Il sindaco non molla, siamo: “Disturbati mentali”

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Di seguito il comunicato del sindaco, Luciano Bruschini, dopo la notizia resa nota dal senatore Cervellini che non c’è necessità della commissione d’accesso.

Purtroppo il primo cittadino non perde l’occasione, ormai, di insultare (ricordiamo gli “imbecilli locali” e, da ultimo, gli “ominicchi” e le “viperelle“)  chi non la pensa come lui. E, dispiace, non è il Bruschini che conoscevamo. Questa la sua nota:

“Ringrazio il Ministro dell’Interno per aver chiarito, ancora una volta, che non sussistono elementi orientati al condizionamento dell’Amministrazione Comunale. Come ho sempre sostenuto, conoscendo bene la Città, non sono mai esistiti e non esistono condizionamenti all’attività amministrativa. Auspico che i denigratori seriali, locali e nazionali, che insistono quotidianamente su queste tematiche se ne facciano una ragione. Del resto posso dimostrare che, quando sono venuto a conoscenza di presunti fatti che, a mio giudizio, potevano essere considerati allarmanti sono stato io, per primo, a recarmi dalle Forze dell’Ordine che ringrazio sempre per la positiva collaborazione ed attenta vigilanza sul nostro territorio. Il sottoscritto, dal 1980 ad oggi, si è sempre confrontato con tutte le Istituzioni e non ha mai avuto problematiche di natura giudiziaria. Non saprei quanti, con i miei stessi incarichi istituzionali, se ne possano vantare.  La Città di Anzio, con le sue attività commerciali, le associazioni, le scuole e con tutte le sue istituzioni, non merita di essere additata in questo modo da una setta di disturbati mentali che saranno giudicati, nei loro comportamenti, dai cittadini laboriosi ed impegnati di questa Città”.    

Lo ha affermato il Sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, in una nota stampa diffusa a difesa del territorio, dei cittadini e della vocazione turistica della Città.

Non serve la commissione d’accesso, ora sappiamo. Però…

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Il Ministero dell’Interno  “non dispone, allo stato attuale, di elementi concreti e univocamente orientati al condizionamento dell’Amministrazione comunale“. Finalmente sappiamo. Il senatore Massimo Cervellini rende nota la risposta arrivata alla sua interrogazione – e immaginiamo anche a quelle analoghe – e annuncia che sabato 29 ci sarà l’appuntamento sulla legalità per il quale il sindaco ha negato la sala.

Ribadisco il concetto: nessuno voleva per forza la commissione, ma non si poteva lasciare appesa una città che ha problemi seri, serissimi, anche con le infiltrazioni ma nella quale si assumono ormai atteggiamenti mafiosi. Ne parlo tra un po’, prima la nota del senatore di Sinistra italiana: “Il Ministero dell’Interno risponde alla mia interrogazione: pur riconoscendo la gravità dei fatti verificatisi nel tempo – aggiungo: alcuni dei quali successivi alla data di presentazione dell’interrogazione – ritiene, specificando testualmente, di non disporre, allo stato attuale, di elementi concreti e univocamente orientati al condizionamento dell’Amministrazione comunale. Perciò noi manteniamo altissime l’attenzione e la vigilanza, non ci facciamo intimidire da nessuno ed il prossimo 29 aprile ci riuniremo ad Anzio, anche se il sindaco ci vieta l’utilizzo della Sala comunale’. 

Lo dichiara in una nota il senatore di Sinistra Italiana Massimo Cervellini, vice presidente della Commissione Lavori pubblici, primo firmatario di un’interrogazione, presentata a luglio 2016, sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel litorale romano, orientata a verificare eventuali iniziative prese dal prefetto e a chiedere l’insediamento di una commissione d’accesso per verificare la sussistenza dei presupposti per l’applicazione al Comune di Anzio degli articoli 142 e 143 del Testo unico degli enti locali, relativi allo scioglimento del Consiglio comunale. Finalmente l’interrogazione ha ricevuto risposta. Il senatore si è fatto anche promotore, lo scorso marzo, di un incontro tra un gruppo di senatori e la prefetta di Roma per affrontare in maniera sinergica il tema delle infiltrazioni criminali sul territorio del litorale romano. Il prossimo 29 aprile parteciperà all’incontro sulla legalità ‘LegalizzAnzio, fragilità del nostro territorio, una cultura da ricostruire, che si terrà presso Serpa Hotel di Anzio, a partire dalle ore 10.00. Era stata precedentemente chiesta la disponibilità della Sala del Comune, che però non è stata concessa.

‘Noi siamo rispettosi e tenaci – continua il senatore Cervellini – però nessuno dica che non sapeva. Continueremo, coinvolgendo sempre tutte le istituzioni preposte, come sempre abbiamo fatto a cominciare dalla Commissione bicamerale Antimafia, ma soprattutto i cittadini, che devono essere consapevoli ed informati di quanto accade nella loro bellissima città. Davanti ad intimidazioni così pesanti ci saremmo aspettati solidarietà alle denunce pubbliche che abbiamo fatto, non certo insulti.

Dopo la mia interrogazione del 21 dicembre sulla costruzione di alcune centrali Biogas, il sindaco ha prodotto un’ordinanza di precauzione che sospende i lavori degli impianti, che valuto positivamente rispetto alle decisioni che aveva preso la sua Amministrazione. Bene.

Ora però il TAR sospende l’ordinanza, in attesa di esaminare il ricorso sollevato dalla Ecotransport. Male.

Pongo una semplice domanda: le motivazioni addotte sui rischi ambientali e la salute dei cittadini, l’attesa degli esiti dello studio epidemiologico nella zona Padiglione del Comune di Anzio e tutti gli approfondimenti necessari, continuano a vivere e verranno rispettati? Su queste delicate materie – salute ed ambiente – la Corte europea afferma: spetta alla Politica stabilire il livello del rischio accettabile o non accettabile. La Commissione europea scrive a conferma che la decisione è prettamente politica e non tecnica. Il 29, ad Anzio, parleremo anche di questo!‘”

E di seguito la nota diffusa dai Grilli di Anzio sull’appuntamento:  Il 29 Aprile dalle ore 10 alle ore 12 presso il Serpa Hotel (Via Ardeatina,264) ad Anzio,si terrà a cura del Meetup “Grilli di Anzio”  e di Sinistra Italiana sez.Anzio-Nettuno il convegno:

” legalizzAnzio- Indagini,Rapporti,Processi: il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel litorale romano”

Interverranno: Alberto Spampinato, giornalista, direttore Ossigeno per l’informazione,

Andrea Palladino, giornalista, Giancarlo Ceci, tecnico ambientale, Sen.Luigi Gaetti, vicepresidente commissione parlamentare antimafia, Sen. Elena Fattori ,M5S

Sen. Massimo Cervellini  SI. Moderatore Elisabetta Bonanni, cronista

Come ho detto agli organizzatori sarò assente, chiamato a Sabaudia alla presentazione di un libro per il quale mi ero già  impegnato. Partecipo volentieri, a distanza, ricordando quello che ho detto a luglio, intervenendo al convegno organizzato dal comitato per la legalità, presente il senatore Mirabelli del Pd. Sostenevo e sostengo, in estrema sintesi:  “Nelle diverse indagini che riguardano il Comune esistono stessi personaggi e modalità per voto di scambio, abuso d’ufficio e corruzione. Con l’avvento delle cooperativa assistiamo a una sorta di Anzio Capitale e non lo cito a caso. Nelle intercettazioni di Mafia capitale, sistema basato su questa cooperazione, Buzzi dice di aver buttato 150.000 euro ad Anzio, spero che si stia indagando su dove e perché. Qui abbiamo fatto mettere il vestito bello alla delinquenza locale, avvicinata dalla camorra o da chi si spaccia per esserne affiliato, è stata usata per avere voti o se non altro – lo dicono le indagini – per favorire i soci elettori di…. Se poi si fa un’estorsione perché i soldi finiscano alla moglie di un boss detenuto, siamo arrivati alla fine. Al di là delle responsabilità penali sono le modalità che non vanno bene, unite all’intolleranza e alle minacce verso chiunque dissenta”.
Ecco perché – pur in presenza di sentenze che dicono come i Gallace e i Noviello Schiavone, quindi ‘ndrangheta e camorra – abbiano qui le loro ramificazioni, pur in presenza di sequestri e confische che dimostrano come siano stati fatti investimenti, il problema non è solo questo. Sono gli atteggiamenti nei confronti di chi dissente, la gente presa per “fame“, perché deve lavorare, quella che ha paura di denunciare poiché altrimenti sarebbe esclusa da un sistema che si alimenta con il potere fine a se stesso e con affari quotidiani diciamo “border line“. Ecco, al di là delle indagini e del loro esito, felice perché non avremo l’onta di una commissione d’accesso, dico che la guardia non va mantenuta alta ma altissima. Partendo dagli elementi citati dal ministro che sono gravi.
Poi, rispetto all’altra città sulla quale mi piacerebbe un confronto sereno, dovremmo chiederci quale  Anzio ci lascia questa classe dirigente. Io, come altri, sono molto preoccupato.

Tuscano, il Fiamma, le “centinaia di migliaia” a Pasqua…

WCENTER 0WHCBGPAHJ  -  ( Mino Ippoliti - villa di nerone 4.jpg )PER EMILIO

Sono anni che seguo le vicende politiche locali e mi piace, ormai, ricordare qualche aneddoto. Deve essere il segno del tempo che passa…

Bruno Tuscano, sicuramente più navigato di me nelle vicende dei partiti di casa nostra, racconta di uno che era sicuro di avere 300 voti. Lui rispose che era contento, poi pose una domanda: “Ma lo conosci il cinema Fiamma?” E questi, quasi entusiasta: “Sì certo….” La risposta di quel sornione di Tuscano fu: “Ecco, conta le sedie, sono 300, riempilo, poi prendi chi è venuto e portalo a votare e scrivere il tuo nome...” Il povero, ovviamente, non venne eletto.

Cosa c’entra? Semplice, a dare i numeri facciamo presto. Così leggiamo in un comunicato ufficiale che ad Anzio ci sono state “centinaia di migliaia di presenze” nell’ultimo fine settimana, quello di Pasqua. Ora, la città era piena, i ristoranti pure, ha funzionato tutto come ci ricorda il sindaco e va bene. Benissimo, c’è da esserne contenti. Ma “centinaia di migliaia” presuppone che siano molte e molte di più delle “decine di migliaia” che pure c’erano. E che quando il tempo è clemente e capitano “ponti” ci sono, sempre.

E allora, perché dare i numeri? Semplice, per una smania comunicativa – spesso, ma non stavolta per fortuna, “copiata e incollata” dai media locali  – nella singolare tenzone che si è scatenata con il Comune di Nettuno e i fantasmi grillini.

Il sindaco, gli assessori, la maggioranza, lo staff, dicendo “centinaia di migliaia” dovrebbero anche dimostrarlo, poi sono liberi di fare come vogliono. A modesto parere di chi scrive continuando a inondare redazione e social lo stanno facendo, il gioco dei grillini. Problemi loro.  L’ipotetico cinema Fiamma dove infilare le centinaia di migliaia di persone, va riempito. E i consensi trovati non con i comunicati, ma attraverso le cose promesse e realizzate, non continuando spesso a vendere fumo. Poi, ripeto, liberissimi di farlo.

Infine va sottolineata una bella iniziativa, quella di ricordare il 25 aprile Mario Battistini. E’ uno dei pezzi di quella memoria collettiva che appartiene a tutti, senza distinzioni, e che ha fatto rinascere questa città. Al sindaco e a chi ha pensato questa cerimonia vanno solo che sinceri complimenti.

La sala, le regole, la legalità e l’errore di Bruschini

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Si è fatto un gran parlare della mancata concessione al Meetup “Grilli di Anzio” e a Sinistra italiana della sala consiliare di Villa Sarsina. Il sindaco – che negli ultimi giorni inonda i social – ricorda che è stata concessa per “iniziative di livello nazionale e internazionale” e posta foto di Roger Waters, Gianni Rivera e Franco Mandelli, quindi che è stata   aperta gratuitamente “a tutti i cittadini, alle associazioni, alle Asl, alle società sportive ed a tutte le realtà sociali e culturali del territorio“.

Nel rispondere in modo piccato a 5stelle e Sinistra italiana per il rifiuto Bruschini – e non è da lui – è incappato in un errore. Perché ai soggetti politici la sala è stata data. All’ultimo referendum ai movimenti per il Sì e per il No in modo “bipartisan“, ma prima ancora ai giovani di Forza Italia o al circolo di Rifondazione Comunista. Gli stessi attivisti del Meetup ricordano l’altro appuntamento sulla legalità, a luglio, con esponenti del Pd. In quel caso – va detto per dovere di cronaca – a organizzare era un Comitato per la legalità trasversale e senza simboli ed erano attesi anche altri interventi di esponenti di partito. Ma il punto non è questo, perché quella sala – concessa dall’esponente di estrema destra Delle Chiaie appunto a Rifondazione, non è di Bruschini e non può decidere che siccome i prossimi temuti avversari “grillini” vogliono parlare di legalità devono farlo da un’altra parte, fra l’altro in questa specie di “crociata” incomprensibile con Nettuno.

Il motivo è semplice: nell’assenza di norme il sindaco fa come vuole. La sua segreteria ha usato e usa il buon senso quando chiede, ad esempio, di non usare gli spazi a Comune chiuso perché ci sono spese da affrontare ed è comprensibile.

Allora ribaltiamo il concetto: come si ottiene Villa Sarsina? E come si fa a chiedere una sede per un partito, un’associazione, un comitato? Il Comune ha spazi che potrebbe concedere pagando una cifra simbolica? Quanto costa aprire Villa Sarsina il sabato mattina e non può diventare fonte di entrata? Esiste un regolamento in tal senso? No. Perché un sindaco che in quell’aula – dove per la legalità delle piccole cose l’emiciclo è sistematicamente violato da chi non dovrebbe esserci – dice che le gare sono inutili, dopo una vicenda come quella Giva/Parco di Veio, preferisce non averle. Nell’anomia si “aggiusta” meglio. Non esiste perché i consiglieri comunali sono presi da altri impegni, evidentemente. Allora provasse quel che resta dell’opposizione (quella di De Angelis ottenne in poche ore l’ex sede del Msi, non ci pensa proprio) a portarlo e farlo discutere: la sala si concede a, per, rispettando questi criteri…. La legalità parte da piccole regole condivise.

E non c’entra – fatevene una ragione – chi racconta. Ho letto che ci si è inalberati perché la notizia è stata resa nota da Agostino Gaeta. Era in Comune, ha saputo, ha scritto. Che doveva fare? Certo, buon senso avrebbe voluto che il sindaco lo comunicasse prima a chi voleva organizzare, ma il livello questo è e non possiamo prendercela sempre con chi racconta.

Poi che lui parta e immagini chissà quale complotto è altro discorso. No, non esiste un’antimafia parolaia. Quello che è scritto nelle interrogazioni parlamentari che arrivano da più parti è ciò che sappiamo e non è tutto. Né c’entra la segretaria generale che svolge il suo ruolo e se denuncia pressioni non fa che confermare le preoccupazioni di chi l’ha preceduta, di un’altra dirigente, dei parlamentari che “interrogano“. Poi c’è la realtà quotidiana e quella supera la fantasia. Perché quando uno ti si avvicina, ti racconta una storia e all’invito ad andare dalle forze dell’ordine per la portata di quella vicenda risponde “io devo lavorare, me la farebbero pagare” abbiamo toccato il fondo.

E’ su questo che dovremmo riflettere, caro sindaco, tutti insieme.

Ominicchi e viperelle, caro sindaco non ci siamo

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Il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, torna a mandare messaggi sibillini. Nella serie di comunicati che stanno inondando redazioni e social – deve essere la sua nuova e insolita strategia mediatica anti 5stelle che finisce per aiutarli, i “grillini” – ogni tanto infila “perle” come quella che riportiamo qui sotto.

Chi pensa di costruirsi una carriera politica inventando e moltiplicando falsità sulla nostra Città, senza mai domandarsi se sono all’altezza di poterlo fare, dipingendola come una contrada ai confini del mondo, sarà isolato dagli stessi Cittadini che vivono in una delle Città più belle ed organizzate della nostra Nazione. Vergogna! Questi <ominicchi e viperelle> sono a conoscenza che non spetta alla politica la gestione degli appalti pubblici? Certo che lo sanno, ma omettono volutamente di dirlo… Mi è già capitato, in passato, di vedere chi era portatore dei valori di onestà, legalità ed altro: molti di loro sono finiti nelle patrie galere. Viva Anzio, Viva i Cittadini che amano e difendono il buon nome della nostra Città“.

Non è lui, non è il Bruschini che conosciamo, anche se dalla storia che riguarda chi scrive e cioè che “siamo tutti nati e cresciuti ad Anzio” – insinuando chissà cosa – agli “imbecilli locali”, dalle maxi richieste di risarcimento annunciate come le denunce a una parlamentare, di strada evidentemente ne ha percorsa tanta in tal senso. Era ed è abituato a parlare con le 8-10 persone che “fanno” politica nei diversi schieramenti dei partiti e a sistemare le cose, mettere a tacere, rinviare. Per questo, forse, è diventato allergico ai cittadini che chiedono, dimostrano, accedono ai documenti. Non li sopporta, è evidente, ad Anzio come ricordava Mario Marcellini sui social vige il vecchio adagio “cuggì, fatte li c… tua”. Devono pensarla così il sindaco e la sua maggioranza, vecchia e allargata agli ex avversari di Candido De Angelis, nel frattempo incaricato alla successione di Bruschini e che – tacendo – acconsente.

Ebbene, signor sindaco, deve dire chi starebbe costruendo carriere inventando falsità. Chi dovrebbe vergognarsi e perché. Troppo facile sparare nel mucchio.

Allora proviamo a rigirarlo, il discorso, se si riferisce agli “ominicchi” chi sarebbero gli uomini? Quelli che amministrano la città, usando spazi pubblici senza pagare il dovuto, ad esempio? O chi ha “dimenticato” di pagare i tributi, al punto da far intervenire gli uffici per proporne la decadenza in quanto incompatibile? O chi si è visto far causa dal Comune perché non aveva girato i soldi dovuti? Oppure quelli che confondono il loro ruolo e vendono biglietti, propongono spettacoli, decidono chi entra e chi non a teatro. O no, forse abbiamo capito male, sono quelli che hanno l’hotel chiuso da un’ordinanza ma che magicamente apre perché lo dice la Prefettura, senza che il sindaco – come farà successivamente – si preoccupi dell’arrivo dei migranti. Sono questi, gli uomini? Basta saperlo…

Fa riferimento, sempre con termine spregiativo, a “viperelle”, qui è molto più semplice capire chi non è tale, almeno secondo il sindaco. Ad esempio chi firma dimissioni irrevocabili e poi ci ripensa o chi passa da un gruppo consiliare all’altro ma resta fedele alla maggioranza, non si sa mai… C’è anche chi non si accorge di un candidato che ha un titolo non richiesto da un bando, volendo eh….

Il riferimento agli appalti è, anche quello, incomprensibile. Formalmente la politica non c’entra, lo sa chi scrive e anche tanti altri. Un pochino si è studiato, su…. E’ che in questa città la politica se ne occupa talmente tanto che hanno arrestato e condannato in primo e secondo grado un ex assessore proprio di Bruschini, hanno chiesto il giudizio per un altro assessore e una consigliera comunale, nell’indagine “Malasuerte” una vittima di estorsione riferisce che è stato un politico a mediare (il quale, però, sostiene che la signora in questione millanta), e non c’erano forse un assessore e un consigliere comunale a “difendere” l’appalto che passava da Giva a Parco di Veio a Villa Adele? Non sono stati assessori e politici di casa nostra a dire che preferivano una ditta piuttosto di un’altra per l’appalto rifiuti?

Poi, magari, capiremo anche per quale motivo due segretari generali sono andati dai carabinieri a proposito di appalti. Di sicuro una dirigente lo ha fatto denunciando pressioni della politica e presenze diciamo singolari nei suoi uffici, guarda caso di una persona che è usa girare liberamente anche nell’emiciclo consiliare. Ah, non è andato lo stesso sindaco dai carabinieri per la tangente – mai trovata – sull’appalto mense? 

Non ricordo, a memoria, chi sia finito in galera in questa città dopo aver predicato onestà e dire che faccio questo mestiere da una vita… Chi è? Lo dica….

Poi certo, viva Anzio e viva i cittadini che la amano e la difendono. Tutti, caro sindaco, non solo quelli allineati e coperti.

Falasche, punta dell’iceberg del sistema di potere (e consenso)

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C’è chi ha fatto i complimenti, chi va cercando di capire come possa essere venuta fuori una cosa del genere e persino chi l’abbia commissionata (!?) poi c’è chi afferma candidamente “ma lo sapevano tutti”. I primi vanno ringraziati, ma non interessa. I secondi si diano pace, le notizie escono e non ci sono strategie di sorta dietro la loro pubblicazione. I terzi meritano un approfondimento, perché tra i “tutti” non c’è chi scrive, il quale appena saputo ha approfondito, cercato documenti e reso noto ai tanti che pure ignoravano la situazione legata alla gestione dell’impianto pubblico di calcio di Villa Claudia.

Che non solo è quella descritta, ma vede ulteriori cose che in un posto normale dovrebbero essere approfondite da altri. Perché la convenzione – ad esempio – è a vantaggio di una società che ha una partita Iva, mentre ne esiste un’altra che è in liquidazione costituita nel 2009, e quella che manda in campo le squadre (ma qui non abbiamo conferma) potrebbe essere un’altra ancora. Di sicuro i comunicati portano una dicitura, le liste presentate in campo un’altra.

In un paese normale l’assessore Alberto Alessandroni che del Falasche è stato presidente e del movimento che ruota intorno a quell’impianto è ancora un punto di riferimento, si sarebbe dimesso perché questa vicenda è incompatibile con il ruolo pubblico che ricopre. Non lo farà. Né il sindaco, Luciano Bruschini, gli revocherà l’incarico. Né in maggioranza – vecchia e “allargata” ai pentiti del 2013 di De Angelis – si porrà il problema. Vedremo all’opposizione, dove sulle vicende del patrimonio va dato atto a Ivano Bernardone di aver sollevato il problema in qualche occasione, come dopo l’aggressione al comitato per la pineta di Lido dei Pini. Fuori dal consiglio comunale lo ha fatto il Meetup “Grilli di Anzio” che ha ottenuto se non altro la pubblicazione sul sito dovuta per legge dell’elenco dei beni e di quanto incassa il Comune.

Che c’entra il patrimonio? Semplice, la vicenda Falasche è solo la punta dell’iceberg. Sappiamo chi gestisce tutto il resto (sedi, impianti sportivi, locali) chi paga e chi non, come si fa a ottenere uno spazio, quali opere sono state realizzate e pagate da chi? Quando mai… Anni fa provò Mariolina Zerella a sollevare il caso della discoteca a fianco della piscina, ad esempio, nessuno fece nulla.

Perché va così: che ti metti a fare, è per lo sport, è per il sociale… Con questa scusa ora un assessore, ora un consigliere, ora uno “vicino” e che magari ha portato voti o li garantirà in futuro, gestisce un impianto o ha un lavoro affidato, una cooperativa, un’associazione. Funziona in questo modo e se Alessandroni se ne va – o peggio, viene mandato via – tolta una carta crolla l’intero castello. Quello che faticosamente si cerca di tenere in piedi avendo già indicato il successore di Bruschini, che poi è anche il suo predecessore ed ex avversario, Candido De Angelis. Nessuno se ne andrà. La chiamano politica.

Ebbene la vicenda Falasche nella storia del patrimonio (e non solo) è solo la punta dell’iceberg di un sistema di potere e costruzione del consenso basato su quello che abbiamo provato a raccontare.

In un posto normale, dove una società e un terreno di gioco pubblico sono anche gestiti da chi segue la politica cittadina, l’assegnazione di quell’impianto era stata già revocata per il mancato pagamento di quanto stabilito. Se non paghi il mutuo di casa, dopo sei anni è già all’asta. Qui dal 2010 almeno fino a settembre 2016 non è stato versato un euro nelle casse del Comune. Se è accaduto dopo, lo vedremo. Non sappiamo cosa hanno fatto o faranno gli uffici, ma ha ragione Agostino Gaeta quando scrive sulla sua pagina facebook che quello sollevato in questo spazio è un caso da anti corruzione.

Ebbene la segretaria generale, Marina Inches, come ha denunciato le pressioni sulla gara per le mense recandosi dai Carabinieri, approfondisca anche questa storia e denunci, se del caso, la possibile truffa ai danni del Comune. Non ascolti la politica di casa nostra e avrà pieno appoggio. Intanto, anche per aiutarla a ricostruire la vicenda, chi scrive ha presentato formale accesso agli atti.

ps: a proposito di pressioni, oggi vicende più o meno note sono anche sul Corriere della sera. Una ulteriore richiesta di risarcimento del danno da parte del sindaco possiamo aspettarcela, quello che è incomprensibile è il silenzio di Prefetto e Ministro dell’Interno. Ci dicano una volta per tutte: la criminalità, comune e/o organizzata condiziona il Comune oppure è tutto a posto.

Falasche, piccola storia di un campo di periferia

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La sfida lanciata qualche settimana fa non è stata accettata. Comprensibile. In Comune hanno molte cose da fare, rendere pubblica la “scheda” di ciascun impianto sportivo con atto di concessione, gestore, eventuale canone  – ammesso esista – deve essere fatica troppo grande. In quella sede si faceva cenno a una vicenda, quella di Falasche, diciamo singolare. E vogliamo raccontarla a mo’ di storia, perché è l’esempio di come vanno le cose in questa città.

C’era una volta un politico che faceva anche il presidente della società che fruisce di quel terreno di gioco. Non la presiede più, ma ne è ancora punto di riferimento e la pagina facebook ne è la dimostrazione, ma basta fare una passeggiata da quelle parti per sapere che è di fatto ancora uno dei gestori. Nulla di male, per carità, ha sempre funzionato così, se non fosse che emergono vicende di un certo rilievo.

La prima – già accennata – è che a ottobre del 2010 la giunta concede al Falasche  un finanziamento per rifare gli impianti sintetici. Il campo pagato con i soldi dei cittadini, fra l’altro, viene anche affittato per le partite amatoriali e ha ottime recensioni, ma diciamo che pure questo serve a mandare avanti la baracca.

Interessa poco – allora – se il politico, nel frattempo assessore, è ancora presidente. Comunque in quella riunione di giunta  risulta assente, se non altro per opportunità.

Bene, è un investimento, quei soldi – sia pure a tasso super agevolato – saranno restituiti. Invece no, perché in Comune gli uffici vanno a verificare e si scopre che alla data del 13 settembre 2016 “la società sportiva di cui all’oggetto non ha versato alcuna somma a titolo di compartecipazione spese manutenzione manto erboso, come da determinazione 191/10 e accertamenti 234-244/2010“. Non sappiamo se da settembre a oggi sia cambiato qualcosa ma sul punto l’assessore al patrimonio potrà essere, volendo, più preciso. E magari qualche ufficio del Comune saprà dirci se è compatibile o meno quanto accaduto e rasenta – se non è già – una truffa.

Basterebbe e avanzerebbe, ma nella gestione di quella società – e di quel campo sportivo – qualcosa non è andato. Ci sono stati problemi con l’Iva, accertamenti dell’agenzia delle entrate, esiste una cartella esattoriale da capogiro e una maxi ipoteca che è finita tra capo e collo proprio sul politico protagonista di questa storia. Generata dalla gestione di un impianto pubblico che ha fruito – senza restituirlo almeno fino a settembre 2016 – di un finanziamento del Comune. In tutto questo è quasi marginale la vicenda degli spogliatoi sollevata qui e poi dai colleghi del Granchio.

Ora ci spiegheranno che è tutto a posto e – a scanso di equivoci o interpretazioni di qualche scienziato da bar – dico che la meritoria attività per i bambini e di impegno sociale del Falasche non c’entra con questa vicenda. Anzi è macchiata da storie del genere. Aggiungo che non ho mire e non le avevo prima, quando (eravamo proprio  nel 2010) scrissi sul Granchio: “Altri soldi sono concessi giustamente al Falasche, che ricordiamo è già beneficiario di un finanziamento del Comune per rifare i terreni di gioco che sarà restituito con tutta calma e a tasso d’interesse irrisorio nonché sponsorizzato con cartelloni su tutto il terreno di gioco – forse data la natura “bipartisan” dei vertici societari – dall’azienda che fornisce i pasti alle mense scolastiche”.

C’era una volta un politico, presidente, punto di riferimento di una società. E c’è ancora. Il finale è che molti vivono felici e contenti (quante sono situazioni analoghe?) e quanti “fanno” politica preferiscono non occuparsi di ciò perché questo è l’andazzo di Anzio, ma c’è chi a certe cose non si rassegna.

 

Bruschini, Casto e un “teatrino” inutile. Serve altro

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Casto e Bruschini (foto inliberauscita.it)

E’ perfettamente inutile il “teatrino” di iniziative e dichiarazioni che vede protagonisti, in questi giorni, il sindaco di Anzio Luciano Bruschini e il suo collega di Nettuno, Angelo Casto. Lo è perché città vicine, da chiunque amministrate, collaborano e non si scontrano. E importa poco chi abbia iniziato questa storia, siamo ormai a una farsa che neanche più alle scuole elementari trova riscontri come quelli ai quali assistiamo.

Ebbene non essendo i nostri sindaci della stregua di un Vittorio Emanuele o un Garibaldi e non avendo noi una ideale Teano nella quale far incontrare i contendenti di questa singolare disfida, né avere uno disposto a dire all’altro “Ecco il Re” o – peggio – “Obbedisco”, forse è il caso di fare un incontro sul serio.

Teano segnava il confine dell’avanzata dei Mille, qui se ho capito bene si vuole “arginare” con iniziative discutibili (e magari riempendo le redazioni e i social di comunicati) quella dei Grillini. Ma non è facendosi la guerra tra istituzioni che si va lontano, anzi a modesto parere di chi scrive le iniziative adottate da Anzio vanno a solo vantaggio dei 5stelle.

Se poi tutto nasce da una esibizione fuori luogo e di non eccezionale valore artistico nella “Serata di Primavera”  – che ha portato a reazioni esagerate – peggio ancora.

Non c’è Teano? Meglio. Facciano una cosa, Bruschini e Casto, non si vedano al confine di via Gramsci perché è troppo facile, si incontrino tra via Cervicione e via della Fonderia, altro punto di contatto tra le due città, e si rendano conto – ma lo sanno già bene, c’è da esserne certi, di qual è lo stato delle nostre periferie. Lì ad esempio i rifiuti la fanno da padrone.

Forse in un luogo lontano dai riflettori, ma pieno di problemi (e ce ne sono altri, sempre al confine tra le due città) capiscono meglio che ripicche, mancati inviti, cerimonie per sé, sono l’ultima cosa da fare. Perché questo territorio – nel suo insieme, Anzio-Nettuno – di tutto ha bisogno fuorché di mancata collaborazione tra Comuni. I quali, invece, sempre al di là di chi governa, dovrebbero mettersi insieme per molti aspetti e ragionare come “area vasta“. Si può andare dai rifiuti ai trasporti,  dall’accesso ai fondi europei agli eventi turistici, dalla sanità  ai bandi regionali. Se mai ci fosse #unaltracittà si batterebbe per questo.

Certo il precedente del piano di zona per i servizi sociali non è brillante. Lo guidò Nettuno ai tempi di Marzoli e restituì i soldi ad Anzio con molta calma, dopo averli utilizzati per altro, ci fu la “staffetta” ma le cose non andarono meglio, ora è di nuovo a Nettuno ma purtroppo in ciò che va fatto insieme non brilliamo.  Altrimenti senza troppi giri avremmo già avuto una stazione appaltante tutta nostra, ma quando mai….

D’altro canto la cultura di appartenenza è ancora quella della Usl Rm/35 che toccava ad Anzio e del Consorzio Acquedotto di Carano a Nettuno (salvo l’ultimo periodo che prima o poi pagheremo carissimo) mentre  ai posti di potere si provvedeva bilanciando per città e partito di appartenenza. Comprensibile per Bruschini, non per Casto.

A entrambi, invece, compete lavorare per fare insieme delle scelte Politiche, si con la  maiuscola, che abbiano una visione del territorio e non delle bagattelle di paese. Ecco, un incontro serio per programmare questo sarebbe l’ideale. Non c’è bisogno di evocare Teano.

 

Porto, Bruschini finalmente parla. E’ la volta buona? Forse, però…

Aggiornamento di oggi, 7 aprile 2017: leggerete sotto della mancata trasparenza, è superata perché finalmente il sito  della Capo d’Anzio è in regola. Ci hanno messo tempo, ma è stato fatto. In quello del Comune, invece, sempre alla data odierna abbiamo ancora D’Arpino presidente….

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Conservo tra i ricordi più piacevoli della mia piccola carriera a livello locale, la sua telefonata (non è uno uso a chiamare i giornalisti) dopo la firma della concessione.  Sono trascorsi altri sei anni e non vediamo ancora nulla ma finalmente il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, che rappresenta nella “Capo d’Anzio” il 61% delle quote dei cittadini, decide di parlare del porto.

Lo fa dando un annuncio – l’ennesimo – che suona però come una buona notizia. Chi scrive al porto, all’idea che potesse essere gestito dalla città nel suo insieme, al fatto che fosse patrimonio comune, ha sempre creduto. Esponendosi non poco e con il senno di poi anche commettendo qualche errore.  Per questo ciò che porta verso la realizzazione di quell’impresa va bene. Purché si faccia.

Sarà la volta buona? Ci sono dubbi, innumerevoli, su tanti altri aspetti sui quali il sindaco glissa. Se ha voglia e tempo ne trova un’ampia rassegna in questo umile spazio.  Sinteticamente vanno dai rapporti (e il contenzioso) con Marconi/Marinedi alla concessione non rispettata, dall’accordo di programma all’atto d’obbligo, dall’escavo del canale di accesso alla mancata trasparenza della Capo d’Anzio sia sul proprio sito sia su quello del Comune, dai bilanci in rosso della società alla disputa con gli ormeggiatori ai quali è bene tendere la mano anche se non basta, dalle affermazioni che faceva in assemblea dei soci a quelle contrarie in consiglio comunale, fino al ruolo di controllore e controllato che la segretaria generale ha in seno al consiglio d’amministrazione. Non è a chi scrive che Bruschini deve rispondere, sia chiaro, ma alla città se questo progetto ha ancora il senso di essere di tutti.

LA NOTA DEL SINDACO

“Nei prossimi giorni sarà pubblicato, in gazzetta ufficiale, sul sito della Capo d’Anzio e del Comune, l’avviso per la manifestazione di interesse per realizzare il nuovo Porto di Anzio con il fine di ricevere, entro venti giorni dalla data di pubblicazione, tutte le informazioni per valutare proposte di realizzazione e cofinanziamento dell’opera. Entro l’estate puntiamo a pubblicare il bando di gara per la realizzazione della Darsena nord del Porto Turistico di Anzio, con i primi 580 posti barca, tramite la trasformazione e l’ampliamento della darsena esistente sulla base del progetto esecutivo posto a base di gara”.

Lo afferma il Sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, in riferimento alla procedura per la realizzazione del nuovo Porto Turistico di Anzio.

Il progetto esecutivo, nelle sue linee essenziali, prevedrà la realizzazione della nuova diga di sottoflutto, la realizzazione del pontile a T, di cui il braccio nord prosegue ed amplia quello esistente a delimitazione della Darsena Pamphili. Inoltre, nelle sue linee essenziali, il progetto prevedrà il “banchinamento”  del lato interno della diga di sottoflutto e del pontile a T. il dragaggio dei fondali, la predisposizione del sistema di ormeggi delle unità da diporto, la costruzione di tre nuovi edifici (lo Yatch Club e due locali per i servizi igienici portuali), la realizzazione della passeggiata lungo la banchina, la viabilità dedicata, i parcheggi, le opere a verde e soprattutto la realizzazione di 580 posti barca di classe diversa.

“Nonostante le difficoltà normative, tecniche, legali che si sono susseguite – afferma il Sindaco di Anzio, Luciano Bruschini – stiamo lavorando con l’obiettivo di iniziare i lavori per la realizzazione del nuovo porto entro la fine dell’anno. Si tratta di un faticoso percorso, lungo vent’anni, sul quale insieme a De Angelis abbiamo puntato per lo sviluppo turistico ed occupazionale del nostro territorio. Siamo vicini all’obiettivo e desidero ringraziare i CDA della Capo d’Anzio di ieri e quello di oggi che, gratuitamente, si sta adoperando per raggiungere l’obiettivo finale. Allo stesso tempo, nonostante le sentenze a noi favorevoli dei Tribunali, continuo a tendere la mano agli operatori portuali per salvaguardare il loro posto di lavoro. Per me una stretta di mano – conclude il Sindaco Bruschini – vale più di una sentenza, sta anche a loro comprendere la situazione ed adoperarsi per una soluzione condivisa”.

Bilancio, non è (solo) questione di termini

Bruschini-DeAngelis

Lo dico subito: mal comune non è mezzo gaudio. Non si può rispondere “stanno così in tutta Italia” quando in molti enti locali il bilancio è stato approvato e quando ciò che accade ad Anzio è certamente più grave di quello che succede in altri Comuni. Sembra come parlare dei pronto soccorso affollati “eh, ma succede ovunque…” No, non basta. Perché se accade, se è fisiologico un ritardo, se ci sono difficoltà, devi fare in modo che non accada più.

Qui succede ogni anno, l’eccezione diventa la regola, anzi fino al 2016 almeno in giunta nei termini il bilancio era stato approvato, quest’anno nemmeno quello. Accadrà domani, dicono da Villa Sarsina, ma come è stato sollevato da chi scrive insieme a Chiara Di Fede di “Città futura”, dal Pd  che ha ancora pendente un ricorso al Tar perso nei meandri della giustizia italiana e dal Meetup “Grilli di Anzio” (di quello del consigliere Tontini non si ha notizia in tal senso) non siamo solo fuori dai termini, ma ciò succede sempre e comunque mancano una serie di elementi di conoscenza. Di più: c’è un inaccettabile disprezzo delle regole.

Attenzione, non è questione di sola forma – che in casi del genere è anche sostanza – perché qui la situazione è drammatica e non da oggi. Né è – come ripete l’assessore Giorgio Zucchini – un “attacco alla struttura“. Ma per carità, lavorassero e facessero il loro, anzi pieno sostegno a chi ha ereditato una situazione difficile. Diciamo che in un’azienda privata non funzionerebbe così, ma pazienza. Capisco che i canoni sono altri.

Per questo nel chiedere al rappresentante del governo sul territorio di intervenire (ci ostiniamo ad avere fiducia nelle Istituzioni) insieme a Chiara abbiamo fatto notare come la Corte dei Conti abbia più volte sollevato dei serissimi dubbi. Affermando, da ultimo lo scorso anno, che i “chiarimenti trasmessi” dal Comune non sono “idonei a superare i dubbi insorti sulla regolarità di alcune poste in bilancio”. Sottolineando le “irregolarità finanziario contabili” emerse per i consuntivi dal 2010 al 2012.  Ricordando le criticità nella riscossione, il ricorso eccessivo ad anticipazioni di cassa che “risultano di gran lunga superiori al limite stabilito del 5% rispetto alle entrate correnti” e soprattutto “una consistente mole di residui” per alcuni dei quali si presuppone che “l’Ente stia conservando, iscritti in bilancio, crediti di dubbia esigibilità”. Non solo: Il mantenimento di residui attivi inesistenti o inesigibili si ripercuote direttamente sulla veridicità del risultato di amministrazione e in generale sulla veridicità e attendibilità del bilancio dell’ente”. Governavano Bruschini e i suoi, non altri.

Tutto risolto? E come? Forse lo sapremo domani, quando delibereranno. Poi in Consiglio comunale, quando a Bruschini si unirà – salvo sorprese – la cosiddetta opposizione (!?) di De Angelis che è stato “nominato” prossimo candidato sindaco senza che alcuno in maggioranza dicesse una parola.  La preoccupazione, del resto, è avere il candidato forte e provare a vincere ancora, sapendo di essere al capolinea.

Avete capito bene, lo stesso De Angelis che sosteneva – a ragione – che il Consiglio andava sciolto perché il consuntivo 2011 non era stato approvato nei termini (con il Prefetto dell’epoca che chiuse gli occhi) e che ha condotto una battaglia senza esclusione di colpi alle elezioni del 2013, quindi ha sostenuto che fossero falsi – o quasi – i bilanci approvati finora. Ora, dopo aver anche contribuito negli uffici  – da quanto si dice – a “chiudere” il preventivo 2017 sembra lo voti. C’è da stupirsi? No, aveva già evitato di far saltare il banco su un piano delle opere pubbliche ovviamente irrealizzato e quando – non più tardi di un anno fa – in cartella c’era un bilancio, l’assessore ne aveva un altro e gli uffici un altro ancora.  Che sarà mai, per chi “fa” politica è normale.