Senza donne giunta illegale, l’affanno di Bruschini

Nolfi-Cafà-640x426

Roberta Cafà e Laura Nolfi (foto il Granchio)

Mentre vogliono farci credere che è tutto a posto, non c’è crisi, e che si va avanti anche senza sostituire la Nolfi e la Cafà che si sono dimesse, aumenta con il passare delle ore la preoccupazione per le quote rosa. Un vero e proprio affanno, con diverse caselle da incastrare.

Senza donne in giunta, anche restando in cinque, Luciano Bruschini non può stare. Lo dice la legge – ma è vero che di questa, ad Anzio, spesso ci si fa gioco – e lo dice da ultimo una sentenza del Consiglio di Stato che ha scritto la parola fine su una storia avvenuta in Calabria.

Quel “andiamo avanti” – mentre Nolfi e Cafà non sentono ancora il bisogno di spiegare alla città perché se ne sono andate – suona di smania di potere, di sfida, di voler restare a tutti i costi legati alle poltrone pur sapendo, benissimo, che non uno dei punti del programma è stato rispettato.

Sapendo benissimo che la città è stremata, i conti sono al collasso, i rifiuti ci sommergono e la “fame” ha portato a insediare personaggi tutt’altro che raccomandabili intorno al Comune. Sapendo benissimo che le indagini – mai come adesso – danno un’immagine desolante del modo di guidare questa città. Ma va tutto bene, ce lo dice il giornale edito dal consigliere di maggioranza Antonio Geracitano, perché nella smania di comunicare che contraddistingue questo presunto 3.0 negli ultimi giorni Luciano Bruschini  e i suoi si sono  distinti per una cosa: tacere.

Non una parola ufficiale sulla richiesta di commissione d’accesso, tanto meno sulle carte dell’inchiesta “Mala suerte” ad essa riferite nell’interrogazione parlamentare, nessun commento sulle dimissioni. Eppure mentre questo andava in scena, mentre due assessore si dimettevano e si giocava agli accordi della vecchia politica, mentre si votava in giunta una dotazione organica che dopo tre mesi “boccia” la super organizzazione della quale ci si vantava ad aprile e non si leggevano gli atti allegati, dall’ufficio stampa del Comune (se serve solo a questo, chiudiamolo) ci mandavano locandine di spettacoli. Praticamente il collante, finora, della maggioranza: questo lo organizzo io, questo tu, all’associazione di Tizio abbiamo dato X e a quella di Caio non possiamo dare meno…. Eccola la crisi, ditelo, smettetela di prenderci in giro.

E trovate le donne per la giunta, non tra le consigliere comunali perché i primi dei non eletti non sarebbero più dalla vostra parte, altrimenti continuerete a essere nell’illegalità. In ogni delibera. Ma che problema c’è? Siete abituati….

Giovedì riprendiamoci il Consiglio comunale

banchivuoti

Se stavolta saranno vere o meno, lo vedremo. Roberta Cafà e Laura Nolfi, che sabato sfilavano contro la turbogas, si sono nuovamente dimesse. Lo apprendiamo dai siti locali e dai social network che in tempi di 3.0 sono stati, sono e saranno – se mai l’esperienza di Luciano Bruschini andrà avanti – la croce di questa amministrazione. Riunioni nelle quali si mostravano dichiarazioni su facebook, liti furibonde per quello che usciva sui giornali on line, accuse di “visibilità“.

Le dimissioni – mesi fa rientrate – arrivano nel periodo più caldo dell’anno e della stagione politica di Luciano Bruschini che volge ormai mestamente al termine. Da tempo ha perso il controllo della macchina, la sua gestione “anni ’90” è fallita nel tentativo di accontentare tutti e non ha retto. La richiesta della commissione d’accesso e i pesanti legami che emergono dall’interrogazione presentata, dicono che non gli è sfuggita di mano solo la situazione politica ma ben altro.

E se già da ieri si vociferava che giovedì non ci sarebbe stato il consiglio comunale chiesto dall’opposizione di Candido De Angelis, queste ultime dimissioni ne sono la conferma. Anche perché è pronta una richiesta di sfiducia nei loro confronti proprio a seguito della manifestazione, alla quale era presente anche la delegata all’archeologia Valentina Salsedo che avrebbe – anche lei – lasciato l’incarico.

Altri, comunque, pensavano di sfilarsi, addirittura di lasciare la maggioranza, resisi conto forse troppo tardi di una corda tirata all’infinito  e ormai spezzata. Di un’amministrazione priva di guida, di una città sommersa dai rifiuti, di un cartellone estivo che apprendiamo da chi organizza spettacoli e non dal Comune, di una serie di cose che semplicemente non funzionano e per di più sono al centro di indagini come mai prima d’ora.

Ecco, giovedì il Consiglio comunale convocato per argomenti seri e con la vicenda della richiesta di accesso che inevitabilmente andrebbe affrontata al 99% non si farà. Allora facciamo una cosa, riprendiamocelo. Facciamolo, riuniamoci nella sala consiliare per dire che  questi signori – benché democraticamente eletti – non rappresentano più la città.

Venga un commissario, faccia un po’ d’ordine, e poi vinca il migliore. Ma intanto riprendiamoci il Consiglio comunale.

Così viene infangata solo la memoria di Falcone

falcone1

La cerimonia alla “Falcone” (foto Raniero Avvisati)

Confesso di non nutrire particolare simpatia per i magistrati. E’ un pregiudizio che deriva dalle “frequentazioni” – sia pure via Canale 66 – dei comizi di Marco Pannella. Riconosco, però, che come in tutte le categorie – a partire dai giornalisti – c’è chi svolge il proprio dovere e chi non. Premessa necessaria per dire – e sono solo l’ultimo a poterlo fare – che quanto sta accadendo intorno alla cerimonia di venerdì scorso al IV istituto comprensivo per l’intitolazione a Giovanni Falcone, offende la memoria di un magistrato che ha pagato con la vita. Lo ha fatto lui, lo hanno fatto la moglie e la scorta, poco dopo la stessa sorte è toccata a Paolo Borsellino, in questo Paese purtroppo la medesima fine è toccata ad altri magistrati.

Solo il rispetto per un decesso imporrebbe di tacere, in una seduta pubblica, all’interno di una scuola, di fronte a persone che stanno parlando. A maggior ragione se sono ospiti della città e per giunta magistrati. E’ questione anzitutto di educazione, quindi di rispetto, per chiunque parli. Le immagini della mattinata mostrano i due magistrati interrompersi in più occasioni. E non ci facciamo una bella figura.

La dura presa di posizione dell’assessore Laura Nolfi – che ha sottolineato la figuraccia – ha scatenato le ire di docenti, genitori e della consigliera delegata ai gemellaggi, Valentina Salsedo, che è arrivata a chiedere di fatto le dimissioni della componente della giunta Bruschini, mentre oggi si terrà un Consiglio d’istituto nel quale la stessa Nolfi sarebbe sgradita“. Si dimentica – o si finge di non sapere – che gli assessori non compongono gli organi collegiali della scuola. Dal canto suo l’assessore si affretta a replicare e bacchetta la delegata “assente e in cerca di visibilità“. No, per favore, fermatevi. Tutti. Parliamo di Giovanni Falcone e – idealmente – di tutti i servitori dello Stato che hanno pagato con la vita. Si sta scadendo nel ridicolo.

Purtroppo intorno a questa vicenda, già dai giorni precedenti, più di qualcosa non sembrava gradita. Purtroppo nella nostra città nemmeno intitolare una scuola a chi ha pagato con la vita la lotta alla mafia può essere una cosa condivisa. Nemmeno voglio immaginare che le interruzioni a chi parlava fossero “premeditate“, ma di certo il clima prima, durante e dopo l’evento non è stato dei migliori. Se a questo si aggiunge, come si sente negli ambienti, che c’è una sorta di lotta di potere e visibilità beh, siamo assolutamente fuori strada.

Mi piace citare, sempre, una frase del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso anche lui dalla mafia, insieme alla moglie e al figlio che aspettavano: “Finché una tessera di partito conterà più dello Stato, non ce la faremo mai a vincere“. Riflettiamoci, perché con quello che stiamo vedendo infanghiamo soltanto la memoria di Falcone.

 

Mandelli e la Bandiera blu, non solo cattive notizie. Anche se…

mandelli

Da sinistra Katya Farina, il professor Mandelli e Laura Nolfi

Ha ragione l’assessore Laura Nolfi quando parla di “data storica” riferendosi alla visita del professor Franco Mandelli nella nostra città. La sua relazione, la grande partecipazione di pubblico, la “lezione” che alla sua età Mandelli è ancora in grado di dare anche a tanti giovani e rampanti medici, ma anche ai cittadini, sono una bella pagina. Chi non c’era – come il sottoscritto – ha perso un’occasione ma per fortuna la tecnologia ci aiuta e bene ha fatto il Comune a inserire il video integrale sul sito istituzionale.

Toccante Mandelli, ma anche le testimonianze che sono arrivate. Buona l’idea di coinvolgerlo, eccezionale la sottolineatura da parte sua di ciò che rappresentano i volontari nel sostegno alle attività ospedaliere e non solo.

Un solo peccato: la ridotta rappresentanza istituzionale. L’assessore Nolfi, il suo collega Bianchi e cinque consiglieri comunali (Amabile, Geracitano, Lo Fazio, Maranesi e Mingiacchi) degli altri nessuna traccia. Né il sindaco facente funzioni – che pure con tanto di fascia al museo dello sbarco aveva ricevuto il vice ammiraglio della flotta Usa – né il presidente del consiglio comunale, altri assessori o eletti. E pure c’era un personaggio unico in Italia. Avevano altro da fare, non c’è dubbio, e saranno sicuramente giustificati,  ma il ruolo istituzionale imporrebbe altro. O almeno lo stesso interesse di convegni che sanno di ricerca di voti, presentazione di liste nella vicina Nettuno, ricerca di biglietti per eventi a Villa Adele e via discorrendo… E speriamo non c’entrino le “strategie” che accompagnano la maggioranza anziate.

All’evento di ieri la notizia, attesa, di oggi. La conquista della Bandiera blu. Ogni anno la stessa storia: ma la meritiamo? Guardiamo il lato positivo: è l’unico Comune in provincia di Roma, ci sono parametri che evidentemente rispettiamo, è un biglietto da visita che andrebbe sfruttato di più e meglio. Quello negativo: se il biglietto da visita sono certi cumuli di rifiuti meglio lasciar stare, la situazione è penosa in larga parte del territorio  e continuiamo a non conoscere i dati con i quali il Comune partecipa.

Speriamo che quelle di Placidi non siano le ennesime promesse e che si vada tutti – a cominciare dai cittadini poco civili – nella stessa direzione sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti. I “giochetti” non sono ammessi. Sulla Bandiera blu auspichiamo trasparenza assoluta: si pubblichi il dossier con il quale è stata ottenuta, poi basta polemiche e facciamone un’occasione di crescita  e non di scontro perpetuo.

A proposito di trasparenza, salutiamo il segretario generale Pompeo Savarino che dall’1 giugno andrà in Regione per un nuovo incarico, che è il responsabile dell’ente per questo e l’anti-corruzione. Speriamo che il suo successore parta dalle pubblicazioni sul sito istituzionale, ancora troppo carenti. A Savarino, in ogni modo, sinceri auguri di buon lavoro.

L’assessore e la difesa d’ufficio. Ricevo e pubblico

Ricevo dall’assessore Laura Nolfi e pubblico in merito a quanto scritto in mattinata.  Due sole puntualizzazioni: difendo d’ufficio, da decenni, i cittadini in quanto tali, quando segnalano problemi. Mi spiace se, in questo caso, c’è stato un difetto di comunicazione come sembra emergere. Rispetto all’agone politico ho l’impressione che si sta creando più apprensione che altro per qualcosa ancora inesistente.  Figuriamoci se accadesse…. Con la stima di sempre per l’assessore. Gdg

L'assessore Laura Nolfi

L’assessore Laura Nolfi

***

Gentile Giovanni Del Giaccio,

prendo atto della tua difesa d’ufficio della Signora Di Fede, rispetto ai rifiuti conferiti illegalmente ed in modo sconsiderato, all’insaputa dell’Amministrazione, all’esterno della scuola Collodi senza mai darne notizia in Assessorato.

Confermo che non sono mai arrivate segnalazioni e tantomeno solleciti d’intervento ma, purtroppo, trattasi di un caso amplificato ad arte a fini politici e di visibilità sui media mirando alla sensibilità d’animo di tanti genitori che ci affidano i loro figli.

Ribadisco che la Signora Di Fede ha strumentalizzato la vicenda e la posizione della Dirigente Scolastica, in quanto la sua è stata un’iniziativa politica in quanto si è ben guardata dal segnalare l’accaduto per le vie ufficiali senza perdere l’occasione per denigrare l’operato dell’Amministrazione e per descrivere la nostra bella Anzio come una favelas.

Hai  ragione da vendere quando dice che chi governa ha il dovere di preoccuparsi che le cose funzionino e proprio perchè non faccio altro, dalla mattina alla sera, non consento a nessuno di strumentalizzare simili vicende rispetto alle quali ho ricevuto la solidarietà di molti genitori che, tutti i giorni, portano i loro figli alla scuola Collodi e che entrano da tutt’altra parte rispetto a quanto fatto credere dalla Signora Di Fede.

Colgo l’occasione per estenderti i miei auguri per il tuo probabile ingresso nell’agone politico.

Aboliamo la parola strumentalizzazione e pensiamo ai problemi

IMG-20150401-WA0005

L’immondizia davanti a una scuola, i genitori che si lamentano, i comunicati che nell’era dei social media viaggiano a una velocità che l’amministrazione 3.0 dovrebbe conoscere bene e che, invece, finge di ignorare.

Peggio, reagisce parlando di “strumentalizzazione” . Non è la prima volta che succede, anzi sono anni. Il servizio mensa non è soddisfascente? I genitori “strumentalizzano” – ma solo quando si lamentano, perché se la commissione dà voto favorevole è tutto a posto – e lo stesso fanno quelli che segnalano le situazioni legate alla sicurezza, ai rifiuti, alle buche, alle perdite d’acqua e chi più ne ha ne metta.

Così, nel clima di perenne campagna elettorale che tanto piace a chi ci amministra, se parla una ex candidata, per giunta con il “nemico” De Angelis, come nel caso di Chiara Di Fede ecco subito gli strali sulla “strumentalizzazione“. Al solito, in Comune, si preoccupano di “che c’è dietro e tralasciano di vedere quello che hanno davanti.

Preferiscono parlare di “strumentalizzazioni” anziché ringraziare i cittadini per le loro segnalazioni. Che daranno anche fastidio, oltre a misurare il grado di inefficienza che ha raggiunto questa amministrazione, ma sono reali.

Ecco, la “signora Di Fede” – come la chiama in modo quasi sprezzante l’assessore Nolfi, invitandola a ripresentarsi nel 2018 – o “il signor Del Giaccio” come il sindaco ha avuto modo di rivolgersi a chi scrive, i tanti signori cittadini, le associazioni come Anzio diva (era una lista, non “strumentalizza“?) – svolgono solo ed esclusivamente il loro ruolo.

Chi governa ha, invece, quello di fare in modo che le cose funzionino al meglio anziché preoccuparsi di cosa c’è dietro…. Ecco, aboliamo la parola strumentalizzazione e pensiamo ai problemi.

ps: chi si lamenta dei rifiuti, nella stragrande maggioranza dei casi paga regolarmente la tariffa, forse controllare che tutti i consiglieri comunali siano in regola oggi e per il passato non sarebbe male….

Mense, si mangia. Ma ora serve una svolta

L'assessore Laura Nolfi

L’assessore Laura Nolfi

Va dato a Cesare quel che è di Cesare. Nei giorni scorsi, provocatoriamente, chiedevamo se i nostri bambini avessero mangiato a partire dall’1 ottobre, dato il ricorso della cooperativa “Solidarietà e lavoro” alla quale era stato tolto l’affidamento perché conferito da una commissione ritenuta “illegittima” dall’Autorità nazionale anti corruzione.

Ricorso che è stato bocciato e ha consentito al Comune di proseguire con l’affidamento diretto per un anno, al prezzo più vantaggioso, in attesa di una nuova gara.

Ebbene c’è stato l’affidamento annuo, a ottobre i bambini avranno il servizio, ora ci aspettiamo altrettanta celerità nel bando e un ritorno a servizi decenti. Con menu a misura di bambino, una commissione che abbia finalmente un ruolo attivo (va riscritto ciò che deve fare e come) un Comune che stia dalla parte dei bambini prima che dell’azienda vincitrice.

Al tempo stesso aspettiamo di poter nuovamente avere un servizio di controllo da casa, di poter pagare on line, di assistere a una vera campagna di educazione. Ai politici perché non salgano sul carro dei contestatori e capiscano prima di cosa parliamo.  Educazione alimentare e civica per spiegare ai genitori e ai bambini che la mensa non fa “schifo” a prescindere, che spesso comprare due merendine costa più di quanto paghiamo per avere la mensa, che esistono criteri ministeriali per i menu.

Tutto ciò non giustifica eventuali disservizi, sia chiaro, ma è ora di cominciare a rendersene conto.

Serve una svolta, insomma, da parte della politica, della dirigenza, degli insegnanti, dei genitori.

Mense, una parte già pagata e quella a rischio

mensapagata

Diciamolo pure, la Democrazia cristiana o meglio i suoi metodi – fatti propri a mani basse dai presunti attori della seconda e terza Repubblica, di ogni schieramento – resterà in eterno. Scrivi di una delibera sui bollettini delle mense che porta una data sbagliata (pazienza, una svista…) e di una procedura singolare, dal Comune fanno sapere che la commissione mense farà i corsi sull’igiene e potrà fare i controlli. Pare una conquista, invece dovrebbe essere la norma. La delibera passa in secondo piano, comunque, e dai tutti a scrivere della commissione – ferma a un regolamento di oltre dieci anni fa – che dobbiamo dedurre abbia fatto, finora, controlli senza essere in regola. Ah, per la cronaca: da anni si tratta di Haccp e non Hccp…

Scrivi della delibera, accenni a una gara sempre per le mense che non si sa che fine faccia, dal Comune sentono il bisogno di parlare di una commissione che farà pure i suoi controlli ma che – a oggi – non può sanzionare nessuno. Né c’è chi possa farlo nell’ente, dato che si dovrebbe eseguire un contratto che non c’è e del responsabile unico del procedimento non abbiamo più traccia. Ma sì, pazienza la scadenza del 31 settembre, vai a guardare il capello, pazienza assessori, segretario ed estensori che non se ne sono accorti, speriamo che almeno sui bollettini arrivi la data corretta, i problemi sono altri.

Il primo: nella delibera è scritto che dovremo pagare da ottobre a dicembre entro la fine di maggio. Possibile che nel Comune 3.0 nessuno sappia che ottobre lo abbiamo già pagato? Speriamo ci addebitino solo novembre e dicembre…

Il secondo: si deroga – ma non si fa alcun cenno – alle tariffe e al bilancio del 2014. Competenza di consiglio comunale, ma nessuno solleva il caso. All’appello nei conti del 2014 che tra l’altro ancora non si chiudono, mancano solo per le mense circa 800.000 euro in cassa.

Terzo: il parere di regolarità contabile sulla delibera non c’è, sarà un caso o è proprio per questo motivo?

Quarto: si deroga al regolamento, altra materia di consiglio comunale, per quanto attiene le iscrizioni che dovrebbero avvenire solo una volta dimostrata la regolarità dei pagamenti dell’anno scolastico precedente. Sarà impossibile farlo, dato che la giunta ha deciso di inserire la rata di conguaglio a novembre 2015, ma anche qui è una deroga “fai da te“. Nessuno la impugnerà, certo, ma comunque i pagamenti sono a rischio e si torna indietro di anni luce rispetto alla gestione, senza contare i vari “data entry” ben pagati e praticamente buttati. Possibile che nessuno senta il bisogno di chiedere? Evidentemente va bene a tutti così.

Un’ultima cosa: l’assessore che si occupa delle mense e che per il sindaco “ha fatto un ottimo lavoro“, Laura Nolfi, era assente proprio alla delibera sui pagamenti, mentre anche lei ha sostenuto che la gara va revocata ma ancora non se ne fa nulla. La sua assenza è stata un caso o c’è altro?

Mense, si paga così. La svista e i dubbi che restano

svistamense

Un anno fa di questi tempi era già in circolazione il bando per l’iscrizione alla mensa scolastica. Da metà maggio a metà luglio era possibile iscrivere i bambini del primo anno, mentre per gli altri – una delle poche cose “avanzate”  nei servizi ai cittadini – era automatica, salvo dimostrare di aver pagato l’intero importo dell’anno precedente e pagare la prima rata del nuovo.

Tutto questo è “saltato” per ragioni più volte trattate. C’è chi dice di non avere avuto la possibilità di fare il passaggio di consegne e chi di non aver trovato dati, fatto sta che alla vigilia delle iscrizioni al prossimo anno la giunta ha deliberato come uscire dall’angolo per i pagamenti di questo e non incorrere nel danno erariale. Sindaco e assessori – ma Laura Nolfi era assente – hanno preso atto che “a causa di problematiche di natura tecnica – organizzativa, che hanno interessato la struttura gestionale dell’Ente, non si è potuto dare corso di emissione dei bollettini di pagamento” e stilato il nuovo calendario. Sindaco, assessori, segretario e chi ha predisposto la delibera, però, non devono essersi resi conto di una svista clamorosa e di un errore che rischia di inficiare tutto. La svista è la scadenza  della seconda rata “non oltre il 31/09/2015“, quando com’è noto settembre di giorni ne ha 30 da sempre e non cambia certo nel 2015.

L’errore, invece, è legato al vigente regolamento che stabilisce all’articolo 4 che “non potranno accedere al servizio gli utenti che non sono in regola con i pagamenti relativi agli anni scolastici precedenti“. E’ stato derogato? Deve essere implicito nella delibera, perché non lo troviamo scritto da nessuna parte. E se è stato derogato anziché andare avanti – dopo tre informatizzazioni, quasi 100.000 euro spesi, continui “data entry” e programmi che alla fine sembra non funzionassero – si torna indietro. Perché aver stabilito che ci si iscriveva solo pagando era stato un modo per far regolarizzare tutti,  mentre così si torna all’antico.

Comunque il periodo ottobre-dicembre andrà pagato “non oltre il 31 maggio” e dobbiamo dedurre che i bollettini sono in spedizione, di quello gennaio-marzo abbiamo già detto (speriamo che quello che in casi del genere è definito “mero errore materiale” sia corretto a stretto giro), mentre per aprile-maggio con relativo conguaglio i bollettini saranno emessi entro l’1 ottobre e i pagamenti dovranno avvenire entro il 30 novembre. Conguaglio…. ma le presenze sono state rilevate dalla ditta?

Altre domande: un genitore che iscrive il figlio per la prima volta cosa dovrà pagare? E le iscrizioni già in essere, saranno confermate senza dimostrare di aver pagato gli arretrati?

Fin qui l’emissione delle bollette, resta sempre “appesa” la vicenda della gara assegnata da una commissione ritenuta “illegittima” dall’Anac che il responsabile del servizio intende revocare ma per la quale non c’è ancora un atto formale. E’ evidente che se viene revocata se ne deve fare un’altra e anche qui i tempi stringono. A meno che non si decida che la mensa, per l’anno scolastico 2015-2016, inizi con calma anziché dall’1 ottobre. Sarebbe un altro inutile e pericoloso tuffo nel passato…

Mense, brava assessore Nolfi. Adesso un piano operativo

L'assessore Laura Nolfi

L’assessore Laura Nolfi

Doveva avere una soluzione, lo dicevamo, altrimenti era inutile che restasse lì. E ha fatto bene a dirlo in consiglio comunale. L’assessore alla pubblica istruzione del Comune di Anzio, Laura Nolfi, ha detto che l’appalto per la mensa va revocato. Le responsabilità sulla gara con una commissione che l’Anac ha ritenuto illegittima e quelle sulla “scomparsa” dei dati, il mancato rispetto del capitolato e lo smantellamento degli uffici non possono essere addebitati a lei, era chiaro, ma le si chiedeva una scelta politica chiara. Per anni abbiamo avuto assessori che davano l’impressione di essere più vicini all’azienda appaltatrice che ai bambini che dovevano mangiare. E’ da approfondire il siparietto tra l’ex assessore Del Villano e il consigliere Maranesi, con quest’ultimo che ha parlato apertamente di reati. L’argomento, tra denunce e contro-denunce, è già all’attenzione della Procura.

Ma qui interessa poco, perché stavolta finalmente c’è chiarezza. Se tu proponi delle cose e ottieni il massimo dei punti, poi devi rispettare quello che dici. Se a farti vincere è stata – come dice l’autorità anti corruzione – una commissione che non poteva farlo, poi il Comune ha il dovere di comportarsi di conseguenza. C’erano state troppe voce e pressioni, l’idea è che con l’affermazione in Consiglio comunale Laura Nolfi si sia tolta un peso. Ora la linea è chiara, ma l’assessore ha il dovere di mettere in campo un piano operativo immediato, di dare un’indicazione politica che è quella di fare presto e bene il nuovo appalto.

Siamo praticamente a maggio, a ottobre i bambini torneranno a mangiare nelle mense. Volendo c’è il tempo tecnico di bandire una nuova gara, istituire una commissione legittima e quindi assegnare l’appalto, far decorrere i 35 giorni previsti per legge e poi procedere anche con il contratto c’è. Sarebbe un’inversione di tendenza e una dimostrazione di efficienza importante. Magari anche consentire ai genitori di tornare a collegarsi al sito, dopo anni di “data entry” e quasi 100.000 euro spesi dal Comune.

Si può fare, anche in piena estate. Sempre che qualcuno non decida di mettersi in aspettativa.