Il molo, il sindaco che non sa, Attoni…

Il molo, il sindaco che non sa, Attoni…

Ha ragione Claudio Pelagallo in questo suo articolo. Chi pagherà?

Soprattutto, possibile che anche ieri su sollecitazione del Pd, il sindaco ha sostenuto di aver sentito della sospensione dei lavori ma di non sapere esattamente cosa fosse successo?

E Attoni? L’assessore ha fatto appello sempre al Pd sia per il molo del porto di Nerone, sia per i piani di Sacida bloccati. Va bene tutto, per carità, ma il molo lo stanno realizzando ad Anzio, su un bene inestimabile della città, il Comune dovrà mantenere quell’opera, lo stesso Comune si era impegnato a convocare un “tavolo”, è mai possibile che la colpa sia sempre degli altri?

Il Comune ha il dovere di difendere il suo territorio, far sì che sullo scempio che si sta consumando al “Terzo” sia fatta chiarezza una volta per tutte. Altro che dipende dalla Regione… 

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Il nuovo che avanza, la trasparenza che non c’è, il silenzio sulle mense e i furbi dei rifiuti

ImmagineSergio Borrelli, rieletto presidente del consiglio comunale, sfida papi e imperatori in quanto a durata dell’incarico. Il “buco” di dieci mesi con la poltrona più importante del consesso civico affidata a Patrizio Placidi, nel frattempo tornato assessore, impedisce a Borrelli di concludere un “ventennio” completo, cosa che gli avrebbe consentito ben altra sfida. Ad Anzio il nuovo che avanza, insomma, in un panorama politico che soprattutto in maggioranza resta sempre quello. E il metodo, soprattutto, non cambia. Sembra che la faticosa intesa per riportare Borrelli alla presidenza – con il solo Gianfranco Tontini a esternare il suo dissenso – preveda un rimescolamento nelle deleghe assegnate ai dirigenti. Vale a dire che turismo, spettacolo e sport saranno sottratti alle competenze di Angela Santaniello e affidate al dirigente in pectore Aurelio Droghini. Richiesta che Forza Italia avrebbe fatto perché i rapporti tra i delegati Luciano Bruschini e Massimiliano Millaci con la stessa Santaniello non sarebbero dei migliori.

Auguri a Borrelli per il suo quarto mandato, comunque, sperando che stavolta non faccia identificare i giornalisti e che tenga l’aula un po’ meglio che in passato. A cominciare dal controllare chi entra e perché nell’emiciclo che sembra più un porto di mare che altro.

In ogni modo speriamo che già dal 29 torni lo streaming e che, finalmente, in Comune si capisca se e quando funzionano le linee, quanto e chi paghiamo per averle spesso fuori uso.

Questione di trasparenza, quella che purtroppo continua a mancare. Dà fastidio vedere che mentre il capogruppo del Pd Andrea Mingiacchi torna a parlare dell’applicazione – mancata – del decreto legislativo 33/2013 che pone Anzio fuori legge, si alzino tutti per andare a fumare o qualcuno faccia sciocchi sorrisi. E dispiace che Mingiacchi ritenga che il Comune abbia “oggettive difficoltà” nell’applicare la norma. No, è ora di fare nomi e cognomi. La legge non è applicata e i responsabili sono il sindaco, Luciano Bruschini, e il segretario Pompeo Savarino. Sarà bene che fra quindici giorni – tanti ne ha chiesti il sindaco per adeguare il portale alle norme vigenti – se la situazione non sarà cambiata, Mingiacchi, il Pd, il resto dell’opposizione e perché no anche i consiglieri di maggioranza che riterranno, preparino un bell’esposto all’Autorità anti corruzione. Si chieda di commissariare il Comune per questo e si facciano pagare le sanzioni previste per legge.

Basta con la presa in giro dei documenti che ci sono, perché così non è. Il sindaco 3.0 che afferma una cosa del genere sa meglio di noi che interi settori del Comune non pubblicano le determine, sa che esistono delibere senza allegati che ne formano parte integrante, sa che i bilanci della Capo d’Anzio sono fermi al 2011, che mancano tutta un’altra serie di elementi obbligatori per legge. Lo sa Bruschini e lo sa Savarino, la scusa che manca il personale non regge più. Né si può dire che gli uffici hanno scritto, rispetto al bilancio consuntivo, quando i consiglieri di opposizione i documenti previsti dalla legge non li hanno ricevuti. Per piacere…

Sempre a proposito di trasparenza, sarebbe ora che il sindaco desse risposta al Pd che ha chiesto una commissione prevista dallo statuto per il porto. Dire come ha fatto ieri, a mezza bocca, che la Regione i primi di maggio consegnerà le aree interne, senza spiegare chi fa i lavori e cosa cambia rispetto al progetto precedente e agli atti stipulati con la Regione stessa, ha poco senso.

Stupisce, invece, che nessuno dei consiglieri comunali – nemmeno i firmatari di un documento durissimo – abbia sentito il dovere di chiedere spiegazioni sulla gara delle mense scolastiche. C’è stato un passaggio di non poco conto, ne hanno dato notizia i giornali, a nessuno è venuto in mente di dire: scusate, cosa succede? Segretario, è vero che…? Cosa rischiamo? Nulla, silenzio assoluto.

E’ emersa, infine, una situazione drammatica rispetto ai residui attivi sui rifiuti. Il “buco” di 17 milioni di euro – ma Giorgio Zucchini ha spiegato che non si tratta di un ammanco – è pesante. Pesantissimo. Rischia di essere devastante quando con la nuova contabilità si potranno spendere solo i soldi in cassa realmente. Colpisce che migliaia di cittadini – da quello che risulta persino noti personaggi della politica e gente in vista della città – non abbiano pagato la tassa sui rifiuti del 2005 e che Equitalia stranamente non abbia trovato questi furbi. Qualcosa non quadra e forse farebbe bene il Comune a chiedere al garante della privacy se è possibile pubblicare i nominativi. Chi non paga danneggia tutti e costringe i cittadini onesti a pagare di più, almeno la soddisfazione di sapere chi sono i furbi elusori… Dopotutto potrebbe essere un metodo: “Caro signore, risulta che lei non ha pagato la tassa del 2005 nonostante solleciti, cartelle esattoriali, eccetera. Se tra quindici giorni non provvederà, pubblicheremo il suo nominativo sul sito del Comune oltre a dare corso al recupero con…” Hai visto mai?   

Villa di Nerone, il comitato merita risposte

Villa di Nerone, il comitato merita risposte

Hanno scritto ancora, al sindaco Bruschini e all’assessore Attoni. Meritano risposte, quelle che non hanno avuto finora, arrivando a denunciare persino l’omertà delle Istituzioni.

Qualcosa è cambiato rispetto ai lavori sui resti del porto neroniano, l’azienda appaltatrice è stata revocata, sarà bene che il tavolo “promesso” dal sindaco mesi fa possa finalmente riunirsi. I cittadini, Bruschini lo sa bene, vanno rispettati tutti. A maggior ragione se come in questo caso rappresentano migliaia di firmatari e schieramenti politici assolutamente diversi tra loro.

Dia un segnale, il sindaco. Sarebbe già un passo avanti…

La via a Lionello Ponti, beffa o pasticcio burocratico per una storia singolare

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Un cartello nuovo, appena montato, con scritto via Ulisse. Uno ormai segnato dal tempo, dall’altro lato della strada, con scritto “Via Lionello Ponti, 1919 / 2000, Medico Chirurgo, Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica”. E’ lì dal 2007.

Siamo su via di Villa Borghese, la strada che dal cavalcavia conduce nella zona ai confini di Santa Teresa e fino all’ospedale. Una storia singolare, una delle tante di una città che ricorda le scene televisive di Corrado Guzzanti e della casa della libertà dove “facciamo tutti come c… ci pare”.

Al settimanale “il Granchio” che ha fatto notare la cosa, qualche tempo fa, con la “foto della settimana”, ha risposto in modo piccato l’ufficio toponomastica del Comune di Anzio. Nella lettera la firma è questa, da chi dipenda l’ufficio non è dato sapere né sul sito del Comune alla sezione “amministrazione trasparente” ce n’è traccia, ma è solo un aspetto marginale.

Perché in quella lettera c’è più di qualche notizia, oltre alla conferma di come si fanno le cose dalle nostre parti. C’è la spiegazione di un pasticcio politico-burocratico che per una via sarà solo la figuraccia fatta con gli eredi dell’illustre chirurgo, ma che purtroppo spesso riguarda anche altre vicende. Restiamo a questa, emblematica, della strada.

La prima notizia è che l’intitolazione della via a Lionello Ponti, decisa all’unanimità dal consiglio comunale il 24 settembre 2007, è stata una presa in giro. Così come la cerimonia in pompa magna, presenti l’allora sindaco Candido De Angelis e l’assessore – all’epoca – alla cultura, Sebastiano Attoni, del 15 dicembre dello stesso anno.

Già a partire dai suoi primi anni di attivitàè scritto nella delibera di Consiglio Comunale –il professor Ponti si è fatto apprezzare, in tutto il mondo, per il suo straordinario impegno medico e didattico con attività di ricerca e collaborazione con Università e Centri per la Formazione Medica. Per circa quindici anni pur continuando ad operare in campo didattico, ha scelto di essere un cittadino di Anzio”. Così venne deciso di intitolargli “la via dove ha vissuto e dove oggi i suoi congiunti trascorrono periodi di vacanza” parole del sindaco di allora.

Attenzione, perché l’ufficio toponomastica rispondendo al settimanale afferma che “non risulta sia mai pervenuta l’autorizzazione prefettizia alla variazione toponomastica”. Ecco la seconda notizia. Si è votato e si è fatta la cerimonia in assenza di un “apposito decreto prefettizio”. Risultato: la via è stata intitolata ma in anagrafe il nome non è mai stato cambiato, poiché variarlo “senza l’autorizzazione citata comporta il reato di abuso d’ufficio”. Le norme sono chiare, le indica lo stesso ufficio: Decreto del presidente della Repubblica 223/89 (http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:1989-05-30;223!vig) e legge 1188/27 (http://servizidemografici.interno.it/sites/default/files/RD%201188_1.pdf)

Una colossale presa in giro o cos’altro? Solo un capriccio-cavillo burocratico? Ma soprattutto chi doveva chiedere quell’autorizzazione dopo la delibera del consiglio comunale? Dov’erano uffici, dirigenti, segretario e compagnia cantante?

Comunque sembra proprio che con i nomi delle vie non si scherzi e in ogni modo – ecco l’altra notizia – il Comune con la delibera di giunta 30 dell’11 aprile dello scorso anno ha approvato il nuovo stradario. E via Ponti non c’è, bensì resta via Ulisse “da via di villa Borghese, senza uscita”. Insomma, il nuovo cartello è giusto e l’altro… abusivo o, più realisticamente, solo un ricordo

Nella delibera – Attoni ancora assessore, sia pure con altro incarico, si decide “Di approvare lo stradario allegato e costituente parte integrante di essa, come stradario ufficiale di questo Comune alla data dell’ 8 ottobre 2011 ai sensi dell’art. 45 del DPR 223/89”.

E qui c’è un’altra notizia. Riguarda via Pierluigi Nervi. E’ sparita dall’elenco delle 600 approvate, ammesso ci sia mai stata. All’illustre ingegnere si era deciso di intitolare la via dove aveva vissuto, nota come via dell’Ombra, nei pressi della stazione ferroviaria. Poi era spuntata una via Nervi anche a Lavinio, in una zona di nuova edificazione, con più di qualche problema di corrispondenza. Adesso non ci sono più l’una né l’altra. In compenso, evidentemente con tutte le autorizzazioni del caso, abbiamo via Roma, viale Roma e piazza Roma.  Meglio abbondare, o no?

Mense, non c’è pace nemmeno a Pasqua

Mense, non c’è pace nemmeno a Pasqua

I consiglieri comunali di Forza Italia Marco Maranesi, Luciano Bruschini e Valentina Salsedo impugneranno gli atti della gara per le mense. Lo annunciano in una nota ricostruendo le loro perplessità e parlando di procedura “illegittima”. E’ la conferma dei veleni all’interno del Comune e di una situazione esplosiva. Ah, certo, dicono di avere come unico obiettivo i pasti dei bambini ma si capisce bene che dietro a questa vicenda, a parte il sindaco che come sempre non sa o non ricorda, c’è ben altro. 

Lo scontro tra uffici, quello tra dirigenti e politici, quello tra segretario e dirigenza. Vicende che si trascinano da troppo tempo e che vanno necessariamente risolte. Forse ci penserà l’autorità giudiziaria, perché su questa storia delle mense da quello che si sa già si sono rivolti tutti “a chi di dovere” o stanno per farlo tra presunte pressioni e segnalate irregolarità nella formazione della commissione. Vedremo.

Una cosa è condivisibile del documento: in 48 ore si è sostituito il membro della commissione e ne è stato nominato un altro. Era facile, i nomi dall’Ordine dei commercialisti erano già arrivati, ma è segno evidente che la macchina quando vuole può fare atti a tempo di record. 

Buona Pasqua!

Comune, il piano anti corruzione: atto d’accusa e qualche inesattezza

Nel commento pubblicato mi viene fatto notare un errore. La nomina del responsabile anti corruzione è sì del 26 marzo ma del 2013. Ne prendo atto, scusandomi per l’errore e sottolineando che il piano è evidentemente frutto di un lavoro lungo oltre un anno. Grazie della segnalazione.
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Era evidentemente già pronto. Andava approvato entro il 31 gennaio, è arrivato ufficialmente l’1 aprile, sei giorni dopo che il segretario generale del Comune era stato nominato responsabile dell’anticorruzione. Al piano allegato alla delibera, evidentemente, aveva già lavorato e non c’è da scandalizzarsi se è stato approvato in tempi record. Dispiace per qualche inesattezza ma c’è anche più di qualche spunto sulla situazione dell’ente.

Tralasciamo le norme generali e vediamo alcuni dettagli del piano. Partiamo dalle aree a rischio. Oltre quelle previste dalla legge, il segretario individua come “ulteriori aree di rischio” il settore delle risorse tributarie, patrimoniali, gestione tributaria e l’urbanistica. Scrive il responsabile del piano: “Con riferimento all’area afferente la gestione delle risorse tributarie, patrimoniali e finanziarie, si ritiene utile la sua individuazione come specifica area di rischio, ancorché non contemplata dal dettato della norma e dal Piano nazionale Anticorruzione, in quanto nell’ambito di tali gestioni possono essere inclusi alcuni processi potenzialmente a rischio di fenomeni corruttivi o di illegalità, si pensi ad esempio alla riscossione delle entrate tributarie e delle sanzioni amministrative, alla concessione di beni patrimoniali ed alla definizione dei canoni di locazione. Un‘area che sicuramente, benché non contemplata a livello nazionale, può per sua natura presentare processi a rischio è quella dell’urbanistica”.

Vediamo, poi, una delle inesattezze. La scheda 01, riferita alla trasparenza, tra le “azioni già intraprese” indica la “pubblicazione dei dati e delle informazioni previste dal decreto legislativo 33/2013”. Com’è noto il sito del Comune di Anzio è ancora fuori legge da questo punto di vista

Andiamo alla scheda 11, relativa ad “azioni di sensibilizzazione e rapporto con la società civile”. Tra le “azioni da intraprendere” si legge che avverrà la “Pubblicazione sul sito istituzionale della bozza di Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e sua trasmissione alle associazioni rappresentative dei portatori di interesse per il recepimento di eventuali osservazioni” e la “Pubblicazione sul sito istituzionale dell’Ente dello schema definitivo di Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e dei suoi aggiornamenti”. Domanda: quando avviene questo se il piano è stato già approvato?

Infine un vero e proprio atto d’accusa, sulla scheda 12 relativa ad “Affidamento lavori, servizi e forniture”. Un punto scoperto nell’organizzazione del Comune e al centro di dispute – si veda la recente gara per le mense – di non poco conto. Senza contare che – è stato affermato in Tribunale durante il processo Raimbow – di fatto ognuno fa ciò che vuole e che addirittura i contratti si firmano a servizi ampiamente avviati.

E’ lo stesso segretario a sottolineare che questo “rappresenta uno dei settori maggiormente esposti al rischio di corruzione o di comportamenti illeciti in generale, anche in considerazione del fatto che tali procedure non risultano, allo stato attuale, gestite in maniera centralizzata e ciò rende più complesso il controllo delle attività connesse. Infatti praticamente tutti i processi facenti capo a tale area sono risultati, a seguito dell’analisi svolta, esposti ad un rischio medio alto/alto anche in conseguenza dell’assenza di specifici atti organizzativi che regolano i processi”.

Chi doveva provvedere? Cosa si farà adesso? Si continuerà con gare e affidamenti ognuno per proprio conto – e con annessi “veleni” – o si deciderà di intervenire?  

Il sito che promuove, quello che fa danni. Con gli Spaghetti alla sorrentina…

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Creato e dimenticato. Anzi, dannoso se veramente si volesse fare promozione. Mentre il sito del Comune lancia il collegamento a www.visitanzio.it nessuno – dalla Regione che l’ha finanziato e dal Comune che pure ci ha messo parte dei soldi – chiede conto di www.anzioinpiazza.it

E’ – doveva essere – il sito del Centro commerciale naturale che nelle intenzioni andava a rilanciare anche con moderni strumenti le attività del centro cittadino e promuovere le iniziative che sarebbero state realizzate.

Il sito c’è – come il Centro commerciale naturale – ma è vuoto. Tra le tipicità di Anzio figurano ancora gli spaghetti alla sorrentina, ma nessuno sente il dovere di intervenire. Non lo fa il Comune, non ci pensa la Regione Lazio. Nessuno si preoccupa del fatto che sono stati spesi soldi pubblici – con percentuale per il “Costo Progettazione e realizzazione CCN da parte del CAT Confcommercio” – per un progetto copiato e incollato un po’ ovunque nel Lazio.

Solo che altrove provano a far funzionare centro e siti internet, qui non ci sono l’uno né l’altro. Non solo, il Comune di Anzio ha assegnato proprio al Centro commerciale naturale le strutture realizzate e quindi dalla “baracca” in piazza che doveva essere il punto informazioni alle panchine, fino alle paline segnaletiche, lo stesso Centro dovrebbe preoccuparsi della manutenzione.

Invece sono abbandonate, il Comune tace, anzi dà spazio a un’associazione che sembra parallela allo stesso Centro commerciale naturale. Misteri di Anzio…

Intanto per il sito non c’è traccia di interventi. Né si capisce che fine abbiano fatto: “Promozione su web attraverso la creazione di un sito dinamico con possibilità di aggiornamento e scambi promozionali tra i vari utenti, pubblicizzazione di promozioni in atto nel CCN e di manifestazioni o eventi per il tempo libero e la cultura; Pagina sul sito web dedicato al Centro Commerciale Naturale contenente tour virtuali del Comune; Pagina sul sito web dedicato al Centro Commerciale Naturale dedicata all’ospitalità per i turisti nell’area di interesse o nelle aree limitrofe alla stessa Pagina informativa sul sito web del Centro Commerciale Naturale dedicata ai percorsi possibili per raggiungere il Comune comprese tabelle orarie relative ai trasporti pubblici e alla mobilità; Realizzazione di contenuti per portale web in lingue straniere; Area WEB-Newsletter e news dedicate agli operatori; Creazione di una rete WiFi pubblica in modo da creare “un’agorà” che diventerà il punto ideale dove potersi collegare comodamente ad internet tramite cellulari e notebook. L’area sarà individuata all’interno del perimetro del CCN come segno distintivo e tecnologico dell’iniziativa creazione all’interno di una pagina web, del sito del CCN, di coupons stampabili utili ad ottenere degli sconti presso i negozi dove vengono effettuate promozioni; Sviluppo della vendita sul circuito web del Centro Commerciale Naturale; Realizzazione dell’area web dei servizi del CCN; Creazione di un data base con l’inserimento di curriculum a servizio di ricerche di addetti da parte degli esercenti del Centro Commerciale Naturale; Invio di newsletter ai consumatori registrati sul sito web del CCN con le offerte relative alla merceologia tipologica di interesse, con cadenza stagionale; Invio di sms per avvisare i consumatori fidelizzati su eventi e/o manifestazioni con cadenza mensile”. E’ quanto scritto – rispetto al web – sul rendiconto del Centro commerciale naturale.

Ah, non c’entra con il sito ma qualcuno ha notizie della “Fidelity Card senza banda magnetica con relativa custodia con indicati: il nome dell’ Associazione del CCN, la lista delle vie e dei negozi aderenti, le promozioni in atto, i numeri utili del Comune di appartenenza e la planimetria dell’area interessata” ?