Villa di Nerone, il comitato merita risposte

Villa di Nerone, il comitato merita risposte

Hanno scritto ancora, al sindaco Bruschini e all’assessore Attoni. Meritano risposte, quelle che non hanno avuto finora, arrivando a denunciare persino l’omertà delle Istituzioni.

Qualcosa è cambiato rispetto ai lavori sui resti del porto neroniano, l’azienda appaltatrice è stata revocata, sarà bene che il tavolo “promesso” dal sindaco mesi fa possa finalmente riunirsi. I cittadini, Bruschini lo sa bene, vanno rispettati tutti. A maggior ragione se come in questo caso rappresentano migliaia di firmatari e schieramenti politici assolutamente diversi tra loro.

Dia un segnale, il sindaco. Sarebbe già un passo avanti…

La via a Lionello Ponti, beffa o pasticcio burocratico per una storia singolare

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Un cartello nuovo, appena montato, con scritto via Ulisse. Uno ormai segnato dal tempo, dall’altro lato della strada, con scritto “Via Lionello Ponti, 1919 / 2000, Medico Chirurgo, Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica”. E’ lì dal 2007.

Siamo su via di Villa Borghese, la strada che dal cavalcavia conduce nella zona ai confini di Santa Teresa e fino all’ospedale. Una storia singolare, una delle tante di una città che ricorda le scene televisive di Corrado Guzzanti e della casa della libertà dove “facciamo tutti come c… ci pare”.

Al settimanale “il Granchio” che ha fatto notare la cosa, qualche tempo fa, con la “foto della settimana”, ha risposto in modo piccato l’ufficio toponomastica del Comune di Anzio. Nella lettera la firma è questa, da chi dipenda l’ufficio non è dato sapere né sul sito del Comune alla sezione “amministrazione trasparente” ce n’è traccia, ma è solo un aspetto marginale.

Perché in quella lettera c’è più di qualche notizia, oltre alla conferma di come si fanno le cose dalle nostre parti. C’è la spiegazione di un pasticcio politico-burocratico che per una via sarà solo la figuraccia fatta con gli eredi dell’illustre chirurgo, ma che purtroppo spesso riguarda anche altre vicende. Restiamo a questa, emblematica, della strada.

La prima notizia è che l’intitolazione della via a Lionello Ponti, decisa all’unanimità dal consiglio comunale il 24 settembre 2007, è stata una presa in giro. Così come la cerimonia in pompa magna, presenti l’allora sindaco Candido De Angelis e l’assessore – all’epoca – alla cultura, Sebastiano Attoni, del 15 dicembre dello stesso anno.

Già a partire dai suoi primi anni di attivitàè scritto nella delibera di Consiglio Comunale –il professor Ponti si è fatto apprezzare, in tutto il mondo, per il suo straordinario impegno medico e didattico con attività di ricerca e collaborazione con Università e Centri per la Formazione Medica. Per circa quindici anni pur continuando ad operare in campo didattico, ha scelto di essere un cittadino di Anzio”. Così venne deciso di intitolargli “la via dove ha vissuto e dove oggi i suoi congiunti trascorrono periodi di vacanza” parole del sindaco di allora.

Attenzione, perché l’ufficio toponomastica rispondendo al settimanale afferma che “non risulta sia mai pervenuta l’autorizzazione prefettizia alla variazione toponomastica”. Ecco la seconda notizia. Si è votato e si è fatta la cerimonia in assenza di un “apposito decreto prefettizio”. Risultato: la via è stata intitolata ma in anagrafe il nome non è mai stato cambiato, poiché variarlo “senza l’autorizzazione citata comporta il reato di abuso d’ufficio”. Le norme sono chiare, le indica lo stesso ufficio: Decreto del presidente della Repubblica 223/89 (http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:1989-05-30;223!vig) e legge 1188/27 (http://servizidemografici.interno.it/sites/default/files/RD%201188_1.pdf)

Una colossale presa in giro o cos’altro? Solo un capriccio-cavillo burocratico? Ma soprattutto chi doveva chiedere quell’autorizzazione dopo la delibera del consiglio comunale? Dov’erano uffici, dirigenti, segretario e compagnia cantante?

Comunque sembra proprio che con i nomi delle vie non si scherzi e in ogni modo – ecco l’altra notizia – il Comune con la delibera di giunta 30 dell’11 aprile dello scorso anno ha approvato il nuovo stradario. E via Ponti non c’è, bensì resta via Ulisse “da via di villa Borghese, senza uscita”. Insomma, il nuovo cartello è giusto e l’altro… abusivo o, più realisticamente, solo un ricordo

Nella delibera – Attoni ancora assessore, sia pure con altro incarico, si decide “Di approvare lo stradario allegato e costituente parte integrante di essa, come stradario ufficiale di questo Comune alla data dell’ 8 ottobre 2011 ai sensi dell’art. 45 del DPR 223/89”.

E qui c’è un’altra notizia. Riguarda via Pierluigi Nervi. E’ sparita dall’elenco delle 600 approvate, ammesso ci sia mai stata. All’illustre ingegnere si era deciso di intitolare la via dove aveva vissuto, nota come via dell’Ombra, nei pressi della stazione ferroviaria. Poi era spuntata una via Nervi anche a Lavinio, in una zona di nuova edificazione, con più di qualche problema di corrispondenza. Adesso non ci sono più l’una né l’altra. In compenso, evidentemente con tutte le autorizzazioni del caso, abbiamo via Roma, viale Roma e piazza Roma.  Meglio abbondare, o no?

Mense, non c’è pace nemmeno a Pasqua

Mense, non c’è pace nemmeno a Pasqua

I consiglieri comunali di Forza Italia Marco Maranesi, Luciano Bruschini e Valentina Salsedo impugneranno gli atti della gara per le mense. Lo annunciano in una nota ricostruendo le loro perplessità e parlando di procedura “illegittima”. E’ la conferma dei veleni all’interno del Comune e di una situazione esplosiva. Ah, certo, dicono di avere come unico obiettivo i pasti dei bambini ma si capisce bene che dietro a questa vicenda, a parte il sindaco che come sempre non sa o non ricorda, c’è ben altro. 

Lo scontro tra uffici, quello tra dirigenti e politici, quello tra segretario e dirigenza. Vicende che si trascinano da troppo tempo e che vanno necessariamente risolte. Forse ci penserà l’autorità giudiziaria, perché su questa storia delle mense da quello che si sa già si sono rivolti tutti “a chi di dovere” o stanno per farlo tra presunte pressioni e segnalate irregolarità nella formazione della commissione. Vedremo.

Una cosa è condivisibile del documento: in 48 ore si è sostituito il membro della commissione e ne è stato nominato un altro. Era facile, i nomi dall’Ordine dei commercialisti erano già arrivati, ma è segno evidente che la macchina quando vuole può fare atti a tempo di record. 

Buona Pasqua!

Comune, il piano anti corruzione: atto d’accusa e qualche inesattezza

Nel commento pubblicato mi viene fatto notare un errore. La nomina del responsabile anti corruzione è sì del 26 marzo ma del 2013. Ne prendo atto, scusandomi per l’errore e sottolineando che il piano è evidentemente frutto di un lavoro lungo oltre un anno. Grazie della segnalazione.
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Era evidentemente già pronto. Andava approvato entro il 31 gennaio, è arrivato ufficialmente l’1 aprile, sei giorni dopo che il segretario generale del Comune era stato nominato responsabile dell’anticorruzione. Al piano allegato alla delibera, evidentemente, aveva già lavorato e non c’è da scandalizzarsi se è stato approvato in tempi record. Dispiace per qualche inesattezza ma c’è anche più di qualche spunto sulla situazione dell’ente.

Tralasciamo le norme generali e vediamo alcuni dettagli del piano. Partiamo dalle aree a rischio. Oltre quelle previste dalla legge, il segretario individua come “ulteriori aree di rischio” il settore delle risorse tributarie, patrimoniali, gestione tributaria e l’urbanistica. Scrive il responsabile del piano: “Con riferimento all’area afferente la gestione delle risorse tributarie, patrimoniali e finanziarie, si ritiene utile la sua individuazione come specifica area di rischio, ancorché non contemplata dal dettato della norma e dal Piano nazionale Anticorruzione, in quanto nell’ambito di tali gestioni possono essere inclusi alcuni processi potenzialmente a rischio di fenomeni corruttivi o di illegalità, si pensi ad esempio alla riscossione delle entrate tributarie e delle sanzioni amministrative, alla concessione di beni patrimoniali ed alla definizione dei canoni di locazione. Un‘area che sicuramente, benché non contemplata a livello nazionale, può per sua natura presentare processi a rischio è quella dell’urbanistica”.

Vediamo, poi, una delle inesattezze. La scheda 01, riferita alla trasparenza, tra le “azioni già intraprese” indica la “pubblicazione dei dati e delle informazioni previste dal decreto legislativo 33/2013”. Com’è noto il sito del Comune di Anzio è ancora fuori legge da questo punto di vista

Andiamo alla scheda 11, relativa ad “azioni di sensibilizzazione e rapporto con la società civile”. Tra le “azioni da intraprendere” si legge che avverrà la “Pubblicazione sul sito istituzionale della bozza di Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e sua trasmissione alle associazioni rappresentative dei portatori di interesse per il recepimento di eventuali osservazioni” e la “Pubblicazione sul sito istituzionale dell’Ente dello schema definitivo di Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e dei suoi aggiornamenti”. Domanda: quando avviene questo se il piano è stato già approvato?

Infine un vero e proprio atto d’accusa, sulla scheda 12 relativa ad “Affidamento lavori, servizi e forniture”. Un punto scoperto nell’organizzazione del Comune e al centro di dispute – si veda la recente gara per le mense – di non poco conto. Senza contare che – è stato affermato in Tribunale durante il processo Raimbow – di fatto ognuno fa ciò che vuole e che addirittura i contratti si firmano a servizi ampiamente avviati.

E’ lo stesso segretario a sottolineare che questo “rappresenta uno dei settori maggiormente esposti al rischio di corruzione o di comportamenti illeciti in generale, anche in considerazione del fatto che tali procedure non risultano, allo stato attuale, gestite in maniera centralizzata e ciò rende più complesso il controllo delle attività connesse. Infatti praticamente tutti i processi facenti capo a tale area sono risultati, a seguito dell’analisi svolta, esposti ad un rischio medio alto/alto anche in conseguenza dell’assenza di specifici atti organizzativi che regolano i processi”.

Chi doveva provvedere? Cosa si farà adesso? Si continuerà con gare e affidamenti ognuno per proprio conto – e con annessi “veleni” – o si deciderà di intervenire?  

Il sito che promuove, quello che fa danni. Con gli Spaghetti alla sorrentina…

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Creato e dimenticato. Anzi, dannoso se veramente si volesse fare promozione. Mentre il sito del Comune lancia il collegamento a www.visitanzio.it nessuno – dalla Regione che l’ha finanziato e dal Comune che pure ci ha messo parte dei soldi – chiede conto di www.anzioinpiazza.it

E’ – doveva essere – il sito del Centro commerciale naturale che nelle intenzioni andava a rilanciare anche con moderni strumenti le attività del centro cittadino e promuovere le iniziative che sarebbero state realizzate.

Il sito c’è – come il Centro commerciale naturale – ma è vuoto. Tra le tipicità di Anzio figurano ancora gli spaghetti alla sorrentina, ma nessuno sente il dovere di intervenire. Non lo fa il Comune, non ci pensa la Regione Lazio. Nessuno si preoccupa del fatto che sono stati spesi soldi pubblici – con percentuale per il “Costo Progettazione e realizzazione CCN da parte del CAT Confcommercio” – per un progetto copiato e incollato un po’ ovunque nel Lazio.

Solo che altrove provano a far funzionare centro e siti internet, qui non ci sono l’uno né l’altro. Non solo, il Comune di Anzio ha assegnato proprio al Centro commerciale naturale le strutture realizzate e quindi dalla “baracca” in piazza che doveva essere il punto informazioni alle panchine, fino alle paline segnaletiche, lo stesso Centro dovrebbe preoccuparsi della manutenzione.

Invece sono abbandonate, il Comune tace, anzi dà spazio a un’associazione che sembra parallela allo stesso Centro commerciale naturale. Misteri di Anzio…

Intanto per il sito non c’è traccia di interventi. Né si capisce che fine abbiano fatto: “Promozione su web attraverso la creazione di un sito dinamico con possibilità di aggiornamento e scambi promozionali tra i vari utenti, pubblicizzazione di promozioni in atto nel CCN e di manifestazioni o eventi per il tempo libero e la cultura; Pagina sul sito web dedicato al Centro Commerciale Naturale contenente tour virtuali del Comune; Pagina sul sito web dedicato al Centro Commerciale Naturale dedicata all’ospitalità per i turisti nell’area di interesse o nelle aree limitrofe alla stessa Pagina informativa sul sito web del Centro Commerciale Naturale dedicata ai percorsi possibili per raggiungere il Comune comprese tabelle orarie relative ai trasporti pubblici e alla mobilità; Realizzazione di contenuti per portale web in lingue straniere; Area WEB-Newsletter e news dedicate agli operatori; Creazione di una rete WiFi pubblica in modo da creare “un’agorà” che diventerà il punto ideale dove potersi collegare comodamente ad internet tramite cellulari e notebook. L’area sarà individuata all’interno del perimetro del CCN come segno distintivo e tecnologico dell’iniziativa creazione all’interno di una pagina web, del sito del CCN, di coupons stampabili utili ad ottenere degli sconti presso i negozi dove vengono effettuate promozioni; Sviluppo della vendita sul circuito web del Centro Commerciale Naturale; Realizzazione dell’area web dei servizi del CCN; Creazione di un data base con l’inserimento di curriculum a servizio di ricerche di addetti da parte degli esercenti del Centro Commerciale Naturale; Invio di newsletter ai consumatori registrati sul sito web del CCN con le offerte relative alla merceologia tipologica di interesse, con cadenza stagionale; Invio di sms per avvisare i consumatori fidelizzati su eventi e/o manifestazioni con cadenza mensile”. E’ quanto scritto – rispetto al web – sul rendiconto del Centro commerciale naturale.

Ah, non c’entra con il sito ma qualcuno ha notizie della “Fidelity Card senza banda magnetica con relativa custodia con indicati: il nome dell’ Associazione del CCN, la lista delle vie e dei negozi aderenti, le promozioni in atto, i numeri utili del Comune di appartenenza e la planimetria dell’area interessata” ? 

Mense, le strane certezze e quello che servirebbe. A partire dai bambini

Chi ha qualche anno ricorderà sicuramente il compianto Mike Bongiorno che chiedeva ai concorrenti “quale busta, la uno, la due o la tré?” Ad Anzio siamo alla stregua dei quiz, perché intorno all’apertura delle buste per la gara relativa alle mense scolastiche si è aperto un vero e proprio caso (http://www.inliberuscita.it/politica/30423/mense-aperte-le-buste-per-la-gara-avanti-senza-ascoltare-lo-stop-chiesto-dal-segretario/) dopo che alcuni consiglieri di Forza Italia avevano espresso perplessità sulle procedure. Ora, al di là di un commercialista iscritto all’albo da appena cinque mesi e alla sua sostituzione in tempo di record, qui la vicenda è un’altra. 

Il Comune, infatti, in casi del genere si paralizza. E’ successo ora con le mense, accadrà a breve con i rifiuti. Guarda caso i due appalti più importanti trasformano i consiglieri comunali e gli assessori, oltre al sottobosco politico, in super esperti e/o dietrologi di professione. Nessuno in questi giorni, invece, ha sollevato “la” questione. Vale a dire la qualità di quello che mangeranno i  nostri figli.

Se la gara è sbagliata, certo, è bene provvedere. Ma quello che abbiamo sentito intorno alla vicenda non ci piace affatto. Se consiglieri e sottobosco hanno notizie che ci sfuggono fanno bene a rivolgersi a chi di dovere, altrimenti dovrebbero tacere. E far lavorare chi lo sta facendo, purché al primo posto ci siano – dopo – i pasti dei bambini. 

Ecco, anziché preoccuparsi della gara sarà bene, dopo, verificare il rispetto rigoroso del capitolato. Vedere se i bambini mangeranno o meno. Fare in modo che se l’azienda vincitrice sbaglierà sarà multata. Non con i cento euro, poco più che simbolici, toccati alla Serenissima. Dagli stessi zelanti consiglieri, insomma, ci aspettiamo questo. Assessori e dirigenti più della Serenissima che del Comune li abbiamo già avuti. Ci aspettiamo, magari, qualche pasto a mensa con gli alunni, per rendersi conto della situazione dal vivo. L’ascolto dei genitori prima di dire che sono “strumentalizzati” e perché no la promozione di politiche della sana alimentazione. Finalmente un’informatizzazione degna di tale nome e non che ha cambiato tre sistemi in tre anni senza che se ne venga ancora a capo.

Il resto è polemica di paese, certezze come al solito sul nulla, capaci di paralizzare un’amministrazione che già brilla per non aver fatto nulla e di tutto ha bisogno fuorché di questo.

Peccato non andrà così, perché tra due mesi c’è la gara dei rifiuti… 

I lavori al porto di Nerone, il silenzio delle Istituzioni

“Senza mai ricevere alcuna risposta soddisfacente in merito”. Basta e avanza questo passaggio per dire quanto le Istituzioni – in questo caso Comune, Regione, Agenzia regionale di difesa del suolo (Ardis) e Soprintendenza – tengono conto dei cittadini. O mantengono gli impegni assunti. O fanno sapere, dopo che è uscita la notizia sull’interdittiva antimafia nei confronti dell’azienda che sta realizzando i lavori sull’antico porto Neroniano se hanno proceduto o meno a sospendere l’appalto.

Di questo parliamo, infatti, dei lavori che stanno stravolgendo i resti archeologici e del comunicato con il quale il comitato “Tutela della villa e grotte di Nerone” torna a chiedere chiarezza. Migliaia di cittadini hanno firmato, il comitato ha scoperto passaggi interessanti – come le mancate procedure sulla valutazione di impatto ambientale – è uscita addirittura la notizia della vicenda antimafia e cosa fanno le istituzioni? Non rispondono.

Orbene ad Anzio siamo abituati (a proposito, che provvedimenti sono stati adottati per la ruspa parcheggiata sui ruderi?) con la Regione non dovrebbe essere così e forse il presidente Nicola Zingaretti farebbe bene a prendere di petto la questione. C’è poi il ruolo della Prefettura di Roma: cosa ha fatto? Ha avuto notizia da quella di Latina dell’interdittiva? Ha agito di conseguenza?

Anche la Prefettura – a dire il vero – è solita prendersela con calma…. Dobbiamo ricordare che ha consentito a Patrizio Placidi di restare al suo posto da incompatibile sulla base di un parere del Ministero misteriosamente scomparso nei cassetti del Comune e – dobbiamo dedurre – anche in quelli di via IV Novembre? E vogliamo ricordare che il consiglio comunale andava sciolto per la mancata approvazione del consuntivo e ciò non è avvenuto?

 Dal comitato i portavoce Silvia Bonaventura, Chiara Di Fede e Francesco Silvia ricordano l’ordine del giorno unanime del consiglio comunale nel quale si elencavano una serie di azioni da intraprendere. Impegni “ampiamente disattesi”. E nulla si è saputo “della conferenza dei servizi, della copia del verbale della suddetta, della copia degli atti richiesti, senza contare i continui commenti denigratori che il sindaco o chi scrive dal suo profilo rivolge ai cittadini che compongono questo comitato”. 

Spiace riportarli, ma è evidente che in assenza di capacità di confronto e non concependo che dei cittadini possano svolgere semplicemente il loro ruolo, attraverso il profilo facebook Bruschini 3.0 dia degli “scienziati” o “ingegneri navali” a coloro che chiedono semplicemente chiarezza. Da mesi e a maggior ragione ora che c’è di mezzo una ditta in odore di ‘ndrangheta. 

Hanno ragione al comitato a sottolineare come “attendiamo ancora risposte che in assoluta omertà l’Amministrazione comunale, la Regione, la Soprintendenza rifiutano di darci, negandosi al confronto richiesto”. 

E queste sarebbero le amministrazioni trasparenti e rispettose dei cittadini. Ma per piacere…

Francescana, Maggioli, Placidi: facce di una stessa medaglia

Già, una medaglia di solito ha due facce. Qui ne disegniamo una da tre, tanto ad Anzio si può tutto. Restiamo alla medaglia per spiegare cosa c’entrano le cause vinte dalle ex dipendenti della Francescana (http://www.inliberuscita.it/primapagina/30043/francescana-dopo-i-licenziamenti-tre-ex-dipendenti-vincono-la-causa/) una determina che liquida l’aggiornamento di un software usato per la gestione delle mense, la delega che come abbondantemente annunciato e previsto è tornata nelle mani di Placidi che gestirà – nei fatti era sempre lui il punto di riferimento – ancora il settore dell’ambiente.

Andiamo con ordine. Quando la Provincia romana dei frati minori conventuali avviò una procedura di usucapione per ottenere la proprietà dell’area dov’è sorta la casa di riposo La Francescana nessuno, di fatto, si oppose. Concedendo l’usucapione lo stesso giudice rileva come il Comune non si è difeso. Dimenticando che per realizzare quella struttura – all’epoca avveniristica – c’erano anche i soldi del Comune (30 milioni di lire l’anno, per sei anni) e che la casa di riposo sorgeva su un terreno gravato da uso civico. Non solo, i cittadini di Anzio avevano liberamente contribuito con propri fondi a che si realizzasse la casa. 

I frati non riuscivano più a gestirla e misero sul “mercato” la struttura dopo che avevano ottenuto la piena proprietà. Era pronto un accordo con la famiglia Bruschini, già nel settore con “La Teresiana”, ma saltò all’ultimo minuto. Arrivò la fondazione “Omnia” che però non resistette a lungo. Le promesse di mantenere il personale non furono mantenute. E dal Comune nessuno mosse un dito. Arrivò allora la Upf medical center con Italo Colarieti nel contemporaneo ruolo di assessore ai servizi sociali e direttore generale della Francescana. Formalmente al limite della compatibilità, nei fatti incompatibile, ma anche qui silenzio assoluto. Di maggioranza e opposizione. Questa vicenda entra in parte nel processo a carico di Colarieti, ma sarà la magistratura a decidere. Diciamo che in Comune non hanno brillato. Ma sì, i sacerdoti, il sociale, l’assessore che deve pur lavorare…

La Maggioli, allora. Che c’entra? Nulla, vero, ma è stata recentemente liquidata una fattura di poco più di 1000 euro. Sciocchezze, vero.  Qui sarebbe ora di capire se e quanti sistemi informatici si usano per le mense, quanto sono costati negli anni, che risultati hanno prodotto, quante volte dobbiamo pagare il “data entry” e se l’opposizione si svegliasse anche perché paghiamo Maggioli quando da questo anno scolastico se ne occupa Mercurio service. Parentesi: i genitori che con Tecnorg vedevano la loro “posizione” oggi grazie al cassetto tributario hanno la stessa fattura che gli arriva a casa e basta. Anzi no, sanno quello che già sapevano: se hanno pagato o meno… E in Comune si va avanti, pazienza, il sistema funziona, che saranno mille euro… 

Così ci ritroviamo Placidi assessore, com’era previsto. Chissà se qualcuno gli chiederà quanto ci è costato il “porta a porta”, quanto abbiamo incassato vendendo i rifiuti differenziati, quando i cittadini vedranno diminuire e non aumentare la loro bolletta, quando finirà lo scempio dei secchioni stracolmi in centro a tutte le ore. Lui un bel gesto potrebbe farlo: ritirare la denuncia ai quattro cittadini che scoprirono analisi dell’Arpa che in Comune – misteriosamente – ci misero giorni a essere valutate. No, lasci stare i giornali ai quali ha dichiarato guerra: quelli si difenderanno nelle sedi opportune. Ma i cittadini meritano attenzione, tutti e non solo quelli che sono vicini all’assessore perché sperano – magari – in qualche cooperativa che possa dare uno straccio di lavoro e compenso. Basta recarsi in un paio di bar al mattino, dove si procede stile “caporali” di un tempo non tanto lontano…

Diventando assessore e facendo entrare in consiglio comunale Umberto Succi, Placidi evita la mozione di sfiducia giustamente proposta dal movimento cinque stelle per le frasi che da presidente dell’assise civica lo stesso Placidi ha profferito. Speriamo che almeno in Prefettura qualcuno voglia battere un colpo, così per dire che le Istituzioni ci sono. Tanto in Comune si va avanti, figuriamoci se c’è da preoccuparsi di chi dissente o dei Cinque stelle….

Infine gli auguri di buon lavoro  a Sergio Borrelli, in predicato di tornare a presiedere il Consiglio comunale. Se non è un record, poco ci manca.