore e di una città che non trova alcun giovamento dal prezzo – salato – che sta pagando.  Ammesso che la singolare formula con la quale arriva al 70% di differenziata fosse vera, dovremmo almeno avere un beneficio nella tariffa. Macché…

Rifiuti, eppur si muove… Ma senza trasparenza

Aggiornamento di oggi, 7 novembre: è stato inserito questa mattina l’avviso, si tratta come immaginavamo della convocazione della commissione di gara che valuterà l’offerta economica per il servizio di igiene urbana. La convocazione è per il 25 novrembre alle 15.

L’avviso pubblico è, con l’oggetto, sul sito del Comune da oggi. Cosa significhi “Affidamento servizio di igiene ambientale e servizi accessori per la raccolta differenziata” non lo sappiamo. Atteso che il 3.0 è una chimera, oltre che una mancata promessa elettorale, possiamo solo immaginare si tratti di un avviso relativo alla gara finora misteriosamente bloccata.

Non lo sappiamo perché, come è capitato anche con altri provvedimenti, l’allegato non c’è. Una dimenticanza, un errore, il 3.0 che non c’è o quello che volete, nessuna malafede insomma, comunque per i rifiuti sappiamo che qualcosa finalmente si muove. Ora vorremmo capire cosa. Si può pubblicare l’atto, per piacere?

Trasparenza, mense, centro-destra unito e silenzio sui rifiuti

consiglioanzio

Non sapremo mai, a meno di un’inchiesta dopo l’esposto di Marco Maranesi, perché non sono stati consegnati i documenti richiesti. Né ci interessa più. Il motivo? Intorno a questo tran tran per le mense si sta giocando ben altra partita, tutta interna al centro destra che governa, a quello che sta – starebbe – all’opposizione e a quello che non ha più rappresentanti in consiglio comunale.

La commissione trasparenza di oggi, alla fine, è servita a sfiduciare Andrea Mingiacchi. Il quale avrà mille difetti e avrebbe fatto bene a non accettare l’incarico a suo tempo – anche per i finanziamenti ricevuti dall’associazione che presiedeva e della quale è ancora punto di riferimento – avrà sbagliato a non imporsi la prima volta sul caso del decreto legislativo 33/2013 con il segretario e una settimana fa con la Santaniello, ma è la vittima sacrificale sull’altare di una ritrovata maggioranza. La notizia è questa. Vista la malparata giudiziaria, le indagini che stanno travolgendo il Comune e le recenti condanne il centro-destra di opposizione ha ufficialmente aperto un “ragionamento” con quello in difficoltà. Lo vedremo dal presidente della commissione trasparenza. Ah, giusto per la cronaca: era assente il capogruppo 5stelle che voleva partecipasse un suo delegato, cosa ovviamente impossibile.

Intanto anche Davide Gatti si accorge delle mense, sulle quali va detta una cosa: questa azienda è partita bene, ma si sta perdendo con il passare dei giorni. Non servono commissioni o altro, basta chiedere ai bambini – e chi li ha può confermare – i quali pure erano inizialmente entusiasti.

Alla grande attenzione per le mense non corrisponde, stranamente, quella sui rifiuti. L’ormai abile comunicatore Marco Maranesi fa sapere con un comunicato che anche in questo caso chiederà gli atti “con un’apposita richiesta di accesso” oltre a chiederne la pubblicazione totale sul sito, verbali compresi. Ah, chi ha dubbi si rivolgesse “presso Procura della Repubblica di Velletri e ad inoltrare un esposto come ho fatto io”.

Data la situazione che quotidianamente viene esposta in diversi gruppi facebook – il 3.0 dovrebbe seguirlo – noi vorremmo semplicemente sapere perché la gara per il servizio non va avanti. Anzi, si proroga – e costa milioni – uno che non funziona.

Di questo, nella “guerra” di comunicati che si sussegue, nessuno parla. Tanto meno di un’inchiesta che ha portato al sequestro di documenti relativi alla gestione di quel servizio e alle assunzioni in piena campagna elettorale, quando il “porta a porta” è iniziato senza copertura finanziaria come confermano i debiti fuori bilancio votati di recente in consiglio comunale. A proposito di assunzioni, speriamo siano veramente solo voci – le riportiamo così come le sentiamo – quelle di promesse di posti in cambio di denaro

Placidi all’attacco, dei De Angelis e della maggioranza

Un fermo immagine della conferenza

Un fermo immagine della conferenza

La differenziata fa acqua da tutte le parti? Lui non c’entra nulla. Chiedete a Romeo De Angelis. L’assessore e coordinatore di Forza Italia Patrizio Placidi non usa mezzi termini nell’ambito della conferenza della lista Enea e poi negli studi di Young tv. Parla di “ricatto” addirittura rispetto al porta a porta. Dimentica – e nessuno glielo chiede – che il servizio è partito privo di copertura finanziaria e che nemmeno un mese fa sono stati votati i debiti fuori bilancio.

Placidi davanti alle telecamere si esalta. Attacca, come suo solito, parte in quarta anche nei confronti dell’ex sindaco Candido De Angelis, e se c’è la questione rifiuti non manca di intervenire su una serie di argomenti. Dal porto all’organizzazione della macchina amministrativa, dal caso mense alla riscossione coatta dei residui per la vicenda rifiuti. Emerge chiaramente, insomma, la divergenza tra l’assessore, il sindaco e il resto della maggioranza. Vale la pena di guardare il video e farsi un’idea.

Qui viene solo una riflessione: da quale pulpito…